Ruolo delle Scienze Motorie in ambito sanitario: aggiornamenti

Ruolo delle Scienze Motorie in ambito sanitario: aggiornamenti

Ruolo delle Scienze Motorie: aggiornamenti sul tema in ambito sanitario nel contesto multidisciplinare

 

Catania, 4 Dicembre 2019

Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università degli Studi di Catania: appuntamento immancabile!

 

L’aula magna della Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università degli Studi di Catania sarà il luogo predisposto per discutere sugli scenari di annosi problemi legati alla Scienza dell’Esercizio Fisico e al suo utilizzo come “Farmaco”.

Postura-Master Posturologia-Prof. Carmelo Giuffrida-Università degli Studi-Catania

I lavori saranno presentati dal Prof. Giuseppe Musumeci (Direttore del CRAM) e il Prof. Salvatore Salomone  (Direttore del BIOMETEC) porgerà il saluto dell’Ateneo Etneo insieme alla Prof.ssa Giuseppina Cantarella (Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) e al Prof. Rosario Giuffrida (Presidente del Corso di laurea in Scienze Motorie).

 

Esperienza dell’Associazione Nazionale Attività Motorie – ANAM in collaborazione con l’USL-1 dell’Umbria: ruolo delle Scienze Motorie

 

L’esperienza maturata dall’Associazione Nazionale Attività Motorie – ANAM in collaborazione con l’USL-1 dell’Umbria verrà comunicata nei suoi dettagli insieme ai dati scientifici derivanti da uno studio triennale realizzato da Specialisti in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nel corso di un triennio presso l’Ospedale Media Valle del Tevere.

L’occasione sarà propizia per presentare anche il Volume “Un sogno in movimento” realizzato dalla stessa ANAM in collaborazione con l’USL1 dell’Umbria.

A dissertare le argomentazioni su questa interessante e importante tematica che coinvolge la professionalità dell’Operatore in Scienze Motorie e degli Specialisti in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate saranno proprio i realizzatori di questo “Fiore all’Occhiello” e che verranno appositamente da Perugia: la Dott.ssa Barbara Sebastiani, il Dott. Marco Nulli, il Dott. Giuseppe Mordivoglia, la Dott.ssa Sara Cerquaglia e il Dott. Francesco Carbone.

Il Prof. Carmelo Giuffrida illustrerà la realtà siciliana e i contenuti della legge regionale n. 29 del 29 Dicemre 2014 con i suoi decreti attuativi e circolari assessoriali che ne definiscono l’ordinamento giuridico.

Il Prof. Giuseppe Musumeci, organizzatore di questo evento e da ottimo “Padrone di casa”, sarà certamente un impeccabile Moderatore. A lui, oltre a coordinare il lavori, spetterà la presentazione del SISMES e del Gruppo AMASF.

Invece, sarà compito del Dott. Giacomo Perticone presentare il CISM – una delle maggiori associazioni di categoria che opera sul territorio nazionale nell’interesse delle Scienze Motorie, in qualità di Vice-Presidente.

La giornata di Studio sarà conclusa con una “Tavola Rotonda” e un momento di Question Time finale che raccorderà gli intervenuti e chiarirà ulteriormente le criticità che sorgeranno nel corso delle discussioni.

Agli Studenti dei Corsi di laurea in Scienze Motorie e della Specialistica A.M.P.A intervenuti verrà riconosciuto 1 CFU relativo al Corso di Laurea di afferenza.

Aggiornamenti sul ruolo del laureato in Scienze Motorie

 

 

 

 

Esercizio Fisico dell'anziano-Prevenzione-Neoplasie-Tumore-Cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Neoplasie: l’Attività Fisica Adattata stimola il sistema immunitario!

Neoplasie: l’Attività Fisica stimola il sistema immunitario e a Catania si da importanza all’A.F.A. come strategia di supporto e “cura” contro il cancro!

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania

La prevenzione resta la prima arma per combattere le cellule neoplastiche

 

L’attività fisica è sempre consigliata, anche quando la malattia si è già manifestata. Nel caso delle neoplasie, è in grado di indurre una riduzione della massa tumorale attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

 

Neoplasia: l’esercizio fisico serve solo alla prevenzione?

 

Il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule neoplastiche. Con la sua reazione esercita un importante meccanismo di monitoraggio. Grazie alle capacità dei suoi fattori umorali e cellulari, controlla sia la genesi che lo sviluppo dei tumori. Questa forma di controllo è noto come “concetto dell’immuno-sorveglianza”.

In presenza di una massa tumorale alcune cellule del sistema immunitario, le Natural Killer (NK), si spostano dal circolo sanguigno e migrano verso il tumore con l’obiettivo di attaccarlo.

