Blsd : Formazione e retraining per il Team dello Studio del Prof. C. Giuffrida a Catania

BLSD è l’acronimo di Basic Life SuppoBLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-Prof. Carmelo Giuffrida-Cataniart and Defibrillation.

È il primo soccorso con manovre da attuare tempestivamente in caso di arresto cardiaco utilizzando il defibrillatore semiautomatico.

 

 

Acicatena – Catania li 10 Giugno 2018

 

Formazione e retraining per il BLSD : Il Team dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida effettua il corso di formazione base e un review di re-training presso la Croce Rossa Italiana – sede di Acicatena – Catania

L’Equipe dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, ai fini dell’assolvimento degli obblighi imposti dalla vigente legislazione, per tutelare l’utenza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro ha acquisito l’idonea formazione mediante un corso di formazione certificato e riconosciuto come previsto dalle normatiBLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1ve vigenti in materia, e periodicamente, si sottopone a un re-training delle manovre che devono essere acquisite.

Il corso di formazione base è durato oltre 8 ore. Nel pomeriggio lezioni ed esame fino a tarda serata anche per i Membri che dovevano effettuare solo il retraining, poiché avevano già acquisito il brevetto BLSD + FULL 2 anni addietro.

Quindi, sono stati impegnati, sia i Membri dello Studio che non avevano ancora acquisito i contenuti delle Linee Guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare ILCOR ERC 2015, quanto coloro che già conoscevano la sequenza di rianimazione di base in arresto respiratorio e/o cardiaco e le manovre da eseguirsi in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

La giornata è stata molto impegnativa: dal Direttore Tecnico, ai Collaboratori e ai Tirocinanti dell’Università degli Studi di Catania che operano nello Studio per la loro formazione tecnica, è stato somministrato un continuo susseguirsi di lezioni frontali ed esercitazioni pratiche volte a far apprendere le specifiche skills in materia di rianimazione cardiopolmonare e utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno applicate sull’adulto e sul bambino; sull’infante sono state studiate ed effettuate le manovre di disostruzione delle vie aeree e la rianimazione d’urgenza.

La Metodologia Didattica teorica e pratica ha previsto:

– Lezioni frontali teoriche;

– Stazioni di addestramento pratico sulle tecniche semplici a piccoli gruppi su manichini;

– Isole di simulazione (bassa fedeltà) di scenari completi;

Al termine, quindi, sia i partecipanti al Corso base che di retraining (effettuati con cadenza biennale) hanno superato l’esame finale composto sia da un test scritto che da una simulazione con manichino effettuata sia sull’adulto, sia sul bambino che sull’infante.

L’Istruttore certificato della Croce Rossa Italiana, il Dott. Giorgio Tringali e i Membri della Commissione – formatori della sede di Acicatena (Catania) – con esperienza in area critica previsto dal provider, hanno erogato il certificato di abilitazione alla rianimazione cardiopolmonare sia su adulto, sia sul bambino con l’utilizzo del defibrillatore – BLSD + Full.

 

 

 

 

De Motu Animalium

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

Correva l’Anno Accademico 1978/1979: venivo accettato a frequentare l’I.S.E.F. di Palermo – Istituto Superiore di Educazione Fisica di grado Universitario. Era un grande privilegio considerato il numero chiuso di studenti ammessi e la peculiarità esclusiva del corso. Il mio curriculum da atleta di interesse nazionale e il superamento delle prove di selezione a pieno titolo mi portò a intraprendere il mio percorso professionale che, con grande soddisfazione, oggi è la base del mio lavoro quotidiano.

Il primo grande ostacolo da superare nello studio quotidiano era l’Anatomia Umana e la Fisiologia, accompagnate da Antropologia e Antropometria, e dalla Chinesiologia.

Il mio “Docente” di “Ginnastica Correttiva” era molto esigente e, dopo avermi spiegato una innumerevole serie di dettagli tecnici che pochi miei Colleghi di corso seppero raccogliere, mi indicò alcuni volumi da studiare.

Un libro mi colpì in particolare poiché, in copertina, riproduceva delle immagini del tardo 1600 che attrassero la mia attenzione.

Non esisteva internet ed erano pochi i mezzi per recepire documenti ma, con caparbietà e volontà, scoprii a chi apparteneva la mente che aveva elaborato quei disegni, pregiandomi di apprendere, da quei pochi tratti, informazioni professionali utilissime fino ad oggi. Da lì a poco avrei scoperto la rarità del volume originale, il suo costo esorbitante e le inconfutabili qualità del suo Autore!

Avevo fatto la conoscenza dell’esimio Prof. Giovanni Alfonso Borelli!

Era l’uomo, il genio del XVII secolo, che cercò di spiegare il movimento del corpo animale basandosi su principi meccanici, tentando di estendere all’ambito biologico il metodo di analisi geometrico-matematico elaborato da Galileo in ambito meccanico e per il quale si guadagnò il titolo di “Padre della iatromeccanica”.

