Diabete-Attività Fisica Adattata-Sport-Esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Andare in Palestra: differenze nella somministrazione di esercizio!

Andare in Palestra impone delle scelte che non possono essere lasciate al caso e all’improvvisazione!

La scelta del luogo e del Professionista capace di calibrare il movimento deve essere ponderata e indirizzata alle proprie esigenze personali. 

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaEsistono molte esperienze scientifiche e altrettante evidenze sull’efficacia della pratica di un regolare esercizio fisico. Indubbiamente, ciò produce un miglioramento dello stato di salute e una riduzione del rischio di mortalità generale. I soggetti fisicamente attivi che praticano attività motoria presentano una seria riduzione del rischio di sviluppare malattie. E, tra le patologie sensibili all’esercizio fisico, ne utilizzano maggiormente gli effetti quelle cardiovascolari, ictus cerebrali, diabete tipo 2, cancro del colon, osteoporosi, depressione, …

L’uso corretto di questo “nuovo” strumento, somministrato con rigore scientifico ai fini del miglioramento della salute dei cittadini, è stato adottato a pieno titolo nella pratica clinica. Inoltre, è usato nella lotta alla sedentarietà e nella promozione dell’attività fisica nelle diverse condizioni patologiche (obesi, diabetici, dislipidemici, ipertesi, …).

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’introduzione dell’uso di attività motoria per ottenere uno stato di salute ottimale e il benessere fisico, o semplicemente per migliorare l’efficienza fisica, richiede di approntare concrete modalità organizzative. All’interno di queste modalità deve esistere tanto la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche esigenze del singolo soggetto, quanto la somministrazione, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

 

Andare in Palestra: L’esercizio fisico è un valido “strumento” indispensabile per combattere le alterazioni metaboliche e cliniche (sindrome pluri-metabolica) dell’inattività fisica.

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Gli Studi promozionali, derivanti dalla somministrazione di attività fisica nella popolazione generale, e il grande successo ottenuto nel recupero funzionale di soggetti affetti da patologie stabilizzate o cronicizzate che possono beneficiare dell’esercizio fisico hanno permesso di sviluppare alcune importanti esperienze. per la precisione, queste riguardano la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, a soggetti anziani fragili, ai trapiantati di organo (cuore, rene e fegato), …

 

Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa realizzazione di programmi di prescrizione dell’attività fisica con “percorsi assistenziali speciali” integrati, rivolti a persone che presentano problemi di salute, hanno dato esito positivo dimostrando grande efficacia nelle patologie sensibili monitorate clinicamente.

 

Le concrete modalità organizzative, all’interno delle quali possono avvenire sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione, attraverso percorsi che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta, godono, oggi, degli esiti di enormi quantità di progetti sperimentali internazionali. Per la precisione, hanno provate verifiche scientifiche supportate da evidenze facilmente rintracciabili sulle reti web.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

I protocolli utilizzabili, pertanto, offrono serie risposte operative a bisogni dell’utenza che, fino ad oggi non hanno trovato adeguata copertura con altri appropriati interventi sostenibili.

 

Andare in Palestra – L’esercizio fisico, ormai, viene prescritto e somministrato come un farmaco (Esercizio fisico Adattato – EFA):

  • è diretto a persone con malattie sensibili all’attività motoria (prevalentemente malattie cardiovascolari e dismetaboliche);
  • si coniuga all’esigenza di evitare inutili medicalizzazioni;
  • diventa un sistema per coadiuvare i trattamenti sanitari appropriati (principalmente nelle disabilità stabilizzate derivanti da eventi patologici) attraverso l’Attività Fisica Adattata – AFA.

 

Occorre stabilire sempre una corretta sinergia tra la presa in carico della persona e la “prescrizione”:

 

  • L’avvio all’attività e all’esercizio fisico e la costruzione di un modello organizzativo avviene nell’ambito di una integrazione professionale e organizzativa fra il Medico di Medicina Generale, il Medico specialista di riferimento per le diverse patologie sensibili all’esercizio fisico (Medico dello sport, Cardiologo, Diabetologo, Fisiatra, …) e il Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.).

 

  • – La somministrazione dell’attività e dell’esercizio fisico nel suo effettivo svolgimento deve avvenire in situazioni organizzate o in strutture specificamente attrezzate, contraddistinte da una buona gestione complessiva, facilmente accessibili e con modalità tali da assicurare una elevata compliance al percorso proposto – “Palestra Etica e Sicura”, fidelizzate ai suoi valori, in cui operano Dottori Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialisti A.M.P.A.) e Dottori in Scienze Motorie e dello Sport opportunamente formati dalle Università.

 

Nella fase acuta la somministrazione di esercizio fisico avviene in ambito Sanitario

 

– in fase acuta: avviene in ambito Sanitario solo per le persone che presentano un quadro più complesso per il tempo necessario ad ottenere autonomia e sicurezza del soggetto;Gestazione-preparazione-parto-ginnastica-esercizio-gravidanza-recupero-Attività Fisica-dopo il parto-Ginnastica-preparazione parto-Post parto-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

  • nella stabilizzazione e nella cronicità patologica. Superata la fase acuta o di ospedalizzazione, la “somministrazione” dell’esercizio fisico avviene al di fuori dell’ambito di intervento sanitario. Ovviamente, con modalità e in strutture capaci di elargire il movimento secondo i principi della Fisiologia clinica dell’esercizio fisico in partnership professionale.

 

Andare in Palestra per fare Attività Fisica!

 

Attività Fisica (AF):

movimenti del corpo determinati dall’attivazione del sistema muscolare scheletrico in grado di produrre un incremento del consumo energetico.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

In realtà, viene svolta liberamente e autonomamente all’aperto o presso strutture sportive. Frequentemente si svolge anche nell’ambito di “occasioni” organizzate dal Servizio sanitario regionale, dagli Enti locali o da organizzazioni sportive (CONI, Enti di promozione sportiva, palestre, circoli sportivi, …) come Gruppi di cammino, attività nei parchi, ecc …

Non necessita di valutazione sanitaria.

I Medici curanti e gli Operatori sanitari dovrebbero consigliare alle persone di perseguire uno stile di vita più attivo e sostenerne la motivazione. Quindi, sarebbe auspicabile anche un eventuale contatto periodico.

 

 

Andare in Palestra è cosa ben diversa dal fare Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Si rivolge a soggetti con disabilità stabilizzata da eventi patologici.

Perciò, richiede prescrizione medica (Medico Medicina Generale, Pediatri Di Libera Scelta, Fisiatri, Medici dello Sport, … altri Specialisti) e periodiche valutazioni.

La somministrazione avviene prevalentemente in ambiente chiuso, in mini-gruppi (max 4-5 persone), con la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e da Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati e, anche, l’eventuale supervisione di un Medico Specialista nei casi necessari.

 Attività Fisica Adattata: Acronimo A.F.A.  = 73.000.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in inglese Adapted Physical Activity – A.P.A. = 5.470.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in francese Activitè Physique Adaptèe – APA = 510.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

PUB MED: 85.200 articoli (alla data di questa pubblicazione).

