la scoliosi e la ginnastica correttiva vengono trattate in prossima pubblicazione nel nuovo libro del Prof. Carmelo Giuffrida

La scoliosi e la ginnastica correttiva in un libro del Prof. Carmelo Giuffrida

La scoliosi e la ginnastica correttiva vengono trattate in prossima pubblicazione nel nuovo libro del Prof. Carmelo Giuffrida – La presentazione avverrà a Catania durante un meeting tecnico!

 

la scoliosi e la ginnastica correttiva vengono trattate in prossima pubblicazione nel nuovo libro del Prof. Carmelo Giuffrida

Il dibattuto paramorfismo tridimensionale e multifattoriale della colonna vertebrale viene vagliato sin dalle semplici osservazioni e valutazioni!

La scoliosi e la ginnastica correttiva vengono esaminati tecnicamente in tutti i loro aspetti.

 

L’Attività Fisica Adattata contempla i metodi e le tecniche utilizzate analizzando le motivazioni storiche ed evolutive che li hanno caratterizzati. Ancor di più, vengono presentati i metodi più recenti usati alla luce della moderna Posturologia e delle Scienze dell’Esercizio Fisico.

Il Prof. Carmelo Giuffrida, già Autore di libri e di parecchie pubblicazioni scientifiche su riviste specialistiche e organi ufficiali di stampa, sostiene che: “l’Esercizio Fisico resta sempre lo stesso ed è uguale da millenni, nonostante le mode e i tecnicismi provino a cambiarne i contenuti”. Propone i suoi concetti di “Attività Fisica Sinergetica” che pone le basi di un “Metodo Operativo” utilizzando tecniche imperniate sui suoi studi della “Tensintegrità con i conseguenti adattamenti posturali” “Sui comportamenti dell’apparato locomotore umano in risposta a stimolazioni polivagali”.

 

Il Prof. Carmelo Giuffrida afferma: La “Scienza entra in Palestra” solo se l’approccio con l’utenza ha carattere scientifico!

 

Le sue ideologie sul “guadagnare salute attraverso uno stile di vita attivo con un Health Investments e la Global Strategy per la prevenzione” lo raccordano con il “Control of Non communicable Diseas” e, futuristicamente, lo pongono tra i pionieri in materia di Attività Fisica Adattata in rapporto ai paramorfismi rachidei e dell’arto inferiore.

Appassionato studioso dei paramorfismi dell’apparato locomotore, si è occupato di ginnastica correttiva e compensativa con particolare dedizione all’elaborazione della bio-meccanica della scoliosi, dell’ipercifosi dorsale e dell’iperlordosi lombare, dell’appoggio plantare.

Il libro gode di una breve presentazione a cura del Dott. Francesco Mac Donald, anch’esso grande Studioso della “Scoliosi” e appassionato Uomo di Scienza, Medico Specializzato in Ortopedia della colonna vertebrale!

Il volume è dedicato ai giovani Utenti che necessitano delle attenzioni professionali e a cui si richiede sempre di essere Attori principali con la massima collaborazione. La dedica è estesa anche ai loro attenti Genitori che, con stima e devozione, affidano i figli ai Professionisti del settore con la speranza di ottenere ampie risoluzioni alle loro problematiche con il minor danno possibile.

 

Il training staging di una scoliosi deve ripercorrere tutte le fasi tipiche della prevenzione!

 

Scoliosi-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaQuali sono le domande che si fa il Tecnico prima di avviare un approccio al tema della scoliosi?

 

Perché bisogna trattare una scoliosi idiopatica dell’adolescenza?

 

Cosa si vuole ottenere da un trattamento conservativo?

 

Cosa si vuole evitare all’Utente che richiede una prestazione basata sull’esercizio fisico?

 

Quali sono gli obiettivi da raggiungere nel trattamento conservativo della scoliosi idiopatica?

 

In cosa consiste il “trattamento libero” e la prevenzione primaria?

 

Quali sono i passi importanti nel “trattamento ortopedico” associato alla ginnastica compensativa e alla prevenzione secondaria?

 

Perché è necessario un trattamento educativo e rieducativo della scoliosi e la prevenzione terziaria!?

 

Scoliosi e Ginnastica Correttiva: alle domande si danno risposte che scaturiscono da esperienze consolidate sul campo in quasi 40 anni di attività!

 

L’Autore affronta un viaggio in compagnia di Esopo, Erodico da Lentini, Ippocrate di Kos, e di Galeno di Pergamo fino ad Andry col suo “albero storto” per approdare alla Scuola svedese di Pehr Henrik Ling!

Poi, dalla “Ginnastica del Ginnasio di Desenzano” in compagnia di Obermann, Baumann, Ricardi di Netro, per giungere alla “Scienza del Movimento Umano” nello Studio dei Paramorfismi della colonna vertebrale con il Milwaukee di Blount e Schimdt, affronta le misure di John Cobb, la “teoria muscolare” del Prof. James, il “segno” di Joseph Risser, …, Schroth, Stagnara, Cotrel, Hodgson, Dwyer, Zielke, Luque, Dubousset, Metha, …

Il libro non trascura di trattare le competenze delle Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e della Chinesiologia Rieducativa.

Inoltre, si richiamano i tipi costituzionali e le leggi dell’auxologia.

Non mancano i riferimenti agli strumenti di lavoro per il trattamento della scoliosi come la livella, il filo a piombo e il regolo!

 

La scoliosi e la ginnastica correttiva: dalla “semplicità” strumentale alla deduzione operativa!

 

La teoria del Chaos e il doppio pendolo inverso introducono i “metodi” usati nella ginnastica correttiva e compensativa; la“Teoria delle Intelligenze Multiple” trovano applicazione nel “Metodo della Ginnastica Sinergetica” di Carmelo Giuffrida.

