Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-funzionale-esercizio-apoplessia, colpo apoplettico, accidente-insulto cerebrovascolare-attacco cerebrale

Ictus cerebrale o Stroke: l’Attività Fisica Adattata migliora le capacità funzionali

Ictus cerebrale o Stroke: l’Attività Fisica Adattata all’interno di un Percorso Speciale migliora le capacità funzionali

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

 

Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’ictus cerebrale, apoplessiacolpo apopletticoaccidente o insulto cerebrovascolare, o attacco cerebrale, è causato dellimprovvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale e dal conseguente danno alle cellule cerebrali per cui viene a ridursi l’apporto di ossigeno e dei nutrimenti trasportati dal sangue (ischemia) o derivanti dalla compressione dovuta allo stravaso ematico (emorragia cerebrale).

I sintomi tipici restituiscono la comparsa improvvisa di mancanza di forza, o formicolio e mancanza di sensibilità ad un braccio o ad una gamba, o ad entrambi. Può associarsi la difficoltà al linguaggio articolato e/o la difficoltà a guardare da un lato. Questi sintomi possono essere presenti solo per alcuni minuti per poi sparire completamente: in questi casi ci si riferisce ad attacchi ischemici transitori (TIA), che possono essere un preludio a un ICTUS vero e proprio.

 

Ictus cerebrale: I programmi di Attività Fisica Adattata sono finalizzati alla prevenzione secondaria e terziaria della disabilità causata principalmente dalla immobilità.

 

L’Attività Fisica Adattata è la tappa successiva alla riabilitazione intensiva nelle sindromi croniche stabilizzate.Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-funzionale-esercizio

Negli esiti di Ictus cerebrale o Stroke, le menomazioni dovute alla patologia principale sono causa di sedentarietà che, nel lungo termine, producono disabilità e perdita di funzione.

Prendere coscienza della necessità di prolungare nel tempo l’attività fisica e modificare lo stile di vita e delle abitudini scorrette assume ruolo fondamentale.

L’Ictus cerebrale o Stroke è una delle principali cause di disabilità riscontrabile nell’adulto per gli effetti che derivano dal decondizionamento cardiovascolare, dall’indebolimento muscolare, dall’alterata deambulazione, dal declino delle funzioni fisiche e sociali.

I soggetti dismessi dalle strutture sanitarie che tornano al proprio domicilio tendono a sviluppare comportamenti ipocinetici a cui si associa una conseguente, inevitabile, perdita di massa ossea e un aumento di rischio cardio-metabolico: pur conservando un certo grado di capacità gestionale e di autonomia presentano limitazioni della funzione locomotoria e deficit dell’uso dell’arto superiore.

 

Ictus cerebrale: Criteri di inclusione

 

  1. Emiparesi di media gravità;
  2. Capacità di camminare autonomamente (anche con l’ausilio di un bastone) per almeno 6 minuti.
  3. Esiti cronici stabilizzati della malattia;
  4. Aver già ultimato il programma riabilitativo individuale della fase acuta e subacuta;
  5. Avere condizioni fisiche e capacità fisiche per sostenere attività a medio impegno cardiovascolare per circa 60 minuti.
  6. Il soggetto riporta dati positivi nei seguenti test:
  • La Scala di Borg per valutare l’equilibrio
  • l’Indice di Barthel per l’autonomia personale
  • il Mini Mental State Evalutation per il livello cognitivo
  • il Motricity Index per la valutazione motoria
  • la Short Physical Performance Battery (SPPB), per valutare la funzionalità degli arti inferiori
  • il Six Minute Walking Test (6WMT) per il cammino
  • la scala di Hamilton per la depressione
  • la Stroke Impact Scale per la qualità di vita.
  1. Avere capacità reattive nelle sette aree cognitive restituendo:
  • orientamento nel tempo
  • orientamento nello spazio
  • registrazione di parole
  • attenzione e calcolo
  • rievocazione
  • linguaggio
  • prassia costruttiva

 

Ictus cerebrale: Criteri di esclusione

 

