Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

Scarse esperienze inerenti all’esercizio fisico nei cardio-trapiantati e limitata letteratura scientifica associata a un altrettanto limitato numero di soggetti, inducono ad affermare che il training fisico studiato nel corso del tempo non è stato uniforme nella tipologia, nell’intensità, nella frequenza e nella durata: i risultati ottenuti non si possono utilizzare come guida per un impiego esatto e sicuro in un piano di trattamento con Attività Fisica Adattata.

In bibliografia, le caratteristiche comuni dei soggetti cardio-trapiantati sono così riassumibili:

1) tutti i soggetti con insufficienza cardiaca cronica sono rimasti a lungo inattivi prima di ricevere il cuore di un donatore determinando un circolo vizioso di decondizionamento/aggravamento del deficit funzionale;

2) il cuore trapiantato è denervato e la risposta all’esercizio fisico è influenzata fortemente dall’incompetenza cronotropa che riduce l’aumento della gettata cardiaca e, quindi, il VO2 di picco;

3) il miglioramento della capacità funzionale è lento, dipende dall’età e dalle complicazioni post-operatorie.

4) tutti i soggetti trapiantati hanno una ridotta tolleranza allo sforzo in relazione a vari fattori (1).

In questo contesto, la funzione polmonare non sembra avere un ruolo importante come il sistema cardiocircolatorio e la muscolatura scheletrica.

L’aumento dello spazio morto fisiologico e la riduzione della diffusione alveolo-capillare, generalmente regrediscono a distanza dal trapianto cardiaco, mentre la funzione cardiaca e quella muscolare restano più limitate nel tempo (2).

La funzione cardiaca è limitata dall’incompetenza cronotropa e dalla disfunzione diastolica (3 – 4).

La mancanza di una innervazione diretta del nodo senoatriale sembra costituire la causa più probabile di tale incompetenza: l’aumento delle catecolamine circolanti e la risposta del nodo seno-atriale alla stimolazione beta-adrenergica sono normali o addirittura aumentate. La connessione elettrica tra il seno atriale del cuore nativo e quello del cuore trapiantato produce un aumento di circa il 20% della risposta della frequenza cardiaca al picco di esercizio, a cui corrisponde un aumento di circa il 10% del VO2 di picco (5).

Il deficit muscolare dipende da alterazioni strutturali e funzionali (atrofia miocellulare, aumento delle fibre glicolitiche rispetto a quelle ossidative, riduzione del rapporto capillari/fibra, riduzione del volume di densità mitocondriale, riduzione del contenuto di enzimi ossidativi) che non sempre regrediscono completamente dopo il trapianto (6 -7).

Il VO2 di picco tende ad aumentare con il passare dei mesi dopo il trapianto, in particolar modo nei soggetti più giovani di sesso maschile.

Studio Prof. Carmelo Giuffrida Repertorio 1 Cardiologia

Effetti dell’Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

  • Molte alterazioni muscolo-scheletriche e cardiovascolari regrediscono dopo un adeguato programma di allenamento aerobico a cui corrisponde un aumento della capacità funzionale e della qualità di vita (8 – 9);
  • la massa magra tende ad aumentare del 10-15%;
  • la risposta cronotropa è ridotta con miglioramento del rapporto frequenza cardiaca/VO2;
  • la pressione arteriosa sistemica tende a ridursi a riposo e a carico sotto-massimale;
  • il VO2 di picco aumenta del 10-20%, associato ad aumento della soglia anaerobica.

Sembra che l’esercizio fisico:

  • prevenga gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva;
  • migliora il profilo di rischio cardiovascolare;
  • migliora la sensibilità all’insulina;
  • migliora la riduzione dell’indice di massa corporea;
  • riduce il colesterolo LDL e i trigliceridi mentre aumenta il colesterolo HDL.

Questi effetti sono responsabili del miglioramento della funzione endoteliale delle grandi arterie di conduttanza e delle piccole arterie.

Oltre al training aerobico, ai cardio-trapiantati si raccomanda di effettuare esercizi contro resistenza poiché è stato dimostrato un aumento della calcificazione ossea e una riduzione dell’osteoporosi indotta dalla terapia cortisonica (10).

 

Bibliografia

1 – Marconi C, Marzorati M. Exercise after heart transplantation. Eur J Appl Physiol 2003; 90: 250-259.

2 – Wright RS, Levine MS, Bellamy PE, et al. Ventilatory and diffusion abnormalities in potential heart transplantation recipients. Chest 1990; 98: 816-820.

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7 – Mancini DM, Walter G, Reichek N, et al. Contribution of skeletal muscle atrophy to exercise intolerance and altered muscle metabolism in heart failure. Circulation 1992; 85:1364-1373.

