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Postura e sistema tonico posturale

Postura: nel 1890, a Berlino, Vierordt fonda la prima scuola di Posturologia occidentale

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Nel 1899, Joseph Babinski  fornisce le prime valutazioni sugli aggiustamenti posturali legati al movimento stabilendo che, tanto nell’uomo quanto nell’animale, un movimento anticipatore prepara il movimento intenzionale che, poi, è accompagnato e seguito da una serie di fenomeni posturali.

In seguito, Romberg e Longet, a partire dal XIX, si preoccuparono di studiare gli elementi necessari per ottenere il  mantenimento corretto della postura.

Nel 1955, il dr. Baron notò che i muscoli oculomotori svolgevano un ruolo preponderante per il mantenimento della postura corretta.

H. O. Kendal, successivamente, fornisce una prima definizione di postura identificandola come : “…uno stato caratterizzato dall’insieme delle posizioni delle articolazioni del corpo, in un dato momento…”.

 

Postura e sistema tonico posturale!

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Pertanto, il sistema tonico posturale, negli ultimi 100 anni, viene valutato come “un insieme strutturato” con la funzione di:

  • Mantenere la posizione eretta;
  • Lottare contro la gravità terrestre;
  • Opporsi alle forze esterne;
  • Posizionare il corpo nello spazio-tempo;
  • Mantenere l’equilibrio statico e dinamico.

 

 

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In realtà, per conferire validità funzionale, il corpo umano utilizza:

  • Gli esterocettori per il posizionamento nell’ambiente (i sensi);
  • I propriocettori per posizionare le varie parti del corpo in una determinata posizione;
  • I centri superiori: uniscono il lavoro dei precedenti.

Postura e sistema tonico posturale: le informazioni somato-sensoriali, visive, uditive e vestibolari stimolano il midollo spinale, il tronco cerebrale e la corteccia, garantendo il movimento.

Dal punto di vista cibernetico, il corpo umano costituisce un insieme di strutture correlate auto-regolate, auto-adattate, e funzionalmente concorrenti, con equifinalità motoria nel rispetto delle leggi del comfort, equilibrio, economia e risparmio energetico.

Di conseguenza, la postura ottimale consente la massima efficacia del gesto motorio senza provocare dolore, restituendo la massima economia energetica.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810  – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

Ginnastica posturale e Posturologia a Catania : cos’è e come si tratta!?

Ginnastica posturale e Posturologia: il termine “postura” proviene dal latino “positura” che vuol dire posizione, da pònere.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

ginnastica posturale e posturologia a Catania-Postura a Catania-Posturologo a Catania-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Per postura si intende il rapporto con cui i diversi segmenti corporei concorrono all’attuazione di un qualsiasi gesto o posizione nello spazio.

È bene chiarire che non esiste una postura ma un numero infinito di posture: esse corrispondono a qualsiasi “posizione in equilibrio”. Quando parliamo di postura ci riferiamo ad una “idea” rappresentante quella condizione strutturale e funzionale del corpo umano che permette l’acquisizione di ogni “posizione normale” per l’espletamento delle funzioni motorie, statiche o dinamiche, con il massimo equilibrio (stabilità), la massima economia (minimo consumo energetico), il massimo confort (minimo stress sulle strutture anatomiche).

In pratica, la postura è il modo di stare in equilibrio del corpo umano sia esso fermo che in movimento e tale equilibrio è il risultato dell’adattamento delle varie strutture del corpo: Sistema Nervoso Centrale, colonna, arti e loro interconnessioni con il mondo esterno.

La postura è rappresentata dall’insieme delle posizioni di tutte le articolazioni del corpo in un certo momento della vita; si intende qualsiasi atteggiamento, definito dai rapporti che si stabiliscono tra i vari segmenti corporei, assunto nello spazio.

In realtà, è l’insieme dei rapporti esistenti tra il corpo umano o parti di esso e l’ambiente che lo circonda.

È espressione somatica, emozioni, impulsi, regressioni…, è la propria personalità.

Pertanto, è una risposta globale di accomodamento e di aggiustamento ad un certo ambiente, che mette in stretta correlazione gli aspetti somatici con quelli mentali e da cui poi ne deriva il comportamento.

 

Ginnastica posturale e Posturologia:

a Catania, il team del Prof. Carmelo Giuffrida lavora da sempre sui concetti meccanici, neurofisiologici e psicomotori!

 

ginnastica posturale e posturologia a Catania-Postura a Catania-Posturologo a Catania-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2La postura è la posizione che il corpo, o una sua componente, assume grazie alle proprietà passive dei legamenti e dei vincoli articolari ed alle proprietà attive dei muscoli tonici, in armonia con la forza di gravità … la postura, quindi, è la risultante di tre aspetti fondamentali:

  • anatomo-meccanico;
  • neuromuscolare-neurofisiologico;
  • psicomotorio.

Quindi, le tre componenti strutturali della postura, generalmente integrate e sovrapponibili, sono:

  • meccanica;
  • neurofisiologica;
  • psicomotoria.

 

Ginnastica posturale e Posturologia: a chi affidarsi?

Il Posturologo deve saper trovare dove esistono gli squilibri del corpo e rimettere in equilibrio la forza ambientale della gravità con la forza dell’individuo.ginnastica posturale e posturologia a Catania-Postura a Catania-Posturologo a Catania-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

È compito del Posturologo come vengono influenzati i vari fattori organici percepiti e trasmessi al sistema nervoso. Ed è suo compito capire come il sistema nervoso centrale e periferico elabora le sue risposte attraverso il complesso sistema posturale costituito da:

– occhio;

– orecchio interno;

– piede;

– apparato stomatognatico (sistema occlusale e lingua);

– sistema cutaneo;

– muscoli;

– articolazioni.

Ginnastica posturale e Posturologia:

quali esami e test servono al Posturologo per studiare la postura?

 

ginnastica posturale e posturologia a Catania-Postura a Catania-Posturologo a Catania-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Nella valutazione del grado d’adattamento dei vari sottosistemi della postura ci si avvale di test obiettivi, di esami strumentali, dell’anamnesi e dell’osservazione del soggetto.

L’individuo verrà analizzato in posizione ortostatica (in piedi), nei tre piani dello spazio (frontale, sagittale e trasverso) e potrà essere posizionato dietro un posturoscopio (scoliosometro), strumento fatto a griglia delle dimensioni di un uomo su cui sarà tracciata la verticale di Barrè o linea sagittale.

In antero-posteriore, in assenza del posturoscopio, si utilizza il filo a piombo che coincide con la linea centrale di gravità.

Oltre alla verticale di Barrè, durante la valutazione posturale del soggetto, si osserva e si valuta se sono in equilibrio e in simmetria svariati punti.

Un ulteriore punto di valutazione sarà il così detto triangolo della taglia formato dalla linea del fianco con il braccio.

Scoliosometro-Posturometro-Prof. Carmelo GiuffridaSi valuterà se la settima vertebra cervicale e la cresta mediale dell’osso sacro sono posizionati sulla stessa linea.

Dall’osservazione potranno essere rilevate eventuali variazioni di posizione rispetto ad un modello ideale. Si valuteranno inoltre, asimmetrie e rotazioni dei segmenti scheletrici e la presenza di zone di alterato trofismo e/o tono muscolare.

Devono essere studiati i vari sottosistemi (occhio, piedi, bocca, presenza di eventuali cicatrici, tatuaggi e piercing, …) per capire quali di essi sono in disfunzione e, di conseguenza, causa scatenante di problemi posturali.

 

Ginnastica posturale e Posturologia: il Posturologo deve lavorare in equipe con altre figure professionali!

 

Lasciando alle figure idonee la valutazione di occhi, bocca e orecchie, si deve, invece, valutare la funzionalità del piede. Quest’ultimo deve essere valutato sia in condizioni statiche che dinamiche per accertare la presenza di paramorfismi come il piattismo, il cavismo o gli eccessi di pronazione e supinazione.

L’insieme di segni e sintomi configurano lo stato disfunzionale del soggetto che, una volta dichiarato idoneo a svolgere l’attività fisica dal Medico di competenza, può essere avviato a una serie di sessioni di esercizi specificatamente mirati alla risoluzione dei problemi posturali.

 


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CoViD-19 – CoronaVirus – SARS-CoV-2 e Attività Fisica Adattata

CoViD-19 – CoronaVirus – SARS-CoV-2 e Attività Fisica Adattata

Un libro scritto da Carmelo Giuffrida – Edizione Cavinato Editore International

 

Abstract:

L’Attività Fisica combatte i Virus, anche il CoronaVirus CoViD-19! Esiste una quantità ideale di esercizio?

Come evitare l’ipocinesia? Come seguire stili di vita corretti anche restando in casa?

Tutti gli spot pubblicitari, anche quelli Ministeriali, consigliano la pratica di attività fisica: con quale posologia?

Come si affrontano le risposte psico-fisiche riscontrate durante la quarantena, quale lo stress lavoro-correlato o da multi-tasking, la depressione, l’ansia, l’ipocinesia e il disadattamento motorio derivante dal contenimento sociale determinato dal CoViD-19?

Come opporsi alle risposte infiammatorie con l’allenamento?

 

Da una intervista al Prof. Carmelo Giuffrida

 

Perchè ha pensato di scrivere questo libro?

 

Il CoronaVirus o CoViD-19 è l’argomento oggi più dibattuto nelle reti televisive, sui social network, nel web e tra le persone.

L’attuale focolaio del “romanzo” coronavirus SARS‐CoV‐2 (malattia coronavirus 2019, precedentemente 2019 ‐ nCoV – CoViD-19) è incentrato sull’episodio avviato nella Provincia di Hubei, sito della Repubblica Popolare Cinese.

L’Italia, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 7, comma 1, lettera c), e dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, dichiara, per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza   del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

 

L’Umanità combatte contro il CoronaVirus CoViD-19!