Si analizza la genialità di Klapp, il Metodo di Von Niederhoffer-Egidy, di Sohier, di Schroth, …

la scoliosi e la ginnastica correttiva a catania - il nuoto non va bene per la prevenzione della scoliosi - Prof. Carmelo Giuffrida - Catania

Come si valuta la scoliosi e come si misura una curva scoliotica?

 

La scelta delle ortesi correttive insieme allo Specialista Ortopedico e il lavoro in Team!

 

Ma … come si somministrano gli esercizi compensativi usando il corsetto?!

 

Come si deve affrontare il dibattuto tema del nuoto? : motivazioni biomeccaniche, pro e contro in presenza di scoliosi!

 

… e tanto, tanto altro!

CONTATTI

è possibile aggiornarsi e formarsi professionalmente richiedendo di aggregarsi al “Gruppo di Studio” con meeting e workshops appositamente organizzati sul tema della “SCOLIOSI e GINNASTICA CORRETTIVA”.

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, se vuole prenotare una copia del Volume in anteprima, o se desidera avere un breve colloquio informativo tecnico e prenotarsi con una sua adesione al prossimo meeting-workshop, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810  – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

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De Motu Animalium

De Motu Animalium: onore a Giovanni Borelli per il suo contributo alle Scienze Motorie!

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

Correva l’Anno Accademico 1978/1979: venivo accettato a frequentare l’I.S.E.F. di Palermo – Istituto Superiore di Educazione Fisica di grado Universitario. Era considerato un grande privilegio, considerato il numero chiuso di studenti ammessi e la peculiarità esclusiva del corso.

De Motu Animalium-Giovanni Borelli-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaIl mio curriculum da atleta di interesse nazionale e il superamento delle prove di selezione a pieno titolo mi portarono a intraprendere il mio percorso professionale che, con grande soddisfazione, oggi costituisce la base del mio lavoro quotidiano.

Il primo grande ostacolo da superare nello studio di ogni giorno era l’Anatomia Umana e la Fisiologia, accompagnate da Antropologia e Antropometria, … e dalla Chinesiologia.

 

Saperi e Conoscenze di altri tempi!

 

Il mio “Docente” di “Ginnastica Correttiva”, considerato una sorta di Santone perché aveva scritto diversi libri sull’argomento e per la sua rigidità professionale, era molto esigente e, dopo avermi spiegato una innumerevole serie di dettagli tecnici che pochi miei Colleghi di corso seppero raccogliere, mi indicò alcuni volumi da studiare.

Avevo Sete di Sapere, volevo Conoscere, … mi procurai con non pochi sacrifici economici tutti i libri indicatomi.

Un libro mi colpì in particolare poiché, in copertina, riproduceva delle stupende immagini del tardo 1600 che attrassero la mia attenzione.

Non esisteva internet ed erano pochi i mezzi per recepire documenti ma, con caparbietà e volontà, scoprii a chi apparteneva la mente che aveva elaborato quei disegni, pregiandomi di apprendere, da quei pochi tratti, informazioni professionali utilissime che ancora oggi uso nella pratica della mia attività professionale.

Da lì a poco avrei scoperto la rarità del volume originale, il suo costo esorbitante e le inconfutabili qualità del suo Autore!

 

De Motu Animalium: Avevo fatto la conoscenza dell’esimio Prof. Giovanni Alfonso Borelli!De Motu Animalium-Giovanni Alfonso Borelli-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

Era l’uomo, il genio del XVII secolo, che cercò di spiegare il movimento del corpo animale basandosi su principi meccanici, tentando di estendere all’ambito biologico il metodo di analisi geometrico-matematico elaborato da Galileo in ambito meccanico e per il quale si guadagnò il titolo di “Padre della iatromeccanica”.

 

Il Matematico che “inventò” la Biomeccanica dettando le basi della Chinesiologia

 

Borelli, considerato il fondatore della Fisiologia muscolare su basi meccanicistiche, parallelamente alle esperienze di Matematica e Fisica. Si occupò di Anatomia e soprattutto di Fisiologia, esperienze che gli saranno di estremo aiuto per l’elaborazione del De Motu Animalium, sopratutto grazie all’applicazione del metodo sperimentale.

Il suo intento principale era quello di abbandonare l’empirismo cieco al fine di porre le basi della Medicina moderna e del nuovo movimento che diede vita alla Scuola Iatromatematica[15] divenuta poi iatromeccanica che postulava l’applicazione delle leggi fisiche per l’interpretazione di particolari fenomeni.

 

Il De Motu Animalium

 

De Motu Animalium-Giovanni Borelli-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il De Motu Animalium è l’ultimo grande contributo fornito da Borelli per la conoscenza scientifica poiché, mentre lavorava su quest’opera, fu colpito da una probabile polmonite che lo portò alla morte il 31 dicembre 1679.[20]
Poco prima di morire, Borelli raccomandò a B. Carlo Giovanni di Gesù la pubblicazione postuma del De Motu Animalium.

L’edizione completa del De Motu Animalium porta la data: Romae idibus Augusti 1680.

Ritengo che, a parte il manoscritto redatto in latino, l’impostazione della Fisiologia mio-fasciale è attuale e fornisce la Luce a chi si occupa di studiare la Chinesiologia e la vita.

Saperi

La meccanica e la neurofisiologia muscolare descritta da Borelli è compatibile, per validità di impostazione e rigore metodologico sperimentale, con le teorie di William Harvey.

Borelli aveva esaminato attentamente con un serio ragionamento e con dimostrazione matematica il fenomeno del movimento, aveva concepito il pensiero che i fenomeni della vita si sintetizzano nel movimento e definì che i movimenti non possono sottrarsi alle leggi della meccanica: interpreta il corpo umano come una macchina che agisce ed opera in forza di leggi ben definite.