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

 

Andare in Palestra: Esercizio fisico

 

Consiste in movimenti del corpo con caratteristiche di pianificazione e ripetibilità capaci di produrre il miglioramento o il mantenimento di uno o più elementi caratterizzanti l’allenamento. E’ distinguibile in diverse tipologie di esercizio:

  •  isotonico o dinamico: provocato da una contrazione muscolare in grado di produrre un movimento e un carico di volume sul ventricolo sinistro del cuore, con una risposta proporzionale alla massa muscolare e all’intensità dell’esercizio (la corsa);
  • isometrico o statico: provocato da una contrazione muscolare senza variazione di lunghezza del muscolo e con un carico cardiaco pressorio maggiore a quello di volume (esempio: stringere un pallone medicinale con forza tra le gambe);
  • isocinetico: attraverso l’utilizzo di particolari macchine o dell’acqua;
  • auxotonico: ottenuto attraverso attrezzi elastici con diversa resistenza;
  • di resistenza: combinazione tra esercizio isotonico ed isometrico (esempio: sollevamento pesi).

 

Andare in Palestra per migliorare le grandi funzioni organiche e metaboliche con l’Esercizio Fisico Adattato (EFA)

In particolare, si rivolge a persone con malattie prevalentemente cardiovascolari e dismetaboliche.

Richiede prescrizione medica (Medici di Medicina Generale, Medici dello Sport, Cardiologi, Diabetologi, …) e periodiche valutazioni; la somministrazione avviene o in modo controllato e tutorato in ambiente sanitario o in palestre opportunamente selezionate. E’ d’obbligo la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e quella di Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati a seconda delle condizioni di salute del soggetto.

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5

 

 

Andare in palestra per fare Allenamento fisico o Fitness

 

è un’attività fisica regolare e strutturata, finalizzata al miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardiocircolatoria e respiratoria). Utile al mantenimento delle capacità fisiche di base: è correlato ad una riduzione di mortalità e morbilità per tutte le cause.

 

Da un punto di vista metabolico, le attività fisiche si distinguono quindi in:

– aerobiche: si lavora con un basso consumo di ossigeno muscolare, prevalentemente al di sotto della soglia anaerobica e, possibilmente in “Steady State”; ciò permette di effettuare attività prolungate nel tempo come la corsa o la marcia.

 anaerobiche: si opera con sforzo intenso e di breve durata; corrisponde a “scatti” o esercizi in velocità.

 

Praticare Sport ha lo stesso significato?

 

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No! La pratica di uno Sport è un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e psichiche. Sfrutta il complesso degli esercizi e delle manifestazioni agonistiche e non agonistiche in cui l’attività si realizza.

La pratica dello sport impone il rispetto di regole codificate da appositi enti. Persegue lo spirito competitivo differenziandosi dal momento ludico e dal puro divertimento. Spesso, viene confusa l’intento dell’attività. Con il termine originario del francese “desport”, ne derivò il termine «diporto» equivante a “divertimento”. La relazione terminologica non è riferita all’attività svolta dagli atleti. Piuttosto, si riferisce al divertimento tratto dagli spettatori che si appassionano per vari motivi allo svolgimento e agli esiti delle manifestazioni competitive.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

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PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-1

PLACE 2019 – Eccellenze e innovazione su Cancro e A.F.A.

PLACE : L’eccellenza e l’innovazione si incontrano a ROMA il 22 – 23 Novembre 2019

 

FACULTY, all’8° Edizione  di PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience – nella sessione di CARDIONCOLOGIA

Il Prof. Carmelo Giuffrida è stato invitato a relazionare nella Sala Wellness su

“CANCRO E ATTIVITA’ FISICA”

Auditorium della Tecnica del Centro Congressi di Confindustria

 

PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-1

Un Congresso che, come il PLACE, riunisce tantissimi illustri professionisti di fama mondiale, è occasione di incontro per il confronto su innumerevoli temi.

Il “Ricercatore” catanese considera un grande privilegio l’invito ricevuto dagli organizzatori. Sostiene da tempo che l’Attività Fisica, può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche. Pertanto, spiegherà l’Azione della Fisiologia dell’esercizio sulle patologie oncogene.PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-2

L’esercizio Fisico deve essere avviato preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità. Svolta con frequenza regolare, praticata con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità motorie,  contribuisce a ritrovare la gioia di vivere.

Nel cuore della Capitale, in qualità di “FACULTY”, fornirà elementi tecnici e scientifici che possono apportare benefici a tutta la Comunità scientifica e all’Utenza finale che si avvarrà degli Studi presentati per trarne vantaggio psico-fisico e benessere.

Già da 3 anni, Uomini di Scienza e Studiosi del Movimento Umano, tutti Operatori volontari, collaborano assiduamente con il Prof. Carmelo Giuffrida e contribuiscono con le loro tesi agli studi iniziati a Catania sull’esercizio fisico. Sono state gettate importanti basi sulla ricerca del settore con una Review delle Evidenze scientifiche internazionali finalizzati all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.).PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-3

Una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

 

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5Bisogna promuovere l’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.) contro il Cancro!

 

Per ottenere il miglioramento del continuum salute-malattia, occorre promuovere costantemente la pratica dell’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.).

Fare riacquisire fiducia nel proprio corpo significa far vivere una soddisfacente qualità della vita nonostante sia pressoché impossibile evitare alcuni effetti collaterali connessi alla malattia e alla terapia oncologica. Alleviare parzialmente le risposte e ridurne progressivamente gli effetti o, perlomeno, rendere più sopportabile l’esito è una grande vittoria. PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-4

Spesso viene “consigliato” da conoscenti, parenti e amici, di non affaticarsi, di riposarsi, di non fare sforzi fisici. Al contrario, invece, un’attività fisica regolare è in grado di migliorare quello stato di efficienza fisica alterato dalla malattia e dalle terapie. L’esercizio fisico  fornisce nuove energie, fiducia in se stessi, attenua o fa superare in parte la sensazione generale di insicurezza. L’attività motoria regolare permette di constatare rapidamente i progressi fisici e i miglioramenti prestativi malgrado i limiti dettati dalle precarie condizioni di salute. Ovviamente, i benefici dipendono molto dalla singola persona, dalla sua volontà di volersi aiutare, dalle condizioni di salute e dalla tipologia di tumore. La vita dei malati oncologici si è notevolmente allungata e, con essa, sono migliorate le aspettative: ciò grazie a diagnosi precoci, miglioramenti terapeutici, approcci.

 

Il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata!

 

PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-5

Certamente, spetta allo Specialista dell’Attività Fisica Adattata stabilire la giusta dose di movimento e sport. E’ lo Specialista A.M.P.A. che deve tener conto della sintomatologia presente e pregressa, delle eventuali co-morbidità e redigere una idonea pianificazione programmatica.

L’attività fisica riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

Tanto la bibliografia internazionale, quanto le evidenze, consentono alla comunità scientifica internazionale di affermare che il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata!

 

La bibliografia mondiale depone unanimamente a favore dell’esercizio fisico!

 

La bibliografia mondiale depone unanimamente a favore dell’affermazione che l’esercizio regolare riduce notevolmente il rischio dello sviluppo primario di diversi tumori. Inoltre, può migliorare i risultati clinici a seguito della diagnosi di una malattia primaria.PLACE 2019 - Cancro e Attività Fisica-Prof.Carmelo Giuffrida-Repertorio-Catania-6

Gli studi condotti alle falde dell’Etna su soggetti oncologici dimostrano come l’attività fisica (e non lo sport!) può essere capace di prevenire l’evento, riduce le probabilità di recidive e abbassa sensibilmente il tasso di mortalità. L’attività fisica aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica.