Nell’attivazione del sistema immunitario un ruolo fondamentale è giocato dall’interleuchina 6, una molecola prodotta dal corpo capace di reclutare le Natural Killer (NK) e dirigerle verso il tumore sin dalle prime fasi del suo sviluppo contribuendo a ridurre la comparsa del tumore stesso.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1

 

L’importanza dell’attività motoria nelle neoplasie

 

La tipologia di sforzo praticato durante l’attività motoria conferisce un diverso valore alla prestazione fisica anche in rapporto al grado di allenamento. Ciò varia in rapporto ai termini delle caratteristiche di intensità, durata e vie metaboliche utilizzate.

La pratica regolare di attività motoria, rappresenta un mezzo efficace per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti immunosoppressori.  Le ricerche immunologiche concordano che contribuiscono a ridurre i rischi di recidiva. Ovviamente, compatibilmente con le condizioni di salute e con le possibilità motorie di ogni persona.

Studi e ricerche, ormai universalmente concordate e approvate dalle comunità scientifiche internazionali, affermano che le cellule “natural killer” (NK) sembrano essere modificate dall’esercizio fisico con aumento delle cellule del fenotipo CD16 e una alterata attività funzionale; l’attività delle Natural Killer raggiunge il suo apice immediatamente dopo aver effettuato attività motoria per ridursi progressivamente dopo due ore dal suo termine per poi normalizzarsi dopo circa venti ore – (Pedersen B.K., Ullum H.: NK-cell response to physical activity: possible mechanism of action. Sci. Sports Exerc. 24: 140-146, 1994).

 

Neoplasie: una strategia di supporto e potenziamento delle cure contro il cancro.

 

Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-2I possibili meccanismi alla base dei cambiamenti indotti dall’esercizio della funzione delle cellule NK sono citochine, ipertermia e ormoni dello stress, tra cui le catecolamine, il Growth hormone – GH (l’ormone somatotropo della crescita), il cortisolo e le beta-endorfine.

L’attività fisica di tipo aerobico è un tassello importante nella lotta contro i tumori e, quando può essere svolta, diventa parte integrante delle cure e la sua inclusione assume il tono di un vero e proprio “FARMACO”! (Enviromental Health and Preventive Medicine – Effetti dell’intensità dell’esercizio sulle sottopopolazioni di leucociti circolanti – Yukie Saito, Yukinori Kusaka,  Masanori Shimada).

 

Neoplasie: l’Attività Fisica deve essere ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico

 

L’attività delle cellule NK viene potenziata se l’attività è ben dosata e moderatamente somministrata nei regimi di tipo aerobico; ne deriva che  il sistema immunitario viene temporaneamente migliorato garantendo una buona protezione dalle infezioni.

Al contrario, l’esercizio fisico intenso produce immunodepressione, almeno in parte causata dalle prostaglandine. Pertanto, la funzione delle cellule NK viene temporaneamente gravemente depressa (i microrganismi, in particolare i virus, invadono l’ospite, per cui è possibile contrarre infezioni).

I soggetti che praticano attività fisica o sport di endurance ad alta intensità (> 70-75% Vo2max) come i ciclisti, i maratoneti e gli ultra-maratoneti, i tri-atleti, hanno un maggior rischio di contrarre un’infezione rispetto a persone che praticano attività moderate o ad atleti che svolgono attività amatoriale che non superano il 70-80% Vo2max!

Un’attività fisica prolungata e di elevata intensità produce un abbassamento generalizzato dell’attività del sistema immunitario. Questo fenomeno varia tra le 3 e le 72 ore: è definito come “Open Window”. I soggetti in questa fase mostrano elevato rischio di contrarre un’infezione, in particolare delle vie aeree superiori, poiché questo periodo determina uno stato transitorio di immuno-depressione.

 

Neoplasie: L’attività fisica si comporta da medicina – la migliore delle medicine!

Exercise is Medicine: the best medicine!

 

Gli studi sull’infusione che imitano i livelli di ormoni dello stress nel sangue durante l’esercizio indicano che un aumento dell’adrenalina nel plasma rappresenta almeno una parte della modulazione della funzione delle cellule NK indotta dall’esercizio.

 

Seguire uno stile di vita attivo aiuta a non ammalarsi anche in età geriatrica.

 

Le Teorie della programmazione genetica postulano che l’invecchiamento è un evento che si innesca e si attua in dipendenza di un genoma in cui è presente l’informazione che si traduce in una serie di fenomeni che ne contraddistinguono uno specifico periodo della vita.Neoplasie-Cancro-Tumore-Prevenzione-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-3

Le Teorie stocastiche o degli errori o dell’usura negano la possibilità di una programmazione contenuta nel genoma e considerano l’invecchiamento conseguente a un progressivo deterioramento provocato da uso e accumulo di danni che modificano l’espressione genica  in grado di comportare errori trascrizionali, traduzionali o post-traduzionali. Il target diretto del danno incide essenzialmente sugli organi cellulari come i mitocondri, i lisosomi, le loro membrane, le proteine strutturali ed enzimatiche dell’organismo. Gli errori deriverebbero anche dai radicali dell’ossigeno, dalle lipofucsine o da alcuni metalli e dai prodotti della glicosilazione di diverse proteine.

