Disturbi perineali e Attività Fisica Adattata

 

Disturbi perineali – Quale Attività Fisica Adattata ?

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

L’incontinenza urinaria e fecale, la stipsi, il prolasso uro-genitale, il dolore perineale cronico, i disturbi sessuali, riassumibili nel termine di “disturbi perineali”, presentano una pesante ripercussione sulla sfera personale, emotiva e comportamentale e costituiscono un importante motivo di disabilità e di handicap coinvolgente circa il 30% della popolazione femminile nazionale.

 

Già negli anni ’50, il ginecologo americano, Arnold Kegel, dimostrò l’utilità di una stimolazione mio-fasciale corretta sfruttando l’allenamento in feedback dei muscoli del perineo nelle donne con disfunzionalità urinaria da sforzo e che andavano incontro a incontinenza.

Negli ultimi decenni la prevenzione nel settore è stata assai carente mentre, contestualmente, le aziende produttrici di pannolini hanno foraggiato, per ovvi motivi commerciali, le spinte all’acquisto di assorbenti stimolando i sistemi che ammortizzano l’effetto che deriva dall’incontinenza (odori e assorbimento di urine).

Pochi hanno offerto l’opportunità di un recupero funzionale dei muscoli pelvici attraverso l’allenamento funzionale dei distretti perineali e la società ha acquisito una mentalità di passiva accettazione di tale fenomeno.

“Ma tanto non c’è niente da fare!” oppure “vista l’età…”, sono espressioni che oggi non si accettano più!

Ultimamente viene sempre più richiesto dall’utenza femminile un recupero delle disfunzioni perineali con modalità non invasive soprattutto nel recupero dell’incontinenza urinaria.

Un trattamento intensivo di ginnastica perineale studiato appositamente per il soggetto che necessita di una specifica Attività Fisica Adattata guidata sotto controllo specialistico e condotta in ambiente altamente specializzato, associata ad un auto-training domiciliare può apportare ottimi risultati e benefici che possono essere mantenuti con sufficiente garanzia consentendo di eliminare ed allontanare condizioni patologiche particolari.

 

L’obiettivo educativo finalizzato del protocollo produce, in donne a rischio di disfunzione, come atlete, oppure in stato gravidico o post-gravidico che presentano sintomi di disfunzione perineale, non obbligatoriamente in peri-menopausa, attraverso corrette stimolazioni di A.F.A. – Attività Fisica Adattata – e la modificazione delle abitudini minzionali scorrette, esperienze positive che ne convalidano i contenuti tecnico-scientifici che, ormai, godono di ottima evidenza statistica accettata da tutte le comunità scientifiche internazionali.

Per ottenere una buona funzione perineale è indispensabile migliorare l’attività del sistema fascio-legamentoso pelvico e dei muscoli perineali (muscolo pubo-coccigeo ed elevatore dell’ano).

Particolare attenzione va rivolta alle risposte delle innervazioni, dei visceri pelvici (vescica, utero, ano) preservandone la localizzazione e il mantenimento in sede anatomica. Deve essere stabilizzata la statica pelvica e si rende necessario potenziare la struttura di sostegno costituita da tutti i muscoli perineali per non compromettere la struttura di sospensione, costituita dalle strutture mio-fasciali e legamentose.

Il beneficio che ne deriva riguarda anche la continenza uro-fecale, la percezione sessuale e le contratture loco-regionali tipiche (mialgia tensiva del pavimento pelvico) che sfociano nel dolore cronico perineale.

 

Protocollo: Gli obiettivi

Il piano di trattamento con attività motoria finalizzata, individualizzata e adattata alle esigenze del singolo soggetto per intensità, frequenza, durata viene incrementata gradualmente nel tempo commisurandone i parametri alle capacità funzionali soggettive.