I meccanismi molecolari che sostengono gli effetti anti-tumorali dell’esercizio fisico sono ancora poco compresi. Non c’è una prova concreta a fronte degli effetti presunti dell’esercizio nella riprogrammazione dell’interazione tra stile di vita e micro-ambiente tissutale.

Il Prof. Carmelo Giuffrida, auspica che il Congresso del PLACE 2019 possa essere occasione per poter approfondire e continuare proficuamente gli studi siciliani già avviati.

 


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Ictus cerebrale o Stroke: l’Attività Fisica Adattata migliora le capacità funzionali

Ictus cerebrale o Stroke:

L’Attività Fisica Adattata all’interno di un Percorso Speciale migliora le capacità funzionali

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

 

Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’ictus cerebrale, apoplessiacolpo apopletticoaccidente o insulto cerebrovascolare, o attacco cerebrale, è causato dellimprovvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale e dal conseguente danno alle cellule cerebrali per cui viene a ridursi l’apporto di ossigeno e dei nutrimenti trasportati dal sangue (ischemia) o derivanti dalla compressione dovuta allo stravaso ematico (emorragia cerebrale).

I sintomi tipici restituiscono la comparsa improvvisa di mancanza di forza. Viene riferito, in più, formicolio e mancanza di sensibilità ad un braccio o ad una gamba, o ad entrambi.

Può associarsi la difficoltà al linguaggio articolato e/o la difficoltà a guardare da un lato.

Questi sintomi possono essere presenti solo per alcuni minuti per poi sparire completamente.

In questi casi ci si riferisce ad attacchi ischemici transitori (TIA), che possono essere un preludio a un ICTUS vero e proprio.

 

Ictus cerebrale: I programmi di Attività Fisica Adattata sono finalizzati alla prevenzione secondaria e terziaria della disabilità causata principalmente dalla immobilità.

 

L’Attività Fisica Adattata è la tappa successiva alla riabilitazione intensiva nelle sindromi croniche stabilizzate.Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-funzionale-esercizio

Negli esiti di Ictus cerebrale o Stroke, le menomazioni dovute alla patologia principale sono causa di sedentarietà.

Nel lungo termine, producono disabilità e perdita di funzione.

Prendere coscienza della necessità di prolungare nel tempo l’attività fisica e modificare lo stile di vita e delle abitudini scorrette assume ruolo fondamentale.

L’Ictus cerebrale o Stroke è una delle principali cause di disabilità riscontrabile nell’adulto.

Gli effetti che ne derivano vanno dal decondizionamento cardiovascolare, all’indebolimento muscolare. Inoltre, si associano un’alterata deambulazione e il declino delle funzioni fisiche e sociali.

I soggetti dismessi dalle strutture sanitarie che tornano al proprio domicilio tendono a sviluppare comportamenti ipocinetici.

Ne consegue, inevitabile, la perdita di massa ossea e un aumento di rischio cardio-metabolico. Pur conservando un certo grado di capacità gestionale e di autonomia, presentano limitazioni della funzione locomotoria e deficit dell’uso dell’arto superiore.

 

Ictus cerebrale: Criteri di inclusione

 

  1. Emiparesi di media gravità;
  2. Capacità di camminare autonomamente (anche con l’ausilio di un bastone) per almeno 6 minuti;
  3. Esiti cronici stabilizzati della malattia;
  4. Aver già ultimato il programma riabilitativo individuale della fase acuta e subacuta;
  5. Avere condizioni fisiche e capacità fisiche per sostenere attività a medio impegno cardiovascolare per circa 60 minuti;
  6. Il soggetto riporta dati positivi nei seguenti test:
  • La Scala di Borg per valutare l’equilibrio;
  • l’Indice di Barthel per l’autonomia personale;
  • il Mini Mental State Evalutation per il livello cognitivo;
  • il Motricity Index per la valutazione motoria;
  • la Short Physical Performance Battery (SPPB), per valutare la funzionalità degli arti inferiori;
  • il Six Minute Walking Test (6WMT) per il cammino;
  • la scala di Hamilton per la depressione;
  • la Stroke Impact Scale per la qualità di vita.
  1. Avere capacità reattive nelle sette aree cognitive restituendo:
  • orientamento nel tempo;
  • orientamento nello spazio;
  • registrazione di parole;
  • attenzione e calcolo;
  • rievocazione;
  • linguaggio;
  • prassia costruttiva.

 

Ictus cerebrale: Criteri di esclusione

 

  1. Grave demenza [Mini-Mental State Examination, o MMSE (Folstein et al., 1975)[1], è un test neuropsicologico per la valutazione dei disturbi dell’efficienza intellettiva e della presenza di deterioramento cognitivo] <20/30), afasia, cecità o sordità che impediscano la comprensione e l’esecuzione delle istruzioni.
  2. Altre malattie neurologiche associate.
  3. Scompenso cardiaco sintomatico (II-V NYHA), angina instabile, malattie valvolari cardiache, arteriopatia periferica sintomatica, malattia polmonare che richiede ossigeno terapia, recente (><3mesi) infarto miocardico o ospedalizzazione.
  4. Dolore cronico che interferisca con l’esercizio.
  5. Ipertensione in precario controllo farmacologico (pressione arteriosa diastolica >con punteggio inferiore a 18 del MMSE;
  6. Pressione arteriosa diastolica >95 mmHg, pressione arteriosa sistolica >160 mmHg);
  7. Soggetto che già svolge attività fisica regolare (>30 min per almeno 3 volte la settimana) poiché verrebbe incluso in un mini-gruppo di lavoro;
  8. Controindicazioni allo svolgimento di un programma di esercizio fisico di bassa intensità secondo le indicazioni del Medico di Base;
  9. Incapacità di raggiungere la Palestra o lo Studio in modo autonomo o con l’aiuto di un caregiver.

 

L’Attività Fisica Adattata conferisce parecchi esiti positivi negli esiti da ictus o danno cerebrale.

 

Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-funzionale-esercizio-apoplessia, colpo apoplettico, accidente-insulto cerebrovascolare-attacco cerebrale

Molti soggetti presentano un decondizionamento organico con carenza di consumo di ossigeno. Ne consegue una ridotta capacità ossidativa rispetto a soggetti della medesima età che non hanno subito accidenti cerebrovascolari.

In ogni caso, l’esercizio fisico adattato può recuperare di un buon 60% il recupero del picco del consumo di ossigeno.

Per inciso, i programmi di training tendono a proporre sessioni di allenamento per incrementare la capacità aerobica e la resistenza protratta nel tempo.

Oltretutto, si propongono anche l’obiettivo di:

Aumentare la velocità spontanea del cammino;

  • Diminuire la dipendenza da sistemi di ausilio della deambulazione come bastoni, tripodi, carrelli, …);

Migliorare la mobilità articolare, la forza muscolare e la capacità funzionale.

L’Attività Fisica Adattata segue il periodo della riabilitazione dello stroke

 

In realtà, il programma di Attività Fisica Adattata prevede che il soggetto venga trattato inizialmente in stazione seduta o in decubito.

In particolare, le attività devono essere mirate alla percezione corporea e comprendere esercizi respiratori.

Difatti, i contenuti devono comprendere la mobilizzazione degli arti superiori e inferiori, con attività finalizzate alla diminuzione del tono dell’arto superiore plegico.

In tal modo, ne deriva una migliore indipendenza nelle attività quotidiane.