8 – Kobashigawa JA, Leaf DA, Lee N, et al. A controlled trial of exercise rehabilitation after heart transplantation. N Engl J Med 1999; 340: 272-277.

9 – Kavanagh T, Yacoub MH, Mertens DJ, Kennedy J, Campbell RB, Sawyer P. Cardiorespiratory responses to exercise training after orthotopic cardiac transplantation. Circulation 1988; 77: 162-171.

10 – Braith RW, Welsch MA, Mills RM Jr, Keller JW, Pollock ML. Resistance exercise prevents glucocorticoid-induced myopathy in heart transplant recipients. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 483-9.

11 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC):

12. ROMUALDO BELARDINELLI, PIERGIUSEPPE AGOSTONI – L’esercizio fisico nel paziente con insufficienza cardiaca cronica e nel paziente sottoposto a trapianto cardiaco – G. Ital. Cardiol. 2007; 8 (11): 681-731

Attività Fisica Adattata nel soggetto con aritmie

Molte aritmie cardiache sono clinicamente ben tollerate, altre deprimono in modo variabile la funzione di pompa e qualcuna può indurre a morte improvvisa se, come di regola, è correlata ad una patologia cardiaca congenita (in alcuni casi familiare) o acquisita.

Nel soggetto aritmico va valutata la presenza e il tipo di un’eventuale cardiopatia sottostante (1 – 2 – 3).

Nella raccolta dell’anamnesi è importante valorizzare la presenza di familiarità per morte improvvisa o per cardiopatie genetiche, i sintomi correlabili ad aritmie (sincope in particolare) e i possibili fattori scatenanti (come l’ipertiroidismo). Tra le valutazioni strumentali, l’ECG a 12 derivazioni è un’indagine importante che, oltre a fornire elementi diagnostici nelle singole aritmie, permette in molti casi di svelare, o almeno di sospettare, gran parte delle cardiopatie a rischio aritmico. Ulteriori accertamenti possono essere prescritti dallo specialista cardiologo quando si sospetta una cardiopatia organica (eco-cardiogramma), per studiare elettro-fisiologicamente il meccanismo dell’aritmia stessa, l’andamento circadiano e il comportamento sotto sforzo delle singole aritmie (test di Holter, test da sforzo).

Attività Fisica Adattata: Rapporti tra aritmie ed esercizio fisico

Studio Prof. Carmelo Giuffrida Repertorio 2 CardiologiaLo sforzo fisico, mediante l’incremento dell’attività simpatica, tende ad avere un effetto favorente nelle tachicardie, sia sopra-ventricolari che ventricolari, mentre l’aumento del tono simpatico riduce la soglia della fibrillazione ventricolare.

In condizioni patologiche, lo sforzo può indurre aritmie in modo indiretto attraverso meccanismi quali l’ischemia, l’ostruzione al cono di efflusso ventricolare, ecc…

La maggioranza delle aritmie in assenza di cardiopatia è ben tollerata dal punto di vista emodinamico anche durante sforzo. In presenza di cardiopatia, invece, in misura correlata al tipo e al grado di cardiopatia, molte aritmie possono compromettere la funzione di pompa fino a causare l’arresto di circolo.

Durante lo sforzo fisico alcune cardiopatie risultano particolarmente vulnerabili allo sviluppo di aritmie ventricolari maligne.

Tra le cardiopatie organiche a maggior rischio si individuano:

  • la cardiomiopatia ipertrofica,
  • la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro,
  • la cardiopatia ischemica (comprese le anomalie coronariche congenite),
  • la miocardite.
    • Alcune patologie dei canali ionici:
      • la sindrome del QT lungo,
      • la tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica.

Alcune attività motorie come lo sci di discesa o l’alpinismo, possono determinare una forte risposta emotiva e devono essere evitate in tutte le condizioni aritmogene favorite dall’aumento improvviso delle catecolamine (ad esempio sindrome del QT lungo).

Nelle aritmie e nelle sindromi potenzialmente aritmogene associate a rischio di sincope vanno sconsigliate le attività fisiche nelle quali la perdita di coscienza può causare morte traumatica o da annegamento (attività a rischio intrinseco): alpinismo, sport motociclistici, nuoto, immersioni, ecc…

Nelle bradicardie sinusali e nei BAV nodali si devono considerare i possibili effetti peggiorativi indotti da un’attività aerobica regolare e ad elevata intensità.

 

Bibliografia

1 – Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005; 6:661-702.

2 – Pelliccia A, Fagard R, Bjornstad HH, et al. Recommendations for competitive sports participation in athletes with cardiovascular disease: a consensus document from the Study Group of Sports Cardiology of the Working Group of Cardiac Rehabilitation and Exercise Physiology and the Working Group of Myocardial and Pericardial Diseases of the European Society of Cardiology. Eur Heart J 2005; 26: 1422-45.