 

Il Matematico che “inventò” la Biomeccanica dettando le basi della Chinesiologia

Borelli, considerato il fondatore della Fisiologia muscolare su basi meccanicistiche, parallelamente alle esperienze di Matematica e Fisica, si occupò di Anatomia e soprattutto di Fisiologia, esperienze che gli saranno di estremo aiuto per l’elaborazione del De Motu Animalium, sopratutto grazie all’applicazione del metodo sperimentale.

Il suo intento principale era quello di abbandonare l’empirismo cieco al fine di porre le basi della Medicina moderna e del nuovo movimento che diede vita alla Scuola Iatromatematica[15] divenuta poi iatromeccanica che postulava l’applicazione delle leggi fisiche per l’interpretazione di particolari fenomeni.

Il De Motu Animalium

Il De Motu Animalium è l’ultimo grande contributo fornito da Borelli per la conoscenza scientifica poiché, mentre lavorava su quest’opera, fu colpito da una probabile polmonite che lo portò alla morte il 31 dicembre 1679.[20]
Poco prima di morire, Borelli raccomandò a B. Carlo Giovanni di Gesù la pubblicazione postuma del De Motu Animalium. L’edizione completa del De Motu Animalium porta la data: Romae idibus Augusti 1680.

Ritengo che, a parte il manoscritto redatto in latino, l’impostazione della Fisiologia mio-fasciale è attuale e fornisce la Luce a chi si occupa di studiare la Chinesiologia e la vita.

La meccanica e la neurofisiologia muscolare descritta da Borelli è compatibile, per validità di impostazione e rigore metodologico sperimentale, con le teorie di William Harvey.

Borelli aveva esaminato attentamente con un serio ragionamento e con dimostrazione matematica il fenomeno del movimento, aveva concepito il pensiero che i fenomeni della vita si sintetizzano nel movimento e definì che i movimenti non possono sottrarsi alle leggi della meccanica: interpreta il corpo umano come una macchina che agisce ed opera in forza di leggi ben definite.

I muscoli

Il De Motu Animalium si divide in due parti.

Nella prima parte Borelli si sofferma sulla macroscopia dei muscoli e sullo studio meccanico del loro funzionamento, il motus externis.

Nella seconda parte dell’opera afferma che è l’anima la causa effettiva dei movimenti animali.

I muscoli sono gli organi del movimento, cioè i sistemi per mezzo delle quali la facoltà motrice dell’anima mette in movimento le articolazioni e le varie parti dell’animale.

Borelli afferma che i muscoli sono formati da tendini, carne, vene, arterie e nervi.

Dentro una membrana sono contenuti più fasci dalla forma di prismi triangolari, quadrangolari, esagonali.

Ogni fascio è costituito da fibrille tenute insieme da una sostanza gelatinosa.

Borelli studia, sulla base di concetti meccanici, i movimenti delle articolazioni quantificandone la forza e la resistenza dei muscoli.

Considera l’importanza del punto di inserzione del muscolo e calcola la potenza motrice che può esercitare.

Occupandosi della posizione statica, Borelli ebbe il merito di aver individuato, in corrispondenza dell’Osso iliaco, il centro di massa dell’uomo.

Studiando la postura statica, Borelli asserì che le ossa dell’uomo funzionano come leve, le quali, per il fatto di essere collegate le une alle altre, formano delle colonne in grado di mantenere in equilibrio il peso del corpo, senza l’intervento dei muscoli, fino a quando però il centro di massa cade dentro la base d’appoggio.

Borelli dimostrò che la contrazione muscolare è sotto l’influenza del sistema nervoso prospettando le modalità della trasmissione dell’eccitamento nervoso.

Conclude la prima parte occupandosi della deambulazione dell’uomo, dell’andatura del quadrupede, della tecnica del salto e particolarmente del volo degli uccelli e del nuoto dei pesci.

Nella seconda parte dell’opera il Borelli prende in considerazione:

  • La causa effettiva del movimento muscolare;
  • La circolazione del sangue;
  • La meccanica cardiaca.

Il movimento muscolare

Secondo Borelli la causa primitiva del movimento degli animali è l’anima.

Con la morte dell’animale, l’anima non è più operante e l’organismo resta inerte e immobile.

Le sue idee erano incentrate nel pensare la vita relazionale come subordinata a quella psichica. Indicava un processo specifico che trasforma l’atto mentale in volontà e, successivamente, in movimento [28]. Per chiarire questo processo meccanico specifico richiama Aristotele: mette in evidenza l’anima in similitudine con lo spirito.

I muscoli, secondo la sua visione filosofica, sono macchine che, per assolvere la loro funzione, hanno bisogno di un mezzo originante dalla facoltà locomotrice dell’anima, raggiunge il muscolo attraverso i nervi, comanda la capacità di contrazione e di rilassamento.

