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Iperlordosi lombare paramorfica e Lordosi lombare fisiologica

Iperlordosi lombare: la lordosi è una curva essenziale utile per garantire la statica eretta ma non deve superare i valori fisiologici.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

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Lordosi lombare: quando è normale!

 

I valori fisiologici scaturiscono da una serie di osservazioni che trovano risposta:

  • nell’osservazione dell’assetto del bacino (anteroversione),
  • nell’incremento della freccia lombare,
  • nella lastra radiografica effettuata in ortostatimo,
  • con la misurazione in gradi Lippman-Cobb che attestano l’entità della curva.

I valori normali oscillano intorno ai 34 gradi di media con un range compreso dai 21 ai 49 gradi per soggetti venticinquenni.

Non essendoci concordanza tra gli autori rispetto ai gradi Lippmann-Cobb assume interesse il dato relativo piuttosto che quello assoluto.

L’angolo di basculamentoIperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2 nel decubito di Schulthess assume grande importanza nella somministrazione della ginnastica addominale e nella creazione di un valido power house con una buona core stability. Quest’angolo formato tra la Spina Iliaca Antero Superiore e la Spina Iliaca Postero Superiore con l’asse sagittale o antero-posteriore del bacino (non deve superare i 12°) costituisce un dato importante così come nella stazione eretta, ma la misurazione è più esatta in decubito poiché si evitano, in questa postura, i compensi lombari che, sotto carico, amplificano leggermente il valore stimato.

La regola del Piollet per la determinazione dell’assetto del bacino, infine, riporta lo Studioso a stimare la tesi schematizzata già nel 1945 dal De Sambucy: i quattro quadranti muscolari devono porre in equilibrio il bacino e il rachide lombare.

 

Iperlordosi lombare e Ginnastica Correttiva: cosa fare per contrastare questo paramorfismo?!

Iperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Gli esercizi compensativi hanno lo scopo di prevenire la progressione della curva lordotica garantendo un approccio scientifico per mezzo di un gesto motorio ben definito.

Pertanto, la funzione dell’esercizio compensativo (la famosa “Ginnastica Correttiva”!) è quello di contenere il danno funzionale e modificare l’aspetto estetico.

 

Esiste un “metodo” per correggere l’iperlordosi lombare?

 

Mézières, Sohier, Klapp, Niederhoffer, Souchard, Dobosiewicz, Schroth, sono sistemi metodologici che vantano grandi intuizioni tecniche ma il principio di base resta vincolato a una sola cosa: serve l’esercizio razionale, ben organizzato, somministrato con criterio e saggezza professionale secondo schemi precisi di biomeccanica applicata senza lasciare nulla al caso!


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Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Ipermobilità articolare e Attività Fisica Adattata

Ipermobilità articolare o sindrome di Ehlers Danlos:

una malattia rara la cui entità invalidante, clinica e genetica,

può usufruire dei benefici dell’Attività Fisica Adattata e dell’Esercizio Fisico guidato

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaQuesta malattia rara, espressione clinica di alterazioni genetiche del tessuto connettivo,  coinvolge più organi e conferisce un variabile polimorfismo da un soggetto ad un altro, o nel medesimo soggetto, nel corso del tempo.

Le manifestazioni cliniche (dolore, affaticamento, stipsi, disturbi di percezione del corpo, dell’equilibrio e del controllo dei movimenti) inducono errori diagnostici e terapeutici attribuendo all’immaginazione dei soggetti, spesso esaminati in fretta, la stigmatizzazione di ipocondriaci simulatori, “psicosomatici” o/e, in generale, “psichici”, senza alcun supporto psichiatrico.

Alla Sindrome si riconducono anche sintomatologie vascolari e neuro-vegetative, gastrointestinali, ostetriche, urinarie, odonto-stomatologiche, otorinolaringoiatriche (uditivi, controllo dell’equilibrio, olfattivi), visive e respiratorie.

Emicranie, insonnia, vertigini, deficit cognitivi di attenzione, di concentrazione e di memoria, sono oggetto di attuali studi.

