Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson

Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson

Tra le patologie neuro-degenerative che coinvolge in maniera elettiva la capacità di programmare ed eseguire correttamente il movimento, la Malattia o Morbo di Parkinson non risparmia la sfera cognitiva e comportamentale. Questi aspetti, unitamente al decorso cronico e progressivo della patologia, determinano una compromissione delle attività di vita quotidiana e delle relazioni interpersonali producendo notevoli ripercussioni sulla società, sulla famiglia, sul sistema sanitario e assistenziale.

Il protocollo utilizzato nello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida è rivolto al soggetto con Malattia di Parkinson con funzioni cognitive sufficienti per seguire il trattamento proposto e che non hanno altri problemi di salute con co-morbidità. Gli esercizi e l’A.F.A. non si applicano automaticamente agli altri parkinsonismi come l’atrofia multi-sistemica e la paralisi sovra-nucleare progressiva.  I problemi correlati all’osteoporosi vengono correlati alle linee guida utilizzati nell’osteoporosi. Se non è presente un deficit mentale severo come un deficit cognitivo, attentivo, della personalità o delle paure, i soggetti vengono trattati esattamente come i loro coetanei. L’attività connessa alla scrittura lo Studio raccomanda l’affidamento al terapista occupazionale mentre avvia i problemi del linguaggio al Logopedista. Le problematiche urologiche connesse al trattamento pelvico, essendo di competenza, vengono affrontate con specifico piano di lavoro associato e sotto stretta sorveglianza dello Specialista Urologo.

Il management del soggetto con Malattia di Parkinson viene sempre e comunque seguito sotto stretta sorveglianza e piano di trattamento del Direttore Tecnico Specializzato in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, mantenendo o aumentando l’indipendenza del soggetto, la sua sicurezza e il suo benessere, la prevenzione dell’inattività e delle cadute, il miglioramento dell’attività funzionale.

Pur avendo conoscenze e consapevolezza sulle recenti acquisizioni neurologiche relative alla Malattia di Parkinson e sui Parkinsonismi, sul trattamento farmacologico, sugli aspetti neuro-psicologici, sul deterioramento funzionale e sulle limitazioni nelle attività, lo Studio delega e rinvia i soggetti che necessitano di trattamenti e cure aggiuntive, inclusa necessità di terapia occupazionale e del linguaggio, alle figure professionali di pertinenza nel pieno rispetto dell’etica della propria professione.

I soggetti che operano nello Studio si limiteranno alle proprie competenze stabilite dal D. M. 29.3.2007, si limiteranno all’analisi e all’esame del movimento, si rivolgeranno ai deficit funzionali e alle limitazioni delle attività, si utilizzeranno tecniche e possibilità adeguate ed allineate alla propria specifica professione, valuteranno i segni clinici connessi al gesto motorio derivanti dalla patologia e valuteranno l’efficacia dell’intervento con l’ausilio di outcome validi e affidabili senza perdere di vista i Medici di riferimento nel trattamento globale.

Efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson

Le evidenze scientifiche sull’efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson sono ancora limitate per la carenza di studi controllati, per la loro disomogeneità e per la difficoltà di valutazioni cliniche oggettive, sebbene si cerchi sempre di individuare le migliori strategie per potenziare l’autonomia della persona affetta da Parkinson nella sua quotidianità.

I soggetti affetti da malattia di Parkinson non sono tutti uguali.

L’Attività Fisica Adattata prevede:

  • una tipologia di esercizi adattati ai vari stadi della patologia;
  • opportune modificazioni ed ampliamenti che saranno combinati fra loro in modo flessibile.

 

MODALITA’ PROGETTUALI e CRITERI DI APPLICAZIONE DEGLI ESERCIZI

L’attività pratica viene eseguita individualmente con rapporto 1:1; successivamente, una volta ottenuto un adeguato adattamento, in piccoli gruppi fino ad un massimo di 4 persone costituito il più omogeneamente possibile in relazione allo stato psico-fisico dei partecipanti.

Nei casi necessari, i caregiver (“colui che si prende cura” e si riferisce, naturalmente, a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile) possono presenziare all’attività per aumentare la motivazione degli utenti e imparare strategie da utilizzare anche durante il lavoro a domicilio.

Si possono usare i cues e le strategie di movimento cognitive se il soggetto ha difficoltà ad applicarli nella vita di tutti i giorni (una istruzione per volta soprattutto se esistono problemi mentali come deficit mnesici o attentivi).