Dimostra con semplici esperimenti che tagliando trasversalmente un muscolo, questo perde la facoltà di contrarsi, mentre l’articolazione rimane mobile: il muscolo agisce come un braccio di leva applicato sull’articolazione e il movimento non è legato all’articolazione stessa.[29] Successivamente confuta ogni ipotesi sul movimento muscolare, dimostrando con argomentazioni sperimentali la loro insostenibilità:

Il movimento muscolare è dato da una naturale facoltà incorporea;

Il movimento dipende da umori (teoria umorale di Ippocrate di Coo) o del sangue che penetra nelle porosità dei muscoli;

La contrazione avviene per la violenza del sangue spinto nel cuore.

 

La circolazione del sangue

Occupandosi del movimento del sangue, Borelli osserva che il cuore non agisce con continuità sebbene il sangue circoli continuamente nel corpo dell’animale senza pause tra una pulsazione e l’altra. Borelli osserva che il sangue non può passare direttamente dalle arterie nelle venule perché non ci sono anastomosi e anche perché l’impulso cardiaco a quel livello è molto debole.
Escogita un spiegazione meccanica: il sangue passa dalle arterie nelle vene allo stesso modo con cui le spugne, i filtri e le corde si imbevono quando sono immersi in acqua. Il ritorno venoso al cuore è possibile grazie all’azione delle fibre circolari delle vene, all’azione di compressione dei muscoli e alla presenza di valvole venose che impediscono il reflusso.[30]

La meccanica del cuore

Borelli afferma che il cuore può espellere il sangue durante la sistole, poiché le fibre cardiache esplicano la loro azione, non accorciandosi ma resistendo alla dilatazione ed esattamente come già aveva fatto con altri muscoli, calcola la forza che il muscolo cardiaco esercita durante la contrazione: ricorrendo a degli artifici, considera nell’impostazione del lavoro sia la velocità che la massa di sangue in movimento e conclude che questa forza è equivalente a 3000 libbre, meritando ( a prescindere dall’esattezza dei risultati) di essere considerato il “Padre della moderna Fisiologia Umana”.

Borelli affermava che, la causa della contrazione cardiaca, anche se non è soggetta all’azione della volontà, avviene come tutti gli altri muscoli per la fermentatio e la ebullitio che si determina al momento del contatto tra il succo nervoso e il sangue.[31]
Non avendo conoscenza del funzionamento del sistema nervoso all’interno del cuore, Borelli fornisce una spiegazione dell’automatismo cardiaco e afferma che, all’inizio, gli stimoli vengono promossi dalla volontà, successivamente, diventano automatici, così come accade per altri movimenti (per esempio quello delle palpebre.[32]


Immagini usate nell’articolo:

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https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium-par.asp
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium—.asp
https://www.nlm.nih.gov/exhibition/horse/hor_borelli_mechanics2.html
https://www.milestone-books.de/pages/books/1738/giovanni-alfonso-borelli/de-motu-animalium-opus-posthumum
http://castrumnovum.blogspot.com/2012/03/de-viris-illustribus-1.html

Bibliografia e note di riferimento

 

