Blsd : Formazione e retraining per il Team dello Studio del Prof. C. Giuffrida a Catania

BLSD è l’acronimo di Basic Life Support and Defibrillation.

BLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

È il primo soccorso con manovre da attuare tempestivamente in caso di arresto cardiaco utilizzando il defibrillatore semiautomatico.

 

 

Acicatena – Catania li 10 Giugno 2018

 

Formazione e retraining per il BLSD : Il Team dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida effettua il corso di formazione base e un review di re-training presso la Croce Rossa Italiana – sede di Acicatena – Catania

 

L’Equipe dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, ai fini dell’assolvimento degli obblighi imposti dalla vigente legislazione, per tutelare l’utenza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro, ha acquisito l’idonea formazione mediante un corso di formazione certificato e riconosciuto come previsto dalle normatiBLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1ve vigenti in materia.

Periodicamente,  l’intero Team si sottopone a un re-training delle manovre che devono essere ben acquisite.

Il corso di formazione base è durato oltre 8 ore.

Nel pomeriggio lezioni ed esame fino a tarda serata anche per i Membri che dovevano effettuare solo il retraining, poiché avevano già acquisito il brevetto BLSD + FULL 2 anni addietro.

Quindi, sono stati impegnati, sia i Membri dello Studio che non avevano ancora acquisito i contenuti delle Linee Guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare ILCOR ERC 2015, quanto coloro che già conoscevano la sequenza di rianimazione di base in arresto respiratorio e/o cardiaco e le manovre da eseguirsi in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

La giornata è stata molto impegnativa.

Dal Direttore Tecnico, ai Collaboratori e ai Tirocinanti dell’Università degli Studi di Catania che operano nello Studio per la loro formazione tecnica, è stato somministrato un continuo susseguirsi di lezioni frontali ed esercitazioni pratiche volte a far apprendere le specifiche skills in materia di rianimazione cardiopolmonare e utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno applicate sull’adulto e sul bambino; sull’infante sono state studiate ed effettuate le manovre di disostruzione delle vie aeree e la rianimazione d’urgenza.

La Metodologia Didattica teorica e pratica ha previsto:

– Lezioni frontali teoriche;

– Stazioni di addestramento pratico sulle tecniche semplici a piccoli gruppi su manichini;

– Isole di simulazione (bassa fedeltà) di scenari completi;

Al termine, quindi, sia i partecipanti al Corso base che di retraining (effettuati con cadenza biennale) hanno superato l’esame finale composto sia da un test scritto che da una simulazione con manichino effettuata sia sull’adulto, sia sul bambino che sull’infante.

L’Istruttore certificato della Croce Rossa Italiana, il Dott. Giorgio Tringali e i Membri della Commissione – formatori della sede di Acicatena (Catania) – con esperienza in area critica previsto dal provider, hanno erogato il certificato di abilitazione alla rianimazione cardiopolmonare sia su adulto, sia sul bambino con l’utilizzo del defibrillatore – BLSD + Full.

 

 

 

 

Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale

High Intensity Interval Training – HIIT

Che cos’è l’ HIIT ?

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017

 

L’ HIIT (1) è una forma di allenamento cardiovascolare ad intervalli in cui si alternano momenti di attività con esercizi intensi ed esplosivi a momenti di attività con esercizio meno intenso.

 

 

HIIT – High Intensity Interval Training – HIIE – Intensity Intermittent Exercise

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaHIIT è un acronimo derivante dall’inglese High Intensity Interval Training che, nella quotidianità professionale, viene anche detto HIIE – Intensity Intermittent Exercise.

L’HIIT non è una tipologia di allenamento adatto per le persone non allenate o decondizionate poiché prevede il raggiungimento di frequenze cardiache piuttosto elevate.

Però, è possibile organizzare un allenamento HIIT trovando un compromesso: si riduce l’intensità massima (picco) e quella minima (recupero attivo), abbassando l’intensità media.

I cicli di esercizio fisico adottati nel cardio-fitness training (allenamento del muscolo cardiaco) sfruttano una forma di Interval Training: vengono ripetuti fino a diventare esaustivi non consentendo il proseguimento dell’attività ad oltranza.