In particolare, bisogna ricercare la maggiore efficienza nella locomozione e un possibile ritorno all’attività produttiva e lavorativa. Inoltre, occorre allontanare i pericoli della depressione e dei deficit cognitivi.

Per essere brevi, le fasi successive prevedono una azione diretta sul controllo del carico e dell’equilibrio, sull’aumento della motricità del tronco.

Inoltre, si agisce sulla facilitazione dei passaggi posturali dal decubito alla postura seduta ed eretta.

In più, si interviene anche sulla corretta percezione del carico in stazione eretta e sulla qualità del passo.

Infine, si opera sulla ottimizzazione dei gesti motori, sul controllo dei movimenti e sulla loro coordinazione.

 

Ictus cerebrale: Attività Fisica Adattata in un Percorso Speciale

 

L’Attività Fisica Adattata per lo stroke si integra all’interno di un Percorso Speciale con un programma personalizzato e non sostituisce la normale attività riabilitativa.

Per riassumere, l’utilità di effettuare un Programma di Attività Fisica Speciale consente di ottenere:

– un miglioramento della sfera funzionale, emozionale e della qualità della vita;

– permette di fornire una risposta centrata e tempestiva ai problemi di salute;

– offre una continuità all’intervento riabilitativo;

– crea una rete di collaborazione tra professionisti a supporto e sostegno del soggetto;

– permette di fornire una risposta di salute efficiente e mirata.


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Bibliografia

 

Inoltre,

 

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Ipertensione arteriosa: a Catania l’Attività Fisica Adattata può combattere la pressione alta!

Ipertensione sanguigna: l’attività fisica adattata può abbassare la pressione alta!

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’attività fisica moderata e costante mantiene attivo l’organismo e favorisce il controllo del peso corporeo. Inoltre, contribuisce notevolmente a ridurre i valori pressori e a potenziare le performance fisiche, poiché si incrementano progressivamente le capacità di tollerare gli sforzi.

La presenza di una pressione arteriosa sistolica >140 mmHg e/o una pressione arteriosa diastolica >90 mmHg, in soggetti adulti che non assumono farmaci antipertensivi,  definisce  un importante fattore di rischio cardio-vascolare: l’ipertensione arteriosa (1 -2 – 3).

Il rischio cardiovascolare globale definisce la presenza di più fattori di rischio e/o di patologie d’organo associate. Queste, infatti, sono capaci di interagire con il rischio derivante dagli elevati valori di pressione arteriosa. Si configura un rischio assoluto di eventi cardio-vascolari primari (infarto miocardico, ictus cerebri, ecc.) superiore rispetto a quello che si avrebbe dalla somma matematica dei singoli fattori di rischio (2 – 3).

L’idoneità ad attività sportive di tipo agonistico, quindi, non può essere concessa a un soggetto iperteso con rischio cardiovascolare globale alto o molto alto (1).

L’attività fisica regolare e continuata nel trattamento del soggetto iperteso offre, però, la possibilità e/o la necessità di utilizzare questo particolare “farmaco” con ottimi effetti positivi.  

 

Ipertensione sanguigna: Benefici indotti dall’esercizio fisico contro la pressione alta!

Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sono di indubbio beneficio sia nel soggetto con ipertensione arteriosa giovane quanto e, soprattutto, nel soggetto anziano.

In sintesi, l’attività fisica adattata di intensità moderata è in grado di ridurre di 5-7 mmHg i valori di pressione arteriosa sistolica e di 3-5 mmHg la pressione diastolica. Per inciso, presenta un’efficacia prossima a quella di un trattamento farmacologico monoterapico (4 – 5).

Per precisione, oltre a migliorare la qualità di vita, l’allenamento determina un aumento della funzionalità cardio-polmonare e della forza muscolare. Ovviamente, si acquisisce una maggior capacità di svolgere le attività quotidiane.

Una corretta programmazione dell’attività motoria somministrata al soggetto iperteso, infatti, produce effetti benefici capaci di ridurre il profilo di rischio cardio-vascolare globale:

  • riduzione della massa ventricolare sinistra;
  • decremento della rigidità arteriosa;
  • miglioramento della funzione endoteliale;
  • miglioramento dell’assetto metabolico e coagulativo;
  • riduzione del peso corporeo (6 – 7 – 8).

 

Ipertensione sanguigna: Rischi dell’esercizio in presenza di pressione alta!

 

Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

Nella pianificazione di un allenamento ben condotto occorre una adeguata valutazione funzionale iniziale. In una parola, questa dev’essere basata sull’esecuzione di un test ergometrico e di un eco-cardiogramma.

Se il soggetto viene studiato bene e la pianificazione dell’Attività Fisica Adattata è adeguata, gli eventi cardiovascolari primari sono estremamente rari.

In ogni caso, devono essere tenuti presenti dal Medico prescrittore tutte le possibili variabili.

In particolare, questo Specialista deve considerare i rischi di un’attività fisica troppo intensa e priva di progressività. Ciò, in funzione del fatto che, gli ipertesi praticanti esercizio fisico strenuo, statisticamente presentano un aumento di eventi coronarici rispetto ai normotesi (9).

Di conseguenza, i soggetti non possono essere affidati a improvvisati “professionisti del fai da te” o avviati a occasionali inviti del tipo: “Vada in palestra”!

 

Ipertensione sanguigna: Attività fisica e terapia antipertensiva contro la pressione alta

Il farmaco antipertensivo ideale nel soggetto iperteso che pratica attività motoria dovrebbe soddisfare 3 essenziali requisiti:

  • essere efficace anche durante lo sforzo, oltre che a riposo;
  • non compromettere la performance;
  • non indurre rischi aggiuntivi.

I betabloccanti, pur essendo efficaci, determinano una riduzione della performance variabile a seconda della cardio-selettività e dell’attività simpatico-mimetica intrinseca (10). Ciò, soprattutto per una riduzione della frequenza cardiaca durante lo sforzo.Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Il carvedilolo, betabloccante che possiede anche un’azione alfa1-bloccante, presenta caratteristiche intermedie tra la doxazosina e i betabloccanti anche se, durante lo sforzo, sembra prevalere l’effetto betabloccante (10).

In sintesi, i diuretici sono farmaci efficaci. Per riassumere, soprattutto nelle attività fisiche di resistenza, possono comportare il rischio di ipo-potassiemia, riduzione della perfusione muscolare, rabdo-mio-lisi e aritmie cardiache (10).

I farmaci antiadrenergici centrali (clonidina, alfa-metildopa), invece, non hanno dimostrato di possedere una chiara azione antipertensiva durante lo sforzo e, in ogni caso, la loro scarsa tollerabilità ne limita l’impiego, soprattutto nei giovani (10).

 

ACE-inibitori, inibitori dell’angiotensina II, calcio-antagonisti e doxazosina associati All’attività Fisica Adattata restituiscono soddisfacente efficacia anti-ipertensiva senza ridurre la performance soggettiva!

 

Qual’è il farmaco ideale nel soggetto che pratica esercizio fisico, con ipertensione arteriosa senza altre co-morbilità (quali malattia coronarica e/o scompenso cardiaco)? Sicuramente, è rappresentato dagli ACE-inibitori, gli inibitori dell’angiotensina II, i calcio-antagonisti e la doxazosina. In conclusione, essendo dotati di una soddisfacente efficacia anti-ipertensiva anche durante l’esercizio, i farmaci di queste classi, non riducono la performance soggettiva.

