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Sindrome da conflitto: quando la spalla è da riatletizzare!

Nel 1972 Neer rese popolare il termine “Sindrome da Conflitto” detta anche “Sindrome da impingement”. Con tale definizione si intende che la cuffia dei rotatori della spalla è compressa contro la struttura anteriore dell’arco coraco-acromiale, il terzo anteriore dell’acromion radiale, il legamento coraco-acromiale e l’articolazione acromio-claveare.

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

L’irritazione flogistica dei muscoli della cuffia dei rotatori compromette la funzione motoria poiché è depressore della testa omerale durante i movimenti che comportano attività dell’arto superiore sopra la testa. Infatti, riducendosi lo spazio tra la testa dell’omero e l’arco coraco-acromiale ne scaturisce il processo conflittuale.

Ad aggravare ulteriormente la sindrome reattiva è il restringimento del tragitto sotto-acromiale derivante dalla presenza di speroni nel legamento coraco-acromiale e sulla superficie inferiore del terzo anteriore dell’acromion.Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Questi fattori, nel loro insieme, determinano l’aumento della pressione sulla cuffia dei rotatori fino a creare una lesione cronica e, anche, la frattura dei tendini della cuffia.

Si possono distinguere 3 stadi conflittuali in rapporto all’età del soggetto esaminato, ai dati dell’esame obiettivo e agli esiti del decorso clinico.

Le lamentele del conflitto sotto-acromiale convergono nel dolore alla spalla associato a ipostenia e parestesie dell’arto superiore.

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Per ottenere una riatletizzazione efficace e funzionale occorre differenziare, però, un conflitto primario da quello secondario.

 

“Sindrome da Conflitto” sottoacromiale primario

 

Il Conflitto sotto-acromiale primario è la conseguenza di un’anomala relazione tra cuffia dei rotatori e arco coraco-acromiale includendo il restringimento del tragitto sotto-acromiale. Solitamente si riscontra in soggetti ultra-quarantenni che riferiscono algia anteriore della spalla e supero-laterale del braccio. Di norma viene riferita l’impossibilità a dormire sul lato dolente. Alla debolezza della spalla corrisponde la difficoltà a compiere movimenti dell’arto superiore sopra il capo. Si evidenzia una riduzione del R.O.M. (Range Of Motion) con scarsa mobilità e ipostenia della cuffia dei rotatori secondaria all’espressione algica.

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Il test di Hawkins, consistente in una adduzione dell’arto ruotato per intero e flesso portato davanti al torace, completato dal test di Neer, consistente in un’elevazione per avanti dell’omero ruotato interamente, confermano e testimoniano tanto il conflitto quanto l’infiammazione della cuffia dei rotatori.

 

“Sindrome da Conflitto” sottoacromiale secondario

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il Conflitto secondario è un fenomeno clinico derivante dal relativo restringimento dello spazio sotto-acromiale. Generalmente è secondario a un’instabilità dell’articolazione gleno-omerale. E’ derivante da sovraccarico funzionale della cuffia a causa dell’aumento di carichi lavorativi con cui i muscoli sono sottoposti per stabilizzare la spalla. Da ciò deriva anche una traslazione superiore anormale della testa dell’omero per ridotta depressione. Quanto detto, si evidenzia maggiormente nei lanci associandosi a una diminuzione della clearance. Inoltre, può interessare la scapolo-toracica per conflitto meccanico della cuffia dei rotatori con l’arco coraco-acromiale.

Nell’instabilità della scapola si nota uno scorretto posizionamento della scapola in rapporto all’omero.

Da ciò deriva una retrazione in adduzione insufficiente della scapola che determina un ulteriore impatto dell’arco coraco-acromiale con la sottostante cuffia dei rotatori.

I soggetti con conflitto secondario sono di giovane età. Per lo più, provengono quasi sempre da attività sportive quali il nuoto, il baseball, la pallavolo, il tennis o il badminton. Nei body builder, si evidenzia per aver sottoposto la spalla ad esercizi di distensioni sopra la testa, alzate laterali, tirate al mento, shrugs o scrollate.


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Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

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Diabete-Attività Fisica Adattata-Sport-Esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Andare in Palestra: differenze nella somministrazione di esercizio!

Andare in Palestra impone delle scelte che non possono essere lasciate al caso e all’improvvisazione!

La scelta del luogo e del Professionista capace di calibrare il movimento deve essere ponderata e indirizzata alle proprie esigenze personali. 

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaEsistono molte esperienze scientifiche e altrettante evidenze sull’efficacia della pratica di un regolare esercizio fisico. Indubbiamente, ciò produce un miglioramento dello stato di salute e una riduzione del rischio di mortalità generale. I soggetti fisicamente attivi che praticano attività motoria presentano una seria riduzione del rischio di sviluppare malattie. E, tra le patologie sensibili all’esercizio fisico, ne utilizzano maggiormente gli effetti quelle cardiovascolari, ictus cerebrali, diabete tipo 2, cancro del colon, osteoporosi, depressione, …

L’uso corretto di questo “nuovo” strumento, somministrato con rigore scientifico ai fini del miglioramento della salute dei cittadini, è stato adottato a pieno titolo nella pratica clinica. Inoltre, è usato nella lotta alla sedentarietà e nella promozione dell’attività fisica nelle diverse condizioni patologiche (obesi, diabetici, dislipidemici, ipertesi, …).

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’introduzione dell’uso di attività motoria per ottenere uno stato di salute ottimale e il benessere fisico, o semplicemente per migliorare l’efficienza fisica, richiede di approntare concrete modalità organizzative. All’interno di queste modalità deve esistere tanto la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche esigenze del singolo soggetto, quanto la somministrazione, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

 

Andare in Palestra: L’esercizio fisico è un valido “strumento” indispensabile per combattere le alterazioni metaboliche e cliniche (sindrome pluri-metabolica) dell’inattività fisica.

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Gli Studi promozionali, derivanti dalla somministrazione di attività fisica nella popolazione generale, e il grande successo ottenuto nel recupero funzionale di soggetti affetti da patologie stabilizzate o cronicizzate che possono beneficiare dell’esercizio fisico hanno permesso di sviluppare alcune importanti esperienze. per la precisione, queste riguardano la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, a soggetti anziani fragili, ai trapiantati di organo (cuore, rene e fegato), …

 

Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa realizzazione di programmi di prescrizione dell’attività fisica con “percorsi assistenziali speciali” integrati, rivolti a persone che presentano problemi di salute, hanno dato esito positivo dimostrando grande efficacia nelle patologie sensibili monitorate clinicamente.

 

Le concrete modalità organizzative, all’interno delle quali possono avvenire sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione, attraverso percorsi che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta, godono, oggi, degli esiti di enormi quantità di progetti sperimentali internazionali. Per la precisione, hanno provate verifiche scientifiche supportate da evidenze facilmente rintracciabili sulle reti web.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

I protocolli utilizzabili, pertanto, offrono serie risposte operative a bisogni dell’utenza che, fino ad oggi non hanno trovato adeguata copertura con altri appropriati interventi sostenibili.

 

Andare in Palestra – L’esercizio fisico, ormai, viene prescritto e somministrato come un farmaco (Esercizio fisico Adattato – EFA):

  • è diretto a persone con malattie sensibili all’attività motoria (prevalentemente malattie cardiovascolari e dismetaboliche);
  • si coniuga all’esigenza di evitare inutili medicalizzazioni;
  • diventa un sistema per coadiuvare i trattamenti sanitari appropriati (principalmente nelle disabilità stabilizzate derivanti da eventi patologici) attraverso l’Attività Fisica Adattata – AFA.

 

Occorre stabilire sempre una corretta sinergia tra la presa in carico della persona e la “prescrizione”:

 

  • L’avvio all’attività e all’esercizio fisico e la costruzione di un modello organizzativo avviene nell’ambito di una integrazione professionale e organizzativa fra il Medico di Medicina Generale, il Medico specialista di riferimento per le diverse patologie sensibili all’esercizio fisico (Medico dello sport, Cardiologo, Diabetologo, Fisiatra, …) e il Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.).