Lussazioni ricorrenti, noduli cutanei, pelle ipermobile e fragile dotata di un’insolita sottigliezza e di una straordinaria elasticità, cicatrici multiple derivanti da traumi di minima entità derivanti da un’anomalia del tessuto connettivo, caratterizzano lo stato morboso di questa patologia rara.

 

Approccio alla propriocezione ed alla rieducazione o riequilibrio:

Orientamento Chinesiologico

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Se somministrate con dovizia di particolari e con equilibrata esperienza, la rieducazione propriocettiva e la ginnastica respiratoria, possono aiutare il soggetto che è vittima di questa particolarissima patologia evitando di svolgere attività motorie particolarmente aggressive oppure a sottoporsi a inutile chirurgia ortopedica o dell’apparato digerente.

La scarsa efficienza meccanica del sistema muscolo-tendineo contribuisce a disturbare la motricità che è già difficile in soggetti perennemente affaticati.

L’errata percezione della posizione del corpo non permette di posizionare esattamente lo spazio circostante rispetto a se stessi per cui ne deriva una “dissociazione sensitivo-motoria” che può interessare una parte più o meno importante del corpo (uno o due arti) responsabile di cadute da cedimento, di sindromi pseudo-paralitiche, da “goffaggine”, con caduta di oggetti e difficoltà di eseguire compiti per quanto semplici (l’urto contro ostacoli ne è un esempio: “segno della porta ” derivante dall’urtare lo stipite attraversando una porta).

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’ipermobilità articolare è la componente fenotipica più caratteristica, sebbene non specifica.

Un piano di trattamento individuale, condotto con Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nell’ambito di un approccio multidisciplinare della sindrome di Ehlers Danlos, deve tenere conto dello specifico patologico e valutare globalmente le autonomie e la funzione del soggetto. E’ fondamentale individuare un programma di Esercizio Fisico Clinico idoneo, mirato soprattutto al mantenimento e al miglioramento dell’autonomia e della funzione articolare.

 

Ipermobilità articolare: propriocezione e isometria per stabilizzare tronco e cingoli

 

L’A.F.A. (Attività Fisica Adattata) è principalmente propriocettiva, concentrata su esercizi rigorosamente isometrici per stabilizzare i muscoli del tronco e dei cingoli.Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

La mobilizzazione attiva ha un impatto molto positivo e duraturo. Deve essere utilizzata e ripetuta con parecchie ripetizioni, associando esercizi di potenziamento muscolare e migliorando la stabilità articolare.

Gli schemi facilitativi neuro-muscolari risultano utili per correggere gli schemi propriocettivi. Vi si associa la stimolazione cutanea e dei tessuti molli.

Dopo adeguata preparazione, la rieducazione allo sforzo diventa una prospettiva interessante per l’ottima tolleranza sviluppabile.

Però, occorre dissociare tra la relativa facilità di produrre un grande sforzo (come il cammino) e la difficoltà a reggersi in piedi.

Esercizi specifici per il pavimento pelvico e la regione perianale risultano efficaci ed indispensabili.

Va consigliato di evitare generosi e lunghi periodi di inattività e di astensione dalla regolare attività motoria (aumento del rischio di decondizionamento muscolare).

 


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nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania

Nuoto e scoliosi – pregi e difetti!

Il concetto di benessere fisico è stato sempre affiancato all’elemento “Acqua”. L’uso dell’acqua con scopo rieducativo e per la ricerca del benessere costituisce uno dei procedimenti più antichi di cui ha disposto l’essere umano sin da epoche remote: dalla civiltà egizia a quella ellenica e romana.

Nell’ambito della rieducazione posturale è uso comune, purtroppo ancora spesso, attribuire doti rieducative alle attività sportive e, in particolar modo, al nuoto. Il più delle volte tali qualità risultano assolutamente improprie e prive di evidenze giustificazioni scientifiche.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

 

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania

Non si può creare l’illusione di una miracolistica efficacia del nuoto poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

 

È utile chiarire il ruolo delle attività acquatiche e natatorie: queste ricoprono un ruolo di dubbia validità; purtroppo si continua a prescrivere il nuoto. L’attività in vasca è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Ancora oggi sopravvivono stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto. Al contrario, sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico. L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione. In ambito neurologico è prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

 

Il binomio Nuoto e Scoliosi è improprio e ingiustificato!

