Diabete-Attività Fisica Adattata-Sport-Esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Andare in Palestra: differenze nella somministrazione di esercizio!

Andare in Palestra impone delle scelte che non possono essere lasciate al caso e all’improvvisazione!

La scelta del luogo e del Professionista capace di calibrare il movimento deve essere ponderata e indirizzata alle proprie esigenze personali. 

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaEsistono molte esperienze scientifiche e altrettante evidenze sull’efficacia della pratica di un regolare esercizio fisico. Indubbiamente, ciò produce un miglioramento dello stato di salute e una riduzione del rischio di mortalità generale. I soggetti fisicamente attivi che praticano attività motoria presentano una seria riduzione del rischio di sviluppare malattie. E, tra le patologie sensibili all’esercizio fisico, ne utilizzano maggiormente gli effetti quelle cardiovascolari, ictus cerebrali, diabete tipo 2, cancro del colon, osteoporosi, depressione, …

L’uso corretto di questo “nuovo” strumento, somministrato con rigore scientifico ai fini del miglioramento della salute dei cittadini, è stato adottato a pieno titolo nella pratica clinica. Inoltre, è usato nella lotta alla sedentarietà e nella promozione dell’attività fisica nelle diverse condizioni patologiche (obesi, diabetici, dislipidemici, ipertesi, …).

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’introduzione dell’uso di attività motoria per ottenere uno stato di salute ottimale e il benessere fisico, o semplicemente per migliorare l’efficienza fisica, richiede di approntare concrete modalità organizzative. All’interno di queste modalità deve esistere tanto la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche esigenze del singolo soggetto, quanto la somministrazione, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

 

Andare in Palestra: L’esercizio fisico è un valido “strumento” indispensabile per combattere le alterazioni metaboliche e cliniche (sindrome pluri-metabolica) dell’inattività fisica.

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Gli Studi promozionali, derivanti dalla somministrazione di attività fisica nella popolazione generale, e il grande successo ottenuto nel recupero funzionale di soggetti affetti da patologie stabilizzate o cronicizzate che possono beneficiare dell’esercizio fisico hanno permesso di sviluppare alcune importanti esperienze. per la precisione, queste riguardano la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, a soggetti anziani fragili, ai trapiantati di organo (cuore, rene e fegato), …

 

Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa realizzazione di programmi di prescrizione dell’attività fisica con “percorsi assistenziali speciali” integrati, rivolti a persone che presentano problemi di salute, hanno dato esito positivo dimostrando grande efficacia nelle patologie sensibili monitorate clinicamente.

 

Le concrete modalità organizzative, all’interno delle quali possono avvenire sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione, attraverso percorsi che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta, godono, oggi, degli esiti di enormi quantità di progetti sperimentali internazionali. Per la precisione, hanno provate verifiche scientifiche supportate da evidenze facilmente rintracciabili sulle reti web.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

I protocolli utilizzabili, pertanto, offrono serie risposte operative a bisogni dell’utenza che, fino ad oggi non hanno trovato adeguata copertura con altri appropriati interventi sostenibili.

 

Andare in Palestra – L’esercizio fisico, ormai, viene prescritto e somministrato come un farmaco (Esercizio fisico Adattato – EFA):

  • è diretto a persone con malattie sensibili all’attività motoria (prevalentemente malattie cardiovascolari e dismetaboliche);
  • si coniuga all’esigenza di evitare inutili medicalizzazioni;
  • diventa un sistema per coadiuvare i trattamenti sanitari appropriati (principalmente nelle disabilità stabilizzate derivanti da eventi patologici) attraverso l’Attività Fisica Adattata – AFA.

 

Occorre stabilire sempre una corretta sinergia tra la presa in carico della persona e la “prescrizione”:

 

  • L’avvio all’attività e all’esercizio fisico e la costruzione di un modello organizzativo avviene nell’ambito di una integrazione professionale e organizzativa fra il Medico di Medicina Generale, il Medico specialista di riferimento per le diverse patologie sensibili all’esercizio fisico (Medico dello sport, Cardiologo, Diabetologo, Fisiatra, …) e il Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.).

 

  • – La somministrazione dell’attività e dell’esercizio fisico nel suo effettivo svolgimento deve avvenire in situazioni organizzate o in strutture specificamente attrezzate, contraddistinte da una buona gestione complessiva, facilmente accessibili e con modalità tali da assicurare una elevata compliance al percorso proposto – “Palestra Etica e Sicura”, fidelizzate ai suoi valori, in cui operano Dottori Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialisti A.M.P.A.) e Dottori in Scienze Motorie e dello Sport opportunamente formati dalle Università.

 

Nella fase acuta la somministrazione di esercizio fisico avviene in ambito Sanitario

 

– in fase acuta: avviene in ambito Sanitario solo per le persone che presentano un quadro più complesso per il tempo necessario ad ottenere autonomia e sicurezza del soggetto;Gestazione-preparazione-parto-ginnastica-esercizio-gravidanza-recupero-Attività Fisica-dopo il parto-Ginnastica-preparazione parto-Post parto-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

  • nella stabilizzazione e nella cronicità patologica. Superata la fase acuta o di ospedalizzazione, la “somministrazione” dell’esercizio fisico avviene al di fuori dell’ambito di intervento sanitario. Ovviamente, con modalità e in strutture capaci di elargire il movimento secondo i principi della Fisiologia clinica dell’esercizio fisico in partnership professionale.

 

Andare in Palestra per fare Attività Fisica!

 

Attività Fisica (AF):

movimenti del corpo determinati dall’attivazione del sistema muscolare scheletrico in grado di produrre un incremento del consumo energetico.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

In realtà, viene svolta liberamente e autonomamente all’aperto o presso strutture sportive. Frequentemente si svolge anche nell’ambito di “occasioni” organizzate dal Servizio sanitario regionale, dagli Enti locali o da organizzazioni sportive (CONI, Enti di promozione sportiva, palestre, circoli sportivi, …) come Gruppi di cammino, attività nei parchi, ecc …

Non necessita di valutazione sanitaria.

I Medici curanti e gli Operatori sanitari dovrebbero consigliare alle persone di perseguire uno stile di vita più attivo e sostenerne la motivazione. Quindi, sarebbe auspicabile anche un eventuale contatto periodico.

 

 

Andare in Palestra è cosa ben diversa dal fare Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Si rivolge a soggetti con disabilità stabilizzata da eventi patologici.

Perciò, richiede prescrizione medica (Medico Medicina Generale, Pediatri Di Libera Scelta, Fisiatri, Medici dello Sport, … altri Specialisti) e periodiche valutazioni.

La somministrazione avviene prevalentemente in ambiente chiuso, in mini-gruppi (max 4-5 persone), con la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e da Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati e, anche, l’eventuale supervisione di un Medico Specialista nei casi necessari.

 Attività Fisica Adattata: Acronimo A.F.A.  = 73.000.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in inglese Adapted Physical Activity – A.P.A. = 5.470.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in francese Activitè Physique Adaptèe – APA = 510.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

PUB MED: 85.200 articoli (alla data di questa pubblicazione).

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

 

Andare in Palestra: Esercizio fisico

 

Consiste in movimenti del corpo con caratteristiche di pianificazione e ripetibilità capaci di produrre il miglioramento o il mantenimento di uno o più elementi caratterizzanti l’allenamento. E’ distinguibile in diverse tipologie di esercizio:

  •  isotonico o dinamico: provocato da una contrazione muscolare in grado di produrre un movimento e un carico di volume sul ventricolo sinistro del cuore, con una risposta proporzionale alla massa muscolare e all’intensità dell’esercizio (la corsa);
  • isometrico o statico: provocato da una contrazione muscolare senza variazione di lunghezza del muscolo e con un carico cardiaco pressorio maggiore a quello di volume (esempio: stringere un pallone medicinale con forza tra le gambe);
  • isocinetico: attraverso l’utilizzo di particolari macchine o dell’acqua;
  • auxotonico: ottenuto attraverso attrezzi elastici con diversa resistenza;
  • di resistenza: combinazione tra esercizio isotonico ed isometrico (esempio: sollevamento pesi).

