De Motu Animalium

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

Correva l’Anno Accademico 1978/1979: venivo accettato a frequentare l’I.S.E.F. di Palermo – Istituto Superiore di Educazione Fisica di grado Universitario. Era un grande privilegio considerato il numero chiuso di studenti ammessi e la peculiarità esclusiva del corso. Il mio curriculum da atleta di interesse nazionale e il superamento delle prove di selezione a pieno titolo mi portò a intraprendere il mio percorso professionale che, con grande soddisfazione, oggi è la base del mio lavoro quotidiano.

Il primo grande ostacolo da superare nello studio quotidiano era l’Anatomia Umana e la Fisiologia, accompagnate da Antropologia e Antropometria, e dalla Chinesiologia.

Il mio “Docente” di “Ginnastica Correttiva” era molto esigente e, dopo avermi spiegato una innumerevole serie di dettagli tecnici che pochi miei Colleghi di corso seppero raccogliere, mi indicò alcuni volumi da studiare.

Un libro mi colpì in particolare poiché, in copertina, riproduceva delle immagini del tardo 1600 che attrassero la mia attenzione.

Non esisteva internet ed erano pochi i mezzi per recepire documenti ma, con caparbietà e volontà, scoprii a chi apparteneva la mente che aveva elaborato quei disegni, pregiandomi di apprendere, da quei pochi tratti, informazioni professionali utilissime fino ad oggi. Da lì a poco avrei scoperto la rarità del volume originale, il suo costo esorbitante e le inconfutabili qualità del suo Autore!

Avevo fatto la conoscenza dell’esimio Prof. Giovanni Alfonso Borelli!

Era l’uomo, il genio del XVII secolo, che cercò di spiegare il movimento del corpo animale basandosi su principi meccanici, tentando di estendere all’ambito biologico il metodo di analisi geometrico-matematico elaborato da Galileo in ambito meccanico e per il quale si guadagnò il titolo di “Padre della iatromeccanica”.

 

Il Matematico che “inventò” la Biomeccanica dettando le basi della Chinesiologia

Borelli, considerato il fondatore della Fisiologia muscolare su basi meccanicistiche, parallelamente alle esperienze di Matematica e Fisica, si occupò di Anatomia e soprattutto di Fisiologia, esperienze che gli saranno di estremo aiuto per l’elaborazione del De Motu Animalium, sopratutto grazie all’applicazione del metodo sperimentale.

Il suo intento principale era quello di abbandonare l’empirismo cieco al fine di porre le basi della Medicina moderna e del nuovo movimento che diede vita alla Scuola Iatromatematica[15] divenuta poi iatromeccanica che postulava l’applicazione delle leggi fisiche per l’interpretazione di particolari fenomeni.

Il De Motu Animalium

Il De Motu Animalium è l’ultimo grande contributo fornito da Borelli per la conoscenza scientifica poiché, mentre lavorava su quest’opera, fu colpito da una probabile polmonite che lo portò alla morte il 31 dicembre 1679.[20]
Poco prima di morire, Borelli raccomandò a B. Carlo Giovanni di Gesù la pubblicazione postuma del De Motu Animalium. L’edizione completa del De Motu Animalium porta la data: Romae idibus Augusti 1680.

Ritengo che, a parte il manoscritto redatto in latino, l’impostazione della Fisiologia mio-fasciale è attuale e fornisce la Luce a chi si occupa di studiare la Chinesiologia e la vita.

La meccanica e la neurofisiologia muscolare descritta da Borelli è compatibile, per validità di impostazione e rigore metodologico sperimentale, con le teorie di William Harvey.

Borelli aveva esaminato attentamente con un serio ragionamento e con dimostrazione matematica il fenomeno del movimento, aveva concepito il pensiero che i fenomeni della vita si sintetizzano nel movimento e definì che i movimenti non possono sottrarsi alle leggi della meccanica: interpreta il corpo umano come una macchina che agisce ed opera in forza di leggi ben definite.

I muscoli

Il De Motu Animalium si divide in due parti.

Nella prima parte Borelli si sofferma sulla macroscopia dei muscoli e sullo studio meccanico del loro funzionamento, il motus externis.

Nella seconda parte dell’opera afferma che è l’anima la causa effettiva dei movimenti animali.

I muscoli sono gli organi del movimento, cioè i sistemi per mezzo delle quali la facoltà motrice dell’anima mette in movimento le articolazioni e le varie parti dell’animale.

Borelli afferma che i muscoli sono formati da tendini, carne, vene, arterie e nervi.

Dentro una membrana sono contenuti più fasci dalla forma di prismi triangolari, quadrangolari, esagonali.

Ogni fascio è costituito da fibrille tenute insieme da una sostanza gelatinosa.

Borelli studia, sulla base di concetti meccanici, i movimenti delle articolazioni quantificandone la forza e la resistenza dei muscoli.

Considera l’importanza del punto di inserzione del muscolo e calcola la potenza motrice che può esercitare.

Occupandosi della posizione statica, Borelli ebbe il merito di aver individuato, in corrispondenza dell’Osso iliaco, il centro di massa dell’uomo.

Studiando la postura statica, Borelli asserì che le ossa dell’uomo funzionano come leve, le quali, per il fatto di essere collegate le une alle altre, formano delle colonne in grado di mantenere in equilibrio il peso del corpo, senza l’intervento dei muscoli, fino a quando però il centro di massa cade dentro la base d’appoggio.