Prevede un primo periodo di ambientamento e di adattamento con rapporto 1:1 con una seduta settimanale; una volta che si ottiene un minimo di capacità fisiche si può optare di operare in seno a mini-gruppi di lavoro (max 3-4 persone) con cadenza bi-tri-settimanale, per mantenere e/o ottimizzare le acquisizioni finalizzate alla prevenzione ed al potenziamento perineale: con questo sistema si abbattono i costi e si incrementa l’esercizio fisico specifico; la singola seduta ha un tempo variabile che oscilla dai 50 ai 60 minuti di attività. L’intero piano di trattamento viene integrato dal piano di lavoro domiciliare con esercizi appositamente studiati e insegnati da ripetere autonomamente anche più volte al giorno e secondo le istruzioni impartite.

 

In fase iniziale, un momento di informazione fondamentale riguarda l’ambito della prevenzione: l’indispensabile ambito del programma educativo prevede la fornitura di informazioni di base riguardanti l’anatomo-fisiologia dell’apparato vescico-sfinterico;

 

Gli interventi di prevenzione non si limitano solo a potenziare i muscoli del pavimento pelvico ma tendono a facilitare l’apprendimento o il ri-apprendimento di gesti motori specifici per ottenere il controllo disfunzionale degli automatismi sfintero-perineali.

Il piano di lavoro prevede un percorso di mantenimento nel tempo, successivo per chi ha raggiunto gli obiettivi minimi durante il trattamento individuale; grazie a un percorso speciale integrato condotto in seno a un mini-gruppo, è possibile proseguire il trattamento per ottimizzare una adeguata coordinazione e automatismo delle funzioni perineali attraverso:

– percezione del proprio corpo;

– recupero delle limitazioni funzionali con esercizi di mobilizzazione e di stretching miofasciale;

– potenziamento funzionale dei muscoli e capacità di rilassamento;

– coordinazione neuro-muscolare e integrazione dei muscoli perineali nelle attività quotidiane che comportano aumento della pressione addominale per effetto di sforzi fisici

– coordinazione dell’attività pelvica con il diaframma durante il tetra-ritmo respiratorio.

I criteri di esclusione a effettuare un piano di trattamento per mezzo di Attività Fisica Adattata riguardano:

  1. decadimento cognitivo grave;
  2. condizioni cliniche acute e/o riacutizzate;
  3. incapacità di deambulazione autonoma;
  4. impossibilità di raggiungere autonomamente o con l’aiuto di un caregiver il luogo in cui si deve espletare la sessione di attività fisica;
  5. incapacità di collaborazione individuale nel rapporto 1:1 o nella interazione con il mini-gruppo;
  6. incapacità di contrarre il muscolo pubo-coccigeo e/o presenza di inversione del comando perineale nei soggetti incapaci di “contrarre” e che “spingono” attraverso l’uso involontario dei muscoli addominali.

CONTATTI

 

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


Bibliografia

  1. Smith J.H. et al. Adult conservative management. In: Abrams P., Cardozo L., Khoury S., Wein A. Incontinence Health Publications, Paris. 4th International Continence Consultation, Paris 2008, 4th Edition, 2009
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  5. Di Benedetto P., Di Silvestre A., Zampa A. Il trattamento fisioriabilitativo dell’incontinenza urinaria femminile. Eur. Med. Phys. 1987; 23:193-200
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  8. Di Benedetto P. Riabilitazione uro-ginecologica. Minerva Medica Ed, I ed 1995; II ed 2004
  9. Lagro-JanssenT., van Weel C. Long-term effect of treatment of female incontinence in general practice. British Journal of General Practice 1998; 48:1735-8
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  16. Di Benedetto P. Adapted Physical Activity and Urinary Incontinence. AAPMR, Abstract, Orlando 17-20 Novembre 2011

 

 

 

 

Ginnastica ipopressiva

Riflessioni su un paradigma che coinvolge la parete addominale, il pavimento pelvico e l’assetto posturale del bacino.

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Già nel 1980, il Dott. Marcel Caufriez creava le prime tecniche di “ Aspirazione Diaframmatica ”, diventate poi “ Tecniche Ipopressive ” con lo scopo di prevenire e risolvere il rilassamento della fascia addominale e del pavimento pelvico nelle insufficienze uro–ginecologiche e dare un seguito funzionalizzante al post–partum.

