Esercizio Fisico dell'anziano-Prevenzione-Neoplasie-Tumore-Cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Neoplasie: l’Attività Fisica Adattata stimola il sistema immunitario!

Neoplasie: l’Attività Fisica stimola il sistema immunitario e a Catania si da importanza all’A.F.A. come strategia di supporto e “cura” contro il cancro!

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania

La prevenzione resta la prima arma per combattere le cellule neoplastiche

 

L’attività fisica è sempre consigliata, anche quando la malattia si è già manifestata. Nel caso delle neoplasie, è in grado di indurre una riduzione della massa tumorale attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

 

Neoplasia: l’esercizio fisico serve solo alla prevenzione?

 

Il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule neoplastiche. Con la sua reazione esercita un importante meccanismo di monitoraggio. Grazie alle capacità dei suoi fattori umorali e cellulari, controlla sia la genesi che lo sviluppo dei tumori. Questa forma di controllo è noto come “concetto dell’immuno-sorveglianza”.

In presenza di una massa tumorale alcune cellule del sistema immunitario, le Natural Killer (NK), si spostano dal circolo sanguigno e migrano verso il tumore con l’obiettivo di attaccarlo.

Nell’attivazione del sistema immunitario un ruolo fondamentale è giocato dall’interleuchina 6, una molecola prodotta dal corpo capace di reclutare le Natural Killer (NK) e dirigerle verso il tumore sin dalle prime fasi del suo sviluppo contribuendo a ridurre la comparsa del tumore stesso.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1

 

L’importanza dell’attività motoria nelle neoplasie

 

La tipologia di sforzo praticato durante l’attività motoria conferisce un diverso valore alla prestazione fisica anche in rapporto al grado di allenamento. Ciò varia in rapporto ai termini delle caratteristiche di intensità, durata e vie metaboliche utilizzate.

La pratica regolare di attività motoria, rappresenta un mezzo efficace per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti immunosoppressori.  Le ricerche immunologiche concordano che contribuiscono a ridurre i rischi di recidiva. Ovviamente, compatibilmente con le condizioni di salute e con le possibilità motorie di ogni persona.

Studi e ricerche, ormai universalmente concordate e approvate dalle comunità scientifiche internazionali, affermano che le cellule “natural killer” (NK) sembrano essere modificate dall’esercizio fisico con aumento delle cellule del fenotipo CD16 e una alterata attività funzionale; l’attività delle Natural Killer raggiunge il suo apice immediatamente dopo aver effettuato attività motoria per ridursi progressivamente dopo due ore dal suo termine per poi normalizzarsi dopo circa venti ore – (Pedersen B.K., Ullum H.: NK-cell response to physical activity: possible mechanism of action. Sci. Sports Exerc. 24: 140-146, 1994).

 

Neoplasie: una strategia di supporto e potenziamento delle cure contro il cancro.

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-2I possibili meccanismi alla base dei cambiamenti indotti dall’esercizio della funzione delle cellule NK sono citochine, ipertermia e ormoni dello stress, tra cui le catecolamine, il Growth hormone – GH (l’ormone somatotropo della crescita), il cortisolo e le beta-endorfine.

L’attività fisica di tipo aerobico è un tassello importante nella lotta contro i tumori e, quando può essere svolta, diventa parte integrante delle cure e la sua inclusione assume il tono di un vero e proprio “FARMACO”! (Enviromental Health and Preventive Medicine – Effetti dell’intensità dell’esercizio sulle sottopopolazioni di leucociti circolanti – Yukie Saito, Yukinori Kusaka,  Masanori Shimada).

 

Neoplasie: l’Attività Fisica deve essere ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico

 

L’attività delle cellule NK viene potenziata se l’attività è ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico; ne deriva che  il sistema immunitario viene temporaneamente migliorato garantendo una buona protezione dalle infezioni.

Al contrario, l’esercizio fisico intenso produce immunodepressione, almeno in parte causata dalle prostaglandine. Pertanto, la funzione delle cellule NK viene temporaneamente gravemente depressa (i microrganismi, in particolare i virus, invadono l’ospite, per cui è possibile contrarre infezioni).

I soggetti che praticano attività fisica o sport di endurance ad alta intensità (> 70-75% Vo2max) come i ciclisti, i maratoneti e gli ultra-maratoneti, i tri-atleti, hanno un maggior rischio di contrarre un’infezione rispetto a persone che praticano attività moderate o ad atleti che svolgono attività amatoriale che non superano il 70-80% Vo2max!