Borelli dimostrò che la contrazione muscolare è sotto l’influenza del sistema nervoso prospettando le modalità della trasmissione dell’eccitamento nervoso.

Conclude la prima parte occupandosi della deambulazione dell’uomo, dell’andatura del quadrupede, della tecnica del salto e particolarmente del volo degli uccelli e del nuoto dei pesci.

Nella seconda parte dell’opera il Borelli prende in considerazione:

  • La causa effettiva del movimento muscolare;
  • La circolazione del sangue;
  • La meccanica cardiaca.

Il movimento muscolare

Secondo Borelli la causa primitiva del movimento degli animali è l’anima.

Con la morte dell’animale, l’anima non è più operante e l’organismo resta inerte e immobile.

Le sue idee erano incentrate nel pensare la vita relazionale come subordinata a quella psichica. Indicava un processo specifico che trasforma l’atto mentale in volontà e, successivamente, in movimento [28]. Per chiarire questo processo meccanico specifico richiama Aristotele: mette in evidenza l’anima in similitudine con lo spirito.

I muscoli, secondo la sua visione filosofica, sono macchine che, per assolvere la loro funzione, hanno bisogno di un mezzo originante dalla facoltà locomotrice dell’anima, raggiunge il muscolo attraverso i nervi, comanda la capacità di contrazione e di rilassamento.

Dimostra con semplici esperimenti che tagliando trasversalmente un muscolo, questo perde la facoltà di contrarsi, mentre l’articolazione rimane mobile: il muscolo agisce come un braccio di leva applicato sull’articolazione e il movimento non è legato all’articolazione stessa.[29] Successivamente confuta ogni ipotesi sul movimento muscolare, dimostrando con argomentazioni sperimentali la loro insostenibilità:

Il movimento muscolare è dato da una naturale facoltà incorporea;

Il movimento dipende da umori (teoria umorale di Ippocrate di Coo) o del sangue che penetra nelle porosità dei muscoli;

La contrazione avviene per la violenza del sangue spinto nel cuore.

 

La circolazione del sangue

Occupandosi del movimento del sangue, Borelli osserva che il cuore non agisce con continuità sebbene il sangue circoli continuamente nel corpo dell’animale senza pause tra una pulsazione e l’altra. Borelli osserva che il sangue non può passare direttamente dalle arterie nelle venule perché non ci sono anastomosi e anche perché l’impulso cardiaco a quel livello è molto debole.
Escogita un spiegazione meccanica: il sangue passa dalle arterie nelle vene allo stesso modo con cui le spugne, i filtri e le corde si imbevono quando sono immersi in acqua. Il ritorno venoso al cuore è possibile grazie all’azione delle fibre circolari delle vene, all’azione di compressione dei muscoli e alla presenza di valvole venose che impediscono il reflusso.[30]

La meccanica del cuore

Borelli afferma che il cuore può espellere il sangue durante la sistole, poiché le fibre cardiache esplicano la loro azione, non accorciandosi ma resistendo alla dilatazione ed esattamente come già aveva fatto con altri muscoli, calcola la forza che il muscolo cardiaco esercita durante la contrazione: ricorrendo a degli artifici, considera nell’impostazione del lavoro sia la velocità che la massa di sangue in movimento e conclude che questa forza è equivalente a 3000 libbre, meritando ( a prescindere dall’esattezza dei risultati) di essere considerato il “Padre della moderna Fisiologia Umana”.

Borelli affermava che, la causa della contrazione cardiaca, anche se non è soggetta all’azione della volontà, avviene come tutti gli altri muscoli per la fermentatio e la ebullitio che si determina al momento del contatto tra il succo nervoso e il sangue.[31]
Non avendo conoscenza del funzionamento del sistema nervoso all’interno del cuore, Borelli fornisce una spiegazione dell’automatismo cardiaco e afferma che, all’inizio, gli stimoli vengono promossi dalla volontà, successivamente, diventano automatici, così come accade per altri movimenti (per esempio quello delle palpebre.[32]


Immagini usate nell’articolo:

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https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium-par.asp
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium—.asp
https://www.nlm.nih.gov/exhibition/horse/hor_borelli_mechanics2.html
https://www.milestone-books.de/pages/books/1738/giovanni-alfonso-borelli/de-motu-animalium-opus-posthumum
http://castrumnovum.blogspot.com/2012/03/de-viris-illustribus-1.html

Bibliografia e note di riferimento

 