 

nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania-1Tanti “si dice” inducono vecchi Medici non più aggiornati e la profanità dell’utenza che è costretta a un vissuto di educazione posturale, ad attribuire doti rieducative funzionali alle attività motorie in acqua; spesso, lo sport viene scelto come momento compensativo di alterazioni morfologico-posturali o di gravi curve scoliotiche paramorfiche.

In particolare, in modo assolutamente improprio e ingiustificato, la scelta viene indirizzata verso il nuoto come fosse una panacea.

Quindi, si precisa che, come qualsiasi altro sport, anche gli sport acquatici e natatori (di qualsiasi tipo o tecnica e comunque denominate) non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale: sono un valido supporto poiché offrono esercizi di grande variabilità e dinamicità che aiutano gli schemi motori e corporei a compiere azioni compensative; servono di ausilio e da rinforzo agli esercizi che devono essere somministrati in ambiente altamente specializzato nella ginnastica correttiva e compensativa.

Le tecniche di espletamento di esercizio fisico clinico in acqua sono fortemente connesse alle conoscenze delle proprietà fisiche del mezzo (acqua) e del corpo immerso in questo fluido, indipendentemente dalle sue proprietà organolettiche e, in particolare, in relazione al concetto di materia.

 

Il mezzo acquatico non può contenere obiettivi e strategie per la rieducazione della scoliosi!

 

trattamento chinesiologico della scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’acqua, o meglio il mezzo acquatico, non deve essere inteso come uno strumento terapeutico o un metodo di trattamento rieducativo ma, semplicemente, come un mezzo dotato di specifiche caratteristiche all’interno del quale possono essere allestite metodiche allenanti e come un “attrezzo” per la somministrazione di esercizi rieducativi. Quello che conta è la tipologia di esercizio somministrato. Le conoscenze dell’idrologia non possono produrre un “metodo acquatico” contenente obiettivi e strategie rieducative e funzionali.

Le premesse epistemiologiche di un qualsiasi “somministratore” di esercizi devono, innanzitutto, fare sorgere il concetto di “cosa si può apprendere” in acqua. Poi, viene il “come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico.

Tra gli stereotipi culturali che derivano dalla tradizione dell’idrologia e della fisio-climatologia sorge immediata la problematica legata alla temperatura e alla resistenza dell’acqua.

 

Nuoto e Scoliosi: migliorano le grandi funzioni organiche ma non può migliorare le condizioni meccaniche della curva scoliotica!

 

trattamento chinesiologico della scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Da non trascurare, poi, ci sono gli effetti “contesto-dipendenti” dell’acqua, come l’effetto anti-spastico, che assumono un ruolo di inutile magia sospingendo il lavoro in acqua come disciplina irregolare, i cui risultati portano all’impossibilità di corrette opinioni se non quelle di aver seguito una moda o un luogo comune.

Spasticità, stiffness non-neurale, co-contrazione fisiologica degli antagonisti, reclutamento muscolare e alterazione delle sequenze di attivazione muscolare rispetto alle condizioni del movimento sulla terraferma, …

Questi sono tutti elementi utili e non trascurabili per definire i termini di un esercizio da proporre. Vanno molto al di là della semplice sterile diagnostica che descrive la patologia.

Indispensabile momento di valutazione dei soggetti paramorfici diventa la consapevolezza di termini come impairment, patologia, handicap, disability, stato di cronicità, stabilità e di acuzia patologica.

 

E, poi, occorre la consapevolezza della misurazione scientifica!

 


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Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi: analisi dei pro e dei contro per sfatare i miti e i tabù!

E’ appena stato pubblicato un singolare volume dal titolo “Il Nuoto non fa bene – l’attività natatoria nelle scoliosi: miti e tabù da sfatare” scritto dal Prof. Rodolfo Lisi e Dal Prof. Carmelo Giuffrida, Casa Editrice il Trifoglio Bianco.Nuoto-nuoto scoliosi a Catania-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

 

Quali sono i pregi e i difetti di una prescrizione del nuoto in presenza di paramorfismi?

