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Quarantena da CoronaVirus CoViD-19: quale Attività Fisica praticare?

Durante l’auto-quarantena per il contenimento sociale da pandemia di CoronaVirus CoViD-19 occorre rimanere fisicamente attivi 

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

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Avviso:

 

Questa guida è destinata a persone in auto-quarantena senza sintomi o diagnosi di malattie respiratorie acute.

Non deve sostituire l’orientamento medico in qualsiasi condizione di salute.

 

 

Quarantena – Ordinanze, decreti, ingiunzioni:

“IO RESTO A CASA” a causa del CoronaVirus CoViD-19!

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Gli Organi di Governo Italiani e, in particolare, i Governatori delle Regioni, alla luce della condizione pandemica emersa a causa del CoronaVirus CoViD-19 che continua a mietere contagi e vittime, hanno emanato Ordinanze, decreti, ingiunzioni!

Molti individui sani sono stati prima invitati e, poi, dato l’abuso nel mancato rispetto delle norme dettate dalla legislazione a carattere d’urgenza, a rimanere chiusi a casa in autoquarantena.

Centri di Fitness e del Wellness, Palestre, Studi di Attività Fisica Adattata, … e altri luoghi in cui gli individui praticano qualsiasi forma di attività motoria, sono stati costretti a sospendere ogni attività e rimarranno temporaneamente chiusi.

Chiusi tra 4 mura per effetto dell’auto-quarantena: come evitare di incorrere nell’ipocinesia !

 

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Rimanere chiusi tra 4 mura, inattivi e sedentari per lunghi periodi di tempo può diventare deleterio per qualsiasi essere umano. Evitare di incorrere nell’ipocinesia rappresenta una sfida significativa e offre un valido motivo per cercare di restare, comunque e in qualche modo, fisicamente attivi.

Un comportamento sedentario e bassi livelli di attività fisica possono determinare effetti negativi in termini di efficienza fisica sul proprio stato di salute e di benessere. Anche la qualità della vita, già fortemente compromessa dall’esito delle restrizioni sociali, ha modificato le abitudini degli italiani e comincia a subire l’esito psicologico della “reclusione forzata”. L’ulteriore stress casalingo diventa una causa in più che deve essere superato nei confronti della salute mentale e dal possibile burnout che ne potrebbe derivare.

L’autoquarantena può essere superata con una adeguata dose di attività fisica, con l’uso di adeguate tecniche di rilassamento ed esercizi di respirazione. Questi strumenti preziosi, oltre a proteggere la propria salute ed efficienza motoria durante questo particolarissimo periodo, possono aiutare a mantenere uno stato di calma interiore.

L’attività fisica, se adattata alle esigenze della singola persona, praticata con costanza e regolarità, con idonee dosi, quantità, intensità, volumi e carichi evidenzia una positiva influenza sul sistema immunitario per effetto della sua azione protettiva.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda 150 minuti di attività fisica a settimana!

 

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3La World Health Organization o Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda esattamente ciò che da sempre viene predicato presso il nostro Studio: 150 minuti di attività fisica a settimana ad intensità moderata o 75 minuti  ad intensità vigorosa, o una combinazione di entrambi.

Queste raccomandazioni possono essere seguite tranquillamente anche restando a casa per osservare la quarantena. Non c’è motivo di trasgredire alle norme del Decreto legislativo dettato dal Presidente del Consiglio dei Ministri “IO RESTO A CASA”. Anche senza attrezzature speciali e usando uno spazio limitato si può fare attività fisica. Occorre solo un poco di buona volontà!

Le persone che praticano una regolare attività motoria di tipo aerobico (da non confondere con lo sport!) corrono rischi molto bassi di contrarre infezioni o di esposizioni a contagi rispetto ai soggetti sedentari.

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Il Team dello Studio del Prof. Carmelo Giuffrida contribuisce al superamento del periodo di quarantena auto-indotta suggerendo come rimanere attivi e ridurre il comportamento sedentario mentre si è a casa durante il periodo di contenimento e distanziamento sociale di pandemia da CoronaVirus CoViD-19.

 

 

Osservare brevi pause attive durante il giorno durante la quarantena.

 

Brevi momenti di attività fisica costituiscono una somma utile al raggiungimento della tempistica raccomandata per ottenere i livelli minimi settimanali di efficienza fisica.

Si possono usare gli esercizi che suggeriamo di seguito per riuscire ad essere attivi quotidianamente.

Inoltre, si può ballare e giocare con i bambini.

Infine, anche svolgere le normali faccende domestiche, dedicare qualche attenzione a riparazioni di oggetti o alla manutenzione della propria abitazione come la pulizia o il giardinaggio sono mezzi per rimanere attivi al proprio domicilio.

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5Se non si ha molta fantasia, o se si hanno dubbi sul proprio piano di lavoro domiciliare nessuno impedisce di telefonare o contattare on line il proprio Professionista di riferimento per chiedere informazioni, avere conferme, cercare la guida e ricevere consigli. Se non si hanno i parametri corretti su come svolgere l’attività motoria in termini di quantità, volumi, carichi, intensità, … si rischia di usare esercizi oltre i propri limiti o, al contrario, totalmente inutili.

 

 

 

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6Camminare!

Anche in piccoli spazi si può rimanere attivi passeggiando, camminando o correndo sul posto.

Al telefono si può stare in piedi e, se si usa un cellulare, si può tranquillamente camminare in giro per le stanze mentre si parla, preferendo questo comportamento allo stazionare seduti.

Se si decide di andare fuori a fare una spesa per motivi di necessità, è preferibile andare a piedi mantenendosi alla debita distanza da altre persone (mantenere la prescritta distanza di almeno 1 metro)!

 

Alzarsi! Occorre ridurre il tempo di sedentarietà per quanto è possibile.

 

Idealmente, bisognerebbe interrompere il tempo di stazionamento in una stessa postura ogni 30 minuti.Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

 

Durante il tempo libero sfruttare attività cognitivamente stimolanti, come la lettura, giochi da tavolo (scacchi, dama, carte), creare puzzle, costruire oggetti, praticare il bricolage, …!

 

E’ importante rilassarsi. La quarantena non è un ostacolo!Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8

 

Praticare la meditazione, effettuare una respirazione calma e profonda (si inspira con il naso e si espira con la bocca!), ascoltare una buona musica, … possono essere stratagemmi utili per aiutare a restare calmi e tranquilli.

 

 

Curare l’alimentazione: una dieta sana è importante anche durante la quarantena!

 

È importante ricordare di bere acqua al posto delle bevande zuccherate per restare ben idratati e alimentarsi in modo sano.