Con l’invecchiamento il corpo umano va incontro a un decadimento fisiologico che minaccia la buona salute.

Si riduce la capacità funzionale e si osserva una progressiva involuzione del sistema immunitario. Pertanto, si abbassano le capacità difensive dell’organismo contro gli agenti esterni (virus, batteri, parassiti, …) ed interni (cellule anomale danneggiate, infettate o tumorali).

 


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

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Oncologia: Azione dell’esercizio fisico sulle patologie oncogene

CARDIO-ONCOLOGIA: Cancro & Attività Fisica Adattata

8° Congresso PLATFORM OF LABORATORIES FOR ADVANCES IN CARDIAC EXPERIENCE

 

Azione della fisiologia dell’esercizio sulle patologie oncogene presentata a Roma giorno 22-23 Novembre 2019 presso la Sessione di “CARDIO-ONCOLOGIA” del Centro Congressi di Confindustria – Auditorium della Tecnica – dal Prof. Carmelo Giuffrida, Ricercatore catanese studioso delle Scienze del Movimento Umano.

Partecipare in qualità di “RELATORE” e discutere su “CANCRO E ATTIVITA’ FISICA” a un Congresso che, come il PLACE, riunisce tantissimi illustri professionisti di fama mondiale, è occasione di incontro per confrontarsi su innumerevoli temi ed è da considerare un grande privilegio.

Quando si viene invitati a relazionare nel cuore della Capitale, in qualità di “FACULTY”, bisogna fornire elementi tecnici e scientifici che possano apportare benefici a tutta la Comunità scientifica e all’Utenza finale che si avvarrà degli Studi presentati per trarne vantaggio psico-fisico e benessere.

Oncologia-Cancro-Tumore-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-PLACE-Cover-Cancro e Attività Fisica

Una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

 

ONCOLOGIA e ATTIVITA’ FISICA

 

Oncologia-Cancro-Tumore-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-3-PLACE-Relatore-Cancro e Attività FisicaIl Prof. Carmelo Giuffrida afferma:

“Insieme con i Membri della mia Equipe tecnica, tutti Operatori volontari, Uomini di Scienza e Studiosi del Movimento Umano, abbiamo gettato importanti basi sulla ricerca del settore con una review delle evidenze scientifiche internazionali finalizzata ad accertare gli effetti fisiologici dell’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) sui tumori. Siamo coscienti che l’attività fisica riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali. Pertanto, fatto il punto sulla bibliografia internazionale e riguardate le evidenze scientifiche ci si è confrontati con altri Colleghi collaborando in modo interdisciplinare. Si è arrivati alla determinazione che il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata”!

 

 

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Ricominciare dopo il dramma di un tumore vuol dire passare anche attraverso il recupero funzionale del proprio corpo e della propria efficienza fisica!

 

#ONCOLOGIA: un modo innovativo di fare Attività Motoria affidata agli Specialisti dell’Esercizio Fisico

 

Oncologia-Cancro-Tumore-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida- Catania-1Gli Specialisti delle Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialisti A.M.P.A.) devono fornire il loro contributo introducendo un modo innovativo di fare Attività Motoria senza improvvisare nulla ed osservando rigidamente i protocolli dettati dalle evidenze scientifiche connessi alla Fisiologia dell’Esercizio Fisico. L’Utenza deve essere seguita insieme ai Medici Specialisti delle varie branche per con-vivere in modo dinamico con il tumore quando è inoperabile. Lo stesso vale negli esiti di una patologia oncologica ormai superata, per combattere gli esiti devastanti di interventi e terapie oncologiche. E’ utile per ritrovare l’efficienza fisica apparentemente non più recuperabile.

L’inizio di un nuovo cammino impone l’apprendimento di “Istruzioni” date all’Utente. Queste consentono di migliorare, giorno dopo giorno, le qualità fisiche di base, la qualità della vita e l’efficienza del proprio corpo conferendo il ben-essere desiderato!

Un evento oncologico incide profondamente sulla persona interessata. Cambia la vita anche a tutta la famiglia che ne condivide le profonde “ferite” psicologiche e somatiche.

È con estrema fatica che la perturbazione dell’equilibrio rotto dal cancro possa tornare ad offrire certezze e serene aspettative.

La vita dei malati oncologici si è notevolmente allungata e, con essa, sono migliorate le aspettative: ciò grazie a diagnosi precoci, miglioramenti terapeutici, approcci.

 

L’Oncologia può usare un “FARMACO” potentissimo: l’Esercizio Fisico Adattato!

 

Oncologia-Cancro-Tumore-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida- CataniaI nostri studi condotti su soggetti oncologici dimostrano come l’attività fisica (e non lo sport!) può essere capace di prevenire l’evento, riduce le probabilità di recidive e abbassa sensibilmente il tasso di mortalità.

L’attività fisica aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica.