Un’attività fisica prolungata e di elevata intensità produce un abbassamento generalizzato dell’attività del sistema immunitario. Questo fenomeno varia tra le 3 e le 72 ore: è definito come “Open Window”. I soggetti in questa fase mostrano elevato rischio di contrarre un’infezione, in particolare delle vie aeree superiori, poiché questo periodo determina uno stato transitorio di immuno-depressione.

 

Neoplasie: L’attività fisica si comporta da medicina – la migliore delle medicine!

Exercise is Medicine: the best medicine!

 

Gli studi sull’infusione che imitano i livelli di ormoni dello stress nel sangue durante l’esercizio indicano che un aumento dell’adrenalina nel plasma rappresenta almeno una parte della modulazione della funzione delle cellule NK indotta dall’esercizio.

 

Seguire uno stile di vita attivo aiuta a non ammalarsi anche in età geriatrica.

 

Le Teorie della programmazione genetica postulano che l’invecchiamento è un evento che si innesca e si attua in dipendenza di un genoma in cui è presente l’informazione che si traduce in una serie di fenomeni che ne contraddistinguono uno specifico periodo della vita.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-3

Le Teorie stocastiche o degli errori o dell’usura negano la possibilità di una programmazione contenuta nel genoma e considerano l’invecchiamento conseguente a un progressivo deterioramento provocato da uso e accumulo di danni che modificano l’espressione genica  in grado di comportare errori trascrizionali, traduzionali o post-traduzionali. Il target diretto del danno incide essenzialmente sugli organi cellulari come i mitocondri, i lisosomi, le loro membrane, le proteine strutturali ed enzimatiche dell’organismo. Gli errori deriverebbero anche dai radicali dell’ossigeno, dalle lipofucsine o da alcuni metalli e dai prodotti della glicosilazione di diverse proteine.

Con l’invecchiamento il corpo umano va incontro a un decadimento fisiologico che minaccia la buona salute.

Si riduce la capacità funzionale e si osserva una progressiva involuzione del sistema immunitario. Pertanto, si abbassano le capacità difensive dell’organismo contro gli agenti esterni (virus, batteri, parassiti, …) ed interni (cellule anomale danneggiate, infettate o tumorali).

 


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La scoliosi è una deformazione complessa caratterizzata da una rotazione assiale!

Scoliosi in 3D: a #Catania una riflessione sull’argomento !

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

La Scoliosi viene spesso definita come una deviazione laterale del rachide sul piano sagittale!

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Altrettanto spesso, però, ci si scorda che ad essa si associano, sul piano laterale, le curve delle cifosi (dorsale e sacro-coccigea) e delle lordosi (lombare e cervicale) con le loro entità.

La Scoliosi, a Catania come a New York o a Dubai, ovunque nel Pianeta Terra, è una deformazione complessa nella quale la risultante delle deviazioni, dal piano sagittale a quello laterale, è una rotazione assiale.

L’osservazione su indagini radiologiche tradizionali, basate su proiezioni ortogonali, non configurano adeguatamente nello spazio la colonna vertebrale.

La tridimensionalità è la pertinenza di un oggetto o di un’immagine nel campo delle tre dimensioni spaziali indicate genericamente con le coordinate cartesiane X, Y e Z. Essa viene indicata anche con l’acronimo 3D 3-D, che letteralmente sta per “3 dimensioni” (3).

La Scoliosi in 3D : osservare un fenomeno che si manifesta su 3 piani dello spazio!

 

Le origini delle deformità scoliotiche si possono attribuire a precise alterazioni anatomo-patologiche che si possono elencare facilmente in:

  • rotazione vertebrale (deviazione della singola vertebra sul piano trasverso);
  • torsione metamerica (spostamento relativo del singolo corpo vertebrale rispetto alle altre vertebre);
  • deformazione  strutturale (conseguenziale) dei singoli corpi vertebrali.Scoliosi in 3D-scoliosi-rotazione delle vertebre-torsione delle vertebre-deformazione delle vertebre-Cifosi-Lordosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La radiografia tradizionale offre la possibilità di misurare oggettivamente le alterazioni vertebrali. La misurazione è approssimativa poiché ricompone sul piano frontale le modificazioni che, invece, si sviluppano tridimensionalmente nello spazio.

La complessità operativa si traduce in errori interpretativi.