  1. Grave demenza [Mini-Mental State Examination, o MMSE (Folstein et al., 1975)[1], è un test neuropsicologico per la valutazione dei disturbi dell’efficienza intellettiva e della presenza di deterioramento cognitivo] <20/30), afasia, cecità o sordità che impediscano la comprensione e l’esecuzione delle istruzioni.
  2. Altre malattie neurologiche associate.
  3. Scompenso cardiaco sintomatico (II-V NYHA), angina instabile, malattie valvolari cardiache, arteriopatia periferica sintomatica, malattia polmonare che richiede ossigeno terapia, recente (><3mesi) infarto miocardico o ospedalizzazione.
  4. Dolore cronico che interferisca con l’esercizio.
  5. Ipertensione in precario controllo farmacologico (pressione arteriosa diastolica >con punteggio inferiore a 18 del MMSE;
  6. Pressione arteriosa diastolica >95 mmHg, pressione arteriosa sistolica >160 mmHg);
  7. Soggetto che già svolge attività fisica regolare (>30 min per almeno 3 volte la settimana) poiché verrebbe incluso in un mini-gruppo di lavoro;
  8. Controindicazioni allo svolgimento di un programma di esercizio fisico di bassa intensità secondo le indicazioni del Medico di Base;
  9. Incapacità di raggiungere la Palestra o lo Studio in modo autonomo o con l’aiuto di un caregiver.

 

L’Attività Fisica Adattata conferisce parecchi esiti positivi negli esiti da ictus o danno cerebrale.

 

Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-funzionale-esercizio-apoplessia, colpo apoplettico, accidente-insulto cerebrovascolare-attacco cerebrale

Molti soggetti presentano un decondizionamento organico con carenza di consumo di ossigeno e una ridotta capacità ossidativa rispetto a soggetti della medesima età che non hanno subito accidenti cerebrovascolari: l’esercizio fisico adattato può recuperare di un buon 60% il recupero del picco del consumo di ossigeno.

I programmi di training tendenti a proporre sessioni di allenamento per incrementare la capacità aerobica e la resistenza protratta nel tempo, si propongono anche l’obiettivo di:

Aumentare la velocità spontanea del cammino;

  • Diminuire la dipendenza da sistemi di ausilio della deambulazione come bastoni, tripodi, carrelli, …);

Migliorare la mobilità articolare, la forza muscolare e la capacità funzionale.

Ne deriva una migliore indipendenza nelle attività quotidiane, maggiore efficienza nella locomozione e un possibile ritorno all’attività produttiva e lavorativa allontanando i pericoli della depressione e dei deficit cognitivi.

Il programma di Attività Fisica Adattata prevede che il soggetto venga trattato inizialmente in stazione seduta o in decubito con attività mirate alla percezione corporea, con esercizi respiratori, con la mobilizzazione degli arti superiori e inferiori, con attività finalizzate alla diminuzione del tono dell’arto superiore plegico.

Le fasi successive prevedono una azione diretta sul controllo del carico e dell’equilibrio, sull’aumento della motricità del tronco, sulla facilitazione dei passaggi posturali dal decubito alla postura seduta ed eretta, sulla corretta percezione del carico in stazione eretta, sulla qualità del passo, sul controllo dei movimenti e sulla loro coordinazione, sulla ottimizzazione dei gesti motori.

 

Ictus cerebrale: Attività Fisica Adattata in un Percorso Speciale

 

L’Attività Fisica Adattata per lo stroke si integra all’interno di un Percorso Speciale con un programma personalizzato e non sostituisce la normale attività riabilitativa.

L’utilità di effettuare un Programma di Attività Fisica Speciale consente di ottenere:

– un miglioramento della sfera funzionale, emozionale e della qualità della vita;

– permette di fornire una risposta centrata e tempestiva ai problemi di salute;

– offre una continuità all’intervento riabilitativo;

– crea una rete di collaborazione tra professionisti a supporto e sostegno del soggetto;

– permette di fornire una risposta di salute efficiente e mirata.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


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Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson

Malattia di Parkinson :

a Catania un protocollo di A.F.A. se sono sufficienti le funzioni cognitive prive di co-morbidità

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

Tra le patologie neuro-degenerative che coinvolge in maniera elettiva la capacità di programmare ed eseguire correttamente il movimento, la Malattia di Parkinson o Morbo di Parkinson non risparmia la sfera cognitiva e comportamentale.

malattia di Parkinson-Morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Questi aspetti, unitamente al decorso cronico e progressivo della patologia, determinano una compromissione delle attività di vita quotidiana e delle relazioni interpersonali producendo notevoli ripercussioni sulla società, sulla famiglia, sul sistema sanitario e assistenziale.