La bibliografia internazionale depone unanimamente a favore dell’affermazione che l’esercizio regolare riduce notevolmente il rischio dello sviluppo primario di diversi tumori. Inoltre, può migliorare i risultati clinici a seguito della diagnosi di una malattia primaria.

I meccanismi molecolari che sostengono gli effetti anti-tumorali dell’esercizio fisico sono ancora poco compresi. Non c’è una prova concreta a fronte degli effetti presunti dell’esercizio nella riprogrammazione dell’interazione tra stile di vita e micro-ambiente tissutale.


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Diastasi addominale e Attività Fisica Adattata a Catania

Diastasi addominale: Quando l’esercizio finalizzato e razionale può fornire un valido ausilio!

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

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Il muscolo retto addominale (musculus rectus abdominis) è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore. E’ diviso in due metà pari (destra e sinistra) dalla linea alba o mediana (costituita da tessuto connettivale aponeurotico che percorre il muscolo lungo la sua lunghezza).

Si inserisce prossimalmente dal processo xifoideo dello sterno e si sviluppa nella cartilagine costale della V, VI e VII costa della gabbia toracica per raggiungere distalmente il margine superiore del pube compreso tra il tubercolo e la sinfisi pubica dove si innesta con un grosso tendine.

È un muscolo poligastrico espiratorio che abbassa le coste e flette il torace sulla pelvi; svolge un ruolo minore nella torsione e nella inclinazione laterale del tronco.

La sua contrazione amplifica la pressione endo-addominale.

È innervato dagli ultimi tre nervi intercostali e dal nervo ileo-ipogastrico.

 

#Diastasi del muscolo retto addominale

 

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È caratterizzata dalla eccessiva separazione dei due lati del muscolo retto addominale che, mettendo in tensione l’addome, si allargano e permettono la fuoriuscita di una protuberanza attraverso la linea alba (tessuto connettivo resistente ma poco elastico).

Interessa circa il 30% delle donne che, dopo la gravidanza, si rendono conto di tale alterazione anatomica.

Di conseguenza alla gestazione si verifica lo stiramento del muscolo retto addominale per effetto del costante accrescimento, delle pressioni esercitate dal feto nel grembo materno, delle alterazioni ormonali e dell’assottigliamento del tessuto connettivale.

I fattori di rischio per le donne in gravidanza sono rappresentati da:

  • età della gestante superiore ai 35 anni;
  • feto con un peso elevato;
  • gestazione gemellare;
  • altre gravidanze precedenti.

 

Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Ma anche gli uomini possono incorrere nella diastasi del retto addominale per effetto di cause predisponenti  congenite (generalmente presentano un addome rilassato associato ad obesità) e scatenanti come uno sforzo importante derivante da intensa attività motoria o lavorativa.

 

Le cause dell’insorgenza della diastasi addominale possono essere riassunte e attribuite a:

  • indebolimento muscolare;
  • obesità;
  • senescenza;ginnastica ipopressiva-ginnastica addominale-ginnastica-potenziamento-addominali-addome-dopo gravidanza-post gravidanza-disfunzioni-pavimento pelvico-pelvi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8
  • intensa ed eccessiva attività fisica mal condotta;
  • altre patologie che provocano intensi conati di vomito;
  • tosse cronica intensa.

 

Dolori lombari, instabilità del bacino, incontinenza urinaria, ernia, nausea associata a difficoltà digestive, difficoltà respiratorie, peristalsi intestinale evidente, pesantezza del pavimento pelvico, atteggiamento iperlordotico, sono segni che accompagnano l’addome diastasato.

 

Diastasi addominale: La prevenzione con Attività Fisica Adattata

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  • correzione delle posture errate;
  • adozione di posture sedute corrette attenzionando il controllo della colonna vertebrale e del poligono di appoggio;
  • sotto controllo dello Specialista dell’Esercizio Fisico (Specialista A.M.P.A.) sottoporsi a una idonea attività fisica che tenga conto dei volumi, dei carichi e dell’intensità adeguata alle proprie capacità fisiche personalizzando il piano di trattamento con esercizi per attivare e potenziare la parete addominale e i muscoli del pavimento pelvico.

 

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida (Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) – Via Corvello 37 CATANIA – tel. 095 387810 – cell. 338 9134141, ha stretto una collaborazione con l’Associazione Diastasi Italia ODV (associazione di volontariato).

 https://www.diastasiaddominale.com/collaborazioni-con-professionisti/

 Informazioni e maggiori dettagli possono essere assunte nei gruppi Facebook Diastasi Italia Official Group e Diastasi Italia Fit and Food (dedicato esclusivamente ad attività fisica e alimentazione).


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Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Attività Motoria Adattata: strategie calibrate migliorano funzioni organiche

Attività Motoria Adattata:

strategie calibrate per il trattamento delle patologie a carattere involutivo e invalidante

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa comunità scientifica internazionale concorda che l’attività fisica è il super-farmaco del millennio e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne raccomanda la pratica costante. Anche il Ministero della Salute italiano – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ufficio 8 – detta le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”.