All’esercizio anaerobico breve e intenso segue un periodo di recupero attivo che sfrutta l’attività aerobica a bassa intensità conferendo una logica di consecuzione del medesimo esercizio senza creare interruzione del microciclo di allenamento cardiovascolare.

 

 

 

Al tradizionale allenamento cardiaco aerobico di tipo misto a moderata intensità e a frequenza cardiaca costante, che usa lo Steady State (stato di equilibrio), si sostituisce un’alternanza tra lavoro ad alta intensità con il medesimo esercizio, condotto a bassa intensità per ottenere un allenamento cardiovascolare in cui si varia la frequenza cardiaca, con un continuo passaggio da frequenze moderate a frequenze elevate e viceversa.

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1HIIT : All’intensità dell’esercizio deve corrispondere, però, un adeguato calcolo della risposta cardiaca sostenibile dall’utente (picco di massima intensità o fcmax).

 

Talvolta si può sfiorare o superare lievemente la soglia anaerobica (punto critico in cui il metabolismo passa dal lavoro prettamente aerobico a quello anaerobico) ma, questa strategia di allenamento si utilizza su soggetti fortemente adattatati. I sistemi energetici vengono sapientemente utilizzati in base alle variazioni dell’intensità (metabolismo aerobico o ossidativo per basso o moderato esercizio in cui si consumano maggiormente i grassi, metabolismo anaerobico per l’attività ad alta intensità in cui si usano soprattutto i carboidrati e i fosfati per sostenere l’esercizio).

Il recupero attivo è la parte più moderata dell’esercizio in quanto l’organismo, lavorando a basso regime può recuperare la frequenza cardiaca e attingere alle fonti energetiche utili. Il recupero attivo a bassa intensità favorisce la performance anaerobica ad alta intensità e contribuisce a smaltire il lattato accumulato.

Il volume (o durata) dell’allenamento è inversamente proporzionale all’intensità e viceversa, dipende dall’interazione tra intensità di picco raggiunta negli “sprint exercise”, la durata del recupero, il tipo di recupero (attivo o passivo) e il grado di adattamento allo sforzo del soggetto. Se si raggiungono alte intensità durante lo sprint e se questo viene protratto per periodi prolungati, la durata totale, per forza di cose, subisce una riduzione e viceversa.

Un tipico allenamento HIIT prevede:HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

  • Un condizionamento organico (Riscaldamento) a bassa intensità (50%);
  • Alta intensità – esplosioni (90-95%) alternate a basse intensità (50%);
  • Defaticamento con attività ridotta a bassa intensità (50%).

Dato che l’intensità di un HIIT è quasi massimale, diventa molto difficile sostenere un allenamento per oltre 20-30 minuti.

 

Quali sono i vantaggi dell’HIIT ?

 

Il vantaggio più evidente di un HIIT è la produzione di un importante allenamento in una breve quantità di tempo ed incrementare lo stato di efficienza.

Questa metodica viene utilizzata da soggetti ben funzionalizzati e in grado di sostenere un carico di lavoro fisico elevato con l’obiettivo di migliorare la qualità fisiche per mezzo di una significativa risposta del fitness cardiovascolare (2), il metabolismo del glucosio e la resistenza all’insulina (3), a cui consegue la perdita di peso corporeo.

HIIT contro esercizio fisico tradizionale !

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Confrontando l’allenamento ad intervalli ad alta intensità, l’HIIT, con l’esercizio fisico tradizionale a moderata intensità, si può verificare che entrambi portano a significativi miglioramenti nel fitness cardiovascolare ma è facilmente riscontrabile che l’HIIT (4) produce maggiori miglioramenti del VO2max (consumo massimo di ossigeno) e, quindi, della capacità fisica aerobica e della resistenza.

La forma fisica aerobica migliora sensibilmente, rispetto all’allenamento moderato e continuo (7), facendo uso dell’HIIT che risulta più efficace, non solo nel soggetto sano ma anche in soggetti con patologie cardio-vascolari o metaboliche croniche (ipertensione, obesità, insufficienza cardiaca, malattia coronarica o sindrome metabolica): migliora la funzionalità dei vasi sanguigni (6) e il metabolismo del glucosio. L’HIIT, però, non è efficace come l’esercizio tradizionale moderato e continuo, per il trattamento dell’obesità o il miglioramento della massa muscolare e ossea (8), poiché non sfrutta il regime bio-chimico brucia-grassi (fat-burning).