Il piano di trattamento si articola in un ciclo annuale con una variabilità di 1-2 sedute di un’ora alla settimana da espletare in ambiente altamente specializzato, intervallate da almeno due-tre giorni. Il programma potrà essere variato in corso d’opera in relazione alle osservazioni del Direttore Tecnico e alle reazioni dei frequentatori.

La conduzione dell’attività motoria e lo svolgimento di ogni seduta dipendono molto da chi somministra l’esercizio e da chi lo deve eseguire.

Il ruolo del “Fisiologo dell’Esercizio Fisico” è complesso, poiché, oltre ad essere Specialista “tecnico competente dell’Attività Fisica Adattata” deve essere “animatore” capace di coinvolgere il soggetto in tutte le strategie motorie proposte, ricco di vitalità e di entusiasmo, in grado di fornire adeguati stimoli anche quando l’individuo non è propriamente partecipativo.

Il lavoro proposto NON richiede un dispendio energetico superiore a quanto previsto nel piano di trattamento progettato e sarà adattato alle capacità evidenziate dal soggetto.

Ogni singola proposta è uno stimolo motorio, un’occasione per mantenere il corpo in movimento.

L’idea del percorso con Attività Fisica Adattata – AFA – è quella di fornire un modo nuovo di stare insieme, un modo differente di vivere il proprio corpo e un modo scientifico per superare le difficoltà che deve affrontare l’apparato locomotore tutti i giorni per garantire una forma di autonomia, seppur limitata, che può offrire una migliore qualità di vita.

Il Team dello Studio offre un rapporto empatico e attenzione alla ricezione dei feed-back, spiega le finalità degli esercizi motivandoli dal punto di vista funzionale con parole semplici e comprensibili a misura di “utente” per giustificare movimenti apparentemente banali; viene sempre stimolata l’auto-correzione posturale e gli esercizi vengono somministrati in duplice “garanzia di sicurezza” sia per prevenire incidenti o disagi durante la pratica di attività motoria che per evitare conseguenze di ordine psicologico emergenti a seguito dell’attività fisica.

Lo scopo primario del trattamento è quello di potenziare le capacità funzionali personali.

 

L’approccio con A.F.A. più efficace si basa sulla compensazione dei meccanismi fisiopatologici deficitari.

I 
cues facilitano sia l’inizio che il mantenimento di un movimento, fornendo un ritmo esterno che va a compensare la mancata o deficitaria produzione di segnali interni da parte dei gangli della base interessati dal processo degenerativo. I cues sono stimoli che il soggetto utilizza in modo cosciente e consapevole: il comando che gli viene impartito è quello di mantenere alta l’attenzione.

Rispetto all’uso terapeutico, occorre distinguere fra:

  • cues ricorrenti ritmici somministrati con uno stimolo ritmico continuo utilizzato come meccanismo di controllo del cammino
  • cues onoff impiegati per mantenere l’equilibrio (es.: nei trasferimenti, per iniziare le
D.L. o per ripartire dopo un freezing).

 

Gli obiettivi del nostro protocollo: prevenire o ridurre le complicanze secondarie alla ridotta mobilità e ottimizzare le residue capacità funzionali dei soggetti mediante l’apprendimento di nuove strategie comportamentali. Importante attenzione sarà rivolta nel non affaticare il soggetto diluendo la tempistica con frazionamenti intelligenti dell’attività dei vari distretti somatici; a domicilio il lavoro sarà frazionato nel corso della giornata.

Durata e frequenza del trattamento con A.F.A. dipendono fortemente dal decorso della patologia, dalle necessità e dal potenziale del soggetto.

Il piano di lavoro si deve focalizzare sul problema maggiore correlato alle necessità dell’utente.

Utilizzando i cues, le abilità funzionali nelle ADL dovrebbero migliorare entro un periodo medio di 4-6 settimane;

le capacità fisiche dovrebbero migliorare entro un periodo di almeno 8-12 settimane purché vengano seguite le istruzioni fornite in merito agli esercizi domiciliari.

Il lavoro in Studio sarà a bassa frequenza (una volta a settimana) per poi valutare dopo 16-20 sessioni di lavoro un eventuale intensificazione del lavoro a media–alta frequenza (2-3 volte a settimana e inserimento in un mini-gruppo).