 

De Motu Animalium: I muscoli

 

Per la precisione, il De Motu Animalium si divide in due parti.

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Nella prima parte, Borelli si sofferma sulla macroscopia dei muscoli e sullo studio meccanico del loro funzionamento, il motus externis.

Nella seconda parte dell’opera,  afferma, per inciso, che è l’anima la causa effettiva dei movimenti animali.

I muscoli sono gli organi del movimento, cioè i sistemi per mezzo delle quali la facoltà motrice dell’anima mette in movimento le articolazioni e le varie parti dell’animale.

Borelli, quindi, afferma che i muscoli sono formati da tendini, carne, vene, arterie e nervi.

Dentro una membrana sono contenuti più fasci dalla forma di prismi triangolari, quadrangolari, esagonali.

Ogni fascio è costituito da fibrille tenute insieme da una sostanza gelatinosa.

 

Borelli studia, sulla base di concetti meccanici, i movimenti delle articolazioni quantificandone la forza e la resistenza dei muscoli.

 

Considera l’importanza del punto di inserzione del muscolo e calcola la potenza motrice che può esercitare.

Occupandosi della posizione statica, Borelli ebbe il merito di aver individuato, in corrispondenza dell’Osso iliaco, il centro di massa dell’uomo.

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Studiando la postura statica, Borelli asserì che le ossa dell’uomo funzionano come leve, le quali, per il fatto di essere collegate le une alle altre, formano delle colonne in grado di mantenere in equilibrio il peso del corpo, senza l’intervento dei muscoli, fino a quando però il centro di massa cade dentro la base d’appoggio.

Borelli dimostrò che la contrazione muscolare è sotto l’influenza del sistema nervoso prospettando le modalità della trasmissione dell’eccitamento nervoso.

Conclude la prima parte occupandosi della deambulazione dell’uomo, dell’andatura del quadrupede, della tecnica del salto e particolarmente del volo degli uccelli e del nuoto dei pesci.

Nella seconda parte dell’opera, il Borelli prende in considerazione:

  • Causa effettiva del movimento muscolare;
  • Circolazione del sangue;
  • Meccanica cardiaca.

 

De Motu Animalium: Il movimento muscolare

 

Secondo Borelli la causa primitiva del movimento degli animali è l’anima.

Tavola anatomica-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Pertanto, afferma che, con la morte dell’animale, l’anima non è più operante e l’organismo resta inerte e immobile.

Le sue idee erano incentrate nel pensare la vita relazionale come subordinata a quella psichica. Indicava un processo specifico che trasforma l’atto mentale in volontà e, successivamente, in movimento [28].

Per chiarire questo processo meccanico specifico richiama Aristotele: mette in evidenza l’anima in similitudine con lo spirito.

 

I muscoli secondo la visione filosofica di Giovanni Borelli

 

I muscoli, secondo la sua visione filosofica, sono macchine che, per assolvere la loro funzione, hanno bisogno di un mezzo originante dalla facoltà locomotrice dell’anima, raggiunge il muscolo attraverso i nervi, comanda la capacità di contrazione e di rilassamento.

Dimostra con semplici esperimenti che tagliando trasversalmente un muscolo, questo perde la facoltà di contrarsi, mentre l’articolazione rimane mobile: il muscolo agisce come un braccio di leva applicato sull’articolazione e il movimento non è legato all’articolazione stessa.[29]

 

Giovanni Borelli spiega la teoria ippocratica

 

Successivamente confuta ogni ipotesi sul movimento muscolare, dimostrando con argomentazioni sperimentali la loro insostenibilità:

Il movimento muscolare è dato da una naturale facoltà incorporea.

Il gesto motorio dipende da umori (teoria umorale di Ippocrate di Coo) o del sangue che penetra nelle porosità dei muscoli.

La contrazione, quindi, avviene per la violenza del sangue spinto nel cuore.

 

De Motu Animalium: La circolazione del sangue

 

Occupandosi del movimento del sangue, Borelli osserva che il cuore non agisce con continuità. Ciò, sebbene il sangue circoli continuamente nel corpo dell’animale senza pause tra una pulsazione e l’altra.

Tavola anatomica-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Borelli osserva che il sangue non può passare direttamente dalle arterie nelle venule perché non ci sono anastomosi e anche perché l’impulso cardiaco a quel livello è molto debole.

Escogita, poi, un spiegazione meccanica: il sangue passa dalle arterie nelle vene allo stesso modo con cui le spugne, i filtri e le corde si imbevono quando sono immersi in acqua.

Il ritorno venoso al cuore è possibile grazie all’azione delle fibre circolari delle vene, all’azione di compressione dei muscoli e alla presenza di valvole venose che impediscono il reflusso.[30]

De Motu Animalium: La meccanica del cuore

Tavola anatomica-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

 

Borelli afferma che il cuore può espellere il sangue durante la sistole, poiché le fibre cardiache esplicano la loro azione, non accorciandosi ma resistendo alla dilatazione ed esattamente come già aveva fatto con altri muscoli, calcola la forza che il muscolo cardiaco esercita durante la contrazione: ricorrendo a degli artifici, considera nell’impostazione del lavoro sia la velocità che la massa di sangue in movimento e conclude che questa forza è equivalente a 3000 libbre, meritando ( a prescindere dall’esattezza dei risultati) di essere considerato il “Padre della moderna Fisiologia Umana”.