 

L’escalation delle notizie diventa preoccupante. L’allarmismo prolifera più velocemente del Virus e rischia di fare gravi danni. La strategia italiana è quella di distribuire le infezioni su un lungo arco temporale a cui corrisponde una drastica misura di distanziamento sociale mirata a ridurre frequenze di contatti e incremento di distanza fisica tra persone per ridurre i rischi di trasmissione.

I “Malati di Palestra” e alcuni “Reazionari” improvvisano e propinano “allenamenti fai da te” e tutti si sentono professionisti in grado di elargire notizie e piani di lavoro sul miglioramento dello stato di fitness!

Le attuali evidenze sostengono un effetto protettivo dell’attività motoria contro l’insorgenza della depressione a favore di soggetti di qualsiasi età e genere e viene indicata come terapia adiuvante e/o alternativa.

I sintomi di una ampia varietà di disturbi d’ansia e legati allo stress da CoViD-19 vengono combattuti su questo fronte con un’alternativa terapeutica efficace ed economica sebbene non sia stato dimostrato che l’attività fisica possa ridurre i sintomi allo stesso modo degli psicofarmaci.

L’esercizio fisico “esplode” nella pratica giornaliera dell’italiano e anche i sedentari cronici indossano una tuta e cominciano straordinariamente a muoversi.

Purtroppo, il mal costume e la cattiva educazione della massa, indurrà gli Organi competenti del Governo Italiano a vietare l’uso dell’attività fisica all’aria aperta anche in forma individuale per evitare assembramenti involontari nei parchi, nelle strade e negli stadi.

 

Una legge dello Stato impedisce di stare vicini e bisogna osservare una distanza dagli altri pari ad almeno 1 metro: quali saranno le conseguenze?

 

Prima della morte fisica, ora, subito, si instaura la morte psicologica poiché cadono i principi della prossemica.

Bisognerà pensare ai bambini che non potranno più abbracciare un padre o una madre quando tornano da scuola; occorrerà pensare a un Docente che dovrà porre delle barriere in aule affollate da oltre 27 alunni; servirà pensare a come gestire le assemblee studentesche e dei lavoratori in cui non potrà più avvenire il confronto attraverso il contatto materiale di accordi con strette di mano e abbracci; e, infine, ma non ultimo, bisognerà pensare agli innamorati che non si scambieranno più affetti e tenerezze ma solo patologia virale.

La morte sociologica cambierà la vita degli abitanti del Pianeta!

 

Lo Stigma sociale sarà un problema?!

 

Le persone vengono etichettate, stereotipate, discriminate, allontanate e/o sono soggette a perdita di status a causa di un legame percepito con la malattia.

L’associazione negativa tra una persona o un gruppo di persone che hanno in comune determinate caratteristiche e la possibile positività al CoronaVirus CoViD-19, determina lo Stigma sociale!

 

L’effetto negativo sulle persone colpite dalla malattia, sui loro caregiver, sulla loro famiglia, sui loro amici, sulla loro comunità o, semplicemente, con le persone che non hanno la malattia ma condividono alcune caratteristiche con il medesimo gruppo, possono diventare oggetto di stigma sociale. Si determinano, perciò, comportamenti discriminatori nei confronti di persone appartenenti a determinate etnie e di chiunque si ritenga possa essere stato in contatto con il virus.

 

Il livello di stigma associato al COVID-19, crea confusione, ansia e paura, oltre ad alimentare la crescita di stereotipi dannosi.

 

CoronaVirus CoViD-19 e approccio Evidence-Based all’Attività Fisica

 

La World Health Organization (WHO) o, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), stima che la sedentarietà uccide mediamente, ogni anno, oltre 3 milioni di persone!

Quindi, l’inattività si pone come quarto fattore di rischio di morte dopo il fumo, l’ipertensione e l’obesità.

L’attività fisica, se adattata alle esigenze della singola persona, praticata con costanza e regolarità, con idonee dosi, quantità, intensità, volumi e carichi evidenzia una positiva influenza sul sistema immunitario per effetto della sua azione protettiva e nel mantenere i livelli di fitness.

Prove epidemiologiche indicano che, una regolare attività fisica e/o un frequente esercizio strutturato, riducono l’incidenza di molte malattie croniche in età avanzata. Tra queste, sono comprese alcune malattie trasmissibili quali infezioni virali e batteriche e, soprattutto, le malattie non trasmissibili come il cancro e i disturbi infiammatori cronici.

Le persone che praticano una regolare attività motoria di tipo aerobico (da non confondere con lo sport!) corre rischi molto bassi di contrarre infezioni o di esposizioni a contagi rispetto ai soggetti sedentari.

L’esercizio fisico adattato è in grado di rafforzare il sistema immunitario ed è in grado di proteggere l’organismo umano!

Nonostante gli apparenti benefici per la salute ottenuti conducendo uno stile di vita attivo, l’effetto dell’esercizio sulla funzione immunitaria rimane un argomento controverso. Resta comunque ormai accertato che una regolare attività fisica frequente migliora la competenza e la regolazione immunitaria.

In pratica, con un esercizio fisico intenso si ha una diminuzione della funzione immunitaria; al contrario, se l’attività fisica è dosata dentro parametri fisiologici ben precisi, questa si comporta come un vero e proprio farmaco producendo effetti positivi e rendendo la patologia esercizio-sensibile.

 

L’Attività Fisica combatte i Virus: anche il CoronaVirus CoVid-19! Ma, esiste una quantità ideale di esercizio?

 

L’attività fisica fa bene alla salute e riduce il rischio morte. Non è chiara, però, la valutazione globale dell’associazione quantitativa dose-risposta tra attività fisica svolta nel tempo e il rischio di mortalità, soprattutto in relazione al limite superiore del beneficio o del danno associato a un aumento dei livelli di attività fisica.

I soggetti che praticano attività motoria per un tempo che va dal doppio al triplo del minimo consigliato con regolarità, diminuiscono il rischio di mortalità del 37%.

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Qual’è il minimo consigliato?

 

Il minimo raccomandato è pari a 7,5 ore metaboliche equivalenti, a settimana.

 

A quale studio si riferisce?

 

Hannah Arem, Ph.D., Steven C. Moore, Ph.D., Alpa Patel, Ph.D., Patricia Hartge, Sc.D., Amy Berrington de Gonzalez, D.Phil, Kala Visvanathan, MBBS, MPH, Peter T. Campbell, Ph.D., Michal Freedman, JD, Ph.D., Elisabete Weiderpass , MD, M.Sc., Ph.D., Hans Olov Adami, MD, Ph.D., Martha S. Linet, MD, I-Min Lee, MBBS, Sc. D., Charles E. Matthews, Ph.D.: Attività fisica e mortalità per il tempo libero: un’analisi dettagliata e aggregata della relazione dose-risposta –  JAMA Intern Med https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4451435/

Il rischio di infezione acuta delle vie aeree superiori, messo in relazione con attività fisica praticata tra le 3 e le 5 volte alla settimana con una durata minima raccomandata di circa 75 minuti giornalieri evidenzia una curva a effetto “J” attestante un beneficio di circa il 39%.

10.000 passi Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Che tipo di attività fisica?

 

Attività fisica condotta in regime aerobico con moderata intensità.

 

Quale sarebbe questo beneficio? A livello respiratorio o generale?

 

Il beneficio si ricava da questo grafico che le riporto, pubblicato nel medesimo articolo già citato.

In Fisiologia dell’Esercizio Fisico, questo fenomeno complesso per il quale un esercizio fisico con carico elevato provoca una temporanea disfunzionalità del sistema immunitario si definisce come “OPEN WINDOW”.

 

Cosa vuol dire esercizio fisico con carico elevato? Qualche esempio?!

 

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Supponiamo che si indossi tuta e scarpette e si comincia a correre mantenendo un passo costante, osservando una cadenza con ritmo costante che consente al cuore di battere sempre con una frequenza cardiaca costante, e se ne rapportano i battiti all’età.

Un soggetto di 40 anni, dovrà utilizzare una frequenza cardiaca massima calibrata intorno ai 180 battiti al minuto (220- età) per effetto di una formula di Fisiologia dell’esercizio fisico (Formula di Cooper – Metodo di Karvonen, Hirofumi Tanaka).

Quindi, se il carico deve essere moderato si usano valori pari a un 60-70% del valore massimo e, perciò, si dovrà mantenere il cuore a una frequenza pari a 220-età-30/40% = da 108 a 126 battiti al minuto.

Se il lavoro è intenso, come nel metodo HIIT o HIT (metodologie ad alta intensità), i battiti cardiaci vengono portati a picchi pari al valore max (180 b/m) calcolato per la sua persona e si mantiene per qualche tempo; successivamente, i battiti cardiaci vengono rallentati diminuendo l’attività muscolare per creare una alternanza con il recupero funzionale.

Il dosaggio dell’attività fisica, al pari di qualsiasi farmaco, non si può improvvisare e, di conseguenza, è necessario, anzi indispensabile, evitare di sovraccaricare l’organismo con improvvisati allenamenti prolungati e di alta intensità.

 

Come evitare l’ipocinesia?

 

Rimanere chiusi tra 4 mura, inattivi e sedentari per lunghi periodi di tempo può diventare deleterio per qualsiasi essere umano.

Evitare di incorrere nell’ipocinesia rappresenta una sfida significativa e offre un valido motivo per cercare di restare, comunque e in qualche modo, fisicamente attivi.

Un comportamento sedentario e bassi livelli di attività fisica possono determinare effetti negativi in termini di efficienza fisica sul proprio stato di salute e di benessere.

Anche la qualità della vita, già fortemente compromessa dall’esito delle restrizioni sociali, ha modificato le abitudini degli italiani e comincia a subire l’esito psicologico della “reclusione forzata”.