Gli inibitori dell’angiotensina II, sembra che siano, anche, in grado di migliorare la funzione diastolica durante sforzo. Pertanto, a questo particolare meccanismo, sarebbe attribuibile il miglioramento della performance fisica osservabile negli ipertesi che utilizzano questa classe di farmaci (11 – 12).

Iperteso-cardiologia-rieducazione cardiologica-pressione alta-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

 

Ipertensione sanguigna e Attività Fisica Adattata: Raccomandazioni quando c’è la pressione alta!

 

Per essere precisi, un allenamento di tipo aerobico restituisce concreti benefici sull’abbattimento dei valori pressori (13). Nel contesto di un’attività fisica adattata, dopo un periodo di riabilitazione cardiaca, deve essere svolta per non meno di 3 volte/settimana.

Nella periodizzazione dell’allenamento è possibile prevedere anche esercizi basati sulla potenza muscolare per 2-3 volte/settimana (14). Al fine di risultare efficaci, i micro-cicli debbono svolgersi ad un’intensità lieve-moderata, valutati sulla base della frequenza cardiaca massimale ottenuta ad un test ergometrico preliminare di tipo valutativo-funzionale, eseguito con l’abituale terapia farmacologica assunta dal soggetto.

Iperteso-cardiologia-rieducazione cardiologica-pressione alta-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Precisazione: la terapia farmacologica dell’ipertensione arteriosa deve essere modificata in presenza di attività fisica adattata

 

Durante il test ergometrico, valori tensivi >240/115 mmHg sono ritenuti a rischio. Pertanto, nei soggetti con tale risposta pressoria patologica, si dovrà modificare opportunamente la terapia farmacologica. Di conseguenza, va prescritta un’attività fisica di lieve intensità.

Per i soggetti con cardiopatia ipertensiva significativa, (per i sedentari, obesi ed anziani), si stabilisce un allenamento programmato con esercizi di tipo aerobico. In particolare, la frequenza cardiaca di allenamento utilizzata oscillerà tra il 40% e il 60% di quella massimale. Pertanto, si insiste maggiormente, nelle prime fasi di allenamento, su esercizi a bassa intensità finalizzati al recupero della mobilità articolare.

Per tutti gli altri soggetti che si approcciano all’Attività Fisica Adattata, tutto sommato, le frequenze cardiache di allenamento verranno mantenute tra il 70-85% di quella massimale.

 

Valori pressori elevati:
sessioni di attività fisica adattata appositamente calibrate per contrastare l’ipertensione sanguigna

 

Iperteso-cardiologia-rieducazione cardiologica-pressione alta-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

In conclusione, il micro-ciclo sarà periodizzato con almeno 10-12 minuti di condizionamento organico (warm up). Di seguito, verrà somministrata una parte centrale con un plateau di lavoro aerobico fissato in almeno 30 minuti effettivi per gli esercizi di resistenza. Infine, seguiranno almeno 10-12 minuti di defaticamento (warm out – cool down).

Gli esercizi saranno organizzati con 10-12 ripetizioni sia per gli arti superiori che per gli arti inferiori. Le ripetizioni, perciò, si estendono fino a un max di 20 successioni in fase più avanzata.

Inoltre, si deve lasciare ampio spazio al recupero funzionale che deve essere completo, separando ogni serie con almeno 1 minuto di riposo.

Quindi, il micro-ciclo deve essere compreso in una logica macro-ciclica che preveda un training in ambiente adeguatamente specializzato per 2-3 volte/settimana.

Pertanto, al fine di incrementare le resistenze periferiche nell’allenamento di potenza, si utilizza la riduzione del carico a fronte di un contestuale aumento del numero di ripetizioni.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Bibliografia di riferimento

 

1 – Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005; 6:661-702.

2 – Guidelines Subcommittee. 1999 World Health Organization- International Society of Hypertension guidelines for the management of hypertension. J Hypertens 1999; 17: 151-183.

dopodichè,

3 – Mancia G, De Backer G, Dominiczak A, et al. 2007 Guidelines for the management of arterial hypertension. The Task Force for the Management of Arterial Hypertension of the European Society of Hypertension (ESH) and of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J 2007; 28: 1462-1536.

ancora di più,

4 – Kokkinos PF, Narayan P, Papademetriou V. Exercise as hypertension therapy. Cardiol Clin 2001; 19: 507-516.

5 – Dickinson HO, Mason JM, Nicolson DJ, et al. Lifestyle interventions to reduce raised blood pressure: a systematic review of randomized controlled trials. J Hypertens 2006; 24:215-233.

6 – Kokkinos PF, Narayan P, Colleran JA, et al. Effects of regular exercise on blood pressure and left ventricular hypertrophy in African-American men with severe hypertension. N Engl J Med 1995; 333: 1462-1467.

in sintesi,

7 – Niebauer J, Cooke JP. Cardiovascular effects of exercise: role of endothelial shear stress. J Am Coll Cardiol 1996; 28:1652-1660.

8 – Leon AS, Connett J, Jacobs DR Jr, Rauramaa R. Leisure-time physical activity levels and risk of coronary heart disease and death. The Multiple Risk Factor Intervention Trial. JAMA 1987; 258: 2388-2395.

 

Per riassumere, ulteriore Bibliografia di riferimento:

9 – Shaper AG, Wannamethee G, Walker M. Physical activity, hypertension and risk of heart attack in men without evidence of ischaemic heart disease. J Hum Hypertens 1994; 8:3-10.

10 – D’Este D. Effetti sulla capacità fisica e sulla performance cardiaca dei farmaci cardiovascolari nell’iperteso. Sports Cardiology 2001; 2: 23-27.

11 – Cuocolo A, Storto G, Izzo R, et al. Effects of valsartan on left ventricular diastolic function in patients with mild or moderate essential hypertension: comparison with enalapril. J Hypertens 1999; 17 (Pt 2): 1759-1766.

12 – Warner JG Jr, Metzger DC, Kitzman DW, Wesley DJ, Little WC. Losartan improves exercise tolerance in patients with diastolic dysfunction and a hypertensive response to exercise. J Am Coll Cardiol 1999; 33: 1567-1572.

Inoltre,

13 – American College of Sports Medicine Position Stand. The recommended quantity and quality of exercise for developing and maintaining cardiorespiratory and muscular fitness, and flexibility in healthy adults. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 975-991.

come punto finale,

14 – Pollock ML, Franklin BA, Balady GJ, et al. AHA Science Advisory. Resistance exercise in individuals with and without cardiovascular disease: benefits, rationale, safety, and prescription. An advisory from the Committee on Exercise, Rehabilitation, and Prevention, Council on Clinical Cardiology, American Heart Association. Circulation 2000; 101:828-833.

nel complesso,

15 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) – Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC): 14. L’esercizio fisico nel paziente iperteso – ANTONINO DE FRANCESCO, RICCARDO GUGLIELMI, FRANCESCO PERTICONE, DANIELE D’ESTE – G Ital Cardiol 2007; 8 (11): 681-731

 

 

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Giornata Mondiale del Diabete-2018-Diabete-tipo 2-diabetologia-diabete mellito-tipo 1-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Ipertensione arteriosa: a Catania l’Attività Fisica Adattata può combattere la pressione alta!

Ipertensione: l’attività fisica adattata può combattere la pressione alta e aiutare l’iperteso!