Il consumo calorico, considerata l’elevata intensità, è generalmente superiore a quello degli allenamenti tradizionali. L’intensità elevata determina infatti un incremento dell’effetto denominato EPOC – Excess Post-exercise Oxygen Consumption (al termine della seduta di allenamento, tanto l’attività metabolica quanto il dispendio calorico non ritornano subito ai livelli di riposo ma tendono a restare più elevati per un tempo relativamente lungo che varia dai 15 minuti fino alle 48 ore in base all’intensità e alla durata del microciclo di allenamento).

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4HIIT : un allenamento intenso ma non massimale!

 

L’HIIT è una tipologia di esercizio fisico estremamente impegnativo che sfrutta parametri di lavoro vicini allo sforzo massimale ripetuti in continuazione per tutto il tempo di attività che un soggetto può sostenere.

Nei soggetti non adattati a sostenerne i ritmi e le ripetizioni dell’HIIT, si utilizza, invece, una zona di sforzo pari al 60-85% durante l’esercizio continuo.

 

La somministrazione di HIIT garantisce sicurezza a chi si sottopone a questa tipologia di prestazione? (9)

 

Un’ampia bibliografia scientifica depone, con evidenze scientifiche, per la sicurezza somministrativa dell’HIIT in soggetti dismetabolici cronici e con patologia stabilizzata derivante cardiopatie, diabete e ictus ma vanno rispettati tutti i canoni e termini di sicurezza che riguardano la somministrazione di un regolare allenamento intenso.

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5Nella panoramica dell’esercizio con HIIT che interessa la patologia cardiaca è riscontrabile un rischio molto basso di eventi cardiovascolari acuti (10).

Nel caso della patologia diabetica e, nello specifico in presenza di diabete di tipo 2, al fine di una tutela dell’utente, si consiglia una clearance specialistica con valutazione funzionale congiunta tra Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate ed il Diabetologo, integrandone i contenuti con un ECG sotto sforzo pre-esercizio così come andrebbe fatto prima di sottoporre un qualsiasi soggetto ad una programmazione di esercizio intenso (11).

La somministrazione di un HIIT a soggetti con esiti di ictus ormai cronicizzato, per garanzia e sicurezza, richiede sempre un pre-screened con ECG sotto sforzo, un test valutativo delle capacità di esercizio e lo studio di una graduazione della frequenza cardiaca di picco incluso un cablaggio per la prevenzione delle cadute durante l’esercizio mirato (12).

 

Qual è il miglior metodo di HIIT ?

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

 

Esistono parecchie metodologie di allenamento: l’HIIT è un sistema di lavoro utilizzato quando non si ha molto tempo a disposizione per effettuare un allenamento protratto nel tempo,

Occorre che il soggetto venga opportunamente testato e sottoposto a una corretta valutazione funzionale, si deve essere autorizzati dal Medico dello Sport o dallo Specialista in Cardiologia.

Se si ha certezza di un buon stato di salute e di efficienza fisica, della capacità di impegno mentale, ai fini di un miglioramento del Fitness fisico aerobico, della funzionalità dei vasi sanguigni, del metabolismo del glucosio e di una ridotta insulino-resistenza, … l’HIIT diventa un buon metodo di allenamento adottabile per consumare tutti i sub-strati energetici disponibili.

 

Gli allenamenti con le tecniche di HIIT

 

Non esiste una formula standardizzata che consente di definire l’allenamento ad intervalli ad alta intensità; per effetto della sperimentazione pratica nella quotidianità esistono, però, alcuni protocolli HIIT divenuti popolari e comunemente adottati per la loro evidente efficacia:

 

  • Rapporto di lavoro 2:1 rispetto ai periodi di recupero:

    • 30-40 secondi di esercizio alla massima velocità sostenibile seguito da 15-20 secondi di attività lenta.
    • Il ciclo si ripete continuamente fino alla manifestazione della fatica.