Limitare o evitare bevande alcoliche per gli adulti; gli alcolici devono essere rigorosamente evitati nei giovani, nelle donne in gravidanza e che allattano, o per altri motivi di salute.

Ingerire molta frutta e verdura.

Occorre limitare l’assunzione di sale, zucchero e grassi.

Preferire uso di cereali integrali piuttosto che utilizzare cibi raffinati.

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Esempi di esercizi da svolgere a domicilio restando in quarantena

 

Per sostenere la permanenza in casa e consentire di rimanere fisicamente attivi durante il periodo di isolamento e contenimento sociale, suggeriamo alcuni esercizi.

 

 

Fase di condizionamento organico (riscaldamento)

 

10′ minuti di cammino, sul posto o, se si dispone di tapis roulant, a velocità adattata alle proprie capacità da 3,5 Km/h a 6,0 Km/h, senza pendenza.

 

Parte centrale – Esercizi di base

 

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Cat antero-neutral-antero version

mobilizzazione del bacino: esercizio del gattino!

Mobilizzare in anteroversione e in retroversione il bacino associando ai movimenti la respirazione: ripetere da 10 a 15 volte;

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Recupero completo

 

Questo esercizio di mobilizzazione consente di ottenere un buon controllo dei muscoli pelvici e dei glutei.

 

Gluteal Bridge

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Vincolati stabilmente con entrambi gli avambracci al suolo, elevare il bacino da 20 a 30 volte.

Recuperare completamente.

Questo esercizio potenzia essenzialmente la parete addominale, i glutei e il quadrato dei lombi.

 

Core Stability Knee up for Crunch

Flessioni degli arti inferiori sul busto e potenziamento degli arti superiori

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Flettere in modo alternato gli arti inferiori sul busto da 10 a 20 volte per arto. Le braccia mantengo fermo in avanti un leggero peso variabile in rapporto alle proprie capacità da 1 a 3 Kg.

Recuperare completamente.

Questo esercizio potenzia essenzialmente i muscoli flessori dell’arto inferiore e i muscoli erettori della colonna vertebrale. In maniera statica si potenziano i muscoli dell’arto superiore e della spalla.

 

Ground Superwoman Extension

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Sollevare contestualmente dal suolo il tronco e gli arti inferiori.

Eseguire questo esercizio 10-15 volte (o più).

Recuperare completamente.

Questo esercizio potenzia  diversi muscoli della schiena ed, essenzialmente, il quadrato dei lombi, gli erettori del rachide e il multifido .

Parte centrale – Esercizi di base (parte 2)

Squat

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Posizionare i piedi a distanza di circa 10-15 cm. per creare una buona base d’appoggio facendo attenzione a porre le dita dei piedi leggermente rivolte verso l’esterno.

Piegare le ginocchia fin tanto che è possibile senza far nascere alcun fastidio e, mantenendo i talloni, fare attenzione a non fare superare la tibia oltre la punta del piede.

Eseguire questo esercizio 10-20 volte (o più).

Recuperare completamente.

Questo esercizio potenzia le gambe e i glutei.

 

Flessione simultanea degli arti inferiori sul busto.

 

Flettere gli arti sul busto contemporaneamente (per meglio stabilizzare il movimento, porre un oggetto tra le ginocchia).

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-16La testa resta in elevazione per tutta la durata delle ripetizioni della serie. alla flessione corrisponde una inspirazione mentre si espira alla estensione.

Attenzione alla fase di estensione che prevede gli arti sempre flessi. Ciò serve ad evitare l’aumento del braccio di leva rendendo l’esercizio lesivo per la colonna vertebrale.

Ripetere l’esercizio da 10 a 20 volte.

Il recupero è completo. Questo esercizio potenzia il retto dell’addome e, staticamente i muscoli del collo.

 

Superwoman extension

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Elevazione di arto superiore e di arto inferiore in modo contestuale e opposta, in postura estesa e ritta, alternando i lati durante l’esecuzione.

Ripetere l’esercizio da 15 a 30 volte.

Recupero completo.

Questo esercizio consente di migliorare la coordinazione neuro-muscolare, potenzia il core addominale, i glutei e i muscoli erettori della colonna vertebrale.

 

Bridge Plank Reverse

Quarantena-coronavirus-covid 19-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-18Flessione alternata dell’arto inferiore sul busto fin dove è possibile mantenendo la posizione immergente.

Eseguire questo esercizio da 10 a 20 volte.

Recupero completo.

Questo esercizio potenzia i glutei, i muscoli degli arti inferiori, delle braccia e della colonna vertebrale. Esiste anche un modesto impegno dei muscoli addominali.

 

Parte centrale – Esercizi di base (parte 3)

 

Alternatic Rotational Lunge (Affondi)

Posizionare le gambe come in figura; l’arto posteriore si muove fino a toccare il ginocchio al suolo.

Eseguire questo esercizio 10-20 volte (o più) sempre dallo stesso lato. Al termine rieseguire dal lato opposto

Recuperare completamente.

Questo esercizio potenzia gli arti inferiori (soprattutto il quadricipite femorale) e i glutei.

 

 

Plank swing

In appoggio al suolo, sollevare alternativamente le braccia verso l’alto.

Ripetere l’esercizio da 20 a 30 volte.

Il recupero è completo.

Questo esercizio oltre a stabilizzare i muscoli della colonna vertebrale e del bacino, potenzia i muscoli laterali del tronco (trasverso e obliquo dell’addome) comunemente detti “fianchi”.

 

Saxon Bend 

Torsione controllata del busto, sia a destra che a sinistra, con un oggetto tra le mani del peso variabile da 1 a 3 kg.

Ripetere l’esercizio da 10 a 20 volte.

Recupero completo.

Questo esercizio, oltre a stabilizzare i muscoli della colonna vertebrale e del bacino, potenzia i muscoli laterali del tronco. Essenzialmente lavora il muscolo trasverso e l’obliquo dell’addome, comunemente detti “fianchi”.

 

 

 

Alternating Leg-Arms Plank

Elevazione di arto superiore e di arto inferiore in modo contestuale e opposta, in postura estesa e ritta, alternando i lati durante l’esecuzione.

Ripetere l’esercizio da 15 a 30 volte.

Recupero completo.

Questo esercizio consente di migliorare la coordinazione neuro-muscolare, potenzia il core addominale, i glutei e i muscoli erettori della colonna vertebrale.

 

Core Stability 4 Twist – Plop & Grob

 

In postura seduta con gambe in flessione, spostare un oggetto dal peso variabile da 1 a 3 Kg. da destra a sinistra.