Ciò in quanto quello che ha 3 dimensioni nello spazio viene, soventemente, guardato in maniera sterile e mono-dimensionale. Nel migliore dei casi, viene valutato in modo bi-dimensionale (quando si studiano le lastre in ortostatismo sia in proiezione antero-posteriore che laterale mettendone insieme le osservazioni scientifiche).

 

Scoliosi in 3D: anche gli esercizi di ginnastica correttiva o di ginnastica compensativa devono essere svolti con una logica tridimensionale!

 

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Spesso anche la somministrazione di esercizi di ginnastica correttiva o compensativa e l’educazione preventiva dei vizi posturali subiscono la stessa sorte dimenticando che il corpo umano è tridimensionale.

L’esercizio di Ginnastica Correttiva dovrebbe assumere un logica proiettata nel controllo dei muscoli su tutte e tre le dimensioni dello spazio.

C’è chi pretende di riuscire a farlo, addirittura in acqua, dentro la vasca della piscina! … anzi, consiglia stili che assumono toni fantascientifici.

Ma nascono spontanee le domande:

Come fa un animale di terra (essere umano) a controllare tutta una serie di componenti mio-fasciali e propriocettivi sui tre piani dello spazio, in un ambiente acquatico (che non è il suo ambiente naturale!)?

Come si possono bilanciare i conti anche con le spinte fluido-dinamiche e con i filetti fluidi del liquido acqua che viaggiano in senso contrario al corpo durante la spinta propulsiva?

 

#Scoliosi in 3D :

la TAC fornisce informazioni utili per la torsione, per la deformazione, per la rotazione!

 

Lo studio radiografico clinico potrebbe essere ovviato da una Tomografia Assiale Computerizzata – TAC – misurando sulla regione anatomica di interesse tanto la torsione quanto la deformazione strutturale somatica arcale, che la rotazione delle vertebre, attraverso la ricostruzione bidimensionale di un segmento del rachide prescelto.

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Rispetto alle RX si avrebbe il vantaggio di studiare measure mode e identify mode, cioè :

  • attraverso i livelli di densità elevati, le strutture ossee,
  • con i livelli minori di densità, i tessuti molli.

Certamente, le scout view, cioè le radiografie digitali, consentirebbero il risultato di misurare gli angoli Cobb, mentre le rotazioni vertebrali e le rotazioni somato-arcali potrebbero misurare le immagini assiali.

Il vantaggio di usare una TAC in 3D, come una computed axial tomography o CAT, sarebbe quello di avere una visione di insieme dell’andamento della curva di scoliosi a fronte di visioni non acquisibili con le tecniche radiologiche convenzionali.

In particolare diventa utile la visione dall’alto o dal basso, ottenibile nelle ricostruzioni in rotazione sull’asse X, le visioni laterali, oblique e posteriori, rilevabili  nelle immagini ricostruite in rotazione sull’asse Z.

 

Scoliosi in 3D : la prevenzione dei vizi posturali impone ragionamenti di tutela e protezione!

 

Non ultimo, diventa importante l’attività di protezione ai mrad di esposizione. L’esposizione si può limitare esclusivamente alla superficie corporea che corrisponde allo spessore del singolo strato di scansione rendendo trascurabile quella erogata alle superfici somatiche limitrofe.

L’esposizione sarebbe mirata e limitata alle strutture scheletriche esaminate. Si ottiene il vantaggio che il soggetto, spesso in età evolutiva, viene tutelato e può essere sottoposto a un più costante controllo dell’evoluzione delle curve scoliotiche rispetto all’indagine radiologica tradizionale, senza subire significative esposizioni a dosi di mrad. I rischi espositivi diventano maggiori per i soggetti in età evolutiva poiché nei giovani le cellule si moltiplicano più velocemente e sono più sensibili a sviluppare mutazioni genetiche, secondo la legge di Jean Bergonie e Louis Tribondeau.[2]

Infatti, la radiosensibilità di una cellula risulta maggiore se si trova in uno stato di proliferazione o in fase di crescita ed è correlata positivamente con la sua attività metabolica.

 

Questo è il motivo per cui si raccomanda di esporre al minimo indispensabile a dosi di mrad i bambini o gli adolescenti. [1]

 

Scoliosi in 3D : con l’imaging tridimensionale si può apprezzare la struttura del contenuto osseo

 

Per finire, altri grandi vantaggi dell’imaging deriverebbero dal possibile apprezzamento quantitativo strutturale del contenuto osseo di ogni vertebra. Nel caso di scoliosi secondarie a patologie metaboliche o ad endocrinopatie, ciò svolge un ruolo determinante.

