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Sport o Attività Fisica? Ad ogni persona bisogna prospettare il proprio piano di lavoro!

Lo Sport …è cosa diversa dall’Attività Fisica!

 

L’organismo umano necessita del movimento e non della sedentarietà: il gesto motorio è connaturato con la sua natura e una regolare attività fisica, anche di moderata intensità, è in grado di contribuire abbondantemente a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita.

Una carente e scarsa attività fisica è coinvolta nell’insorgenza di parecchie malattie non trasmissibili e disturbi frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatorie (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca), dismetabolismi, tumori.

 

Se si decide di fare Attività Motoria bisogna avere le idee chiare e scegliere bene.

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Fare esercizio fisico con i suoi obiettivi, finalità e potenzialità, è cosa ben diversa dal praticare un’attività sportiva ed esercitarsi in uno sport.

Lo sport è caratterizzato da aspetti importanti e fondamentali che, essenzialmente in età evolutiva, persegue aspetti psico-fisici ed educativi.

Lo Sport non nasce per servire l’essere umano e la sua salute bensì per fornire divertimento e incremento della performance fisica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Attività Fisica un qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico.

Questa definizione include, quindi, le attività sportive, l’attività lavorativa manuale e i normali movimenti della vita quotidiana come il camminare, l’andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio, … compresi i lavori domestici.

Lo svolgimento di attività fisica non implica un dispendio di tempo espressamente dedicato poiché ogni momento della giornata è una buona occasione per fare movimento rendendo le normali attività quotidiane in un pretesto per fare esercizio fisico. Ancora meglio e di più per ottenere il benessere è la costante pratica finalizzata presso un ambiente che ne finalizza l’attività.

Pertanto, l’Attività Fisica va ben oltre il concetto di sport e rappresenta il più potente antidoto da usare contro il veleno della sedentarietà, per migliorare la qualità della vita ed incrementare il proprio stato di salute.

Quali sono i benefici dell’attività fisica?

 

Muoversi ogni giorno produce effetti positivi sullo stato di salute fisico e psichico dell’individuo.

Gli studi e le evidenze scientifiche che ne confermano i grandi effetti benefici sono ormai innumerevoli e, quotidianamente, emerge che l’attività fisica:

  • migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2;
  • previene l’ipercolesterolemia e l’ipertensione;
  • riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo;
  • diminuisce il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori, come quelli del colon e del seno;
  • riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e da altre malattie cardiache
  • previene e riduce l’osteoporosi e il rischio di fratture, oltre ai disturbi muscolo-scheletrici (come il mal di schiena);
  • riduce i sintomi di ansia, stress e depressione;
  • previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti;
  • favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell’autostima, dell’autonomia;
  • facilita la gestione dell’ansia e delle situazioni stressanti;
  • produce dispendio energetico diminuendo il rischio dell’obesità.

 

E’ difficile scegliere lo Sport o l’Attività Fisica?

Ad ogni persona bisogna prospettare il proprio piano di lavoro!

 

lo sport-attività fisica-esercizio fisico-sport-allenamento-seduta singola-gruppo-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-salute-benessere-1Per essere più reattivi e ottenere una buona performance nel proprio sport, per ritornare a praticarlo dopo un infortunio e dopo la riabilitazione fisioterapica, per evitare rischi di malesseri, di infortuni e di recidive, diventa indispensabile la pratica di attività motoria in ambiente protetto e sicuro.

Occorre riatletizzare, tornare all’efficienza perduta o, forse, acquisire la performance mai avuta e sempre desiderato, …

Educare o rieducare un movimento impone la presenza di persone altamente specializzate a farlo, capaci di attivare le giuste metodiche, dosi, posologia, strumenti, … esattamente come se si trattasse di somministrare un importante farmaco!

Ad ogni persona, con la sua storia personale ed esigenze individuali, bisogna prospettare il proprio piano di lavoro fissando gli obiettivi risolutivi per il raggiungimento del benessere tramite l’esercizio fisico più idoneo.


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Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

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I livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti over 65 anni

I livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti over 65 anni

Parametri:

 

i livelli di attività fisica raccomandati-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaTutti i livelli di Attività Fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono formulati sulla base dei seguenti parametri:

– Tipo (quale attività fisica). E’ la modalità di partecipazione all’attività fisica. Il tipo di attività fisica può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo.

