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La scoliosi è una deformazione complessa caratterizzata da una rotazione assiale!

Scoliosi in 3D: a Catania una riflessione sull’argomento !

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

La Scoliosi viene spesso definita come una deviazione laterale del rachide sul piano sagittale!

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Altrettanto spesso, però, ci si scorda che ad essa si associano, sul piano laterale, le curve delle cifosi (dorsale e sacro-coccigea) e delle lordosi (lombare e cervicale) con le loro entità.

La Scoliosi, a Catania come a New York o a Dubai, ovunque nel Pianeta Terra, è una deformazione complessa nella quale la risultante delle deviazioni, dal piano sagittale a quello laterale, è una rotazione assiale.

L’osservazione su indagini radiologiche tradizionali, basate su proiezioni ortogonali, non configurano adeguatamente nello spazio la colonna vertebrale.

La tridimensionalità è la pertinenza di un oggetto o di un’immagine nel campo delle tre dimensioni spaziali indicate genericamente con le coordinate cartesiane X, Y e Z. Essa viene indicata anche con l’acronimo 3D 3-D, che letteralmente sta per “3 dimensioni” (3).

La Scoliosi in 3D : osservare un fenomeno che si manifesta su 3 piani dello spazio!

 

Le origini delle deformità scoliotiche si possono attribuire a precise alterazioni anatomo-patologiche che si possono elencare facilmente in:

  • rotazione vertebrale (deviazione della singola vertebra sul piano trasverso);
  • torsione metamerica (spostamento relativo del singolo corpo vertebrale rispetto alle altre vertebre);
  • deformazione  strutturale (conseguenziale) dei singoli corpi vertebrali.Scoliosi in 3D-scoliosi-rotazione delle vertebre-torsione delle vertebre-deformazione delle vertebre-Cifosi-Lordosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La radiografia tradizionale offre la possibilità di misurare oggettivamente le alterazioni vertebrali. La misurazione è approssimativa poiché ricompone sul piano frontale le modificazioni che, invece, si sviluppano tridimensionalmente nello spazio.

La complessità operativa si traduce in errori interpretativi in quanto ciò che ha 3 dimensioni nello spazio viene, soventemente, guardato in maniera sterile e mono-dimensionale o, nel migliore dei casi, in modo bi-dimensionale (quando si studiano le lastre in ortostatismo sia in proiezione antero-posteriore che laterale mettendone insieme le osservazioni scientifiche).

 

Scoliosi in 3D: anche gli esercizi di ginnastica correttiva o di ginnastica compensativa devono essere svolti con una logica tridimensionale!

 

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Spesso anche la somministrazione di esercizi di ginnastica correttiva o compensativa e l’educazione preventiva dei vizi posturali subiscono la stessa sorte dimenticando che il corpo umano è tridimensionale.

L’esercizio di Ginnastica Correttiva dovrebbe assumere un logica proiettata nel controllo dei muscoli su tutte e tre le dimensioni dello spazio.

C’è chi pretende di riuscire a farlo, addirittura in acqua, dentro la vasca della piscina! … anzi, consiglia stili che assumono toni fantascientifici.

Ma nasce spontanea la domanda: “Come fa un animale di terra (essere umano) a controllare tutta una serie di componenti mio-fasciali e propriocettivi sui tre piani dello spazio, in un ambiente acquatico (che non è il suo ambiente naturale!) e bilanciare i conti anche con le spinte fluido-dinamiche e con i filetti fluidi del liquido acqua che viaggiano in senso contrario al proprio corpo durante la spinta propulsiva?

 

Scoliosi in 3D : la TAC fornisce informazioni utili per la torsione, per la deformazione, per la rotazione!

 

Lo studio radiografico clinico potrebbe essere ovviato da una Tomografia Assiale Computerizzata – TAC – misurando sulla regione anatomica di interesse tanto la torsione quanto la deformazione strutturale somatica arcale, che la rotazione delle vertebre, attraverso la ricostruzione bidimensionale di un segmento del rachide prescelto.

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Rispetto alle RX si avrebbe il vantaggio di studiare measure mode e identify mode, cioè :

  • attraverso i livelli di densità elevati, le strutture ossee,
  • con i livelli minori di densità, i tessuti molli.

Certamente le scout view, cioè le radiografie digitali, consentirebbero il risultato di misurare gli angoli Cobb, mentre le rotazioni vertebrali e le rotazioni somato-arcali potrebbero misurare le immagini assiali.

Il vantaggio di usare una TAC in 3D, come una computed axial tomography o CAT, sarebbe quello di avere una visione di insieme dell’andamento della curva di scoliosi a fronte di visioni non acquisibili con le tecniche radiologiche convenzionali.