  1. ^Fra i quali D. Rotundo
  2. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.1959, pp.224-243
  3. ^Gaizo M. – Alcune lettere di Giovanni Alfonso Borelli, dirette una a Malpighi, le altre a Magliabechi. Napoli, 1886
  4. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.53-63.
  5. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.57-63.
  6. ^Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri, Trieste, 1947.
  7. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909, pp.152-207.
  8. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909, pp.275-307.
  9. ^Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri. Trieste, 1947.
  10. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.
  11. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.35-42.
  12. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.43-45
  13. ^Belloni L. – Dal Borelli al Malpighi.1967.
  14. ^Koyré A. – La mécanique céleste de Giovanni Alfonso Borelli. Rivista Storica, Scientifica,1952.
  15. ^Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. 1970.
  16. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.52-56.
  17. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909..
  18. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931.
  19. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.53-63.
  20. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.
  21. ^Franceschini P. – L’apparato motore nello studio di Borelli e Stenone. Rivista storica, scientifica, medica, 1951 , pp.5.
  22. ^Caprariis E. – Considerazioni sulle vedute neurofisiologiche di Herman Boerhaave.Pp.89-90.
  23. ^Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII. Memorie della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Licei, 1909, p.275.
  24. ^Barbensi G. – Collana di vita di medici e naturalisti celebri. Trieste, 1947.
  25. ^Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. 1970 n.27.
  26. ^Bernoulli J. – Opera omnia. Lausanae, 1742
  27. ^Franceschini P. – L’apparato motore dello studio di Borelli e di Stenone. Rivista storica, medica, scientifica, 1951. Pp.7.
  28. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista storica, scientifica, medica, Siena, 1938.
  29. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista storica, scientifica, medica, Siena, 1938, pp.168-173.
  30. ^Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII. Memorie della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Licei, 1909 p.27, pp.275-307.
  31. ^Caprariis E. – Spunti di neurofisiologia nel De Motu Animalium di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679).pp.101-106.
  32. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici, Siena, 1938 pp.168-175.
  33. ^Savornian, – Da Leonardo a Marconi, Milano, Hoepli, p. I19.
  34. Bernoulli J. – Opera Omnia. Lausanae, (1742).
  35. Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri.(1947), Trieste.
  36. Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista Storica, Medica, Scientifica. (1938), Siena.
  37. Baldoni N. – Introduzione a Giovanni Borelli Vico.(1961), Milano.
  38. Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica (1931).
  39. Caprariis E. – Considerazioni sulle vedute neurofisiologiche di Hermann Boerhaave.
  40. Caprariis E. – Spunti di neurofisiologia nel De Motu Animalium di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679). (1969-1970).
  41. Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957).(1958), Pisa.
  42. Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti. (1959).
  43. Franceschini P. – L’apparato motore nello studio di Borelli e di Stenone. Rivista storica, medica, scientifica, (1951).
  44. Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la Scuola di Roma nel secolo XVII. Memoria della pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei, (1909).
  45. Gaizo M. Del – Alcune lettere di Giovanni Alfonso Borelli, dirette una a Marcello Malpighi, le altre ad Antonio Magliabechi.(1886), Napoli.
  46. Alexandre Koyré– La mécanique céleste de Giovanni Alfonso Borelli. Rivista Storica, Scientifica, (1952).
  47. Alexandre Koyré, La rivoluzione astronomica. Copernico, Keplero, Borelli.Feltrinelli.(1966), Milano.
  48. Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. (1970).
  49. Questo testo proviene in parte dalla relativa vocedel progetto Mille anni di scienza in Italia, opera del Museo Galileo. Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
  50. https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
  51. Wikisource contiene una pagina dedicata a Giovanni Alfonso Borelli
  52. Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giovanni Alfonso Borelli
  53. (EN) John J. O’Connor e Edmund F. Robertson, Giovanni Alfonso Borelli, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
  54. Borèlli, Giovanni Alfonso, in it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 4 agosto 2014

 

 

 

Materasso

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida - 4 Raduno dei Chinesiologi Siciliani CaltanissettaIl corpo umano è sottoposto continuamente a fattori di stress e, pertanto, l’essere umano è costretto a dedicare 1/3 della propria vita al riposo. Per fare ciò utilizza un “dispositivo”, un grande cuscino su cui “gettarsi” per raggiungere il benessere della persona: è il posto in cui ci si “immerge” per ricercare benessere e sollievo, per ricaricare il corpo di energia.

Il termine “ortopedico” (stare dritto) è stato sostituito con il termine “ergonomico” per sottolineare la capacità di modellarsi alle esigenze della colonna vertebrale durante l’uso.

 

Materasso o sistema di riposo indotto clinostatico

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017 –

Un fenomeno stato-dinamico si realizza per effetto di una successione di atti motori elementari.

Affinchè si possano sviluppare corrette strategie motorie (anche quando si resta fermi nello spazio!) si necessita di equilibrio.

L’equilibrio si determina tra forze interne e forze esterne che si mettono in relazione con il contesto neuro-sensoriale proprio della persona.

In decubito (posizione clinostatica) il corpo trasmette alla superficie di appoggio il peso del corpo che restituisce una sollecitazione uguale e contraria.

Un soggetto che dorme su un materasso si pone in una facile postura in grado di contrastare le forze gravitazionali e tende a mettersi in equilibrio massimo poiché, in questa posizione, si ottiene il massimo avvicinamento tra i centri di gravità corporei e la superficie antigravitazionale di appoggio.

Un migliore quadro senso-motorio contempla una modulazione di adattamenti posturali anticipatori che, presenti in ogni programma motorio, svolgono un ruolo di rilievo nel bilanciamento iniziale della strategia motoria, anche nel “movimento da fermo” determinato da semplici aggiustamenti micro-cinetici.

Pertanto, non è importante il materiale di cui è costituito il sistema di riposo indotto (materasso) quanto il valore delle spinte in termini di forze meccaniche (Kgm o Newton) che deve sopportare il mezzo per bilanciare la spinta di chi dovrà dormirci sopra!

La Legge di Archimede, in questo caso, spiega molto bene il principio!

La scelta di un materasso non deve essere fatta solo in termini di materiale costituente ma, soprattutto, in termini di peso corporeo: se chi utilizza il materasso pesa 80 Kg. deve ricevere da questo una spinta pari a 80 Kgm.

Se la spinta del materasso è di 90 Kgm il materasso sarà percepito come rigido mentre se la spinta è di soli 70 Kgm sarà percepito come morbido. All’aumentare delle differenze si incrementerà la percezione di rigidità o di morbidezza.