– Durata (per quanto tempo). Il periodo di tempo in cui l’attività o l’esercizio viene eseguito. La durata è generalmente espressa in minuti.

– Frequenza (quante volte). Il numero di volte che l’esercizio o l’attività è svolto. La frequenza è generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana.

– Intensità (quanta fatica). L’intensità si riferisce alla velocità con cui l’attività è eseguita o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere l’attività o l’esercizio.

– Volume (quanta attività fisica in totale). La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un’interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume.

 

Parametri di intensità:

 

– Attività fisica di moderata intensità. Su una scala assoluta, l’intensità moderata si riferisce all’attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l’intensità di uno stato di riposo. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di moderata intensità è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10.

 

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– Attività fisica di vigorosa intensità. Su una scala assoluta, l’intensità vigorosa si riferisce all’attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l’intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di vigorosa intensità è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10.

 

– Attività fisica aerobica. L’attività aerobica, chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardio-respiratorie. Esempi di attività fisica aerobica sono: camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti over 65 anni

 

1. Gli adulti over 65 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità o fare almeno 75 minuti di attività fisica aerobica con intensità vigorosa ogni settimana o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa.

2. L’attività aerobica dovrebbe essere pratica in sessioni della durata di almeno 10 minuti.

3. Per avere ulteriori benefici per la salute gli over 65 anni dovrebbero aumentare la loro attività fisica aerobica di intensità moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti di attività fisica aerobica di intensità vigorosa ogni settimana, o una combinazione equivalente di attività fisica di intensità moderata e vigorosa.

4. Gli adulti di questa fascia di età, con una mobilità scarsa, dovrebbero svolgere attività fisica per tre o più giorni alla settimana al fine di migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute.

5. Le attività di rafforzamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di gruppi di muscoli.

6. Quando gli adulti di questa fascia di età non possono seguire totalmente il livello previsto raccomandato di attività fisica, a causa delle loro condizioni di salute, essi dovrebbero adottare uno stile di vita attivo adeguato alle loro capacità e condizioni.


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I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni

I livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni

Parametri:

 

i livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaTutti i livelli di Attività Fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono formulati sulla base dei seguenti parametri:

– Tipo (quale attività fisica). E’ la modalità di partecipazione all’attività fisica. Il tipo di attività fisica può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo.

– Durata (per quanto tempo). Il periodo di tempo in cui l’attività o l’esercizio viene eseguito. La durata è generalmente espressa in minuti.

– Frequenza (quante volte). Il numero di volte che l’esercizio o l’attività è svolto. La frequenza è generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana.

– Intensità (quanta fatica). L’intensità si riferisce alla velocità con cui l’attività è eseguita o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere l’attività o l’esercizio.

– Volume (quanta attività fisica in totale). La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un’interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume.

 

Parametri di intensità:

 

– Attività fisica di moderata intensità. Su una scala assoluta, l’intensità moderata si riferisce all’attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l’intensità di uno stato di riposo. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di moderata intensità è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10.

i livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

– Attività fisica di vigorosa intensità. Su una scala assoluta, l’intensità vigorosa si riferisce all’attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l’intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di vigorosa intensità è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10.

 

– Attività fisica aerobica. L’attività aerobica, chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardio-respiratorie. Esempi di attività fisica aerobica sono: camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni

 

1. Gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità attraverso o fare almeno 75 minuti a settimana di attività fisica aerobica vigorosa o una combinazione equivalente di attività fisica moderata e vigorosa.

2. L’attività aerobica dovrebbe essere eseguita in sessioni della durata di almeno 10 minuti.

3. Per avere ulteriori benefici per la salute gli adulti dovrebbero aumentare la loro attività fisica aerobica di intensità moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti per settimana di attività fisica aerobica di intensità vigorosa.

4.Le attività di potenziamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di gruppi di muscoli.


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I livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni

Livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni

Parametri:

 

livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaTutti i livelli di Attività Fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono formulati sulla base dei seguenti parametri:

– Tipo (quale attività fisica). E’ la modalità di partecipazione all’attività fisica. Il tipo di attività fisica può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo.

– Durata (per quanto tempo). Il periodo di tempo in cui l’attività o l’esercizio viene eseguito. La durata è generalmente espressa in minuti.

– Frequenza (quante volte). Il numero di volte che l’esercizio o l’attività è svolto. La frequenza è generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana.