In particolare diventa utile la visione dall’alto o dal basso, ottenibile nelle ricostruzioni in rotazione sull’asse X, le visioni laterali, oblique e posteriori, rilevabili  nelle immagini ricostruite in rotazione sull’asse Z.

 

Scoliosi in 3D : la prevenzione dei vizi posturali impone ragionamenti di tutela e protezione!

 

Non ultimo diventa importante l’attività di protezione ai mrad di esposizione: in questo caso l’esposizione si limiterebbe esclusivamente alla superficie corporea che corrisponde allo spessore del singolo strato di scansione e diventerebbe trascurabile quella erogata alle superfici somatiche limitrofe.

L’esposizione sarebbe mirata e limitata alle strutture scheletriche esaminate col vantaggio che il soggetto, spesso in età evolutiva, viene tutelato e può essere sottoposto a un più costante controllo dell’evoluzione delle curve scoliotiche rispetto all’indagine radiologica tradizionale, senza subire significative esposizioni a dosi di mrad. I rischi espositivi diventano maggiori per i soggetti in età evolutiva poiché nei giovani le cellule si moltiplicano più velocemente e sono più sensibili a sviluppare mutazioni genetiche, secondo la legge di Jean Bergonie e Louis Tribondeau.[2]

Infatti, la radiosensibilità di una cellula risulta maggiore se si trova in uno stato di proliferazione o in fase di crescita ed è correlata positivamente con la sua attività metabolica.

 

Questo è il motivo per cui si raccomanda di esporre al minimo indispensabile a dosi di mrad i bambini o gli adolescenti. [1]

 

Scoliosi in 3D : con l’imaging tridimensionale si può apprezzare la struttura del contenuto osseo

 

Per finire, altri grandi vantaggi dell’imaging deriverebbero dal possibile apprezzamento quantitativo strutturale del contenuto osseo di ogni vertebra che, nel caso di scoliosi secondarie a patologie metaboliche o ad endocrinopatie, svolgerebbe un ruolo determinante.

In più, si otterrebbe, rispetto alla radiografia tradizionale, una valutazione non invasiva dei rapporti rachidei con il midollo spinale e le radici nervose (utilissime informazioni nelle scoliosi derivanti da sindromi neurologiche) sebbene, in questi casi specifici, andrebbe modificata sensibilmente la dose espositiva.


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Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


Bibliografia e webgrafia di riferimento

 

  1. ^ a b c d e Food and Drug Administration, Dental Cone-beam Computed Tomography, fda.gov. URL consultato il settembre 2013.
  2. ^ (EN) Walt Bogdanich, Jo Craven McGinty, Radiation Worries for Children in Dentists’ ChairsURL consultato il 16 giugno 2016.
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Tridimensionalit%C3%A0

 

 

Coccigodinia

Coccigodinia: un dolore da controllare attraverso l’esercizio fisico ed alcuni momenti di cautela preventiva.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2017

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Durante le spinte evolutive, passando dall’appoggio quadrupedico all’appoggio bi-podalico, il coccige si è ridimensionato nella sua lunghezza assumendo il piccolo aspetto di forma triangolare e, articolandosi con l’ultima vertebra sacrale si compone di 3-5 corpi somatici che, ad eccezione del primo segmento, sono fusi insieme ed in grado di svolgere piccoli movimenti in senso antero-posteriore di circa 30°.

Gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio biomeccanico del pavimento-pelvico e della regione lombo–sacrale per gli effetti che ne derivano dalle tensioni mio fasciali che circondano questa tenso-struttura naturale in cui il coccige si trova al centro.

Una sua alterazione può essere causa di cattiva defecazione, provocare un impedimento nello svuotamento completo della vescica durante la minzione e determinare irritazioni prostatiche nell’uomo.

coccigodinia-dolore al coccige-attività fisica-adattata-esercizio fisico-osteopatia-postura-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Le sue connessioni col sistema duramerico possono influire in maniera importante con la sfera cranica e viscerale causando, in caso di mal posizionamento, un irritazione della dura madre con turbe neuro-vegetative e vestibolari quali: nausee, vertigini, vomito, cefalee, dolori cervicali.

 

Coccigodinia: Antero-lussazione del coccige

 

Coccigodinia è la denominazione scientifica del dolore al coccige. La causa maggiormente accreditata è da imputare a una causa meccanica in grado di determinare instabilità articolare (per effetto di una lussazione o di un’anomalia funzionale conseguente a trauma post-parto, un atterraggio violento sui glutei come di frequente avviene negli sport da combattimento e di contatto, nello sci o nel pattinaggiosul ghiaccio, per effetto di cadute accidentali  a indebolimento delle strutture peri-articolari o, a un rapporto sessuale anale) o a micro-traumi ripetuti (come nel caso dei ciclisti per il continuo strofinio sulla sella o, nel caso dell’equitazione interessa i fantini, per il continuo “cadere” sull’osso sacro).