3 – Maron BJ, Chaitman BR, Ackerman MJ, et al, for the Working Group of the American Heart Association Committee on Exercise, Cardiac Rehabilitation, and Prevention; Councils on Clinical Cardiology and Cardiovascular Disease in the Young. Recommendations for physical activity and recreational sports participation for young patients with genetic cardiovascular diseases. Circulation 2004; 109: 2807-16.

4 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) -Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC): 9. L’esercizio fisico nel paziente con aritmie – PIETRO DELISE, FRANCO GIADA, ALESSANDRO BIFFI, SILVIA G. PRIORI, ANTONIO RAVIELE, MASSIMO SANTINI – G Ital Cardiol 2007; 8 (11): 681-731

Attività Fisica Adattata in Cardiologia

Studio Prof. Carmelo Giuffrida Repertorio 1 Cardiologia

Attività Fisica Adattata e Cardiologia collaborano insieme per garantire una migliore performance nel training fisico del cardiopatico.

Per effetto di studi clinici, epidemiologici e di laboratorio, ormai, è universalmente provato e riconosciuto, che l’attività fisica adattata (A.F.A.) migliora le capacità e le prestazioni fisiche, riduce la morbilità e la mortalità in presenza di malattie cardiovascolari (MCV), migliora la qualità della vita.

Raccomandare la pratica dell’attività fisica per la prevenzione e il trattamento delle malattie cardio-vascolari impone:

– un attento esame degli effetti benefici dell’attività motoria sull’apparato cardiovascolare,

– una contestuale analisi dei possibili rischi ad essa correlati e come evitarli;

– una considerazione dei principi razionali e delle modalità con le quali prescrivere, programmare e realizzare l’attività fisica nelle singole cardiopatie;

– discutere le strategie per contrastare la sedentarietà nella popolazione in generale.

ECG Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida rischio cardiovascolare

Sebbene la moderna cardiologia raccomanda la pratica di una costante Attività Fisica in regime aerobico, solo una minoranza della popolazione italiana ed europea pratica esercizio fisico regolare nonostante un’enorme mole di dati scientifici promuovono l’Attività Fisica Adattata e inducono a perseguire stili di vita fisicamente attivi.

Affinché l’esercizio fisico risulti efficace come mezzo preventivo e utilizzato come “farmaco” per il miglioramento dello “Stato di Salute e Benessere”, deve accompagnarsi al trattamento degli altri fattori di rischio cardiovascolare.

Non esistono rigide linee guida, ma una aggiornata e prudente scelta prescrittiva che tiene conto dei “perché” e dei “come” prescrivere e somministrare un regime di attività fisica nella popolazione generale e nei cardiopatici in particolare.

Il medico curante deve cercare di personalizzare e adattare una scelta di orientamento alle caratteristiche cliniche e psico-sociali del singolo individuo valutando l’impatto di eventuali co-morbilità non considerate in dettaglio quali l’obesità, il diabete, le patologie respiratorie e di tipo ortopedico-reumatologiche, tenendo presente che l’esercizio fisico può determinare anche effetti avversi sia di carattere cardiovascolare che a carico dell’apparato locomotore o di altri apparati.

L’esercizio fisico è un ottimo mezzo preventivo e “farmaco” ideale della Cardiologia, in quanto fisiologico, efficace, sicuro e a basso costo; si presta a contrastare l’impatto epidemiologico e socio-economico delle malattie cardiovascolari, rende sostenibili le relative spese per la comunità.

Studio Prof. Carmelo Giuffrida Repertorio 2 Cardiologia

 

 

 

 

Esercizio fisico e rischio cardiovascolare

ECG Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida rischio cardiovascolare

Prof. Carmelo Giuffrida – 2017 –

Il ricorso alla terapia farmacologica in prima battuta appare ingiustificato quando i livelli dei singoli fattori di rischio non sono particolarmente elevati, diventa estremamente costoso e concettualmente sbagliato poiché costituisce un intervento sintomatico e non causale.

Inizialmente, in questi casi risulta preferibile adottare misure comportamentali basate sulla modificazione dello stile di vita: praticare attività fisica, adottare un’alimentazione corretta, cessazione del fumo, astensione dall’alcool, ecc…

Tra gli interventi non farmacologici, l’esercizio fisico risulta la scelta più efficace per controllare i vari fattori di rischio cardiovascolare e, nel contempo, per garantire un significativo miglioramento della qualità di vita.

La sedentarietà è responsabile di un aumento significativo di morbilità e di mortalità totale e cardiovascolare: le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riportano che l’inattività fisica causa  nel mondo, annualmente, 1.9 milioni di morti 1. Inoltre, si stima che, globalmente, essa sia causa del 10-16% dei casi di cancro della mammella, di cancro del colon e di diabete mellito e del 22% dei casi di cardiopatia ischemica.