Prof. Carmelo Giuffrida

 

L’attività fisica moderata e costante (mantenendo attivo l’organismo e favorendo il controllo del peso corporeo) contribuisce notevolmente a ridurre i valori pressori e a potenziare le performance fisiche poiché si incrementa progressivamente la capacità di tollerare gli sforzi.

 

Chi è l’iperteso che necessita di Attività Fisica Adattata?

 

La presenza di una pressione arteriosa sistolica >140 mmHg e/o una pressione arteriosa diastolica >90 mmHg in soggetti adulti che non assumono farmaci antipertensivi definisce, per inciso, un importante fattore di rischio cardio-vascolare: l’ ipertensione arteriosa (1 -2 – 3).

 

Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaIn accordo con le linee guida della WHO-ISH, nel soggetto adulto viene considerato valore ideale  <120/80 mmHg; nei soggetti in età evolutiva, il limite tra normotensione e ipertensione deve mostrare valori inferiori a quelli segnalati per l’adulto, considerando un progressivo avvicinamento al valore ideale con l’aumentare dell’età (2).

L’idoneità ad attività sportive di tipo agonistico, quindi, non può essere concessa a un soggetto iperteso con rischio cardiovascolare globale alto o molto alto (1).

L’attività fisica regolare e continuata nel trattamento del soggetto iperteso offre, però, la possibilità e/o la necessità di utilizzare questo particolare “farmaco” con ottimi effetti positivi.  

 

Ipertensione: Benefici indotti dall’esercizio fisico all’iperteso

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sono di indubbio beneficio sia nel soggetto con ipertensione arteriosa giovane quanto e, soprattutto, nel soggetto anziano.Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

L’attività fisica di intensità moderata è in grado di ridurre di 5-7 mmHg i valori di pressione arteriosa sistolica e di 3-5 mmHg la pressione diastolica. Perciò, presenta un’efficacia prossima a quella di un trattamento farmacologico monoterapico (4 – 5).

Oltre a migliorare la qualità di vita, l’allenamento determina un aumento della funzionalità cardio-polmonare e della forza muscolare (con una maggior capacità di svolgere le attività quotidiane).

Ad ogni modo, una corretta programmazione dell’attività motoria somministrata al soggetto iperteso produce effetti benefici capaci di ridurre il profilo di rischio cardio-vascolare globale:

  • riduzione della massa ventricolare sinistra;
  • decremento della rigidità arteriosa;
  • miglioramento della funzione endoteliale;
  • miglioramento dell’assetto metabolico e coagulativo;
  • riduzione del peso corporeo (6 – 7 – 8).

 

Ipertensione: Rischi dell’esercizio fisico

 

In una pianificazione di allenamento ben condotto e con una adeguata valutazione funzionale iniziale basata sull’esecuzione di un test ergometrico e di un eco-cardiogramma, gli eventi cardiovascolari primari sono estremamente rari. Comunque, devono essere tenuti presenti dal Medico prescrittore che deve considerare i possibili rischi di un’attività fisica troppo intensa e priva di progressività.  In ogni caso, vanno considerati in funzione del fatto che, gli ipertesi praticanti esercizio fisico strenuo, statisticamente presentano un aumento di eventi coronarici rispetto ai normotesi (9).

 

Ipertensione: Attività fisica se c’è una elevata pressione arteriosa  associata a terapia antipertensiva

Il farmaco antipertensivo ideale nel soggetto iperteso che pratica attività motoria dovrebbe, come tale, soddisfare 3 essenziali requisiti:

  • essere efficace anche durante lo sforzo, oltre che a riposo,
  • non compromettere la performance,
  • non indurre rischi aggiuntivi.

I betabloccanti, pur essendo efficaci, determinano una riduzione della performance variabile a seconda della cardio-selettività e dell’attività simpatico-mimetica intrinseca (10). E ciò, soprattutto, per una riduzione della frequenza cardiaca durante lo sforzo.Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Il carvedilolo, betabloccante che possiede anche un’azione alfa1-bloccante, presenta caratteristiche intermedie tra la doxazosina e i betabloccanti, anche se durante lo sforzo sembra prevalere l’effetto betabloccante (10).

I diuretici sono farmaci efficaci ma, soprattutto nelle attività fisiche di resistenza, possono comportare il rischio di ipo-potassiemia, riduzione della perfusione muscolare, rabdo-mio-lisi e aritmie cardiache (10).

I farmaci antiadrenergici centrali (clonidina, alfa-metildopa) non hanno dimostrato di possedere una chiara azione antipertensiva durante lo sforzo. In ogni caso, la loro scarsa tollerabilità ne limita l’impiego, soprattutto nei giovani (10).

Il farmaco ideale nel soggetto con ipertensione arteriosa senza altre co-morbilità (quali malattia coronarica e/o scompenso cardiaco) che pratica esercizio fisico, è rappresentato dagli ACE-inibitori, gli inibitori dell’angiotensina II, i calcio-antagonisti e la doxazosina. Essendo dotati di una soddisfacente efficacia anti-ipertensiva anche durante l’esercizio, i farmaci di queste classi, non riducono la performance soggettiva.

Gli inibitori dell’angiotensina II, sembra che siano anche in grado di migliorare la funzione diastolica durante sforzo per cui, a questo particolare meccanismo, sarebbe attribuibile il miglioramento della performance fisica osservabile negli ipertesi che utilizzano questa classe di farmaci (11 – 12).

Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

 

 

Ipertensione: Raccomandazioni in presenza di elevata pressione arteriosa

 

In altre parole, l’allenamento di tipo aerobico per non meno di 3 volte/settimana restituisce concreti benefici sull’abbattimento dei valori pressori (13).

Nella periodizzazione dell’allenamento è possibile prevedere anche esercizi basati sulla potenza muscolare per 2-3 volte/settimana (14). Al fine di risultare efficaci, i micro-cicli debbono svolgersi ad un’intensità lieve-moderata. Inoltre, debbono essere valutati sulla base della frequenza cardiaca massimale ottenuta ad un test ergometrico preliminare di tipo valutativo-funzionale. Per precisione, il test deve essere eseguito con l’abituale terapia farmacologica assunta dal soggetto.

Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Durante il test ergometrico, valori tensivi >240/115 mmHg sono ritenuti a rischio e, pertanto, nei soggetti con tale risposta pressoria patologica, si dovrà modificare opportunamente la terapia farmacologica e prescritta un’attività fisica di lieve intensità.

Per i soggetti con cardiopatia ipertensiva significativa, per i sedentari e gli obesi, per gli anziani, in realtà, si stabilisce un allenamento programmato con esercizi di tipo aerobico. In particolare, la frequenza cardiaca di allenamento è compresa tra il 40% e il 60% di quella massimale. Nelle prime fasi di allenamento, in ogni caso, è utile insistere maggiormente su esercizi a bassa intensità finalizzati al recupero della mobilità articolare. Mentre, per tutti gli altri soggetti, le frequenze cardiache di allenamento verranno mantenute tra il 70-85% di quella massimale.

Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Ipertensione: quando in realtà, sessioni di attività fisica appositamente calibrate in presenza di elevata pressione arteriosa, possono fornire migliore efficienza!

 

Per la precisione, il micro-ciclo sarà periodizzato con almeno 10-12 minuti di condizionamento organico (warm up). Viene seguito da una parte centrale, con un plateau di lavoro aerobico fissato in almeno 30 minuti effettivi per gli esercizi di resistenza, seguiti da almeno 10-12 minuti di defaticamento (warm out – cool down).