 

Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson

 

Il protocollo utilizzato nello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida è rivolto al soggetto con Malattia di Parkinson con funzioni cognitive sufficienti per seguire il trattamento proposto e che non hanno altri problemi di salute con co-morbidità.

Gli esercizi e l’A.F.A. non si applicano automaticamente agli altri parkinsonismi come l’atrofia multi-sistemica e la paralisi sovra-nucleare progressiva.

I problemi correlati all’osteoporosi vengono correlati alle linee guida utilizzati nell’osteoporosi.malattia di Parkinson-morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Se non è presente un deficit mentale severo come un deficit cognitivo, attentivo, della personalità o delle paure, i soggetti vengono trattati esattamente come i loro coetanei.

L’attività connessa alla scrittura lo Studio raccomanda l’affidamento al terapista occupazionale mentre avvia i problemi del linguaggio al Logopedista.

Le problematiche urologiche connesse al trattamento pelvico, essendo di competenza, vengono affrontate con specifico piano di lavoro associato e sotto stretta sorveglianza dello Specialista Urologo.

Il management del soggetto con Malattia di Parkinson viene sempre e comunque seguito sotto stretta sorveglianza e piano di trattamento del Direttore Tecnico Specializzato in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, mantenendo o aumentando l’indipendenza del soggetto, la sua sicurezza e il suo benessere, la prevenzione dell’inattività e delle cadute, il miglioramento dell’attività funzionale.

 

Malattia di Parkinson : Le nostre competenze sono stabilite dal D.M. 29.3.2007

 

Pur avendo conoscenze e consapevolezza sulle recenti acquisizioni neurologiche relative alla Malattia di Parkinson e sui Parkinsonismi, sul trattamento farmacologico, sugli aspetti neuro-psicologici, sul deterioramento funzionale e sulle limitazioni nelle attività, lo Studio delega e rinvia i soggetti che necessitano di trattamenti e cure aggiuntive, inclusa necessità di terapia occupazionale e del linguaggio, alle figure professionali di pertinenza nel pieno rispetto dell’etica della propria professione.

I soggetti che operano nello Studio si limiteranno alle proprie competenze stabilite dal D. M. 29.3.2007, si limiteranno all’analisi e all’esame del movimento, si rivolgeranno ai deficit funzionali e alle limitazioni delle attività, si utilizzeranno tecniche e possibilità adeguate ed allineate alla propria specifica professione, valuteranno i segni clinici connessi al gesto motorio derivanti dalla patologia e valuteranno l’efficacia dell’intervento con l’ausilio di outcome validi e affidabili senza perdere di vista i Medici di riferimento nel trattamento globale.

 

Efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson

 

malattia di Parkinson-morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Le evidenze scientifiche sull’efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson sono ancora limitate per la carenza di studi controllati, per la loro disomogeneità e per la difficoltà di valutazioni cliniche oggettive, sebbene si cerchi sempre di individuare le migliori strategie per potenziare l’autonomia della persona affetta da Parkinson nella sua quotidianità.

I soggetti affetti da malattia di Parkinson non sono tutti uguali.

L’Attività Fisica Adattata prevede:

  • una tipologia di esercizi adattati ai vari stadi della patologia;
  • opportune modificazioni ed ampliamenti che saranno combinati fra loro in modo flessibile.

 

Malattia di Parkinson : MODALITA’ PROGETTUALI e CRITERI DI APPLICAZIONE DEGLI ESERCIZI

 

L’attività pratica viene eseguita individualmente con rapporto 1:1; successivamente, una volta ottenuto un adeguato adattamento, in piccoli gruppi fino ad un massimo di 4 persone costituito il più omogeneamente possibile in relazione allo stato psico-fisico dei partecipanti.

malattia di Parkinson-morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Nei casi necessari, i caregiver (“colui che si prende cura” e si riferisce, naturalmente, a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile) possono presenziare all’attività per aumentare la motivazione degli utenti e imparare strategie da utilizzare anche durante il lavoro a domicilio.