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Anatomo-fisiologicamente, il coccige che subisce l’effetto di una forza meccanica produce un anomalo incremento del suo movimento con una conseguente flogosi dei tessuti circostanti e alla risposta di instabilità patologica corrisponde una forte algia nella postura seduta.

Nelle donne la problematica ha un’incidenza maggiore: l’errata posizione anatomica del coccige durante la gestazione può conferire una scorretta dilatazione del bacino e delle sue strutture legamentose: ne conseguono forti algie e, talvolta, la presenza di un profondo graffio sulla fronte del neonato. Al momento del parto, durante le doglie, una eccessiva tensione dei muscoli e dei legamenti connessi al coccige può essere causa e provocarne una parziale dislocazione spaziale.

coccigodinia-dolore al coccige-attività fisica-adattata-esercizio fisico-osteopatia-postura-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il metodo migliore per apprezzare l’instabilità del coccige è la radiografia in proiezione laterale e frontale del bacino.

La prevenzione e alcune cautele svolgono un ruolo importante:

  • evitare sedute rigide e prolungate,
  • evitare sellini di scooter e di bicilette;
  • utilizzare una ciambella gonfiabile di gomma per evitare il contatto diretto del sacro sulla superficie d’ appoggio, da utilizzare nei periodi in cui si è costretti a star seduti per un tempo superiore alle 2 ore.

 

Coccigodinia: Test valutativi

 

coccigodinia-dolore al coccige-attività fisica-adattata-esercizio fisico-osteopatia-postura-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Un semplice test di mobilità permette di individuare l’entità della lesione del coccige e stabilire la tecnica più semplice e meno fastidiosa da utilizzare nel successivo lavoro di riposizionamento e normalizzazione attraverso una preparazione sui legamenti e sulle strutture periferiche, in modo da rilasciarle per rendere agevoli le tecniche operative.

La tecnica di riposizionamento indiretta, esterna, più utilizzata e accettata dall’utenza, è meno risolutiva, soprattutto nelle lussazioni franche; non è invasiva poiché sfrutta l’azione dei muscoli anteriori della coscia ed il movimento di nutazione del sacro per correggere la lesione del coccige. A volte può essere sufficiente un singolo trattamento ma possono rendersi necessarie due o tre sedute per la risoluzione parziale della problematica.

Una specifica sequenza di esercizi adattati riescono, il più delle volte, a conferire un buon controllo del bacino e, conseguentemente del sacro e del coccige. Associati all’attivazione dei muscoli adduttori e glutei, in seno ad un piano di trattamento appositamente studiato ed individualizzato, con la buona collaborazione dell’utente, riescono a determinare ottimo esito funzionale.

La tecnica di riposizionamento diretta è invasiva e prevede la correzione per via anale (trattamento proctologico). Spesso l’utente non è ben disposto a questa soluzione e rifiuta di effettuarla sebbene sia, il più delle volte, l’unica tecnica definitivamente risolutiva.


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Pubalgia o sindrome pubo-retto retto-adduttoria : il Groin Pain

Pubalgia o sindrome pubo-retto-adduttoria : Groin pain

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2017

 

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa pubalgia è una sindrome disfunzionale mio-tensiva che interessa l’intero carrefour della regione addomino-pubo-crurale con quadri sintomatologici anche molto diversi tra loro.

La denominazione può assumere nomi differenti: sindrome degli adduttori, osteo-artropatia pubica, sindrome parietale della parete addominale, sindrome pubo-retto-adduttoria, groin pain.

In prevalenza interessa gli atleti (ciclisti, calciatori, judokas e lottatori, pattinatori, …) quando aumentano i carichi per effettuare il potenziamento specifico o per l’effetto di un gesto tecnico, e le donne in gravidanza; fattore scatenante è considerato il sovraccarico funzionale e strutturale, microtraumi ripetuti nel tempo, o allenamenti in condizione di iper-stress che producono affaticamento muscolare e tendineo; può essere connessa a patologie ossee e articolari o a patologie infettive e tumorali.

 

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Anatomia del Pube

 

Il pube si divide in 3 parti:

LA BRANCA ORIZZONTALE O CORPO: un segmento orizzontale, situato sopra il foro otturatorio; Il margine superiore della branca orizzontale del pube e il margine inferiore della branca discendente si riuniscono a formare l’angolo del pube.