L’ulteriore stress casalingo diventa una causa in più che deve essere superato nei confronti della salute mentale e dal possibile burnout che ne potrebbe derivare.

L’auto-quarantena può essere superata con una adeguata dose di attività fisica, con l’uso di adeguate tecniche di rilassamento ed esercizi di respirazione.

Questi strumenti preziosi, oltre a proteggere la propria salute ed efficienza motoria durante questo particolarissimo periodo, possono aiutare a mantenere uno stato di calma interiore.

 

Può spiegare nel dettaglio qualcuno di questi esercizi e tecniche di rilassamento?

 

Gli esercizi di respirazione si possono eseguire in stazione eretta, in postura assisa o in decubito. La posizione immergente deve permettere alla gabbia toracica la massima espansione. Possono essere di ausilio gli arti superiori che accompagnano l’atto inspiratorio con movimento di abduzione. Nella fase di espirazione gli arti superiori vengono addotti al tronco. Per quanto riguarda le fasi respiratorie, personalmente, prediligo dividere l’atto della respirazione in 4 fasi che definisco “tetra-ritmo respiratorio”:

1 – Inspirazione (fase di inalazione dell’aria attraverso il naso),

2 – Apnea (fase di trattenimento nei polmoni dell’aria inalata);

3 – Espirazione (fase di espulsione attraverso la bocca dell’aria);

4 – Apneusi (fase di trattenimento del volume residuo di aria polmonare).

Tali atti respiratori possono essere associati a blandi esercizi di mobilità e di stretching mio-fasciale costituendo una valida fase di defaticamento dell’allenamento precedente o, semplicemente una tecnica motoria di rilassamento globale.

 

E quante volte al giorno dovrebbero essere fatte?

 

Questi esercizi vanno eseguiti, di norma, alla fine di una sessione di attività fisica. Occasionalmente, possono essere eseguiti anche per 15-20 minuti durante la giornata, quando se ne sente il bisogno o se ne presenta la necessità a seguito di uno stress motorio o psichico.

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La World Health Organization – WHO – o Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – raccomanda 150 minuti di attività fisica a settimana ad intensità moderata o 75 minuti ad intensità vigorosa, o una combinazione di entrambi.

Per mitigare la pandemia da CoronaVirus CoViD-19, sono state adottate in Italia, così come in altri Paesi del Pianeta, le misure di distanziamento sociale che mirano a ridurre la frequenza dei contatti e ad aumentare la distanza fisica tra le persone (almeno 1 metro!), per ridurre i rischi della trasmissione da un individuo all’altro.

L’attuazione di una serie di interventi, tra cui isolamento o quarantena, prevede la chiusura delle scuole, il divieto di riunioni pubbliche e orari di lavoro scaglionati, ridotti o annullati.

L’evidente razionale epidemiologico e biologico per supportare la potenziale efficacia delle misure di distanziamento sociale, in realtà, offre poche opportunità di condurre rigorosi trial controllati sugli interventi di comunità per contrastare l’epidemia.

La “Prossemica”, quella branca della Chinesiologia umana che analizza il comportamento spaziale e posturale assunto inconsciamente dall’essere umano per esprimere, attraverso un linguaggio corporeo non verbale, il proprio rapporto rispetto agli altri esseri viventi (uomini e animali) e rispetto all’ambiente circostante, detta regole nuove per mitigare la Pandemia del CoViD-19.

Dallo smart-working con il “lavoro intelligente” si passa alla sedentarietà: la vittoria sta nell’A.F.A. (Attività Fisica Adattata).

 

Cosa si intende per A.FA in questo contesto di pandemia?

 

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L’Attività Fisica Adattata è strettamente legata alla figura professionale del Laureato in Scienze Motorie Specializzato in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (LM76S – LS67S).

Introdotto per la prima volta nel 1973 (anno di fondazione) dall’IFAPA – Federazione Internazionale Attività Fisica Adattata – con il termine inglese A.P.A. (Adapted Physical Activity) corrispondente al termine italiano “Attività Fisica Adattata” (A.F.A.).

In occasione della prima assemblea internazionale avvenuta nel maggio del 1977 a Quebec City (Canada) si determinarono i primi fondamenti dell’A.F.A. che, poi, furono definitivamente riconosciuti a pieno titolo nella successiva assemblea internazionale tenutosi a Bruxelles nel 1979.

Secondo una prospettiva multinazionale, già nel 1989, al 9° Simposio Internazionale IFAPA – Berlino, si definì che:

“L’A.F.A. si riferisce al movimento, all’attività fisica e agli sport nei quali viene data un’enfasi particolare agli interessi e alle capacità degli individui caratterizzati da condizioni fisiche svantaggiate, quali diversamente abili, malati o anziani” – Doll-Tepper e Colleghi.

 

Come si può fare AFA, in casa, senza essere seguiti da specialisti?

 

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Chi fa Attività Fisica Adattata a casa è già stato precedentemente istruito dallo Specialista che ne segue il piano di trattamento in ambiente altamente specializzato. Dopo un periodo di ambientamento si affida parte del “Training” al soggetto richiedente la prestazione. Se necessario, al caregiver che lo accompagna si affida il compito dell’assistenza preventiva e della sicurezza. A casa, si utilizzano piccoli attrezzi specifici di facile impiego e di basso costo (palle, manubri, bastoni, elasticoni, corde e funi, …), attrezzi occasionali e di fortuna (oggetti rinvenuti nel proprio domicilio che si rendono utili per raggiungere lo scopo dell’esercizio), il semplice corpo libero.

 

Come seguire stili di vita corretti anche restando in casa a seguito di restrizione da CoViD-19?

 

Cambiare gli stili di vita è cosa facile da dire ma è difficile da realizzare!

E, in primo luogo, per quel che riguarda la possibilità di fare attività motoria.

Certamente, prestare attenzione al mantenimento di un equilibrato stile di vita, in questo particolare momento critico assume una valenza di grande importanza per salvaguardare la salute psico-fisica.

In questo periodo di “reclusione” forzata, fare un minimo di movimento quotidiano, anche in casa, diventa fondamentale per il benessere fisico e psicologico.

 

Tutti gli spot pubblicitari, anche quelli Ministeriali, consigliano la pratica di attività fisica ma, con quale posologia?

 

Le indicazioni impongono parametri precisi sui livelli di carichi, volumi, intensità, tempistiche e frequenza, regimi, metodologie, … E, poi, a ogni età e condizione fisica serve una raccomandazione adeguata.

 

Può fare degli esempi concreti? Giovani, adulti, ultrasessantenni: per ogni categoria che tipo di lavoro raccomanda?

 

Personalmente mi attengo alle linee guida raccomandate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità:

 

I livelli di attività fisica raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni[1]

 

  1. Bambini e ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni dovrebbero compiere giornalmente almeno 60 minuti di attività fisica di intensità variabile fra moderata e vigorosa.

 

  1. Lo svolgimento di attività fisica superiore ai 60 minuti fornisce ulteriori benefici per la salute.

 

  1. La maggior parte dell’attività fisica quotidiana dovrebbe essere condotta in regime

 

  1. Attività di intensità vigorosa, che comprendano quelle che potenziano muscoli e ossa, dovrebbero essere previste, almeno tre volte la settimana.

 

  1. Le attività da proporre a bambini e ragazzi dovrebbero supportare il naturale sviluppo fisico, essere divertenti e svolte in condizioni di sicurezza.

 

Adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni: I livelli di attività fisica raccomandati [2]

 

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  1. Gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità, o fare almeno 75 minuti a settimana di attività fisica aerobica vigorosa, o una combinazione equivalente di attività fisica moderata e vigorosa.

 

  1. L’attività aerobica dovrebbe essere eseguita in sessioni della durata di almeno 10 minuti.

 

  1. Per avere ulteriori benefici per la salute gli adulti dovrebbero aumentare la loro attività fisica aerobica di intensità moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti per settimana di attività fisica aerobica di intensità vigorosa.

 

  1. Le attività di potenziamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di gruppi di muscoli.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti over 65 anni[3]

 

  1. Gli adulti over 65 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità o fare almeno 75 minuti di attività fisica aerobica con intensità vigorosa ogni settimana o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa.

 

  1. L’attività aerobica dovrebbe essere praticata in sessioni della durata di almeno 10 minuti.

 

  1. Per avere ulteriori benefici per la salute gli over 65 anni dovrebbero aumentare la loro attività fisica aerobica di intensità moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti di attività fisica aerobica di intensità vigorosa ogni settimana, o una combinazione equivalente di attività fisica di intensità moderata e vigorosa.

 

  1. Gli adulti di questa fascia di età, con una mobilità scarsa, dovrebbero svolgere attività fisica per tre o più giorni alla settimanaal fine di migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute.

 

  1. Le attività di potenziamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di gruppi di muscoli.

 

  1. Quando gli adulti di questa fascia di età non possono seguire totalmente il livello previsto raccomandato di attività fisica, a causa delle loro condizioni di salute, dovrebbero adottare uno stile di vita attivo adeguato alle loro capacità e condizioni.

 

E se sono malati ma si sentono in forza possono comunque fare attività fisica?

 

Innanzitutto bisogna inquadrare il soggetto nello stato di salute o di malattia in cui si trova!

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Se il soggetto si trova nella fase acuta della malattia, la competenza operativa spetta al Dottore in Fisioterapia!

Se il soggetto è in fase cronica o stabilizzata, la competenza è specificatamente dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate!

Fatte le dovute valutazione, accertate le co-morbidità (le patologie coesistenti si mettono in relazione con il problema primario da trattare), si provvede a finalizzare opportunamente un piano di lavoro, adeguandolo alle effettive capacità fisiche del soggetto e, solo dopo avere chiaro il quadro situazionale, si procede con la somministrazione dell’esercizio fisico, calibrando e utilizzando i parametri idonei.