Borelli affermava che, la causa della contrazione cardiaca, anche se non è soggetta all’azione della volontà, avviene come tutti gli altri muscoli per la fermentatio e la ebullitio che si determina al momento del contatto tra il succo nervoso e il sangue.[31]
Non avendo conoscenza del funzionamento del sistema nervoso all’interno del cuore, Borelli fornisce una spiegazione dell’automatismo cardiaco e afferma che, all’inizio, gli stimoli vengono promossi dalla volontà, successivamente, diventano automatici, così come accade per altri movimenti (per esempio quello delle palpebre).[32]


Immagini usate nell’articolo:

 

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https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium-par.asp
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium—.asp
https://www.nlm.nih.gov/exhibition/horse/hor_borelli_mechanics2.html
https://www.milestone-books.de/pages/books/1738/giovanni-alfonso-borelli/de-motu-animalium-opus-posthumum
http://castrumnovum.blogspot.com/2012/03/de-viris-illustribus-1.html

Bibliografia e note di riferimento

 

  1. ^Fra i quali D. Rotundo
  2. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.1959, pp.224-243
  3. ^Gaizo M. – Alcune lettere di Giovanni Alfonso Borelli, dirette una a Malpighi, le altre a Magliabechi. Napoli, 1886
  4. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.53-63.
  5. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.57-63.
  6. ^Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri, Trieste, 1947.
  7. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909, pp.152-207.
  8. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909, pp.275-307.
  9. ^Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri. Trieste, 1947.
  10. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.
  11. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.35-42.
  12. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.43-45
  13. ^Belloni L. – Dal Borelli al Malpighi.1967.
  14. ^Koyré A. – La mécanique céleste de Giovanni Alfonso Borelli. Rivista Storica, Scientifica,1952.
  15. ^Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. 1970.
  16. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.52-56.
  17. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909..
  18. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931.
  19. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.53-63.
  20. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.
  21. ^Franceschini P. – L’apparato motore nello studio di Borelli e Stenone. Rivista storica, scientifica, medica, 1951 , pp.5.
  22. ^Caprariis E. – Considerazioni sulle vedute neurofisiologiche di Herman Boerhaave.Pp.89-90.
  23. ^Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII. Memorie della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Licei, 1909, p.275.
  24. ^Barbensi G. – Collana di vita di medici e naturalisti celebri. Trieste, 1947.
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  26. ^Bernoulli J. – Opera omnia. Lausanae, 1742
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  28. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista storica, scientifica, medica, Siena, 1938.
  29. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista storica, scientifica, medica, Siena, 1938, pp.168-173.
  30. ^Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII. Memorie della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Licei, 1909 p.27, pp.275-307.
  31. ^Caprariis E. – Spunti di neurofisiologia nel De Motu Animalium di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679).pp.101-106.
  32. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici, Siena, 1938 pp.168-175.
  33. ^Savornian, – Da Leonardo a Marconi, Milano, Hoepli, p. I19.
  34. Bernoulli J. – Opera Omnia. Lausanae, (1742).
  35. Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri.(1947), Trieste.
  36. Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista Storica, Medica, Scientifica. (1938), Siena.
  37. Baldoni N. – Introduzione a Giovanni Borelli Vico.(1961), Milano.
  38. Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica (1931).
  39. Caprariis E. – Considerazioni sulle vedute neurofisiologiche di Hermann Boerhaave.
  40. Caprariis E. – Spunti di neurofisiologia nel De Motu Animalium di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679). (1969-1970).
  41. Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957).(1958), Pisa.
  42. Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti. (1959).
  43. Franceschini P. – L’apparato motore nello studio di Borelli e di Stenone. Rivista storica, medica, scientifica, (1951).
  44. Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la Scuola di Roma nel secolo XVII. Memoria della pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei, (1909).
  45. Gaizo M. Del – Alcune lettere di Giovanni Alfonso Borelli, dirette una a Marcello Malpighi, le altre ad Antonio Magliabechi.(1886), Napoli.
  46. Alexandre Koyré– La mécanique céleste de Giovanni Alfonso Borelli. Rivista Storica, Scientifica, (1952).
  47. Alexandre Koyré, La rivoluzione astronomica. Copernico, Keplero, Borelli.Feltrinelli.(1966), Milano.
  48. Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. (1970).
  49. Questo testo proviene in parte dalla relativa voce del progetto Mille anni di scienza in Italia, opera del Museo Galileo. Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
  50. https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
  51. Wikisource contiene una pagina dedicata a Giovanni Alfonso Borelli
  52. Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giovanni Alfonso Borelli
  53. (EN) John J. O’Connor e Edmund F. Robertson, Giovanni Alfonso Borelli, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
  54. Borèlli, Giovanni Alfonso, in it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 4 agosto 2014

 

 

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Analisi delle prestazioni-performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Analisi delle prestazioni

Analisi delle prestazioni: una metodologia di ricerca al sevizio dell’Esercizio Fisico Clinico!

Analisi delle prestazioni-performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

La Performance Analysis o Analisi delle prestazioni consente di analizzare e spiegare in modo accurato l’evoluzione dinamica e storica di un fenomeno motorio studiandone il gesto specifico.

Il processo di stimolazioni motorie comprese in un complesso di trattamenti individualizzati di esercizio fisico clinico serve a migliorare la performance fornendo feedback sulla performance ottenuta.

Osservazione e memoria umana non sono perfettamente affidabili e in grado di fornire informazioni oggettive accurate.

L’attivazione del feedback necessita di strumentazioni per la misurazione oggettiva.

Al fine di ottenere dati precisi e perfettamente misurabili è stato messo a punto un sistema di analisi che sfrutta immagini video o fotografiche del gesto motorio o evento, e l’attivazione di sistemi di notazione biomeccanici, computerizzati e manuali.Analisi delle prestazioni-performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

L’analisi del movimento, la valutazione del gesto motorio nel suo complesso, la tattica correttiva e la statistica consentiranno di raggiungere gli scopi pre-fissati.