– Intensità (quanta fatica). L’intensità si riferisce alla velocità con cui l’attività è eseguita o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere l’attività o l’esercizio.

– Volume (quanta attività fisica in totale). La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un’interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume.

 

Parametri di intensità:

 

– Attività fisica di moderata intensità. Su una scala assoluta, l’intensità moderata si riferisce all’attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l’intensità di uno stato di riposo. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di moderata intensità è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10.

 

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– Attività fisica di vigorosa intensità. Su una scala assoluta, l’intensità vigorosa si riferisce all’attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l’intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di vigorosa intensità è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10.

 

– Attività fisica aerobica. L’attività aerobica, chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardio-respiratorie. Esempi di attività fisica aerobica sono: camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni

 

Bambini e ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni dovrebbero compiere giornalmente almeno 60 minuti di attività fisica di intensità variabile fra moderata e vigorosa.

Lo svolgimento di attività fisica superiore ai 60 minuti fornisce ulteriori benefici per la salute.

La maggior parte dell’attività fisica quotidiana dovrebbe essere aerobica. Attività di intensità vigorosa, che comprendano quelle che rafforzano muscoli e ossa, dovrebbero essere previste, almeno tre volte la settimana.

Le attività da proporre a bambini e ragazzi dovrebbero supportare il naturale sviluppo fisico, essere divertenti e svolte in condizioni di sicurezza.


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Intensità dell’Attività Fisica : intensità moderata o intensità elevata?

Intensità dell’Attività Fisica : intensità moderata o intensità elevata?

 

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaQuesto è il dilemma di chi, non essendo addetto ai lavori, pensa che basti indossare una tuta e delle scarpette per soddisfare le esigenze di movimento senza rivolgersi agli specialisti dell’esercizio fisico!

 

 

Attività fisica

 

Per attività fisica si intende qualsiasi movimento effettuato dal corpo prodotto da muscoli scheletrici che richiede dispendio energetico.

La sedentarietà (mancanza di attività fisica) è stata identificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – World Health Organization – come il quarto principale fattore di rischio per la mortalità globale (6% dei decessi a livello globale).

Si stima che la sedentarietà è la causa principale di circa il 21-25% dei tumori della mammella e del colon, il 27% del diabete e circa il 30% del carico cardiaco ischemico.

 

Intensità dell’Attività Fisica : quali livelli per stare bene?

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Livelli regolari e adeguati di attività fisica negli adulti:

 riducono il rischio di ipertensione, cardiopatia ischemica, ictus, diabete, cancro al seno e al colon, depressione e rischio di cadute;

  • migliorano l’osso e la salute funzionale;
  • rappresentano un elemento chiave del dispendio energetico offrendo fondamentale controllo per il bilancio energetico e del peso corporeo.

 

Il termine “attività fisica” non deve essere confuso con “esercizio”. 

 

L’esercizio fisico è una sottocategoria dell’attività fisica pianificata, strutturata, ripetitiva e mirata nel senso che il miglioramento o il mantenimento di uno o più componenti della forma fisica è l’obiettivo.

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L’attività fisica include l’esercizio fisico e altre attività che implicano movimenti corporei svolte nell’ambito del gioco, del lavoro, del trasporto attivo, delle faccende domestiche e delle attività ricreative.

 

L’aumento dell’attività fisica è un problema sociale, non solo individuale.

Pertanto, richiede un approccio basato sulla popolazione, multisettoriale, multidisciplinare e culturalmente rilevante.

 

Intensità dell’Attività Fisica : moderata o elevata?

 

Intensità dell’attività fisica

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L’intensità si riferisce alla frequenza con cui viene eseguita l’attività o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere un’attività o un esercizio.

 

L’intensità delle diverse forme di attività fisica varia da una persona all’altra. Ciò dipende dall’esperienza di esercizio precedente di un individuo e dal relativo livello di forma fisica.

 

Il Metabolic Equivalents (MET) è una misura comunemente usata per esprimere l’intensità delle attività fisiche.

 

Il MET è il rapporto tra il tasso metabolico di lavoro di una persona rispetto al tasso metabolico a riposo.

 

Un MET è definito come il costo energetico speso per stare seduti in silenzio: è equivalente a un consumo calorico di 1 kcal/kg/ora.

 

Quindi, si stima che, rispetto allo stare seduto tranquillamente, il consumo calorico di una persona è da tre a sei volte superiore quando è moderatamente attivo (3-6 MET) e più di sei volte superiore quando è attivo vigorosamente (> 6 MET).