Cosa fare quando si sceglie un materasso?

Bisogna chiederematerasso la scheda tecnica che darà informazioni tecniche di varia natura sui materiali ma, essenzialmente, fornisce la taratura che offre la densità del materasso in termini di Kilogrammetri (Kgm) o di Newton (Nw).

Esistono diversi tecnologie di materiali e tipologie costruttive che vengono addottate per realizzare i materassi in commercio: lattice, poliuretano o waterfoam, molle, molle insacchettate, memory foam e gonfiabili.

 

Materassi in lattice

 Il materasso in lattice naturale venne prodotto nel 1928 da John Boyd Dunlop, fondatore dell’omonima società di pneumatici; è uno dei più performanti ed ergonomici sistemi di riposo clinostatici in assoluto.

Il prezzo è elevato poiché il lattice viene estratto dall’incisione dell’albero della gomma, per cui necessita di una particolare lavorazione e di grande quantità di materiale per creare un materasso.

Il cuore del materasso è costituito da una lastra di lattice di gomma, miscelato con altre sostanze, rivestito da una fodera più o meno trapuntata. Ha un’elasticità che permette di assecondare le curve fisiologiche del corpo evitando pressioni anomale sulla circolazione del sangue e sulle terminazioni nervose. Evita la formazione di polvere all’interno e perciò è particolarmente apprezzato da chi è allergico agli acari della polvere.

Una lastra di spessore inferiore ai 15 cm non ha un’elevata capacità elastica ed avrà una minore durata nel tempo. Dato che il lattice elimina lentamente il calore e l’umidità che il corpo perde durante il periodo di utilizzo, richiede tessuti e imbottiture di ottima qualità per mitigare questo inconveniente.

 

I materassi ortopedici salutati (con certificazione LGA) composti da schiuma medicale di ultima generazione derivano da materiali naturali anallergici che consentono di garantire la corretta postura della colonna vertebrale, del capo, delle spalle e delle gambe in qualsiasi posizione assunta nel materasso, ideali per dare sollievo a diverse patologie croniche se corrispondenti alla risposta elastica del suo usufruitore.

 

Materasso in Memory Foam

Nei laboratori “Ames Research Center” gli scienziati Chiharu Kubokawa e Charles A. Yost svilupparono, già nel 1966 per conto della NASA, una schiuma sintetica a lento ritorno elastico (Memory Foam) per migliorare la sicurezza nei seggiolini dei veicoli spaziali iniziando l’impiego di schiume tecniche nella produzione di materassi.

Buoni supporti per dormire grazie al fatto che il “memory foam” ha la caratteristica di assorbire il peso del corpo per poi restituire la forma originale al rilascio. Questo materiale sostiene tutti i punti di pressione del corpo riempendo le zone non pressanti.

I materassi che utilizzano strati in memory foam hanno un aspetto negativo poiché questo materiale trattiene il calore, è termosensibile e si adatta al calore del corpo. Pertanto, vengono addizionati con particolari strati in poliuretano per conferire una maggiore rigidità e di schiume sintetiche atossiche che permettono all’aria di fluire e all’umidità di essere espulsa facilmente. La minima altezza dello strato di memory, affinché il risultato garantisca una giusta efficacia anti-decubito, si aggira intorno ai 5 centimetri.

 

 Materassi ad aria

Impiegati per usi speciali, vengono generalmente adottati particolarmente per i malati lungodegenti per evitare le piaghe da decubito.

 

Materassi ad acqua

Derivano dagli studi del fisico Neil Arnott che, nei primi anni del 1800, in Inghilterra, sviluppa il concetto di riposo associato all’uso commerciale comune che vide il massimo rendimento negli Stati Uniti tra il 1965 e il 1975. Divenuti di uso comune nel Nord America, offrono qualità di postura e bilanciamento del peso corporeo durante la notte. Sono estremamente efficienti e più performanti rispetto alle normali gomme di uso comune (lattice, memory, viscoelastici vari, ecc …); rappresentano uno strumento estremamente valido a garantire un riposo ottimale per qualsiasi tipo di peso e tipologia di persona ma il peso, l’ingombro e la possibilità di foratura ne hanno limitato la diffusione commerciale.

 

Materassi gonfiabili

Sono diventati popolari grazie alla comodità di utilizzo, al basso costo rispetto ai materassi tradizionali e alla facilità d’uso per creare soluzioni letto temporanee o d’emergenza. Vengono realizzati con un aspetto vellutato tramite plastiche e gomme speciali combinate a fibre tessili, mediante il procedimento di floccaggio.

E per quanto riguarda il cuscino?

Come per il materasso, il cuscino è un ausilio valido per agevolare il riposo e il benessere della persona poiché rispetta le medesime leggi e principi; può avere la stessa composizione materiale usata per il materasso.

Il guanciale deve essere scelto, però, in rapporto alle percezioni personali. Può essere necessario adottarne uno o più di uno con densità variabile e ciò dipende dalle caratteristiche antropometriche individuali (forma e dimensioni della testa, larghezza delle spalle) e dallo stato di confort che ogni singola persona prova nel suo riposo.

Il sonno diventa gradevole se biomeccanicamente il capo e la regione cervicale vengono messi in condizioni di equilibrio statico assicurando alla colonna vertebrale il mantenimento delle curve fisiologiche.

Ma, per ottenere ciò occorrerebbe utilizzare un ulteriore cuscino da porre sotto la gamba superiore posta in flessione mentre si dorme lateralmente o tra entrambe le gambe in flessione.