  1. ^Fra i quali D. Rotundo
  2. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.1959, pp.224-243
  3. ^Gaizo M. – Alcune lettere di Giovanni Alfonso Borelli, dirette una a Malpighi, le altre a Magliabechi. Napoli, 1886
  4. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.53-63.
  5. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.57-63.
  6. ^Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri, Trieste, 1947.
  7. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909, pp.152-207.
  8. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909, pp.275-307.
  9. ^Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri. Trieste, 1947.
  10. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.
  11. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.35-42.
  12. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.43-45
  13. ^Belloni L. – Dal Borelli al Malpighi.1967.
  14. ^Koyré A. – La mécanique céleste de Giovanni Alfonso Borelli. Rivista Storica, Scientifica,1952.
  15. ^Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. 1970.
  16. ^Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957), Pisa, 1958, pp.52-56.
  17. ^Gaizo M. – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII.1909..
  18. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931.
  19. ^Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica, 1931, pp.53-63.
  20. ^Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti.
  21. ^Franceschini P. – L’apparato motore nello studio di Borelli e Stenone. Rivista storica, scientifica, medica, 1951 , pp.5.
  22. ^Caprariis E. – Considerazioni sulle vedute neurofisiologiche di Herman Boerhaave.Pp.89-90.
  23. ^Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII. Memorie della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Licei, 1909, p.275.
  24. ^Barbensi G. – Collana di vita di medici e naturalisti celebri. Trieste, 1947.
  25. ^Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. 1970 n.27.
  26. ^Bernoulli J. – Opera omnia. Lausanae, 1742
  27. ^Franceschini P. – L’apparato motore dello studio di Borelli e di Stenone. Rivista storica, medica, scientifica, 1951. Pp.7.
  28. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista storica, scientifica, medica, Siena, 1938.
  29. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista storica, scientifica, medica, Siena, 1938, pp.168-173.
  30. ^Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la scuola di Roma nel secolo XVII. Memorie della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Licei, 1909 p.27, pp.275-307.
  31. ^Caprariis E. – Spunti di neurofisiologia nel De Motu Animalium di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679).pp.101-106.
  32. ^Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici, Siena, 1938 pp.168-175.
  33. ^Savornian, – Da Leonardo a Marconi, Milano, Hoepli, p. I19.
  34. Bernoulli J. – Opera Omnia. Lausanae, (1742).
  35. Barbensi G. –  Collana di vita di medici e naturalisti celebri.(1947), Trieste.
  36. Barbensi G. – Di una diversa soluzione di un problema di meccanica muscolare da parte di due medici matematici. Rivista Storica, Medica, Scientifica. (1938), Siena.
  37. Baldoni N. – Introduzione a Giovanni Borelli Vico.(1961), Milano.
  38. Capparoni P. – Sulla patria di Giovanni Alfonso Borelli. Rivista storica, scientifica, medica (1931).
  39. Caprariis E. – Considerazioni sulle vedute neurofisiologiche di Hermann Boerhaave.
  40. Caprariis E. – Spunti di neurofisiologia nel De Motu Animalium di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679). (1969-1970).
  41. Derenzini T. – Giovanni Alfonso Borelli, fisico: Celebrazione dell’Accademia del Cimento nel tricentenario della fondazione (19 giugno 1957).(1958), Pisa.
  42. Derenzini T. – Alcune lettere di Borelli ad Alessandro Marchetti. (1959).
  43. Franceschini P. – L’apparato motore nello studio di Borelli e di Stenone. Rivista storica, medica, scientifica, (1951).
  44. Gaizo M. Del – L’opera scientifica di Giovanni Alfonso Borelli e la Scuola di Roma nel secolo XVII. Memoria della pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei, (1909).
  45. Gaizo M. Del – Alcune lettere di Giovanni Alfonso Borelli, dirette una a Marcello Malpighi, le altre ad Antonio Magliabechi.(1886), Napoli.
  46. Alexandre Koyré– La mécanique céleste de Giovanni Alfonso Borelli. Rivista Storica, Scientifica, (1952).
  47. Alexandre Koyré, La rivoluzione astronomica. Copernico, Keplero, Borelli.Feltrinelli.(1966), Milano.
  48. Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. (1970).
  49. Questo testo proviene in parte dalla relativa vocedel progetto Mille anni di scienza in Italia, opera del Museo Galileo. Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
  50. https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
  51. Wikisource contiene una pagina dedicata a Giovanni Alfonso Borelli
  52. Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giovanni Alfonso Borelli
  53. (EN) John J. O’Connor e Edmund F. Robertson, Giovanni Alfonso Borelli, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
  54. Borèlli, Giovanni Alfonso, in it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 4 agosto 2014

 

 

 

Cancro e AFA – Attività Fisica Adattata al World Cancer Day 2018

Cancro e AFA – le Review scientifiche sull’Attività Fisica Adattata condotte dallo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida di Catania contribuiscono al World Cancer Day 2018 !Cancro e AFA-Cancro-Attività Fisica-Prevenzione-Tumore-colon-seno-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

 

Ringraziamenti ufficiali ricevuti dall’UICC Community –  Unione Internazionale Contro il Cancro – Organizzazione Non Governativa, creata per il controllo internazionale 

 

Al Prof. Dott. Carmelo Giuffrida una e-mail del Team info@worldcancerday.org per aver partecipato al WORLD CANCER DAY 2018 dello scorso 04 Febbraio con un elaborato dal tema :

” Cancro e AFA – Attività Fisica Adattata “!

Cancro e AFA-Cancro-Attività Fisica-Prevenzione-Tumore-colon-seno-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Un milione di grazie per il vostro sostegno nella lotta contro il cancro

E’ stato un privilegio essere parte integrante di un contesto mondiale che sostiene la Campagna contro il Cancro : il nostro Studio la sostiene con l’Attività Fisica Adattata!

Cancro e AFA-Cancro-Attività Fisica-Prevenzione-Tumore-colon-seno-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Già nel 2017 lo Staff tecnico dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida aveva aderito alla Giornata Mondiale (World Cancer Day) e quest’anno abbiamo contribuito con un elaborato sul tema ” Cancro e AFA – Attività Fisica Adattata ” rivedendo ciò che la bibliografia internazionale e le evidenze scientifiche possono offrire sullo scottante argomento che accomuna l’Oncologia alle Scienze del Movimento.

 


Together, we made the biggest impact:

842 activities in 123 countries

461,616 tweets with the official hashtags

47 landmarks illuminated in orange and blue

1,472 Thunderclap supporters with a reach of 7.5 million

And that’s just the beginning: the World Cancer Day 2018 Impact Report is coming soon.

 

Cancro e AFA-Cancro-Attività Fisica-Prevenzione-Tumore-colon-seno-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

 

Il lancio della Campagna del 2018 fu avviato il 05 Settembre 2018 : Lo Studio del Prof. C. Giuffrida di Catania avvia le Ricerche su Cancro e A.F.A. – mettendo in relazione Attività Fisica Adattata e Tumore!