 

  • – La somministrazione dell’attività e dell’esercizio fisico nel suo effettivo svolgimento deve avvenire in situazioni organizzate o in strutture specificamente attrezzate, contraddistinte da una buona gestione complessiva, facilmente accessibili e con modalità tali da assicurare una elevata compliance al percorso proposto – “Palestra Etica e Sicura”, fidelizzate ai suoi valori, in cui operano Dottori Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialisti A.M.P.A.) e Dottori in Scienze Motorie e dello Sport opportunamente formati dalle Università.

 

Nella fase acuta la somministrazione di esercizio fisico avviene in ambito Sanitario

 

– in fase acuta: avviene in ambito Sanitario solo per le persone che presentano un quadro più complesso per il tempo necessario ad ottenere autonomia e sicurezza del soggetto;Gestazione-preparazione-parto-ginnastica-esercizio-gravidanza-recupero-Attività Fisica-dopo il parto-Ginnastica-preparazione parto-Post parto-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

  • nella stabilizzazione e nella cronicità patologica. Superata la fase acuta o di ospedalizzazione, la “somministrazione” dell’esercizio fisico avviene al di fuori dell’ambito di intervento sanitario. Ovviamente, con modalità e in strutture capaci di elargire il movimento secondo i principi della Fisiologia clinica dell’esercizio fisico in partnership professionale.

 

Andare in Palestra per fare Attività Fisica!

 

Attività Fisica (AF):

movimenti del corpo determinati dall’attivazione del sistema muscolare scheletrico in grado di produrre un incremento del consumo energetico.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

In realtà, viene svolta liberamente e autonomamente all’aperto o presso strutture sportive. Frequentemente si svolge anche nell’ambito di “occasioni” organizzate dal Servizio sanitario regionale, dagli Enti locali o da organizzazioni sportive (CONI, Enti di promozione sportiva, palestre, circoli sportivi, …) come Gruppi di cammino, attività nei parchi, ecc …

Non necessita di valutazione sanitaria.

I Medici curanti e gli Operatori sanitari dovrebbero consigliare alle persone di perseguire uno stile di vita più attivo e sostenerne la motivazione. Quindi, sarebbe auspicabile anche un eventuale contatto periodico.

 

 

Andare in Palestra è cosa ben diversa dal fare Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Si rivolge a soggetti con disabilità stabilizzata da eventi patologici.

Perciò, richiede prescrizione medica (Medico Medicina Generale, Pediatri Di Libera Scelta, Fisiatri, Medici dello Sport, … altri Specialisti) e periodiche valutazioni.

La somministrazione avviene prevalentemente in ambiente chiuso, in mini-gruppi (max 4-5 persone), con la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e da Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati e, anche, l’eventuale supervisione di un Medico Specialista nei casi necessari.

 Attività Fisica Adattata: Acronimo A.F.A.  = 73.000.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in inglese Adapted Physical Activity – A.P.A. = 5.470.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in francese Activitè Physique Adaptèe – APA = 510.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

PUB MED: 85.200 articoli (alla data di questa pubblicazione).

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

 

Andare in Palestra: Esercizio fisico

 

Consiste in movimenti del corpo con caratteristiche di pianificazione e ripetibilità capaci di produrre il miglioramento o il mantenimento di uno o più elementi caratterizzanti l’allenamento. E’ distinguibile in diverse tipologie di esercizio:

  •  isotonico o dinamico: provocato da una contrazione muscolare in grado di produrre un movimento e un carico di volume sul ventricolo sinistro del cuore, con una risposta proporzionale alla massa muscolare e all’intensità dell’esercizio (la corsa);
  • isometrico o statico: provocato da una contrazione muscolare senza variazione di lunghezza del muscolo e con un carico cardiaco pressorio maggiore a quello di volume (esempio: stringere un pallone medicinale con forza tra le gambe);
  • isocinetico: attraverso l’utilizzo di particolari macchine o dell’acqua;
  • auxotonico: ottenuto attraverso attrezzi elastici con diversa resistenza;
  • di resistenza: combinazione tra esercizio isotonico ed isometrico (esempio: sollevamento pesi).

 

Andare in Palestra per migliorare le grandi funzioni organiche e metaboliche con l’Esercizio Fisico Adattato (EFA)

In particolare, si rivolge a persone con malattie prevalentemente cardiovascolari e dismetaboliche.

Richiede prescrizione medica (Medici di Medicina Generale, Medici dello Sport, Cardiologi, Diabetologi, …) e periodiche valutazioni; la somministrazione avviene o in modo controllato e tutorato in ambiente sanitario o in palestre opportunamente selezionate. E’ d’obbligo la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e quella di Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati a seconda delle condizioni di salute del soggetto.

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5

 

 

Andare in palestra per fare Allenamento fisico o Fitness

 

è un’attività fisica regolare e strutturata, finalizzata al miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardiocircolatoria e respiratoria). Utile al mantenimento delle capacità fisiche di base: è correlato ad una riduzione di mortalità e morbilità per tutte le cause.

 

Da un punto di vista metabolico, le attività fisiche si distinguono quindi in:

– aerobiche: si lavora con un basso consumo di ossigeno muscolare, prevalentemente al di sotto della soglia anaerobica e, possibilmente in “Steady State”; ciò permette di effettuare attività prolungate nel tempo come la corsa o la marcia.

 anaerobiche: si opera con sforzo intenso e di breve durata; corrisponde a “scatti” o esercizi in velocità.

 

Praticare Sport ha lo stesso significato?

 

sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-12

No! La pratica di uno Sport è un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e psichiche. Sfrutta il complesso degli esercizi e delle manifestazioni agonistiche e non agonistiche in cui l’attività si realizza.

La pratica dello sport impone il rispetto di regole codificate da appositi enti. Persegue lo spirito competitivo differenziandosi dal momento ludico e dal puro divertimento. Spesso, viene confusa l’intento dell’attività. Con il termine originario del francese “desport”, ne derivò il termine «diporto» equivante a “divertimento”. La relazione terminologica non è riferita all’attività svolta dagli atleti. Piuttosto, si riferisce al divertimento tratto dagli spettatori che si appassionano per vari motivi allo svolgimento e agli esiti delle manifestazioni competitive.


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Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata:

occorre individuare precocemente il percorso ottimale, le strategie e i protocolli più idonei!

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-CataniaLe fratture osteoporotiche sono destinate a crescere con l’ulteriore invecchiamento della popolazione[1].

Le fratture del femore hanno un’incidenza della mortalità in fase acuta intorno al 5-8%. La mortalità ad un anno supera il 25-30%, a fronte di una mortalità attesa ad un anno per lo stesso gruppo di età non superiore al 10%[2].

A un semestre dalla frattura oltre la metà dei soggetti in vita perde l’autonomia in almeno una delle attività di vita quotidiana (Activities of Daily Living – ADL). Si precisa, inoltre, che il 30% dei soggetti in precedenza indipendenti perde l’autonomia nella deambulazione[3].

 

Fratture del femore da fragilità prossimale

 

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1Generalmente, le fratture del femore da fragilità prossimale sono secondarie ad eventi traumatici di modesta entità. Spesso, sono associate a una caduta. Avvengono frequentemente in persone con pre-esistenti disturbi della mobilità o dell’equilibrio, con deficit sensitivi, con diminuite capacità visive e motorie, con deterioramento cognitivo. Più in generale, interessano persone con co-morbilità associate come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, gli esiti di ictus, le polineuropatie, le malattie degenerative del sistema nervoso, gli esiti di poliomielite.

Una varietà di fattori incidono sensibilmente sugli esiti a breve e a lungo termine. Tra questi, una importante influenza deriva dall’età del soggetto, dalle condizioni di salute generali e dal suo stato funzionale pre-frattura. Influisce anche il tipo di frattura subita, lo stato cognitivo e collaborativo. Infine, sono da considerare anche le difficoltà non prevedibili. Tra i fattori conseguenti alla frattura e al trattamento bisogna tenere presente il possibile sviluppo di complicanze intra-ospedaliere e, in particolare, di delirium, lo scarso controllo del dolore, una prolungata immobilizzazione[4][5].