 

Come si affrontano le risposte psico-fisiche riscontrate durante la quarantena come lo stress lavoro-correlato o da multi-tasking, la depressione, l’ansia, l’ipocinesia e il disadattamento motorio derivante dal contenimento sociale determinato dal CoViD-19?

 

L’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale, che ha visto la punta di una incredibile pandemia, rappresenta una sfida alla resilienza psico-fisica.

Osservando i comportamenti degli individui che, quotidianamente, vengono documentati dai mass media e dai social network, emerge che, accanto alle azioni intraprese dagli organi di Governo per supplire alle ricadute su tutto il tessuto economico e sociale, occorre sviluppare strategie basate sull’evidenza per affrontare gli impatti psico-fisici e i sintomi psicologici e psichiatrici conseguenziali alla pandemia.

 

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Che cosa intende esattamente?

 

L’ipotesi di una indagine appropriata dovrebbe incentrare l’attenzione sui dati demografici, fisici, sulla sintomatologia riscontrata negli ultimi 14 giorni prima della manifestazione della malattia per chi ha contratto il Virus, sulla cronologia dei contatti con i soggetti affetti da COVID-19, sulle conoscenze e sulle preoccupazioni personali nei confronti del COVID-19.

 

Quali tipi di strategie concrete suggerisce?

 

Sarà importante valutare le informazioni riguardanti le misure precauzionali intraprese individualmente contro il COVID-19.

E’ necessario comprendere al meglio i livelli di impatto psicologico e fisico: ansia, depressione, stress, ipocinesia e disadattamento motorio, durante il periodo di contenimento sociale che ha determinato il COVID-19.

 

Come, secondo lei, andrebbero testate in concreto? Con quali strumenti?

 

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L’impatto psicologico potrebbe essere valutato con l’Event Scale-Revised (IES-R), lo stato di salute mentale dovrebbe valutare la depressione, l’ansia (utilizzando il questionario sulla scala dell’ansia di auto-valutazione – SAS) e lo stress (usando la scala di stress DASS-21 e il questionario sulla reazione di stress acuto di Stanford – SASR).

Il sonno potrebbe essere valutato utilizzando il questionario Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI).

L’ipocinesia e lo stato di disabilità motoria andrebbero testate con le normali valutazione delle capacità fisiche di base e delle abilità motorie.

 

La ginnastica anti-stress e le tecniche di rilassamento psico-fisico contro la tensione muscolare costituiranno una difesa da opporre al lockdown da CoViD-19 e sarà utile per ritrovare se stessi tramite una Body Way Assistance?covid-19-coronavirus-sindrome ipocinetica-sindrome da immobilità-ipocinetica-movimento-attività fisica-esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1

 

La parola stress, deriva dal Latino strictus e significa “legare, stringere” assumendo una connotazione negativa nell’immaginario collettivo. Evoca qualcosa di fastidioso, nocivo, assimilando altre parole come ansia, tensione e malessere diffuso.

Nei settori più disparati, dalla Sicurezza sul posto di lavoro al campo della Fisica, lo stress indica una prova di resistenza.

Su questo agiscono parecchie componenti e, anche, lo stress da multitasking.

 

Il mio libro dedica un capitolo anche a questa specifica argomentazione, innovativa, per certi versi!

 

Può fare un esempio di ginnastica anti-stress?

Dice che c’è un intero capitolo innovativo su questo nel suo libro su CoViD-19 e AFA, può anticipare qualcosa?

 

La prima volta che fu utilizzato il termine stress fu in campo Medico-Scientifico dallo studioso H. Selye.

Nel lontano 1936 il Fisiologo utilizzò il termine stress all’interno di una Ricerca come sinonimo di “risposta” di alcuni organismi dopo essere stati sottoposti alla somministrazione di sostanze pericolose.

Di per sé, quindi, il termine “stress” non indica necessariamente qualcosa di negativo. Piuttosto, invece, conferisce significato alla “naturale” risposta di un organismo messo dinnanzi a una fonte di “pressione” (il CoViD-19 è una concausa!).

Pertanto, con la definizione stress lavoro correlato, si intende quella situazione che, solo in ambito lavorativo (non già personale), richiede al lavoratore la capacità di affrontare un evento particolare come può essere la gestione quotidiana degli impegni lavorativi, il relazionarsi con i propri colleghi, ecc…

Tra le cause più frequenti che determinano l’insorgenza dello stress correlato al lavoro e che necessitano di valutazione possiamo individuare:

  • incapacità di comunicazione da parte del management;
  • ricoprire un ruolo inadatto alle proprie capacità e inclinazioni;
  • lavorare in un ambiente dove le attrezzature risultano non idonee;
  • il mobbing;
  • eccesiva focalizzazione dell’Azienda solo sugli obiettivi da raggiungere.

 

Esistono alcuni sintomi di stress lavoro correlato che, tuttavia, vista la loro genericità, è opportuno che vengano verificati e monitorati da professionisti preparati.

 

Esiste una soluzione efficace contro lo stress derivante dai luoghi di lavoro: in particolare, si rivolge a persone che ricoprono ruoli importanti, di responsabilità e manageriali e sono vittime dello stress multitasking.

 

Cos’è lo stress da multitasking?

 

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È una tipologia di stress che affligge chi opera su più fronti ed è costretto a svolgere più attività contemporaneamente.

Un esempio tangibile riguarda le persone che in ufficio gestiscono e-mail, scambiano chat e telefonate, mentre sbrigano le pratiche quotidiane e ricevono il pubblico.

La tecnologia moderna permette di essere sempre reperibili attraverso dispositivi mobili collegati al web.

Per le figure manageriali, ritagliarsi dei momenti di relax diventa quasi impossibile.

L’obiettivo della ginnastica antistress, nel contesto specifico derivante dal CoViD-19, consente di:

– combattere lo stress da lavoro con tecniche di respirazione;

– vincere lo stress mediante uso di specifiche tecniche di rilassamento fisico contro la tensione muscolare;

– ritrovare se stessi tramite un corretto svolgimento di Esercizio fisico mediante una Body Way Assistance.

 

L’attività motoria è in grado di rilasciare endorfine (ormoni della felicità).

 

Sebbene i vari decreti abbiano vietato la pratica di qualsiasi attività fisica in spazi comuni e all’aperto ai fini del contenimento sociale, in casa propria, è bene praticare con costanza un’attività motoria. E’ sufficiente utilizzare esercizi non invasivi che rispettino carichi naturali e, comunque, graduali associandovi una corretta respirazione e la ricerca di percezioni del corpo.

 

Una delle qualità fisiche che si ricerca di migliorare è la FORZA per combattere le infiammazioni dell’apparato locomotore.

 

Un ccovid-19- coronavirus-Attività Fisica Adattata-A.F.A.-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3orretto allenamento della forza condotto con sapiente qualità tecnica rappresenta un momento di forte recupero funzionale. Ne possono trovare beneficio tutti i soggetti fruitori, di qualsiasi età e genere che presentano condizioni infiammatorie dell’apparato locomotore.

Ciò è supportato da prove aneddotiche e da un corpus crescente di ricerche.

I benefici dell’allenamento nei confronti delle qualità fisiche di base e in particolare della forza sono ormai noti al mondo scientifico.

Le condizioni artritiche meccaniche (come l’artrosi) traggono grande giovamento dall’esercizio fisico.

Purtroppo, non si può affermare la stessa cosa per ciò che attiene ai benefici riscontrabili dall’attività fisica adattata in presenza di condizioni infiammatorie, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, la gotta, la celiachia, la spondilite anchilosante, …

L’incremento della forza svolge un ruolo di primaria importanza quando il sistema immunitario viene coinvolto in una sindrome di adattamento in risposta a uno stress.

 

Il sistema immunitario è in grado di contrastare le azioni patologiche conseguenti a presenza di virus, di batteri o di focolai infettivi-reattivi.

 

Ne consegue che, le cellule immunitarie conferiscono una risposta eccessiva rispetto allo stimolo o reagiscono con eccessi agli stress stimolativi forniti. Ciò restituisce dolore e rigidità localizzata, gravi stati di affaticamento, difficoltà a effettuare il proprio lavoro, tendenza all’isolamento sociale, stati ansiogeni e depressivi.

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Il corpo umano innesca risposte infiammatorie a fronte di attacchi alle cellule o ai tessuti somatici. Anche se non ci sono agenti patogeni particolari presenti, grazie al sistema immunitario, per effetto di eccessi stimolatori, si possono avere risposte con disturbi infiammatori conseguenziali a squilibri delle citochine[4] che inducono movimenti cellulari in direzione dei siti in flogosi, dove esiste l’infiammazione, o dove si è subito un evento traumatico.

Questi mediatori polipeptidici, non antigene-specifici, fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e i diversi organi e tessuti.

Possono avere un effetto autocrino (modificando il comportamento della stessa cellula che l’ha secreta), o paracrino (modificano il comportamento di cellule adiacenti).

Alcune citochine possono agire in modo endocrino, modificando cioè il comportamento di cellule molto distanti da loro. Hanno una vita media di pochi minuti.

È un punto fermo che l’intervento auspicabile sia quello di una Equipe multidisciplinare. Spetta al Medico Specialista capo-fila gestire la farmaco-cinetica e le strategie ad essa connessa.

Il ruolo dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate diventa essenziale nella gestione delle condizioni patologiche conseguenziali a uno stato infiammatorio che presenta importanti crossover della sintomatologia.

 

Come opporsi alle risposte infiammatorie con l’allenamento?

 

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La maggior parte degli italiani sta passando 20-24 ore al giorno a casa in un lockdown senza precedenti. Molti manifestano preoccupazioni per i familiari che contraggono il Corona-Virus CoviD-19. Mialgie, vertigini, … accompagnano le sindromi depressive.