Successivamente, nel 2010, affermava che “ La Ginnastica Addominale Ipopressiva (GAI) è un insieme ordinato di esercizi posturali ritmici, ripetitivi e sequenziali che permettono l’integrazione e la memorizzazione di messaggi propriocettivi sensitivi o sensoriali associati ad una situazione posturale particolare ”.

Pinsach ed altri autori, nell’ambito del medesimo contesto, fornivano elementi a sostegno degli esercizi posturali che permettono una diminuzione della pressione nelle cavità toracica, addominale e pelvica.

Munoz, nel 2012, a proposito degli esercizi che corredano la ginnastica ipopressiva addominale affermava che: “Provocano un abbassamento immediato della pressione intra-addominale e intra–toracica, dovuto al rilassamento tonico del diaframma toracico che porta ad un’attivazione riflessa della muscolatura del pavimento pelvico e della fascia addominale”.

Occorre individuare con precisione una zona di attività definibile Spazio Manometrico Addominale (EMA) delimitato da pareti osteo – articolari e muscolo – aponeurotiche, nel quale la pressione interna è nulla in condizioni di riposo.

Fa parte dello Spazio Manometrico Addominale (EMA) un’area costituita dall’insieme dei tessuti molli, muscolari e fibrosi che chiudono l’apertura inferiore del tronco e che assume il nome di Perineo.

In alto lo spazio manometrico addominale è delimitato dalla sinfisi pubica, in basso dal coccige e lateralmente dalle due tuberosità ischiatiche.

Durante lo sforzo le variazioni di pressione sono uguali in tutto lo Spazio Manometrico Addominale, ma i vettori delle forze risultanti non sono identici in tutta la cavità a causa della diversa densità e resistenza delle sue pareti a cui consegue una tensintegrità differente.

L’attività muscolare riflessa e costante che consente di mantenere con movimenti micro-cinetici compensativi l’assetto posturale del corpo opponendosi alla forza di gravità determina una resistenza passiva opponendosi allo stiramento mio-fasciale.

Sul piano muscolare due componenti neuro – meccaniche differenziano il tono di riposo dal tono da sforzo:

Tono “tonico”:

  • Associato all’attività posturale di riposo delle fibre I (la fascia addominale – muscoli parietali – è costituita per il 75% da fibre di tipo I)
  • A riposo le fibre I sono contratte involontariamente (i muscoli sfinterici sono costituiti esclusivamente da fibre di tipo I nella porzione para–sfinterica e da fibre di tipo I e II in quella peri–sfinterica).
  • Durante l’attività il loro reclutamento aumenta.

Tono fasico:

  • Associato al trofismo neuronale delle fibre II(la fascia addominale – muscoli fasici – è costituita per la maggior parte da fibre di tipo II e solo per il 4% da fibre di tipo IIb);
  • A riposo le fibre II non sono attivate;
  • Il loro reclutamento avviene durante lo sforzo o involontariamente per riflesso.

Allenare una fascia addominale, un gruppo muscolare parietale tonico che presenta un’ipotonia posturale a riposo, attraverso esercizi fasici, volontari e contro resistenza, produce una diminuzione del tono posturale.

IPER-PRESSIONE ADDOMINALE

L’iperpressione addominale generata da uno sforzo costituisce una forza verticale diretta dall’alto verso il basso (Pinsach et al.2010).

Le pareti più deboli possono cedere all’aumento di pressione nella cavità manometrica addominale.

POSTURE IPOPRESSIVE

La tecnica ipopressiva si basa su posture abbinate ad apnee espiratorie. L’apneusi offre il potenziamento dell’effetto poiché le posture assunte durante l’esecuzione degli esercizi sono già ipopressive.

Ogni postura viene studiata per facilitare l’azione ipopressiva e sfruttare al meglio le possibilità articolari.