Le evidenze ne dimostrano l’influenza positiva sullo stato di salute e gli effetti favorevoli sul benessere psicofisico nell’essere umano: è considerata la migliore prevenzione per le malattie cronico degenerative.

Esercizio-Terapia” è il sinonimo vincente di un piano di lavoro a lungo termine studiato, organizzato e finalizzato per combattere le malattie non trasmissibili e adattato alle caratteristiche fisiche e alle capacità residue del soggetto che presenta condizioni fisiche limitate (menomazioni, disabilità, handicap e patologie varie – ADAPT, 2004), di carattere non sanitario.

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’Attività Motoria Adattata o Attività Fisica Adattata (A.F.A.) è una tipologia di “allenamento” indispensabile per Guadagnare Salute.

E’ da intendersi come parte integrante dei “trattamenti” di patologie a carattere degenerativo e invalidante. Va affidata al controllo di professionisti specializzati nelle Scienze dell’Esercizio Fisico che considerano la complessità delle interazioni tra Fisiopatologia e Comorbidità. Quindi, questi Professionisti sono in grado di interagire attraverso un sapiente uso dell’esercizio sui farmaci, sulle alterazioni metaboliche, ecc…. Attraverso una programmazione seria e idonea, sfruttando l’esercizio fisico, possono ottenere una ampia risposta organica di benessere del soggetto fruitore.

 

Prevenire o ritardare il deterioramento fisico e psicologico:

si può con l’Attività Motoria Adattata!

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Il programma di allenamento ricerca il miglioramento del danno funzionale, ha lo scopo di prevenire o di ritardare il deterioramento fisico e psicologico e il fine di ricavare una benefica autonomia personale influenzando sensibilmente i livelli della qualità di vita personali.

L’attività fisica aumenta le capacità fisiche di base quale la resistenza, la forza, la mobilità articolare, la coordinazione neuro-muscolare. Inoltre, migliora le grandi funzioni organiche sia cardiocircolatoria che respiratoria.

L’esercizio fisico cambia sensibilmente, in modo efficiente, la composizione corporea, le funzioni cognitive, ecc…

La risposta all’esercizio fisico varia in rapporto alle diverse condizioni di salute.

Pertanto, è estremamente importante operare una corretta valutazione clinica e motoria all’esercizio attraverso il Problem-Oriented Exercise Management (POEM).

 

Un momento valutativo composto da cinque step:

 

Dati Soggettivi – Collection of subjective data – (sintomi, capacità funzionali residue ai farmaci assunti),

Dati Oggettivi – Obtaining objective data (test clinici e motori: test aerobici – VO2max vs. VO2 peak, test anaerobici, test per la resistenza, test per la forza muscolare, test per la mobilità articolare, test neuromuscolari, test per la performance funzionale, …),

Valutazione del problema in rapporto ai dati raccolti – Assessment,

Formulazione di un Piano di lavoro – Formulate a plan,

Follow-Up – Period reassessment (controllo periodico per verificare il lavoro svolto ed evidenziarne i progressi conseguenziali, e/o per modificarne i contenuti tecnici).

Esercizio-Fisico-AFA-Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Quindi, la prescrizione dell’esercizio fisico include gli obiettivi e le strategie individualizzate, tanto a breve che a lungo termine.

Basando la valutazione sulla constatazione soggettiva e oggettiva della valutazione i parametri devono essere:

  • specifici,
  • misurabili,
  • perseguibili,
  • realistici.

Ciò permette la pianificazione di una programmazione individuale che consente di calibrare modalità e adeguata intensità, durata e frequenza dell’esercizio.

Dosandone esattamente i contenuti in rapporto alle malattie croniche o alla disabilità, così come si fa con i farmaci, se ne stabiliscono le azioni specifiche.

L’attività fisica così condotta diventa un modo salutare per affrontare i bisogni speciali di persone di tutte le età e generi.

Quali problemi sono affrontabili con l’Attività Motoria Adattata?

 

“L’Attività Fisica regolare e di adeguata intensità è un fattore di rilevante importanza per il mantenimento di un buon stato di salute e per la prevenzione di numerose malattie croniche non trasmissibili con particolare riguardo alle patologie cardio-vascolari.

Ancora di più, trovano indicazione la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, ma anche il diabete, l’obesità e i sovraccarichi ponderali, l’osteoporosi, la depressione e gli stati di ansia, alcune forme tumorali, …

Riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale e sanitaria: l’assenza di attività motoria risulta essere una delle cause maggiori di morte, di patologie e di disabilità.

Lo svolgimento di un’attività fisica con regolarità e di correlata intensità rapportata alle possibilità e condizioni di salute individuali diventa consigliabile per tutte le persone, di ogni genere ed età.

Assume tono di indispensabilità nelle persone sedentarie (la sedentarietà tende a manifestarsi sin dall’adolescenza per raggiungere il suo picco massimo nella terza età).

L’Attività  Fisica Adattata è estensibile non solo al beneficio del singolo individuo ma, indirettamente, a quello dell’intera collettività.