 

Fratture del Femore nei soggetti fragili

 

Molti soggetti con frattura del femore sono geriatricamente definibili “fragili” poiché mostrano riduzione delle riserve funzionali con aumentata vulnerabilità multi-sistemica di organi e apparati alle malattie[6].

Presa in carico e ripresa dell’abilità di muoversi precocemente è obiettivo primario per contrastare i rischi correlati all’intervento chirurgico (osteosintesi o protesi d’anca) e all’immobilizzazione come le piaghe da decubito e la Trombosi Venosa Profonda.

Nella fase acuta spetta alla Fisioterapia proporre la mobilizzazione. Questa deve essere avviata entro il giorno successivo all’intervento, non appena rimossi i drenaggi o, comunque, entro le prime 48 ore. Avviata la verticalizzazione e la progressiva ripresa della deambulazione, in genere, si osserva un progressivo miglioramento che induce a una significativa autonomia nei trasferimenti e nel cammino già nel corso della prima settimana dopo l’intervento cruento[7].

Il potenziamento muscolare degli arti inferiori migliora la forza dei flessori dell’anca e del quadricipite. Incrementa la velocità del cammino e la capacità di effettuare il passaggio seduto-in piedi.

 

Fratture del Femore: quali sono i passi importanti?

 

È fondamentale:

– aver subito un intervento chirurgico che consenta un carico immediato;

– possedere una accettabile soglia del dolore;

– avere buone capacità cardio-respiratorie e funzionalità dei valori pressori;

 

Indispensabile, in realtà, è il controllo dello Specialista Ortopedico, la verifica con una lastra radiografica di controllo e la prescrizione del tipo di carico concedibile.

 

Il rientro al proprio domicilio deve essere garantito, per quanto possibile, dalle migliori condizioni in termini d’indipendenza e di sicurezza.

 

La collaborazione multi-disciplinare tra professionisti rafforza la gestione dell’anziano e facilita il processo di recupero funzionale.

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-2

 

Nel pieno rispetto della sicurezza del soggetto, perciò, la fase di stabilità o di cronicità viene affidata e condivisa con lo Specialista A.M.P.A. (Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate) che ha il compito di:

  • mantenere l’articolarità;
  • ripristinare il trofismo e la forza muscolare;
  • migliorare l’autonomia nei passaggi posturali e la capacita di tenuta di una corretta postura nella statica eretta;
  • esercizi attivi per la stimolazione della pompa muscolare;
  • ortostatismo e training incrementale del cammino con progressivo aumento della distanza percorsa;
  • training alle autonomie, educazione, counselling all’assistito e al caregiver.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata in fase di stabilità o nella cronicità

 

La valutazione funzionale che riguarda il soggetto in fase di stabilità o nella cronicità, ad ogni modo, deve tenere presente le seguenti scale:

 

  • Numeric Rating Scale – NRS o Pain Aid (in soggetti con deterioramento cognitivo), per il dolore.
  • Range Of Motion – ROM, per la mobilità articolare.
  • Scala del Medical Research Council – MRC, per la forza muscolare.
  • IOWA Level Of Assistance Scale – ILOA, per la funzionalità di passaggi posturali e cammino (supino-seduto, seduto-eretto, deambulazione, esecuzione di 3 gradini, velocità della marcia)[8].
  • SAHFE Score, per l’utilizzo di ausili nel cammino.
  • Barthel Index – BI, per il grado complessivo di disabilità.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata nei soggetti ortogeriatrici

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Nei soggetti ortogeriatrici che vengono avviati all’Attività Fisica Adattata, occorre individuare precocemente il percorso ottimale, le strategie e i protocolli più idonei. In realtà, ciò serve per rispondere adeguatamente alle esigenze dell’utente in base alla valutazione multi-dimensionale. Pertanto, bisogna considerare anche: co-morbidità, stato cognitivo, stato funzionale pre-frattura, risorse familiari ed economiche, concessione del carico. Ancora di più, occorre evidenziare il tipo di recupero funzionale dopo l’intervento e l’eventuale comparsa di complicanze post-operatorie.

La valutazione multi-disciplinare e multi-professionale, perciò, è l’elemento fondamentale per progettare il Piano di lavoro. Infatti, questo deve contenere un preciso Progetto Rieducativo Individualizzato – PRI, secondo i dettami compresi nell’International Classification of Functioning – ICF.

Una valutazione dell’autonomia funzionale, dell’equilibrio e delle performance del cammino, tuttavia, sono indici imprescindibili per evitare il rischio di ri-caduta. E’ utile, quindi, per fornire al soggetto e ai caregivers tutte le informazioni necessarie alla valutazione dell’idoneità dell’ambiente di vita. Tra l’altro è necessaria per disporre l’adozione di misure e comportamenti per prevenire le cadute.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata: il Progetto Rieducativo Individualizzato!

 

Per la precisione, al fine di definire meglio il Progetto Rieducativo Individualizzato ed il relativo percorso speciale, è necessario disporre di strumenti per:

– la definizione della tipologia di patologia che ha determinato il danno menomante e la classificazione secondo le categorie dell’International Classification of Functioning – ICF;

– il grado di complessità del soggetto preso in carico;

– il numero e la tipologia di programmi appropriati per tipologia di disabilità presenti;

– gli strumenti valutativi e tecnici appropriati per ogni programma in rapporto al recupero della disabilità;

– lo strumento di misura/valutazione finale degli obiettivi previsti dal programma del Progetto Rieducativo Individualizzato.


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Bibliografia di riferimento

[1] Piscitelli P, Iolascon G, Gimigliano F et al. Incidence and costs of hip fractures compared to acute myocardial infarction in the Italian population: a 4-year survey. Osteoporos Int 2007; 18:211-219.

[2] Johnell O, Kanis JA. An estimate of the worldwide prevalence and disability associated with osteoporotic fractures. Osteoporos Int 2006; 17:1726-1733.

[3] Delibera di Giunta Regionale n. 1133 del 2/08/2013 “Organizzazione dell’assistenza integrata al paziente anziano con fratture di femore – Approvazione linee guida per le aziende sanitarie della regione Emilia – Romagna”.

[4] Heruti RJ, Lusky A, Barell V, Ohry A, Adunsky A. Cognitive status at admission: does it affect the rehabilitation outcome of elderly patients with hip fracture? Arch Phys Med Rehabil 1999;80: 432-6.

[5] Sund R, Liski A. Quality effects of operative delay on mortality in hip fracture treatment. Qual Saf Health Care 2005; 14:371-377.

inoltre,

[6] Goldstein F, Strasser D, Woodard J, Roberts VJ. Functional outcome of cognitively impaired hip fracture patients on a geriatric rehabilitation unit. J Am Geriatr Soc 1997; 45:35-42.

[7] The National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE). Clinical Guideline. The Management of Hip Fracture in Adults. NICE 2011; NICE clinical guideline n°124.

[8] Morri M, Natalia F, Gerini G, Morabito R, Natali E, Marchese O, Bastia C, Tosarelli D, Zanotti E. La misurazione delle performance funzionali alla dimissione dopo intervento di protesi articolare come pre-requisito per l’organizzazione del percorso riabilitativo precoce. Uno studio prognostico. Evidenze in Assistenza (Centro Studi EBN) 2013; 1:3-6.

 

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i livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare: il Metodo Kabat

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare (Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation)

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

Tra il 1940 e il 1965, Kabat, Margareth Knott e Dorothy Voss, svilupparono il concetto di Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare (PNF). Il loro concetto, proposto in modo definitivo nel 1956, si è evoluto nel tempo. Ancora oggi, si continua ad evolvere per effetto di continue ricerche nel campo della Neuro-fisio-patologia, dell’analisi del gesto motorio, della didattica connessa all’apprendimento motorio.

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare-Kabat-Propriocezione-Propriocettiva-Ginnastica-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’evidence based practice oggi necessita di costanti conferme del mondo scientifico. Sherrington, Pavlov, Gellhorn, Gsell non mancarono di fare osservazioni sul gesto motorio atletico durante lo stesso periodo.