L’eliminazione di un fattore di rischio come la sedentarietà può portare ad una riduzione della malattia cardiovascolare del 15-39%, del 33% di ictus, del 22-33% del cancro del colon e del 18% di fratture ossee secondarie ad osteoporosi.

La sedentarietà si sta imponendo, non solo nei paesi occidentali, ma anche in quelli in via di sviluppo 2, come il fattore di rischio principale del terzo millennio.

La ridotta performance fisica conseguente alla sedentarietà rappresenta uno dei più importanti fattori predittivi di mortalità nella popolazione generale apparentemente sana 3-7.

La ridotta tolleranza allo sforzo si associa, sia nella popolazione maschile sia in quella femminile, ad una riduzione della sopravvivenza per un aumento significativo della mortalità cardiovascolare.

I soggetti anziani, in base a questi dati, sembrerebbero quindi destinati inevitabilmente ad essere colpiti in modo pesante dalle malattie cardiovascolari.

La performance fisica, espressa come massimo consumo di ossigeno, si riduce del 7-10% per ogni decade di età.

Recenti evidenze scientifiche dimostrano che alcune settimane di allettamento hanno lo stesso effetto di 30 anni di età sulla tolleranza allo sforzo e che solo 6 mesi di training sono in grado di far recuperare la riduzione della performance fisica legata all’invecchiamento.

Bibliografia

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  1. Blair SN, Kohl HW, Barlow CE, Paffenbarger RS, Gibbons LW, Macera CA. Changes in physical fitness and all-cause mortality. A prospective study of healthy and unhealthy men. JAMA 1995; 273: 1093-8.

 

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  1. Manson JE, Greenland P, LaCroix AZ, et al. Walking compared with vigorous exercise for the prevention of cardiovascular events in women. N Engl J Med 2002; 347: 716-25.

 

 

 

 

Misura dell’intensità metabolica in Cardiologia e attività motorie

Così come avviene per la prescrizione di un farmaco, analogalmente, il Cardiologo o il Medico dello Sport per prescrivere in modo corretto l’attività motoria ad un soggetto sano, sedentario o cardiopatico, deve ricorrere alla Fisiologia e alla Fisiopatologia dell’esercizio fisico attenzionando gli aggiustamenti (effetti cardiovascolari acuti) e gli adattamenti (effetti cardiovascolari cronici) che ne derivano.


Misura dell’intensità metabolica in Cardiologia e attività motorie

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017

 

E’ utile tenere presente alcune nozioni basilari della Fisiologia umana in rapporto alla classificazione delle diverse attività motorie e alle risposte dell’apparato cardiovascolare.

Prof. Carmelo Giuffrida Exercise is medicine 2Nel 1995, gli esperti del COCIS (Comitato Cardiologico per l’Idoneità allo Sport Agonistico) stilarono una prima classificazione che fu rivista e aggiornata nel 2003.

L’impegno cardiocircolatorio può essere costante nel tempo:

  • attività di tipo aerobico prolungate (cammino, maratona, passeggiata in bicicletta, ciclismo, ecc…),
  • attività intermittente (giochi con la palla, attività individuali come il tennis, lo squash, il judo, il ping pong, …, o di squadra come il calcio, il calcetto, la pallavolo, il basket, ecc.).

L’impegno cardiocircolatorio dipende dall’intensità dello sforzo che è direttamente proporzionale alle richieste metaboliche dei muscoli impegnati nell’espletamento dell’esercizio.

Il MET o equivalente metabolico

La misura dell’intensità metabolica è il MET o equivalente metabolico: 1 MET è pari all’ossigeno consumato (VO2) per le funzioni basali dei vari organi da un uomo in condizioni di riposo: esso è stato stimato in 3.5 ml di ossigeno per kg di peso corporeo per minuto (ml/kg/min).

Uno sforzo viene considerato d’intensità lieve se comporta un dispendio attorno ai 3 METS (normale cammino o nuoto lento);

Uno sforzo viene considerato moderato quando il dispendio metabolico è compreso tra 3 e 6 METS (cammino veloce o in salita);

Uno sforzo viene considerato medio o elevato quando il dispendio è >6 METS (pari ad un VO2 di 21 ml/kg/min).

Il proliferare di parecchie tipologie di esercizio fisico che esaltano con impegno non indifferente l’attività motoria più tradizionale si stanno diffondendo largamente nella popolazione.

Agli sports tradizionali si affiancano attività motorie come spinning, rowing, danza aerea, pump, GAG, … , , A ciò si affianca la difficoltà nel “prescrivere” o “autorizzare” tali attività, certificare l’idoneità del soggetto alla pratica specifica in quanto mancano informazioni precise sul dispendio energetico e sull’impegno cardiocircolatorio che comportano.