L’attività motoria adattata produce effetti positivi sostanziali e duraturi che riguardano le grandi funzioni organiche. Si constata un netto miglioramento della funzione cardiaca, della pressione arteriosa, del metabolismo lipidico e glucidico, dei rapporti tra massa muscolare e adiposa. Migliora il tono mio-fasciale, le capacità motorie di base e specifiche, l’equilibrio, gli aspetti psicologici.

Conferisce netti miglioramenti dell’auto-stima e dell’umore, contribuisce in maniera rilevante all’integrazione sociale, alla creazione di nuovi legami di amicizia e di solidarietà”

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida


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Iperlordosi lombare paramorfica e Lordosi lombare fisiologica

Iperlordosi lombare: la lordosi è una curva essenziale utile per garantire la statica eretta ma non deve superare i valori fisiologici.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

Iperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

Lordosi lombare: quando è normale!

 

I valori fisiologici scaturiscono da una serie di osservazioni che trovano risposta:

  • nell’osservazione dell’assetto del bacino (anteroversione),
  • nell’incremento della freccia lombare,
  • nella lastra radiografica effettuata in ortostatimo,
  • con la misurazione in gradi Lippman-Cobb che attestano l’entità della curva.

I valori normali oscillano intorno ai 34 gradi di media con un range compreso dai 21 ai 49 gradi per soggetti venticinquenni.

Non essendoci concordanza tra gli autori rispetto ai gradi Lippmann-Cobb assume interesse il dato relativo piuttosto che quello assoluto.

L’angolo di basculamentoIperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2 nel decubito di Schulthess assume grande importanza nella somministrazione della ginnastica addominale e nella creazione di un valido power house con una buona core stability. Quest’angolo formato tra la Spina Iliaca Antero Superiore e la Spina Iliaca Postero Superiore con l’asse sagittale o antero-posteriore del bacino (non deve superare i 12°) costituisce un dato importante così come nella stazione eretta, ma la misurazione è più esatta in decubito poiché si evitano, in questa postura, i compensi lombari che, sotto carico, amplificano leggermente il valore stimato.

La regola del Piollet per la determinazione dell’assetto del bacino, infine, riporta lo Studioso a stimare la tesi schematizzata già nel 1945 dal De Sambucy: i quattro quadranti muscolari devono porre in equilibrio il bacino e il rachide lombare.

 

Iperlordosi lombare e Ginnastica Correttiva: cosa fare per contrastare questo paramorfismo?!

Iperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Gli esercizi compensativi hanno lo scopo di prevenire la progressione della curva lordotica garantendo un approccio scientifico per mezzo di un gesto motorio ben definito.

Pertanto, la funzione dell’esercizio compensativo (la famosa “Ginnastica Correttiva”!) è quello di contenere il danno funzionale e modificare l’aspetto estetico.

 

Esiste un “metodo” per correggere l’iperlordosi lombare?

 

Mézières, Sohier, Klapp, Niederhoffer, Souchard, Dobosiewicz, Schroth, sono sistemi metodologici che vantano grandi intuizioni tecniche ma il principio di base resta vincolato a una sola cosa: serve l’esercizio razionale, ben organizzato, somministrato con criterio e saggezza professionale secondo schemi precisi di biomeccanica applicata senza lasciare nulla al caso!


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

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BenEssere: la rivista mensile che si interessa di Scoliosi!

BenEssere:

una rivista mensile dedica un articolo agli studi sul nuoto effettuato dai Ricercatori Carmelo Giuffrida e Rodolfo Lisi

Il Nuoto non è una panacea

 

Con questo titolo, il mensile che scrive sulla “salute con l’anima”, nel numero 9 del Settembre 2019 apparso in edicola dal 22 Agosto 2019, pone la sua attenzione sul tema scottante della scoliosi.

La rivista fa emergere gli studi presentati nello scorso marzo dal Prof. Carmelo Giuffrida e dal suo Collega Rodolfo Lisi in 168 pagine costituenti il libro “IL NUOTO NON FA BENE. L’ATTIVITA’ NATATORIA NELLA SCOLIOSI: MITI E TABU’ DA SFATARE”.

L’articolo, firmato da Caterina Allegro, descrive esaurientemente ciò che è contenuto nel volume edito dalla Casa Editrice”Il Trifoglio Bianco”.

I due Ricercatori delle Scienze dell’Esercizio Fisico evidenziano e descrivono dettagliati elementi che fanno emergere i motivi per cui il nuoto non può “curare” la scoliosi o i paramorfismi del rachide.

La Biomeccanica e la Fluidodinamica rappresentano i punti di forza su cui punta il ragionamento del Prof. Carmelo Giuffrida. A suo supporto interagiscono i contorni psico-pedagogici descritti dal ragionamento del Prof. Rodolfo Lisi.

 

Una accoppiata vincente in termini tecnici e scientifici: l’argomento accomuna i due “Uomini di Scienze”.