Gli esercizi di potenza saranno organizzati con 10-12 ripetizioni (fino a un max di 20 ripetizioni in fase più avanzata). Ciò, sia per gli arti superiori che per gli arti inferiori. Pertanto, questa impostazione lascia ampio spazio al recupero funzionale che deve essere completo, separando ogni serie da almeno 1 minuto di riposo.

Quindi, il micro-ciclo deve essere compreso in una logica macro-ciclica che preveda un training in ambiente adeguatamente specializzato per 2-3 volte/settimana.

Al fine di incrementare le resistenze periferiche nell’allenamento di potenza si utilizza la riduzione del carico a fronte di un contestuale aumento del numero di ripetizioni.


CONTATTI

In particolare, se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Bibliografia di riferimento

 

1 – Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005; 6:661-702.

2 – Guidelines Subcommittee. 1999 World Health Organization- International Society of Hypertension guidelines for the management of hypertension. J Hypertens 1999; 17: 151-183.

3 – Mancia G, De Backer G, Dominiczak A, et al. 2007 Guidelines for the management of arterial hypertension. The Task Force for the Management of Arterial Hypertension of the European Society of Hypertension (ESH) and of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J 2007; 28: 1462-1536.

4 – Kokkinos PF, Narayan P, Papademetriou V. Exercise as hypertension therapy. Cardiol Clin 2001; 19: 507-516.

5 – Dickinson HO, Mason JM, Nicolson DJ, et al. Lifestyle interventions to reduce raised blood pressure: a systematic review of randomized controlled trials. J Hypertens 2006; 24:215-233.

inoltre, in alternativa:

6 – Kokkinos PF, Narayan P, Colleran JA, et al. Effects of regular exercise on blood pressure and left ventricular hypertrophy in African-American men with severe hypertension. N Engl J Med 1995; 333: 1462-1467.

7 – Niebauer J, Cooke JP. Cardiovascular effects of exercise: role of endothelial shear stress. J Am Coll Cardiol 1996; 28:1652-1660.

8 – Leon AS, Connett J, Jacobs DR Jr, Rauramaa R. Leisuretime physical activity levels and risk of coronary heart disease and death. The Multiple Risk Factor Intervention Trial. JAMA 1987; 258: 2388-2395.

 

Ulteriore Bibliografia di riferimento, relativa all’ipertensione arteriosa:

 

9 – Shaper AG, Wannamethee G, Walker M. Physical activity, hypertension and risk of heart attack in men without evidence of ischaemic heart disease. J Hum Hypertens 1994; 8:3-10.

10 – D’Este D. Effetti sulla capacità fisica e sulla performance cardiaca dei farmaci cardiovascolari nell’iperteso. Sports Cardiology 2001; 2: 23-27.

11 – Cuocolo A, Storto G, Izzo R, et al. Effects of valsartan on left ventricular diastolic function in patients with mild or moderate essential hypertension: comparison with enalapril. J Hypertens 1999; 17 (Pt 2): 1759-1766.

12 – Warner JG Jr, Metzger DC, Kitzman DW, Wesley DJ, Little WC. Losartan improves exercise tolerance in patients with diastolic dysfunction and a hypertensive response to exercise. J Am Coll Cardiol 1999; 33: 1567-1572.

13 – American College of Sports Medicine Position Stand. The recommended quantity and quality of exercise for developing and maintaining cardiorespiratory and muscular fitness, and flexibility in healthy adults. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 975-991.

in particolare, altra Bibliografia di riferimento all’ipertensione arteriosa:

14 – Pollock ML, Franklin BA, Balady GJ, et al. AHA Science Advisory. Resistance exercise in individuals with and without cardiovascular disease: benefits, rationale, safety, and prescription. An advisory from the Committee on Exercise, Rehabilitation, and Prevention, Council on Clinical Cardiology, American Heart Association. Circulation 2000; 101:828-833.

Per quanto riguarda le linee guide, inoltre:

15 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) – Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC):

14.L’esercizio fisico nel paziente iperteso – ANTONINO DE FRANCESCO, RICCARDO GUGLIELMI, FRANCESCO PERTICONE, DANIELE D’ESTE – G Ital Cardiol 2007; 8 (11): 681-731

 

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Blsd: Formazione e retraining per il Team dello Studio del Prof. C. Giuffrida a Catania

BLSD è l’acronimo di Basic Life Support and Defibrillation. Il Team dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida di Catania al corso di formazione e retraining Blsd + Full per garantire sicurezza e tutela dell’utenza

BLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-corso di formazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

Acicatena – Catania li 10 Giugno 2018

 

Il Basic Life Support and Defibrillation è il primo soccorso con manovre da attuare tempestivamente in caso di arresto cardiaco utilizzando il defibrillatore semiautomatico.

 

Formazione e retraining per il BLSD : corso di formazione base e review di re-training

 

L’Equipe dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, ai fini dell’assolvimento degli obblighi imposti dalla vigente legislazione, per tutelare l’utenza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro. Il TEAM tecnico, infatti, ha acquisito l’idonea formazione mediante un corso di formazione base, certificato e riconosciuto come previsto dalle normatiBLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-corso di formazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1ve vigenti in materia. In particolare, tutti i Membri si sono sottoposti a un review di re-training presso la Croce Rossa Italiana nella sede di Acicatena (Catania).

Periodicamente, l’intero Team si sottopone a un re-training delle manovre che devono essere ben acquisite.

Il corso di formazione base è durato oltre 8 ore.

Nel pomeriggio lezioni ed esame fino a tarda serata anche per i Membri che dovevano effettuare solo il retraining, poiché avevano già acquisito il brevetto BLSD + FULL 2 anni addietro.

Quindi, sono stati impegnati, sia i Membri dello Studio che non avevano ancora acquisito i contenuti delle Linee Guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare ILCOR ERC 2015, quanto coloro che già conoscevano la sequenza di rianimazione di base in arresto respiratorio e/o cardiaco e le manovre da eseguirsi in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Nel complesso, la giornata è stata molto impegnativa.

Al Direttore Tecnico, ai Collaboratori e ai Tirocinanti dell’Università degli Studi di Catania che operano nello Studio per la loro formazione tecnica, è stato somministrato un continuo susseguirsi di lezioni frontali. Le esercitazioni pratiche, volte a far apprendere le specifiche skills in materia di rianimazione cardiopolmonare, vertevano sull’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno applicate sull’adulto e sul bambino. Specificatamente, sull’infante sono state studiate ed effettuate le manovre di disostruzione delle vie aeree e la rianimazione d’urgenza.

 

Basic Life Support and Defibrillation: Rianimazione d’urgenza e primo soccorso

 

La Metodologia Didattica teorica e pratica ha previsto:

– Lezioni frontali teoriche;

– Stazioni di addestramento pratico a piccoli gruppi sulle tecniche semplici effettuate su manichini;

– Isole di simulazione (bassa fedeltà) di scenari completi.

Al termine, quindi, sia i partecipanti al Corso base che di retraining (effettuati con cadenza biennale) hanno superato l’esame finale composto sia da un test scritto che da una simulazione con manichino effettuata sia sull’adulto, sia sul bambino che sull’infante.