Caufriez e altri studiosi, già nel 2007, attraverso la misurazione della pressione endo-rettale effettuata con un manometro connesso ad una sonda di pressione dimostrarono gli effetti durante l’esecuzione di diverse posture ipopressive.

Benefici della Ginnastica addominale ipopressiva

 

  • RIEDUCAZIONE POSTURALE: Attiva distretti muscolari e il controllo della statica corretta conferendo un adeguato assetto posturale.

 

  • RECUPERO POST-PARTUM: consente il recupero del pavimento pelvico, la prevenzione e il trattamento delle disfunzioni viscerali correlate e il riposizionamento degli organi interni.

 

  • INCONTINENZA URINARIA: offre una corretta prevenzione sfruttando la diminuzione della pressione intra-addominale.

 

  • RESPIRAZIONE: stimola i centri respiratori del tronco encefalico e, inibendo l’attività pressoria derivante dalle spinte dei muscoli inspiratori usa l’apnea per raggiungere uno stato prossimo all’ipercapnia.

 

  • ATTIVAZIONE ORTOSIMPATICA: contribuisce a migliorare la funzione sfinterica.

 

  • RIDUZIONE DEL diametro addominale

 

Classificazione tecniche ipopressive

Preventive

  • Tecniche di Ginnastica Addominale Ipopressiva
  • Tecniche di Aspirazione Diaframmatica
  • Tecniche di trasferenza tensionale

Hanno scopo Preventivo-Adattato

  • Utilizzate nel post parto, nelle disfunzioni del pavimento pelvico e perianale, nei disordini posturali e nelle alterazione somato-viscerali;
  • Usano essenzialmente Posture statiche.

Sportivo-preventive

  • Reprocessing Soft Fitness – (RSF) – (esercizi ipopressivi dinamici, in coppia);
  • Reprocessing Speed Fitness (esercizi ipopressivi esplosivi);
  • Tecniche Ipopressive ad alto rendimento sportivo (nella riatletizzazione e nel recupero post-traumatico).

 

Hanno scopo preventivo

  • Usano un elevato coinvolgimento muscolare;
  • Consentono il miglioramento della pratica motoria e sportiva;
  • Usano essenzialmente Posture dinamiche.

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Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione

Nutrizione e Attività Fisica Adattata: binomio di strategie vincenti!

 

Analizzando il quarto fattore protettivo per le principali patologie nel mondo (Global Burden Diseas), lo STUDIO DEL PROF. DOTT. CARMELO GIUFFRIDA ha posto, tra le sue strategie per l’anno 2017, alcuni contenuti del Progetto MONICA (MONItoring of trend and determinants in CArdiovascular disease study) analizzando la “Malattia del terzo millennio”: l’OBESITA’ !

Lo Studio si prefigge il compito di sviluppare progetti di ricerca scientifica, programmi per la formazione e l’educazione del soggetto e l’aggiornamento dei Membri della propria Equipe. Il network professionale raccomanda l’adozione di uno stile di vita mediterraneo e la pratica costante di attività fisica.

 

Di conseguenza, il Team tecnico ha attivato in convenzione UN SERVIZIO DI SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE SIA PER IL SOGGETTO NORMALE QUANTO PER LO SPORTIVO CHE VUOLE OTTIMIZZARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA, AVVALENDOSI DI BIOLOGI NUTRIZIONISTI SPECIALIZZATI QUALI CONSULENTI CONVENZIONATI PER LE ESIGENZE NASCENTI NEL PROPRIO STUDIO!

L'”ATTIVITA’ FISICA ADATTATA NEI DISMETABOLISMI” chiarisce come “L‘ESERCIZIO FISICO E’ UN FARMACO: EXERCISE IS MEDICINE”!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che, negli ultimi due decenni, il tasso di obesità in Europa si è triplicato: ogni anno un milione di decessi e dodici milioni di anni di vita vengono trascorsi in cattive condizioni di salute per effdetto di patologie associate ad obesità e sovrappeso.