Sensibili all’argomentazione sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, abbiamo accolto l’invito e ci siamo dichiarati pronti a sostenere l’iniziativa che ormai ci coinvolge globalmente come milioni di persone del Mondo, nella Giornata Mondiale del Cancro, con un pensiero essenziale che ci ha già interessato: “Combattere il cancro con la Prevenzione”!Cancro e AFA-Cancro-Attività Fisica-Prevenzione-Tumore-colon-seno-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Il nostro contributo, seppur piccolo e molto modesto, sommato a quello che tutti insieme abbiamo fornito, è diventato molto grande!

Ogni persona ha il pieno diritto di informare ed informarsi, di lottare, di prendere una specifica posizione per affrontare una delle patologie più devastanti che abbia mai interessato l’umanità. E anche questo Studio sostiene il tema “We can. I can” (“Noi possiamo. Io posso”) affiancando coloro che, bisognosi, hanno l’opportunità di lottare contro il cancro .

 

La Giornata mondiale contro il cancro è una iniziativa dell’U.I.C.C. –  Unione Internazionale Contro il Cancro – Organizzazione Non Governativa, creata per il controllo internazionale del Cancro.

 

L’UICC lavora per unire la “comunità” al fine di ridimesionare il carico globale sul tema del cancro, per promuovere una maggiore equità e integrare il controllo del cancro nell’agenda della salute nello sviluppo mondiale. È la più grande organizzazione di lotta contro il cancro poiché conta oltre 1000 organizzazioni in 162 paesi.

Cancro e AFA-Cancro-Attività Fisica-Prevenzione-Tumore-colon-seno-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6Ad oltre 12 milioni di persone viene annualmente diagnosticato un tumore; 7,6 milioni di persone muoiono per effetto di questa patologie che miete vittime senza riguardo per nessuno. Senza iniziative concrete questo numero è destinato ad incrementarsi con una stima pari a 26 milioni di nuovi casi (valori stimati dall’UICC). Ciò significa che si avranno 17 milioni di morti entro il 2030, e i Paesi in via di sviluppo saranno quelli maggiormente interessati da questi numeri.

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel controllo di questa patologia e rimane lo strumento più efficace per combattere i tumori, per vivere più a lungo, meglio e garantire una buona qualità di vita.

Un insieme di semplici regole quotidiane sono sufficienti ad allontanare molti pericoli: basta non consumare sigarette e combattere il fumo passivo, limitare o, meglio, evitare il consumo di alcool, seguire una corretta ed equilibrata nutrizione, fare una giusta attività motoria di tipo aerobico ed evitare prolungate esposizioni ai raggi solari.


CONTATTI

Se si desidera collaborare alle nostre ricerche scientifiche su ” Cancro e AFA – Attività Fisica Adattata e integrarsi nel Team tecnico;

Se desidera contattare lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida ed avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

High Intensity Interval Training – HIIT

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017

 Che cos’è l’ HIIT ?

L’ HIIT (1) è una forma di allenamento cardiovascolare ad intervalli in cui si alternano momenti di attività con esercizi intensi ed esplosivi a momenti di attività con esercizio meno intenso.

HIIT è un acronimo derivante dall’inglese High Intensity Interval Training che, nella quotidianità professionale, viene anche detto HIIE – Intensity Intermittent Exercise.

L’HIIT non è una tipologia di allenamento adatto per le persone non allenate o decondizionate poiché prevede il raggiungimento di frequenze cardiache piuttosto elevate. Però, è possibile organizzare un allenamento HIIT trovando un compromesso: si riduce l’intensità massima (picco) e quella minima (recupero attivo), abbassando l’intensità media.

I cicli di esercizio fisico adottati nel cardio-fitness training (allenamento del muscolo cardiaco) sfruttano una forma di Interval Training: vengono ripetuti fino a diventare esaustivi non consentendo il proseguimento dell’attività ad oltranza. All’esercizio anaerobico breve e intenso segue un periodo di recupero attivo che sfrutta l’attività aerobica a bassa intensità conferendo una logica di consecuzione del medesimo esercizio senza creare interruzione del microciclo di allenamento cardiovascolare.

Al tradizionale allenamento cardiaco aerobico di tipo misto a moderata intensità e a frequenza cardiaca costante, che usa lo Steady State (stato di equilibrio), si sostituisce un’alternanza tra lavoro ad alta intensità con il medesimo esercizio, condotto a bassa intensità per ottenere un allenamento cardiovascolare in cui si varia la frequenza cardiaca, con un continuo passaggio da frequenze moderate a frequenze elevate e viceversa.

All’intensità dell’esercizio deve corrispondere, però, un adeguato calcolo della risposta cardiaca sostenibile dall’utente (picco di massima intensità o fcmax). Talvolta si può sfiorare o superare lievemente la soglia anaerobica (punto critico in cui il metabolismo passa dal lavoro prettamente aerobico a quello anaerobico) ma, questa strategia di allenamento si utilizza su soggetti fortemente adattatati. I sistemi energetici vengono sapientemente utilizzati in base alle variazioni dell’intensità (metabolismo aerobico o ossidativo per basso o moderato esercizio in cui si consumano maggiormente i grassi, metabolismo anaerobico per l’attività ad alta intensità in cui si usano soprattutto i carboidrati e i fosfati per sostenere l’esercizio).