 

Andare in Palestra per migliorare le grandi funzioni organiche e metaboliche con l’Esercizio Fisico Adattato (EFA)

In particolare, si rivolge a persone con malattie prevalentemente cardiovascolari e dismetaboliche.

Richiede prescrizione medica (Medici di Medicina Generale, Medici dello Sport, Cardiologi, Diabetologi, …) e periodiche valutazioni; la somministrazione avviene o in modo controllato e tutorato in ambiente sanitario o in palestre opportunamente selezionate. E’ d’obbligo la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e quella di Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati a seconda delle condizioni di salute del soggetto.

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5

 

 

Andare in palestra per fare Allenamento fisico o Fitness

 

è un’attività fisica regolare e strutturata, finalizzata al miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardiocircolatoria e respiratoria). Utile al mantenimento delle capacità fisiche di base: è correlato ad una riduzione di mortalità e morbilità per tutte le cause.

 

Da un punto di vista metabolico, le attività fisiche si distinguono quindi in:

– aerobiche: si lavora con un basso consumo di ossigeno muscolare, prevalentemente al di sotto della soglia anaerobica e, possibilmente in “Steady State”; ciò permette di effettuare attività prolungate nel tempo come la corsa o la marcia.

 anaerobiche: si opera con sforzo intenso e di breve durata; corrisponde a “scatti” o esercizi in velocità.

 

Praticare Sport ha lo stesso significato?

 

sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-12

No! La pratica di uno Sport è un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e psichiche. Sfrutta il complesso degli esercizi e delle manifestazioni agonistiche e non agonistiche in cui l’attività si realizza.

La pratica dello sport impone il rispetto di regole codificate da appositi enti. Persegue lo spirito competitivo differenziandosi dal momento ludico e dal puro divertimento. Spesso, viene confusa l’intento dell’attività. Con il termine originario del francese “desport”, ne derivò il termine «diporto» equivante a “divertimento”. La relazione terminologica non è riferita all’attività svolta dagli atleti. Piuttosto, si riferisce al divertimento tratto dagli spettatori che si appassionano per vari motivi allo svolgimento e agli esiti delle manifestazioni competitive.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

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Fratture del Femore a Catania Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida a Catania

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata:

occorre individuare precocemente il percorso ottimale, le strategie e i protocolli di recupero più idonei!

Frattura osteoporotica anca-Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

Le fratture osteoporotiche sono destinate a crescere con l’ulteriore invecchiamento della popolazione[1].

Le fratture del femore hanno un’incidenza della mortalità in fase acuta intorno al 5-8%. La mortalità ad un anno supera il 25-30%, a fronte di una mortalità attesa ad un anno per lo stesso gruppo di età non superiore al 10%[2].

A un semestre dalla frattura oltre la metà dei soggetti in vita perde l’autonomia in almeno una delle attività di vita quotidiana (Activities of Daily Living – ADL). Si precisa, inoltre, che il 30% dei soggetti in precedenza indipendenti perde l’autonomia nella deambulazione[3].

 

Fratture del femore da fragilità prossimale

 

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1Generalmente, le fratture del femore da fragilità prossimale sono secondarie ad eventi traumatici di modesta entità. Spesso, sono associate a una caduta. Avvengono frequentemente in persone con pre-esistenti disturbi della mobilità o dell’equilibrio, con deficit sensitivi, con diminuite capacità visive e motorie, con deterioramento cognitivo. Più in generale, interessano persone con co-morbilità associate come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, gli esiti di ictus, le polineuropatie, le malattie degenerative del sistema nervoso, gli esiti di poliomielite.

Una varietà di fattori incidono sensibilmente sugli esiti a breve e a lungo termine. Tra questi, una importante influenza deriva dall’età del soggetto, dalle condizioni di salute generali e dal suo stato funzionale pre-frattura. Influisce anche il tipo di frattura subita, lo stato cognitivo e collaborativo. Infine, sono da considerare anche le difficoltà non prevedibili. Tra i fattori conseguenti alla frattura e al trattamento bisogna tenere presente il possibile sviluppo di complicanze intra-ospedaliere e, in particolare, di delirium, lo scarso controllo del dolore, una prolungata immobilizzazione[4][5].

 

Fratture del Femore nei soggetti fragili

 

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-CataniaMolti soggetti con frattura del femore sono geriatricamente definibili “fragili” poiché mostrano riduzione delle riserve funzionali con aumentata vulnerabilità multi-sistemica di organi e apparati alle malattie[6].

Presa in carico e ripresa dell’abilità di muoversi precocemente è obiettivo primario per contrastare i rischi correlati all’intervento chirurgico (osteosintesi o protesi d’anca) e all’immobilizzazione come le piaghe da decubito e la Trombosi Venosa Profonda.

Nella fase acuta spetta alla Fisioterapia proporre la mobilizzazione. Questa deve essere avviata entro il giorno successivo all’intervento, non appena rimossi i drenaggi o, comunque, entro le prime 48 ore. Avviata la verticalizzazione e la progressiva ripresa della deambulazione, in genere, si osserva un progressivo miglioramento che induce a una significativa autonomia nei trasferimenti e nel cammino già nel corso della prima settimana dopo l’intervento cruento[7].

Il potenziamento muscolare degli arti inferiori migliora la forza dei flessori dell’anca e del quadricipite. Incrementa la velocità del cammino e la capacità di effettuare il passaggio seduto-in piedi.

 

Fratture del Femore: quali sono i passi importanti?

È fondamentale:

– aver subito un intervento chirurgico che consenta un carico immediato;

– possedere una accettabile soglia del dolore;

– avere buone capacità cardio-respiratorie e funzionalità dei valori pressori;

 

Indispensabile, in realtà, è il controllo dello Specialista Ortopedico, la verifica con una lastra radiografica di controllo e la prescrizione del tipo di carico concedibile.

 

Il rientro al proprio domicilio deve essere garantito, per quanto possibile, dalle migliori condizioni in termini d’indipendenza e di sicurezza.

 

La collaborazione multi-disciplinare tra professionisti rafforza la gestione dell’anziano e facilita il processo di recupero funzionale.

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-2

 

Nel pieno rispetto della sicurezza del soggetto, perciò, la fase di stabilità o di cronicità viene affidata e condivisa con lo Specialista A.M.P.A. (Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate) che ha il compito di:

  • mantenere l’articolarità;
  • ripristinare il trofismo e la forza muscolare;
  • migliorare l’autonomia nei passaggi posturali e la capacita di tenuta di una corretta postura nella statica eretta;
  • esercizi attivi per la stimolazione della pompa muscolare;
  • ortostatismo e training incrementale del cammino con progressivo aumento della distanza percorsa;
  • training alle autonomie, educazione, counselling all’assistito e al caregiver.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata in fase di stabilità o nella cronicità

 

La valutazione funzionale che riguarda il soggetto in fase di stabilità o nella cronicità, ad ogni modo, deve tenere presente le seguenti scale:

 

  • Numeric Rating Scale – NRS o Pain Aid (in soggetti con deterioramento cognitivo), per il dolore.
  • Range Of Motion – ROM, per la mobilità articolare.
  • Scala del Medical Research Council – MRC, per la forza muscolare.
  • IOWA Level Of Assistance Scale – ILOA, per la funzionalità di passaggi posturali e cammino (supino-seduto, seduto-eretto, deambulazione, esecuzione di 3 gradini, velocità della marcia)[8].
  • SAHFE Score, per l’utilizzo di ausili nel cammino.
  • Barthel Index – BI, per il grado complessivo di disabilità.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata nei soggetti ortogeriatrici

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Nei soggetti ortogeriatrici che vengono avviati all’Attività Fisica Adattata, occorre individuare precocemente il percorso ottimale, le strategie e i protocolli più idonei. In realtà, ciò serve per rispondere adeguatamente alle esigenze dell’utente in base alla valutazione multi-dimensionale. Pertanto, bisogna considerare anche: co-morbidità, stato cognitivo, stato funzionale pre-frattura, risorse familiari ed economiche, concessione del carico. Ancora di più, occorre evidenziare il tipo di recupero funzionale dopo l’intervento e l’eventuale comparsa di complicanze post-operatorie.