Gli obiettivi raggiunti si rivaluteranno ogni 4-6 settimane e, se è necessario, si modificherà il protocollo di esercizi previsto continuando a fornire regolarmente informazioni e consigli di supporto.

 

Un intervento con A.F.A. sarà precoce con obiettivi che variano a seconda della fase di malattia (secondo la
Scala di stadiazione clinica di Hoehn e Yahr), della sua evolutività, dei sintomi prevalenti, delle condizioni psicosociali del soggetto, ecc….

Per incoraggiare una buona performance motoria e prevenire la paura di muoversi o di cadere sono importanti uno stile di vita attivo e praticare attività fisica aerobica.

Successivamente si renderanno efficaci le sedute di
A.F.A. in gruppo.

 

Importanza del trattamento di A.F.A. in seno a un mini-gruppo dopo un periodo di ambientamento e adattamento in seduta individuale.

Tutti gli studi concordano sulla scarsa durata nel tempo (da sei a dodici mesi) dei risultati acquisiti.

Per consentire un maggior mantenimento dei benefici, sembrerebbe provata l’utilità di trattamenti in gruppo o l’auto-trattamento a domicilio, anche se diversi studi hanno evidenziato la difficoltà di continuare a casa il programma di esercizi appreso poiché, probabilmente, l’esercizio fisico non si inserisce facilmente nello stile di vita del soggetto.

Il trattamento di gruppo si prefigge di agire non solo sull’aspetto motorio, ma anche su quello relazionale.

Nel gruppo il soggetto è stimolato alla motivazione, alla socializzazione, alla competizione, all’affrontare più o meno le stesse problematiche con l’arricchimento del sostegno e del confronto.
 Socializzare la malattia riduce l’ansia e la depressione individuale.

L’osservazione di una azione compiuta da un altro soggetto del gruppo diventa anche un importante strumento di apprendimento.

Il trattamento di gruppo consente un vantaggio anche sul piano economico in quanto riduce sensibilmente i costi.

L’A.F.A. ha indicazione se:

– non esistono problemi per cui l’esercizio fisico è controindicato;

– non ci sono problemi medici;

– non ci sono fattori sociali o personali che possono ridurre la compliance,

– l’impairments nelle funzioni, le limitazioni nelle attività e gli aspetti comportamentali possono essere influenzati;

– il soggetto ha limitazioni in una o più attività (trasferimenti di posizione, postura del corpo, raggiungimento di un luogo, afferrare oggetti, equilibrio, difficoltà deambulatorie);

– il soggetto mostra peggioramento o rischio di peggioramento delle capacità fisiche;

– il soggetto mostra rischio di caduta o ha paura di cadere;

– il soggetto necessita di informazioni o consigli sulla postura, sul movimento, sul funzionamento quotidiano del suo corpo.

Misure di Outcome

Utili le valutazioni iniziali per valutare gli effetti del trattamento dato che la funzione motoria e la limitazione nelle attività possono variare in modo considerevole durante la giornata.

Le misure successive verranno rilevate sempre alle stesse ore rispetto alle valutazioni iniziali controllando che i farmaci vengano assunti sempre alla medesima ora.


[Protocollo dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 – redatto sulla scorta della letteratura usata tramite la libreria Cochraine, i data base Cinahl, Pedro, Embase, Medline; sulle conclusioni contenute in studi clinici randomizzati RCT’S, revisioni sistematiche di letterature di Deane e altri, e meta-analisi di De Goede e altri, oltre alle linee guida pubblicate in Gran Bretagna e in Olanda, e l’International Classification of Functioning, Disability, and Health. I criteri sviluppati sono stati allineati, per quanto possibile, alle Evidence-based Guidelines Meeting (piattaforma EBRO) sotto gli auspici del Dutch Institute for Health Care Improvement (CBO). Gli esercizi proposti sotto forma di programma per A.F.A. hanno cercato di avere forma, contenuti, intensità e durata basati su studi qualitativamente ben condotti evitando improvvisazioni e generalizzazioni empiriche].


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CONTATTI

 

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

Sclerosi Multipla e Attività Fisica Adattata

Sclerosi Multipla : come migliorare la qualità della vita con l’aiuto dell’Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017 –

 

Sclerosi multipla e attività motoria in passato, per paura di ripercussioni negative sul decorso della patologia, venivano dissociati consigliando di evitare gli sforzi fisici per il timore di aggravarne la sintomatologia peculiare a cui si associava il  fenomeno di Wilhelm Uhthoff (all’aumentare della temperatura corporea corrisponde un peggioramento temporaneo delle risposte neurologiche).