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Acido lattico o DOMS: Tutta colpa dell’allenamento intenso?

Acido lattico o DOMS ? Tutta colpa dell’allenamento intenso !

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018

 

I fastidiosi dolori conseguenti all’allenamento intenso vengono spesso attribuiti erroneamente a un eccessivo accumulo di acido lattico (acido 2-idrossipropanoico).

Il vero responsabile è il DOMS ossia la rottura di fibre muscolari!

 

Ma … Se iniettassimo Acido lattico puro in un muscolo avverrebbe la stessa cosa?

 

Un soggetto che opera in condizioni di lavoro strenuo produce una massiccia quantità di acido lattico soprattutto nelle fibre bianche (veloci o fast) che hanno un potere glicolitico anaerobico superiore a quelle rosse (resistenti o slow).Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania

Atleti di elevate capacità motorie e che effettuano sport anaerobici lattacidi come i 400, gli 800, o i 1500 metri di atletica leggera arrivano a produrre oltre il 20% di acido lattico in più rispetto ad una persona normale.
La Biochimica funzionale, e in particolare il ciclo di Cori e il tamponamento ematico mediato dal bicarbonato, spiegano il meccanismo responsabile della conversione dell’acido lattico in glucosio nel fegato e ne forniscono le tappe reattive.

Durante l’attività fisica intensa, il metabolismo aerobico non è più in grado di soddisfare l’incremento di richiesta energetica e viene attivata una via accessoria per la produzione di ATP (Adenosin-Tri-Fosfato) detto meccanismo anaerobico lattacido.

Questo fenomeno sopperisce in parte la carenza di ossigeno che si viene a determinare e aumenta la quota di acido lattico prodotta eccedendo le capacità di neutralizzazione da parte del corpo umano.

Ne consegue che, il risultato di questo processo, provoca un brusco incremento della quota di lattato ematico che, normalmente è di 1-2 mmoli/L a riposo ma durante uno sforzo fisico intenso può raggiungere e superare i 20mmol/L, e che, nel sangue, corrisponde alla frequenza di Soglia anaerobica del soggetto.

La Soglia anaerobica, misurata tramite la concentrazione ematica di acido lattico, viene fatta coincidere con il valore della frequenza cardiaca.

 

Acido lattico : massimo in 3 ore non c’è più!

 

Nel corso di un esercizio incrementale si raggiunge la concentrazione di 4 mmoli/L.Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-1

L’acido lattico si accumula nei muscoli e nel sangue quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento: questa condizione si verifica quando la frequenza cardiaca massima – Fcmax – supera l’80% (per i soggetti non allenati) ed il 90% (per i soggetti maggiormente allenati).

Circa il 65% dell’acido lattico prodotto viene convertito in anidride carbonica e acqua, il 20% viene convertito in glicogeno, il 10% in proteine e il 5% in glucosio.

L’acido lattico viene smaltito nel giro di 2 o 3 ore, e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda del metodo di allenamento utilizzato, della durata e dell’intensità di esercizio effettuato e in rapporto direttamente proporzionale alla quantità prodotta e accumulata.

 

DOMS: i leggendari dolori del giorno dopo vengono sfatati. Crolla un mito che non dipende dall’acido lattico!

Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-2Il dolore ai muscoli accusato il giorno dopo l’attività fisica, invece, è causato da micro-lacerazioni di muscoli e fasce che, per reazione fisiologica, danno luogo a processi flogistico-infiammatori, incrementano le attività ematiche e linfatiche e, di conseguenza, aumentano la sensibilità localizzata alle zone muscolari maggiormente sollecitate che, viene tradotta come “dolore muscolare”.

Questa sensazione di “rottura muscolare” si chiama DOMS: è l’acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness, o indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata.

Questo fenomeno, associato a un aumento dello sforzo fisico, è riscontrabile in tutti gli individui a prescindere dalle proprie capacità fisiche e dallo stato di forma raggiunto per mezzo dell’allenamento.

È una risposta fisiologica che raggiunge il picco tra le 24 e le 48 ore a seguito dell’esercizio fisico per estinguersi entro 96 ore.

E’ caratterizzato da:

  • Forte rigidità muscolare;
  • Considerevole riduzione della velocità di contrazione mio-fasciale;
  • Insorgenza del senso di affaticamento;
  • Riduzione della Mobilità Articolare.