La valutazione multi-disciplinare e multi-professionale, perciò, è l’elemento fondamentale per progettare il Piano di lavoro. Infatti, questo deve contenere un preciso Progetto Rieducativo Individualizzato – PRI, secondo i dettami compresi nell’International Classification of Functioning – ICF.

Una valutazione dell’autonomia funzionale, dell’equilibrio e delle performance del cammino, tuttavia, sono indici imprescindibili per evitare il rischio di ri-caduta. E’ utile, quindi, per fornire al soggetto e ai caregivers tutte le informazioni necessarie alla valutazione dell’idoneità dell’ambiente di vita. Tra l’altro è necessaria per disporre l’adozione di misure e comportamenti per prevenire le cadute.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata: il Progetto Rieducativo Individualizzato!

 

Per la precisione, al fine di definire meglio il Progetto Rieducativo Individualizzato ed il relativo percorso speciale, è necessario disporre di strumenti per:

– la definizione della tipologia di patologia che ha determinato il danno menomante e la classificazione secondo le categorie dell’International Classification of Functioning – ICF;

– il grado di complessità del soggetto preso in carico;

– il numero e la tipologia di programmi appropriati per tipologia di disabilità presenti;

– gli strumenti valutativi e tecnici appropriati per ogni programma in rapporto al recupero della disabilità;

– lo strumento di misura/valutazione finale degli obiettivi previsti dal programma del Progetto Rieducativo Individualizzato.


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Bibliografia di riferimento

[1] Piscitelli P, Iolascon G, Gimigliano F et al. Incidence and costs of hip fractures compared to acute myocardial infarction in the Italian population: a 4-year survey. Osteoporos Int 2007; 18:211-219.

[2] Johnell O, Kanis JA. An estimate of the worldwide prevalence and disability associated with osteoporotic fractures. Osteoporos Int 2006; 17:1726-1733.

[3] Delibera di Giunta Regionale n. 1133 del 2/08/2013 “Organizzazione dell’assistenza integrata al paziente anziano con fratture di femore – Approvazione linee guida per le aziende sanitarie della regione Emilia – Romagna”.

[4] Heruti RJ, Lusky A, Barell V, Ohry A, Adunsky A. Cognitive status at admission: does it affect the rehabilitation outcome of elderly patients with hip fracture? Arch Phys Med Rehabil 1999;80: 432-6.

[5] Sund R, Liski A. Quality effects of operative delay on mortality in hip fracture treatment. Qual Saf Health Care 2005; 14:371-377.

inoltre,

[6] Goldstein F, Strasser D, Woodard J, Roberts VJ. Functional outcome of cognitively impaired hip fracture patients on a geriatric rehabilitation unit. J Am Geriatr Soc 1997; 45:35-42.

[7] The National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE). Clinical Guideline. The Management of Hip Fracture in Adults. NICE 2011; NICE clinical guideline n°124.

[8] Morri M, Natalia F, Gerini G, Morabito R, Natali E, Marchese O, Bastia C, Tosarelli D, Zanotti E. La misurazione delle performance funzionali alla dimissione dopo intervento di protesi articolare come pre-requisito per l’organizzazione del percorso riabilitativo precoce. Uno studio prognostico. Evidenze in Assistenza (Centro Studi EBN) 2013; 1:3-6.

 

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Neoplasie ed Esercizio Fisico dell'anziano-Prevenzione-Neoplasie-Tumore-Cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Neoplasie: l’Attività Fisica Adattata stimola il sistema immunitario!

Neoplasie: l’Attività Fisica stimola il sistema immunitario e a Catania si da importanza all’A.F.A. come strategia di supporto e “cura” contro il cancro!

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Sistema immunitario-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania

La prevenzione resta la prima arma per combattere le cellule neoplastiche

 

L’attività fisica è sempre consigliata, anche quando la malattia si è già manifestata. Nel caso delle neoplasie, è in grado di indurre una riduzione della massa tumorale attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

 

Neoplasia: l’esercizio fisico serve solo alla prevenzione?

 

Il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule neoplastiche. Con la sua reazione esercita un importante meccanismo di monitoraggio. Grazie alle capacità dei suoi fattori umorali e cellulari, controlla sia la genesi che lo sviluppo dei tumori. Questa forma di controllo è noto come “concetto dell’immuno-sorveglianza”.

In presenza di una massa tumorale alcune cellule del sistema immunitario, le Natural Killer (NK), si spostano dal circolo sanguigno e migrano verso il tumore con l’obiettivo di attaccarlo.

Nell’attivazione del sistema immunitario un ruolo fondamentale è giocato dall’interleuchina 6, una molecola prodotta dal corpo capace di reclutare le Natural Killer (NK) e dirigerle verso il tumore sin dalle prime fasi del suo sviluppo contribuendo a ridurre la comparsa del tumore stesso.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1

 

L’importanza dell’attività motoria nelle neoplasie

 

La tipologia di sforzo praticato durante l’attività motoria conferisce un diverso valore alla prestazione fisica anche in rapporto al grado di allenamento. Ciò varia in rapporto ai termini delle caratteristiche di intensità, durata e vie metaboliche utilizzate.

La pratica regolare di attività motoria, rappresenta un mezzo efficace per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti immunosoppressori.  Le ricerche immunologiche concordano che contribuiscono a ridurre i rischi di recidiva. Ovviamente, compatibilmente con le condizioni di salute e con le possibilità motorie di ogni persona.

Studi e ricerche, ormai universalmente concordate e approvate dalle comunità scientifiche internazionali, affermano che le cellule “natural killer” (NK) sembrano essere modificate dall’esercizio fisico con aumento delle cellule del fenotipo CD16 e una alterata attività funzionale; l’attività delle Natural Killer raggiunge il suo apice immediatamente dopo aver effettuato attività motoria per ridursi progressivamente dopo due ore dal suo termine per poi normalizzarsi dopo circa venti ore – (Pedersen B.K., Ullum H.: NK-cell response to physical activity: possible mechanism of action. Sci. Sports Exerc. 24: 140-146, 1994).

 

Neoplasie: una strategia di supporto e potenziamento delle cure contro il cancro.

 

Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Sistema immunitario-Prof. Carmelo Giuffrida-2I possibili meccanismi alla base dei cambiamenti indotti dall’esercizio della funzione delle cellule NK sono citochine, ipertermia e ormoni dello stress, tra cui le catecolamine, il Growth hormone – GH (l’ormone somatotropo della crescita), il cortisolo e le beta-endorfine.

L’attività fisica di tipo aerobico è un tassello importante nella lotta contro i tumori e, quando può essere svolta, diventa parte integrante delle cure e la sua inclusione assume il tono di un vero e proprio “FARMACO”! (Enviromental Health and Preventive Medicine – Effetti dell’intensità dell’esercizio sulle sottopopolazioni di leucociti circolanti – Yukie Saito, Yukinori Kusaka,  Masanori Shimada).