Ripetere l’esercizio da 15 a 20 volte per lato.

Recupero completo.

Questo esercizio, oltre a stabilizzare i muscoli della colonna vertebrale e del bacino, potenzia i muscoli laterali del tronco. Essenzialmente lavorano il muscolo trasverso e il muscolo obliquo dell’addome, comunemente detti “fianchi”.

 

Fase di Defaticamento o di ritorno alla calma

 

Core stability Reverse Crunch

Sollevare le gambe e restare con gli arti inferiori e il tronco sollevato dal suolo. Se l’esercizio è difficile da mantenere in equilibrio, si può utilizzare il muro, dove vi si poggiano i piedi.

Stabilizzata la postura alla parete lasciare riposare le gambe. Chiudere gli occhi, rilassare il corpo e approfondire progressivamente la respirazione.

Concentrati sul respiro, si evita ogni pensiero o preoccupazione.

Mantenere la posizione fino a un massimo di 5 minuti e, comunque, fin tanto che resta confortevole, rilassante e de-stressing.

 

 

Meditazione seduta

Sedersi comodamente sul pavimento con le gambe incrociate. Assicurarsi che la colonna vertebrale sia posta correttamente in estensione.

Chiudere gli occhi, rilassare il corpo e approfondire progressivamente la respirazione.

Concentrarsi sulla respirazione evitando pensieri e allontanando le preoccupazioni.

Restare in questa posizione per 5-10 minuti o più.


Si precisa che i soggetti più capaci che intendono utilizzare questo piano di lavoro durante il periodo della quarantena, possono aumentare il numero di ripetizioni o di serie, in base alle loro capacità funzionali. In ogni caso, il proprio lavoro domiciliare può essere concordato con il Tecnico di riferimento.

CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

Coronavirus-covid19-Comunicato sospensione attività coronavirus-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Comunicato sospensione attività Coronavirus: contenimento epidemia

COMUNICATO del 10 Marzo 2020 : Contenimento e gestione emergenza epidemiologica da Coronavirus COVID-19

 

Sospensione attività Coronavirus – COVID-19

 

Coronavirus-covid19-Comunicato sospensione attività coronavirus-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

A seguito della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 09 Marzo 2020 in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si ritiene doveroso informare l’utenza che è stato deciso di:

sospendere le attività dello Studio fino a nuove disposizioni del Governo della Repubblica Italiana.

 

Questa sofferta decisione tiene conto della comune preoccupazione per gli eventi che coinvolgono tutti gli Italiani. Viene presa in accordo a quanto disposto dalla vigente Ordinanza per la tutela della salute. Tale osservanza sarà mantenuta, in attesa che la situazione gradualmente migliori per tornare presto alla normalità.

 

La Segreteria dello Studio provvederà ad informare l’utenza di ogni novità.

 

Il Direttore Tecnico

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

 

 


Comunicato sospensione attività coronavirus: informazione di supporto

COVID-19 è l’abbreviazione di Coranovirus disease 19; il numero 19 si riferisce all’osservazione dell’epidemia che è stata identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019.

E’ una malattia respiratoria acuta causata dal virus SARS-CoV-2.

Sembra che il virus responsabile identificato per la prima volta a Wuhan (città della provincia di Hubei in Cina) sia di origine zoonotica. La modalità di trasmissione predominante risulta, però, da uomo a uomo.

Principalmente, la trasmissione avviene attraverso particelle di acqua e muco infette (droplet). Quest flugg si libera starnutendo o tossendo. Il soggetto vicino lo inspira e, con esso, anche l’agente virale.

Il periodo di incubazione può variare tra 2 e 14 giorni circa, durante i quali può essere contagiosa.

Le precauzioni sono coincidenti con le condotte di una buona igiene personale. Pertanto, occorre lavarsi regolarmente le mani e indossare mascherine con filtro in ambienti a rischio e affollati.

Il Coronavirus colpisce principalmente il tratto respiratorio inferiore. Provoca una serie di sintomi simil-influenzali come la febbre, tosse, respiro corto, dolore ai muscoli e stanchezza. Nei casi più gravi si riscontra una polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico, fino ad osservare il decesso del soggetto.


CONTATTI

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Questa immagine mostra la scoliosi di un soggetto con pace-maker

Scoliosi e ginnastica correttiva in soggetti con pacemaker

Scoliosi e pacemaker: ginnastica correttiva in soggetti con comorbidità cardiaca

Prof. Carmelo Giuffrida

 

scoliosi e pacemaker-ginnastica correttiva-scoliosi-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa pratica di Attività Fisica Adattata in soggetti con la scoliosi è cosa comune. Ma se coesiste una comorbidità cardiaca (aritmia) e il soggetto ha presenza di pacemaker occorrono delle attenzioni specialistiche maggiori.

Il soggetto scoliotico e cardiopatico si può trattare bene e adeguatamente se si osservano idonei comportamenti etici e professionali.

 

Il pacemaker

 

Un pacemaker è un dispositivo elettronico, composto da un generatore di impulsi e da uno o più elettrocateteri, che aiuta il cuore a regolare il ritmo troppo lento, troppo veloce o irregolare, normalizzandone le contrazioni attraverso adeguati impulsi elettrici.

In base al numero e localizzazione di elettrocateteri, si distinguono pacemaker monocamerali, bicamerali o biventricolari:

I pacemaker monocamerali sono muniti di un solo elettrocatetere, collegato o all’atrio destro o al ventricolo destro.

Invece, i pacemaker bicamerali sono dotati di un elettrocatetere connesso all’atrio destro e di uno connesso al ventricolo destro.

I pacemaker biventricolari sono forniti di tre elettrocateteri: uno legato all’atrio destro, uno al ventricolo destro e uno al ventricolo sinistro.

Gli attuali pacemaker possiedono un sistema sensoriale che rileva i movimenti e li trasmette al generatore di impulsi affinché provveda a modificare il ritmo cardiaco.

Ciò consente di eseguire liberamente l’attività fisica e la ginnastica posturale e di regolarizzare le variazioni in rapporto al numero delle contrazioni cardiache e della frequenza respiratoria.

 

La prima domanda: “posso fare attività fisica?! Quanta attività e di che tipo?”

 

scoliosi e pacemaker-ginnastica correttiva-scoliosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Si può fare Attività Fisica Adattata alle proprie condizioni che dovrà essere appositamente studiata e programmata. La scoliosi può essere tranquillamente gestita con gli esercizi di compensazione. Ma bisogna prendere degli accorgimenti per evitare l’insorgenza di aritmia durante l’esecuzione di esercizio fisico. Sebbene è rara, potrebbe essere legata a una anomalia della funzionalità cardiaca o, anche, a una alterazione del funzionamento del pacemaker.

