Cancro e Attività Fisica Adattata

Cancro : a Catania, Scienziati e Studiosi del Movimento Umano coordinati dal Prof. Carmelo Giuffrida gettano importanti basi sulla ricerca del settore contribuendo con l’Attività Fisica Adattata.

Catania 4 Febbraio 2018.

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida conclude la prima fase di un’importante ricerca scientifica basata sulle evidenze pubblicate nel web dei più importanti siti del settore accreditati dal mondo scientifico.

La giornata mondiale del 4 Febbraio è dedicata al Cancro e questo Studio, nel suo piccolo, ha contribuito ad aggiungere una voce alla chiamata collettiva lanciata dall’UICC per il ” WORLD CANCER DAY 2018 “ insieme agli altri 1472 supporters disseminati nel mondo contribuendo a totalizzare 7.591.984 visitatori sui social network e nelle reti del web!

I benefici dell’esercizio fisico sono già noti da parecchi anni: il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata e il motto ” We Can – I Can “ dell’U.I.C.C. aiuta a prevenire e a combattere questo acerrimo nemico che affligge l’essere umano.

L’European Breast Cancer Conference ha fornito una conferma importante: fare attività fisica con costanza riduce del 12% il rischio di ammalarsi di tumore al seno per le donne di qualunque età e peso corporeo.

Cancro : Linee guida internazionali

Le linee guida internazionali indicano che l’esercizio in regime aerobico è in grado di indurre una riduzione di mortalità per tutte le malattie, tumori compresi, se prescritta come un farmaco indicando il tipo di tecnica, la dose e la durata, l’intensità e la frequenza degli esercizi, misurando e monitorando l’intero piano di lavoro adattato alla persona che richiede la prestazione di Attività Fisica Adattata.

L’attività fisica aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica.

L’esercizio fisico somministrato in ambiente altamente specializzato aiuta a controllare il peso corporeo (ha una relazione strettissima con il rischio tumorale), influenza gli aspetti del metabolismo legati ai meccanismi di insulino-resistenza, induce benefici sulla modulazione del sistema nervoso autonomo e si correla con le malattie cardiovascolari e con il controllo immunologico.

L’American Cancer Society, l’American College of Sport Medicine, il National Comprehensive Cancer Network Guidelines for Survivorship forniscono valide indicazioni sugli esercizi da introdurre nei piani terapeutici, suggerendo di restare attivi, raccomandando la prescrizione dell’attività motoria allo stesso modo di un farmaco: l’attività fisica dovrebbe essere prescritta dagli oncologi, insieme a radio, chemio ed altre terapie.

Un uso eccessivo di estrogeni (gli ormoni femminili per eccellenza) facilitano la comparsa del cancro al seno; i fattori che ne aumentano la presenza hanno un effetto negativo e viceversa (le gravidanze, ad esempio, riducono la produzione di estrogeni e assumono un effetto protettivo).

Gli inibitori dell’aromatasi, farmaci utilizzati per ridurre il rischio di recidive del tumore in donne in post-menopausa con un carcinoma della mammella sensibile agli estrogeni (HR positivo), potenzialmente sopprimono la conversione di androgeni in estrogeni e bloccano la produzione di estrogeni sia nei tessuti normali che nelle cellule neoplastiche: agiscono inibendo la sintesi degli estrogeni.

I dati quantitativi consentono di stimare che il dolore alle articolazioni riguardi quasi la metà delle donne in trattamento con inibitori dell’aromatasi (anastozolo, letrozolo, exemestane).

I sintomi derivanti e conseguenziali più comuni sono riscontrabili in algie simmetriche a mani e polsi, alle ginocchia, alle articolazioni coxo-femorali, al rachide lombo-sacrale, al cingolo scapolo-omerale).

Soggette a maggiore esposizione sono le donne al di sotto dei 60 anni che hanno utilizzato chemioterapia: uno studio randomizzato condotto dalla Yale School of Public Health conferma l’utilità dell’attività fisica per contenere i sintomi.

La maggior parte dei tumori nelle fasi precoci sono caratterizzati dalla elevata presenza di macrofagi detti TAMs (Tumor-Associated Macrophages). (Huget et al., 1978) e l’esercizio fisico è in grado di influenzare favorevolmente il micro-ambiente tumorale la cui composizione è altamente plastica, sottoposta a un costante rimodellamento in risposta a segnali istruttivi derivanti dalle alterazioni della disponibilità e della natura dei fattori ospitanti sistemici al punto di reagire in maniera direttamente proporzionale all’esposizione tipologica relativamente all’attività fisica e alla qualità dello stile di vita condotto.

Certamente l’attività fisica non può in alcun modo sostituire le terapie sebbene il prescriverne l’uso costante sotto controllo di Specialisti del Movimento Adattato gioca un importante ruolo favorevole.

Bibliografia

http://www.airc.it/tumori/tumore-al-seno.asp

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/seno-perche-lattivita-fisica-riduce-il-rischio-di-tumore

http://www.repubblica.it/oncologia/qualita-di-vita/2017/02/10/news/cura_dei_tumori_attivita_fisica_come_terapia-157999087/

 


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