La faccia sagittale dell’angolo del pube forma una superficie articolare leggermente concava a grande asse obliquo in basso e indietro. Questa superficie articolare e la sua omologa del pube opposta si articolano con le facce laterali convesse del nucleo inter-pubico.

LA LAMINA QUADRILATERA: una lamina posta davanti al foro otturatorio, vicino alla linea mediana, appiattita dall’avanti all’indietro;

LA BRANCA DISCENDENTE: un segmento allungato situato al di sotto e all’indietro la lamina quadrilatera.

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L’articolazione è sostenuta:

in avanti: dal legamento anteriore;

indietro: dal  legamento posteriore;

al di sopra: dal legamento superiore;

al di sotto: dal legamento inferiore o legamento arcuato sotto-pubico.

 

Il dolore nella pubalgia

 

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il dolore nella pubalgia ha espressione acuta a livello dell’inserzione prossimale dei muscoli adduttori della coscia sul pube. Generalmente è localizzato a livello dell’inguine e/o del pube e/o all’interno della coscia; presente nelle prime ore del mattino (soprattutto nei primi 10-15 minuti di movimento) per poi attenuarsi nel corso della giornata durante i movimenti controllati; si assiste a un incremento improvviso della risposta algica durante l’esecuzione di movimenti bruschi o nei cambi di direzione durante la deambulazione. L’algia tende ad aumentare sotto sforzo per regredire a riposo costituendo un grande disagio per chi pratica attività fisica e, maggiormente, nell’atleta agonista.

 

 

Pubalgia : non bisogna sottovalutare i problemi meccanici di altre strutture anatomiche

 

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Il dolore pubico è legato spesso a un problema meccanico sovraccaricante che coinvolge tutte le strutture mio-fasciali anti-gravitarie; il meccanismo patogenetico è derivante da un’eccessiva trazione sull’apparato osteotendineo muscolare.

La sinfisi pubica (l’articolazione tra le due branche pubiche) svolge un importante ruolo ammortizzante del peso corporeo che, dall’alto verso il basso, viene scaricato in direzione delle teste femorali e, quindi, al suolo.

Le forze in eccesso non riescono ad essere idoneamente distribuite verso le articolazioni sacro-iliache e verso gli acetaboli delle articolazioni coxo-femorali che, solitamente associate a un disagio meccanico dell’osso sacro, compromettono la corretta meccanica della colonna vertebrale e del bacino e condizionano il lavoro delle branche pubiche.

Queste, per effetto della loro particolare forma e topografia anatomica, subiscono lo scarico delle iperpressioni derivanti dalle catene muscolari ascendenti e discendenti generate durante la deambulazione o nella postura ortostatica.

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5Nell’osteo-artropatia pubica (tipica degli atleti evoluti o di atleti amatori: 30-35 anni), la sola e vera pubalgia legata al surménage articolare e allo squilibrio muscolare fra addominali e adduttori, la sintomatologia funzionale è comune ai danni precedentemente citati e il dolore ha sede sul pube e s’irradia in basso, lungo la faccia interna della coscia; più raramente, in alto, verso la parete addominale inferiore: insorge durante i movimenti della vita corrente e all’inizio del gesto atletico.

L’esame chinesiologico superficiale o durante la mobilitazione manuale risveglia un dolore localizzato alla sinfisi per l’appoggio alternato dei due processi della sinfisi.

 

La sindrome parietale addominale

 

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6È l’espressione, spesso congenita, di maggiore lesione della porzione inferiore dei muscoli larghi dell’addome e, soprattutto, degli elementi costitutivi del canale inguinale.

Si manifesta con dolori in sede sovra-pubica, spesso mono-laterali, che s’irradiano verso il pube e i testicoli, progressivi e, spesso, evocati da un colpo di tosse, da uno starnuto o dalla defecazione.

L’anamnesi permette di trovare un esordio improvviso come veri accidenti traumatici della parete addominale.

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7I segni cercati nella valutazione del soggetto, prima in piedi poi in posizione supina, sono più chiari dopo uno sforzo e mettere in evidenza una tumefazione lungo la parete addominale in corrispondenza del canale inguinale;

La contrazione isometrica dei muscoli addominali è dolorosa.

 

Pubalgia : Cause

 

Per ricavare vantaggi sul problema ed effettuare un corretto trattamento della sinfisi pubica o dell’inserzione dei muscoli adduttori, l’azione compensativa sulla causa primaria deve essere ben ricercata e localizzata.