Si possono usare i cues e le strategie di movimento cognitive se il soggetto ha difficoltà ad applicarli nella vita di tutti i giorni (una istruzione per volta soprattutto se esistono problemi mentali come deficit mnesici o attentivi).

Il piano di trattamento si articola in un ciclo annuale con una variabilità di 1-2 sedute di un’ora alla settimana da espletare in ambiente altamente specializzato, intervallate da almeno due-tre giorni. Il programma potrà essere variato in corso d’opera in relazione alle osservazioni del Direttore Tecnico e alle reazioni dei frequentatori.

La conduzione dell’attività motoria e lo svolgimento di ogni seduta dipendono molto da chi somministra l’esercizio e da chi lo deve eseguire.

Il ruolo del “Fisiologo dell’Esercizio Fisico” è complesso, poiché, oltre ad essere Specialista “tecnico competente dell’Attività Fisica Adattata” deve essere “animatore” capace di coinvolgere il soggetto in tutte le strategie motorie proposte, ricco di vitalità e di entusiasmo, in grado di fornire adeguati stimoli anche quando l’individuo non è propriamente partecipativo.

Il lavoro proposto NON richiede un dispendio energetico superiore a quanto previsto nel piano di trattamento progettato e sarà adattato alle capacità evidenziate dal soggetto.

 

Malattia di Parkinson :

Ogni singola proposta è uno stimolo motorio, un’occasione per mantenere il corpo in movimento.

 

malattia di Parkinson-morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5L’idea del percorso con Attività Fisica Adattata – AFA – è quella di fornire un modo nuovo di stare insieme, un modo differente di vivere il proprio corpo e un modo scientifico per superare le difficoltà che deve affrontare l’apparato locomotore tutti i giorni per garantire una forma di autonomia, seppur limitata, che può offrire una migliore qualità di vita.

Il Team dello Studio offre un rapporto empatico e attenzione alla ricezione dei feed-back, spiega le finalità degli esercizi motivandoli dal punto di vista funzionale con parole semplici e comprensibili a misura di “utente” per giustificare movimenti apparentemente banali; viene sempre stimolata l’auto-correzione posturale e gli esercizi vengono somministrati in duplice “garanzia di sicurezza” sia per prevenire incidenti o disagi durante la pratica di attività motoria che per evitare conseguenze di ordine psicologico emergenti a seguito dell’attività fisica.

Lo scopo primario del trattamento è quello di potenziare le capacità funzionali personali.

 

Malattia di Parkinson :

L’approccio con A.F.A. più efficace si basa sulla compensazione dei meccanismi fisiopatologici deficitari.

malattia di Parkinson-morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

 

I 
cues facilitano sia l’inizio che il mantenimento di un movimento, fornendo un ritmo esterno che va a compensare la mancata o deficitaria produzione di segnali interni da parte dei gangli della base interessati dal processo degenerativo. I cues sono stimoli che il soggetto utilizza in modo cosciente e consapevole: il comando che gli viene impartito è quello di mantenere alta l’attenzione.

Rispetto all’uso terapeutico, occorre distinguere fra:

  • cues ricorrenti ritmici somministrati con uno stimolo ritmico continuo utilizzato come meccanismo di controllo del cammino
  • cues onoff impiegati per mantenere l’equilibrio (es.: nei trasferimenti, per iniziare le
D.L. o per ripartire dopo un freezing).

 

Malattia di Parkinson :

Gli obiettivi del protocollo dello Studio del Prof. Carmelo Giuffrida per ottimizzare le capacità residue!

 

E’ fondamentale prevenire o ridurre le complicanze secondarie alla ridotta mobilità e ottimizzare le residue capacità funzionali dei soggetti mediante l’apprendimento di nuove strategie comportamentali. Importante attenzione sarà rivolta nel non affaticare il soggetto diluendo la tempistica con frazionamenti intelligenti dell’attività dei vari distretti somatici; a domicilio il lavoro sarà frazionato nel corso della giornata.