 

  • Tabata Regimen (Guerrilla cardio):

    • 20 secondi di esercizio ultra-intenso seguito da 10 secondi di riposo;
    • Il ciclo si ripete continuamente per 4 minuti. (13)

 

  • Gibala Regimen:

    • 3 minuti di condizionamento organico viene seguito da 60 secondi di esercizio intenso e, in successione, da 75 secondi di riposo.
    • Il ciclo viene ripetuto per 8-12 volte. (14)

 

HIIT-High Intensity Interval Training-HIIE-Intensity Intermittent Exercise-Interval Training-allenamento-funzionale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

  • Regime di Zuniga:

    • 30 secondi di sforzo sub-massimale del 90% seguito da un periodo di riposo di 30 secondi.
    • Questo regime di allenamento utilizza questa metodologia per consentire un consumo più alto di VO2 ed allungare ad una intensità elevata la durata dell’allenamento. (15)

 

  • Timmons Regimen su tapis roulant o su ellittica:

    • Condizionamento organico per circa 10 minuti seguito da 2 minuti di attività leggera sull’attrezzo per poi avviare 20 secondi di esercizio fisico con massimo sforzo. Si ritorna all’attività leggera alternando ai recuperi gli sforzi massimali fino ad ottenere nel microciclo un totale di 3 minuti di attività fisica al massimo sforzo.
    • Il ciclo di training viene ripetuto per 3 settimane con un ciclo di 3 volte alla settimana per un totale di 21 minuti di esercizio a settimana (3 minuti di intenso esercizio).

 

  • HIIT per adulti sedentari:

questa è una versione meno intensa del regime Zuniga, destinato a soggetti sedentari e che non hanno esercitato alcun allenamento per più di un anno (16):

  • 3 minuti di condizionamento organico;
  • 10 ripetizioni di esercizio massimale ripetuto per 60 secondi all’80-95% della riserva di frequenza cardiaca max;
  • Riserva frequenza cardiaca = frequenza cardiaca massima minus frequenza cardiaca di riposo: [(220-età) – 80/95% della fcmax].
  • Ogni esercizio massimale viene seguito da 60 secondi di recupero.
  • L’allenamento viene concluso con un defaticamento di 5 minuti.

 


Bibliografia di riferimento

 

  1. Laursen PB, Jenkins DG (2002). The Scientific Basis for High-Intensity Interval Training. Sports Medicine (Review). 32(1):53-73.
  1. Milanovic X, et al. (2015) Effectiveness of high-intensity interval training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports Med. 45(10): 1469-1481.
  1. Jelleyman C, et al. (2015). The effects of high-intensity interval training on glucose regulation and insulin resistance: a meta-analysis. Obes Rev. 16(11): 942-961.
  1. Milanovic X, et al. (2015) Effectiveness of high-intensity interval training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports Med. 45(10): 1469-1481.
  1. Weson KS, et al. (2014). High-intensity interval training in patients with lifestyle-induced cardiometabolic disease: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 48(16): 1227-1234.
  1. Ramos JS, et al. (2015). The impact of high-intensity interval training versus moderate-intensity continuous training on vascular function: a systematic review and meta-analysis. Sports Med 45(5)679-692.
  1. Jelleyman C, et al. (2015). The effects of high-intensity interval training on glucose regulation and insulin resistance: a meta-analysis. Obes Rev. 16(11): 942-661.
  1. Nybo, Lars, et al. (2010). High-intensity training versus traditional exercise interventions for promoting health. Medicine and Science in Sports and Exercise. 42 (10): 1951-1958.