In più, si ottiene, rispetto alla radiografia tradizionale, una valutazione non invasiva dei rapporti rachidei con il midollo spinale e le radici nervose. Le informazioni sulle scoliosi derivanti da sindromi neurologiche richiedono una sensibile modifica della dose espositiva.


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e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


Bibliografia e webgrafia di riferimento

 

  1. ^ a b c d e Food and Drug Administration, Dental Cone-beam Computed Tomography, fda.gov. URL consultato il settembre 2013.
  2. ^ (EN) Walt Bogdanich, Jo Craven McGinty, Radiation Worries for Children in Dentists’ ChairsURL consultato il 16 giugno 2016.
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Tridimensionalit%C3%A0

 

 

Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione : strategie vincenti se associati all’Attività Fisica Adattata!

Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione : 

binomio di strategie vincenti se associati all’Attività Fisica Adattata!

 

Nutrizione e Scienza-Logo-Studio-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-Adattato-Obesità-Sovrappeso-Alimentazione-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaAnalizzando il quarto fattore protettivo per le principali patologie nel mondo (Global Burden Diseas), lo STUDIO DEL PROF. DOTT. CARMELO GIUFFRIDA ha posto, tra le sue strategie per l’anno 2017, alcuni contenuti del Progetto MONICA (MONItoring of trend and determinants in CArdiovascular disease study) analizzando la “Malattia del terzo millennio”: l’OBESITA’ !

Lo Studio si prefigge il compito di sviluppare progetti di ricerca scientifica, programmi per la formazione e l’educazione del soggetto e l’aggiornamento dei Membri della propria Equipe.

Il network professionale raccomanda l’adozione di uno stile di vita mediterraneo e la pratica costante di attività fisica.

 

Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione affiancano l’Esercizio Fisico!

 

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Il Team tecnico ha attivato in convenzione

UN SERVIZIO DI SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE SIA PER IL SOGGETTO NORMALE QUANTO PER LO SPORTIVO CHE VUOLE OTTIMIZZARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA.

SI AVVALE DI BIOLOGI NUTRIZIONISTI SPECIALIZZATI  E DI MEDICI #ENDOCRINOLOGI QUALI CONSULENTI CONVENZIONATI PER LE ESIGENZE NASCENTI NEL PROPRIO STUDIO!

 

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che, negli ultimi due decenni, il tasso di #obesità in Europa si è triplicato. Ogni anno un milione di decessi e dodici milioni di anni di vita vengono trascorsi in cattive condizioni di salute. Ciò, per effetto di patologie associate ad obesità e #sovrappeso.

#Cardiopatie ischemiche, #ipertensione, #ictus, #diabete di tipo 2, malattie #cardiovascolari e #carcinoma del #colon sono tra le patologie in cui sono implicati sovrappeso e l’obesità.

 

#Nutrizione e Scienza: L'”ATTIVITA’ FISICA ADATTATA NEI DISMETABOLISMI” chiarisce come “L‘ESERCIZIO FISICO E’ UN FARMACO: EXERCISE IS MEDICINE”!

 

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Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, recependo le direttive europee della “Global Health Iniziative”ha attivato un Servizio di “Nutrizionismo”. Pertanto, si è affidato all’esperienza specialistica, in convenzione, di un Biologo specializzato in Scienze dell’Alimentazione e a un Medico specializzato in Endocrinologia. Ha abbinato l’educazione alimentare all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) che svolge con Tecnici Specializzati A.M.P.A per assolvere compiti complessi.

Quindi, offre alla propria utenza i seguenti servizi:

  • servizio di #nutrizione per il soggetto normale e per l’atleta (valutazione della composizione corporea e consulenza nutrizionale);
  • studio di un piano di trattamentNutrizione e Scienza-Studio-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-Adattato-Obesità-Sovrappeso-Alimentazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3o integrato con individuazione di attività #fat-burning (esercizio aerobico) in rapporto alle calorie ingerite (Optimal Fat-Burning);
  • integrazione specifica per i tre macro-cicli di allenamento e per lo stato rilevato al momento del test;
  • #dieta mensile (formulata dal Biologo-Nutrizionista Specializzato in Scienze dell’Alimentazione) finalizzata alla tabella di #allenamento e alle esigenze di calo #ponderale;
  • integrazione personalizzata con marca e prodotti, anche su specifiche esigenze e richieste dell’atleta;
  • servizio di #consulenza quotidiano o settimanale con revisione del programma alimentare (servizi in sede e a distanza).