Il recupero attivo è la parte più moderata dell’esercizio in quanto l’organismo, lavorando a basso regime può recuperare la frequenza cardiaca e attingere alle fonti energetiche utili. Il recupero attivo a bassa intensità favorisce la performance anaerobica ad alta intensità e contribuisce a smaltire il lattato accumulato.

Il volume (o durata) dell’allenamento è inversamente proporzionale all’intensità e viceversa, dipende dall’interazione tra intensità di picco raggiunta negli “sprint exercise”, la durata del recupero, il tipo di recupero (attivo o passivo) e il grado di adattamento allo sforzo del soggetto. Se si raggiungono alte intensità durante lo sprint e se questo viene protratto per periodi prolungati, la durata totale, per forza di cose, subisce una riduzione e viceversa.

Un tipico allenamento HIIT prevede:

  • Un condizionamento organico (Riscaldamento) a bassa intensità (50%);
  • Alta intensità – esplosioni (90-95%) alternate a basse intensità (50%);
  • Defaticamento con attività ridotta a bassa intensità (50%).

Dato che l’intensità di un HIIT è quasi massimale, diventa molto difficile sostenere un allenamento per oltre 20-30 minuti.

 

Quali sono i vantaggi dell’HIIT ?

Il vantaggio più evidente di un HIIT è la produzione di un importante allenamento in una breve quantità di tempo ed incrementare lo stato di efficienza.

Questa metodica viene utilizzata da soggetti ben funzionalizzati e in grado di sostenere un carico di lavoro fisico elevato con l’obiettivo di migliorare la qualità fisiche per mezzo di una significativa risposta del fitness cardiovascolare (2), il metabolismo del glucosio e la resistenza all’insulina (3), a cui consegue la perdita di peso corporeo.

HIIT contro esercizio fisico tradizionale !

Confrontando l’allenamento ad intervalli ad alta intensità, l’HIIT, con l’esercizio fisico tradizionale a moderata intensità, si può verificare che entrambi portano a significativi miglioramenti nel fitness cardiovascolare ma è facilmente riscontrabile che l’HIIT (4) produce maggiori miglioramenti del VO2max (consumo massimo di ossigeno) e, quindi, della capacità fisica aerobica e della resistenza.

La forma fisica aerobica migliora sensibilmente, rispetto all’allenamento moderato e continuo (7), facendo uso dell’HIIT che risulta più efficace, non solo nel soggetto sano ma anche in soggetti con patologie cardio-vascolari o metaboliche croniche (ipertensione, obesità, insufficienza cardiaca, malattia coronarica o sindrome metabolica): migliora la funzionalità dei vasi sanguigni (6) e il metabolismo del glucosio. L’HIIT, però, non è efficace come l’esercizio tradizionale moderato e continuo, per il trattamento dell’obesità o il miglioramento della massa muscolare e ossea (8), poiché non sfrutta il regime bio-chimico brucia-grassi (fat-burning).

Il consumo calorico, considerata l’elevata intensità, è generalmente superiore a quello degli allenamenti tradizionali. L’intensità elevata determina infatti un incremento dell’effetto denominato EPOC – Excess Post-exercise Oxygen Consumption (al termine della seduta di allenamento, tanto l’attività metabolica quanto il dispendio calorico non ritornano subito ai livelli di riposo ma tendono a restare più elevati per un tempo relativamente lungo che varia dai 15 minuti fino alle 48 ore in base all’intensità e alla durata del microciclo di allenamento).

HIIT : un allenamento intenso ma non massimale!

L’HIIT è una tipologia di esercizio fisico estremamente impegnativo che sfrutta parametri di lavoro vicini allo sforzo massimale ripetuti in continuazione per tutto il tempo di attività che un soggetto può sostenere.

Nei soggetti non adattati a sostenerne i ritmi e le ripetizioni dell’HIIT, si utilizza, invece, una zona di sforzo pari al 60-85% durante l’esercizio continuo.

 

La somministrazione di HIIT garantisce sicurezza a chi si sottopone a questa tipologia di prestazione? (9)

Un’ampia bibliografia scientifica depone, con evidenze scientifiche, per la sicurezza somministrativa dell’HIIT in soggetti dismetabolici cronici e con patologia stabilizzata derivante cardiopatie, diabete e ictus ma vanno rispettati tutti i canoni e termini di sicurezza che riguardano la somministrazione di un regolare allenamento intenso.

Nella panoramica dell’esercizio con HIIT che interessa la patologia cardiaca è riscontrabile un rischio molto basso di eventi cardiovascolari acuti (10).

Nel caso della patologia diabetica e, nello specifico in presenza di diabete di tipo 2, al fine di una tutela dell’utente, si consiglia una clearance specialistica con valutazione funzionale congiunta tra Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate ed il Diabetologo, integrandone i contenuti con un ECG sotto sforzo pre-esercizio così come andrebbe fatto prima di sottoporre un qualsiasi soggetto ad una programmazione di esercizio intenso (11).