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica sono stati ricavati da prove, esperienza e buon senso?

 

Con quale coscienza l’attività fisica adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità per assicurare una migliore qualità della vita, facendo bella mostra di sé nei ricettari del Medico e tra le prescrizioni più gettonate?

 

scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Sono stati esaminati i riferimenti bibliografici più credibili in seno alle comunità scientifiche, gli articoli originali, le recensioni, le prove tecniche scientifiche fornite di studi randomizzati e controllati.

Ne scaturisce la considerazione che, alla base di ogni piano di trattamento, si impone sempre una seria valutazione funzionale delle condizioni di efficienza fisica del soggetto esaminato, delle sue reali capacità motorie e delle sue qualità fisiche residue, prima di stabilire i possibili meccanismi di azione da intraprendere, i principi, i metodi e le tecniche utili per agire idoneamente al fine di raggiungere gli obiettivi programmati.

Ogni sessione di lavoro deve tenere in debita considerazione e preventivamente deve ben stabilire il tipo di esercizio, la quantità, l’intensità e la frequenza di attività fisica, la relativa necessità di quella specifica attività motoria e movimento, senza trascurare le possibili controindicazioni.

 

Il Nuoto è veramente indicato per risolvere la scoliosi!?

 

Nell’ambito della rieducazione posturale è usProf. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2o comune, purtroppo ancora spesso, attribuire doti rieducative alle attività sportive e, in particolar modo, al nuoto. Il più delle volte tali qualità risultano assolutamente improprie e prive di evidenze giustificazioni scientifiche.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi. Non si può creare l’illusione di una sua miracolistica efficacia poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

 

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi: analisi dei pro e dei contro per sfatare i miti e i tabù!

 

Questo libro chiarisce il ruolo di dubbia validità delle attività acquatiche e natatorie. Purtroppo si continua a prescrivere il nuoto. Questo è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti, nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Ancora oggi sopravvivono stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto, mentre sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico.

L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione.

In ambito neurologico, il nuoto viene prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

 

Tanti “si dice” inducono vecchi Medici non più aggiornati e la profanità dell’utenza che è costretta a un vissuto di educazione posturale, ad attribuire doti rieducative funzionali alle attività motorie in acqua.

Spesso lo sport viene scelto come momento compensativo di alterazioni morfologico-posturali o di gravi curve scoliotiche paramorfiche.

In particolare, in modo assolutamente improprio e ingiustificato, la scelta è indirizzata verso il nuoto come fosse una panacea.

 

Gli sport acquatici e natatori sono un valido supporto come qualsiasi altro sport!

Non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale

 

Il libro precisa che, come qualsiasi altro sport, anche gli sport acquatici e natatori (di qualsiasi tipo o tecnica e comunque denominate) non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale.

Sono un valido supporto poiché offrono esercizi di grande variabilità e dinamicità che aiutano gli schemi motori e corporei a compiere azioni compensative

Servono da ausilio e da rinforzo agli esercizi che devono essere somministrati in ambiente altamente specializzato nella ginnastica correttiva e compensativa.

 

“Cosa si può apprendere” in acqua?

 

“Come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico?

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L’analisi di aspetti positivi e negativi del nuoto nel trattamento correttivo-compensativo è stata completata da argomenti interessantissimi. Tra questi spicca l’analisi dell’ambiente micro-gravitario e in assenza di gravità, la prevenzione dei vizi posturali, i possibili effetti tossici causati sull’organismo che utilizza i corsetti, la fluidodinamica acquatica, gli stili di nuoto.

Inoltre, sono state trattate le caratteristiche dell’ambiente acquatico che influenzano la postura, gli effetti della dinamica respiratoria in presenza di corsetto, gli esercizi e le strategie, e tanto altro!