Cardiopatie ischemiche, ipertensione, ictus, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e carcinoma del colon sono tra le patologie in cui sono implicati il sovrappeso e l’obesità.

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, recependo le direttive europee della “Global Health Iniziative”ha attivato un Servizio di “Nutrizionismo” affidandolo all’esperienza specialistica in convenzione di un Biologo specializzato in Scienze dell’Alimentazione ed ha abbinato l’educazione alimentare all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) che svolge con Tecnici Specializzati A.M.P.A in grado di assolvere i seguenti compiti e di offrire alla propria utenza i seguenti servizi:

  • servizio di nutrizione per il soggetto normale e per l’atleta (valutazione della composizione corporea e consulenza nutrizionale);
  • studio di un piano di trattamento integrato con individuazione di attività fat-burning (esercizio aerobico) in rapporto alle calorie ingerite (Optimal Fat-Burning);
  • integrazione specifica per i tre macro-cicli di allenamento e per lo stato rilevato al momento del test;
  • dieta mensile (formulata dal Biologo-Nutrizionista Specializzato in Scienze dell’Alimentazione) finalizzata alla tabella di allenamento e alle esigenze di calo ponderale;
  • integrazione personalizzata con marca e prodotti, anche su specifiche esigenze e richieste dell’atleta;
  • servizio di consulenza quotidiano o settimanale con revisione del programma alimentare (servizi in sede e a distanza).

La campagna pone grande attenzione sull’importanza della pratica di attività motorie con regolarità. È fondamentale scegliere attività fattibili in qualsiasi momento della giornata come camminare a passo spedito per almeno 45 minuti 3 volte alla settimana.

Lo stile di vita salutare e attivo è in grado di modificare positivamente sia la qualità che la durata della vita. L’attività motoria è il principale fattore in grado di influenzare positivamente la salute semplicemente attraverso un buon uso dei proprio muscoli durante l’attività fisica che deve essere guidata da professionisti appositamente formati (in Italia gli Specialisti dell’Esercizio Fisico sono i Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate).


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Ginnastica Pelvica

Ginnastica pelvica per combattere l’incontinenza urinaria causata da una disfunzione vescicale o sfinterica:

stop alla perdita involontaria di urina

 

retroversione bacino 2

L’incontinenza urinaria può essere causata da una disfunzione vescicale o sfinterica ed è definita come la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra.

È vista come una grave problematica largamente trascurata, al punto da comportare considerevoli conseguenze psico-sociali ed igieniche suscitando imbarazzo, isolamento e depressione. Pertanto, solo una minoranza sparuta di donne incontinenti chiedono una consulenza specialistica o un intervento rieducativo.

Ginnastica pelvica: un aiuto per mezzo del movimento!

Un aiuto per le donne, attraverso l’intervento del Pelvic Floor Muscle Training o, semplicemente ginnastica preventiva e adattata per il pavimento pelvico, è mirato alla rieducazione del piano perineale.

 

Cause dell’incontinenza

L’incontinenza dipendente dalla vescica (urgenza), può essere dovuta a:

– instabilità;

– ridotta distensibilità;

– capacità inferiore alla norma;

– svuotamento incompleto (iscuria paradossa).

L’incontinenza dipendente dallo sfintere (da sforzo) può essere causata da un’alterata posizione anatomica di un’unità sfinterica intatta, oppure, da una disfunzione intrinseca dello sfintere associata, o meno, ad un’anomalia anatomica. Questo tipo di incontinenza urinaria è conseguente ad un improvviso aumento della pressione intra-addominale.

La bibliografia scientifica presenta diverse classificazioni basate principalmente su aspetti anatomici, urodinamici e radiologici.

Nella donna è determinata da una delicata sinergia di forze bio-meccaniche che pongono in equilibrio la pressione di chiusura dell’uretra, la sua lunghezza funzionale ed anatomica, l’abilità del pavimento della pelvi ad aumentare la pressione uretrale al momento dello sforzo e l’adeguata localizzazione anatomica dell’unità sfinterica.