Lo sviluppo imprevedibile della Sclerosi Multipla, il frequente stato di affaticabilità e la molteplicità sintomatica, alimentarono numerosi dubbi sui possibili benefici derivanti dall’attività fisica.

Serie ricerche scientifiche e successivi studi condotti su solide basi tecniche hanno dimostrato una serie di validi motivi per conferire indicazione all’attività motoria. Studi randomizzati controllati hanno esaminato gli effetti di esercizio regolare in presenza di Sclerosi Multipla e l’evidenza ha ceduto il passo alla determinazione che l’esercizio fisico contribuisce al mantenimento delle capacità cardio-polmonari, produce un ottimo benessere emotivo, integra gli effetti del trattamento farmacologico interagendo perfettamente con le finestre terapeutiche, e viene ben tollerato dal soggetto che si sottopone a un piano di lavoro con Attività Fisica Adattata.

Il training aerobico accresce favorevolmente il valore del VO2max e, al pari del soggetto sano, anche la soglia di lattato può essere sensibilmente aumentata anche dopo un breve periodo di allenamento (Outcomes of an aquatic exercise program including aerobic capacity, lactate threshold, and fatigue in two individuals with multiple sclerosis. Department of Physical Therapy, Louisiana State University Health Sciences Center, USA).

Lallenamento in circuito task-oriented nei soggetti con Sclerosi Multipla con lieve o con media disabilità non solo è ben tollerato ma induce rilevanti miglioramenti nel funzionamento psico-fisico del soggetto stesso.

Limpatto di un training task-oriented intenso, diretto al miglioramento della funzione motoria e della qualità della vita, se ben strutturato ed efficacemente condotto da Specialisti delle Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, può indurre netti miglioramenti della performance. Bisogna tener presente, però, la grande varietà dei sintomi della Sclerosi Multipla e la vastissima gamma di interventi di esercizio: non è possibile dare uno standard di attività generale ma il piano di lavoro deve essere adattato esclusivamente alle necessità del singolo individuo.

Gli aspetti psicologici rispondono favorevolmente nei termini delle aspettative con aumento dellautostima, del buon umore e del rinforzo del senso di fiducia in se stessi.

Lesercizio fisico migliora e protegge anche le funzioni cerebrali diventando utile strategia per attivare nel cervello i meccanismi riparatori per contrastare efficacemente il deterioramento delle capacità cognitive (Physical activity: positive impact on brain plasticityMultiple Sclerosis Center, Sheba Medical Center, Tel-Hashomer, Israel) – (Training in MS: influence of two different endurance training protocols (aquatic versus overland) on cytokine and neurotrophin concentrations during three week randomized controlled trial. Rehabilitation, Klinik-Valens, Switzerland. Jens).

I programmi di incentivazione con Attività Fisica Adattata (A.F.A.) – “programmi di esercizio non sanitari, appositamente disegnati per cittadini con malattie croniche, finalizzati alla modificazione dello stile di vita per la prevenzione secondaria e terziaria della disabilità” – esercitano un influsso positivo sulla qualità di vita dei soggetti affetti da Sclerosi Multipla in quanto migliorano diversi aspetti della qualità di vita legati alla salute e alle capacità sociali incrementando anche l’interazione sociale.

 

 


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Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017 –

Tra le patologie neuro-degenerative che coinvolge in maniera elettiva la capacità di programmare ed eseguire correttamente il movimento, la Malattia o Morbo di Parkinson (MdP) non risparmia la sfera cognitiva e comportamentale. Questi aspetti, unitamente al decorso cronico e progressivo della patologia, determinano una compromissione delle attività di vita quotidiana e delle relazioni interpersonali producendo notevoli ripercussioni sulla società, sulla famiglia, sul sistema sanitario e assistenziale.