Durata e frequenza del trattamento con A.F.A. dipendono fortemente dal decorso della patologia, dalle necessità e dal potenziale del soggetto.malattia di Parkinson-morbo-Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

Il piano di lavoro si deve focalizzare sul problema maggiore correlato alle necessità dell’utente.

Utilizzando i cues, le abilità funzionali nelle ADL dovrebbero migliorare entro un periodo medio di 4-6 settimane;

le capacità fisiche dovrebbero migliorare entro un periodo di almeno 8-12 settimane purché vengano seguite le istruzioni fornite in merito agli esercizi domiciliari.

Il lavoro in Studio sarà a bassa frequenza (una volta a settimana) per poi valutare dopo 16-20 sessioni di lavoro un eventuale intensificazione del lavoro a media–alta frequenza (2-3 volte a settimana e inserimento in un mini-gruppo).

Gli obiettivi raggiunti si rivaluteranno ogni 4-6 settimane e, se è necessario, si modificherà il protocollo di esercizi previsto continuando a fornire regolarmente informazioni e consigli di supporto.

Un intervento con A.F.A. sarà precoce con obiettivi che variano a seconda della fase di malattia (secondo la
Scala di stadiazione clinica di Hoehn e Yahr), della sua evolutività, dei sintomi prevalenti, delle condizioni psicosociali del soggetto, ecc….

Per incoraggiare una buona performance motoria e prevenire la paura di muoversi o di cadere sono importanti uno stile di vita attivo e praticare attività fisica aerobica.

Successivamente si renderanno efficaci le sedute di
A.F.A. in gruppo.

 

Importanza del trattamento di A.F.A. nella Malattia di Parkinson in seno a un mini-gruppo dopo un periodo di ambientamento e adattamento in seduta individuale.

 

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Tutti gli studi concordano sulla scarsa durata nel tempo (da sei a dodici mesi) dei risultati acquisiti.

Per consentire un maggior mantenimento dei benefici, sembrerebbe provata l’utilità di trattamenti in gruppo o l’auto-trattamento a domicilio, anche se diversi studi hanno evidenziato la difficoltà di continuare a casa il programma di esercizi appreso poiché, probabilmente, l’esercizio fisico non si inserisce facilmente nello stile di vita del soggetto.

Il trattamento di gruppo si prefigge di agire non solo sull’aspetto motorio, ma anche su quello relazionale.

Nel gruppo il soggetto è stimolato alla motivazione, alla socializzazione, alla competizione, all’affrontare più o meno le stesse problematiche con l’arricchimento del sostegno e del confronto.
 Socializzare la malattia riduce l’ansia e la depressione individuale.

L’osservazione di una azione compiuta da un altro soggetto del gruppo diventa anche un importante strumento di apprendimento.

Il trattamento di gruppo consente un vantaggio anche sul piano economico in quanto riduce sensibilmente i costi.

L’A.F.A. ha indicazione se:

– l’esercizio fisico è controindicato;

– non ci sono problemi medici;

– mancano fattori sociali o personali che possono ridurre la compliance,

– l’impairments nelle funzioni, le limitazioni nelle attività e gli aspetti comportamentali possono essere influenzati;

– il soggetto ha limitazioni in una o più attività (trasferimenti di posizione, postura del corpo, raggiungimento di un luogo, afferrare oggetti, equilibrio, difficoltà deambulatorie);Parkinson-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-9

– si manifesta peggioramento o rischio di peggioramento delle capacità fisiche;

– il soggetto mostra rischio di caduta o ha paura di cadere;

– necessita di informazioni o consigli sulla postura, sul movimento, sul funzionamento quotidiano del suo corpo.

 

Misure di Outcome nella Malattia di Parkinson

 

Utili le valutazioni iniziali per valutare gli effetti del trattamento dato che la funzione motoria e la limitazione nelle attività possono variare in modo considerevole durante la giornata.

Le misure successive verranno rilevate sempre alle stesse ore rispetto alle valutazioni iniziali controllando che i farmaci vengano assunti sempre alla medesima ora.


Protocollo dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

[redatto sulla scorta della letteratura usata tramite la libreria Cochraine, i data base Cinahl, Pedro, Embase, Medline; sulle conclusioni contenute in studi clinici randomizzati RCT’S, revisioni sistematiche di letterature di Deane e altri, e meta-analisi di De Goede e altri, oltre alle linee guida pubblicate in Gran Bretagna e in Olanda, e l’International Classification of Functioning, Disability, and Health.