 

Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Infatti, i 2 Scienziati differenziano l’attività natatoria ludica, da una quasi impossibile risposta positiva nel recupero funzionale di un qualsiasi paramorfismo della colonna vertebrale in vasca.

Considerando le indubbie capacità esercitate sullo stato di benessere psico-fisico di qualsiasi soggetto che si approccia a praticare il nuoto, contestano l’attività natatoria per curare la scoliosi e il mal di schiena.

Non mancano i riferimenti all’agonismo, all’attività amatoriale, ai confronti tra effetti positivi e negativi, alle leggi della meccanica, all’auxologia.

Specificatamente, il volume, si riferisce al difficilissimo recupero funzionale della scoliosi in vasca utilizzando una serie di precise affermazioni documentate da supporti chinesiologici e matematici.

Il libro scritto dai due Autori è destinato a restare una pietra miliare nella storia della ginnastica correttiva e compensativa.

Sicuramente è un testo che merita una attenta lettura da parte degli addetti ai lavori. E’ consigliato al Medico Generico, agli Specialisti in Ortopedia e in Medicina Fisica e Riabilitazione, al Fisioterapista, al Dottore in Scienze Motorie e dello Sport, allo Psicomotricista, allo Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate.


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10.000 passi Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

10.000 passi per restare in forma

Cammino 10.000 passi al giorno: un mito per restare in forma!

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019 –

Olimpiadi di Tokyo – 1964 – Yoshiro Hatano, ne osserva i contenuti tecnici.

L’anno successivo, 1965, inventa un dispositivo portatile elettronico o elettromeccanico, il manpo-Kei, divenuto, in occidente, pedometro o contapassi!

 

Il manpo-Kei: pedometro o contapassi e la cultura dei 10.000 passi!

 

La cultura popolare detiene la convinzione che per restare in forma sia necessario percorrere almeno 10.000 passi al giorno. La Scienza dell’Esercizio Fisico ritiene che è meglio percorrerne 7.500.

Tutto nasce da una necessità di vendita dei contapassi e delle smartband. I numeri sono privi di fondamento scientifico poiché scaturirono da una scelta arbitraria scaturita da una campagna pubblicitaria proposta dal 1965 in poi che forniva una indicazione sullo stile di vita teoricamente sano e corretto.

 

Il target dei 10.000 passi

 

Una moda poneva il target dei 10.000 passi a capo della progressiva diffusione dei trackers (i dispositivi che tracciano il movimento umano capaci di fornire anche una dettagliata serie di parametri vitali).

Un uomo comune immerso nella società moderna industrializzata produce una deambulazione di 3000-4000 passi al giorno corrispondente a circa 3 Km.

Praticare il fitwalking, applicando la corretta meccanica della locomozione consente di ottenere il miglior beneficio dalla passeggiata, dal trekking o dal tour culturale.

Il cammino contribuisce a stare bene e a migliorare le grandi funzioni organiche (cardio-circolatorie e respiratorie). E’ un ottimo esercizio preventivo della diabesità e buon coadiuvante della terapia diabetica. Funge anche da ottima strategia per combattere i carcinomi mammari, del colon-retto, dei polmoni. È efficace per contrastare gli stati depressivi, l’osteopenia e l’osteoporosi.

Le comunità scientifiche concordano tutte sul fatto che, compiere 10.000 passi giornalieri, è una ottima raccomandazione.

Ma è bene fare i conti in ambiente specializzato affidando i calcoli della giusta quantità al Tecnico preposto a ricavare la dose, l’intensità, il carico e i volumi. Questi devono essere adeguati alla persona che adotta il cammino come farmaco per stare bene e per aumentare l’aspettativa di vita!

 

Teoria dei 10.000 passi e walk fit per stare bene!

 

Rigorose ricerche scientifiche hanno evidenziato gli effetti benefici legati all’Attività Fisica.

La prescrizione dell’attività motoria, deve essere considerata una necessità allo stesso modo di un importante farmaco. Infatti, per alcune malattie cardiache come l’infarto, o nella prevenzione del diabete, gli effetti dell’esercizio funzionano al pari di alcune medicine.

Le malattie non trasmissibili, croniche o stabilizzate, risentono favorevolmente di una buone dose di passi giornalieri.

L’ottimale sarebbe quello di effettuare attività per 30 a 60 minuti con moderata intensità, possibilmente in pianura, mantenendo un regime aerobico intorno ai 100-120 battiti al minuto.

Logicamente, i valori cardiaci cambiano in rapporto all’età e allo stato di salute del soggetto. Ed è per questo motivo che occorre rivolgersi allo Specialista dell’Esercizio Fisico (in Italia la figura professionale è quella del Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate o, semplicemente Specialista A.M.P.A.).