La risposta emodinamica allo sforzo viene influenzata significativamente dalla tipologia di esercizio effettuato.

Camminare, correre, pedalare, ecc… usano un gesto tecnico ciclico e, nelle attività dinamiche, la forza muscolare impiegata generalmente non è elevata: nelle attività “aerobiche”, i muscoli lavorano con intensità dello sforzo lieve-moderata (<50-60% del massimale) e utilizzano in prevalenza l’energia liberata dai lipidi.

fat burningPer intensità superiori, il substrato preferenziale è rappresentato dai carboidrati (glicogeno).

Dal punto di vista cardiocircolatorio i parametri di lavoro sono caratterizzati da un incremento della frequenza cardiaca proporzionale all’intensità dello sforzo e da una prevalente vasodilatazione periferica, con modesto o nessun aumento della pressione arteriosa media.

Il miocardio aumenta il suo consumo di ossigeno in misura proporzionale all’aumento della portata cardiaca.

Le attività motorie dinamiche sono ideali ai fini della prevenzione primaria e secondaria delle patologie cardiovascolari. La loro “prescrizione” risulta più facilmente concedibile all’utenza rispetto ad altre in quanto l’attività può essere “dosata” su parametri semplici e affidabili come la frequenza cardiaca.

Ma qualsiasi attività dinamica può essere svolta ad alta intensità: questa condizione va “semplicemente” evitata nella pratica a fini rieducativi e preventivi.

Le attività dinamiche si differenziano nettamente dalle attività “anaerobiche”, statiche o di potenza, nelle quali i muscoli utilizzano il creatinfosfato e solo in piccola percentuale i carboidrati, attraverso un processo biochimico preciso quale la glicolisi anaerobica con produzione di acido lattico: sebbene lo sforzo è di breve durata, la risposta cardiocircolatoria viene caratterizzata da un’importante elevazione della pressione arteriosa media in risposta all’aumento delle resistenze vascolari periferiche, e ciò può essere dannoso o addirittura letale in soggetti che presentano ipertensione e/o patologie aortiche.

Il rischio di complicanze cardiovascolari nelle attività fisiche dinamiche, sia ad impegno costante che intermittente, non sono molto diverse tra loro.

Da studi epidemiologici sulla morte improvvisa da esercizio fisico sappiamo che l’intensità dell’esercizio è il fattore chiave che determina il rischio.

La pratica regolare di un esercizio fisico condotta fino ad un’intensità non superiore al 70-75% del massimale, è in grado di indurre effetti benefici sull’organismo e sull’apparato cardiovascolare, senza un significativo aumento del rischio.Prof. Carmelo Giuffrida Exercise is medicine 3

Questa “soglia” si modifica con l’età e in presenza di una malattia cardiaca per cui si rende necessario definire con estrema accuratezza l’intensità dello sforzo da consigliare.

È più difficile controllare i parametri fisiologici nell’attività fisica intermittente (tennis, calcio, pallavolo, basket, judo, ecc…), poiché il dispendio metabolico e l’impegno cardiocircolatorio dipende molto dalla “competizione” e dall’avversario, da gesti atletici più o meno bruschi: tali attività hanno maggiore capacità di scatenare aritmie cardiache (aritmogenicità) rispetto ad attività di tipo aerobico che si svolgono con costante continuità e gradualità.

Questi concetti basilari, ai fini della prescrizione dell’esercizio fisico e di una pianificazione precisa, impongono un ragionamento differente sui comportamenti da usare e appare ragionevole classificare le attività motorie in tre grandi gruppi 1 – 2 – 3 :

  • attività di tipo dinamico ad impegno cardiocircolatorio costante: caratterizzate da gesti semplici quali camminare, marciare, correre all’aperto o su un treadmill, pedalare su una bicicletta o su una cyclette o su un orbiter, nuotare in piscina, ecc…

Si trasformano in vere e proprie attività sportive se l’intensità dello sforzo si orienta da media ad elevata e il soggetto si pone obiettivi agonistici (per cui è prevista dalla vigente legislazione una visita di idoneità presso lo specialista in Medicina dello Sport);

  • attività di tipo dinamico ad impegno cardiocircolatorio intermittente: caratterizzate da gesti più complessi e di una adeguata capacità tecnica (tennis, calcio, judo, lotta, basket, calcio a cinque, ecc.).

L’organismo e l’apparato cardiovascolare ne ricavano effetti benefici ma per effetto della componente “agonistica” l’esercizio è difficile da “dosare” anche se si effettua per pura ludicità e in forme non organizzate;

  • attività statiche o di potenza: l’impegno cardiocircolatorio è strettamente legato alle variazioni “pressorie”.