In quegli anni l’obiettivo era quello di migliorare le capacità motorie negli esiti della poliomielite.

I principi di facilitazione e di trattamento, le tecniche specifiche, gli approcci, consentono di valutare e trattare i soggetti in fase cronica e stabilizzata, da riatletizzare.

Il contributo della Medicina dello Sport, della Reumatologia, della Traumatologia, dell’Ortopedia, della Pediatria, della Geriatria, della Neurologia, della Fisiatria, … è indiscutibile!

Certamente, la stimolazione del sistema neuro-muscolare consente di ottenere un cambiamento dello stato di efficienza del soggetto che richiede il miglioramento della propria performance funzionale e prestativa. Tutti oggi pretendono una migliore qualità della vita!

 

Il Metodo Kabat e la facilitazione propriocettiva del movimento: ruolo della propriocezione

 

Il “Metodo Kabat” prevede la facilitazione dell’atto motorio. Quindi serve a rendere il movimento più coordinato, più forte e più stabile, più preciso, … Per farlo occorre programmare e adattare il compito o la situazione in cui si svolge l’attività.Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare-Kabat-Propriocezione-Propriocettiva-Ginnastica-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La facilitazione ha l’obiettivo di migliorare la risposta motoria sfruttando la stimolazione dei recettori del sistema neuro-muscolare. Chiama, perciò, in causa innervazioni, muscoli ed, essenzialmente, il cervello. Pertanto, vengono reclutati tutti i propriocettori del corpo come i recettori muscolari, tendinei e articolari, e gli esterocettori come i barocettori, i recettori cutanei, visivi, uditivi e vestibolari.

 

Metodo Kabat: Sistema Nervoso Periferico e Centrale collaborano per consentire il recupero del movimento!

 

Sistema Nervoso Periferico e Centrale cooperano per restituire un atto motorio o un’attività cosciente.

Il concetto di tecnica di trattamento propriocettiva impone tecniche specifiche per realizzare un approccio vario, ben pensato dall’Operatore con adattamenti ottimizzati e personalizzati alle esclusive necessità del suo assistito. È un concetto dinamico, che si evolve in continuazione e che non può ignorare gli esiti di lavori scientifici che riguardano anche patologie di diversa natura. Per essere esatti, l’uso di tecniche di propriocezione si usano per riatletizzare dopo l’infortunio sportivo ma, anche, nel trattamento del Morbo di Parkinson e nei Parkinsonismi, nel trattamento del “mal di schiena”, nelle disfunzioni articolari.

 

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare:
indispensabili informazioni somatosensoriali, uditive e visive, propriocettive!

 

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare-Kabat-Propriocezione-Propriocettiva-Ginnastica-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Sir Charles Sherrington nel 1947 dimostrò che il cervello non conosce parti isolate e Beevor confermò che il cervello non conosce i muscoli ma il movimento. Oggi sappiamo per certo, dalla neuroplasticità, che ogni gesto eseguito da un essere umano utilizza una strategia per risolvere un problema in uno specifico ambiente. Ogni atto motorio è orientato verso un compito da svolgere come vestirsi, salire su un albero, scendere le scale, afferrare un oggetto, …

Esiste una interazione tra individuo, compito da svolgere e ambiente in cui si trova immerso il corpo umano. Per pianificare un compito diventano indispensabili informazioni somatosensoriali, uditive e visive, propriocettive.

Nella prima fase del gesto motorio assumono tono predominante le informazioni visive. La realizzazione del movimento vede, invece, la prevalenza di informazioni propriocettive.

Il feedback che ne scaturisce consente di pianificare il movimento, di adattarlo all’ambiente e ricevere una risposta con la garanzia di una adeguata destrezza.

Bernstein nel 1967 sottolineò l’importanza di conoscere e comprendere il funzionamento del corpo e dei sistemi di controllo considerando l’essere umano come una unità funzionale biomeccanica e muscolare in grado di interagire con l’ambiente.

La coordinazione di un movimento umano implica il riconoscimento della stabilità e il controllo dei movimenti integrati. I muscoli lavorano in sinergia per risolvere il problema del controllo posturale e della locomozione.

Sinteticamente, un movimento risulta fluido e ben coordinato solamente se il cervello riceve abbastanza quantità di informazioni afferenziali.

La presenza di una patologia che impedisce al cervello di ricevere, elaborare e adeguare le risposte necessita di opportuni interventi specialistici per consentire il riapprendimento del compito carente.

 

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare: risposte appropriate per funzionalizzare il corpo umano.

 

Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare-Kabat-Propriocezione-Propriocettiva-Ginnastica-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il concetto di PNF contiene tutti gli strumenti utili per stimolare la persona e ricevere le risposte appropriate per funzionalizzare il corpo umano.

Ogni movimento è tridimensionale e si svolge nel corso del tempo divenendo quadridimensionale. Ogni azione comporta movimenti maggiori, come la flessione o l’estensione, l’adduzione o l’abduzione, l’intra-rotazione o l’extra-rotazione. Sicuramente, la rotazione assume importanza primaria in quanto consente la realizzazione di movimenti armonici e coordinati. Quindi, a seconda delle necessità del momento, il movimento può sfruttare tali azioni separatamente o in combinazione, seguendo le diagonali del corpo umano, su cui l’essere umano sviluppa la massima espressione di forza in accordo con le leggi della bio-dinamica.

È opportuno che il movimento risulti sempre economico e coordinato restituendo il miglior esito motorio con il minor dispendio energetico.

Per ottenere ciò, movimenti e attività specifiche devono essere apprese in posizioni diverse e sotto diversi aspetti e condizioni, incrementando sempre più il grado di difficoltà esecutivo e stimolandone la risposta esatta anche con situazioni distraenti.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


 

Bibliografia di riferimento sulla Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare

 

Knot M, Voss DE (1956) – Proprioceptive Neuromuscular Facilitation–patterns and techniques – A Hoeber-Harper Book, USA.

 

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Scienze Motorie in sanità: all’Università di Catania se ne parla!

Scienze Motorie e attività motorie preventive e adattate in sanità

Ruolo delle attività motorie preventive e adattate in ambito sanitario nel contesto multidisciplinare

 

Postura-Master Posturologia-Prof. Carmelo Giuffrida-Università degli Studi-Catania

Catania, 4 Dicembre 2019 – Torre Biologica “Ferdinando Latteri” – Università degli Studi di Catania

 

Nell’Aula Magna della BIOMETEC dell’Ateneo Etneo si è svolto un seminario sul tema delle Scienze Motorie in ambito sanitario. Sono state presentate le esperienze maturate in Umbria confrontandole con ciò che è stato realizzato in Sicilia.

 

Sono stati chiamati  a discutere sugli annosi problemi legati alla Scienza dell’Esercizio Fisico e al suo utilizzo come “Farmaco” i protagonisti dell’esperienza umbra

attività motorie preventive e adattate-Prof.Giuseppe Musumeci-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

I lavori sono stati aperti dal Prof. Giuseppe Musumeci (Direttore del CRAM), Docente dell’Università di Catania, organizzatore e moderatore dell’evento. Lo stesso ha portato i saluti della Prof.ssa Giuseppina Cantarella (Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) e del Prof. Rosario Giuffrida (Presidente del Corso di laurea in

Scienze Motorie) che non potevano essere presenti poiché impegnati in attività didattiche coincidenti.

 

Attività Fisica Adattata: spiegata anche ai Medici l’importanza di prescriverla e raccomandarne l’uso in ambiente altamente specializzato!

 

attività motorie preventive e adattate-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il Prof. Salvatore Salomone  (Direttore del BIOMETEC), nel porgere il saluto dell’Ateneo Etneo, ha fatto rilevare come il Dipartimento si senta vicino al tema del Seminario. La Sanità catanese necessita di un aiuto da parte delle Scienze del Movimento. Il Direttore della Torre Biologica ha ribadito che, spesso, durante le sue lezioni effettuate alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, raccomanda ai Medici e ai futuri Specializzandi l’importanza di prescrivere l’esercizio fisico come essenziale momento per migliorare la qualità della vita di persone affette da patologie non trasmissibili.