 

Neoplasie: l’Attività Fisica deve essere ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico

 

L’attività delle cellule NK viene potenziata se l’attività è ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico; ne deriva che  il sistema immunitario viene temporaneamente migliorato garantendo una buona protezione dalle infezioni.

Al contrario, l’esercizio fisico intenso produce immunodepressione, almeno in parte causata dalle prostaglandine. Pertanto, la funzione delle cellule NK viene temporaneamente gravemente depressa (i microrganismi, in particolare i virus, invadono l’ospite, per cui è possibile contrarre infezioni).

I soggetti che praticano attività fisica o sport di endurance ad alta intensità (> 70-75% Vo2max) come i ciclisti, i maratoneti e gli ultra-maratoneti, i tri-atleti, hanno un maggior rischio di contrarre un’infezione rispetto a persone che praticano attività moderate o ad atleti che svolgono attività amatoriale che non superano il 70-80% Vo2max!

Un’attività fisica prolungata e di elevata intensità produce un abbassamento generalizzato dell’attività del sistema immunitario. Questo fenomeno varia tra le 3 e le 72 ore: è definito come “Open Window”. I soggetti in questa fase mostrano elevato rischio di contrarre un’infezione, in particolare delle vie aeree superiori, poiché questo periodo determina uno stato transitorio di immuno-depressione.

 

Neoplasie: L’attività fisica si comporta da medicina – la migliore delle medicine!

Exercise is Medicine: the best medicine!

 

Gli studi sull’infusione che imitano i livelli di ormoni dello stress nel sangue durante l’esercizio indicano che un aumento dell’adrenalina nel plasma rappresenta almeno una parte della modulazione della funzione delle cellule NK indotta dall’esercizio.

 

Oncologia: Seguire uno stile di vita attivo aiuta a non ammalarsi anche in età geriatrica.

 

Le Teorie della programmazione genetica postulano che l’invecchiamento è un evento che si innesca e si attua in dipendenza di un genoma in cui è presente l’informazione che si traduce in una serie di fenomeni che ne contraddistinguono uno specifico periodo della vita.Cancro-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-3

Le Teorie stocastiche o degli errori o dell’usura negano la possibilità di una programmazione contenuta nel genoma e considerano l’invecchiamento conseguente a un progressivo deterioramento provocato da uso e accumulo di danni che modificano l’espressione genica  in grado di comportare errori trascrizionali, traduzionali o post-traduzionali. Il target diretto del danno incide essenzialmente sugli organi cellulari come i mitocondri, i lisosomi, le loro membrane, le proteine strutturali ed enzimatiche dell’organismo. Gli errori deriverebbero anche dai radicali dell’ossigeno, dalle lipofucsine o da alcuni metalli e dai prodotti della glicosilazione di diverse proteine.

Con l’invecchiamento il corpo umano va incontro a un decadimento fisiologico che minaccia la buona salute.

Si riduce la capacità funzionale e si osserva una progressiva involuzione del sistema immunitario. Pertanto, si abbassano le capacità difensive dell’organismo contro gli agenti esterni (virus, batteri, parassiti, …) ed interni (cellule anomale danneggiate, infettate o tumorali).

 


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Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

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Attività Fisica Adattata a domicilio

Nuove frontiere del corpo con Attività Fisica Adattata a domicilio per la promozione e il mantenimento della salute

 

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,3L’esercizio fisico è un intervento efficace nel trattamento di numerose patologie croniche. Ma, a dispetto di robuste evidenze scientifiche, rimane ampiamente sotto-utilizzato rispetto a interventi farmacologici o chirurgici.

Il movimento incide sullo stile di vita di ciascuno e, in particolare, rappresenta il futuro dell’invecchiamento positivo della popolazione.

Il Team dello Studio può portare il benessere a casa di chi ne richiede un intervento, offrendo professionalità tecnica ed etica esemplare.

 

Attività fisica al proprio domicilio: Utilità al di là di ogni ragionevole dubbio!

… ma, attenzione non è “FISIOTERAPIA”.

 

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,2È possibile richiedere un servizio con espletamento del piano di lavoro o consulenze tecniche al proprio domicilio. Ciò consente di effettuare con comodità la sessione di Attività Fisica Adattata evitando i disagi di spostarsi.

Recarsi presso un ambiente tecnico distante, per richiedere una consulenza o effettuare una sessione di attività fisica, comporta spesso gravi disagi per se e per l’eventuale accompagnatore (caregiver)!

 

Chi sono le persone che vanno orientate verso il movimento continuativo e costante a domicilio?

 

In alternativa al Fisioterapista si occupa di trattare soggetti che hanno patologie in fase acuta, in soggetti con patologie stabilizzate o croniche ci si può rivolgere allo Specialista del Movimento.

Il compito dello Specialista dell’Esercizio Fisico inizia quando termina quello del Fisioterapista una volta stabilizzata la patologia o quando la patologia è ormai in stato di cronicizzazione.

L’Attività Fisica Adattata comporta un insieme di specifici esercizi “adattati” alle diminuite capacità funzionali conseguenti a condizioni croniche. Pertanto, anche l’artrosi della colonna vertebrale, delle articolazioni coxo-femorali e delle ginocchia, gli esiti stabilizzati dell’ictus cerebrale e della malattia di Parkinson possono riceverne beneficio.

A dire la verità, le persone che conducono vita sedentaria vanno incontro a depressione, perdita di motivazione, perdita di relazioni sociali o familiari, ecc.

Sarcopenia, alterata flessibilità articolare, decondizionamento cardiovascolare, osteoporosi, sono menomazioni affrontabili con l’esercizio fisico.

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,1Per precisione, cammino ed equilibrio difficoltosi, ridotta resistenza allo sforzo, alterata destrezza manuale, ecc. sono limitazioni funzionali che è possibile combattere attraverso l’adozione dell’Attività Fisica Adattata.

Incapacità o difficoltà a compiere le attività della vita quotidiana necessarie per l’autonomia in casa o fuori casa rappresentano l’insieme delle disabilità che possono trarre beneficio dall’intervento di uno #Specialista dell’Esercizio Fisico.

Infatti, un migliore trofismo muscolare, escursione articolare, funzione cardiovascolare, migliore densità minerale ossea, possono contrastare l’effetto devastante delle menomazioni involutive. Insieme a un migliore cammino ed equilibrio, resistenza allo sforzo, destrezza manuale, ecc. genera un forte contrasto alle limitazioni funzionali. Inoltre, determina una minore difficoltà a compiere le attività della vita quotidiana necessarie per l’autonomia in casa o fuori casa, azzerando le disabilità.

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Migliore tono dell’umore, conservazione di motivazione, relazioni sociali e familiari, ecc… garantiscono, poi, uno stile di vita attivo.

L’esercizio finalizzato è il futuro per stare bene!

 

A chi serve la ginnastica a domicilio?

 

L’Attività Fisica Adattata a #domicilio è indirizzata a persone a rischio che vogliono riscoprire il piacere del movimento e stare bene:

… domiciliarità leggera: persone non dipendenti totalmente dai servizi, ma che necessitano di un sostegno legato a servizi alla persona;

… con evidente perdita di riserva funzionale;Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,4

depresse;

che denunciano una perdita di fiducia legata a incidenti o cadute con strascichi psicologici o insicurezze psicofisiche;

… sole;

in età avanzata;

… che usufruiscono di assistenza domiciliare (spesa, pagamento bollette, accompagnamento ecc);

… e che devono essere “riaccompagnate nel mondo” per raggiungere una meta territoriale!

 

#Personal Trainer e #Personal Health: garanzie solo da Professionisti formati all’Università !!!