Ulteriore Bibliografia di riferimento

  1. Gibala MJ (2007). High-intensity interval training: A time-efficient strategy for health promotion? Current Sports Med Rep. 6 (4):211-213.
  1. Rognmo O, Modholdt T, Bakken H, et al. Cardiovascular risk of high- versus moderate-intensity aerobic exercise in coronary heart disease pateints. Circulation 2012; 126:1436-1440.
  1. Francois ME, Little JP. Effectiveness and Safety of High-Intensity Interval Training in Patients With Type 2 Deabetes. Diabetes Journal (2015): Volume 28(1): 39-44.
  1. Carl DL, et al. Preliminary safety analysis of high-intensity interval training (HIIT) in persons with chronic stroke. Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism (2016); 42(3):311-318.
  1. Tabata, Izumi, et al. Effects of moderate-intensity endurance and high-intensity intermittent training on anaerobic capacity and VO2max. Medicine and Science in Sports & Exercise. 28 (10): 1327-1330.
  1. Little JP, et al. (2010). A practical model of low-volume high-intensity interval training induces mitochondrial biogenesis in human skeletal muscle: Potential mechanisms. The Journal Of Physiology. 588(6): 1011-22.
  1. Zuniga JM, et al. Physiological responses during interval training with different intensities and duration of exercise. Journal of Strength and Conditioning research (2011). 25(5): 1279-1284.
  1. Hood, MS, et al. (2011). Low-volume interval training improves muscle oxidative capacity in sedentary adults. Medicine & Science in Sports & Exercise. 43(10): 1849-1856.

CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

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Il benessere dei dipendenti è fondamentale!

BENESSERE o WELLBEING : Il benessere dei dipendenti è fondamentale!

Lei è Il Direttore di una Azienda? E’ il Responsabile di un Ufficio?

Benessere-wellbeing-welfare-azienda-aziendale-personale-lavoratore-impiegato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaUtilizzate questa grande opportunità per farvi consigliare un piano di benessere.

Un buon programma viene impostato per il controllo personale, adattandosi ai vostri specifici obiettivi e al vostro stile di vita.

L’accesso a un programma guidato renderà più facile la ricerca di un buono stato di salute attraverso un regolare Esercizio Fisico Adattatato

 

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida offre programmi di benessere anche nelle pause dal posto di lavoro accessibili ed efficaci e convenziona Aziende ed Enti con particolari sconti.

 

 I programmi di benessere rivolti a categorie di lavoratori sono sempre più diffusi.

La linea di fondo di tali programmi è questo:

– I dipendenti sono il bene più prezioso per qualsiasi azienda;

– i dipendenti sani tendono ad essere più felici e più produttivi.

– Fornendo questi servizi ai lavoratori, le aziende migliorano il benessere e la soddisfazione sul lavoro.

– Il benessere dei dipendenti ha un impatto diretto sul successo dell’azienda.Benessere-wellbeing-welfare-azienda-aziendale-personale-lavoratore-impiegato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Un programma di benessere va dal semplice offrire informazioni ai lavoratori, all’educazione fitness e a all’uso di una palestra aziendale o convenzionata.

I vantaggi per i datori di lavoro sono evidenti poiché forniscono vantaggi strategici per investire denaro in un programma che possa abbassare le loro spese in cambio di un migliore stato di forma dei lavoratori, riducendo i costi di assenteismo e di assistenza sanitaria.

 

Perché un dipendente dovrebbe usufruire di un programma di benessere (well-being) sul posto di lavoro?

 

Ogni persona ha una forma di rischio per la salute a vari livelli, che si tratti di cattiva alimentazione, mancanza di esercizio fisico o di sonno, bere, fumare, o anche qualcosa di genetico.

Utilizzando un programma di benessere può accadere un cambiamento positivo che conferirà più responsabilità di lavoro, più energia e vigore in ambito familiare e con gli amici nel tempo libero.Benessere-wellbeing-welfare-azienda-aziendale-personale-lavoratore-impiegato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Programmi di benessere gestiti dall’azienda possono aiutare i dipendenti a ottenere un corpo più sano, anche se questo significa semplicemente imparare a ridurre lo stress e la tensione muscolare quando si è sul posto di lavoro.

L’azienda può aiutare il proprio dipendente a perdere peso, ad abbassare il colesterolo e la pressione sanguigna, a dormire meglio, a migliorare l’ergonomia posturale durante il proprio lavoro e a risparmiare sulle prescrizioni.

Ma per fare ciò serve un pizzico di motivazione sfruttando il grande vantaggio di proporre il programma benessere per un senso di cameratismo costruito tra colleghi di lavoro.