Il Prof. Salomone e il Prof. Musumeci hanno comunicato agli intervenuti che è stato riconosciuto 1 CFU relativo al Corso di Laurea di afferenza. Ciò sia per gli Studenti dei Corsi di laurea in Scienze Motorie e della Specialistica A.M.P.A., che per gli Studenti del Master di Posturologia e Scienze dell’Esercizio Fisico appartenenti all’Ateneo.

 

Esperienza dell’Associazione Nazionale Attività Motorie – ANAM in collaborazione con l’USL-1 dell’Umbria: ruolo delle Scienze Motorie

 

attività motorie preventive e adattate-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

L’esperienza maturata dall’Associazione Nazionale Attività Motorie – ANAM, in collaborazione con l’USL-1 dell’Umbria, è stata dettagliatamente presentata alle centinaia di Colleghi presenti.

attività motorie preventive e adattate-Dott. Marco Nulli-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Nessuna sedia vuota e tantissimi partecipanti seduti sulle scale o in piedi, pur di ascoltare i contenuti dell’interessante seminario.  I dettagli di ben 3 anni di Scienze dell’Esercizio Fisico applicati a una serie di attività motorie ha permesso di capire cosa si può realizzare. Se il Sistema Sanitario mettesse a regime ordinario quanto esposto si avrebbe un enorme risparmio anche sulla spesa pubblica. I dati scientifici derivanti dallo studio triennale sono stati realizzati da Specialisti in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nel corso dell’ultimo triennio presso l’Ospedale Media Valle del Tevere, l’Ospedale di Pantalla, e all’Ospedale Santa Maria della Misericordia.

 

Il libro “Un Sogno in Movimento”: testimonianza di efficacia dell’Attività Fisica Adattata

I Relatori, venuti da Perugia per l’occasione, sono stati: la Dott.ssa Barbara Sebastiani (con un video contenente i suoi saluti istituzionali), il Dott. Marcoattività motorie preventive e adattate-Seminario-sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3 Nulli, il Dott. Giuseppe Mordivoglia, la Dott.ssa Sara Cerquaglia e il Dott. Francesco Carbone.

L’occasione è stata propizia per presentare il Volume “Un sogno in movimento”, realizzato dalla stessa ANAM in collaborazione con l’USL1 dell’Umbria. Testimonianze, storie, racconti di esperienze sono presenti nel libro. Inoltre, la lettura “donata” di qualche passo toccante ha creato un momento di forte attenzione e silenzio. Gli Autori, infine, hanno fatto omaggio di una copia autografata al Prof. Giuffrida e al Prof. Musumeci.

A dissertare le argomentazioni su questa interessante e importante tematica, sono stati proprio i realizzatori di questo “Fiore all’Occhiello” della Regione Umbra. I 4 Relatori Umbri hanno dimostrato la professionalità dell’Operatore in Scienze Motorie e degli Specialisti in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate.

attività motorie preventive e adattate-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

 

La legislazione vigente in Sicilia e la realtà nella sanità siciliana

 

Il Prof. Carmelo Giuffrida ha illustrato la realtà siciliana e i contenuti della legge regionale n. 29 del 29 Dicembre 2014 con i suoi decreti attuativi e le circolari assessoriali che ne definiscono l’ordinamento giuridico. Inoltre, ha richiamato l’intera legislazione che regola la vita e le competenze professionali del Dottore in Scienze Motorie e delle tre lauree Specialistiche del settore. In realtà, non sono mancati particolari riferimenti alla quotidianità del Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate. Allo stesso modo, ha fatto emergere, problematiche inerenti la conduzione delle attività motorie in ambiente specializzato. In particolare, ha evidenziato la necessità di osservare le norme di sicurezza sul posto di lavoro e la prevenzione di incidenti con la dovuta assistenza all’Utenza.

 

La presenza dell’Unità Operativa Educazione e Promozione alla Salute Aziendale dell’ASP3attività motorie preventive e adattate-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

 

Per quanto riguarda la Sanità Pubblica si è evidenziato il contenuto del Piano di Prevenzione Nazionale e Regionale.

E’ intervenuto il Dott. Salvatore Cacciola nella sua qualità di Dirigente dell’Unità Operativa Educazione e Promozione alla Salute Aziendale dell’ASP3.

Il Dirigente ha spiegato che l’intervento dell’ASP3 comporta una serie di azioni inseribili nei vari programmi. Anche in Sicilia e a Catania si può fare ciò che si è realizzato in Umbria. Le attività proposte costituiscono un impegno per l’ASP che cerca di assolvere proprio questo compito.attività motorie preventive e adattate-Dott. Salvatore Cacciola-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1 Trattandosi di linee operative mai attuate prima si raccorderà nei prossimi giorni con il Prof. Musumeci (in rappresentanza dell’Ateneo Etneo) e con il Prof. Giuffrida (in rappresentanza dei Professionisti che operano sul Territorio della Provincia di Catania) per le determinazioni del caso. In particolare, si cercherà di coinvolgere i Dipartimenti e le U.O. così come prevede il PRP. Il progetto seguirà quanto già deliberato dalla Regione Siciliana che assegna alle ASP risorse (distinte per macro obiettivo) da destinare nella esecuzione del PRP.

La presentazione del Comitato Italiano Scienze Motorie

 

CISM-Dott. Giacomo Perticone-Seminario-sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Compito del Dott. Giacomo Perticone è stato quello di presentare il CISM – nella sua qualità di Vice-Presidente del maggiore Comitato di categoria che opera sul territorio nazionale nell’interesse delle Scienze Motorie.

Per spiegare gli intenti del Comitato Italiano Scienze Motorie si è avvalso di alcune interessanti slides che riassumevano le problematiche comuni della Categoria.

 

Il SISMES e il Gruppo AMASF

attività motorie preventive e adattate-Seminario-Attività Fisica Adattata in sanità siciliana-Università di Catania-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

 

La giornata di Studio si è conclusa con la presentazione agli Studenti intervenuti del SISMES e del Gruppo AMASF da parte del Prof. Giuseppe Musumeci.

 

 

Data la tarda ora si è tenuta una breve “Tavola Rotonda”.

Pertanto, un momento di Question Time finale ha raccordato gli intervenuti chiarendo dubbi e criticità sorte nel corso delle esposizioni. Come tale, a questo momento non sono mancate le domande che si sono prolungate con le relative risposte anche nei corridoi da parte dei più attivi convenuti.

 

 

 

 

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* fonti fotografiche acquisite con mezzi propri o su Facebook durante il pubblico seminario.

Tumori e attività fisica adattata-Studi catanesi al PLACE 2019-Roma-Prof. Carmelo Giuffrida-Dott. Giuliano Giuffrida-Catania

CANCRO E ATTIVITA’ FISICA: Uno studio condotto a Catania

CANCRO E ATTIVITA’ FISICA ADATTATA: uno studio sui tumori condotto a Catania da Ricercatori delle Scienze dell’Esercizio Fisico presentato dal Prof. Carmelo Giuffrida

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Dott. Giuliano Giuffrida-Studio-Catania-1

 

All’8° Edizione  di PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience

nella sessione di CARDIONCOLOGIA

 

Nell’Auditorium della Tecnica del Centro Congressi di Confindustria si è svolto il summit che riunisce tantissimi illustri professionisti di fama mondiale: l’8° edizione del PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience!

Il Prof. Carmelo Giuffrida, “Ricercatore” catanese, ha considerato un grande privilegio l’invito ricevuto dagli organizzatori.

Da tempo è un forte sostenitore dei benefici indotti dall’Attività Fisica.

Ha approfittato dell’occasione per spiegare come l’Esercizio Fisico può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche.

L’Azione della Fisiologia dell’esercizio sulle patologie oncogene deve essere avviata preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità.

In particolare, l’attività motoria svolta con frequenza regolare, praticata complessivamente con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità fisiche, contribuisce a ritrovare la gioia di vivere.

Gli elementi tecnici e scientifici sapientemente applicati possono apportare significativi benefici all’Utenza finale con enorme vantaggio psico-fisico e benessere.