 

E’ importante affidarsi a veri Professionisti dell’Esercizio Fisico evitando il “fai da te”

 

L’ambiente altamente specializzato in cui si effettua A.F.A. (Attività Fisica Adattata) prevede un’assistenza costante dell’utente tramite un piano di lavoro personalizzato (Body Way Assistance) e integra l’attività dello Walk fit con una specifica sequenza di Esercizi personalizzati in un piano di lavoro con rapporto 1:1 o con frequenza bi-settimanale in mini gruppi di lavoro costituito da un MAX DI 3-4 persone, condotto sotto costante controllo di un Direttore Tecnico e di un Operatore specializzato in tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate.


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Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Ipermobilità articolare e Attività Fisica Adattata

Ipermobilità articolare o sindrome di Ehlers Danlos:

una malattia rara la cui entità invalidante, clinica e genetica,

può usufruire dei benefici dell’Attività Fisica Adattata e dell’Esercizio Fisico guidato

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaQuesta malattia rara, espressione clinica di alterazioni genetiche del tessuto connettivo,  coinvolge più organi e conferisce un variabile polimorfismo da un soggetto ad un altro, o nel medesimo soggetto, nel corso del tempo.

Le manifestazioni cliniche (dolore, affaticamento, stipsi, disturbi di percezione del corpo, dell’equilibrio e del controllo dei movimenti) inducono errori diagnostici e terapeutici attribuendo all’immaginazione dei soggetti, spesso esaminati in fretta, la stigmatizzazione di ipocondriaci simulatori, “psicosomatici” o/e, in generale, “psichici”, senza alcun supporto psichiatrico.

Alla Sindrome si riconducono anche sintomatologie vascolari e neuro-vegetative, gastrointestinali, ostetriche, urinarie, odonto-stomatologiche, otorinolaringoiatriche (uditivi, controllo dell’equilibrio, olfattivi), visive e respiratorie.

Emicranie, insonnia, vertigini, deficit cognitivi di attenzione, di concentrazione e di memoria, sono oggetto di attuali studi.

Lussazioni ricorrenti, noduli cutanei, pelle ipermobile e fragile dotata di un’insolita sottigliezza e di una straordinaria elasticità, cicatrici multiple derivanti da traumi di minima entità derivanti da un’anomalia del tessuto connettivo, caratterizzano lo stato morboso di questa patologia rara.

 

Approccio alla propriocezione ed alla rieducazione o riequilibrio:

Orientamento Chinesiologico

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Se somministrate con dovizia di particolari e con equilibrata esperienza, la rieducazione propriocettiva e la ginnastica respiratoria, possono aiutare il soggetto che è vittima di questa particolarissima patologia evitando di svolgere attività motorie particolarmente aggressive oppure a sottoporsi a inutile chirurgia ortopedica o dell’apparato digerente.

La scarsa efficienza meccanica del sistema muscolo-tendineo contribuisce a disturbare la motricità che è già difficile in soggetti perennemente affaticati.

L’errata percezione della posizione del corpo non permette di posizionare esattamente lo spazio circostante rispetto a se stessi per cui ne deriva una “dissociazione sensitivo-motoria” che può interessare una parte più o meno importante del corpo (uno o due arti) responsabile di cadute da cedimento, di sindromi pseudo-paralitiche, da “goffaggine”, con caduta di oggetti e difficoltà di eseguire compiti per quanto semplici (l’urto contro ostacoli ne è un esempio: “segno della porta ” derivante dall’urtare lo stipite attraversando una porta).

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’ipermobilità articolare è la componente fenotipica più caratteristica, sebbene non specifica.

Un piano di trattamento individuale, condotto con Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nell’ambito di un approccio multidisciplinare della sindrome di Ehlers Danlos, deve tenere conto dello specifico patologico e valutare globalmente le autonomie e la funzione del soggetto. E’ fondamentale individuare un programma di Esercizio Fisico Clinico idoneo, mirato soprattutto al mantenimento e al miglioramento dell’autonomia e della funzione articolare.

 

Ipermobilità articolare: propriocezione e isometria per stabilizzare tronco e cingoli

 

L’A.F.A. (Attività Fisica Adattata) è principalmente propriocettiva, concentrata su esercizi rigorosamente isometrici per stabilizzare i muscoli del tronco e dei cingoli.Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

La mobilizzazione attiva ha un impatto molto positivo e duraturo. Deve essere utilizzata e ripetuta con parecchie ripetizioni, associando esercizi di potenziamento muscolare e migliorando la stabilità articolare.

Gli schemi facilitativi neuro-muscolari risultano utili per correggere gli schemi propriocettivi. Vi si associa la stimolazione cutanea e dei tessuti molli.

Dopo adeguata preparazione, la rieducazione allo sforzo diventa una prospettiva interessante per l’ottima tolleranza sviluppabile.

Però, occorre dissociare tra la relativa facilità di produrre un grande sforzo (come il cammino) e la difficoltà a reggersi in piedi.

Esercizi specifici per il pavimento pelvico e la regione perianale risultano efficaci ed indispensabili.

Va consigliato di evitare generosi e lunghi periodi di inattività e di astensione dalla regolare attività motoria (aumento del rischio di decondizionamento muscolare).

 


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