 

Tra le cause che scatenano l’insorgere della pubalgia con disfunzione articolare si possono motivare:

 

Pubalgia a seguito di eventi traumatici:

– un trauma diretto alla sinfisi pubica;

– una caduta asimmetrica sui piedi per cui le forze di contatto col suolo provocano l’innalzamento di una branca pubica rispetto alla controlaterale e, quindi, un movimento a “forbice” del pube che coinvolge in modo anomalo i legamenti pubici;Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8

– una eccessiva tensione dei muscoli adduttori per gli effetti di un movimento contrastato da opposizione sull’arto inferiore;

– un calcio a vuoto (calciatore);

– uno sfregamento continuo della sella pubica (ciclista);

– qualsiasi stress che deteriora le inserzioni muscolari e i numerosissimi legamenti pubici.

 

Pubalgia a seguito di una cronicizzazione

Il pube:

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-9

– si adatta ad uno schema funzionale alterato;

– è crocevia e punto d’inserzione di muscoli potenti (obliqui, trasversi e retto dell’addome, muscoli adduttori della coscia) che si organizzano in catene cinematiche muscolari;

– offre inserzione a diverse strutture viscerali (vescica, utero, cordone spermatico, prostata) attraverso numerosi legamenti.

 

Pubalgia: ricerca della causa primaria

 

Inoltre, tra le cause vanno ricercate:

  • limitazioni articolari a livello coxo- femorale e problemi congeniti (displasie di lieve entità, coxa-vara, coxa-valga, coxa-plana, ecc…), antiversione del bacino, iperlordosi lombare;
  • riduzione di mobilità del bacino o di un emi-bacino in senso opposto a quello della sinfisi;Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-10
  • disfunzione articolare dell’articolazione coxo-femorale;
  • bacino antero-verso con iper-lordosi lombare;
  • ipotonia costituzionale o acquisita della parete addominale inferiore verso gli obliqui (assottigliamento, deiscenza, strato pre-erniario);
  • deficienza del canale inguinale (l’orifizio interno, più o meno dilatato, presenta esso stesso una situazione pre-erniaria);
  • le aderenze cicatriziali nella zona pelvica o nelle regioni che la influenzano;
  • la disfunzione viscerale degli organi sopra-pubici;

 

Pubalgia : vanno valutate anche altre cause

 

  • asimmetria degli arti inferiori con stato di conflittualità tra adduttori (muscoli di potenza che agiscono in una direzione) e complesso addominale (muscoli deboli che agiscono nella opposta direzione);
  • postumi di distorsioni articolari e patologie a carico dell’articolazione del ginocchio nella sua globalità (capsula, legamenti, ecc.);Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-11
  • esiti di distorsioni articolari e patologie a carico del piede (valgo, varo, pronato, supinato, ecc…);
  • reliquati di patologie muscolari (strappi, stiramenti, tendinopatie, borsiti, ecc…) e manifestazione della sofferenza di muscoli e di tendini, con possibili irradiazioni nelle zone vicine, tra cui lo scroto;
  • riduzione della mobilità vertebrale con compensi adattativi del bacino e della regione sacro-coccigea;
  • micro-traumi ripetuti nel tempo a seguito di intensa attività motoria eseguita su terreni poco elastici o duri, soprattutto in giovane età;
  • retrazioni dei muscoli ischio-crurali e dei muscoli extra-rotatori dell’anca;
  • contrattura mio-fasciale del quadricipite femorale e dei muscoli adduttori della coscia;
  • alterazioni dell’equilibrio statico-dinamico delle strutture del modulo lombo-pelvico;
  • le disfunzioni del sistema cranio-sacrale a conseguenza di importanti traumi sportivi al cranio e alla colonna vertebrale (Judo: cadute, Lotta Olimpica: ponte sulla testa, Calcio: ricezione ripetuta della palla con la testa).

Pubalgia : Un colloquio approfondito sulle risposte disfunzionali è utile per redigere un corretto piano di lavoro!

 

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-12Un colloquio approfondito col soggetto in merito alle risposte disfunzionali, completato da esame chinesiologico statico e dinamico e da test palpatori e di osservazione, consente di ricostruire la causa scatenante della disfunzione pubalgica e di redigere un corretto piano di trattamento per una idonea ri-atletizzazione.

 

L’osservazione differenziale deve essere approfondita tramite indagini strumentali e cliniche:Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-13

  • Valutazione di una eventuale eterometria degli arti inferiori con misurazione diretta o indiretta (teleradiografia in ortostatismo in proiezione antero-posteriore del bacino o misura con livella a bolla o con metro a nastro);
  • Somatostereoanalisi della postura;
  • Valutazione chinesiologica delle articolazioni tibio-tarsiche, ginocchia e coxo-femorali;
  • Valutazione chinesiologica del R.O.M. (Range Of Motion) articolare delle articolazioni coxo-femorali e rilievo comparativo di eventuali differenze fra i lati somatici;
  • Analisi delle limitazioni funzionali e dei postumi derivanti da causa traumatica nei postumi di precedenti infortuni o conseguenziali a patologie congenite.