In primo luogo, le importanti basi della ricerca confluiscono in una Review delle Evidenze scientifiche internazionali. Gli studi sono finalizzati alla pratica applicativa dell’Attività Fisica Adattata (A.F.A.).

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-2Una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

L’esercizio fisico, quindi, riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

 

Cancro e Attività Fisica Adattata al PLACE 2019: Prevenzione e Protezione

 

Il rischio oncologico in Italia è elevato. I numeri peggiori sono detenuti dal Bel Paese che è il fanalino di coda in Europa per l’attività fisica.

L’attività fisica esercitata costantemente nel tempo influisce positivamente su una vastissima gamma di parametri fisiologici costituendo una forma di prevenzione nei confronti di numerose patologie derivanti dalla sedentarietà. Quindi, l’allenamento ben definito da volumi, carico e intensità, proporzionalmente alla sua intensità e durata, può determinare un aumento dei radicali liberi per effetto di vari fattori:

– l’incremento del consumo di ossigeno,

– l’aumento dei fenomeni di ischemia-riperfusione nei tessuti muscolari,

– l’autossidazione delle catecolamine (gli enzimi antiossidanti endogeni ed esogeni che sfruttano i complessi ed efficienti sistemi di auto-protezione rispetto ai radicali liberi),

– il rilascio di metalli,

– l’attivazione dei leucociti neutrofili.

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Dott.Giuliano Giuffrida-Dott. Emanuele Giuffrida-Studio-CataniaRiflettendo sul tema del cancro e sulle possibili relazioni con l’Attività Fisica Adattata in termini di prevenzione si possono evidenziare alcune variabili metaboliche. Queste sono legate agli ormoni sessuali e all’insulina plasmatica, elementi determinanti nel legame tra tumore e stile di vita!

La letteratura mondiale si è arricchita di una enorme bibliografia che dimostra ampiamente come l’attività motoria razionale incrementa i livelli di proteine seriche, il numero dei leucociti, dei monociti, dei granulociti, dei linfociti (ed essenzialmente dei natural-killers e dei rapporti helper/suppressor).

Al contrario, un’attività fisica di grande intensità, in modo contro-produttivo e fortemente lesivo, induce una immuno-soppressione del sistema immunitario con gravi deficienze sulla resistenza alle infezioni, alle patologie e al cancro.

 

Uso un “FARMACO” potentissimo: l’Esercizio Fisico Adattato al PLACE 2019 !

 

Le linee guida internazionali indicano che l’esercizio in regime aerobico è in grado di indurre una riduzione di mortalità per tutte le malattie, tumori compresi, se prescritta come un farmaco indicando il tipo di tecnica, la dose e la durata, l’intensità e la frequenza degli esercizi, misurando e monitorando l’intero piano di lavoro adattato alla persona che richiede la prestazione di Attività Fisica Adattata.

Gli studi tecnici sin qui condotti partono dalla necessità di comprendere i meccanismi cellulari e molecolari legati ai benefici per la salute indotti dai fattori fisici dipendenti da attività motoria e su come l’esercizio fisico può influire sulla regolazione del micro-ambiente tumorale.

L’analisi dell’integrità e la composizione del micro-ambiente tumorale è altamente plastico, sottoposto a un costante rimodellamento in risposta a segnali istruttivi derivanti da alterazioni della disponibilità e della natura dei fattori ospitanti sistemici: risente in modo direttamente proporzionale dell’esposizione tipologica dello stile di vita e di fattori modificabili come l’esercizio fisico.

 

Tumore e Attività Fisica Adattata al Place 2019: il movimento è la soluzione vincente!

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Dott. Giuliano Giuffrida-Studio-Catania-3

L’Attività Fisica Adattata è un potentissimo “FARMACO” e offre molto più di una semplice opportunità.

A dire la verità, le evidenze scientifiche e gli studi approvati dalle Comunità Scientifiche internazionali concordano tutti nell’affermare con forza che è possibile ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore. Ma per farlo, occorre praticare regolarmente l’esercizio fisico condotto in regime aerobico ed osservare parametri ben precisi.

Esattamente come si fa con l’uso di un farmaco, l’esercizio deve essere dosato e somministrato in quantità corretta, con qualità superiore a ciò che abitualmente si può reperire in un mercato di avventati occasionali “professionisti” del fai da te: bisogna affidarsi alle attenzioni di Specialisti del settore che sono stati opportunamente formati presso gli Atenei Universitari.

In realtà, gli Studi scientifici confermano l’utilità dell’attività fisica (… e non dello sport, che è ben altra cosa!) moltiplicando le conferme dei benefici derivabili da un buon piano di lavoro mirato sulle esigenze del singolo soggetto oncologico.

 

Tumore e Attività Fisica Adattata: la Prevenzione è l’arma vincente!

 

La prevenzione è l’arma più efficace nella lotta contro il cancro, soprattutto se si usa uno stile di vita più aderente alla natura:

  • rispetto dei cicli circadiani e dei ritmi vitali,
  • riduzione delle condizioni di di-stress,
  • dieta alimentare adeguata evitando agenti chimici e industriali.

Modificando lo stile di vita, si può ridurre l’incidenza dei tumori grazie a una regolare attività motoria.

 

Le capacità inibitorie più accreditate a favore dell’Attività Fisica Adattata contro il cancro

I contenuti degli studi catanesi al PLACE 2019

 

Le capacità inibitorie indotte dall’esercizio fisico ritenute più evidenti sono :

  • Capacità riduttiva-resistente all’insulina per cui i picchi di iper-insulinemia sembrano costituire un fattore elevato di rischio a causa della presenza di recettori insulinici in molti tumori.
  • Aumento dei linfociti di tipo T – responsabili della distruzione delle cellule cancerose contribuiscono alla regolazione di altri sistemi immunitari (con l’A.F.A. si previene la diminuzione dei linfociti tipo T che con la senescenza tendono a diminuire).
  • Incremento degli interferoni Alfa, Beta e Gamma che, grazie agli effetti dell’A.F.A., potenziano l’attività anti-virale e potenziano la risposta immunitaria dell’organismo.
  • Aumento delle capacità fagocitarie dei monociti e dei macrofagi che, tra le funzioni a cui sono demandate, c’è anche quella della distruzione delle cellule cancerogene.
  • Miglioramento dell’utilizzazione della vitamina C quale anti-cancerogeno.

Inoltre,

 

  • l’incremento dei livelli ormonali dei cortico-steroidi prodotti con l’A.F.A. produce ipoglicemia e, di conseguenza, una riduzione della secrezione di insulina;
  • la produzione di citochine determinata dall’A.F.A. produce una compartecipazione difensiva per ottenere una buona funzionalità organica;
  • una riduzione dell’età biologica;
  • maggiore capacità reattiva ed energetica;
  • incremento della capacità di concentrazione intellettiva;
  • miglioramento delle capacità mnemoniche;
  • riduzione dei disturbi caratterizzanti la senescenza.

 

Gli studi condotti a Catania che mettono in relazione Cancro e Attività Fisica Adattata, dimostrano come l’esercizio fisico (e non lo sport!) può essere capace di prevenire l’evento oncologico. L’attività motoria aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica. In particolare, riduce le probabilità di recidive e abbassa sensibilmente il tasso di mortalità.

 

Cancro e Attività Fisica Adattata al Place 2019: ruolo protettivo determinato dall’esercizio aerobico

 

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Studio-CataniaL’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) svolge un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo del cancro al seno, al colon, ai polmoni e alla prostata.

Il rischio patologico diminuisce in maniera proporzionale alla frequenza dell’esercizio fisico adattato.

Pertanto, le modifiche alimentari e l’attività fisica costituiscono l’arma più efficace nella prevenzione tumorale.

 

La prevenzione primaria consigliata dal Prof. Carmelo Giuffrida si allinea con quella delle linee guida dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità):

  • Un basso consumo di grassi – max il 20% dell’ingestione calorica totale con la dieta;
  • Congruo consumo di fibre vegetali (almeno 25 grammi di fibra al dì);
  • Evitare il sovrappeso somatico;
  • Evitare il fumo;
  • Svolgere una costante adeguata Attività Fisica quotidiana;
  • Condurre una vita in ambiente con scarso inquinamento ambientale e atmosferico;
  • Effettuare indagini di Medicina Preventiva per ottenere diagnosi precoci delle patologie.