 

Ginnastica correttiva e pacemaker

 

scoliosi e pacemaker-ginnastica correttiva-scoliosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2La manifestazione di una aritmia non aumenta durante la somministrazione di esercizi in regime aerobico, a bassa o a moderata intensità, rispetto a momenti di riposo!

Ma se non si rispettano le fasi fisiologiche dell’esercizio fisico con un adeguato adattamento del corpo si può incorrere facilmente in aritmie. Pertanto, occorre un buon condizionamento organico, bisogna evitare l’uso di regimi elevati e i carichi sostenuti che sforano in regimi anaerobici. E’ indispensabile rispettare i periodi di recupero attivo e, alla fine della sessione, provvedere a un adeguato defaticamento.

Il primo problema viene dall’uso di un cardiofrequenzimetro e dalla presenza di campi elettromagnetici in palestra in grado di influenzare il sensing dell’attività cardiaca!

 

Scoliosi e pacemaker: Cosa facciamo prima di somministrare esercizi di ginnastica correttiva?

 

scoliosi e pacemaker-ginnastica correttiva-scoliosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Invece di usare un normale cardiofrequenzimetro a fascia toracica, al fine di evitare segnalazioni di interferenze, prediligiamo l’uso periferico di quello da polso ricercando tecnologie ampiamente schermate per contrastare tali condizionamenti. È da puntualizzare che, in genere, i braccialetti da fitness, cardiofrequenzimetri e smartwatch non provocano nessun disturbo al funzionamento del dispositivo.

Ginnastica correttiva e pacemaker: Quali provvedimenti adottiamo prima di lavorare in palestra?

Ginnastica compensativa-colonna vertebrale-soggetto scoliotico-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-CataniaVengono escluse nell’ambiente tutte le apparecchiature elettriche che, con il loro campo elettromagnetico, possano arrecare un disturbo temporaneo del dispositivo.

Pertanto, vengono spenti gli impianti che trasmettono segnali wireless, generatori portatili, cellulari, … tutto ciò che crea flussi di campi elettromagnetici o che potrebbe influenzare il corretto cablagio dell’impianto cardiaco.

Il pace-maker potrebbe erogare un impulso di stimolazione o accelerare inutilmente il ritmo cardiaco. Addirittura, i defibrillatori impiantabili (ICD) potrebbero rilasciare shock di defibrillazione indesiderati. Quindi, semplicemente rispettando l’adeguata distanza o allontanando i dispositivi elettrici, si può normalizzare il corretto funzionamento del pacemaker. Meglio ancora, se la sorgente di disturbo viene spenta.

Il motore del tapis roulant elettrico e il freno magnetico del cicloergometro influiscono fino a una distanza di 60 cm. e, di conseguenza, possono essere utilizzati senza problemi anche dallo stesso soggetto.


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Coronavirus e Attività Fisica Adattata per la prevenzione

Coronavirus e Attività Fisica Adattata per COMBATTERE I VIRUS: anche il Covid-19!

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Catania 07 Marzo 2020

Il coronavirus o covid-19 è l’argomento oggi più dibattuto nelle reti televisive, sui social network, nel web e tra le persone.coronavirus-covid 19-immuno soppressione-attività fisica adattata - esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

COVID-19 è l’abbreviazione di Coranovirus disease 19; il numero 19 si riferisce all’osservazione dell’epidemia che è stata identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019.

E’ una malattia respiratoria acuta causata dal virus SARS-CoV-2.

Semplicemente, si fa per dire, è una malattia respiratoria infettiva che sta mettendo in ginocchio l’intero Pianeta fornendo risvolti economici e sociali non indifferenti.

 

Nuovo Coronavirus di Wuhan

 

Sembra che il virus responsabile identificato per la prima volta a Wuhan (città della provincia di Hubei in Cina) sia di origine zoonotica, ma la modalità di trasmissione predominante risulta da uomo a uomo.

Principalmente, la trasmissione avviene attraverso particelle di acqua e muco infette (droplet) che si liberano starnutendo o tossendo e che vengono inspirate, poi, da un altro soggetto.

Il periodo di incubazione può variare tra 2 e 14 giorni circa, durante i quali può essere contagiosa.

Le precauzioni sono coincidenti con le condotte di una buona igiene personale, lavarsi regolarmente le mani e indossare mascherine con filtro in ambienti a rischio e affollati.

Il Coronavirus colpisce principalmente il tratto respiratorio inferiore e provoca una serie di sintomi simil-influenzali come la febbre, tosse, respiro corto, dolore ai muscoli e stanchezza. Nei casi più gravi si riscontra una polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico, fino ad osservare il decesso del soggetto.

 

Coronavirus e Attività Fisica Adattata

 

L’attività fisica, se adattata alle esigenze della singola persona, praticata con costanza e regolarità, con idonee dosi, quantità, intensità, volumi e carichi evidenzia una positiva influenza sul sistema immunitario per effetto della sua azione protettiva.coronavirus-covid 19-immuno soppressione-attività fisica adattata - esercizio fisico-Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Prove epidemiologiche indicano che una regolare attività fisica e/o un frequente esercizio strutturato riducono l’incidenza di molte malattie croniche in età avanzata. Tra queste, sono comprese alcune malattie trasmissibili quali infezioni virali e batteriche e, soprattutto, le malattie non trasmissibili come il cancro e i disturbi infiammatori cronici.

Le persone che praticano una regolare attività motoria di tipo aerobico (da non confondere con lo sport!) corre rischi molto bassi di contrarre infezioni o di esposizioni a contagi rispetto ai soggetti sedentari.

 

Coronavirus e Attività Fisica: L’esercizio fisico adattato è in grado di rafforzare il sistema immunitario ed è in grado di proteggere l’organismo umano!

 

Nonostante sia evidente il beneficio per la salute ottenuto conducendo uno stile di vita attivo, l’effetto dell’esercizio sulla funzione immunitaria rimane un argomento controverso. Certamente, non è una condizione sufficiente per abbassare il rischio del contagio.

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Resta, comunque, ormai accertato che una regolare attività fisica frequente migliora la competenza e la regolazione immunitaria.

Gli allarmismi non servono a nulla se non ci si documenta. Le evidenze scientifiche, derivanti da pregressi studi condotti in tempi non sospetti e presenti nella bibliografia internazionale, confermano che la migliore scelta per prevenire e difendersi dall’insorgenza di patologie virali è l’attività motoria.