La gente, spesso in modo esasperato, si preoccupa di una particolare igiene delle mani, indossa mascherine (inefficienti, tante volte, o inadeguate al livello di protezione necessaria).

La sfiducia sociale sta per innescare una miccia pronta a detonare per effetto della gravissima economia e delle carenze dei servizi socio-sanitari.

Le conseguenze, certamente, saranno devastanti per l’intera società moderna e il prezzo da pagare per ogni cittadino della Terra sarà elevatissimo. Ne deriverà disgregazione sociale e diffidenza generalizzata con importanti conseguenze permanenti sui comportamenti individuali: cadrà la fiducia sociale!

Il distanziamento sociale derivante dal CoViD-19, gli errori di comunicazione, già ora, cercano dei responsabili su questo vortice psico-fisico.

 

Svegli e vigili, forse per rispondere a una “condizione di fuga” da un nemico invisibile o da un adattamento evolutivo!?

 

Mancando la capacità di controllo e la percezione delle parti del corpo soggette a tensione ci si indirizza verso l’uso di psico-farmaci (tranquillanti o ansiolitici). Questi diventano la norma per ridurre il fastidioso stato di nervosismo (rischiando anche la dipendenza) e, spesso, vengono associato ad anti-dolorifici per attenuare il dolore.

L’azione dei farmaci, limitandosi ad una riduzione dei sintomi, non ha alcun effetto sugli aspetti cognitivi, valutativi e comportamentali che determinano l’ansia.

Per un’azione efficace capace di garantire il controllo dell’ansia e della tensione (soprattutto ora, in tempo di CoViD-19!) occorre agire sulle cause e rimuoverne le conseguenze acquisendo l’abilità del controllo e modificando i comportamenti errati.

 

L’attività motoria è in grado di rilasciare endorfine!

 

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Il corpo umano innesca risposte infiammatorie a fronte di attacchi alle cellule o ai tessuti somatici. Anche se non ci sono agenti patogeni particolari presenti, grazie al sistema immunitario, per effetto di eccessi stimolatori, si possono avere risposte con disturbi infiammatori conseguenziali a squilibri delle citochine. Queste, inducono movimenti cellulari in direzione dei siti in flogosi, dove esiste l’infiammazione, o dove si è subito un evento traumatico.

Bisogna stimolare il cosiddetto work hardening.

 

Che cos’è esattamente il “work hardening”?

 

È un programma sistematico di attività progressive composto da movimenti corporei precisi in grado di ricondizionare il sistema mio-fasciale, scheletrico, cardio-circolatorio e respiratorio, per assicurare al meglio le grandi funzioni organiche. Inoltre, dal punto di vista psicomotorio, questo sistema aiuta a ricondizionare gli schemi motori e corporei dell’individuo aiutandolo a pianificare il suo ritorno al lavoro.

L’attività muscolare combatte anche gli effetti derivanti dalla sedentarietà che segue il dolore e, quindi, consente la difesa dai tassi di sarcopenia che produce la perdita di massa muscolare.

L’Esercizio Fisico è una “Medicina”: il miglior “farmaco”!

Si rende utile, però, chiedere una consulenza al Fisiologo dell’esercizio fisico. In Italia è lo Specialista AMPA – Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate che può assumere il ruolo del Personal Health. Ciò, in quanto capace di comprendere i sintomi descritti e adattare il programma di allenamento alle esigenze personali del soggetto fruitore!

 

Chi è a casa per effetto del contenimento sociale da CoViD-19 come fa a contattare questa figura?

 

In alcune Regioni esistono le “Palestre sicure” o le “Palestre etiche”.

Nelle Regioni dove non sono mai state attivate queste tipologie di  Palestre si possono ricercare sul web Studi professionali.

Esistono Studi che si avvalgono della figura del “Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate” – laurea magistrale rilasciata dalle Università dal 2002 (LS 76S o LM 67).

 

Esiste un albo?

 

Non esiste un Albo ma solo Associazioni e Movimenti di Categoria. La Libera Professione prevede il possesso di partita IVA ma non rientra nei 28 Ordini o Albi professionali attualmente riconosciuti in Italia. Fa parte delle attività svolte dagli oltre 130.000 professionisti che vengono inquadrati fra le professioni non regolamentate e non organizzate in Ordine o Collegi. In pratica, viene regolamentata ai sensi della Legge 4/2013. Questa legislazione riconosce le nuove “Arti” e “Professioni” nate negli ultimi anni, data la mancanza di un Ordine di riferimento.

 

Note:

[1] livelli di attività fisica raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni: https://drcarmelogiuffrida.com/livelli-di-attivita-fisica/

[2] I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni: https://drcarmelogiuffrida.com/i-livelli-di-attivita-fisica/

[3] Over 65 anni: I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti https://drcarmelogiuffrida.com/i-livelli-di-attivita-fisica-raccomandati/

[4] Le citochine sono molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule in risposta a uno stimolo e secrete nel mezzo circostante, in grado di fare comunicare le cellule tra loro nella risposta immunitaria, solitamente localmente e, qualche volta, anche su l’intero corpo umano.

 

 

Sindrome da conflitto: quando la spalla è da riatletizzare!

Nel 1972 Neer rese popolare il termine “Sindrome da Conflitto” detta anche “Sindrome da impingement“. Con tale definizione si intende che la cuffia dei rotatori della spalla è compressa contro la struttura anteriore dell’arco coraco-acromiale, il terzo anteriore dell’acromion radiale, il legamento coraco-acromiale e l’articolazione acromio-claveare.

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

L’irritazione flogistica dei muscoli della cuffia dei rotatori compromette la funzione motoria poiché è depressore della testa omerale durante i movimenti che comportano attività dell’arto superiore sopra la testa. Infatti, riducendosi lo spazio tra la testa dell’omero e l’arco coraco-acromiale ne scaturisce il processo conflittuale.

Ad aggravare ulteriormente la sindrome reattiva è il restringimento del tragitto sotto-acromiale derivante dalla presenza di speroni nel legamento coraco-acromiale e sulla superficie inferiore del terzo anteriore dell’acromion.Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Questi fattori, nel loro insieme, determinano l’aumento della pressione sulla cuffia dei rotatori fino a creare una lesione cronica e, anche, la frattura dei tendini della cuffia.

Si possono distinguere 3 stadi conflittuali in rapporto all’età del soggetto esaminato, ai dati dell’esame obiettivo e agli esiti del decorso clinico.

Le lamentele del conflitto sotto-acromiale convergono nel dolore alla spalla associato a ipostenia e parestesie dell’arto superiore.

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Per ottenere una riatletizzazione efficace e funzionale occorre differenziare, però, un conflitto primario da quello secondario.

 

“Sindrome da Conflitto” sottoacromiale primario

 

Il Conflitto sotto-acromiale primario è la conseguenza di un’anomala relazione tra cuffia dei rotatori e arco coraco-acromiale includendo il restringimento del tragitto sotto-acromiale. Solitamente si riscontra in soggetti ultra-quarantenni che riferiscono algia anteriore della spalla e supero-laterale del braccio. Di norma viene riferita l’impossibilità a dormire sul lato dolente. Alla debolezza della spalla corrisponde la difficoltà a compiere movimenti dell’arto superiore sopra il capo. Si evidenzia una riduzione del R.O.M. (Range Of Motion) con scarsa mobilità e ipostenia della cuffia dei rotatori secondaria all’espressione algica.

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Il test di Hawkins, consistente in una adduzione dell’arto ruotato per intero e flesso portato davanti al torace, completato dal test di Neer, consistente in un’elevazione per avanti dell’omero ruotato interamente, confermano e testimoniano tanto il conflitto quanto l’infiammazione della cuffia dei rotatori.

 

“Sindrome da Conflitto” sottoacromiale secondario

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il Conflitto secondario è un fenomeno clinico derivante dal relativo restringimento dello spazio sotto-acromiale. Generalmente è secondario a un’instabilità dell’articolazione gleno-omerale. E’ derivante da sovraccarico funzionale della cuffia a causa dell’aumento di carichi lavorativi con cui i muscoli sono sottoposti per stabilizzare la spalla. Da ciò deriva anche una traslazione superiore anormale della testa dell’omero per ridotta depressione. Quanto detto, si evidenzia maggiormente nei lanci associandosi a una diminuzione della clearance. Inoltre, può interessare la scapolo-toracica per conflitto meccanico della cuffia dei rotatori con l’arco coraco-acromiale.

Nell’instabilità della scapola si nota uno scorretto posizionamento della scapola in rapporto all’omero.

Da ciò deriva una retrazione in adduzione insufficiente della scapola che determina un ulteriore impatto dell’arco coraco-acromiale con la sottostante cuffia dei rotatori.

I soggetti con conflitto secondario sono di giovane età. Per lo più, provengono quasi sempre da attività sportive quali il nuoto, il baseball, la pallavolo, il tennis o il badminton. Nei body builder, si evidenzia per aver sottoposto la spalla ad esercizi di distensioni sopra la testa, alzate laterali, tirate al mento, shrugs o scrollate.


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Diabete-Attività Fisica Adattata-Sport-Esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Andare in Palestra: differenze nella somministrazione di esercizio!

Andare in Palestra impone delle scelte che non possono essere lasciate al caso e all’improvvisazione!

La scelta del luogo e del Professionista capace di calibrare il movimento deve essere ponderata e indirizzata alle proprie esigenze personali. 