 

Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione : l’Attività Fisica svolta con regolarità è indispensabile!

 

La campagna pone grande attenzione sull’importanza della pratica di attività motorie con regolarità.

È fondamentale scegliere attività fattibili in qualsiasi momento della giornata come camminare a passo spedito per almeno 45 minuti 3 volte alla settimana.Nutrizione e Scienza-Studio-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-Adattato-Obesità-Sovrappeso-Alimentazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Lo stile di vita salutare e attivo è in grado di modificare positivamente sia la qualità che la durata della vita.

L’attività motoria è il principale fattore in grado di influenzare positivamente la salute semplicemente attraverso un buon uso dei proprio muscoli durante l’attività fisica. Deve essere guidata da professionisti appositamente formati. In Italia gli Specialisti dell’Esercizio Fisico sono i Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate.


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Emofilia e Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

EMOFILIA : Anche gli emofilici possono fare Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2016

 

Il nome “EMO-FILIA” deriva dal greco antico haima” (sangue) e philia” (amicizia).

 

L’emofilia divenne “famosa” nella seconda metà dell’Ottocento a causa della Regina Vittoria, sovrana inglese portatrice sana della malattia che, inconsapevolmente, diffuse, tra i regnanti europei imparentati tra loro per mantenere i nobili lignaggi o per motivi economici e politici, il gene del Fattore di coagulazione difettoso.

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Già, il 13 Aprile 2015, in occasione dell’indetta XI° giornata mondiale dell’emofilia, si discusse delle nuove frontiere di questa patologia nell’ambito delle Attività Fisiche.

L’attività fisica è la forma di prevenzione migliore per la tutela della salute fisica e mentale, anche nei confronti di coloro che, comunemente e impropriamente, vengono identificati e ritenuti meno idonei: i portatori di patologie respiratorie, i dismetabolici come i diabetici, gli obesi o i cardiopatici, i disabili motori o psichici, gli osteoporotici, …

 

Emofilia : fruibilità e benefici dall’Attività Fisica Adattata !

 

Il tema della fruibilità e dei benefici di una attività fisica sicura per le persone affette da emofilia, da coagulopatie, o da altre malattie emorragiche congenite, deve essere aperto a nuove frontiere compatibilmente con le proprie possibilità e caratteristiche fisiche.

Spesso, questi soggetti, a causa della loro patologia, non praticano alcuna forma di attività fisica, poiché ritenuta rischiosa scontrandosi, oltre che con la propria malattia, anche con i problemi più disparati.

L’emofilia è una malattia rara di origine genetica, detta “diaginica” poiché la sua trasmissione è legata al cromosoma X che interessa 1 persona ogni 10.000, (400.000 nel mondo) e colpisce soprattutto i maschi.
Un individuo emofilico, nella maggior parte dei casi, non mostra particolari gravità se subisce piccole ferite o graffi ma può avere non pochi problemi se subisce un evento traumatico; piccole lesioni delle pareti vasali a livello di articolazioni e muscoli instaurano difficoltà della coagulazione del sangue comportando carenza o poco funzionalità dell’attivazione di due proteine, il fattore VIII o fattore emofilico “A” e il fattore IX o fattore nono ”B”; esiste anche l’Emofilia C, causata da una mancanza del Fattore Undicesimo. Per effetto di questi deficit, i geni che codificano la sintesi dei fattori della coagulazione VIII e IX, situati su uno dei due cromosoma X femminili, non sono in grado di compensarsi vicendevolmente.

Nella popolazione maschile, non esistono geni per i fattori della coagulazione sul cromosoma Y.

 

Emofilia : Attività Fisica Adattata per la salvaguardia e la tutela di ginocchio, gomito, caviglia, spalla e anca !

 

Emofilia-locandina gme 2015-Attività Fisica Adattata-Attività Fisica-Esercizio-Ginnastica-Attività Motoria-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Le articolazioni più esposte agli eventi sinistrosi sono il ginocchio, la caviglia, il gomito, la spalla e l’anca. L’incidenza è maggiore nei bambini poiché sono più soggetti degli adulti agli episodi emorragici sebbene il numero di emorragie è imprevedibile da più volte alla settimana a poche volte nel corso di un intero anno.