L’Istruttore certificato della Croce Rossa Italiana, il Dott. Giorgio Tringali e i Membri della Commissione – formatori della sede di Acicatena (Catania) – con esperienza in area critica previsto dal provider, hanno erogato il certificato di abilitazione alla rianimazione cardiopolmonare, sia su adulto che sul bambino, con l’utilizzo del defibrillatore BLSD + Full.

 

 

 

 

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Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

L’esercizio fisico adattato nei cardio-trapiantati migliora la qualità della vita!

 

 

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Scarse esperienze inerenti all’esercizio fisico nei cardio-trapiantati inducono ad affermare che il training fisico studiato nel corso del tempo non è stato uniforme nella tipologia, nell’intensità, nella frequenza e nella durata.

Pertanto, anche la limitata letteratura scientifica associata a un altrettanto limitato numero di soggetti, appare molto riduttiva nei confronti di evidenze scientifiche.

Così, i risultati positivi ottenuti non si possono utilizzare come guida per un impiego esatto e sicuro in un piano di trattamento con Attività Fisica Adattata.

 

Caratteristiche dei cardio-trapiantati

 

In bibliografia, nel complesso, le caratteristiche comuni dei soggetti cardio-trapiantati sono così riassumibili:

1) tutti i soggetti con insufficienza cardiaca cronica sono rimasti a lungo inattivi prima di ricevere il cuore di un donatore determinando un circolo vizioso di decondizionamento/aggravamento del deficit funzionale;

2) il cuore trapiantato è denervato; pertanto, la risposta all’esercizio fisico è influenzata fortemente dall’incompetenza cronotropa che riduce l’aumento della gettata cardiaca e, quindi, il VO2 di picco;

3) il miglioramento della capacità funzionale è lento; ciò, dipende dall’età e dalle complicazioni post-operatorie.

4) tutti i soggetti trapiantati hanno una ridotta tolleranza allo sforzo in relazione a vari fattori (1).

In questo contesto, la funzione polmonare non sembra avere un ruolo importante come il sistema cardiocircolatorio e la muscolatura scheletrica.

L’aumento dello spazio morto fisiologico e la riduzione della diffusione alveolo-capillare, generalmente, regrediscono a distanza dal trapianto cardiaco. In breve, la funzione cardiaca e quella muscolare restano più limitate nel tempo (2).

Per essere breve, la funzione cardiaca è limitata dall’incompetenza cronotropa e dalla disfunzione diastolica (3 – 4).

In una parola, la mancanza di una innervazione diretta del nodo senoatriale sembra costituire la causa più probabile di tale incompetenza. Conseguentemente, l’aumento delle catecolamine circolanti e la risposta del nodo seno-atriale alla stimolazione beta-adrenergica sono normali o addirittura aumentate.

 

Osservazioni sui cardio-trapiantati

 

La connessione elettrica tra il seno atriale del cuore nativo e quello del cuore trapiantato, perciò, produce un aumento di circa il 20% della risposta della frequenza cardiaca al picco di esercizio, a cui corrisponde un aumento di circa il 10% del VO2 di picco (5).

Il deficit muscolare dipende da alterazioni strutturali e funzionali (atrofia miocellulare, aumento delle fibre glicolitiche rispetto a quelle ossidative, riduzione del rapporto capillari/fibra, riduzione del volume di densità mitocondriale, riduzione del contenuto di enzimi ossidativi) che non sempre regrediscono completamente dopo il trapianto (6 -7).

Il VO2 di picco tende ad aumentare con il passare dei mesi dopo il trapianto, in particolar modo nei soggetti più giovani di sesso maschile.

 

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Effetti dell’Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

 

  • Molte alterazioni muscolo-scheletriche e cardiovascolari regrediscono dopo un adeguato programma di allenamento aerobico. Pertanto, vi corrisponde un aumento della capacità funzionale e della qualità di vita (8 – 9);
  • la massa magra tende ad aumentare del 10-15%;
  • la risposta cronotropa è ridotta con miglioramento del rapporto frequenza cardiaca/VO2;
  • la pressione arteriosa sistemica tende a ridursi a riposo e a carico sotto-massimale;
  • il VO2 di picco aumenta del 10-20%, associato ad aumento della soglia anaerobica.

Per riassumere, sembra che l’esercizio fisico adattato nei cardio-trapiantati:

  • prevenga gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva;
  • migliora il profilo di rischio cardiovascolare;
  • incrementa la sensibilità all’insulina;
  • produce la riduzione dell’indice di massa corporea;
  • riduce il colesterolo LDL e i trigliceridi mentre aumenta il colesterolo HDL.

Quindi, questi effetti sono responsabili del miglioramento della funzione endoteliale delle grandi arterie di conduttanza e delle piccole arterie.

In conclusione, oltre al training aerobico, ai cardio-trapiantati si raccomanda di effettuare esercizi contro resistenza. Ciò, in quanto, è stato dimostrato un aumento della calcificazione ossea e una riduzione dell’osteoporosi indotta dalla terapia cortisonica (10).


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

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Bibliografia

1 – Marconi C, Marzorati M. Exercise after heart transplantation. Eur J Appl Physiol 2003; 90: 250-259.

2 – Wright RS, Levine MS, Bellamy PE, et al. Ventilatory and diffusion abnormalities in potential heart transplantation recipients. Chest 1990; 98: 816-820.

3 – Kao AC, Van Trigt P 3rd, Shaeffer-McCall GS, et al. Allograft diastolic dysfunction and chronotropic incompetence limit cardiac output response to exercise two to six years after heart transplantation. J Heart Lung Transplant 1995; 14 (Pt 1): 11-22.

4 – Quigg RJ, Rocco MB, Gauthier DF, Creager MA, Hartley LH, Colucci WS. Mechanism of the attenuated peak heart rate response to exercise after orthotopic cardiac transplantation. J Am Coll Cardiol 1989; 14: 338-344.

5 – Beniaminovitz A, Coromilas J, Oz M, Galantowicz M, Donchez L, Mancini D. Electrical connection of native and transplanted sinus nodes via atrial pacing improves exercise performance after cardiac transplantation. Am J Cardiol 1998; 81: 1373-1377.

6 – Massie BM, Conway M, Rajagopalan B, et al. Skeletal muscle metabolism during exercise under ischemic conditions in congestive heart failure. Evidence for abnormalities unrelated to blood flow. Circulation 1988; 78: 320-326.

Inoltre, ulteriore bibliografia di riferimento

7 – Mancini DM, Walter G, Reichek N, et al. Contribution of skeletal muscle atrophy to exercise intolerance and altered muscle metabolism in heart failure. Circulation 1992; 85:1364-1373.

8 – Kobashigawa JA, Leaf DA, Lee N, et al. A controlled trial of exercise rehabilitation after heart transplantation. N Engl J Med 1999; 340: 272-277.

9 – Kavanagh T, Yacoub MH, Mertens DJ, Kennedy J, Campbell RB, Sawyer P. Cardiorespiratory responses to exercise training after orthotopic cardiac transplantation. Circulation 1988; 77: 162-171.

10 – Braith RW, Welsch MA, Mills RM Jr, Keller JW, Pollock ML. Resistance exercise prevents glucocorticoid-induced myopathy in heart transplant recipients. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 483-9.

11 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico. Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC).

12. ROMUALDO BELARDINELLI, PIERGIUSEPPE AGOSTONI – L’esercizio fisico nel paziente con insufficienza cardiaca cronica e nel paziente sottoposto a trapianto cardiaco – G. Ital. Cardiol. 2007; 8 (11): 681-731

 

 

 

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