Ancor di più, il volume è stato arricchito con argomenti che riguardano l’influenza della temperatura dell’acqua e i richiami di fisio-climatologia. L’argomento si completa con il micro-clima ambientale e la patogenesi neurogenica, l’effetto delle neuro-tossine prodotte in vasca, le contro-indicazioni assolute, gli adattamenti scheletrici all’esercizio fisico non gravoso acquatico.

Un libro che non può mancare nella libreria di un Tecnico, Medico, Terapista o Fisiologo dell’esercizio fisico, Chinesiologo.

E’ un testo pieno di punti di stimolo argomentativi da prendere in seria considerazione prima di elargire consigli.

Pre-ordini: contatti@iltrifogliobianco.it    – Ordini a prezzo scontato: il trifoglio bianco

  • ISBN-13: 9788885693234  –  ISBN-10: 8885693237 – EAN: 9788885693234

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stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida

Stabilità del ginocchio

Stabilità del Ginocchio

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

Leonardo da Vinci, intuendo l’importanza di una articolazione come quella del ginocchio ne studiò, insieme alla caviglia, il sistema articolare e bio-meccanico chinesiologico facendo un sistematico ricorso all’analogia con la leva.

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

In una delle sue note, riferendosi alla funzione di sollevamento del calcagno svolta dal tendine di Achille che fa fulcro sull’avampiede, ne misurava esattamente la forza usando le leggi della leva.

Inoltre, disegnava con estrema precisione l’arto inferiore rivestito dei muscoli responsabili delle azioni meccaniche che ne consentono i diversi moti.

 

Osservando l’anatomia del ginocchio si evidenzia la scarsa congruenza tra le superfici articolari. Ciò condiziona la mobilità generale e la stabilità dell’articolazione che viene garantita in modo passivo dalle strutture legamentose:

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

 

  • strutture centrali: legamenti crociati anteriori e posteriori, legamento soprarotuleo;
  • strutture periferiche: legamenti collaterale esterno e mediale.

Attivamente, il ginocchio è avvolto da strutture muscolari che appartengono al sistema di stabilizzazione dell’articolazione:

  • il grande gluteo;
  • il quadricipite femorale;
  • il tensore della fascia lata;
  • i vasti mediali;
  • gli ischiocrurali;
  • il popliteo.

 

Stabilità del ginocchio: Sinergia della catena cinetica

 

L’azione sinergica dell’intera catena cinetica assume un ruolo di protezione per l’articolazione non solo sul piano sagittale ma su tutti e tre i piani dello spazio.stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

Nella stazione eretta, a livello del piatto tibiale, la flessione del ginocchio crea un piano inclinato che produce lo scivolamento anteriore dei condili femorali a cui consegue tensione dei legamenti crociati posteriore e laterale (LCP e LCL).

Alcune componenti dell’azione muscolare del quadricipite femorale entrano in sinergia con i muscoli ischio-crurali opponendosi efficacemente allo slittamento sfavorevole in avanti, consentendo di preservare dal traumatismo e dall’usura le strutture legamentose che subiscono esagerate sollecitazioni a seguito dei movimenti sovraccaricanti.

 

Le forze articolari e muscolari si trovano in equilibrio reciproco; se opportunamente guidate e propriocettivamente stimolate possono garantire una migliore stabilità dell’articolazione ed evitare che esse risultino traumatizzanti.stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida

Sul piano frontale, il ginocchio può subire un insieme di forze varizzanti conseguenti al decentramento dell’anca e, solitamente, annullate dal fisiologico valgismo delle gambe.

La capacità dei muscoli laterali è l’azione abduttrice utile a mantenere e stabilizzare la gamba e l’articolazione del ginocchio. Ciò avviene attraverso il tensore della fascia lata, il grande gluteo, il bicipite femorale, il popliteo e, parzialmente, anche il quadricipite.

Medialmente, intervengono con un’azione antivalgizzante quando il ginocchio si presenta leggermente flesso o esteso rispetto alla stazione eretta il semimembranoso, il semitendinoso, il gracile e il sartorio.

Stabilità del ginocchio: garantita dall’equilibrio mio-fasciale

 

L’equilibrio muscolare della gamba viene modulato da un buon equilibrio generale. E’ prezioso il contributo dei muscoli ischiocrurali e del bicipite femorale che, coadiuvato dal popliteo e dal tensore della fascia lata (extrarotatore per eccellenza), evitano l’eccessiva intra-rotazione del ginocchio.