L’attività motoria in generale e, nello specifico, l’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) aiuta a stare bene sotto molti punti di vista: migliora le condizioni psico-fisiche e le qualità fisiche di base come la forza, la resistenza, la coordinazione neuro-muscolare, … e aiuta a mantenere corrette posture sia nella statica eretta che seduta ma anche nelle attività dinamiche di vita quotidiana. Inoltre, è di fondamentale importanza per il suo ruolo educativo e socializzante nello sviluppo emotivo e psicologico in età scolare e/o adolescenziale.Emofilia-locandina gme 2015-Attività Fisica Adattata-Attività Fisica-Esercizio-Ginnastica-Attività Motoria-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

L’attività fisica regolare e condotta secondo schemi corretti di pianificazione e di realizzazione, a basso impatto aerobico e a basso rischio traumatico, condotto in ambiente altamente specializzato sotto la guida di un Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.), rappresenta uno prezioso strumento per migliorare e preservare lo stato di salute e trova una specifica indicazione per i soggetti con emofilia.

 

Emofilia : la profilassi amplia la gamma di attività motorie praticabili !

 

L’uso della profilassi nella comune attività clinica, limitando il rischio di emorragie, ha ampliato la gamma delle attività motorie praticabili dai soggetti emofilici favorendone la costanza delle sedute di “allenamento” e incoraggiando alla pratica sportiva a lungo termine.

L’attuale trattamento dell’emofilia, anche di forma “grave”, consente un’efficace prevenzione degli episodi emorragici che potrebbero verificarsi durante l’attività motoria. Il soggetto che si sottopone a regolare profilassi, che comporta la somministrazione endovenosa del fattore della coagulazione carente, dosato a seconda del tipo di sport, di intensità dell’allenamento e del calendario delle gare – trattamento peraltro raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dalla World Federation of Hemophilia (WFH) e dalla Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE), può effettuare ogni tipologia di Attività Fisica Adattata e anche determinati sports senza esclusione dei livelli agonistici, valutandone attentamente l’idoneità ematologica e lo stato di “compensazione”, l’idoneità medico-sportiva e medico-legale, caso per caso.

 

Emofilia : Nuove sfide con allenamento in regime aerobico e uso di nuove tecnologie !

 

Innovativi progetti come il “Marathon”, nato nel 2013 con l’obiettivo di fare partecipare atleti emofilici alla Maratona di New York, già l’anno scorso hanno evidenziato la ricerca su nuove sfide d’intervento, applicando conoscenze con programmi studiati e calibrati sul profilo fisico e psicologico a favore di atleti appartenenti a categorie considerate “deboli”.

 

Emofilia : un bracciale USB garantisce l’identificazione personale

 

La valutazione di forme di allenamento utili a tutti gli “atleti” emofilici e il progetto Sa.Me.Da.® L.I.F.E.® (Local Infomed For Emergency) nella pubblica assistenza consistente nella dotazione di un braccialetto USB che garantisce l’identificazione dell’individuo che lo indossa, consente al personale sanitario l’accesso ai suoi dati personali direttamente sul luogo dell’evento sinistroso per mezzo di un comune personal computer, tablet o smartphone per assicurare gli aspetti essenziali da tenere in considerazione nelle operazioni di primo soccorso.

Questo speciale bracciale fu sperimentato dai meccanici della scuderia Team Red Bull, erede della Minardi, e già adottato dalla CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) in cinque Campionati Italiani; è stato approvato dai Centri Emofilia, dai Comitati Etici delle realtà ospedaliere e nella richiesta spontanea da parte di diverse strutture e utenti.

 

Letteratura scientifica sull’Emofilia

 

I dati della letteratura scientifica sono fortemente disomogenei in merito alle indicazioni sulla tipologia di sport da far praticare ai soggetti emofilici.

Appare evidente l’urgenza di definire un documento di consenso, con raccomandazioni condivise dai diversi specialisti coinvolti, rispetto alle attività motorie praticabili in piena sicurezza per la gestione dell’emofiliaco e relative modalità di esecuzione ideali, per evitare di privare l’emofiliaco di un importante stimolo per una crescita psicofisica armoniosa e di una preziosa occasione di interazione interpersonale e sociale, oltre al miglioramento della qualità della sua vita.


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