 

Il danneggiamento delle miofibrille e del tessuto connettivo peri-muscolare si può imputare ai seguenti motivi:

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  1. alterazioni della permeabilità del sarcolemma, con deficit della pompa Sodio/Potassio e ai conseguenti squilibri elettrolitici;
  2. il Ph si abbassa creando un ambiente acido che attiva enzimi lisosomiali ad azione proteolitica;
  3. lisi delle miofibrille;
  4. innesco di uno stato flogistico reattivo.

Distinguiamo:

  • Indolenzimento muscolare a insorgenza acuta (acute-onset muscle soreness):

 

Percepito durante e/o appena ultimata la sessione di attività fisica in regime anaerobico attraverso un senso di bruciore conseguente al lavoro anaerobico glicolitico (meccanismo anaerobico-lattacido).Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-4

Questo evento anaerobico lattacido è il sistema energetico utilizzato nelle attività che richiedono forza e resistenza per un tempo attorno al minuto (il culmine è raggiunto mediamente tra i 40-45 s).

Il suo nome è dovuto alla mancata richiesta di ossigeno (O2) per ossidare un substrato energetico (anaerobico) e alla produzione di acido lattico (lattacido).

I substrati utilizzati in questo sistema sono i depositi di carboidrati endogeni rappresentati dal glicogeno accatastato nel muscolo scheletrico e nel fegato che viene idrolizzato in glucosio.

L’indolenzimento è transitorio poiché l’acido lattico viene smaltito dal corpo nel corso di circa 1 ora dal termine dell’attività fisica [Szymanski – Recommendations for the Avoidance of Delayed-Onset Muscle Soreness. J. Strength Cond. Res. 23(4): 7-13. 2001].

 

  • Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (delayed-onset muscle soreness):

 

È percepito generalmente in un periodo di tempo successivo all’attività fisica anaerobica, manifestando il picco tra le 24 e le 48 ore in seguito al termine dell’attività, e non è collegato alla produzione di acido lattico.

Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5

La formazione del DOMS viene collegata spesso all’esercizio di tipo eccentrico [McArdle W D, Katch FI, Katch VL. Exercise physiology: energy, nutrition, and human performance, edn 3. The United States of America, Lea and Febiger, 1991;698-739], come la corsa in discesa, gli esercizi pliometrici (il termine venne introdotto da Fred Wilt, atleta e allenatore statunitense, per definire degli esercizi che prima d’allora erano genericamente definiti “jump training”), e il tradizionale allenamento con sovraccarichi.

La lesione alla membrana delle miofibrille è il risultato dell’esercizio eccentrico e, scatenando una risposta infiammatoria [Connolly et al. Treatment and prevention of delayed onset muscle soreness. J. Strength Cond. Res. 17(1): 197-298. 2003], produce cataboliti (prodotti di scarto del metabolismo) che funge da stimolatore chimico delle terminazioni nervose: produce direttamente, così, la sgradevole sensazione di dolore, aumenta la permeabilità vascolare e attirano i neutrofili (un tipo di globuli bianchi) verso la zona di lesione. I neutrofili presenti nell’area di lesione generano radicali liberi che possono ulteriormente danneggiare la membrana cellulare. A ciò si aggiunge il naturale gonfiore del sito della lesione che amplifica la sensazione di algia.


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High Intensity Interval Training – HIIT

Che cos’è l’ HIIT ?

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017

 

L’ HIIT (1) è una forma di allenamento cardiovascolare ad intervalli in cui si alternano momenti di attività con esercizi intensi ed esplosivi a momenti di attività con esercizio meno intenso.

 

 

HIIT – High Intensity Interval Training – HIIE – Intensity Intermittent Exercise

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaHIIT è un acronimo derivante dall’inglese High Intensity Interval Training che, nella quotidianità professionale, viene anche detto HIIE – Intensity Intermittent Exercise.

L’HIIT non è una tipologia di allenamento adatto per le persone non allenate o decondizionate poiché prevede il raggiungimento di frequenze cardiache piuttosto elevate.

Però, è possibile organizzare un allenamento HIIT trovando un compromesso: si riduce l’intensità massima (picco) e quella minima (recupero attivo), abbassando l’intensità media.

I cicli di esercizio fisico adottati nel cardio-fitness training (allenamento del muscolo cardiaco) sfruttano una forma di Interval Training: vengono ripetuti fino a diventare esaustivi non consentendo il proseguimento dell’attività ad oltranza.