Il sostegno anatomico del collo vescicale e dell’uretra prossimale, normalmente, permettono un’adeguata trasmissione dell’aumento della pressione intra-addominale verso la zona di continenza. In presenza di un’uretra intrinsecamente intatta, con un’adeguata superficie di mucosa e con un’efficace meccanismo di contrazione riflessa, in caso di tosse o di uno sforzo, si instaura un meccanismo di perfetta continenza.

L’uso di esercizi coinvolgenti il pavimento pelvico fu descritto inizialmente da Arnold Kegel negli Stati Uniti d’America del 1947; si basano sulla contrazione volontaria ripetuta dei muscoli pelvici (essenzialmente vaginali e perineali) che, così, migliorano il loro tono/trofismo a riposo e indicono un controllo globale sulla loro contrazione riflessa durante gli aumenti della pressione intra-addominale determinata in caso di tosse, sternuti o sotto sforzo.

La semplice ginnastica del pavimento pelvico, condotta in seno ad un programma rieducativo sia in regime isotonico che isometrico, (assistita o assistita-guidata) progressivamente, migliora il sostegno uretrale ed il meccanismo di chiusura sfinterico durante le manovre da sforzo e, di conseguenza, riduce la perdita di urina, rivestendo un ruolo di importanza primario nella gestione della disfunzione di incontinenza urinaria da sforzo di tipo pura.

Ginnastica Pelvica = Rieducazione con Attività Fisica Adattata

 

Il trattamento rieducativo condotto con A.F.A. – Attività Fisica Adattata – combinato con tecniche viscerali e di normalizzazione del bacino, fornisce la combinazione che dà migliori risultati, con tassi di miglioramento che, nelle statistiche scientifiche, si attestano dal 73% al 97%; richiede tempi di almeno 3 mesi. I successi maggiori si ottengono nelle donne giovani e si evidenziano miglioramenti nella media età con una progressiva deficienza che aumenta col progredire della senescenza. La percentuale di successo di questi esercizi è direttamente proporzionale alla gravità dell’incontinenza e alle condizioni psico-fisiche. L’utenza con sintomi lievi migliora meglio rispetto alle persone obese o in sovrappeso ponderale e con sintomatologie più gravi.

Obiettivi del trattamento con la Ginnastica Pelvica

Gli obiettivi da raggiungere in un piano di trattamento del pavimento pelvico disfunzionale ed incontinente sono:

1 – correggere le cattive abitudini acquisite dalle pazienti per prevenire la perdita di urina;

2 – stabilire una adeguata consapevolezza della funzione dei muscoli pubo-coccigei e della parete addominale;

3 – aumentare la contrattilità tonica e fasica dei muscoli pelvici e peri-anali conferendo un controllo globale dei muscoli psoas iliaci e della nutazione del bacino.

4 – potenziare le capacità sensitivo-afferenti dei propriocettori mio-fasciali del piano perineale e dei tenso-recettori vescicali.

Semplici regole spiegate all’utente posta in posizione ginecologica conferiscono una coscienza dell’attività del piano perineale e consentono di monitorare la tonicità perineale (generalmente, ciò avviene tramite la palpazione dei muscoli).

Semplici esercizi per il rinforzo analitico del pavimento pelvico, quali la contrazione dello sfintere anale, l’elevazione dell’ano da seduti e l’utilizzo della sinergia adduttoria con il pavimento pelvico, esercizi di rilassamento con respirazione diaframmatica, consentono di definire un miglioramento della capacità di contenzione delle urine.

Semplicità, facilità di apprendimento e potenziamento del pavimento pelvico, consentono l’utilizzo delle tecniche su tutte le persone collaboranti e motivate, affette da incontinenza urinaria da sforzo.

Inoltre, esercizi ripetuti con cadenza quotidiana, eseguiti con regolarità e costanza durante l’arco della giornata, aiutano la donna con problematiche minzionali a risolvere meglio e in breve tempo questi disagi funzionali consentendo una migliore qualità di vita ed una buona integrazione sociale.


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