I criteri sviluppati sono stati allineati, per quanto possibile, alle Evidence-based Guidelines Meeting (piattaforma EBRO) sotto gli auspici del Dutch Institute for Health Care Improvement (CBO).

Gli esercizi proposti sotto forma di programma per A.F.A. hanno cercato di avere forma, contenuti, intensità e durata basati su studi qualitativamente ben condotti evitando improvvisazioni e generalizzazioni empiriche].


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Sclerosi Multipla e Attività Fisica Adattata a Catania

Sclerosi Multipla : come migliorare la qualità della vita con l’aiuto dell’Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017 –

 

Il sistema nervoso centrale ha una capacità unica di plasticità in grado di consentire a un singolo neurone o a un gruppo di neuroni di subire cambiamenti funzionali e costruttivi di rilevante importanza per i processi di apprendimento e per la compensazione del danno cerebrale.

Sclerosi Multipla-Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

L’attività fisica ha grande influenza sulla plasticità cerebrale: negli ultimi 20 anni è stato evidenziato scientificamente che può influenzare e manipolare le connessioni neuronali, l’attività sinaptica e l’adattamento a un nuovo ambiente neuronale dopo una lesione cerebrale.

Uno dei fattori neurotrofici più significativi che è fondamentale per la riorganizzazione sinaptica ed è influenzato dall’attività fisica è il fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF).

La frequenza dell’attività fisica e l’intensità degli esercizi sono importanti per il rimodellamento del cervello e sostenere la sopravvivenza neuronale.

L’attività fisica dovrebbe essere impiegata come strumento per migliorare la funzione neurale in soggetti sani e in pazienti affetti da danno neurologico.

Sclerosi multipla e attività motoria in passato, per paura di ripercussioni negative sul decorso della patologia, venivano dissociati consigliando di evitare gli sforzi fisici: il timore era quello di aggravarne la sintomatologia peculiare a cui si associava il  fenomeno di Wilhelm Uhthoff (all’aumentare della temperatura corporea corrisponde un peggioramento temporaneo delle risposte neurologiche).

 

Lo sviluppo imprevedibile della Sclerosi Multipla, il frequente stato di affaticabilità e la molteplicità sintomatica, alimentarono numerosi dubbi sui possibili benefici derivanti dall’attività fisica.Sclerosi Multipla-Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Serie ricerche scientifiche e successivi studi condotti su solide basi tecniche hanno dimostrato una serie di validi motivi per conferire indicazione all’attività motoria.

L’affaticamento nei soggetti con la sclerosi multipla può essere esacerbato dalla scarsa idoneità cardiovascolare.

Sebbene l’esercizio aerobico viene spesso raccomandato e le evidenze scientifiche mondiali ne esaltano gli esiti positivi, la cultura italiana non ha ancora ben digerito l’argomento e sono state condotte poche ricerche sull’efficacia dell’esercizio aerobico per migliorare il fitness cardiovascolare nei soggetti con la Sclerosi Multipla.

Studi randomizzati controllati hanno esaminato gli effetti di esercizio regolare in presenza di Sclerosi Multipla e l’evidenza ha ceduto il passo alla determinazione che l’esercizio fisico contribuisce al mantenimento delle capacità cardio-polmonari, produce un ottimo benessere emotivo, integra gli effetti del trattamento farmacologico interagendo perfettamente con le finestre terapeutiche, e viene ben tollerato dal soggetto che si sottopone a un piano di lavoro con Attività Fisica Adattata.

 

Sclerosi multipla : beneficio dal circuito task-oriented

 

Sclerosi Multipla-Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il training aerobico accresce favorevolmente il valore del VO2max e, al pari del soggetto sano, anche la soglia di lattato può essere sensibilmente aumentata anche dopo un breve periodo di allenamento (Outcomes of an aquatic exercise program including aerobic capacity, lactate threshold, and fatigue in two individuals with multiple sclerosis. Department of Physical Therapy, Louisiana State University Health Sciences Center, USA).