La tecnologia informatica e di videoregistrazione utilizzate nell’analisi del movimento rieducativo produce un approccio innovativo nell’utilizzo del processo di adattamento del soggetto.

L’acquisizione accurata dei dati e l’affidabilità dell’analisi richiede una particolare preparazione degli operatori che rendono specialistica l’applicazione del sistema che usufruisce del continuo sviluppo delle discipline tecniche coinvolte.

 

Analisi delle prestazioni-performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Il processo di adattamento: dalla Sindrome di Selye all’allenamento con l’esercizio fisico-clinico

 

Lo Specialista A.M.P.A. (Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) svolge un ruolo efficace e determinante nello sviluppo delle capacità dell’individuo che si affida alle sue specifiche attenzioni tecniche.

L’interazione tra Dottore Specialista A.M.P.A. e soggetto da analizzare e stimolare attraverso il movimento razionale permette di definire il processo dei contenuti degli adattamenti e la loro essenza.

Il lavoro compiuto consente di classificare l’efficacia del gesto motorio e la progressiva analisi della pianificazione e della gestione dell’allenamento, dell’istruzione e dell’addestramento tecnico, dell’osservazione del movimento.

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Un adeguato studio è in grado di restituire una performance ottimale in modo direttamente proporzionale all’istruzione e al ruolo svolto dallo Specialista A.M.P.A.

Il processo di allenamento coinvolge significativamente tutti gli aspetti della performance motoria che vanno dallo sviluppo delle abilità essenziali all’affinamento del gesto motorio fine.

L’allenamento non è solo un processo coordinato e integrato che si allontana da disordinate aggregazioni di isolati movimenti tecnici ma è un momento raffinato e di sviluppo dell’individuo che in modo continuo si adatta all’ambiente e alle circostanze per risolvere necessità e problemi specifici.

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L’essenza del processo di adattamento promuove cambiamenti osservabili nel comportamento al fine di generare un miglioramento nella performance attraverso l’analisi, un feedback efficace e un miglioramento della performance per mezzo di misure specifiche e accurate componenti di una serie di valutazioni qualitative compiute dallo Specialista che redige un diagramma di flusso del processo di adattamento.

Questo processo di allenamento prevede una fase di osservazione (aspetti positivi e negativi della performance), di analisi e di pianificazione.

 

 

 

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Feedback: un bisogno indispensabile nell’analisi delle prestazioni!

 

Un sistema oggettivo di osservazione consente di focalizzare l’attenzione sugli eventi critici nella performance dell’individuo. Pianificando interventi tecnici basati su queste analisi, è possibile migliorare la performance.

L’Analista deve:

– stabilire una giusta affidabilità dell’osservazione;

– essere certo che siano stati raccolti dati a sufficienza per definire il profilo della performance;

– trasformare i dati in interpretazioni significative.

E’ difficile per un osservatore guardare tutte le azioni che si svolgono durante lo svolgimento di un’attività motoria (aree critiche) in cui la maggior parte dei gesti periferici vengono perduti.

Al contrario di quanto avviene nell’analisi delle prestazioni, le informazioni che generalmente vengono effettuate senza alcuna registrazione, sono basate su feedback parziali della performance. Pertanto, sfuggono molti eventi con caratteristiche distintive, controverse ed eccezionali che deformano la valutazione complessiva.

 

Analisi delle prestazioni : fatti documentati e non memoria limitata

 

 

La memoria umana è limitata ed è impossibile rilevare e ricordare tutti gli eventi che accadono nel corso di una intera attività motoria.

Analisi delle prestazioni-performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6La valutazione risulta corretta per circa un 50% rispetto alla realtà subendo una considerevole variabilità individuale legata al processo del richiamo mentale dell’analizzatore. Emozioni e inclinazioni personali diventano fattori significativi che influenzano sia l’immagazzinamento degli eventi che il richiamo dalla memoria dell’osservatore.

L’oggettività corretta e la risoluzione di queste problematiche si ottiene attraverso la video-ripresa (analisi post evento con analisi in tempo reale o sulle registrazioni video).

Inoltre, si usano i sistemi bio-meccanici finalizzati e l’analisi notazionale computerizzata accurata che, grazie alla presentazione in forma grafica li rende facilmente comprensibili. Quindi, con questi sistemi si riducono i costi di una indagine sul soggetto.

Pertanto, si migliora sensibilmente il feedback post-evento limitando l’errore valutazionale a sbagli operativi legati all’hardware o al software. Questi non vengono percepiti dall’esaminatore se non comprende un evento o fissa in modo errato una posizione. E ciò, soprattutto, quando l’analisi richiede tempi reali e acquisizione veloce dei dati.

 

Analisi delle prestazioni : accuratezza dei sistemi notazionali

 

L’accuratezza dei risultati richiedono attento collaudo dei sistemi notazionali computerizzati e il confronto comparativo con l’analisi manuale.performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

Gli scopi dell’analisi notazionale sono:

  1. – analisi del gesto motorio;
  2. – valutazione dei contenuti del movimento;
  3. – valutazione tecnica del gesto motorio;
  4. – compilazione statistica.

performance-analysis-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8Vantaggio di questo metodo di raccolta dati è l’insieme documentato dei contenuti del movimento eseguito con archiviazione su CD-ROM o sul disco rigido attraverso un database.

In particolare, l’immenso beneficio dato da una analisi delle prestazioni per mezzo dello sviluppo notazionale computerizzato consente di ottenere:

  • Un feedback immediato;
  • Lo sviluppo di un database;
  • Indicazione delle aree somatiche che richiedono miglioramenti;
  • Valutazioni;
  • Meccanismi per effettuare ricerche selettive per mezzo della registrazione video.

CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

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Il Piede: organo di senso bio-meccanico e recettore della postura analizzato in workshop

Il Piede nel contesto del sistema tonico posturale:

organo di senso bio-meccanico e recettore della postura

Workshop Tecnico-Pratico

Catania, Domenica 23 Ottobre 2016

 

Il piede-piedi piatti-piedi cavi-sistema tonico posturale-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLaureandi delle Specialistiche in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate delle Facoltà di Scienze Motorie degli Atenei nazionali e Dottori in Scienze Motorie si sono dati appuntamento nell’apposito laboratorio del movimento allestito per studiare e confrontarsi su tutti gli aspetti statici e dinamici che riguardano il piede, il suo appoggio e il funzionamento biomeccanico e chinesiologico durante lo svolgimento meccanico nella sua dinamica traslatoria.

 

Il Piede: Intensa giornata di Studio !

 

Il piede-piedi piatti-piedi cavi-sistema tonico posturale-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Una intensa giornata di formazione e scambio culturale, che è stata arricchita con qualità dei contenuti e partecipazione attiva alle discussioni. Il meeting ha fornito l’occasione per svolgere una interessante condivisione professionale ed analizzare il piede quale sistema recettoriale che, spesso, è oggetto (o fonte) di disturbi del Sistema Tonico Posturale.

Pertanto, un vero e proprio laboratorio-officina ha creato, materialmente, un meeting point in cui tutti i partecipanti sono stati protagonisti attivi, animando la discussione, condividendo idee ed elaborando soluzioni per raggiungere risultati pratici tangibili.

 

Il piede-piedi piatti-piedi cavi-sistema tonico posturale-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Ospite della giornata il Prof. Venerino Sciacca (già Docente di Ginnastica Correttiva presso l’ex ISEF – Istituto di grado Universitario di Palermo sez. staccata di Catania).

 

Il Prof. Carmelo Giuffrida, nella sua veste di relatore-tutor, con esperta maestria e professionalità, ha affiancato i partecipanti offrendo paritariamente la possibilità di discussione con la platea e proponendo la propria visione sulla tematica del piede.

Il Docente ha introdotto, attraverso spiegazioni teoriche, i concetti chiave della meccanica plantare ed ha permesso ai partecipanti di trovare un’applicazione pratica delle teorie analizzate.

La teoria è integrata, quindi, anche da tanta pratica e dalla studio di esercizi propriocettivi.Il piede-piedi piatti-piedi cavi-sistema tonico posturale-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

 

Lo Studio del Prof. Carmelo Giuffrida, con l’ausilio dei Collaboratori, il Dott. Stefano Ventimiglia e la Dott.ssa Grazia Valentina Zappalà, è stato il posto giusto per incontrarsi e approfondire temi specifici sulla meccanica e sulla chinesiologia del piede, vera occasione per ottenere chiarimenti tematici e avere l’esperienza del laboratorio vero, rendendo i presenti attori principali dell’argomentazione.

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Il funzionamento del piede è stato studiato sotto molteplici aspetti (problema) che, spesso, vengono trascurati: a dire il vero, da organo di senso recettoriale della postura, all’analisi di prototipi fisici (soggetto), per studiare la deambulazione e la corsa, mezzi di traslocazione importantissimi per l’essere umano. Infine, ci si è posti dei concepts (piani di lavoro e relative strategie) in merito alla riatletizzazione e al recupero funzionale.Il piede-piedi piatti-piedi cavi-sistema tonico posturale-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

 

Tutti i presenti hanno mirato a lavorare insieme e, reciprocamente, si sono scambiati il risultato degli elaborati congiunti; il workshop è stato un vero momento di ricerca scientifica, è stato un brainstorming da cui ne è derivato un insieme di risposte a domande interessanti.

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Dalla “Filogenesi Podalica” il piede si analizza come organo di controllo e porta di ingresso di stimoli senso-motori.

 

Non è mancata una attenta analisi dell’evoluzione dell’uomo, del Principio del cambiamento di funzione e dell’Analisi comparata della persona umana.Il piede-piedi piatti-piedi cavi-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

Il relatore ha creato un momento di particolare attenzione nel “viaggio sotto-astragalico del calcagno nel corso della filogenesi e nel percorso della ominazione”. Per illustrare il culmine del suo discorso, ha introdotto la TEORIA DI HAECKEL, chiarendo gli adattamenti del piede attuale rispetto a quello atavico.

Il Prof. Giuffrida ha, poi, richiamato principi di Fisica e, in particolare, la 3° legge di Newton per spiegare la stazione eretta e la gravità, la deambulazione e il comportamento dei recettori articolari podalici.

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Per la precisione, l’argomentazione sul passaggio dal piede sensoriale al piede motorio ha consentito ai presenti di capire i corretti funzionamenti del sistema di controllo anti-gravitario (sistema tonico posturale) effettore e ricettore. In realtà, lo studio era incentrato sulla funzionalità e sulla struttura del piede. Per meglio operare, si è trattato il movimento sul piano sagittale – sul piano trasverso e sul piano frontale.

Dai movimenti triplanari intorno ad un asse obliquo, il Prof. Giuffrida, ha fornito gli elementi per svolgere il lavoro a catena cinetica aperta a catena cinetica chiusa.

 

La seconda parte della mattinata è dedicata al piede quale struttura elicoidale per il trasferimento e lo scarico delle forze proveniente dai distretti superiori.

Il Prof. Giuffrida crea un confronto tra quanto affermato da Viladot rispetto a Morton e ad altri autorevoli Autori.

 

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In particolare, il Prof. Giuffrida ha introdotto il concetto di “Energy converter” & Coupled motion nella locomozione”.