 

Se si ricerca un “Personal Trainer” particolare è possibile richiedere l’intervento del “Personal Health”. Questa è la figura professionale preposta a gestire in maniera individualizzata l’esercizio fisico di coloro che si avvicinano o praticano attività fisica per migliorare il proprio stato di salute o di forma fisica. In materia di efficienza fisica rappresenta un’altra importante area di intervento relativa all’educazione di stili di vita salutari e al ruolo di motivatore nell’ambito della pratica dell’attività fisica.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza o intraprendere un trattamento domiciliare, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

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Attività Fisica Adattata nelle disfunzioni del Attività Fisica Adattata nelle disfunzioni del Pavimento Pelvico e perineale

Diastasi addominale e Attività Fisica Adattata a Catania

Diastasi addominale: Quando l’esercizio finalizzato e razionale può fornire un valido ausilio!

 

Prof. Carmelo Giuffrida

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Il muscolo retto addominale (musculus rectus abdominis) è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore. Nel complesso, è diviso in due metà pari (destra e sinistra) dalla linea alba o mediana (costituita da tessuto connettivale aponeurotico che percorre il muscolo lungo la sua lunghezza).

Si inserisce prossimalmente dal processo xifoideo dello sterno. Si sviluppa nella cartilagine costale della V, VI e VII costa della gabbia toracica. Raggiunge distalmente il margine superiore del pube compreso tra il tubercolo e la sinfisi pubica, dove si innesta con un grosso tendine.

È un muscolo poligastrico espiratorio che abbassa le coste e flette il torace sulla pelvi. In realtà, svolge un ruolo minore nella torsione e nella inclinazione laterale del tronco.

La sua contrazione, però, amplifica la pressione endo-addominale.

È innervato, in particolare, dagli ultimi tre nervi intercostali e dal nervo ileo-ipogastrico.

 

#Diastasi del muscolo retto addominale

 

Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

È caratterizzata dalla eccessiva separazione dei due lati del muscolo retto addominale che, mettendo in tensione l’addome, si allargano e permettono la fuoriuscita di una protuberanza attraverso la linea alba (tessuto connettivo resistente ma poco elastico).

Interessa circa il 30% delle donne che, dopo la gravidanza, si rendono conto di tale alterazione anatomica.

Di conseguenza alla gestazione, si verifica lo stiramento del muscolo retto addominale. Ciò consegue per effetto del costante accrescimento delle pressioni esercitate dal feto nel grembo materno, delle alterazioni ormonali e dell’assottigliamento del tessuto connettivale.

In realtà, i fattori di rischio per le donne in gravidanza sono rappresentati da:

  • età della gestante superiore ai 35 anni;Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3
  • feto con un peso elevato;
  • gestazione gemellare;
  • altre gravidanze precedenti.

 

Ma, allo stesso modo, anche gli uomini possono incorrere nella diastasi del retto addominale per effetto di cause predisponenti congenite. Generalmente, presentano un addome rilassato associato ad obesità. Ciò può scatenare, con uno sforzo importante derivante da intensa attività motoria o lavorativa, una risposta diastasica.

 

Le cause dell’insorgenza della diastasi addominale, in breve, possono essere riassunte e attribuite a:

  • indebolimento muscolare;
  • obesità;
  • senescenza;ginnastica ipopressiva-ginnastica addominale-ginnastica-potenziamento-addominali-addome-dopo gravidanza-post gravidanza-disfunzioni-pavimento pelvico-pelvi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8
  • intensa ed eccessiva attività fisica mal condotta;
  • altre patologie che provocano intensi conati di vomito;
  • tosse cronica intensa.

 

Inoltre, sono cause disponenti anche dolori lombari, instabilità del bacino, incontinenza urinaria. Allo stesso modo, sono segni che accompagnano l’addome diastasato anche l’ernia, nausea associata a difficoltà digestive, difficoltà respiratorie, peristalsi intestinale evidente, pesantezza del pavimento pelvico, atteggiamento iperlordotico.

 

Diastasi addominale: La prevenzione con Attività Fisica Adattata

 

Per precisazione, occorre dire che un ruolo fondamentale è svolto dalla prevenzione con:

  • correzione delle posture errate;Disturbi del perineo-disturbi perineali-pavimento pelvico-minzione-ginnastica intima-ginnastica pelvica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6
  • adozione di posture sedute corrette attenzionando il controllo della colonna vertebrale e del poligono di appoggio.

In particolare è essenziale che l’attività venga svolta sotto controllo dello Specialista dell’Esercizio Fisico (Specialista A.M.P.A.). Sottoporsi a una idonea attività fisica significa tener conto dei volumi, dei carichi e dell’intensità adeguata alle proprie capacità fisiche. Per lo stesso motivo, è necessario personalizzare il piano di trattamento con esercizi finalizzati ad attivare e potenziare la parete addominale e i muscoli del pavimento pelvico.

 

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida (Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) – Via Corvello 37 CATANIA – tel. 095 387810 – cell. 338 9134141, ha stretto una collaborazione con l’Associazione Diastasi Italia ODV (associazione di volontariato).

 https://www.diastasiaddominale.com/collaborazioni-con-professionisti/

 Informazioni e maggiori dettagli possono essere assunte nei gruppi Facebook Diastasi Italia Official Group e Diastasi Italia Fit and Food (dedicato esclusivamente ad attività fisica e alimentazione).


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

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Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Combattere le infiammazioni

ALLENAMENTO DELLA FORZA

PER COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI DELL’APPARATO LOCOMOTORE

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

Un corretto allenamento della forza condotto con sapiente qualità tecnica rappresenta un momento di forte recupero funzionale. Ne possono trovare beneficio tutti i soggetti fruitori, di qualsiasi età e genere che presentano condizioni infiammatorie dell’apparato locomotore.Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Ciò è supportato da prove aneddotiche e da un corpus crescente di ricerche.

I benefici dell’allenamento nei confronti delle qualità fisiche di base e in particolare della forza sono ormai noti al mondo scientifico.

Le condizioni artritiche meccaniche (come l’artrosi) traggono grande giovamento dall’esercizio fisico.

Purtroppo, non si può affermare la stessa cosa per ciò che attiene ai benefici riscontrabili dall’attività fisica adattata in presenza di condizioni infiammatorie, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, la gotta, la celiachia, la spondilite anchilosante, …

L’incremento della forza svolge un ruolo di primaria importanza quando il sistema immunitario viene coinvolto in una sindrome di adattamento in risposta a uno stress.

Il sistema immunitario è in grado di contrastare le azioni patologiche conseguenti a presenza di virus, di batteri o di focolai infettivi-reattivi. Ne consegue che le cellule immunitarie conferiscono una risposta eccessiva rispetto allo stimolo o reagiscono con eccessi agli stress stimolativi forniti. Ciò restituisce dolore e rigidità localizzata, gravi stati di affaticamento, difficoltà a effettuare il proprio lavoro, tendenza all’isolamento sociale, stati ansiogeni e depressivi.

 

Il corpo umano e le risposte infiammatorie

 

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il corpo umano innesca risposte infiammatorie a fronte di attacchi alle cellule o ai tessuti somatici e, anche se non ci sono agenti patogeni particolari presenti, grazie al sistema immunitario, per effetto di eccessi stimolatori si possono avere risposte con disturbi infiammatori conseguenziali a squilibri delle citochine (molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule in risposta a uno stimolo e secrete nel mezzo circostante, in grado di fare comunicare le cellule tra loro nella risposta immunitaria, solitamente localmente e, qualche volta anche su l’intero corpo umano) che inducono movimenti cellulari in direzione dei siti in flogosi, dove esiste l’infiammazione o si è subito un evento traumatico.