Fondamentale è il ruolo del quadricipite femorale. La sua azione coadiuva il tendine rotuleo ad assolvere il controllo di una parziale intra-rotazione del ginocchio.


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#ginocchio #stabilità #rieducazione #riatletizzazione #riabilitazione #chinesiterapia #attività fisica #catania

Scoliosi in 3D-scoliosi-rotazione delle vertebre-torsione delle vertebre-deformazione delle vertebre-Cifosi-Lordosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La scoliosi è una deformazione complessa caratterizzata da una rotazione assiale!

Scoliosi in 3D: a #Catania una riflessione sull’argomento !

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

La Scoliosi viene spesso definita come una deviazione laterale del rachide sul piano sagittale!

Scoliosi in 3D-scoliosi-rotazione delle vertebre-torsione delle vertebre-deformazione delle vertebre-Cifosi-Lordosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Altrettanto spesso, però, ci si scorda che ad essa si associano, sul piano laterale, le curve delle cifosi (dorsale e sacro-coccigea) e delle lordosi (lombare e cervicale) con le loro entità.

La Scoliosi, a Catania come a New York o a Dubai, ovunque nel Pianeta Terra, è una deformazione complessa nella quale la risultante delle deviazioni, dal piano sagittale a quello laterale, è una rotazione assiale.

L’osservazione su indagini radiologiche tradizionali, basate su proiezioni ortogonali, non configurano adeguatamente nello spazio la colonna vertebrale.

La tridimensionalità è la pertinenza di un oggetto o di un’immagine nel campo delle tre dimensioni spaziali indicate genericamente con le coordinate cartesiane X, Y e Z. Essa viene indicata anche con l’acronimo 3D 3-D, che letteralmente sta per “3 dimensioni” (3).

La Scoliosi in 3D : osservare un fenomeno che si manifesta su 3 piani dello spazio!

 

Le origini delle deformità scoliotiche si possono attribuire a precise alterazioni anatomo-patologiche che si possono elencare facilmente in:

  • rotazione vertebrale (deviazione della singola vertebra sul piano trasverso);
  • torsione metamerica (spostamento relativo del singolo corpo vertebrale rispetto alle altre vertebre);
  • deformazione  strutturale (conseguenziale) dei singoli corpi vertebrali.Scoliosi in 3D-scoliosi-rotazione delle vertebre-torsione delle vertebre-deformazione delle vertebre-Cifosi-Lordosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La radiografia tradizionale offre la possibilità di misurare oggettivamente le alterazioni vertebrali. La misurazione è approssimativa poiché ricompone sul piano frontale le modificazioni che, invece, si sviluppano tridimensionalmente nello spazio.

La complessità operativa si traduce in errori interpretativi.

Ciò in quanto quello che ha 3 dimensioni nello spazio viene, soventemente, guardato in maniera sterile e mono-dimensionale. Nel migliore dei casi, viene valutato in modo bi-dimensionale (quando si studiano le lastre in ortostatismo sia in proiezione antero-posteriore che laterale mettendone insieme le osservazioni scientifiche).

 

Scoliosi in 3D: anche gli esercizi di ginnastica correttiva o di ginnastica compensativa devono essere svolti con una logica tridimensionale!

 

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Spesso anche la somministrazione di esercizi di ginnastica correttiva o compensativa e l’educazione preventiva dei vizi posturali subiscono la stessa sorte dimenticando che il corpo umano è tridimensionale.

L’esercizio di Ginnastica Correttiva dovrebbe assumere un logica proiettata nel controllo dei muscoli su tutte e tre le dimensioni dello spazio.

C’è chi pretende di riuscire a farlo, addirittura in acqua, dentro la vasca della piscina! … anzi, consiglia stili che assumono toni fantascientifici.

Ma nascono spontanee le domande:

Come fa un animale di terra (essere umano) a controllare tutta una serie di componenti mio-fasciali e propriocettivi sui tre piani dello spazio, in un ambiente acquatico (che non è il suo ambiente naturale!)?