All’esercizio anaerobico breve e intenso segue un periodo di recupero attivo che sfrutta l’attività aerobica a bassa intensità conferendo una logica di consecuzione del medesimo esercizio senza creare interruzione del microciclo di allenamento cardiovascolare.

 

 

 

Al tradizionale allenamento cardiaco aerobico di tipo misto a moderata intensità e a frequenza cardiaca costante, che usa lo Steady State (stato di equilibrio), si sostituisce un’alternanza tra lavoro ad alta intensità con il medesimo esercizio, condotto a bassa intensità per ottenere un allenamento cardiovascolare in cui si varia la frequenza cardiaca, con un continuo passaggio da frequenze moderate a frequenze elevate e viceversa.

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1HIIT : All’intensità dell’esercizio deve corrispondere, però, un adeguato calcolo della risposta cardiaca sostenibile dall’utente (picco di massima intensità o fcmax).

 

Talvolta si può sfiorare o superare lievemente la soglia anaerobica (punto critico in cui il metabolismo passa dal lavoro prettamente aerobico a quello anaerobico) ma, questa strategia di allenamento si utilizza su soggetti fortemente adattatati. I sistemi energetici vengono sapientemente utilizzati in base alle variazioni dell’intensità (metabolismo aerobico o ossidativo per basso o moderato esercizio in cui si consumano maggiormente i grassi, metabolismo anaerobico per l’attività ad alta intensità in cui si usano soprattutto i carboidrati e i fosfati per sostenere l’esercizio).

Il recupero attivo è la parte più moderata dell’esercizio in quanto l’organismo, lavorando a basso regime può recuperare la frequenza cardiaca e attingere alle fonti energetiche utili. Il recupero attivo a bassa intensità favorisce la performance anaerobica ad alta intensità e contribuisce a smaltire il lattato accumulato.

Il volume (o durata) dell’allenamento è inversamente proporzionale all’intensità e viceversa, dipende dall’interazione tra intensità di picco raggiunta negli “sprint exercise”, la durata del recupero, il tipo di recupero (attivo o passivo) e il grado di adattamento allo sforzo del soggetto. Se si raggiungono alte intensità durante lo sprint e se questo viene protratto per periodi prolungati, la durata totale, per forza di cose, subisce una riduzione e viceversa.

Un tipico allenamento HIIT prevede:HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

  • Un condizionamento organico (Riscaldamento) a bassa intensità (50%);
  • Alta intensità – esplosioni (90-95%) alternate a basse intensità (50%);
  • Defaticamento con attività ridotta a bassa intensità (50%).

Dato che l’intensità di un HIIT è quasi massimale, diventa molto difficile sostenere un allenamento per oltre 20-30 minuti.

 

Quali sono i vantaggi dell’HIIT ?

 

Il vantaggio più evidente di un HIIT è la produzione di un importante allenamento in una breve quantità di tempo ed incrementare lo stato di efficienza.

Questa metodica viene utilizzata da soggetti ben funzionalizzati e in grado di sostenere un carico di lavoro fisico elevato con l’obiettivo di migliorare la qualità fisiche per mezzo di una significativa risposta del fitness cardiovascolare (2), il metabolismo del glucosio e la resistenza all’insulina (3), a cui consegue la perdita di peso corporeo.

HIIT contro esercizio fisico tradizionale !

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Confrontando l’allenamento ad intervalli ad alta intensità, l’HIIT, con l’esercizio fisico tradizionale a moderata intensità, si può verificare che entrambi portano a significativi miglioramenti nel fitness cardiovascolare ma è facilmente riscontrabile che l’HIIT (4) produce maggiori miglioramenti del VO2max (consumo massimo di ossigeno) e, quindi, della capacità fisica aerobica e della resistenza.

La forma fisica aerobica migliora sensibilmente, rispetto all’allenamento moderato e continuo (7), facendo uso dell’HIIT che risulta più efficace, non solo nel soggetto sano ma anche in soggetti con patologie cardio-vascolari o metaboliche croniche (ipertensione, obesità, insufficienza cardiaca, malattia coronarica o sindrome metabolica): migliora la funzionalità dei vasi sanguigni (6) e il metabolismo del glucosio. L’HIIT, però, non è efficace come l’esercizio tradizionale moderato e continuo, per il trattamento dell’obesità o il miglioramento della massa muscolare e ossea (8), poiché non sfrutta il regime bio-chimico brucia-grassi (fat-burning).