Lallenamento in circuito task-oriented nei soggetti con Sclerosi Multipla con lieve o con media disabilità non solo è ben tollerato ma induce rilevanti miglioramenti nel funzionamento psico-fisico del soggetto stesso.

 

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Sclerosi multipla : l’impatto del training task-oriented aiuta le funzioni funioni motorie e la performance

 

L’impatto di un training task-oriented intenso, diretto al miglioramento della funzione motoria e della qualità della vita, se ben strutturato ed efficacemente condotto da Specialisti delle Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, può indurre netti miglioramenti della performance.

Bisogna tener presente, però, la grande varietà dei sintomi della Sclerosi Multipla e la vastissima gamma di interventi di esercizio: non è possibile dare uno standard di attività generale ma il piano di lavoro deve essere adattato esclusivamente alle necessità del singolo individuo.

Gli aspetti psicologici rispondono favorevolmente nei termini delle aspettative con aumento dellautostima, del buon umore e del rinforzo del senso di fiducia in se stessi.

 

Sclerosi multipla :

Attività Fisica Adattata migliora e protegge le funzioni cerebrali contrastando i deterioramenti cognitivi

 

Lesercizio fisico migliora e protegge anche le funzioni cerebrali diventando utile strategia per attivare nel cervello i meccanismi riparatori per contrastare efficacemente il deterioramento delle capacità cognitive (Physical activity: positive impact on brain plasticityMultiple Sclerosis Center, Sheba Medical Center, Tel-Hashomer, Israel) – (Training in MS: influence of two different endurance training protocols (aquatic versus overland) on cytokine and neurotrophin concentrations during three week randomized controlled trial. Rehabilitation, Klinik-Valens, Switzerland. Jens).

Pertanto, i programmi di incentivazione con Attività Fisica Adattata (A.F.A.) – “programmi di esercizio non sanitari, appositamente disegnati per cittadini con malattie croniche, finalizzati alla modificazione dello stile di vita per la prevenzione secondaria e terziaria della disabilità” – esercitano un influsso positivo sulla qualità di vita dei soggetti affetti da Sclerosi Multipla.

Inoltre, migliorano diversi aspetti della qualità di vita legati alla salute e alle capacità sociali incrementando anche l’interazione sociale.

 

Attività Fisica Adattata nella Sclerosi Multipla: una particolare attenzione del nostro protocollo!

 

Il protocollo dello Studio, dove il caso lo richiede, utilizza un test di allenamento graduato (con misurazioni dello scambio di gas) e un test di fatica che vengono somministrati prima e dopo la sessione di lavoro. Ciò diventa utile per capire il grado di rendimento cardiovascolare, evidenziato dal consumo di ossigeno (VO2peak) e dalla soglia del lattato (LT). Dopo la sessione di training si valuta l’incremento del picco di carico di lavoro (il VO2peak) e si valuta la condizione per sostenere un carico di lavoro sub-massimale più alto senza fare accumulare sostanze acide che causano l’affaticamento (LT aumentato).


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

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Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson

Morbo di Parkinson (MdP) e Parkinsonismi “stabili” : efficacia dell’Attività Fisica Adattata 

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017 –

 

Tra le patologie neuro-degenerative che coinvolge in maniera elettiva la capacità di programmare ed eseguire correttamente il movimento, la Malattia o Morbo di Parkinson (MdP) non risparmia la sfera cognitiva e comportamentale.

Questi aspetti, unitamente al decorso cronico e progressivo della patologia, determinano una compromissione delle attività di vita quotidiana e delle relazioni interpersonali producendo notevoli ripercussioni sulla società, sulla famiglia, sul sistema sanitario e assistenziale.

Morbo di Parkinson-Parkinsonismi-stabili-Attività Fisica-Adattata-Esercizio Fisico-Adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa terapia farmacologica rappresenta il trattamento principale ma ha soltanto effetto palliativo ed è efficace unicamente solo su alcuni sintomi; l’uso prolungato di farmaci determina una serie di complicanze ed effetti collaterali denominati “long term levodopa syndrome” caratterizzata dal:

 

fenomeno del wearing‐off o deterioramento da fine dose: consiste in una riduzione delle prestazioni motorie a causa della comparsa di acinesia e rigidità appena prima dell’assunzione della dose successiva;

 

‐ sindrome on‐off, fluttuazione prevedibile ed imprevedibile della motilità come conseguenza di una adeguata (on) e inadeguata (off) risposta alla terapia con Levodopa. Durante il periodo “on”, il soggetto può presentare discinesia (movimenti involontari anormali, spesso più intensi durante l’attività).