Midollo osseo, linfonodi, tonsille, adenoidi, sistema linfatico, costituenti anatomici del sistema immunitario hanno il compito di aggredire gli agenti patogeni che tentano di infettare l’organismo umano e sono deputati non solo alla difesa organica ma anche di regolarne il processo infiammatorio.

 

Natural Killer, macrofagi, neutrofili e mastociti, formano barriere difensive contro i virus – anche contro il Coronavirus!

 

Le “Natural Killer”, cellule in grado di aggredire anche le cellule tumorali, insieme ai macrofagi, i neutrofili e i mastociti formano precoci barriere difensive nei confronti degli agenti virali.  Successivamente, poi, vengono supportati con maggiore specificità dai linfociti.

L’attività fisica, se ben calibrata e adattata, rende questo processo difensivo molto più valido ed efficiente migliorando i parametri immunologici.

coronavirus-covid 19-immuno soppressione-attività fisica adattata - esercizio fisico-Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Infatti, i linfociti T e l’azione fagocitaria dei neutrofili e dei macrofagi si incrementa con l’esercizio fisico: linfociti e neutrofili (globuli bianchi) si attivano efficacemente e rendono più attivo il sistema immunitario (aumenta, perciò, la protezione dell’organismo nei confronti del coronavirus)!

 

Anche la saliva funge da ausilio al sistema immunitario!

 

Ancora di più, in riferimento alla mucosa, anche l’immunoglobulina IgA salivare fornisce un apporto del 10-15% alla formazione di anticorpi. In poche parole, determina un ulteriore ruolo difensivo nella difesa respiratoria.

 

Bisogna che si capisca, però, la cosa più importante: occorre calibrare l’esercizio con sapienza e dovizia di particolari tecnici!

 

Significa che il movimento non può essere improvvisato ma deve rispettare dei valori di dosaggio e, per farlo, occorre rivolgersi allo Specialista del Movimento: Il Dottore in Scienze Motorie Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate!

coronavirus-covid 19-immuno soppressione-attività fisica adattata - esercizio fisico-Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Se invece di fare un lavoro in stretto regime aerobico si comincia a valicare la soglia del lavoro anaerobico si ottiene una temporanea depressione del sistema immunitario.

In realtà, invece di aiutare l’organismo alla difesa, lo si aiuta a spalancare le porte delle vie aeree superiori a qualsiasi virus, compreso il coronavirus. Questo, infatti, ha la capacità di inoltrarsi fino all’alveolo polmonare divenendo causa di una polmonite virale primaria. Occorre sottolineare che, purtroppo, il Coronavirus Covid 19 non si può combattere farmacologicamente poiché non si dispone, allo stato attuale, di validi farmaci anti-virali.

In pratica, con un esercizio fisico intenso si ha una diminuzione della funzione immunitaria.

Al contrario, se l’attività fisica è dosata dentro parametri fisiologici ben precisi si comporta come un vero e proprio farmaco. In questo caso produce effetti positivi e rende la patologia esercizio-sensibile.

 

Questo fenomeno complesso si definisce in Fisiologia dell’Esercizio Fisico come “OPEN WINDOW”.

 

immuno soppressione-esercizio fisico-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5La teoria della “finestra aperta” è caratterizzata dalla soppressione a breve termine del sistema immunitario a seguito di un attacco acuto di esercizio di resistenza. Di conseguenza, un allenamento molto intenso, esaustivo, provoca sovra-dosaggio e, pertanto, abbassamento delle difese immunitarie. Quindi, questa “finestra” può consentire un aumento delle malattie respiratorie delle vie aeree superiori.

Il dosaggio dell’attività fisica, al pari di qualsiasi farmaco, non si può improvvisare. Perciò, è necessario, anzi indispensabile, evitare di sovraccaricare l’organismo con improvvisati allenamenti prolungati e di alta intensità.

Sarà il caso di rivolgersi agli Specialisti del settore opportunamente formati presso gli Atenei delle Università. Meglio non affidarsi a improvvisati “professionisti del fai da te”!


CONTATTI

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Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


Coronavirus e Attività Fisica Adattata: Bibliografia ed evidenze scientifiche di riferimento

Exerc Immunol Rev. 2010; 16: 119-37. The open window of susceptibility to infection after acute exercise in healthy young male elite athletes. Kakanis MW, Peake J, Brenu EW, Simmonds M, Grey B, Hooper SL, Marshall-Gradisnik SM.

 

Agosto 2006 – Journal of Sports Sciences 24 (7): 763-72 – DOI: 10.1080 / 02640410500482982 PubMedNutritional strategies to counter stress to the immune system in athletes, with special reference to football
David Christopher Nieman
Appalachian State University –  Nicolette Bishop Università di Loughborough

 

Front Immunol. 2018; 9: 648. Published online 2018 Apr 16. doi: 10.3389/fimmu.2018.00648 – Debunking the Myth of Exercise-Induced Immune Suppression: Redefining the Impact of Exercise on Immunological Health Across the Lifespan – John P. Campbell – James E. Turner

 

 

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Sindrome da conflitto: quando la spalla è da riatletizzare!

Nel 1972 Neer rese popolare il termine “Sindrome da Conflitto” detta anche “Sindrome da impingement“. Con tale definizione si intende che la cuffia dei rotatori della spalla è compressa contro la struttura anteriore dell’arco coraco-acromiale, il terzo anteriore dell’acromion radiale, il legamento coraco-acromiale e l’articolazione acromio-claveare.

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

L’irritazione flogistica dei muscoli della cuffia dei rotatori compromette la funzione motoria poiché è depressore della testa omerale durante i movimenti che comportano attività dell’arto superiore sopra la testa. Infatti, riducendosi lo spazio tra la testa dell’omero e l’arco coraco-acromiale ne scaturisce il processo conflittuale.

Ad aggravare ulteriormente la sindrome reattiva è il restringimento del tragitto sotto-acromiale derivante dalla presenza di speroni nel legamento coraco-acromiale e sulla superficie inferiore del terzo anteriore dell’acromion.Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Questi fattori, nel loro insieme, determinano l’aumento della pressione sulla cuffia dei rotatori fino a creare una lesione cronica e, anche, la frattura dei tendini della cuffia.

Si possono distinguere 3 stadi conflittuali in rapporto all’età del soggetto esaminato, ai dati dell’esame obiettivo e agli esiti del decorso clinico.

Le lamentele del conflitto sotto-acromiale convergono nel dolore alla spalla associato a ipostenia e parestesie dell’arto superiore.