La somministrazione di un HIIT a soggetti con esiti di ictus ormai cronicizzato, per garanzia e sicurezza, richiede sempre un pre-screened con ECG sotto sforzo, un test valutativo delle capacità di esercizio e lo studio di una graduazione della frequenza cardiaca di picco incluso un cablaggio per la prevenzione delle cadute durante l’esercizio mirato (12).

 

Qual è il miglior metodo di HIIT ?

Esistono parecchie metodologie di allenamento: l’HIIT è un sistema di lavoro utilizzato quando non si ha molto tempo a disposizione per effettuare un allenamento protratto nel tempo,

Occorre che il soggetto venga opportunamente testato e sottoposto a una corretta valutazione funzionale, si deve essere autorizzati dal Medico dello Sport o dallo Specialista in Cardiologia.

Se si ha certezza di un buon stato di salute e di efficienza fisica, della capacità di impegno mentale, ai fini di un miglioramento del Fitness fisico aerobico, della funzionalità dei vasi sanguigni, del metabolismo del glucosio e di una ridotta insulino-resistenza, … l’HIIT diventa un buon metodo di allenamento adottabile per consumare tutti i sub-strati energetici disponibili.

 

Gli allenamenti con le tecniche di HIIT

Non esiste una formula standardizzata che consente di definire l’allenamento ad intervalli ad alta intensità; per effetto della sperimentazione pratica nella quotidianità esistono, però, alcuni protocolli HIIT divenuti popolari e comunemente adottati per la loro evidente efficacia:

 

  • Rapporto di lavoro 2:1 rispetto ai periodi di recupero:
    • 30-40 secondi di esercizio alla massima velocità sostenibile seguito da 15-20 secondi di attività lenta.
    • Il ciclo si ripete continuamente fino alla manifestazione della fatica.

 

  • Tabata Regimen (Guerrilla cardio):
    • 20 secondi di esercizio ultra-intenso seguito da 10 secondi di riposo;
    • Il ciclo si ripete continuamente per 4 minuti. (13)

 

  • Gibala Regimen:
    • 3 minuti di condizionamento organico viene seguito da 60 secondi di esercizio intenso e, in successione, da 75 secondi di riposo.
    • Il ciclo viene ripetuto per 8-12 volte. (14)

  • Regime di Zuniga:
    • 30 secondi di sforzo sub-massimale del 90% seguito da un periodo di riposo di 30 secondi.
    • Questo regime di allenamento utilizza questa metodologia per consentire un consumo più alto di VO2 ed allungare ad una intensità elevata la durata dell’allenamento. (15)

 

  • Timmons Regimen su tapis roulant o su ellittica:
    • Condizionamento organico per circa 10 minuti seguito da 2 minuti di attività leggera sull’attrezzo per poi avviare 20 secondi di esercizio fisico con massimo sforzo. Si ritorna all’attività leggera alternando ai recuperi gli sforzi massimali fino ad ottenere nel microciclo un totale di 3 minuti di attività fisica al massimo sforzo.
    • Il ciclo di training viene ripetuto per 3 settimane con un ciclo di 3 volte alla settimana per un totale di 21 minuti di esercizio a settimana (3 minuti di intenso esercizio).

 

  • HIIT per adulti sedentari: questa è una versione meno intensa del regime Zuniga, destinato a soggetti sedentari e che non hanno esercitato alcun allenamento per più di un anno (16):
    • 3 minuti di condizionamento organico;
    • 10 ripetizioni di esercizio massimale ripetuto per 60 secondi all’80-95% della riserva di frequenza cardiaca max;
    • Riserva frequenza cardiaca = frequenza cardiaca massima minus frequenza cardiaca di riposo: [(220-età) – 80/95% della fcmax].
    • Ogni esercizio massimale viene seguito da 60 secondi di recupero.
    • L’allenamento viene concluso con un defaticamento di 5 minuti.

 


Bibliografia di riferimento

  1. Laursen PB, Jenkins DG (2002). The Scientific Basis for High-Intensity Interval Training. Sports Medicine (Review). 32(1):53-73.

 

  1. Milanovic X, et al. (2015) Effectiveness of high-intensity interval training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports Med. 45(10): 1469-1481.

 

  1. Jelleyman C, et al. (2015). The effects of high-intensity interval training on glucose regulation and insulin resistance: a meta-analysis. Obes Rev. 16(11): 942-961.

 

  1. Milanovic X, et al. (2015) Effectiveness of high-intensity interval training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports Med. 45(10): 1469-1481.

 

  1. Weson KS, et al. (2014). High-intensity interval training in patients with lifestyle-induced cardiometabolic disease: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 48(16): 1227-1234.

 

  1. Ramos JS, et al. (2015). The impact of high-intensity interval training versus moderate-intensity continuous training on vascular function: a systematic review and meta-analysis. Sports Med 45(5)679-692.

 

  1. Jelleyman C, et al. (2015). The effects of high-intensity interval training on glucose regulation and insulin resistance: a meta-analysis. Obes Rev. 16(11): 942-661.