Morbo di Parkinson :  la comparsa di sintomi motori e non motori!

L’evoluzione cronica e progressiva del Morbo di Parkinson comporta la comparsa di sintomi motori (disturbi della deambulazione, freezing, instabilità posturale, distonie assiali) e non motori (alterazioni cognitive e psichiche, disturbi della sfera timica e del sonno, disautonomia) che rispondono poco alla terapia medica tradizionale la quale, paradossalmente, può aggravare il rischio di caduta in quanto, da una parte, migliora i sintomi relativi alla mobilità ma, dall’altra, non esercita alcun effetto produttivo sull’instabilità posturale.

 

Efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson

 

Le evidenze scientifiche sull’efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson sono ancora limitate per la carenza di studi controllati, per la loro disomogeneità e per la difficoltà di valutazioni cliniche oggettive sebbene si cerchi sempre di individuare le migliori strategie per potenziare l’autonomia della persona affetta da Morbo di Parkinson nella sua quotidianità.

 

I soggetti affetti da morbo di Parkinson non sono tutti uguali.

L’Attività Fisica Adattata prevede:

una tipologia di esercizi adattati ai vari stadi della patologia;

opportune modificazioni ed ampliamenti che saranno combinati fra loro in modo flessibile.

 

Modalità progettuali:

 

L’attività pratica viene eseguita individualmente con rapporto 1:1 o in piccoli gruppi fino ad un massimo di 4 persone.

Il mini-gruppo è costituito il più omogeneamente possibile in relazione allo stato psico-fisico dei partecipanti.

Nei casi necessari, i caregiver (“colui che si prende cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile) possono presenziare all’attività per aumentare la motivazione degli utenti e imparare strategie da utilizzare anche durante il lavoro a domicilio.

 

 CRITERI DI APPLICAZIONE DEGLI ESERCIZI

Il piano di trattamento si articola in un ciclo annuale con una variabilità di 1 – 2 sedute di un’ora alla settimana da espletare in ambiente altamente specializzato, intervallate da almeno due – tre giorni. Il programma potrà essere variato in corso d’opera in relazione alle osservazioni del Direttore Tecnico e alle reazioni dei frequentatori.

La conduzione dell’attività motoria e lo svolgimento di ogni seduta dipendono molto da chi somministra l’esercizio e da chi lo deve eseguire.

Il ruolo del “Fisiologo dell’Esercizio Fisico” è complesso, poiché, oltre ad essere Specialista “tecnico competente dell’Attività Fisica Adattata” deve essere “animatore” capace di coinvolgere il soggetto in tutte le strategie motorie proposte, ricco di vitalità e di entusiasmo, in grado di fornire adeguati stimoli anche quando l’individuo non è propriamente partecipativo.

 

Il lavoro proposto NON richiede un dispendio energetico superiore a quanto previsto nel piano di trattamento progettato e sarà adattato alle capacità evidenziate dal soggetto.

 

Ogni singola proposta è uno stimolo motorio, un’occasione per mantenere il corpo in movimento.

L’idea del percorso con Attività Fisica Adattata – AFA – è quella di fornire un modo nuovo di stare insieme, un modo differente di vivere il proprio corpo e un modo scientifico per superare le difficoltà che deve affrontare l’apparato locomotore tutti i giorni per garantire una forma di autonomia, seppur limitata, che può offrire una migliore qualità di vita.

 

Il provider offre un rapporto empatico e attenzione alla ricezione dei feed-back, spiega le finalità degli esercizi motivandoli dal punto di vista funzionale con parole semplici e comprensibili a misura di “utente” per giustificare movimenti apparentemente banali; viene sempre stimolata l’autocorrezione posturale e gli esercizi vengono somministrati in duplice “garanzia di sicurezza” sia per prevenire incidenti o disagi durante la pratica di attività motoria che per evitare conseguenze di ordine psicologico emergenti a seguito dell’attività fisica.


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