DOMS Dolore del giorno dopo Prof. Carmelo Giuffrida 1Tra le molte attività di “cultura fisica”, il sollevamento pesi, il body building, ecc… determinano condizioni (se si usano molte ripetizioni e sovraccarichi modesti) di stress sull’apparato cardiovascolare e non possono essere considerate vantaggiose ai fini della prevenzione cardiovascolare.

 

Classificazione delle attività motorie

Intensità riferita ad un adulto di età media, sano, normopeso, non allenato.

Lieve

Moderata

Elevata

Attività dinamiche ad impegno cardiovascolare costante

Attività motorie

Camminare 3-4 km/h Camminare 6 km/h Camminare >6 km/h
Pedalare <12 km/h Pedalare 12-15 km/h Pedalare >15 km/h
Nuoto moderato Nuoto veloce
Jogging <8 km/h Jogging >10 km/h
Nuoto lento Pattinaggio (passeggiata) Pattinaggio

Attività sportive

Trekking Canottaggio
 Sci di fondo Mountain bike
Canoa (acque tranquille) Sci di fondo
Canoa
Triathlon
Danza sportiva

Attività motorie

Aerobica (bassa intensità) Aerobica (alto impatto)
Step Power step
Total body cross training Total body cross training
(comb. aerobica, step, slide, ecc.) (comb. aerobica, step, slide, ecc.)
Indoor bike (endurance o per principianti) Indoor bike (fitness) Indoor bike (performance)
Acquagym Acquafitness Acquafitness intenso
Fitboxe Aero-boxe
Rebounding (scioltezza) Rebounding fitness Rebounding prestazione

Attività dinamiche ad impegno cardiovascolare intermittente

Attività sportive

Tennis (doppio) Tennis (palleggio) Tennis (partita)
Golf Calcio a 5 (ludico) Calcio a 5 (partita)
Bocce Pallavolo e beach volley Beach volley (2 vs 2)
Caccia, pesca sportiva Pallacanestro (ludico) Pallacanestro (partita)
Tennis da tavolo (ludico) Tennis da tavolo (partita)
Squash/racquetball (ludico) Squash/racquetball (partita)

Attività motorie

 

Danza/hip hop Aerobic circuit training per

il fitness

Aerobic circuit training per la prestazione
Interval training

(per principianti)

Interval training per il fitness Interval training per la prestazione

Attività statiche o di potenza

Attività sportive

Scherma Sollevamento pesi
Equitazione Body building
Windsurf Sci alpino
Sci nautico
Arrampicata sportiva

Attività motorie

Corpo libero Pump/bodypump/push Body building
Stretching Acquafitness con galleggianti Acquafitness con galleggianti in acqua profonda
Body sculpture Acquafitness con attrezzi di attrito Acquafitness con attrezzi di attrito in acqua profonda
Pilates/yoga Yoga per il fitness Power yoga
Tai chi chuan
Qi Gong

 

 

Bibliografia

1 – Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005; 6:661-702;

2 – Maron BJ, Zipes DP. 36th Bethesda Conference: Elegibility recommendations for competitive athletes with cardiovascular abnormalities. J Am Coll Cardiol 2005; 45: 1312-1375;

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Rimini Wellness – presenza catanese!

Dott Simone Meli e Dott Giusy Giarratana al Rimini Wellness 201702 Giugno 2017

Ingresso Rimini Wellness 2017Catania è presente al Rimini Wellness: anche una rappresentanza dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida partecipa alla 13ma edizione del grande evento che da Giovedì 1 Giugno a Domenica 4 Giugno 2017 vedrà impegnati tutti gli appassionati e gli Operatori professionali del settore in un meeting di dimensioni colossali, appuntamento imperdibile per chi opera nel settore del benessere.

Dott. Giusy Giarratana al Rimini Wellness 2017Il Dott. Simone Meli e la Dott.ssa Giusy Giarratana, entrambi appartenenti al team dello Studio, si trovano nell’impianto fieristico con l’obiettivo di aggiornarsi su quanto di più innovativo e scientifico si propone il mercato delle Scienze del Movimento Umano.

I due Dottori Tirocinanti dell’Università di Catania, attualmente in forza allo Studio del Prof. Giuffrida per la loro formazione specialistica, armati di buona volontà e di grande capacità costruttiva, sono andati alla ricerca di innovazioni, di nuove conoscenze, di confronti con i Colleghi, di costruttive esperienze, … e si trovano immersi in un mondo di percezioni uniche: luci, colori e suoni si fondono in un clima festaiolo che solo il marketing e la vitalità del gesto motorio in tutte le sue espressioni può rendere.


 

4+Nutrition al Rimini Wellness 2017“TURISMO SPORTIVO: NUOVI SCENARI DI SVILUPPO PER I TERRITORI” è il tema di apertura dei lavori a cui ha partecipato autorità e immenso pubblico tecnico.