 

Vedi anche il video “Come scegliere il materasso (i consigli del Chinesiologo)”

pubblicato sul Canale YouTube – (clicca quì per vedere!)

 

Vedi anche il video pubblicato sul Canale YouTube – (clicca quì per vedere!)

 

 

 

Immagine tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Materasso

 

Rimini Wellness – presenza catanese!

Dott Simone Meli e Dott Giusy Giarratana al Rimini Wellness 201702 Giugno 2017

Ingresso Rimini Wellness 2017Catania è presente al Rimini Wellness: anche una rappresentanza dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida partecipa alla 13ma edizione del grande evento che da Giovedì 1 Giugno a Domenica 4 Giugno 2017 vedrà impegnati tutti gli appassionati e gli Operatori professionali del settore in un meeting di dimensioni colossali, appuntamento imperdibile per chi opera nel settore del benessere.

Dott. Giusy Giarratana al Rimini Wellness 2017Il Dott. Simone Meli e la Dott.ssa Giusy Giarratana, entrambi appartenenti al team dello Studio, si trovano nell’impianto fieristico con l’obiettivo di aggiornarsi su quanto di più innovativo e scientifico si propone il mercato delle Scienze del Movimento Umano.

I due Dottori Tirocinanti dell’Università di Catania, attualmente in forza allo Studio del Prof. Giuffrida per la loro formazione specialistica, armati di buona volontà e di grande capacità costruttiva, sono andati alla ricerca di innovazioni, di nuove conoscenze, di confronti con i Colleghi, di costruttive esperienze, … e si trovano immersi in un mondo di percezioni uniche: luci, colori e suoni si fondono in un clima festaiolo che solo il marketing e la vitalità del gesto motorio in tutte le sue espressioni può rendere.


 

4+Nutrition al Rimini Wellness 2017“TURISMO SPORTIVO: NUOVI SCENARI DI SVILUPPO PER I TERRITORI” è il tema di apertura dei lavori a cui ha partecipato autorità e immenso pubblico tecnico.

Alla più grande fiera nazionale dedicata al fitness, allo sport e al benessere ci sono imperdibili appuntamenti, 45 palchi, 500 presenter, 1960 sessioni di allenamento in 4 giorni … novità e il meglio delle discipline richiederanno sofisticate attrezzature, design innovativo, … e le skills, il wellness, i prodotti di supporto al training, l’allenamento funzionale, l’esercizio fisico, sono gli argomenti dibattuti da tutti.

Diversi eventi saranno dedicati nella sezione professionale dedicata alle Scienze e le Body building al Rimini Wellness 2017Tecnologie per la Riabilitazione e la Rieducazione Motoria mentre tensione e adrenalina alimentano le competizioni di gruppi e di singoli che mettono alla prova le proprie abilità e capacità motorie.

Fisiostore al Rimini Wellness 2017STRONG by Zumba® unisce l’allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT) e i principi della motivazione sincronizzata con la musica per un’esperienza di allenamento di gruppo unica nel suo genere. Ritmi di merengue, salsa, cumbia e reggaeton combinano i passi nella lezione di Zumba® completa.

La Mudders’ SPRINT Race, un percorso di gara aperto per testare le abilità in soli 3 minuti in un percorso INDOOR montato su 1000 mq con 10 ostacoli da superare strisciando, arrampicandosi, saltando e correndo nel minor tempo possibile.

Fluiball al Rimini Wellness 2017La sfida sul Climbmill® by Matrix induce a salire sui 43 piani della Piramide di Giza, simbolo d’eccellenza egiziano nel più breve tempo possibile.

L’High Intensity Interval Training, nato nel mondo della danza classica, declinato per il popolo del fitness e delle palestre, viene proposto in un percorso versatile e divertente che moltiplica gli effetti dell’allenamento, favorisce la rieducazione dell’apparato locomotore senza sovraccaricare le articolazioni, migliora equilibrio, forza, postura, flessibilità e tono muscolare in tutta sicurezza, e con il 25% di dispendio calorico in più rispetto agli esercizi al suolo  prevede l’utilizzo delle pedane Human Tecar Mat: un insieme di superfici di dimensioni variabili, realizzate con materiali diversi ad alta tecnologia, sviluppate e brevettate a livello internazionale che creano differenti livelli di densità e instabilità, simulando terreni naturali da affrontare a piedi nudi.Group cycling al Rimini Wellness 2017

Il PFT – Physical Fitness Test, in seno al BOOTCAMP CONTEST BY BIOFREEZE®, propone in un minuto la maggior quantità di sit up (addominali), push up (piegamenti sulle braccia) e step up (salire e scendere dal gradino): vincerà chi farà la media più alta a sessione. L’oggetto pubblicitario presentato è un innovativo prodotto sviluppato con lo scopo di alleviare il dolore e l’affaticamento muscolare post-allenamento sfruttando le proprietà del ghiaccio. A questa sessione si affianca l’uso del tape elastico adesivo usato per migliorare la performance e amplificare l’efficacia della rieducazione del sistema neuromuscolare.Piccoli attrezzi al Rimini Wellness 2017

In più il Bootcamp Boxing, l’allenamento combat che unisce al training funzionale “l’allenamento dei Marines” con l’obiettivo di un programma fitness brucia grassi e il BOXING SPLASH: Combat in acqua con musica, pre-coreografia e SparringBall fanno di questo programma la vera innovazione del fitness acquatico.