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaEsistono molte esperienze scientifiche e altrettante evidenze sull’efficacia della pratica di un regolare esercizio fisico. Indubbiamente, ciò produce un miglioramento dello stato di salute e una riduzione del rischio di mortalità generale. I soggetti fisicamente attivi che praticano attività motoria presentano una seria riduzione del rischio di sviluppare malattie. E, tra le patologie sensibili all’esercizio fisico, ne utilizzano maggiormente gli effetti quelle cardiovascolari, ictus cerebrali, diabete tipo 2, cancro del colon, osteoporosi, depressione, …

L’uso corretto di questo “nuovo” strumento, somministrato con rigore scientifico ai fini del miglioramento della salute dei cittadini, è stato adottato a pieno titolo nella pratica clinica. Inoltre, è usato nella lotta alla sedentarietà e nella promozione dell’attività fisica nelle diverse condizioni patologiche (obesi, diabetici, dislipidemici, ipertesi, …).

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’introduzione dell’uso di attività motoria per ottenere uno stato di salute ottimale e il benessere fisico, o semplicemente per migliorare l’efficienza fisica, richiede di approntare concrete modalità organizzative. All’interno di queste modalità deve esistere tanto la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche esigenze del singolo soggetto, quanto la somministrazione, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

 

Andare in Palestra: L’esercizio fisico è un valido “strumento” indispensabile per combattere le alterazioni metaboliche e cliniche (sindrome pluri-metabolica) dell’inattività fisica.

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Gli Studi promozionali, derivanti dalla somministrazione di attività fisica nella popolazione generale, e il grande successo ottenuto nel recupero funzionale di soggetti affetti da patologie stabilizzate o cronicizzate che possono beneficiare dell’esercizio fisico hanno permesso di sviluppare alcune importanti esperienze. per la precisione, queste riguardano la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, a soggetti anziani fragili, ai trapiantati di organo (cuore, rene e fegato), …

 

Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa realizzazione di programmi di prescrizione dell’attività fisica con “percorsi assistenziali speciali” integrati, rivolti a persone che presentano problemi di salute, hanno dato esito positivo dimostrando grande efficacia nelle patologie sensibili monitorate clinicamente.

 

Le concrete modalità organizzative, all’interno delle quali possono avvenire sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione, attraverso percorsi che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta, godono, oggi, degli esiti di enormi quantità di progetti sperimentali internazionali. Per la precisione, hanno provate verifiche scientifiche supportate da evidenze facilmente rintracciabili sulle reti web.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

I protocolli utilizzabili, pertanto, offrono serie risposte operative a bisogni dell’utenza che, fino ad oggi non hanno trovato adeguata copertura con altri appropriati interventi sostenibili.

 

Andare in Palestra – L’esercizio fisico, ormai, viene prescritto e somministrato come un farmaco (Esercizio fisico Adattato – EFA):

  • è diretto a persone con malattie sensibili all’attività motoria (prevalentemente malattie cardiovascolari e dismetaboliche);
  • si coniuga all’esigenza di evitare inutili medicalizzazioni;
  • diventa un sistema per coadiuvare i trattamenti sanitari appropriati (principalmente nelle disabilità stabilizzate derivanti da eventi patologici) attraverso l’Attività Fisica Adattata – AFA.

 

Occorre stabilire sempre una corretta sinergia tra la presa in carico della persona e la “prescrizione”:

 

  • L’avvio all’attività e all’esercizio fisico e la costruzione di un modello organizzativo avviene nell’ambito di una integrazione professionale e organizzativa fra il Medico di Medicina Generale, il Medico specialista di riferimento per le diverse patologie sensibili all’esercizio fisico (Medico dello sport, Cardiologo, Diabetologo, Fisiatra, …) e il Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.).

 

  • – La somministrazione dell’attività e dell’esercizio fisico nel suo effettivo svolgimento deve avvenire in situazioni organizzate o in strutture specificamente attrezzate, contraddistinte da una buona gestione complessiva, facilmente accessibili e con modalità tali da assicurare una elevata compliance al percorso proposto – “Palestra Etica e Sicura”, fidelizzate ai suoi valori, in cui operano Dottori Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialisti A.M.P.A.) e Dottori in Scienze Motorie e dello Sport opportunamente formati dalle Università.

 

Nella fase acuta la somministrazione di esercizio fisico avviene in ambito Sanitario

 

– in fase acuta: avviene in ambito Sanitario solo per le persone che presentano un quadro più complesso per il tempo necessario ad ottenere autonomia e sicurezza del soggetto;Gestazione-preparazione-parto-ginnastica-esercizio-gravidanza-recupero-Attività Fisica-dopo il parto-Ginnastica-preparazione parto-Post parto-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

  • nella stabilizzazione e nella cronicità patologica. Superata la fase acuta o di ospedalizzazione, la “somministrazione” dell’esercizio fisico avviene al di fuori dell’ambito di intervento sanitario. Ovviamente, con modalità e in strutture capaci di elargire il movimento secondo i principi della Fisiologia clinica dell’esercizio fisico in partnership professionale.

 

Andare in Palestra per fare Attività Fisica!

 

Attività Fisica (AF):

movimenti del corpo determinati dall’attivazione del sistema muscolare scheletrico in grado di produrre un incremento del consumo energetico.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

In realtà, viene svolta liberamente e autonomamente all’aperto o presso strutture sportive. Frequentemente si svolge anche nell’ambito di “occasioni” organizzate dal Servizio sanitario regionale, dagli Enti locali o da organizzazioni sportive (CONI, Enti di promozione sportiva, palestre, circoli sportivi, …) come Gruppi di cammino, attività nei parchi, ecc …

Non necessita di valutazione sanitaria.

I Medici curanti e gli Operatori sanitari dovrebbero consigliare alle persone di perseguire uno stile di vita più attivo e sostenerne la motivazione. Quindi, sarebbe auspicabile anche un eventuale contatto periodico.

 

 

Andare in Palestra è cosa ben diversa dal fare Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Si rivolge a soggetti con disabilità stabilizzata da eventi patologici.

Perciò, richiede prescrizione medica (Medico Medicina Generale, Pediatri Di Libera Scelta, Fisiatri, Medici dello Sport, … altri Specialisti) e periodiche valutazioni.

La somministrazione avviene prevalentemente in ambiente chiuso, in mini-gruppi (max 4-5 persone), con la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e da Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati e, anche, l’eventuale supervisione di un Medico Specialista nei casi necessari.

 Attività Fisica Adattata: Acronimo A.F.A.  = 73.000.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in inglese Adapted Physical Activity – A.P.A. = 5.470.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in francese Activitè Physique Adaptèe – APA = 510.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

PUB MED: 85.200 articoli (alla data di questa pubblicazione).

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

 

Andare in Palestra: Esercizio fisico

 

Consiste in movimenti del corpo con caratteristiche di pianificazione e ripetibilità capaci di produrre il miglioramento o il mantenimento di uno o più elementi caratterizzanti l’allenamento. E’ distinguibile in diverse tipologie di esercizio:

  •  isotonico o dinamico: provocato da una contrazione muscolare in grado di produrre un movimento e un carico di volume sul ventricolo sinistro del cuore, con una risposta proporzionale alla massa muscolare e all’intensità dell’esercizio (la corsa);
  • isometrico o statico: provocato da una contrazione muscolare senza variazione di lunghezza del muscolo e con un carico cardiaco pressorio maggiore a quello di volume (esempio: stringere un pallone medicinale con forza tra le gambe);
  • isocinetico: attraverso l’utilizzo di particolari macchine o dell’acqua;
  • auxotonico: ottenuto attraverso attrezzi elastici con diversa resistenza;
  • di resistenza: combinazione tra esercizio isotonico ed isometrico (esempio: sollevamento pesi).

 

Andare in Palestra per migliorare le grandi funzioni organiche e metaboliche con l’Esercizio Fisico Adattato (EFA)

In particolare, si rivolge a persone con malattie prevalentemente cardiovascolari e dismetaboliche.

Richiede prescrizione medica (Medici di Medicina Generale, Medici dello Sport, Cardiologi, Diabetologi, …) e periodiche valutazioni; la somministrazione avviene o in modo controllato e tutorato in ambiente sanitario o in palestre opportunamente selezionate. E’ d’obbligo la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e quella di Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati a seconda delle condizioni di salute del soggetto.

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5

 

 

Andare in palestra per fare Allenamento fisico o Fitness

 

è un’attività fisica regolare e strutturata, finalizzata al miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardiocircolatoria e respiratoria). Utile al mantenimento delle capacità fisiche di base: è correlato ad una riduzione di mortalità e morbilità per tutte le cause.

 

Da un punto di vista metabolico, le attività fisiche si distinguono quindi in:

– aerobiche: si lavora con un basso consumo di ossigeno muscolare, prevalentemente al di sotto della soglia anaerobica e, possibilmente in “Steady State”; ciò permette di effettuare attività prolungate nel tempo come la corsa o la marcia.

 anaerobiche: si opera con sforzo intenso e di breve durata; corrisponde a “scatti” o esercizi in velocità.

 

Praticare Sport ha lo stesso significato?

 

sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-12

No! La pratica di uno Sport è un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e psichiche. Sfrutta il complesso degli esercizi e delle manifestazioni agonistiche e non agonistiche in cui l’attività si realizza.

La pratica dello sport impone il rispetto di regole codificate da appositi enti. Persegue lo spirito competitivo differenziandosi dal momento ludico e dal puro divertimento. Spesso, viene confusa l’intento dell’attività. Con il termine originario del francese “desport”, ne derivò il termine «diporto» equivante a “divertimento”. La relazione terminologica non è riferita all’attività svolta dagli atleti. Piuttosto, si riferisce al divertimento tratto dagli spettatori che si appassionano per vari motivi allo svolgimento e agli esiti delle manifestazioni competitive.


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e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

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Neoplasie ed Esercizio Fisico dell'anziano-Prevenzione-Neoplasie-Tumore-Cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Neoplasie: l’Attività Fisica Adattata stimola il sistema immunitario!

Neoplasie: l’Attività Fisica stimola il sistema immunitario e a Catania si da importanza all’A.F.A. come strategia di supporto e “cura” contro il cancro!