Alla domanda “Cosa può rendere un piede patologico?”, ha fatto seguire analisi dettagliate delle malformazioni congenite più comuni. Allo stesso modo, ha spiegato i quadri patologici, l’analisi dell’Anatomia della caviglia e il rilievo delle alterazioni del piede.

Il Relatore, similmente, ha analizzato: Piede Piatto, Torto, Talo, Equino, Cavo, Griffe e Alluce valgo, Vizi di differenziazione (polidattilia – brachi-metatarsia – …).

Inoltre: Brevità del tricipite surale e del tendine di Achille, Sinostosi, Piede nelle malattie sistemiche e neurologiche, Vizi biomeccanici e le deformità acquisite, Sovraccarichi metatarsali, Vizi funzionali antalgici.

Infine, per completezza, si è trattato: Traumatismi plantari, Stress meccanici e usura, Neurite/neurinoma inter-metatarsale con specificità della Sindrome di Civinini-Morton, Tendinopatie.

Il piede-piedi piatti-piedi cavi-propriocettiva-ginnastica correttiva-workshop-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-10Nel pomeriggio l’attenzione è stata rivolta alla valutazione dell’appoggio plantare sul plantoscopio e sull’Icnogramma identificando il comportamento dei tessuti molli sotto carico ortostatico.

Il Prof. Giuffrida ha evidenziato l’interazione piede-suolo e lo svolgimento meccanico del passo con osservazioni in merito al ginocchio e alla caviglia. Inoltre, per spiegare meglio, ha definito la quantizzazione dell’angolo di Fick e l’identificazione della linea di Helbing.

 

Con l’esame della volta plantare è nata spontanea la domanda: “Può il piede alterare la postura”?

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In altri termini, sono stati chiariti i rapporti della statica eretta con l’apparato stomatognatico e l’occlusione, il comportamento del sistema nocicettivo e propriocettivo. Il piede, è stato trattato come organo di senso propriocettivo.

 

 

Il ciclo della deambulazione e le sue fasi hanno consentito lo studio dell’analisi del cammino.

 

In serata si stila una programmazione chinesiologica ed, inoltre, si effettua la realizzazione di un piano di trattamento del piede paramorfico. Ciò, per insegnare correttamente come somministrare gli esercizi di ginnastica compensativa.

Spontanei sono stati gli interventi sul PLANTARE. Pertanto, si è resa inevitabile l’ampia spiegazione del Prof. Giuffrida sulle scelte motivazionali e sulle tecnologie per sfruttare al meglio i punti di scarico bio-meccanico.

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Piede: Come le forze meccaniche condizionano la postura nell’interazione piede-suolo!

Piede: Interazione piede-suolo – come le forze meccaniche condizionano la postura !

 

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

interazione piede suolo-piede-appoggio-passo-deambulazione-cammino-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’interazione piede – suolo è l’elemento fondamentale della postura animale che, nell’essere umano, si concretizza nei rapporti mono-podalici e bi-podalici.

Dato il “II° Principio della Dinamica”, il moto del centro di massa di un corpo ed il suo moto rotatorio rispetto allo stesso punto, è determinato dalle forze esterne applicate al corpo stesso.

Il centro di massa coincide con il baricentro nel caso che l’accelerazione di gravità possa assumersi costante nell’analisi del movimento umano.

La deambulazione bi-podalica e la stazione eretta sono schemi motori specifici e caratteristici che si realizzano in un ambiente in cui, per effetto della sua particolare condizione, l’uomo è costretto a contrastare continuamente la forza gravitazionale.

L’essere umano esercita una attività muscolare continua per mantenere l’equilibrio, sia statico che dinamico, ma anche per traslocarsi nello spazio che lo circonda.interazione piede suolo-piede-appoggio-passo-deambulazione-cammino-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La funzione anti-gravitaria espressa dalla statica eretta e dalla locomozione bi-podalica sono meccanismi particolarmente specialistici maturati dall’uomo con lo sviluppo filo-onto-genico.

Il corpo umano e il piede in particolare esprimono il progressivo adattamento all’ambiente concretizzando l’acquisizione di capacità comportamentali che consentono di realizzare il movimento contrastando le forze ambientali che vengono neutralizzate o sfruttate per le proprie esigenze motorie.

 

Interazione piede-suolo : un equilibrio instabile su base ridotta garantito da percezioni dell’appoggio e condizionato dal terreno!

La postura eretta è l’effetto di un equilibrio instabile che avviene su base ridotta di una massa articolata lunga e stretta (cilindro), tenuta insieme da giunti molto mobili in cui si realizza una continua ripartizione derivante dall’intervento mio-fasciale degli estensori e dei flessori.interazione-passo-deambulazione-cammino-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

L’aumento delle tensioni muscolari deriva da processi della propriocezione di cui se ne conosce la portata e rappresentano la funzione del piede quale organo di senso.

La stimolazione della pianta del piede da parte del terreno garantisce la percezione dell’appoggio che è condizionata dalla consistenza del terreno più o meno duro o morbido, dalla sua struttura liscia o rugosa, se il piede è nudo o rivestito dalle scarpe.

In Fisiologia umana si dimostra facilmente che esiste un riflesso di appoggio composto da due elementi essenziali:
1 – riflesso di posizione plantare;
2 – riflesso al contatto del piede.

 

Interazione piede-suolo: studio con analisi dei movimenti sia in statica che in dinamica!

 

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Lo studio dell’interazione umana con l’appoggio monopodalico o bipodalico comprende sia l’analisi dei movimenti effettuati sul posto di stazionamento, che sono caratterizzati da un contatto invariabile e dal mantenimento dell’equilibrio, sia l’atto dinamico proprio dell’uomo che si muove.