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Per ottenere una riatletizzazione efficace e funzionale occorre differenziare, però, un conflitto primario da quello secondario.

 

“Sindrome da Conflitto” sottoacromiale primario

 

Il Conflitto sotto-acromiale primario è la conseguenza di un’anomala relazione tra cuffia dei rotatori e arco coraco-acromiale includendo il restringimento del tragitto sotto-acromiale. Solitamente si riscontra in soggetti ultra-quarantenni che riferiscono algia anteriore della spalla e supero-laterale del braccio. Di norma viene riferita l’impossibilità a dormire sul lato dolente. Alla debolezza della spalla corrisponde la difficoltà a compiere movimenti dell’arto superiore sopra il capo. Si evidenzia una riduzione del R.O.M. (Range Of Motion) con scarsa mobilità e ipostenia della cuffia dei rotatori secondaria all’espressione algica.

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Il test di Hawkins, consistente in una adduzione dell’arto ruotato per intero e flesso portato davanti al torace, completato dal test di Neer, consistente in un’elevazione per avanti dell’omero ruotato interamente, confermano e testimoniano tanto il conflitto quanto l’infiammazione della cuffia dei rotatori.

 

“Sindrome da Conflitto” sottoacromiale secondario

 

Sindrome da conflitto-spalla-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Il Conflitto secondario è un fenomeno clinico derivante dal relativo restringimento dello spazio sotto-acromiale. Generalmente è secondario a un’instabilità dell’articolazione gleno-omerale. E’ derivante da sovraccarico funzionale della cuffia a causa dell’aumento di carichi lavorativi con cui i muscoli sono sottoposti per stabilizzare la spalla. Da ciò deriva anche una traslazione superiore anormale della testa dell’omero per ridotta depressione. Quanto detto, si evidenzia maggiormente nei lanci associandosi a una diminuzione della clearance. Inoltre, può interessare la scapolo-toracica per conflitto meccanico della cuffia dei rotatori con l’arco coraco-acromiale.

Nell’instabilità della scapola si nota uno scorretto posizionamento della scapola in rapporto all’omero.

Da ciò deriva una retrazione in adduzione insufficiente della scapola che determina un ulteriore impatto dell’arco coraco-acromiale con la sottostante cuffia dei rotatori.

I soggetti con conflitto secondario sono di giovane età. Per lo più, provengono quasi sempre da attività sportive quali il nuoto, il baseball, la pallavolo, il tennis o il badminton. Nei body builder, si evidenzia per aver sottoposto la spalla ad esercizi di distensioni sopra la testa, alzate laterali, tirate al mento, shrugs o scrollate.


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Diabete-Attività Fisica Adattata-Sport-Esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Andare in Palestra: differenze nella somministrazione di esercizio!

Andare in Palestra impone delle scelte che non possono essere lasciate al caso e all’improvvisazione!

La scelta del luogo e del Professionista capace di calibrare il movimento deve essere ponderata e indirizzata alle proprie esigenze personali. 

 

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaEsistono molte esperienze scientifiche e altrettante evidenze sull’efficacia della pratica di un regolare esercizio fisico. Indubbiamente, ciò produce un miglioramento dello stato di salute e una riduzione del rischio di mortalità generale. I soggetti fisicamente attivi che praticano attività motoria presentano una seria riduzione del rischio di sviluppare malattie. E, tra le patologie sensibili all’esercizio fisico, ne utilizzano maggiormente gli effetti quelle cardiovascolari, ictus cerebrali, diabete tipo 2, cancro del colon, osteoporosi, depressione, …

L’uso corretto di questo “nuovo” strumento, somministrato con rigore scientifico ai fini del miglioramento della salute dei cittadini, è stato adottato a pieno titolo nella pratica clinica. Inoltre, è usato nella lotta alla sedentarietà e nella promozione dell’attività fisica nelle diverse condizioni patologiche (obesi, diabetici, dislipidemici, ipertesi, …).

 

attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’introduzione dell’uso di attività motoria per ottenere uno stato di salute ottimale e il benessere fisico, o semplicemente per migliorare l’efficienza fisica, richiede di approntare concrete modalità organizzative. All’interno di queste modalità deve esistere tanto la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche esigenze del singolo soggetto, quanto la somministrazione, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

 

Andare in Palestra: L’esercizio fisico è un valido “strumento” indispensabile per combattere le alterazioni metaboliche e cliniche (sindrome pluri-metabolica) dell’inattività fisica.

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Gli Studi promozionali, derivanti dalla somministrazione di attività fisica nella popolazione generale, e il grande successo ottenuto nel recupero funzionale di soggetti affetti da patologie stabilizzate o cronicizzate che possono beneficiare dell’esercizio fisico hanno permesso di sviluppare alcune importanti esperienze. per la precisione, queste riguardano la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, a soggetti anziani fragili, ai trapiantati di organo (cuore, rene e fegato), …

 

Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa realizzazione di programmi di prescrizione dell’attività fisica con “percorsi assistenziali speciali” integrati, rivolti a persone che presentano problemi di salute, hanno dato esito positivo dimostrando grande efficacia nelle patologie sensibili monitorate clinicamente.

 

Le concrete modalità organizzative, all’interno delle quali possono avvenire sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione, attraverso percorsi che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta, godono, oggi, degli esiti di enormi quantità di progetti sperimentali internazionali. Per la precisione, hanno provate verifiche scientifiche supportate da evidenze facilmente rintracciabili sulle reti web.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

I protocolli utilizzabili, pertanto, offrono serie risposte operative a bisogni dell’utenza che, fino ad oggi non hanno trovato adeguata copertura con altri appropriati interventi sostenibili.

 

Andare in Palestra – L’esercizio fisico, ormai, viene prescritto e somministrato come un farmaco (Esercizio fisico Adattato – EFA):

  • è diretto a persone con malattie sensibili all’attività motoria (prevalentemente malattie cardiovascolari e dismetaboliche);
  • si coniuga all’esigenza di evitare inutili medicalizzazioni;
  • diventa un sistema per coadiuvare i trattamenti sanitari appropriati (principalmente nelle disabilità stabilizzate derivanti da eventi patologici) attraverso l’Attività Fisica Adattata – AFA.

 

Occorre stabilire sempre una corretta sinergia tra la presa in carico della persona e la “prescrizione”:

 

  • L’avvio all’attività e all’esercizio fisico e la costruzione di un modello organizzativo avviene nell’ambito di una integrazione professionale e organizzativa fra il Medico di Medicina Generale, il Medico specialista di riferimento per le diverse patologie sensibili all’esercizio fisico (Medico dello sport, Cardiologo, Diabetologo, Fisiatra, …) e il Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.).