Skechers Performance al Rimini Wellness 2017Tra le novità il Boss Chick Dance Workout® , il movimento più hot e sexy di rassodamento femminile che sta sconvolgendo la scenda mondiale della fitness dance è un’attività ad alta intensità rivolta alle donne che unisce i 4 stili di dance street quali hip-hop, dance hall, afro-beats e twerk-out, disegnata per esternare la Beyonce individuale e bruciare maggiori calorie!

Cross Training, il Campionato di fitness, cambia nome, ma non i contenuti della gara, individuale e a squadre, che vedrà i concorrenti affrontare 5 prove: panca orizzontale, bike, trazioni alla sbarra, tapis roulant, salto da fermo.

Striding al Rimini Wellness 2017Anche il Kettlebell è presente con gare individuali un cui la ghiria sarà protagonista assoluta. Tre le competizioni previste:

  • lo SLANCIO COMPLETO (LONG CYCLE), che prevede lo SLANCIO (JERK) di due ghirie partendo dal petto, seguito dall’abbassamento in mezzo alle gambe, senza toccare il suolo, che vengono poi girate nuovamente al petto (CLEAN) per lo SLANCIO (JERK) successivo.
  • lo SLANCIO (JERK) per ripetizioni massime, a due braccia con due ghirie, partendo dal petto
  • lo STRAPPO (SNATCH) di una ghiria per ripetizioni massime, prima con un braccio e poi con l’altro.

Non ultimo il “The Art of Movement – Rimini Wellness 2017”, rivolge la sua attività a singoli, coppie, scuole di danza e gruppi indipendenti che vogliono conquistarsi la possibilità di salire sul prestigioso palco Freddy esibendosi davanti al pubblico del Rimini Wellness 2017.

Yoga experience al Rimini Wellness 2017Momenti di confronto, approfondimento di temi specifici e i faccia a faccia con gli specialisti più qualificati si affronteranno nei convegni e seminari che alimenteranno un’attività intensissima: Ego Yoga con il TRUE VINYASA FLOW e lo YOGA STAMINA., due importanti laboratori teorico-pratici inerenti al concetto di energia e vigore psico-fisico, per arrivare al profondo spirituale. Differenti tipologie di pratica e vigore delle Asana per far capire l’importanza nel modificare il vigore dei Vinyasa in base al momento del giorno e alle esigenze di preparazione fisica. “Stamina” (il puro Vigore, Energia, Endurance), è il modo più ideale per approcciare alla meravigliosa filosofia delle Asana e la giusta metodologia di applicazione, per fare raggiungere ad un popolo come quello occidentale, super stressato, il più elevato livello di energia psico-fisico-spirituale, che evolve il metodo del TRUE POWER YOGA, appagando tutte le esigenze di preparazione fisica e atletica.

La sezione dedicata al body building, arti marziali, cultura fisica e sport da combattimento, e al loro connubio con gli integratori, saranno rappresentati da tutte le principali aziende del settore. Il brand italiano specializzato nell’integrazione sportiva con l’obiettivo di soddisfare le esigenze nutrizionali degli atleti e per creare Woman Bikini al Rimini Wellness 2017maggiore consapevolezza sulle problematiche alimentari di chi pratica sport trova consensi non indifferenti sul mercato internazionale. L’esperienza nata sul campo si rafforza ogni giorno di più grazie al minuzioso lavoro dei Dottori in Scienze Motorie che lavorano in seno a staff medici, alla fiducia di squadre professionistiche, alle Federazioni Medico Sportive e agli atleti di livello olimpico che prestano la loro collaborazione preziosa agli studi  scientifici per ottimizzare il rendimento atletico in tutte le fasi della periodizzazione sportiva.

La ELAV, una società di RICERCA E ALTA FORMAZIONE PER LE SCIENZE MOTORIE nata per innovare e riscrivere capitoli importanti della scienza, della metodologia e della tecnologia applicate al movimento umano, presenta delle lezioni tematiche gratuite per tutti i visitatori, frutto di una ricerca e sviluppo interna.

Allenamento Propriocettivo: tra instabilità ed equilibrio, Anatomia e chinesiologia: il movimento dei muscoli, l’importanza del conteggio musicale nel Fitness, l’alternanza ottimale tra i sistemi energetici (aerobico – anaerobico), saranno temi che si affronteranno al PADIGLIONE A5 089 con l’Accademia Italiana Fitness.

Il Convegno ANIF nella sala “DIOTALLEVI” nella giornata di apertura è stato molto atteso per l’argomento che riguarda la riforma dello sport dilettantistico e l’ormai insostenibile necessità di formulare una legge per la crescita del settore per cui le palestre dovrebbero essere affidate a un Direttore Tecnico formato esclusivamente dagli Atenei Universitari. Tutti i tecnici laureati in Scienze Motorie auspicano in una riforma che escluda i “Professionisti del fai da te” dalla possibilità di somministrare l’esercizio fisico a una utenza che, spesso, è ignara dei gravi danni funzionali che ciò potrebbe causare.Technogym al Rimini Wellness 2017

Tra i relatori sono stati presenti Gianpaolo Duregon (Presidente ANIF-EuroWellness), l’On. Daniela Sbrollini (Vice Presidente XII Commissione Camera Affari Sociali e Sanità), … mentre Luca Lotti (Ministro dello Sport) è intervenuto in videoconferenza! Tra le relazioni tecniche più attenzionate quella su Farmaco “Attività Fisica” discussa da Davide Faraone (Sottosegretario al Ministero della Salute) poichè si spera in un riconoscimento dell’Esercizio Fisico in area sanitaria, allineando i professionisti delle Scienze Motorie, Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, agli standard europei riconoscendone l’inserimento nella sanità italiana a pieno titolo.