Questi mediatori polipeptidici, non antigene-specifici, fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e i diversi organi e tessuti.

Possono avere un effetto autocrino (modificando il comportamento della stessa cellula che l’ha secreta), o paracrino (modificano il comportamento di cellule adiacenti).

Alcune citochine possono agire in modo endocrino, modificando cioè il comportamento di cellule molto distanti da loro. Hanno una vita media di pochi minuti.

E’ un punto fermo che l’intervento auspicabile sia quello di una Equipe multidisciplinare. Spetta al Medico Specialista capo-fila gestire la farmaco-cinetica e le strategie ad essa connessa.

Il ruolo dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate diventa essenziale nella gestione delle condizioni patologiche conseguenziali a uno stato infiammatorio che presenta importanti crossover della sintomatologia.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI

L’incremento della forza può assumere un ruolo chiave nella gestione dell’esito infiammatorio

 

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’allenamento della forza produce un contestuale beneficio: migliora la capacità prestativa dell’individuo e migliora l’equilibrio del profilo anti-infiammatorio poiché si aumenta la produzione delle citochine IL-10 (interleuchina 10).

Tra i farmaci più utilizzati prescritti come antidolorifici generici e  anti flogistici, per diminuire l’infiammazione in patologie muscolo-scheletriche, reumatologiche, articolari e simili, un ruolo commerciale importante viene assolto dagli “analgesici periferici”.

I FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei) che agiscono sul metabolismo dell’acido arachidonico e dell’acido eicosapentenoico, precursori di molecole coinvolte nel processo infiammatorio quali prostaglandine (PG), prostacicline (PC), trombossani (TX) e leucotrieni (LT) possono produrre parecchi effetti collaterali che dipendono dal farmaco specifico, e restituire un impatto fortemente negativo sul rimodellamento tissutale.

Inoltre, riducono sensibilmente la resistenza alle forze di trazione esercitata sui tendini (aumenta il rischio di lesioni).

Dalla clinica emerge che i trattamenti farmacologici con FANS possono compromettere il recupero articolare o la guarigione delle fratture ossee.

 

Il training della forza muscolare

 

Il training della forza muscolare permette di incrementare la capacità dei tendini nell’assorbire i carichi meccanici. Contestualmente, consente di utilizzare le forze di trazione riducendo sensibilmente il rischio di lesioni. Aumenta la capacità di risposta mio-fasciale e conferisce una migliore prestazione dell’uso del corpo non solo su attività sportive (nel caso della riatletizzazione di un agonista) ma anche nella gestione della vita quotidiana.

Bisogna stimolare il cosiddetto work hardening. Questo è un programma sistematico di attività progressive composto da movimenti corporei precisi in grado di ricondizionare il sistema mio-fasciale, scheletrico, cardio-circolatorio e respiratorio, per assicurare al meglio le grandi funzioni organiche, e psicomotorio dell’individuo per pianificare il suo ritorno al lavoro.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI CON L’ADATTAMENTO AGLI STRESS

 

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La degenerazione articolare conseguenziale alle condizioni infiammatorie viene frenata dall’allenamento della forza per adattamento agli stress del sistema scheletrico che, stimolato opportunamente, è costretto ad aumentare la densità ossea (per effetto dell’attività degli osteoblasti) e a rallentare significativamente il declino della buona salute di osso e articolazione (per effetto dell’attività degli osteoclasti) che vanno incontro a osteopenia o, peggio ancora, a osteoporosi per effetto della cronicità infiammatoria e dei naturali processi degenerativo-involutivi dell’invecchiamento.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI, SARCOPENIA, OSTEOPENIA E OSTEOPOROSI:

evitare la sedentarietà!

 

L’attività muscolare (meglio se ad alta intensità) combatte anche gli effetti derivanti dalla sedentarietà che segue il dolore e, quindi, consente la difesa dai tassi di sarcopenia che produce la perdita di massa muscolare.

Anche lo stato di affaticamento che caratterizza, con sintomatologia invalidante, le patologie infiammatorie risente, in modo sensibile e fortemente positivo, delle sessioni di allenamento di forza.

Ciò avviene in termini di tolleranza ai carichi meccanici e di capacità di contrasto della forza di gravità rendendo più produttiva l’ergonomia di vita quotidiana, i compiti giornalieri, e garantendo una migliore gestione delle riserve energetiche somatiche.

Il riacutizzarsi di uno stato infiammatorio non deve fare desistere dall’effettuare il training quotidiano. Si rende utile, però, chiedere una consulenza al Fisiologo dell’esercizio fisico. In Italia è lo Specialista AMPA – Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate che può assumere il ruolo del Personal Health. Ciò, in quanto capace di comprendere i sintomi descritti e adattare il programma di allenamento alle esigenze personali del soggetto fruitore!

 


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

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INVECCHIAMENTO: il benessere degli anziani si acquisisce con l’Attività Fisica Adattata

INVECCHIAMENTO:

 

Le modificazioni a cui è sottoposto l’essere umano per effetto del deterioramento e dell’usura”.

 

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaProf. Carmelo Giuffrida

 

L’invecchiamento, fenomeno multifattoriale e culturale, non è solo l’esaurimento progressivo della funzionalità ma comprende tutte le modificazioni a cui è sottoposto l’organismo a seguito di ben precisi processi morbosi che influiscono in modo lesivo sulle condizioni di deterioramento.

L’uomo, come tutte le specie viventi, nasce, cresce, si sviluppa e matura, si riproduce e diventa produttivo nelle sue capacità durante la maturità. Poi, deve affrontare la senescenza in cui raccoglie i frutti della sua intera esistenza! Infine, acquisisce ciò che non ha mai desiderato prima (rughe, corpo flaccido, perdita dei sensi, paura di soffrire, terrore di restare soli e, infine, la morte)!

Per inciso, è una legge della Biologia che si sussegue con un processo ciclico affidato a tempistiche biologiche differenti per ogni sistema e tessuto organico. In realtà, l’ansia di restare giovani non permette di affrontare con facilità l’ultima tappa dell’esistenza umana: la vecchiaia.

La Somatometria – dal greco σώμα (sóma → corpo)μέτρον (métron → misura) – (la scienza che nelle discipline biologiche, antropologiche, paleontologiche, si occupa delle misurazioni e della comparazione delle forme anatomiche attraverso l’utilizzo di indici, di misure assolute e della forma delle regioni anatomiche). Nei dettagli, insegna che, durante la senescenza, si riscontra una evidente riduzione della statura.

 

L’invecchiamento nei processi di sviluppo: Secular trend o secular changes?!

 

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il termine di incremento secolare (secular trend) generalmente indica un’accelerazione nei processi dello sviluppo ed il raggiungimento delle dimensioni corporee da adulto ad un’età più precoce. (Olivier et al.,1977; Facchini e Gualdi Russo, 1982; Floris e Sanna, 1997, 1998).

Il secular trend è la risultante di una serie complessa di fenomeni che agiscono sull’adattabilità umana sia in termini fenotipici sia micro-evolutivi (Wolanski, 1985; Susanne e Bodzsar, 1998).

Sarebbe più appropriata la definizione di secular changes. Ciò, in quanto, suggerisce un andamento unidirezionale in cui è implicitamente contenuto sia il senso positivo sia quello negativo delle variazioni che si possono verificare tra le generazioni, nel tempo e tra le popolazioni, con differente retroterra geografico e socio-economico.