 

  • – La somministrazione dell’attività e dell’esercizio fisico nel suo effettivo svolgimento deve avvenire in situazioni organizzate o in strutture specificamente attrezzate, contraddistinte da una buona gestione complessiva, facilmente accessibili e con modalità tali da assicurare una elevata compliance al percorso proposto – “Palestra Etica e Sicura”, fidelizzate ai suoi valori, in cui operano Dottori Specializzati in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialisti A.M.P.A.) e Dottori in Scienze Motorie e dello Sport opportunamente formati dalle Università.

 

Nella fase acuta la somministrazione di esercizio fisico avviene in ambito Sanitario

 

– in fase acuta: avviene in ambito Sanitario solo per le persone che presentano un quadro più complesso per il tempo necessario ad ottenere autonomia e sicurezza del soggetto;Gestazione-preparazione-parto-ginnastica-esercizio-gravidanza-recupero-Attività Fisica-dopo il parto-Ginnastica-preparazione parto-Post parto-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

  • nella stabilizzazione e nella cronicità patologica. Superata la fase acuta o di ospedalizzazione, la “somministrazione” dell’esercizio fisico avviene al di fuori dell’ambito di intervento sanitario. Ovviamente, con modalità e in strutture capaci di elargire il movimento secondo i principi della Fisiologia clinica dell’esercizio fisico in partnership professionale.

 

Andare in Palestra per fare Attività Fisica!

 

Attività Fisica (AF):

movimenti del corpo determinati dall’attivazione del sistema muscolare scheletrico in grado di produrre un incremento del consumo energetico.sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

In realtà, viene svolta liberamente e autonomamente all’aperto o presso strutture sportive. Frequentemente si svolge anche nell’ambito di “occasioni” organizzate dal Servizio sanitario regionale, dagli Enti locali o da organizzazioni sportive (CONI, Enti di promozione sportiva, palestre, circoli sportivi, …) come Gruppi di cammino, attività nei parchi, ecc …

Non necessita di valutazione sanitaria.

I Medici curanti e gli Operatori sanitari dovrebbero consigliare alle persone di perseguire uno stile di vita più attivo e sostenerne la motivazione. Quindi, sarebbe auspicabile anche un eventuale contatto periodico.

 

 

Andare in Palestra è cosa ben diversa dal fare Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

 

intensità dell'attività fisica-bassa intensità-media intensità-alta intensità-attività fisica-esercizio fisico-MET-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Si rivolge a soggetti con disabilità stabilizzata da eventi patologici.

Perciò, richiede prescrizione medica (Medico Medicina Generale, Pediatri Di Libera Scelta, Fisiatri, Medici dello Sport, … altri Specialisti) e periodiche valutazioni.

La somministrazione avviene prevalentemente in ambiente chiuso, in mini-gruppi (max 4-5 persone), con la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e da Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati e, anche, l’eventuale supervisione di un Medico Specialista nei casi necessari.

 Attività Fisica Adattata: Acronimo A.F.A.  = 73.000.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in inglese Adapted Physical Activity – A.P.A. = 5.470.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

in francese Activitè Physique Adaptèe – APA = 510.000 risultati su Google (alla data di questa pubblicazione)

PUB MED: 85.200 articoli (alla data di questa pubblicazione).

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

 

Andare in Palestra: Esercizio fisico

 

Consiste in movimenti del corpo con caratteristiche di pianificazione e ripetibilità capaci di produrre il miglioramento o il mantenimento di uno o più elementi caratterizzanti l’allenamento. E’ distinguibile in diverse tipologie di esercizio:

  •  isotonico o dinamico: provocato da una contrazione muscolare in grado di produrre un movimento e un carico di volume sul ventricolo sinistro del cuore, con una risposta proporzionale alla massa muscolare e all’intensità dell’esercizio (la corsa);
  • isometrico o statico: provocato da una contrazione muscolare senza variazione di lunghezza del muscolo e con un carico cardiaco pressorio maggiore a quello di volume (esempio: stringere un pallone medicinale con forza tra le gambe);
  • isocinetico: attraverso l’utilizzo di particolari macchine o dell’acqua;
  • auxotonico: ottenuto attraverso attrezzi elastici con diversa resistenza;
  • di resistenza: combinazione tra esercizio isotonico ed isometrico (esempio: sollevamento pesi).

 

Andare in Palestra per migliorare le grandi funzioni organiche e metaboliche con l’Esercizio Fisico Adattato (EFA)

In particolare, si rivolge a persone con malattie prevalentemente cardiovascolari e dismetaboliche.

Richiede prescrizione medica (Medici di Medicina Generale, Medici dello Sport, Cardiologi, Diabetologi, …) e periodiche valutazioni; la somministrazione avviene o in modo controllato e tutorato in ambiente sanitario o in palestre opportunamente selezionate. E’ d’obbligo la presenza di Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e quella di Dottori in Scienze Motorie e Sportive opportunamente formati a seconda delle condizioni di salute del soggetto.

La Fibromialgia-fibromialgia-attività fisica-Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-5

 

 

Andare in palestra per fare Allenamento fisico o Fitness

 

è un’attività fisica regolare e strutturata, finalizzata al miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardiocircolatoria e respiratoria). Utile al mantenimento delle capacità fisiche di base: è correlato ad una riduzione di mortalità e morbilità per tutte le cause.

 

Da un punto di vista metabolico, le attività fisiche si distinguono quindi in:

– aerobiche: si lavora con un basso consumo di ossigeno muscolare, prevalentemente al di sotto della soglia anaerobica e, possibilmente in “Steady State”; ciò permette di effettuare attività prolungate nel tempo come la corsa o la marcia.

 anaerobiche: si opera con sforzo intenso e di breve durata; corrisponde a “scatti” o esercizi in velocità.

 

Praticare Sport ha lo stesso significato?

 

sport-attività fisica adattata-esercizio fisico-allenamento-ginnastica dolce-anziani-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-12

No! La pratica di uno Sport è un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e psichiche. Sfrutta il complesso degli esercizi e delle manifestazioni agonistiche e non agonistiche in cui l’attività si realizza.

La pratica dello sport impone il rispetto di regole codificate da appositi enti. Persegue lo spirito competitivo differenziandosi dal momento ludico e dal puro divertimento. Spesso, viene confusa l’intento dell’attività. Con il termine originario del francese “desport”, ne derivò il termine «diporto» equivante a “divertimento”. La relazione terminologica non è riferita all’attività svolta dagli atleti. Piuttosto, si riferisce al divertimento tratto dagli spettatori che si appassionano per vari motivi allo svolgimento e agli esiti delle manifestazioni competitive.