Un sistema di movimento deve compiere lavoro e ciò deriva dalla forza propulsiva di cui è dotato il sistema.

L’entità della forza e la direzione della sua azione condizionano l’efficienza dello spostamento del sistema, la proporzionale rapidità di movimento e la tipologia di traiettoria effettuata (rettilinea o curva).

Il piede assolve il compito anti-gravitario poiché è sede dei rapporti tra superficie d’appoggio e corpo umano mediante variazioni del grado di avvolgimento retro-avam-podalico corrispondenti alle variazioni del rapporto fra linea gravitaria e perimetro del poligono d’appoggio.

Nella deambulazione bipodalica i meccanismi locomotori derivano dai rapporti tra le rotazioni sopra-podaliche e quelle retro-podaliche.

Mediante l’intervento delle articolazioni podaliche distali, e specificatamente della medio-tarsica, le rotazioni sopra-podaliche – piano trasverso, vengono indirizzate verso il piano frontale su cui l’elica podalica si avvolge e si svolge.interazione piede suolo-piede-appoggio-passo-deambulazione-cammino-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Nello svolgimento del meccanismo motorio anti-gravitario si assiste alla seguente successione:

(primo ¼ della fase portante nel passo – dallo 0% al 25%)
1 – introduzione dei segmenti sopra-podalici;
2 – orizzontalizzazione del retro-piede;
3 – sblocco della mediotarsica;
4 – rilasciamento del piede

(nella fase portante nel passo – dal 26% al 100%)
5 – extra-rotazione dei segmenti sopra-podalici;
6 – verticalizzazione del retro-piede;
7 – blocco della medio-tarsica;
8 – irrigidimento del piede.

 

L’aspetto più essenziale della locomozione è l’interazione con l’appoggio, cioè con il punto in cui si genera la forza utile a spostare il corpo umano!

 

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Il rapporto tra le forze interne (forze muscolari) e le forze esterne (forze di reazione dell’appoggio) possono essere analizzate attraverso lo studio dei meccanismi di movimento specialistici. Di conseguenza si possono trarre soluzioni razionali in rapporto alle esigenze individuali.

Nel movimento umano le forze estreme possono essere distinte in forze resistenti (di lavoro o di ostacolo) e forze motrici.

Superare la resistenza di lavoro è lo scopo essenziale dei movimenti compiuti dall’uomo (sollevare un bilanciere, arrampicarsi, saltare, camminare, … superare la forza gravitazionale); la resistenza di ostacolo è, invece, rappresentata dalle forze di attrito.

L’interazione piede-suolo è differente nella corsa rispetto alla marcia.

 

Nella corsa vi è diversità d’appoggio e di reazione: la corsa lenta è differente dalla corsa veloce o dalla corsa ad ostacoli; e, allo stesso modo, esistono differenziazioni interattive tra il salto in alto rispetto al lungo, al triplo, con l’asta.

Ed è così anche nelle rincorse dei lanci!
Ogni differente specialità atletica presenta una sua specifica interazione. Ciò, comprende normalmente uno slancio o una ricorsa con appoggio calcaneare, appoggio totale, appoggio digitale antero-posteriore e postero-anteriore.
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L’appoggio si realizza in maniera differente e il peso corporeo viene assorbito da una superficie che varia essenzialmente in rapporto alla velocità di traslocazione:
– esterno del piede e zona digitale alle elevate velocità;
– quasi tutta la pianta nelle medie progressioni;
– calcagno-pianta nelle velocità molto basse.

 

Ammortizzazione e spinta: momenti fondamentali dell’interazione piede-suolo!

 

I momenti fondamentali dell’interazione piede-suolo sono:
a) – ammortizzazione;
b) – spinta.

interazione piede suolo-piede-appoggio-passo-deambulazione-cammino-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7La costruzione di un sistema mobile efficiente deve consentire lo smorzamento meccanico delle sollecitazioni a cui viene sottoposto durante l’attività entro una data soglia dipendente dalla natura dei materiali che lo costituiscono.

Questa funzione dipende da 2 fondamentali aspetti:
1) – la necessità di conservare l’integrità degli elementi costituenti il sistema;
2) – la necessità di assicurare la regolarità propulsiva e, possibilmente, favorirne l’espletamento.

In determinate fasi dello spostamento, il sistema ammortizzante è in grado di accumulare energia elastica che viene trasformata in energia cinetica nel pieno rispetto del principio di conservazione dell’energia favorendo la realizzazione della successiva fase propulsiva.

Ammortizzare gli impatti con la superficie d’appoggio è fondamentale!

La possibilità di ammortizzare gli impatti con la superficie d’appoggio è fondamentale per garantire una corretta qualificazione della progressione di avanzamento; inoltre, assicura l’integrità della struttura che realizza l’ammortizzamento per effetto della razionale e corretta azione delle strutture osteo-mio-tendino-legamentose e articolari.interazione-passo-deambulazione-cammino-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8

Quando si tocca il suolo con il piede (appoggio o ammortizzazione), la velocità plantare in posizione posteriore rispetto al baricentro del corpo deve essere almeno uguale alla velocità del baricentro. Ciò, affinché possa realizzarsi un appoggio in grado di garantire il mantenimento dell’equilibrio. Infatti, normalmente, l’atterraggio avviene davanti al baricentro e la distanza della proiezione di questo sul terreno diminuisce con l’incremento della velocità.

La forza reattiva dell’appoggio al suolo fornisce il sostentamento del corpo. Successivamente, in fase di spinta, ne garantisce la progressione realizzando l’estensione del piede. Questo, grazie all’escursione dell’articolazione tibio-tarsica e all’intervento in successione dei muscoli preposti all’espletamento dell’impulso di progressione.


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