Alla più grande fiera nazionale dedicata al fitness, allo sport e al benessere ci sono imperdibili appuntamenti, 45 palchi, 500 presenter, 1960 sessioni di allenamento in 4 giorni … novità e il meglio delle discipline richiederanno sofisticate attrezzature, design innovativo, … e le skills, il wellness, i prodotti di supporto al training, l’allenamento funzionale, l’esercizio fisico, sono gli argomenti dibattuti da tutti.

Diversi eventi saranno dedicati nella sezione professionale dedicata alle Scienze e le Body building al Rimini Wellness 2017Tecnologie per la Riabilitazione e la Rieducazione Motoria mentre tensione e adrenalina alimentano le competizioni di gruppi e di singoli che mettono alla prova le proprie abilità e capacità motorie.

Fisiostore al Rimini Wellness 2017STRONG by Zumba® unisce l’allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT) e i principi della motivazione sincronizzata con la musica per un’esperienza di allenamento di gruppo unica nel suo genere. Ritmi di merengue, salsa, cumbia e reggaeton combinano i passi nella lezione di Zumba® completa.

La Mudders’ SPRINT Race, un percorso di gara aperto per testare le abilità in soli 3 minuti in un percorso INDOOR montato su 1000 mq con 10 ostacoli da superare strisciando, arrampicandosi, saltando e correndo nel minor tempo possibile.

Fluiball al Rimini Wellness 2017La sfida sul Climbmill® by Matrix induce a salire sui 43 piani della Piramide di Giza, simbolo d’eccellenza egiziano nel più breve tempo possibile.

L’High Intensity Interval Training, nato nel mondo della danza classica, declinato per il popolo del fitness e delle palestre, viene proposto in un percorso versatile e divertente che moltiplica gli effetti dell’allenamento, favorisce la rieducazione dell’apparato locomotore senza sovraccaricare le articolazioni, migliora equilibrio, forza, postura, flessibilità e tono muscolare in tutta sicurezza, e con il 25% di dispendio calorico in più rispetto agli esercizi al suolo  prevede l’utilizzo delle pedane Human Tecar Mat: un insieme di superfici di dimensioni variabili, realizzate con materiali diversi ad alta tecnologia, sviluppate e brevettate a livello internazionale che creano differenti livelli di densità e instabilità, simulando terreni naturali da affrontare a piedi nudi.Group cycling al Rimini Wellness 2017

Il PFT – Physical Fitness Test, in seno al BOOTCAMP CONTEST BY BIOFREEZE®, propone in un minuto la maggior quantità di sit up (addominali), push up (piegamenti sulle braccia) e step up (salire e scendere dal gradino): vincerà chi farà la media più alta a sessione. L’oggetto pubblicitario presentato è un innovativo prodotto sviluppato con lo scopo di alleviare il dolore e l’affaticamento muscolare post-allenamento sfruttando le proprietà del ghiaccio. A questa sessione si affianca l’uso del tape elastico adesivo usato per migliorare la performance e amplificare l’efficacia della rieducazione del sistema neuromuscolare.Piccoli attrezzi al Rimini Wellness 2017

In più il Bootcamp Boxing, l’allenamento combat che unisce al training funzionale “l’allenamento dei Marines” con l’obiettivo di un programma fitness brucia grassi e il BOXING SPLASH: Combat in acqua con musica, pre-coreografia e SparringBall fanno di questo programma la vera innovazione del fitness acquatico.

Skechers Performance al Rimini Wellness 2017Tra le novità il Boss Chick Dance Workout® , il movimento più hot e sexy di rassodamento femminile che sta sconvolgendo la scenda mondiale della fitness dance è un’attività ad alta intensità rivolta alle donne che unisce i 4 stili di dance street quali hip-hop, dance hall, afro-beats e twerk-out, disegnata per esternare la Beyonce individuale e bruciare maggiori calorie!

Cross Training, il Campionato di fitness, cambia nome, ma non i contenuti della gara, individuale e a squadre, che vedrà i concorrenti affrontare 5 prove: panca orizzontale, bike, trazioni alla sbarra, tapis roulant, salto da fermo.

Striding al Rimini Wellness 2017Anche il Kettlebell è presente con gare individuali un cui la ghiria sarà protagonista assoluta. Tre le competizioni previste:

  • lo SLANCIO COMPLETO (LONG CYCLE), che prevede lo SLANCIO (JERK) di due ghirie partendo dal petto, seguito dall’abbassamento in mezzo alle gambe, senza toccare il suolo, che vengono poi girate nuovamente al petto (CLEAN) per lo SLANCIO (JERK) successivo.
  • lo SLANCIO (JERK) per ripetizioni massime, a due braccia con due ghirie, partendo dal petto
  • lo STRAPPO (SNATCH) di una ghiria per ripetizioni massime, prima con un braccio e poi con l’altro.