 

  1. Nybo, Lars, et al. (2010). High-intensity training versus traditional exercise interventions for promoting health. Medicine and Science in Sports and Exercise. 42 (10): 1951-1958.

 

  1. Gibala MJ (2007). High-intensity interval training: A time-efficient strategy for health promotion? Current Sports Med Rep. 6 (4):211-213.

 

  1. Rognmo O, Modholdt T, Bakken H, et al. Cardiovascular risk of high- versus moderate-intensity aerobic exercise in coronary heart disease pateints. Circulation 2012; 126:1436-1440.

 

  1. Francois ME, Little JP. Effectiveness and Safety of High-Intensity Interval Training in Patients With Type 2 Deabetes. Diabetes Journal (2015): Volume 28(1): 39-44.

 

  1. Carl DL, et al. Preliminary safety analysis of high-intensity interval training (HIIT) in persons with chronic stroke. Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism (2016); 42(3):311-318.

 

  1. Tabata, Izumi, et al. Effects of moderate-intensity endurance and high-intensity intermittent training on anaerobic capacity and VO2max. Medicine and Science in Sports & Exercise. 28 (10): 1327-1330.

 

  1. Little JP, et al. (2010). A practical model of low-volume high-intensity interval training induces mitochondrial biogenesis in human skeletal muscle: Potential mechanisms. The Journal Of Physiology. 588(6): 1011-22.

 

  1. Zuniga JM, et al. Physiological responses during interval training with different intensities and duration of exercise. Journal of Strength and Conditioning research (2011). 25(5): 1279-1284.

 

  1. Hood, MS, et al. (2011). Low-volume interval training improves muscle oxidative capacity in sedentary adults. Medicine & Science in Sports & Exercise. 43(10): 1849-1856.

 


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Legge regionale 29 del 29.12.2014

Palermo – Venerdì 13 Ottobre 2017

Conferenza sulla Legge regionale 29 del 29.12.2014

Nell’aula magna di Via Pascoli presso il Polo delle Scienze Motorie e sportive dell’Università di Palermo si è organizzato, con l’affiancamento del CISM (Comitato Italiano Scienze Motorie), alla presenza delle parti politiche e professionali, l’attesa conferenza sulla Legge 29 del 29 Dicembre 2014 che, sebbene già in vigore dal Luglio 2016, è ancora priva dei decreti attuativi. La legge necessitava di chiarimenti esplicativi e le norme spiegate e sviscerate in tutte le parti e commi.

Fondamentale importanza ha assunto la figura del “Direttore Tecnico” a tutela della salute del cittadino.

 

 

L’incontro con gli studenti della facoltà di Scienze Motorie dell’Ateneo palermitano si è concluso con i consensi di tutti i Docenti e dei Professionisti del settore presenti che, all’unanimità si sono dichiarati soddisfatti dell’operato comune e si sono complimentati con la parte politica presente.

 

 

Al tavolo dei relatori, susseguitosi sin dalle prime ore del mattino, erano presenti:

l’On.le Avv. Giampiero Trizzino (del Movimento 5 Stelle  e  firmatario della legge regionale 29 del 29.12.2014 insieme all’On. Panepinto), l’On.le Dott.ssa A. Anselmo (del PD), il Prof. Antonio Palma (Delegato al coordinamento delle politiche sportive di Ateneo UniPa), il Prof. Giuseppe Musumeci (in rappresentanza dell’Università di Catania), il Dott. Daniele Iacò (Presidente del CISM), il Dott. Giacomo Perticone (Vice-Presidente del CISM e moderatore dell’intero evento), la Prof.ssa Santoro (Docente presso il corso specialistico di Management dello sport dell’Università di Palermo), il Dott. Giuseppe Turano (ideatore della legge 29 del 29 Dicembre 2017) e il Dott. Tiziano Spada (co-autore dell’iniziativa legislativa), il Dott. Maurizio Picarella, la Dott.ssa Rosaria Margagliotti.

La conferenza è stata avviata alla conclusione con l’invito a un intervento tecnico del Prof. Carmelo Giuffrida che ha fatto risaltare la necessità di coniare una ulteriore nuova legge per la tutela della salute del cittadino per offrire “Palestre sicure ed etiche” su tutto il territorio regionale siciliano; a seguire, l’invito è stato esteso anche al Prof. Antonio Basile che ha sottolineato come il Gruppo di professionisti che ha lavorato all’iniziativa fu avviato da pochi e oggi si è in tanti, e tutti riuniti sotto una unica bandiera: quella della costante passione per il proprio lavoro!

Intervento apprezzato è stato anche quello del Dott. Antonio Lipari che ha sottolineato l’importanza dell’attività motoria già in età scolare e pre-scolare auspicando più spazio nella scuola primaria e dell’infanzia in un prossimo futuro.

Fatica e passione di anni di duro lavoro per affermare e riconoscere il ruolo professionale confermano, con questa legge rivoluzionaria, che la Sicilia è pioniera di una innovazione indispensabile per la tutela di tutti i cittadini che richiedono servizi annessi alle Scienze del Movimento.