 

Pubalgia : Le radiografie non servono poiché sono interessati i tessuti molli – meglio RMN o scintigrafia

 

L’esame radiografico non è di alcuna utilità in quanto sono interessati i tessuti molli. La struttura ossea fornisce un quadro di normalità; talvolta si possono riscontrare rimaneggiamenti ossei con addensamenti strutturali sulla branca ischio-pubica in corrispondenza dell’inserzione degli adduttori, o si rilevano calcificazioni e irregolarità del contorno. Spesso si evidenziano quadri evocatori di “pseudo-artrite”.

 

La Risonanza Magnetica Nucleare con mezzo di contrasto, generalmente prescritta dallo Specialista in Fisiatria o in Ortopedia, definisce la sede e l’esatta importanza delle lesioni.

 

La scintigrafia si rende utile per obiettivare un’ipercaptazione.

 

Pubalgia : prevenire le recidive con una corretta ri-atletizzazione!

 

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-15La prevenzione gioca un importante ruolo nei confronti delle recidive: la continua ricerca a mantenere lo stato di efficienza fisica globale, corrette norme comportamentali, posturali e motorie garantiscono il ritorno alla normalità di azione nella vita quotidiana e una corretta ri-atletizzazione.

Un programma preventivo si basa sul potenziamento selettivo dei muscoli della parete addominale (retto addominale, trasversi e obliqui), sull’aumento dell’articolarità delle anche e sull’associazione di uno stretching mio-fasciale dei muscoli adduttori dell’anca, del quadricipite femorale e dello psoas iliaco, da eseguire prima di qualsiasi allenamento e, possibilmente, anche prima della competizione.

 

Pubalgia : Ri-atletizzare con un corretto protocollo

 

L’allenamento e il suo corretto svolgimento nel corso del tempo sono fattori favorenti il recupero funzionale; al contrario, un condizionamento organico mal condotto, l’inadeguata qualità degli esercizi, posizioni o gesti tecnici, e una mancanza o scorretta esecuzione degli esercizi di allungamento muscolare, producono e scatenano l’acutizzazione della problematica con incremento lesivo del quadro pubalgico.Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-14

La ri-atletizzazione e la rieducazione funzionale deve essere indirizzata al miglioramento della mobilità articolare intesa come capacità individuale ad eseguire movimenti con grande ampiezza di escursione che è limitata maggiormente dall’elasticità dei muscoli e dall’eventuale incapacità degli antagonisti di distendersi.

Un corretto protocollo deve prevedere, oltre allo stretching “tradizionale”  con allungamento preventivo anche uno stretching con facilitazione neuromuscolare propriocettiva (attiva e passiva) e una corretta normalizzazione in allungamento delle catene cinetiche.

L’intervento deve essere indirizzato essenzialmente ai muscoli ischio-crurali, agli adduttori, agli extra-rotatori dell’anca e al quadricipite femorale.

Le posture di rapporti intersegmentari non abituali devono essere mantenute per alcuni minuti (il nostro protocollo prevede da 3 a 6 minuti per postura).

Pubalgia-sindrome pubo retto adduttoria-algia del pube-esercizi-attività fisica-attività motoria-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-16L’aumento della forza e il potenziamento muscolare prevede sia una prima fase di esercizi isometrici per gli adduttori eseguiti in successione di 6″ con recuperi di altrettanta tempistica, seguiti da esercizi di potenziamento in isotonia con adeguato numero di ripetizione, incremento della resistenza da spostare e recuperi somministrati esclusivamente a escursioni articolari che non provocano dolore.

 

Pubalgia : attenzione anche all’ergonomia di vita quotidiana!

 

Particolare attenzione deve essere rivolta anche all’uso di scarpe, di plantari, di sellini, … che l’atleta ha nella sua dotazione tecnica personale: il materiale inadatto alle proprie caratteristiche personali spesso produce risposte non consone alle richieste e alle aspettative del soggetto.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


BIBLIOGRAFIA Italiana

 

Benazzo F., Cuzzocrea F., Mosconi M., Zanon G. – La pubalgia del calciatore.http://www.calciatori.com/notizie/la-pubalgia-nel-calciatore-di-f-benazzo-f-cuzzocrea-m-mosconi-g-zanon

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Busquet L. – LE CATENE MUSCOLARI – VOLUME III – La Pubalgia – Edizioni Marrapese 1984 e 1998

Danowski R.G., Chanussont J.C.: Traumatologia dello sport – Ediz. Masson, Milano, 2000

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Filosofia del benessere-osteopatia-scienze motorie-forma-struttura-funzione-Filosofia-armonia-algia-dolore-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Lombalgia e Attività Fisica Adattata

Lombalgia o Mal di schiena : cosa fare e a chi affidarsi!?