Sperimentando attività che non sono legati al lavoro si accomunano le opportunità le opportunità collaborative e si agevola la socializzazione.

Il sostegno sociale è una parte molto importante della perdita di peso e della ricerca della stato di forma.


CONTATTI

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Diabete e Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

Diabete e Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2016

 

Il Ministero della Sanità statunitense pubblicò nel 1996 un documento omnicomprensivo sull’attività fisica con l’obiettivo di promuoverne la pratica nella popolazione (reperibile su http://www.cdc.gov/nccdphp/sgr/sgr.htm).

Diabete e Attività Fisica Adattata-Diabete tipo 1-Diabete di tipo 2-Diabete Mellito-Diabete-Diabetologia-Diabetologo-Attività Fisica Adattata-Esercizio-Fisico-Adattato-Glicemia-Iperglicemia-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’American Diabetes Association (ADA) in collaborazione con L’American College of Sport Medicine (ACSM) già da tempo dettarono le linee guida dell’attività fisica in relazione al diabete tipo 1 suggerendo gli aspetti pratici applicativi sugli atleti diabetici. La Diabetes Exercise Sport Association  (D.E.S.A.) corrispondente all’ex International Diabetes Atlethes Association (I.D.A.A.) pubblicò le linee guida che furono adottate dall’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (A.N.I.A.D.) in cui vengono date le informazioni utili per l’adattamento delle dosi insuliniche e dell’apporto dei carboidrati (CHO).

La capacità di adeguare il regime terapeutico (insulina e terapia nutrizionale) per ottenere sicurezza e alta performance atletica è una importante strategia del management nei diabetici tipo 1 se questi svolgono l’importante ruolo della raccolta dei dati di autocontrollo glicemico in seguito a somministrazione di esercizio fisico per migliorarsi.

La supplementazione dell’apporto dei carboidrati calcolate in base a intensità e durata dell’esercizio senza tenere conto dei livelli glicemici esistenti in quel momento specifico, delle precedenti risposte metaboliche all’esercizio e dello schema terapeutico individuale non possono essere considerate appropriate e vanificano gli effetti benefici. La supplementazione di CHO può essere di 15-30 grammi per ogni 30 min. di esercizio intenso; la riduzione della dose di insulina lenta può essere del 30-35% nella giornata in cui si effettua la seduta di attività fisica ma con le più ampie variazioni individuali.

Diabete di tipo 1

Nei diabetici di tipo 1, tra le attività motorie da sconsigliare vanno bandite tutte le attività in cui l’ipoglicemia mette a rischio la propria vita e quella degli altri.

Le attività motorie da effettuare devono avere una durata da 30 a 60 minuti per almeno 3-4 volte a settimana imponendo il monitoraggio glicemico prima, durante e dopo l’esercizio fisico evitando l’esercizio intenso nel periodo post-prandiale (o di massima insulinizzazione). La raccomandazione è quella di associare sempre Diabete e Attività Fisica Adattata alle proprie esigenze personali.

Bisogna associare una dieta ricca di fibre, normo-calorica (composta per il 55-60% di carboidrati, 10-15% di proteine, 25-30% di grassi), che offra adeguata integrazione idrico-salina;

Diabete di tipo 2

Nei diabetici di tipo 2, tra le attività motorie da sconsigliare vanno bandite tutte le attività in cui l’ipoglicemia mette a rischio la propria vita e quella degli altri.

Diabete e Attività Fisica Adattata

Le attività motorie devono avere una durata da 30 a 60 minuti per almeno 3-4 volte a settimana e, meglio, se effettuate tutti i giorni. L’intensità oscilla intorno al 40-60% basandosi sulla formula che stabilisce la frequenza cardiaca da mantenere: [(FC max – FC basale) x 40-60%]+ FC basale.

exercise medicine 25Il soggetto va monitorato con Elettrocardiogramma a riposo ed eventualmente anche sotto sforzo.

Bisogna associare una dieta ricca di fibre, che offra adeguata integrazione idrico-salina, con calorie derivanti per un 55-60% di carboidrati, 10-15% di proteine, 25-30% di grassi. Va osservato un deficit calorico quotidiano di circa 300kcal/die.