Sono riconducibili al secular trend anche le variazioni delle dimensioni corporee nell’accrescimento, l’accelerazione nei processi di maturazione, il ritardo dell’età alla menopausa (van Wieringen, 1979; Wolanski, 1980; Malina, 1990) e le modificazioni nella forma del cranio (Billy, 1966; Facchini e Gualdi Russo, 1982; Vercauteren et al., 1983; Vercauteren, 1990). Inoltre, ultimamente, vengono incluse anche quelle variazioni, rilevate in Paesi cosiddetti in via di sviluppo o sottosviluppati, che riguardano le dimensioni corporee e/o il grado di maturità. Ciò, nei confronti di una generazione o addirittura nell’ambito di una sola decade. Vale la pena precisare che, a volte, le variazioni somatiche sono minime o addirittura negative in certe classi d’età (Zhang e Huang, 1988; Low et al., 1989).

Le variazioni del secular trend risultano differenti a seconda dell’età. Infatti, si incrementano passando dalla fanciullezza all’adolescenza. Poi, subiscono un decremento passando dall’adolescenza all’acquisizione delle dimensioni adulte. E così via, in modo involutivo, fino alla senescenza inoltrata.

 

Cambiamenti nell’invecchiamento

 

Nella senescenza si osservano variazioni morfologiche e somatometriche importanti. Le modificazioni fisiche e nello stile di vita cambiano sensibilmente in rapporto alla persona, ai suoi bisogni, ai suoi problemi e alla sua storia personale.invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

I principali cambiamenti riguardano:

  • i cambiamenti biologici e fisiologici,
  • i cambiamenti cognitivi (mentali): La mente è la parte del corpo meno soggetta all’invecchiamento, soprattutto se viene mantenuta in allenamento. L’esercizio mantiene e migliora le abilità mentali. Nella persona anziana sana le perdite riguardano solo alcune funzioni (memoria, velocità di risposta, …) e non impediscono il normale svolgimento delle attività quotidiane.
  • il pensionamento: lasciare il lavoro significa “perdere la propria professione”, la posizione professionale con cui ci si definiva. Si assiste ad un cambio di identità che, difatti, produce la perdita dei rapporti legati al lavoro. Ciò, comporta la riorganizzazione della vita di coppia e dell’occupazione del tempo vuoto, sebbene consente di terminare progetti non compiuti prima.
  • la separazione dai figli,
  • diventare nonni dopo essere stati padri stimola la sensazione di sentirsi utili. Pertanto, la coppia si ritrova sola e deve scoprire un nuovo equilibrio coniugale, senza i figli. Il cambiamento può avvicinare i coniugi rafforzando il legame o provocare e aggravare conflitti già esistenti.
  • assistere alla morte dei parenti e degli amici: le relazioni si assottigliano lasciando spazio alla solitudine e alla paura di affrontare il momento della morte;
  • dover cambiare alloggio e affrontare un possibile ingresso in casa di riposo per anziani!

Invecchiamento: Modificazioni strutturali

 

Si assiste a:

aumento del diametro delle creste iliache. Ciò, in quanto aumenta la grandezza del bacino per effetto del peso viscerale, massa che ha gravato verso il basso per l’intero corso della vita;

aumento del diametro antero-posteriore del torace con incremento della cifosi dorsale; consegue una diminuzione dell’escursione di movimento del torace e delle strutture che partecipano alla respirazione e l’assunzione di atteggiamento inspiratorio;

– affaticamento del sistema respiratorio: i muscoli inspiratori vanno incontro a fenomeni fibrotici e di calcificazione; perdono la capacità elastica e contrattile a dispetto del tono che resta inalterato o aumenta.

decremento del diametro bi-acromiale per effetto delle retrazioni muscolari che interessano la scapola;

diminuzione del diametro trasverso del torace per effetto della riduzione della componente muscolare;

variazione dei carichi ponderali con modificazioni della distribuzione adiposa.

– la pelle si segna e si secca;

– rarefazione di peli e di capelli che diventano bianchi e grigi;

– diminuzione di vista e udito;

 

Invecchiamento: modificazioni che portano a patologie non tramissibili!

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decremento della forza muscolare: la riduzione della massa e della forza muscolare è il risultato della sarcopenia. Ciò si verifica per effetto dell’associazione di atrofia muscolare e della riduzione dell’attività fisica giornaliera. Invecchiando, il sistema nervoso restituisce una riduzione del 37% del numero di fibre nervose spinali e una riduzione del 10% della velocità di conduzione dell’eccitamento lungo le fibre. Pertanto, la progressiva atrofia dei muscoli è caratterizzata dalla loro degenerazione fibrosa e dalla sostituzione delle fibrocellule muscolari con cellule adipose. Per inciso, si riduce la componente contrattile e aumenta quella fibrotica poiché il connettivo continua a depositarsi ricoprendo il muscolo.

– rarefazione della massa ossea e incremento dei fenomeni degenerativi dell’apparato locomotore. L’avanzare della senescenza produce una scarsa attività degli osteoblasti. In contrapposizione, si vede un incremento dell’attività osteoclastica con gravi ripercussioni sulla densità ossea. Tutto ciò, compromette le trabecole con la comparsa di cavità geodiche capaci di modificare il corpo vertebrale. Questo mostra la modificazione del piatto fino a diventare cavo. Anche il disco intervertebrale si riduce nel suo spessore e consistenza a causa della incapacità di reidratarsi. Infatti, diventa inefficace ad assorbire gli urti e le pressioni meccaniche annullando il principio di Pascal. Pertanto, se fossero efficienti, le forze si propagherebbero sulla superficie somatica salvaguardando il rachide.

La riduzione dell’altezza è compromessa per effetto delle protrusioni discali e, in casi gravi, anche per effetti di “crolli” (fratture) vertebrali.

I fenomeni artrosici a carico della colonna vertebrale che si osservano con più frequenza riguardano le degenerazioni discali, le faccette articolari e l’osteoporosi. Di conseguenza, le modificazioni che riguardano le unità funzionali producono alterazioni delle curve rachidee.

 

 

Invecchiamento: si assiste anche ad altri cambiamenti!

 

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diminuzione della performance neuromuscolare;

– trasformazione del sistema immunitario;

lentezza dei movimenti;

tendenza a svalutarsi, a non piacersi più;

tendenza a non sedurre (pensare che le persone diventino asessuate);

incremento del bisogno di contare per qualcuno;

necessità di provare emozioni e sentimenti;

bisogno di avere un contatto fisico costante.

 

vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5Invecchiamento: Quale Esercizio Fisico per l’anziano? A.F.A.!

 

Nel complesso, l’attività consigliata all’anziano deve tenere presente una intensità moderata e avere impegno con carichi sub-massimali. In breve, la FCmax non deve essere superiore al 70-80%. A ogni modo, solo nei soggetti ben adattati la FCmax può raggiungere picchi dell’85-90%. In più, bisogna mantenere un regime prettamente aerobico evitando sforzi esagerati ed esercizi di potenza. Inoltre, vanno evitati i picchi anaerobici alternati come nell’HIIT e occorre tenere conto dell’incapacità del sistema locomotore, cardio-circolatorio e respiratorio di conservare l’omeostasi. Per precisione, numero e durata delle sessioni settimanali variano in rapporto all’individualizzazione, all’organizzazione del piano di lavoro e alla progressione dei microcicli di training.

 

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6Attività Fisica e scelta degli esercizi: quali traguardi?

 

Il target degli obiettivi riguarda:

  • miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardio-circolatorie e respiratorie);
  • recupero delle qualità fisiche di base, ed essenzialmente:
  • forza muscolare,
  • mobilità articolare,

– equilibrio.

– aumentare lo stato di salute, il benessere generale e la qualità della vita;

– aiutare a controllare specifiche situazioni di vita: ansia, stress, …;

– ridurre o controllare l’insorgenza delle patologie croniche non trasmissibili: diabete, ipertensione, …;

– modificare l’immagine stereotipata della “vecchiaia”.