Tumore e Attività Fisica Adattata al PLACE 2019:

utile l’ambiente specializzato e Professionisti ben formati

 

Nel complesso, l’esercizio fisico somministrato in ambiente altamente specializzato aiuta a controllare il peso corporeo (ha una relazione strettissima con il rischio tumorale). Inoltre, influenza gli aspetti del metabolismo legati ai meccanismi di insulino-resistenza. Infine, induce benefici sulla modulazione del sistema nervoso autonomo e si correla con le malattie cardiovascolari e con il controllo immunologico.

 

Il movimento, da soli, in coppia, outdoor o in ambiente artificiale protetto, purché seguito ed assistito da Tecnici specializzati, è una soluzione positiva! E’ la soluzione che consente di operare una esperienza utile per ritrovare se stessi.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

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e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

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PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-1

PLACE 2019 – Eccellenze e innovazione su Cancro e A.F.A.

PLACE : L’eccellenza e l’innovazione si incontrano a ROMA il 22 – 23 Novembre 2019

 

FACULTY, all’8° Edizione  di PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience – nella sessione di CARDIONCOLOGIA

Il Prof. Carmelo Giuffrida è stato invitato a relazionare nella Sala Wellness su

“CANCRO E ATTIVITA’ FISICA”

Auditorium della Tecnica del Centro Congressi di Confindustria

 

PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-1

Un Congresso che, come il PLACE, riunisce tantissimi illustri professionisti di fama mondiale, è occasione di incontro per il confronto su innumerevoli temi.

Il “Ricercatore” catanese considera un grande privilegio l’invito ricevuto dagli organizzatori. Sostiene da tempo che l’Attività Fisica, può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche. Pertanto, spiegherà l’Azione della Fisiologia dell’esercizio sulle patologie oncogene.PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-2

L’esercizio Fisico deve essere avviato preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità. Svolta con frequenza regolare, praticata con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità motorie,  contribuisce a ritrovare la gioia di vivere.

Nel cuore della Capitale, in qualità di “FACULTY”, fornirà elementi tecnici e scientifici che possono apportare benefici a tutta la Comunità scientifica e all’Utenza finale che si avvarrà degli Studi presentati per trarne vantaggio psico-fisico e benessere.

Già da 3 anni, Uomini di Scienza e Studiosi del Movimento Umano, tutti Operatori volontari, collaborano assiduamente con il Prof. Carmelo Giuffrida e contribuiscono con le loro tesi agli studi iniziati a Catania sull’esercizio fisico. Sono state gettate importanti basi sulla ricerca del settore con una Review delle Evidenze scientifiche internazionali finalizzati all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.).PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-3

Una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

 

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5Bisogna promuovere l’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.) contro il Cancro!

 

Per ottenere il miglioramento del continuum salute-malattia, occorre promuovere costantemente la pratica dell’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.).

Fare riacquisire fiducia nel proprio corpo significa far vivere una soddisfacente qualità della vita nonostante sia pressoché impossibile evitare alcuni effetti collaterali connessi alla malattia e alla terapia oncologica. Alleviare parzialmente le risposte e ridurne progressivamente gli effetti o, perlomeno, rendere più sopportabile l’esito è una grande vittoria. PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-4

Spesso viene “consigliato” da conoscenti, parenti e amici, di non affaticarsi, di riposarsi, di non fare sforzi fisici. Al contrario, invece, un’attività fisica regolare è in grado di migliorare quello stato di efficienza fisica alterato dalla malattia e dalle terapie. L’esercizio fisico  fornisce nuove energie, fiducia in se stessi, attenua o fa superare in parte la sensazione generale di insicurezza. L’attività motoria regolare permette di constatare rapidamente i progressi fisici e i miglioramenti prestativi malgrado i limiti dettati dalle precarie condizioni di salute. Ovviamente, i benefici dipendono molto dalla singola persona, dalla sua volontà di volersi aiutare, dalle condizioni di salute e dalla tipologia di tumore. La vita dei malati oncologici si è notevolmente allungata e, con essa, sono migliorate le aspettative: ciò grazie a diagnosi precoci, miglioramenti terapeutici, approcci.

 

Il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata!

 

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Certamente, spetta allo Specialista dell’Attività Fisica Adattata stabilire la giusta dose di movimento e sport. E’ lo Specialista A.M.P.A. che deve tener conto della sintomatologia presente e pregressa, delle eventuali co-morbidità e redigere una idonea pianificazione programmatica.

L’attività fisica riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

Tanto la bibliografia internazionale, quanto le evidenze, consentono alla comunità scientifica internazionale di affermare che il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata!

 

La bibliografia mondiale depone unanimamente a favore dell’esercizio fisico!

 

La bibliografia mondiale depone unanimamente a favore dell’affermazione che l’esercizio regolare riduce notevolmente il rischio dello sviluppo primario di diversi tumori. Inoltre, può migliorare i risultati clinici a seguito della diagnosi di una malattia primaria.PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-6

Gli studi condotti alle falde dell’Etna su soggetti oncologici dimostrano come l’attività fisica (e non lo sport!) può essere capace di prevenire l’evento, riduce le probabilità di recidive e abbassa sensibilmente il tasso di mortalità. L’attività fisica aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica.

I meccanismi molecolari che sostengono gli effetti anti-tumorali dell’esercizio fisico sono ancora poco compresi. Non c’è una prova concreta a fronte degli effetti presunti dell’esercizio nella riprogrammazione dell’interazione tra stile di vita e micro-ambiente tissutale.

Il Prof. Carmelo Giuffrida, auspica che il Congresso del PLACE 2019 possa essere occasione per poter approfondire e continuare proficuamente gli studi siciliani già avviati.

 


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

 

 

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Ruolo delle Scienze Motorie in ambito sanitario: aggiornamenti

Ruolo delle Scienze Motorie in ambito sanitario: aggiornamenti

Ruolo delle Scienze Motorie: aggiornamenti sul tema in ambito sanitario nel contesto multidisciplinare

 

Catania, 4 Dicembre 2019

Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università degli Studi di Catania: appuntamento immancabile!

 

L’aula magna della Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università degli Studi di Catania sarà il luogo predisposto per discutere sugli scenari di annosi problemi legati alla Scienza dell’Esercizio Fisico e al suo utilizzo come “Farmaco”.

Postura-Master Posturologia-Prof. Carmelo Giuffrida-Università degli Studi-Catania

I lavori saranno presentati dal Prof. Giuseppe Musumeci (Direttore del CRAM). Il Prof. Salvatore Salomone  (Direttore del BIOMETEC) porgerà il saluto dell’Ateneo Etneo insieme alla Prof.ssa Giuseppina Cantarella (Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) e al Prof. Rosario Giuffrida (Presidente del Corso di laurea in Scienze Motorie).

 

Esperienza dell’Associazione Nazionale Attività Motorie – ANAM in collaborazione con l’USL-1 dell’Umbria: ruolo delle Scienze Motorie

 

L’esperienza maturata dall’Associazione Nazionale Attività Motorie – ANAM in collaborazione con l’USL-1 dell’Umbria verrà comunicata, a titolo di esempio nei suoi dettagli. Ciò, insieme ai dati scientifici derivanti da uno studio triennale realizzato da Specialisti in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nel corso di un triennio presso l’Ospedale Media Valle del Tevere.

L’occasione sarà propizia per presentare anche il Volume “Un sogno in movimento” realizzato dalla stessa ANAM in collaborazione con l’USL1 dell’Umbria.

A dissertare le argomentazioni su questa interessante e importante tematica che coinvolge la professionalità dell’Operatore in Scienze Motorie e degli Specialisti in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate saranno proprio i realizzatori di questo “Fiore all’Occhiello” e che verranno appositamente da Perugia. In particolare, saranno presenti: la Dott.ssa Barbara Sebastiani, il Dott. Marco Nulli, il Dott. Giuseppe Mordivoglia, la Dott.ssa Sara Cerquaglia e il Dott. Francesco Carbone.