Non ultimo il “The Art of Movement – Rimini Wellness 2017”, rivolge la sua attività a singoli, coppie, scuole di danza e gruppi indipendenti che vogliono conquistarsi la possibilità di salire sul prestigioso palco Freddy esibendosi davanti al pubblico del Rimini Wellness 2017.

Yoga experience al Rimini Wellness 2017Momenti di confronto, approfondimento di temi specifici e i faccia a faccia con gli specialisti più qualificati si affronteranno nei convegni e seminari che alimenteranno un’attività intensissima: Ego Yoga con il TRUE VINYASA FLOW e lo YOGA STAMINA., due importanti laboratori teorico-pratici inerenti al concetto di energia e vigore psico-fisico, per arrivare al profondo spirituale. Differenti tipologie di pratica e vigore delle Asana per far capire l’importanza nel modificare il vigore dei Vinyasa in base al momento del giorno e alle esigenze di preparazione fisica. “Stamina” (il puro Vigore, Energia, Endurance), è il modo più ideale per approcciare alla meravigliosa filosofia delle Asana e la giusta metodologia di applicazione, per fare raggiungere ad un popolo come quello occidentale, super stressato, il più elevato livello di energia psico-fisico-spirituale, che evolve il metodo del TRUE POWER YOGA, appagando tutte le esigenze di preparazione fisica e atletica.

La sezione dedicata al body building, arti marziali, cultura fisica e sport da combattimento, e al loro connubio con gli integratori, saranno rappresentati da tutte le principali aziende del settore. Il brand italiano specializzato nell’integrazione sportiva con l’obiettivo di soddisfare le esigenze nutrizionali degli atleti e per creare Woman Bikini al Rimini Wellness 2017maggiore consapevolezza sulle problematiche alimentari di chi pratica sport trova consensi non indifferenti sul mercato internazionale. L’esperienza nata sul campo si rafforza ogni giorno di più grazie al minuzioso lavoro dei Dottori in Scienze Motorie che lavorano in seno a staff medici, alla fiducia di squadre professionistiche, alle Federazioni Medico Sportive e agli atleti di livello olimpico che prestano la loro collaborazione preziosa agli studi  scientifici per ottimizzare il rendimento atletico in tutte le fasi della periodizzazione sportiva.

La ELAV, una società di RICERCA E ALTA FORMAZIONE PER LE SCIENZE MOTORIE nata per innovare e riscrivere capitoli importanti della scienza, della metodologia e della tecnologia applicate al movimento umano, presenta delle lezioni tematiche gratuite per tutti i visitatori, frutto di una ricerca e sviluppo interna.

Allenamento Propriocettivo: tra instabilità ed equilibrio, Anatomia e chinesiologia: il movimento dei muscoli, l’importanza del conteggio musicale nel Fitness, l’alternanza ottimale tra i sistemi energetici (aerobico – anaerobico), saranno temi che si affronteranno al PADIGLIONE A5 089 con l’Accademia Italiana Fitness.

Il Convegno ANIF nella sala “DIOTALLEVI” nella giornata di apertura è stato molto atteso per l’argomento che riguarda la riforma dello sport dilettantistico e l’ormai insostenibile necessità di formulare una legge per la crescita del settore per cui le palestre dovrebbero essere affidate a un Direttore Tecnico formato esclusivamente dagli Atenei Universitari. Tutti i tecnici laureati in Scienze Motorie auspicano in una riforma che escluda i “Professionisti del fai da te” dalla possibilità di somministrare l’esercizio fisico a una utenza che, spesso, è ignara dei gravi danni funzionali che ciò potrebbe causare.Technogym al Rimini Wellness 2017

Tra i relatori sono stati presenti Gianpaolo Duregon (Presidente ANIF-EuroWellness), l’On. Daniela Sbrollini (Vice Presidente XII Commissione Camera Affari Sociali e Sanità), … mentre Luca Lotti (Ministro dello Sport) è intervenuto in videoconferenza! Tra le relazioni tecniche più attenzionate quella su Farmaco “Attività Fisica” discussa da Davide Faraone (Sottosegretario al Ministero della Salute) poichè si spera in un riconoscimento dell’Esercizio Fisico in area sanitaria, allineando i professionisti delle Scienze Motorie, Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, agli standard europei riconoscendone l’inserimento nella sanità italiana a pieno titolo.

Show time al Rimini Wellness 2017ALLENAMENTO FUNZIONALE: Fra passato e presente guardando al futuro e L’essenza di un allenamento versatile e divertente da svolgere all’insegna della fisiologia saranno temi di una tavola rotonda.

Innumerevoli altre conferenze del benessere, sul marketing, sulle nuove tecnologie, … alimenteranno le giornate.

street training al Rimini Wellness 2017

 

Sparringball al Rimini Wellness 2017Folla al Rimini Wellness 2017