Il consumo calorico, considerata l’elevata intensità, è generalmente superiore a quello degli allenamenti tradizionali. L’intensità elevata determina infatti un incremento dell’effetto denominato EPOC – Excess Post-exercise Oxygen Consumption (al termine della seduta di allenamento, tanto l’attività metabolica quanto il dispendio calorico non ritornano subito ai livelli di riposo ma tendono a restare più elevati per un tempo relativamente lungo che varia dai 15 minuti fino alle 48 ore in base all’intensità e alla durata del microciclo di allenamento).

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4HIIT : un allenamento intenso ma non massimale!

 

L’HIIT è una tipologia di esercizio fisico estremamente impegnativo che sfrutta parametri di lavoro vicini allo sforzo massimale ripetuti in continuazione per tutto il tempo di attività che un soggetto può sostenere.

Nei soggetti non adattati a sostenerne i ritmi e le ripetizioni dell’HIIT, si utilizza, invece, una zona di sforzo pari al 60-85% durante l’esercizio continuo.

 

La somministrazione di HIIT garantisce sicurezza a chi si sottopone a questa tipologia di prestazione? (9)

 

Un’ampia bibliografia scientifica depone, con evidenze scientifiche, per la sicurezza somministrativa dell’HIIT in soggetti dismetabolici cronici e con patologia stabilizzata derivante cardiopatie, diabete e ictus ma vanno rispettati tutti i canoni e termini di sicurezza che riguardano la somministrazione di un regolare allenamento intenso.

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5Nella panoramica dell’esercizio con HIIT che interessa la patologia cardiaca è riscontrabile un rischio molto basso di eventi cardiovascolari acuti (10).

Nel caso della patologia diabetica e, nello specifico in presenza di diabete di tipo 2, al fine di una tutela dell’utente, si consiglia una clearance specialistica con valutazione funzionale congiunta tra Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate ed il Diabetologo, integrandone i contenuti con un ECG sotto sforzo pre-esercizio così come andrebbe fatto prima di sottoporre un qualsiasi soggetto ad una programmazione di esercizio intenso (11).

La somministrazione di un HIIT a soggetti con esiti di ictus ormai cronicizzato, per garanzia e sicurezza, richiede sempre un pre-screened con ECG sotto sforzo, un test valutativo delle capacità di esercizio e lo studio di una graduazione della frequenza cardiaca di picco incluso un cablaggio per la prevenzione delle cadute durante l’esercizio mirato (12).

 

Qual è il miglior metodo di HIIT ?

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

 

Esistono parecchie metodologie di allenamento: l’HIIT è un sistema di lavoro utilizzato quando non si ha molto tempo a disposizione per effettuare un allenamento protratto nel tempo,

Occorre che il soggetto venga opportunamente testato e sottoposto a una corretta valutazione funzionale, si deve essere autorizzati dal Medico dello Sport o dallo Specialista in Cardiologia.

Se si ha certezza di un buon stato di salute e di efficienza fisica, della capacità di impegno mentale, ai fini di un miglioramento del Fitness fisico aerobico, della funzionalità dei vasi sanguigni, del metabolismo del glucosio e di una ridotta insulino-resistenza, … l’HIIT diventa un buon metodo di allenamento adottabile per consumare tutti i sub-strati energetici disponibili.

 

Gli allenamenti con le tecniche di HIIT

 

Non esiste una formula standardizzata che consente di definire l’allenamento ad intervalli ad alta intensità; per effetto della sperimentazione pratica nella quotidianità esistono, però, alcuni protocolli HIIT divenuti popolari e comunemente adottati per la loro evidente efficacia:

 

  • Rapporto di lavoro 2:1 rispetto ai periodi di recupero:

    • 30-40 secondi di esercizio alla massima velocità sostenibile seguito da 15-20 secondi di attività lenta.
    • Il ciclo si ripete continuamente fino alla manifestazione della fatica.