Attività Fisica Adattata nel Morbo di Parkinson (MdP) e nei Parkinsonismi “stabili”

mano-al-pianoforteLa terapia farmacologica rappresenta il trattamento principale ma ha soltanto effetto palliativo ed è efficace unicamente solo su alcuni sintomi; l’uso prolungato di farmaci determina una serie di complicanze ed effetti collaterali denominati “long term levodopa syndrome” caratterizzata dal:

 

fenomeno del wearing‐off o deterioramento da fine dose: consiste in una riduzione delle prestazioni motorie a causa della comparsa di acinesia e rigidità appena prima dell’assunzione della dose successiva;

 

‐ sindrome on‐off, fluttuazione prevedibile ed imprevedibile della motilità come conseguenza di una adeguata (on) e inadeguata (off) risposta alla terapia con Levodopa. Durante il periodo “on”, il soggetto può presentare discinesia (movimenti involontari anormali, spesso più intensi durante l’attività).

 

L’evoluzione cronica e progressiva del Morbo di Parkinson comporta la comparsa di sintomi motori (disturbi della deambulazione, freezing, instabilità posturale, distonie assiali) e non motori (alterazioni cognitive e psichiche, disturbi della sfera timica e del sonno, disautonomia) che rispondono poco alla terapia medica tradizionale la quale, paradossalmente, può aggravare il rischio di caduta in quanto, da una parte, migliora i sintomi relativi alla mobilità ma, dall’altra, non esercita alcun effetto produttivo sull’instabilità posturale.

 

Efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson

 

Le evidenze scientifiche sull’efficacia dei trattamenti con Attività Fisica Adattata nella Malattia di Parkinson sono ancora limitate per la carenza di studi controllati, per la loro disomogeneità e per la difficoltà di valutazioni cliniche oggettive sebbene si cerchi sempre di individuare le migliori strategie per potenziare l’autonomia della persona affetta da Parkinson nella sua quotidianità.

 

I soggetti affetti da malattia di Parkinson non sono tutti uguali.

L’Attività Fisica Adattata prevede:

una tipologia di esercizi adattati ai vari stadi della patologia;

opportune modificazioni ed ampliamenti che saranno combinati fra loro in modo flessibile.

Modalità progettuali:

 

L’attività pratica viene eseguita individualmente con rapporto 1:1 o in piccoli gruppi fino ad un massimo di 4 persone.

Il mini-gruppo è costituito il più omogeneamente possibile in relazione allo stato psico-fisico dei partecipanti.

Nei casi necessari, i caregiver (“colui che si prende cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile) possono presenziare all’attività per aumentare la motivazione degli utenti e imparare strategie da utilizzare anche durante il lavoro a domicilio.

 

 CRITERI DI APPLICAZIONE DEGLI ESERCIZI

Il piano di trattamento si articola in un ciclo annuale con una variabilità di 1 – 2 sedute di un’ora alla settimana da espletare in ambiente altamente specializzato, intervallate da almeno due – tre giorni. Il programma potrà essere variato in corso d’opera in relazione alle osservazioni del Direttore Tecnico e alle reazioni dei frequentatori.

La conduzione dell’attività motoria e lo svolgimento di ogni seduta dipendono molto da chi somministra l’esercizio e da chi lo deve eseguire.

Il ruolo del “Fisiologo dell’Esercizio Fisico” è complesso, poiché, oltre ad essere Specialista “tecnico competente dell’Attività Fisica Adattata” deve essere “animatore” capace di coinvolgere il soggetto in tutte le strategie motorie proposte, ricco di vitalità e di entusiasmo, in grado di fornire adeguati stimoli anche quando l’individuo non è propriamente partecipativo.

 

Il lavoro proposto NON richiede un dispendio energetico superiore a quanto previsto nel piano di trattamento progettato e sarà adattato alle capacità evidenziate dal soggetto.

 

Ogni singola proposta è uno stimolo motorio, un’occasione per mantenere il corpo in movimento.

L’idea del percorso con Attività Fisica Adattata – AFA – è quella di fornire un modo nuovo di stare insieme, un modo differente di vivere il proprio corpo e un modo scientifico per superare le difficoltà che deve affrontare l’apparato locomotore tutti i giorni per garantire una forma di autonomia, seppur limitata, che può offrire una migliore qualità di vita.

 

Il provider offre un rapporto empatico e attenzione alla ricezione dei feed-back, spiega le finalità degli esercizi motivandoli dal punto di vista funzionale con parole semplici e comprensibili a misura di “utente” per giustificare movimenti apparentemente banali; viene sempre stimolata l’autocorrezione posturale e gli esercizi vengono somministrati in duplice “garanzia di sicurezza” sia per prevenire incidenti o disagi durante la pratica di attività motoria che per evitare conseguenze di ordine psicologico emergenti a seguito dell’attività fisica.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

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