 

Mal di schiena-lombalgia-Back School-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1A.F.A. – Attività Fisica Adattata e Back school sono una ottima soluzione contro il mal di schiena in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La lombalgia deve essere trattata in modo adeguato.

La fase acuta dev’essere gestita dal Medico specialista in Fisiatria o in Ortopedia, opportunamente trattata dal Dottore in Fisioterapia.

La cronicità e l’avvenuta stabilizzazione deve essere affidata all’esclusiva attenzione dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.).

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Questo è il professionista che detiene le giuste conoscenze, competenze e capacità per affrontare il percorso preventivo nei confronti di recidive fornendo i giusti consigli ergonomici, il work hardening protettivo, gli esercizi …

 

Lombalgia : Ma sono pochi coloro che adottano l’ambiente specializzato preferendo farsi trattare da improvvisati “professionisti del fai da te”.

 

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Ancora pochi sono i Medici che prescrivono l’Attività Fisica Adattata consigliando, semplicemente e genericamente, di andare in altrettante improvvisate strutture o palestre gestite da non addetti ai lavori.

Un problema serio non può essere gestito dall’improvvisazione o facendo praticare uno sport invece di una ben precisa attività motoria finalizzata e razionalizzata: dovrebbe essere l’ora di rivolgersi a professionisti che, restando nell’ambito della propria competenza scientifica, gestiscano l’utenza con cognizione di causa.

Lombalgia : La vera stabilità clinica è data innanzitutto dalla prevenzione del mal di schiena.Mal di schiena-lombalgia-Back School-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

 

L’A.F.A. – Attività Fisica Adattata – consente di mantenere la stabilità raggiunta dopo il periodo di cure fisioterapiche, e va condotta in collaborazione multidisciplinare con lo Specialista nelle Attività Motorie Preventive e Adattate in Equipe, richiedendo l’intervento di Operatori qualificati che offrono ambiente fortemente specializzato!

 

 


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livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Menisco : Ginocchio e sovraccarico articolare in esiti di meniscectomia

Il menisco riveste un ruolo importante nella biomeccanica del ginocchio !

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

Il menisco del ginocchio è una struttura fibrocartilaginea di forma semilunare: si distingue il menisco interno e quello esterno che trovano collocazione tra il femore e la tibia.Menisco-ginocchio-propriocezione-riatletizzazione-recupero funzionale-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

I menischi rivestono un ruolo di primaria importanza nella bio-meccanica articolare del ginocchio poiché trasmettono almeno il 50% del carico articolare.

Nel cammino, i carichi meccanici si incrementano fino a 5-6 volte rispetto al peso corporeo e la conformità tra tibia e femore aumenta in modo sostanziale; diminuendo il carico per unità di superficie si può proteggere la cartilagine da eccessive sollecitazioni.

Quindi, i menischi contribuiscono a migliorare la distribuzione del peso corporeo e a ridurre lo stress sullo strato di cartilagine ricoprente le superfici articolari.

Ciò significa che i sovraccarichi ponderali, i micro-traumi ripetuti e le sollecitazioni abnormi, producono effetti lesivi sui menischi.

Inoltre, i menischi provvedono a ottimizzare la distribuzione del liquido sinoviale sulle superfici sottoposte al carico meccanico per effetto della relazione dei propri margini periferici con la sinovia; in particolare, il menisco mediale svolge funzione stabilizzatrice sulla traslazione anteriore della tibia che è di importanza primaria in presenza di lesione del legamento crociato anteriore, sebbene diventa piuttosto trascurabile nel ginocchio integro.

 

Asportazione del menisco = aumento delle forze meccaniche

 

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La meniscectomia (asportazione del menisco) produce una diminuzione delle aree di contatto femoro-tibiali e un aumento delle forze meccaniche di carico per unità di superficie con la variabile topografica delle regioni di massima sollecitazione.

Nell’osservazione radiologica a carico del ginocchio meniscectomizzato si evidenzia, nel corso del tempo, una riduzione della rima articolare, alterazioni degenerative di tipo artrosico a cui si associa una caratteristica formazione di cresta osteofitica a carico del margine del condilo femorale che si estende verso il sito meniscale originario e l’appiattimento della metà marginale della superficie articolare femorale.

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Nella fase post-meniscectomia, le alterazioni della distribuzione dei carichi bio-meccanici e la trasmissione meccanica influenzano la modificazione della densità dell’osso sub-condrale per effetto delle variazioni delle sollecitazione meccaniche che vi si esercitano. Le aree isodense mostrano un pattern ripetitivo caratterizzante l’estensione e la sede dei ginocchi meniscectomizzati:  l’area di densità ossea diventa più larga con una localizzazione posteriore: si può rilevare una corrispondente diminuzione dell’estensione delle aree sottoposte al carico.