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Sistema immunitario-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania

La prevenzione resta la prima arma per combattere le cellule neoplastiche

 

L’attività fisica è sempre consigliata, anche quando la malattia si è già manifestata. Nel caso delle neoplasie, è in grado di indurre una riduzione della massa tumorale attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

 

Neoplasia: l’esercizio fisico serve solo alla prevenzione?

 

Il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule neoplastiche. Con la sua reazione esercita un importante meccanismo di monitoraggio. Grazie alle capacità dei suoi fattori umorali e cellulari, controlla sia la genesi che lo sviluppo dei tumori. Questa forma di controllo è noto come “concetto dell’immuno-sorveglianza”.

In presenza di una massa tumorale alcune cellule del sistema immunitario, le Natural Killer (NK), si spostano dal circolo sanguigno e migrano verso il tumore con l’obiettivo di attaccarlo.

Nell’attivazione del sistema immunitario un ruolo fondamentale è giocato dall’interleuchina 6, una molecola prodotta dal corpo capace di reclutare le Natural Killer (NK) e dirigerle verso il tumore sin dalle prime fasi del suo sviluppo contribuendo a ridurre la comparsa del tumore stesso.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1

 

L’importanza dell’attività motoria nelle neoplasie

 

La tipologia di sforzo praticato durante l’attività motoria conferisce un diverso valore alla prestazione fisica anche in rapporto al grado di allenamento. Ciò varia in rapporto ai termini delle caratteristiche di intensità, durata e vie metaboliche utilizzate.

La pratica regolare di attività motoria, rappresenta un mezzo efficace per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti immunosoppressori.  Le ricerche immunologiche concordano che contribuiscono a ridurre i rischi di recidiva. Ovviamente, compatibilmente con le condizioni di salute e con le possibilità motorie di ogni persona.

Studi e ricerche, ormai universalmente concordate e approvate dalle comunità scientifiche internazionali, affermano che le cellule “natural killer” (NK) sembrano essere modificate dall’esercizio fisico con aumento delle cellule del fenotipo CD16 e una alterata attività funzionale; l’attività delle Natural Killer raggiunge il suo apice immediatamente dopo aver effettuato attività motoria per ridursi progressivamente dopo due ore dal suo termine per poi normalizzarsi dopo circa venti ore – (Pedersen B.K., Ullum H.: NK-cell response to physical activity: possible mechanism of action. Sci. Sports Exerc. 24: 140-146, 1994).

 

Neoplasie: una strategia di supporto e potenziamento delle cure contro il cancro.

 

Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Sistema immunitario-Prof. Carmelo Giuffrida-2I possibili meccanismi alla base dei cambiamenti indotti dall’esercizio della funzione delle cellule NK sono citochine, ipertermia e ormoni dello stress, tra cui le catecolamine, il Growth hormone – GH (l’ormone somatotropo della crescita), il cortisolo e le beta-endorfine.

L’attività fisica di tipo aerobico è un tassello importante nella lotta contro i tumori e, quando può essere svolta, diventa parte integrante delle cure e la sua inclusione assume il tono di un vero e proprio “FARMACO”! (Enviromental Health and Preventive Medicine – Effetti dell’intensità dell’esercizio sulle sottopopolazioni di leucociti circolanti – Yukie Saito, Yukinori Kusaka,  Masanori Shimada).

 

Neoplasie: l’Attività Fisica deve essere ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico

 

L’attività delle cellule NK viene potenziata se l’attività è ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico; ne deriva che  il sistema immunitario viene temporaneamente migliorato garantendo una buona protezione dalle infezioni.

Al contrario, l’esercizio fisico intenso produce immunodepressione, almeno in parte causata dalle prostaglandine. Pertanto, la funzione delle cellule NK viene temporaneamente gravemente depressa (i microrganismi, in particolare i virus, invadono l’ospite, per cui è possibile contrarre infezioni).

I soggetti che praticano attività fisica o sport di endurance ad alta intensità (> 70-75% Vo2max) come i ciclisti, i maratoneti e gli ultra-maratoneti, i tri-atleti, hanno un maggior rischio di contrarre un’infezione rispetto a persone che praticano attività moderate o ad atleti che svolgono attività amatoriale che non superano il 70-80% Vo2max!

Un’attività fisica prolungata e di elevata intensità produce un abbassamento generalizzato dell’attività del sistema immunitario. Questo fenomeno varia tra le 3 e le 72 ore: è definito come “Open Window”. I soggetti in questa fase mostrano elevato rischio di contrarre un’infezione, in particolare delle vie aeree superiori, poiché questo periodo determina uno stato transitorio di immuno-depressione.

 

Neoplasie: L’attività fisica si comporta da medicina – la migliore delle medicine!

Exercise is Medicine: the best medicine!

 

Gli studi sull’infusione che imitano i livelli di ormoni dello stress nel sangue durante l’esercizio indicano che un aumento dell’adrenalina nel plasma rappresenta almeno una parte della modulazione della funzione delle cellule NK indotta dall’esercizio.

 

Oncologia: Seguire uno stile di vita attivo aiuta a non ammalarsi anche in età geriatrica.

 

Le Teorie della programmazione genetica postulano che l’invecchiamento è un evento che si innesca e si attua in dipendenza di un genoma in cui è presente l’informazione che si traduce in una serie di fenomeni che ne contraddistinguono uno specifico periodo della vita.Cancro-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-3

Le Teorie stocastiche o degli errori o dell’usura negano la possibilità di una programmazione contenuta nel genoma e considerano l’invecchiamento conseguente a un progressivo deterioramento provocato da uso e accumulo di danni che modificano l’espressione genica  in grado di comportare errori trascrizionali, traduzionali o post-traduzionali. Il target diretto del danno incide essenzialmente sugli organi cellulari come i mitocondri, i lisosomi, le loro membrane, le proteine strutturali ed enzimatiche dell’organismo. Gli errori deriverebbero anche dai radicali dell’ossigeno, dalle lipofucsine o da alcuni metalli e dai prodotti della glicosilazione di diverse proteine.

Con l’invecchiamento il corpo umano va incontro a un decadimento fisiologico che minaccia la buona salute.

Si riduce la capacità funzionale e si osserva una progressiva involuzione del sistema immunitario. Pertanto, si abbassano le capacità difensive dell’organismo contro gli agenti esterni (virus, batteri, parassiti, …) ed interni (cellule anomale danneggiate, infettate o tumorali).

 


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Attività Fisica Adattata nelle disfunzioni del Attività Fisica Adattata nelle disfunzioni del Pavimento Pelvico e perineale

Diastasi addominale e Attività Fisica Adattata a Catania

Diastasi addominale: Quando l’esercizio finalizzato e razionale può fornire un valido ausilio!

 

Prof. Carmelo Giuffrida

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Il muscolo retto addominale (musculus rectus abdominis) è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore. Nel complesso, è diviso in due metà pari (destra e sinistra) dalla linea alba o mediana (costituita da tessuto connettivale aponeurotico che percorre il muscolo lungo la sua lunghezza).

Si inserisce prossimalmente dal processo xifoideo dello sterno. Si sviluppa nella cartilagine costale della V, VI e VII costa della gabbia toracica. Raggiunge distalmente il margine superiore del pube compreso tra il tubercolo e la sinfisi pubica, dove si innesta con un grosso tendine.

È un muscolo poligastrico espiratorio che abbassa le coste e flette il torace sulla pelvi. In realtà, svolge un ruolo minore nella torsione e nella inclinazione laterale del tronco.

La sua contrazione, però, amplifica la pressione endo-addominale.

È innervato, in particolare, dagli ultimi tre nervi intercostali e dal nervo ileo-ipogastrico.

 

#Diastasi del muscolo retto addominale

 

Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

È caratterizzata dalla eccessiva separazione dei due lati del muscolo retto addominale che, mettendo in tensione l’addome, si allargano e permettono la fuoriuscita di una protuberanza attraverso la linea alba (tessuto connettivo resistente ma poco elastico).

Interessa circa il 30% delle donne che, dopo la gravidanza, si rendono conto di tale alterazione anatomica.

Di conseguenza alla gestazione, si verifica lo stiramento del muscolo retto addominale. Ciò consegue per effetto del costante accrescimento delle pressioni esercitate dal feto nel grembo materno, delle alterazioni ormonali e dell’assottigliamento del tessuto connettivale.

In realtà, i fattori di rischio per le donne in gravidanza sono rappresentati da:

  • età della gestante superiore ai 35 anni;Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3
  • feto con un peso elevato;
  • gestazione gemellare;
  • altre gravidanze precedenti.

 

Ma, allo stesso modo, anche gli uomini possono incorrere nella diastasi del retto addominale per effetto di cause predisponenti congenite. Generalmente, presentano un addome rilassato associato ad obesità. Ciò può scatenare, con uno sforzo importante derivante da intensa attività motoria o lavorativa, una risposta diastasica.

 

Le cause dell’insorgenza della diastasi addominale, in breve, possono essere riassunte e attribuite a:

  • indebolimento muscolare;
  • obesità;
  • senescenza;ginnastica ipopressiva-ginnastica addominale-ginnastica-potenziamento-addominali-addome-dopo gravidanza-post gravidanza-disfunzioni-pavimento pelvico-pelvi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8
  • intensa ed eccessiva attività fisica mal condotta;
  • altre patologie che provocano intensi conati di vomito;
  • tosse cronica intensa.

 

Inoltre, sono cause disponenti anche dolori lombari, instabilità del bacino, incontinenza urinaria. Allo stesso modo, sono segni che accompagnano l’addome diastasato anche l’ernia, nausea associata a difficoltà digestive, difficoltà respiratorie, peristalsi intestinale evidente, pesantezza del pavimento pelvico, atteggiamento iperlordotico.