Show time al Rimini Wellness 2017ALLENAMENTO FUNZIONALE: Fra passato e presente guardando al futuro e L’essenza di un allenamento versatile e divertente da svolgere all’insegna della fisiologia saranno temi di una tavola rotonda.

Innumerevoli altre conferenze del benessere, sul marketing, sulle nuove tecnologie, … alimenteranno le giornate.

street training al Rimini Wellness 2017

 

Sparringball al Rimini Wellness 2017Folla al Rimini Wellness 2017

Equilibrio !

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017

prof-carmelo-giuffridas-physical-activity-strategy-2017Equilibrio : questa qualità fisica si può allenare!

Sebbene l’ equilibrio sia una qualità complessa che implica l’intervento di parecchi organi ed apparati, è suscettibile di miglioramento su stimolazione che solleciti le qualità correlative.

Le metodologie di sviluppo interessano esercizi sia in forma statica che dinamica in grado di favorire la padronanza e il controllo del corpo nell’esecuzione dei gesti motori, della forza muscolare, della velocità, delle capacità coordinative, ecc…

 

Alla preparazione generale di base segue quella specifica:Gruppo di Studio Prof. C. Giuffrida appoggio monopodalico su pedana elastica - equilibrio 8

  • Esercizi in volo;
  • Esercizi sul bacino;
  • Esercizi a corpo rovesciato;
  • Esercizi sugli arti inferiori;
  • Esercizi su piani instabili e su pedane elastiche con progressivo aumento del grado di difficoltà e riduzione della base d’appoggio e/o della stabilità.

L’educazione motoria dell’equilibrio deve ampliare gli schemi motori del soggetto, creare automatismi ed evitare atteggiamenti compensatori dannosi e difficilmente correggibili.


Leggi dell’ equilibrio

  • – legge della totalità: una modificazione che interessa uno dei sistemi produce un’alterazione dell’intero sistema;
  • legge dell’equi-finalità: in un sistema circolare con differenti interconnessioni, un identico risultato può esser ottenuto utilizzando informazioni provenienti da recettori differenti (visivi, vestibolari, propriocettivi o somatoestesiche) e con modalità diverse;
  • legge della retro-azione: basata sul fenomeno del feed-back – il centro dev’essere sempre informato attraverso una rete di informazioni provenienti dagli effettori somatici per poter verificare l’efficienza della finalizzazione degli stimoli inviati (risposta adeguata) e modificare adeguatamente le insufficienze alfine di ottenere il massimo risultato motorio.
  • Legge di calibrazione: regola l’adeguatezza della risposta alla situazione effettiva delcorpo nello spazio; è legata ai limiti della stabilità del sistema; il grado di stabilità è strettamente individuale.

Gruppo di Studio Prof. C. Giuffrida Verticale - equilibrio 1

Caratteristiche del sistema

Il sistema dell’equilibrio ha 2 peculiarità:

  • Ridondanza: un sistema si definisce ridondante quando riceve stimoli ed informazione da più parti ed è in grado di fornire la medesima risposta attraverso vie e modalità differenti;
  • Preferenzialità: in un sistema dotato di diversi canali, l’individuo può scegliere di utilizzare l’informazione proveniente da una via anzichè un’altra

    ottenendo il medesimo risultato.

I giovanissimi utilizzano e sfruttano una bassa preferenzialità e una elevata ridondanza.

Gli anziani possiedono un’alta preferenzialità e una ridondanza ridotta.

In età adulta si sfruttano entrambe le possibilità con la medesima efficienza.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Guarda sul Canale Youtube anche la Relazione completa e senza tagli presentata al IV° Raduno dei Chinesiologi Siciliani – Caltanissetta – 14 Maggio 2017 – presso Struttura sportiva “IL POGGIO”:

Equilibrio e propriocezione!

Relazione Prof. C. Giuffrida – IV° Raduno dei Chinesiologi Siciliani

Ginocchio e sovraccarico articolare in esiti di meniscectomia

Ginocchio : il menisco riveste un ruolo importante nella sua biomeccanica

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

ginocchio-propriocezione-2Il menisco del ginocchio è una struttura fibrocartilaginea di forma semilunare: si distingue il menisco interno e quello esterno che trovano collocazione tra il femore e la tibia.

core-stability-agility-dots-cI menischi rivestono un ruolo di primaria importanza nella bio-meccanica articolare del ginocchio poiché trasmettono almeno il 50% del carico articolare.

Nel cammino, i carichi meccanici si incrementano fino a 5-6 volte rispetto al peso corporeo e la conformità tra tibia e femore aumenta in modo sostanziale; diminuendo il carico per unità di superficie si può proteggere la cartilagine da eccessive sollecitazioni. Quindi, i menischi contribuiscono a migliorare la distribuzione del peso corporeo e a ridurre lo stress sullo strato di cartilagine ricoprente le superfici articolari.

Ciò significa che i sovraccarichi ponderali, i micro-traumi ripetuti e le sollecitazioni abnormi, producono effetti lesivi sui menischi.