Come si possono bilanciare i conti anche con le spinte fluido-dinamiche e con i filetti fluidi del liquido acqua che viaggiano in senso contrario al corpo durante la spinta propulsiva?

 

#Scoliosi in 3D :

la TAC fornisce informazioni utili per la torsione, per la deformazione, per la rotazione!

 

Lo studio radiografico clinico potrebbe essere ovviato da una Tomografia Assiale Computerizzata – TAC – misurando sulla regione anatomica di interesse tanto la torsione quanto la deformazione strutturale somatica arcale, che la rotazione delle vertebre, attraverso la ricostruzione bidimensionale di un segmento del rachide prescelto.

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Rispetto alle RX si avrebbe il vantaggio di studiare measure mode e identify mode, cioè :

  • attraverso i livelli di densità elevati, le strutture ossee,
  • con i livelli minori di densità, i tessuti molli.

Certamente, le scout view, cioè le radiografie digitali, consentirebbero il risultato di misurare gli angoli Cobb, mentre le rotazioni vertebrali e le rotazioni somato-arcali potrebbero misurare le immagini assiali.

Il vantaggio di usare una TAC in 3D, come una computed axial tomography o CAT, sarebbe quello di avere una visione di insieme dell’andamento della curva di scoliosi a fronte di visioni non acquisibili con le tecniche radiologiche convenzionali.

In particolare diventa utile la visione dall’alto o dal basso, ottenibile nelle ricostruzioni in rotazione sull’asse X, le visioni laterali, oblique e posteriori, rilevabili  nelle immagini ricostruite in rotazione sull’asse Z.

 

Scoliosi in 3D : la prevenzione dei vizi posturali impone ragionamenti di tutela e protezione!

 

Non ultimo, diventa importante l’attività di protezione ai mrad di esposizione. L’esposizione si può limitare esclusivamente alla superficie corporea che corrisponde allo spessore del singolo strato di scansione rendendo trascurabile quella erogata alle superfici somatiche limitrofe.

L’esposizione sarebbe mirata e limitata alle strutture scheletriche esaminate. Si ottiene il vantaggio che il soggetto, spesso in età evolutiva, viene tutelato e può essere sottoposto a un più costante controllo dell’evoluzione delle curve scoliotiche rispetto all’indagine radiologica tradizionale, senza subire significative esposizioni a dosi di mrad. I rischi espositivi diventano maggiori per i soggetti in età evolutiva poiché nei giovani le cellule si moltiplicano più velocemente e sono più sensibili a sviluppare mutazioni genetiche, secondo la legge di Jean Bergonie e Louis Tribondeau.[2]

Infatti, la radiosensibilità di una cellula risulta maggiore se si trova in uno stato di proliferazione o in fase di crescita ed è correlata positivamente con la sua attività metabolica.

 

Questo è il motivo per cui si raccomanda di esporre al minimo indispensabile a dosi di mrad i bambini o gli adolescenti. [1]

 

Scoliosi in 3D : con l’imaging tridimensionale si può apprezzare la struttura del contenuto osseo

 

Per finire, altri grandi vantaggi dell’imaging deriverebbero dal possibile apprezzamento quantitativo strutturale del contenuto osseo di ogni vertebra. Nel caso di scoliosi secondarie a patologie metaboliche o ad endocrinopatie, ciò svolge un ruolo determinante.

In più, si ottiene, rispetto alla radiografia tradizionale, una valutazione non invasiva dei rapporti rachidei con il midollo spinale e le radici nervose. Le informazioni sulle scoliosi derivanti da sindromi neurologiche richiedono una sensibile modifica della dose espositiva.


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Bibliografia e webgrafia di riferimento

 

  1. ^ a b c d e Food and Drug Administration, Dental Cone-beam Computed Tomography, fda.gov. URL consultato il settembre 2013.
  2. ^ (EN) Walt Bogdanich, Jo Craven McGinty, Radiation Worries for Children in Dentists’ ChairsURL consultato il 16 giugno 2016.
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Tridimensionalit%C3%A0