Il Prof. Carmelo Giuffrida illustrerà la realtà siciliana e i contenuti della legge regionale n. 29 del 29 Dicemre 2014 con i suoi decreti attuativi e circolari assessoriali che ne definiscono l’ordinamento giuridico.

Il Prof. Giuseppe Musumeci, organizzatore di questo evento e da ottimo “Padrone di casa”, sarà certamente un impeccabile Moderatore. A lui, oltre a coordinare il lavori, spetterà la presentazione del SISMES e del Gruppo AMASF.

Invece, sarà compito del Dott. Giacomo Perticone presentare il CISM – una delle maggiori associazioni di categoria che opera sul territorio nazionale nell’interesse delle Scienze Motorie, in qualità di Vice-Presidente.

La giornata di Studio sarà conclusa con una “Tavola Rotonda” e un momento di Question Time finale che raccorderà gli intervenuti e chiarirà ulteriormente le criticità che sorgeranno nel corso delle discussioni.

Agli Studenti dei Corsi di laurea in Scienze Motorie e della Specialistica A.M.P.A intervenuti verrà riconosciuto 1 CFU relativo al Corso di Laurea di afferenza.

Aggiornamenti sul ruolo del laureato in Scienze Motorie

 

 

 

 

Esercizio Fisico dell'anziano-Prevenzione-Neoplasie-Tumore-Cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Neoplasie: l’Attività Fisica Adattata stimola il sistema immunitario!

Neoplasie: l’Attività Fisica stimola il sistema immunitario e a Catania si da importanza all’A.F.A. come strategia di supporto e “cura” contro il cancro!

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania

La prevenzione resta la prima arma per combattere le cellule neoplastiche

 

L’attività fisica è sempre consigliata, anche quando la malattia si è già manifestata. Nel caso delle neoplasie, è in grado di indurre una riduzione della massa tumorale attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

 

Neoplasia: l’esercizio fisico serve solo alla prevenzione?

 

Il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule neoplastiche. Con la sua reazione esercita un importante meccanismo di monitoraggio. Grazie alle capacità dei suoi fattori umorali e cellulari, controlla sia la genesi che lo sviluppo dei tumori. Questa forma di controllo è noto come “concetto dell’immuno-sorveglianza”.

In presenza di una massa tumorale alcune cellule del sistema immunitario, le Natural Killer (NK), si spostano dal circolo sanguigno e migrano verso il tumore con l’obiettivo di attaccarlo.

Nell’attivazione del sistema immunitario un ruolo fondamentale è giocato dall’interleuchina 6, una molecola prodotta dal corpo capace di reclutare le Natural Killer (NK) e dirigerle verso il tumore sin dalle prime fasi del suo sviluppo contribuendo a ridurre la comparsa del tumore stesso.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1

 

L’importanza dell’attività motoria nelle neoplasie

 

La tipologia di sforzo praticato durante l’attività motoria conferisce un diverso valore alla prestazione fisica anche in rapporto al grado di allenamento. Ciò varia in rapporto ai termini delle caratteristiche di intensità, durata e vie metaboliche utilizzate.

La pratica regolare di attività motoria, rappresenta un mezzo efficace per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti immunosoppressori.  Le ricerche immunologiche concordano che contribuiscono a ridurre i rischi di recidiva. Ovviamente, compatibilmente con le condizioni di salute e con le possibilità motorie di ogni persona.

Studi e ricerche, ormai universalmente concordate e approvate dalle comunità scientifiche internazionali, affermano che le cellule “natural killer” (NK) sembrano essere modificate dall’esercizio fisico con aumento delle cellule del fenotipo CD16 e una alterata attività funzionale; l’attività delle Natural Killer raggiunge il suo apice immediatamente dopo aver effettuato attività motoria per ridursi progressivamente dopo due ore dal suo termine per poi normalizzarsi dopo circa venti ore – (Pedersen B.K., Ullum H.: NK-cell response to physical activity: possible mechanism of action. Sci. Sports Exerc. 24: 140-146, 1994).

 

Neoplasie: una strategia di supporto e potenziamento delle cure contro il cancro.

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-2I possibili meccanismi alla base dei cambiamenti indotti dall’esercizio della funzione delle cellule NK sono citochine, ipertermia e ormoni dello stress, tra cui le catecolamine, il Growth hormone – GH (l’ormone somatotropo della crescita), il cortisolo e le beta-endorfine.

L’attività fisica di tipo aerobico è un tassello importante nella lotta contro i tumori e, quando può essere svolta, diventa parte integrante delle cure e la sua inclusione assume il tono di un vero e proprio “FARMACO”! (Enviromental Health and Preventive Medicine – Effetti dell’intensità dell’esercizio sulle sottopopolazioni di leucociti circolanti – Yukie Saito, Yukinori Kusaka,  Masanori Shimada).

 

Neoplasie: l’Attività Fisica deve essere ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico

 

L’attività delle cellule NK viene potenziata se l’attività è ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico; ne deriva che  il sistema immunitario viene temporaneamente migliorato garantendo una buona protezione dalle infezioni.

Al contrario, l’esercizio fisico intenso produce immunodepressione, almeno in parte causata dalle prostaglandine. Pertanto, la funzione delle cellule NK viene temporaneamente gravemente depressa (i microrganismi, in particolare i virus, invadono l’ospite, per cui è possibile contrarre infezioni).

I soggetti che praticano attività fisica o sport di endurance ad alta intensità (> 70-75% Vo2max) come i ciclisti, i maratoneti e gli ultra-maratoneti, i tri-atleti, hanno un maggior rischio di contrarre un’infezione rispetto a persone che praticano attività moderate o ad atleti che svolgono attività amatoriale che non superano il 70-80% Vo2max!

Un’attività fisica prolungata e di elevata intensità produce un abbassamento generalizzato dell’attività del sistema immunitario. Questo fenomeno varia tra le 3 e le 72 ore: è definito come “Open Window”. I soggetti in questa fase mostrano elevato rischio di contrarre un’infezione, in particolare delle vie aeree superiori, poiché questo periodo determina uno stato transitorio di immuno-depressione.

 

Neoplasie: L’attività fisica si comporta da medicina – la migliore delle medicine!

Exercise is Medicine: the best medicine!

 

Gli studi sull’infusione che imitano i livelli di ormoni dello stress nel sangue durante l’esercizio indicano che un aumento dell’adrenalina nel plasma rappresenta almeno una parte della modulazione della funzione delle cellule NK indotta dall’esercizio.

 

Seguire uno stile di vita attivo aiuta a non ammalarsi anche in età geriatrica.

 

Le Teorie della programmazione genetica postulano che l’invecchiamento è un evento che si innesca e si attua in dipendenza di un genoma in cui è presente l’informazione che si traduce in una serie di fenomeni che ne contraddistinguono uno specifico periodo della vita.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-3

Le Teorie stocastiche o degli errori o dell’usura negano la possibilità di una programmazione contenuta nel genoma e considerano l’invecchiamento conseguente a un progressivo deterioramento provocato da uso e accumulo di danni che modificano l’espressione genica  in grado di comportare errori trascrizionali, traduzionali o post-traduzionali. Il target diretto del danno incide essenzialmente sugli organi cellulari come i mitocondri, i lisosomi, le loro membrane, le proteine strutturali ed enzimatiche dell’organismo. Gli errori deriverebbero anche dai radicali dell’ossigeno, dalle lipofucsine o da alcuni metalli e dai prodotti della glicosilazione di diverse proteine.

Con l’invecchiamento il corpo umano va incontro a un decadimento fisiologico che minaccia la buona salute.

Si riduce la capacità funzionale e si osserva una progressiva involuzione del sistema immunitario. Pertanto, si abbassano le capacità difensive dell’organismo contro gli agenti esterni (virus, batteri, parassiti, …) ed interni (cellule anomale danneggiate, infettate o tumorali).

 


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