Importantissimo: occorre rivolgersi a professionisti qualificati e capaci, dotati di grande esperienza. Oltretutto, bisogna accertarsi che siano in grado di offrire ambienti altamente specialistici, protetti e sicuri!


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

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Prolasso uro-genitale – recupero funzionale con Attività Fisica Adattata

Prolasso uro-genitale 

Le disfunzioni del basso apparato urinario come messaggio analogico del corpo

 

Il sintomo, o la patologia, è l’apice di un processo molto complesso che produce il “punto d’arrivo” che coinvolge i piani più profondi della persona.

 

Le disfuprolasso-uro genitale-incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catanianzioni del basso apparato urinario si inseriscono in un contesto che coinvolge più aspetti della persona, della sua storia personale e della sua specificità.

 

La traduzione somatica del “linguaggio” del corpo fatto di sintomi, dolori, disfunzioni, conferisce significato Chinesiologico al sintomo come:

  • manifestazione somatica di uno squilibrio che si realizza su un piano emotivo, affettivo, relazionale, in seguito a input conflittuali, a un vuoto, a un eccesso di stress, a un’emozione trattenuta (rabbia, paura, etc…);
  • risultato di una ripetizione motoria che si automatizza e provoca una reazione conseguenziale a fronte di situazioni che si presentano nella vita della persona;
  • risultato di un trauma fisico o emotivo.

Prolasso uro-genitale: obiettivi e strategie dell’Attività Fisica Adattata

 

L’interpretazione di questo linguaggio ha due obiettivi fondamentali:

  • stabilire una strategia educativa;
  • tradurre il linguaggio del corpo affinché la persona diventi consapevole e parte attiva del processo di recupero funzionale.

 

A dire il vero, l’origine di alcune sintomatologie come urgenza minzionale, pollachiuria, dispareunia, ipertono, è complessa e legata al vissuto soggettivo della persona.

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Chi somministra Attività Fisica Adattata ha gli strumenti di conoscenza per sviluppare un percorso di recupero funzionale tenendo in debita considerazione questi aspetti senza invadere le pertinenze psicologiche di altra competenza professionale.

L’approccio motorio agisce sul piano fisico e cambia la lettura delle risposte somatiche e il conseguente percorso di recupero.

Per ricreare uno stato di equilibrio omeostatico occorre operare con dovizia tecnica sugli organi, sui visceri, sui vari tessuti. Quindi non vanno trascurate fasce, muscoli, metameri, dermatomeri, miomeri, zone riflesse plantari, etc…!

 

Prolasso uro-genitale: A.F.A. al di là delle funzioni essenziali!

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Oltre alla funzione essenziale, gli organi espletano un ruolo di “deposito” in cui si riversano conflitti, ferite e cicatrici dell’esistenza umana.

 

L’azione psico-fisica essenziale dell’Attività Fisica Adattata – A.F.A. – rivolge la sua attenzione a un riequilibrio della disfunzione in eccesso o in carenza.

L’approccio mira a rendere attenta la persona a reazioni fisiche automatiche. Queste rafforzano la sintomatologia e offrono strumenti per modificare atteggiamenti radicati nel corpo. Inoltre, forniscono una chiave di lettura nuova attraverso la consapevolezza del meccanismo automatico che causa la sintomatologia.

prolasso-uro genitale-incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3La sintomatologia vescicale può essere la risultante di un antico percorso che la persona attualizza per trattenere paura, rabbia e impotenza nei confronti di situazioni di spavento, di pressione psicologica, di autoritarismo, di abusi e di violenza veri e propri.

In particolare, per parecchi soggetti è difficile o impossibile imparare ad utilizzare emozioni come qualità naturali per difendersi e progredire nella vita. E ciò, soprattutto, se manipolate o minacciate in una età in cui è fortemente labile l’innesco di capacità difensive (infanzia e parte dell’adolescenza).

 

Prolasso uro-genitale: AttivitàFisica Adattata – A.F.A. per migliorare l’efficienza pelvica

 

Per forza di cose, questo meccanismo restituisce delle ripercussioni sul piano fisico. Il meccanismo è collegato direttamente agli sfinteri basato sul trattenere/cedere. E’ una condizione che innesca degli automatismi che, nel lungo termine, produce sintomi, dolori e patologie.incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Insegnare come utilizzare queste forze naturali e trasformarle in risorse del corpo (qualità) diventa l’anello risolutivo per ottenere esiti positivi nelle sintomatologie che non rispondono all’approccio classico della riabilitazione.

Attraverso l’Attività Fisica Adattata – A.F.A., l’Operatore assume una visione più ampia della persona trattata e il movimento guidato diventa strumento utile per migliorare o ristabilire la funzione perduta e migliorare la qualità della vita secondo le linee guida della Life Style Interventions.


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Incontinenza urinaria – opzione Attività Fisica Adattata

Incontinenza urinaria – la migliore scelta non invasiva va rivolta all’esercizio fisico finalizzato, da effettuare in ambiente altamente specializzato !

 

L’Attività Fisica Adattata rivolta a soggetti con disfunzioni pelvi-perineali ha consolidato, nel corso del tempo, un ruolo di opzione tra le scelte indicate nel trattamento dell’incontinenza.

Nel corso della propria vita, circa il 24% delle donne manifesta una disfunzione pelvica sintomatica. Tra queste: l’incontinenza urinaria (16% dei casi), l’incontinenza fecale (9%) ed il prolasso sintomatico degli organi pelvici (3%) con una co-morbilita spesso coesistente.

 

Incontinenza urinaria: uso della Chinesiologia Rieducativa

 

In condizioni di stress o di urgenza, la ricorrenza del disturbo motiva i presupposti teorici di un intervento Chinesiologico rieducativo rappresentato dai seguenti aspetti:incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

  1. a) – l’acquisizione di elementari conoscenze fisiopatologiche che agiscono sul pavimento pelvico e sulle strutture somato-viscerali;
  2. b) – l’apprendimento di specifiche tecniche di controllo della propriocezione con l’acquisizione della capacità di controllo motorio della muscolatura sottesa ai visceri pelvici, accanto a tecniche e metodologie finalizzate per il rinforzo del power house e del core stability;
  3. c) – l’identificazione di specifiche norme educativo/comportamentali indirizzate a prevenire e contenere le fughe urinarie.

 

La patogenesi delle disfunzioni perineali femminili non sempre è riconducibile ad un unico meccanismo. E neanche alla prevalente compromissione di uno dei “sistemi di controllo” coinvolti: neurologico, viscerale, muscolo-scheletrico, mio-fasciale.

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È possibile ipotizzare che il sistema di sostegno fasciale e muscolare in particolare siano o prioritariamente o secondariamente compromessi tanto nei disturbi della continenza quanto nelle problematiche della statica pelvica giustificando l’ampio ricorso alle tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate in entrambi i casi.

 

Incontinenza urinaria e fecale combattute con il potenziamento dei muscoli del pavimento pelvico

 

Il conforto derivante dalle evidenze scientifiche, l’accettazione delle comunità scientifiche del settore, le diverse metodologie proposte non sembrano, ancora oggi, essere basate sulla incontrovertibile certezza dei meccanismi di azione della continenza urinaria e fecale e della funzionalità meccanica del pavimento pelvico che è ancora oggetto di controversie tecniche e di studi scientifici.

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L’A.F.A. è basata su un processo di apprendimento mirato ad ottenere il recupero funzionale. Pertanto, necessita di alcuni specifici requisiti collaborativi da parte dei soggetti interessati rappresentati da:

  1. a) adeguata capacità di apprendimento,
  2. b) necessità di costante ripetizione dell’esercizio,
  3. c) buona compliance al trattamento, soprattutto a domicilio.

 

 


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