 

  • Tabata Regimen (Guerrilla cardio):

    • 20 secondi di esercizio ultra-intenso seguito da 10 secondi di riposo;
    • Il ciclo si ripete continuamente per 4 minuti. (13)

 

  • Gibala Regimen:

    • 3 minuti di condizionamento organico viene seguito da 60 secondi di esercizio intenso e, in successione, da 75 secondi di riposo.
    • Il ciclo viene ripetuto per 8-12 volte. (14)

 

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  • Regime di Zuniga:

    • 30 secondi di sforzo sub-massimale del 90% seguito da un periodo di riposo di 30 secondi.
    • Questo regime di allenamento utilizza questa metodologia per consentire un consumo più alto di VO2 ed allungare ad una intensità elevata la durata dell’allenamento. (15)

 

  • Timmons Regimen su tapis roulant o su ellittica:

    • Condizionamento organico per circa 10 minuti seguito da 2 minuti di attività leggera sull’attrezzo per poi avviare 20 secondi di esercizio fisico con massimo sforzo. Si ritorna all’attività leggera alternando ai recuperi gli sforzi massimali fino ad ottenere nel microciclo un totale di 3 minuti di attività fisica al massimo sforzo.
    • Il ciclo di training viene ripetuto per 3 settimane con un ciclo di 3 volte alla settimana per un totale di 21 minuti di esercizio a settimana (3 minuti di intenso esercizio).

 

  • HIIT per adulti sedentari:

questa è una versione meno intensa del regime Zuniga, destinato a soggetti sedentari e che non hanno esercitato alcun allenamento per più di un anno (16):

  • 3 minuti di condizionamento organico;
  • 10 ripetizioni di esercizio massimale ripetuto per 60 secondi all’80-95% della riserva di frequenza cardiaca max;
  • Riserva frequenza cardiaca = frequenza cardiaca massima minus frequenza cardiaca di riposo: [(220-età) – 80/95% della fcmax].
  • Ogni esercizio massimale viene seguito da 60 secondi di recupero.
  • L’allenamento viene concluso con un defaticamento di 5 minuti.

 


Bibliografia di riferimento

 

  1. Laursen PB, Jenkins DG (2002). The Scientific Basis for High-Intensity Interval Training. Sports Medicine (Review). 32(1):53-73.
  1. Milanovic X, et al. (2015) Effectiveness of high-intensity interval training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports Med. 45(10): 1469-1481.
  1. Jelleyman C, et al. (2015). The effects of high-intensity interval training on glucose regulation and insulin resistance: a meta-analysis. Obes Rev. 16(11): 942-961.
  1. Milanovic X, et al. (2015) Effectiveness of high-intensity interval training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports Med. 45(10): 1469-1481.
  1. Weson KS, et al. (2014). High-intensity interval training in patients with lifestyle-induced cardiometabolic disease: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 48(16): 1227-1234.
  1. Ramos JS, et al. (2015). The impact of high-intensity interval training versus moderate-intensity continuous training on vascular function: a systematic review and meta-analysis. Sports Med 45(5)679-692.
  1. Jelleyman C, et al. (2015). The effects of high-intensity interval training on glucose regulation and insulin resistance: a meta-analysis. Obes Rev. 16(11): 942-661.
  1. Nybo, Lars, et al. (2010). High-intensity training versus traditional exercise interventions for promoting health. Medicine and Science in Sports and Exercise. 42 (10): 1951-1958.

Ulteriore Bibliografia di riferimento

  1. Gibala MJ (2007). High-intensity interval training: A time-efficient strategy for health promotion? Current Sports Med Rep. 6 (4):211-213.
  1. Rognmo O, Modholdt T, Bakken H, et al. Cardiovascular risk of high- versus moderate-intensity aerobic exercise in coronary heart disease pateints. Circulation 2012; 126:1436-1440.
  1. Francois ME, Little JP. Effectiveness and Safety of High-Intensity Interval Training in Patients With Type 2 Deabetes. Diabetes Journal (2015): Volume 28(1): 39-44.
  1. Carl DL, et al. Preliminary safety analysis of high-intensity interval training (HIIT) in persons with chronic stroke. Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism (2016); 42(3):311-318.
  1. Tabata, Izumi, et al. Effects of moderate-intensity endurance and high-intensity intermittent training on anaerobic capacity and VO2max. Medicine and Science in Sports & Exercise. 28 (10): 1327-1330.
  1. Little JP, et al. (2010). A practical model of low-volume high-intensity interval training induces mitochondrial biogenesis in human skeletal muscle: Potential mechanisms. The Journal Of Physiology. 588(6): 1011-22.
  1. Zuniga JM, et al. Physiological responses during interval training with different intensities and duration of exercise. Journal of Strength and Conditioning research (2011). 25(5): 1279-1284.
  1. Hood, MS, et al. (2011). Low-volume interval training improves muscle oxidative capacity in sedentary adults. Medicine & Science in Sports & Exercise. 43(10): 1849-1856.

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