Inoltre, i menischi provvedono a ottimizzare la distribuzione del liquido sinoviale sulle superfici sottoposte al carico meccanico per effetto della relazione dei propri margini periferici con la sinovia; in particolare, il menisco mediale svolge funzione stabilizzatrice sulla traslazione anteriore della tibia che è di importanza primaria in presenza di lesione del legamento crociato anteriore, sebbene diventa piuttosto trascurabile nel ginocchio integro.

La meniscectomia (asportazione del menisco) produce una diminuzione delle aree di contatto femoro-tibiali e un aumento delle forze meccaniche di carico per unità di superficie con la variabile topografica delle regioni di massima sollecitazione.

propriocezione-5Nell’osservazione radiologica a carico del ginocchio meniscectomizzato si evidenzia, nel corso del tempo, una riduzione della rima articolare, alterazioni degenerative di tipo artrosico a cui si associa una caratteristica formazione di cresta osteofitica a carico del margine del condilo femorale che si estende verso il sito meniscale originario e l’appiattimento della metà marginale della superficie articolare femorale.

Nella fase post-meniscectomia, le alterazioni della distribuzione dei carichi bio-meccanici e la trasmissione meccanica influenzano la modificazione della densità dell’osso sub-condrale per effetto delle variazioni delle sollecitazione meccaniche che vi si esercitano. Le aree isodense mostrano un pattern ripetitivo caratterizzante l’estensione e la sede dei ginocchi meniscectomizzati:  l’area di densità ossea diventa più larga con una localizzazione posteriore: si può rilevare una corrispondente diminuzione dell’estensione delle aree sottoposte al carico.

Nel ginocchio normo-funzionale, medialmente, si rileva un’area di massima densità localizzata al centro del condilo mentre le altre zone isodense sono disposte concentricamente per diminuire, fino a sparire, procedendo distalmente.

Una disfunzione, anche non organica, di muscoli o di articolazioni produce uno squilibrio globale delle afferenze coscienti e non coscienti che alterano i provvedimenti gestuali indispensabili alla vita di relazione.ginocchio-propriocezione-4

Quando ciò interessa l’arto inferiore, che svolge un ruolo di primaria importanza nella gestione della statica eretta e nella traslocazione deambulatoria, si amplificano le necessità di recupero funzionale.

Il sistema recettoriale del ginocchio rientra in una serie di strutture dalla cui organizzazione e connessione derivano gli elaborati meccanismi di natura neuro-motoria che consentono la normale attività motoria. Quando un evento traumatico altera l’equilibrio dei recettori articolari si assiste alla perdita dei riflessi artrostatici e artrocinetici per cui, al danno anatomico e funzionale a livello dei complessi, corrisponde un coinvolgimento dei recettori che generano un’alterazione afferenziale dei propriocettori.

Nei menischi non ci sono recettoriginocchio-propricezione-7

 

Il trattamento di rieducazione propriocettiva e la riatletizzazione non può essere uguale per tutti i soggetti; deve essere programmato e pianificato in base alla tipologia di struttura traumatizzata: è inutile dopo una lesione meniscale mentre è utilissimo, dopo il trattamento fisioterapico, a seguito di una meniscectomia chirurgica per effetto dell’alterazione iatrogena che si produce a carico delle strutture capsulari.

Il ricondizionamento funzionale propriocettivo risulta opportuno nelle lesioni legamentose per stimolare il recupero a elevate velocità di spostamento articolare nei movimenti passivi e medie velocità angolari negli spostamenti attivi.

La rieducazione a sfondo propriocettivo deve essere proposta a seguito di tutte le lesioni capsulari, traumatiche o iatrogene, poiché questa struttura articolare è la più ricca di meccanocettori.

Programmazione e pianificazione del periodo di riatletizzazione post-fisioterapico vanno compilati con rispetto della gradualità dei tempi e, soprattutto, dei modi differenziati per ogni individuo fornendo una progressione adeguata alla evoluzione del processo ri-educativo, evitando che l’impegno delle attività proposte possano danneggiare le strutture in fase di riparazione.

L’obiettivo dell’Attività Fisica Adattata – A.F.A., deve essere quello di fare riacquistare i gesti motori perduti affinché si possa ottenere una stimolazione che risvegli l’intero sistema propriocettivo.

La moderna Scienza dell’Esercizio Fisico applicata alla traumatologia non può ignorare, al termine della fase riabilitativa da un infortunio e del periodo di fisioterapia, prima del ritorno incondizionato all’attività quotidiana e sportiva, la programmazione di un periodo di rieducazione funzionale e/o di riatletizzazione per  riportare il soggetto o l’atleta, professionista o amatoriale, alle capacità fisiche che aveva acquisito prima dell’evento sinistroso consentendogli di avvalersi delle medesime modalità pre-infortunio e riducendo al massimo il rischio di recidive o di sovraccarico funzionale e strutturale.ginocchio-propriocezione-3

La tecnica della rieducazione funzionale e dell’atletizzazione deve prevedere la ri-elaborazione degli schemi motori che portano l’articolazione traumatizzata attraverso la volèe afferente alla riacquisizione della corretta configurazione spaziale e al riequilibrio della formazione primaria del tono mio-fasciale: esercizi di facilitazione neuro-muscolare per ristabilire la coscienza del movimento vengono seguiti da stimolazioni vibratorie peri-articolari dei recettori muscolari e tendinei; al miglioramento del trofismo muscolare e della motilità articolare seguiranno impegnativi lavori per gambe e piede utilizzando, con fantasia e creatività, una innumerevole quantità di piccoli attrezzi, percorsi, …

 


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