 

Diastasi addominale: La prevenzione con Attività Fisica Adattata

 

Per precisazione, occorre dire che un ruolo fondamentale è svolto dalla prevenzione con:

  • correzione delle posture errate;Disturbi del perineo-disturbi perineali-pavimento pelvico-minzione-ginnastica intima-ginnastica pelvica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6
  • adozione di posture sedute corrette attenzionando il controllo della colonna vertebrale e del poligono di appoggio.

In particolare è essenziale che l’attività venga svolta sotto controllo dello Specialista dell’Esercizio Fisico (Specialista A.M.P.A.). Sottoporsi a una idonea attività fisica significa tener conto dei volumi, dei carichi e dell’intensità adeguata alle proprie capacità fisiche. Per lo stesso motivo, è necessario personalizzare il piano di trattamento con esercizi finalizzati ad attivare e potenziare la parete addominale e i muscoli del pavimento pelvico.

 

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida (Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) – Via Corvello 37 CATANIA – tel. 095 387810 – cell. 338 9134141, ha stretto una collaborazione con l’Associazione Diastasi Italia ODV (associazione di volontariato).

 https://www.diastasiaddominale.com/collaborazioni-con-professionisti/

 Informazioni e maggiori dettagli possono essere assunte nei gruppi Facebook Diastasi Italia Official Group e Diastasi Italia Fit and Food (dedicato esclusivamente ad attività fisica e alimentazione).


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Attività Motoria Adattata: strategie calibrate migliorano funzioni organiche

Attività Motoria Adattata:

strategie calibrate per il trattamento delle patologie a carattere involutivo e invalidante

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa comunità scientifica internazionale concorda che l’attività fisica è il super-farmaco del millennio e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne raccomanda la pratica costante. Anche il Ministero della Salute italiano – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ufficio 8 – detta le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”.

Le evidenze ne dimostrano l’influenza positiva sullo stato di salute e gli effetti favorevoli sul benessere psicofisico nell’essere umano: è considerata la migliore prevenzione per le malattie cronico degenerative.

Esercizio-Terapia” è il sinonimo vincente di un piano di lavoro a lungo termine studiato, organizzato e finalizzato per combattere le malattie non trasmissibili e adattato alle caratteristiche fisiche e alle capacità residue del soggetto che presenta condizioni fisiche limitate (menomazioni, disabilità, handicap e patologie varie – ADAPT, 2004), di carattere non sanitario.

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’Attività Motoria Adattata o Attività Fisica Adattata (A.F.A.) è una tipologia di “allenamento” indispensabile per Guadagnare Salute.

E’ da intendersi come parte integrante dei “trattamenti” di patologie a carattere degenerativo e invalidante. Va affidata al controllo di professionisti specializzati nelle Scienze dell’Esercizio Fisico che considerano la complessità delle interazioni tra Fisiopatologia e Comorbidità. Quindi, questi Professionisti sono in grado di interagire attraverso un sapiente uso dell’esercizio sui farmaci, sulle alterazioni metaboliche, ecc…. Attraverso una programmazione seria e idonea, sfruttando l’esercizio fisico, possono ottenere una ampia risposta organica di benessere del soggetto fruitore.

 

Prevenire o ritardare il deterioramento fisico e psicologico:

si può con l’Attività Motoria Adattata!

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Il programma di allenamento ricerca il miglioramento del danno funzionale, ha lo scopo di prevenire o di ritardare il deterioramento fisico e psicologico e il fine di ricavare una benefica autonomia personale influenzando sensibilmente i livelli della qualità di vita personali.

L’attività fisica aumenta le capacità fisiche di base quale la resistenza, la forza, la mobilità articolare, la coordinazione neuro-muscolare. Inoltre, migliora le grandi funzioni organiche sia cardiocircolatoria che respiratoria.

L’esercizio fisico cambia sensibilmente, in modo efficiente, la composizione corporea, le funzioni cognitive, ecc…

La risposta all’esercizio fisico varia in rapporto alle diverse condizioni di salute.

Pertanto, è estremamente importante operare una corretta valutazione clinica e motoria all’esercizio attraverso il Problem-Oriented Exercise Management (POEM).

 

Un momento valutativo composto da cinque step:

 

Dati Soggettivi – Collection of subjective data – (sintomi, capacità funzionali residue ai farmaci assunti),

Dati Oggettivi – Obtaining objective data (test clinici e motori: test aerobici – VO2max vs. VO2 peak, test anaerobici, test per la resistenza, test per la forza muscolare, test per la mobilità articolare, test neuromuscolari, test per la performance funzionale, …),

Valutazione del problema in rapporto ai dati raccolti – Assessment,

Formulazione di un Piano di lavoro – Formulate a plan,

Follow-Up – Period reassessment (controllo periodico per verificare il lavoro svolto ed evidenziarne i progressi conseguenziali, e/o per modificarne i contenuti tecnici).

Esercizio-Fisico-AFA-Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Quindi, la prescrizione dell’esercizio fisico include gli obiettivi e le strategie individualizzate, tanto a breve che a lungo termine.

Basando la valutazione sulla constatazione soggettiva e oggettiva della valutazione i parametri devono essere:

  • specifici,
  • misurabili,
  • perseguibili,
  • realistici.

Ciò permette la pianificazione di una programmazione individuale che consente di calibrare modalità e adeguata intensità, durata e frequenza dell’esercizio.

Dosandone esattamente i contenuti in rapporto alle malattie croniche o alla disabilità, così come si fa con i farmaci, se ne stabiliscono le azioni specifiche.

L’attività fisica così condotta diventa un modo salutare per affrontare i bisogni speciali di persone di tutte le età e generi.

Quali problemi sono affrontabili con l’Attività Motoria Adattata?

 

“L’Attività Fisica regolare e di adeguata intensità è un fattore di rilevante importanza per il mantenimento di un buon stato di salute e per la prevenzione di numerose malattie croniche non trasmissibili con particolare riguardo alle patologie cardio-vascolari.

Ancora di più, trovano indicazione la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, ma anche il diabete, l’obesità e i sovraccarichi ponderali, l’osteoporosi, la depressione e gli stati di ansia, alcune forme tumorali, …

Riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale e sanitaria: l’assenza di attività motoria risulta essere una delle cause maggiori di morte, di patologie e di disabilità.

Lo svolgimento di un’attività fisica con regolarità e di correlata intensità rapportata alle possibilità e condizioni di salute individuali diventa consigliabile per tutte le persone, di ogni genere ed età.

Assume tono di indispensabilità nelle persone sedentarie (la sedentarietà tende a manifestarsi sin dall’adolescenza per raggiungere il suo picco massimo nella terza età).

L’Attività  Fisica Adattata è estensibile non solo al beneficio del singolo individuo ma, indirettamente, a quello dell’intera collettività.

Inoltre, l’attività motoria adattata produce effetti positivi sostanziali e duraturi che riguardano le grandi funzioni organiche. Si constata un netto miglioramento della funzione cardiaca, della pressione arteriosa, del metabolismo lipidico e glucidico, dei rapporti tra massa muscolare e adiposa. Migliora il tono mio-fasciale, le capacità motorie di base e specifiche, l’equilibrio, gli aspetti psicologici.

Infine, conferisce netti miglioramenti dell’auto-stima e dell’umore, contribuisce in maniera rilevante all’integrazione sociale, alla creazione di nuovi legami di amicizia e di solidarietà”

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida


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Iperlordosi lombare paramorfica e Lordosi lombare fisiologica

Iperlordosi lombare: la lordosi è una curva essenziale utile per garantire la statica eretta ma non deve superare i valori fisiologici.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

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Lordosi lombare: quando è normale!

 

I valori fisiologici scaturiscono da una serie di osservazioni che trovano risposta:

  • nell’osservazione dell’assetto del bacino (anteroversione),
  • nell’incremento della freccia lombare,
  • nella lastra radiografica effettuata in ortostatimo,
  • con la misurazione in gradi Lippman-Cobb che attestano l’entità della curva.

I valori normali oscillano intorno ai 34 gradi di media con un range compreso dai 21 ai 49 gradi per soggetti venticinquenni.

Non essendoci concordanza tra gli autori rispetto ai gradi Lippmann-Cobb assume interesse il dato relativo piuttosto che quello assoluto.

L’angolo di basculamentoIperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2 nel decubito di Schulthess assume grande importanza nella somministrazione della ginnastica addominale e nella creazione di un valido power house con una buona core stability. Quest’angolo formato tra la Spina Iliaca Antero Superiore e la Spina Iliaca Postero Superiore con l’asse sagittale o antero-posteriore del bacino (non deve superare i 12°) costituisce un dato importante così come nella stazione eretta, ma la misurazione è più esatta in decubito poiché si evitano, in questa postura, i compensi lombari che, sotto carico, amplificano leggermente il valore stimato.

La regola del Piollet per la determinazione dell’assetto del bacino, infine, riporta lo Studioso a stimare la tesi schematizzata già nel 1945 dal De Sambucy: i quattro quadranti muscolari devono porre in equilibrio il bacino e il rachide lombare.

 

Iperlordosi lombare e Ginnastica Correttiva: cosa fare per contrastare questo paramorfismo?!

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Gli esercizi compensativi hanno lo scopo di prevenire la progressione della curva lordotica garantendo un approccio scientifico per mezzo di un gesto motorio ben definito.

Pertanto, la funzione dell’esercizio compensativo (la famosa “Ginnastica Correttiva”!) è quello di contenere il danno funzionale e modificare l’aspetto estetico.

 

Esiste un “metodo” per correggere l’iperlordosi lombare?

 

Mézières, Sohier, Klapp, Niederhoffer, Souchard, Dobosiewicz, Schroth, sono sistemi metodologici che vantano grandi intuizioni tecniche ma il principio di base resta vincolato a una sola cosa: serve l’esercizio razionale, ben organizzato, somministrato con criterio e saggezza professionale secondo schemi precisi di biomeccanica applicata senza lasciare nulla al caso!


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