Nel ginocchio normo-funzionale, medialmente, si rileva un’area di massima densità localizzata al centro del condilo mentre le altre zone isodense sono disposte concentricamente per diminuire, fino a sparire, procedendo distalmente.

 

Una disfunzione altera i gesti motori abituali !

 

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Una disfunzione, anche non organica, di muscoli o di articolazioni produce uno squilibrio globale delle afferenze coscienti e non coscienti che alterano i provvedimenti gestuali indispensabili alla vita di relazione.

Quando ciò interessa l’arto inferiore, che svolge un ruolo di primaria importanza nella gestione della statica eretta e nella traslocazione deambulatoria, si amplificano le necessità di recupero funzionale.Menisco-ginocchio-propriocezione-riatletizzazione-recupero funzionale-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Il sistema recettoriale del ginocchio rientra in una serie di strutture dalla cui organizzazione e connessione derivano gli elaborati meccanismi di natura neuro-motoria che consentono la normale attività motoria. Quando un evento traumatico altera l’equilibrio dei recettori articolari si assiste alla perdita dei riflessi artrostatici e artrocinetici per cui, al danno anatomico e funzionale a livello dei complessi, corrisponde un coinvolgimento dei recettori che generano un’alterazione afferenziale dei propriocettori.

 

Nel menisco non ci sono recettori !Menisco-ginocchio-propriocezione-riatletizzazione-recupero funzionale-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

 

Il trattamento di rieducazione propriocettiva e la riatletizzazione non può essere uguale per tutti i soggetti; deve essere programmato e pianificato in base alla tipologia di struttura traumatizzata: è inutile dopo una lesione meniscale mentre è utilissimo, dopo il trattamento fisioterapico, a seguito di una meniscectomia chirurgica per effetto dell’alterazione iatrogena che si produce a carico delle strutture capsulari.

Il ricondizionamento funzionale propriocettivo risulta opportuno nelle lesioni legamentose per stimolare il recupero a elevate velocità di spostamento articolare nei movimenti passivi e medie velocità angolari negli spostamenti attivi.

La rieducazione a sfondo propriocettivo deve essere proposta a seguito di tutte le lesioni capsulari, traumatiche o iatrogene, poiché questa struttura articolare è la più ricca di meccanocettori.

 

Asportazione del menisco : Indispensabile programmare la riatletizzazione dopo la fisioterapia

 

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Programmazione e pianificazione del periodo di riatletizzazione post-fisioterapico vanno compilati con rispetto della gradualità dei tempi e, soprattutto, dei modi differenziati per ogni individuo fornendo una progressione adeguata alla evoluzione del processo ri-educativo, evitando che l’impegno delle attività proposte possano danneggiare le strutture in fase di riparazione.

 

Menisco e Lesioni del ginocchio : riatletizzazione !

 

L’obiettivo dell’Attività Fisica Adattata – A.F.A., deve essere quello di fare riacquistare i gesti motori perduti affinché si possa ottenere una stimolazione che risvegli l’intero sistema propriocettivo.

La moderna Scienza dell’Esercizio Fisico applicata alla traumatologia non può ignorare, al termine della fase riabilitativa da un infortunio e del periodo di fisioterapia, prima del ritorno incondizionato all’attività quotidiana e sportiva, la programmazione di un periodo di rieducazione funzionale e/o di riatletizzazione per  riportare il soggetto o l’atleta, professionista o amatoriale, alle capacità fisiche che aveva acquisito prima dell’evento sinistroso consentendogli di avvalersi delle medesime modalità pre-infortunio e riducendo al massimo il rischio di recidive o di sovraccarico funzionale e strutturale.

 

Menisco : Rielaborazione degli schemi motori

 

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La tecnica della rieducazione funzionale e dell’atletizzazione deve prevedere la ri-elaborazione degli schemi motori che portano l’articolazione traumatizzata attraverso la volèe afferente alla riacquisizione della corretta configurazione spaziale e al riequilibrio della formazione primaria del tono mio-fasciale: esercizi di facilitazione neuro-muscolare per ristabilire la coscienza del movimento vengono seguiti da stimolazioni vibratorie peri-articolari dei recettori muscolari e tendinei.

Al miglioramento del trofismo muscolare e della motilità articolare seguiranno impegnativi lavori per gambe e piede utilizzando, con fantasia e creatività, una innumerevole quantità di piccoli attrezzi, percorsi, …

 


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