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Fratture del Femore a Catania Studio Prof. Dott. Carmelo Giuffrida a Catania

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata:

occorre individuare precocemente il percorso ottimale, le strategie e i protocolli di recupero più idonei!

Frattura osteoporotica anca-Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Prof. Carmelo Giuffrida – 2020

 

Le fratture osteoporotiche sono destinate a crescere con l’ulteriore invecchiamento della popolazione[1].

Le fratture del femore hanno un’incidenza della mortalità in fase acuta intorno al 5-8%. La mortalità ad un anno supera il 25-30%, a fronte di una mortalità attesa ad un anno per lo stesso gruppo di età non superiore al 10%[2].

A un semestre dalla frattura oltre la metà dei soggetti in vita perde l’autonomia in almeno una delle attività di vita quotidiana (Activities of Daily Living – ADL). Si precisa, inoltre, che il 30% dei soggetti in precedenza indipendenti perde l’autonomia nella deambulazione[3].

 

Fratture del femore da fragilità prossimale

 

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1Generalmente, le fratture del femore da fragilità prossimale sono secondarie ad eventi traumatici di modesta entità. Spesso, sono associate a una caduta. Avvengono frequentemente in persone con pre-esistenti disturbi della mobilità o dell’equilibrio, con deficit sensitivi, con diminuite capacità visive e motorie, con deterioramento cognitivo. Più in generale, interessano persone con co-morbilità associate come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, gli esiti di ictus, le polineuropatie, le malattie degenerative del sistema nervoso, gli esiti di poliomielite.

Una varietà di fattori incidono sensibilmente sugli esiti a breve e a lungo termine. Tra questi, una importante influenza deriva dall’età del soggetto, dalle condizioni di salute generali e dal suo stato funzionale pre-frattura. Influisce anche il tipo di frattura subita, lo stato cognitivo e collaborativo. Infine, sono da considerare anche le difficoltà non prevedibili. Tra i fattori conseguenti alla frattura e al trattamento bisogna tenere presente il possibile sviluppo di complicanze intra-ospedaliere e, in particolare, di delirium, lo scarso controllo del dolore, una prolungata immobilizzazione[4][5].

 

Fratture del Femore nei soggetti fragili

 

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-CataniaMolti soggetti con frattura del femore sono geriatricamente definibili “fragili” poiché mostrano riduzione delle riserve funzionali con aumentata vulnerabilità multi-sistemica di organi e apparati alle malattie[6].

Presa in carico e ripresa dell’abilità di muoversi precocemente è obiettivo primario per contrastare i rischi correlati all’intervento chirurgico (osteosintesi o protesi d’anca) e all’immobilizzazione come le piaghe da decubito e la Trombosi Venosa Profonda.

Nella fase acuta spetta alla Fisioterapia proporre la mobilizzazione. Questa deve essere avviata entro il giorno successivo all’intervento, non appena rimossi i drenaggi o, comunque, entro le prime 48 ore. Avviata la verticalizzazione e la progressiva ripresa della deambulazione, in genere, si osserva un progressivo miglioramento che induce a una significativa autonomia nei trasferimenti e nel cammino già nel corso della prima settimana dopo l’intervento cruento[7].

Il potenziamento muscolare degli arti inferiori migliora la forza dei flessori dell’anca e del quadricipite. Incrementa la velocità del cammino e la capacità di effettuare il passaggio seduto-in piedi.

 

Fratture del Femore: quali sono i passi importanti?

È fondamentale:

– aver subito un intervento chirurgico che consenta un carico immediato;

– possedere una accettabile soglia del dolore;

– avere buone capacità cardio-respiratorie e funzionalità dei valori pressori;

 

Indispensabile, in realtà, è il controllo dello Specialista Ortopedico, la verifica con una lastra radiografica di controllo e la prescrizione del tipo di carico concedibile.

 

Il rientro al proprio domicilio deve essere garantito, per quanto possibile, dalle migliori condizioni in termini d’indipendenza e di sicurezza.

 

La collaborazione multi-disciplinare tra professionisti rafforza la gestione dell’anziano e facilita il processo di recupero funzionale.

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-2

 

Nel pieno rispetto della sicurezza del soggetto, perciò, la fase di stabilità o di cronicità viene affidata e condivisa con lo Specialista A.M.P.A. (Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate) che ha il compito di:

  • mantenere l’articolarità;
  • ripristinare il trofismo e la forza muscolare;
  • migliorare l’autonomia nei passaggi posturali e la capacita di tenuta di una corretta postura nella statica eretta;
  • esercizi attivi per la stimolazione della pompa muscolare;
  • ortostatismo e training incrementale del cammino con progressivo aumento della distanza percorsa;
  • training alle autonomie, educazione, counselling all’assistito e al caregiver.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata in fase di stabilità o nella cronicità

 

La valutazione funzionale che riguarda il soggetto in fase di stabilità o nella cronicità, ad ogni modo, deve tenere presente le seguenti scale:

 

  • Numeric Rating Scale – NRS o Pain Aid (in soggetti con deterioramento cognitivo), per il dolore.
  • Range Of Motion – ROM, per la mobilità articolare.
  • Scala del Medical Research Council – MRC, per la forza muscolare.
  • IOWA Level Of Assistance Scale – ILOA, per la funzionalità di passaggi posturali e cammino (supino-seduto, seduto-eretto, deambulazione, esecuzione di 3 gradini, velocità della marcia)[8].
  • SAHFE Score, per l’utilizzo di ausili nel cammino.
  • Barthel Index – BI, per il grado complessivo di disabilità.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata nei soggetti ortogeriatrici

Fratture del Femore-Osteoporosi-Attività Fisica Adattata- fit-cammino-camminare-fitness-wellness-stare bene-performance-benessere-efficienza fisica-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Nei soggetti ortogeriatrici che vengono avviati all’Attività Fisica Adattata, occorre individuare precocemente il percorso ottimale, le strategie e i protocolli più idonei. In realtà, ciò serve per rispondere adeguatamente alle esigenze dell’utente in base alla valutazione multi-dimensionale. Pertanto, bisogna considerare anche: co-morbidità, stato cognitivo, stato funzionale pre-frattura, risorse familiari ed economiche, concessione del carico. Ancora di più, occorre evidenziare il tipo di recupero funzionale dopo l’intervento e l’eventuale comparsa di complicanze post-operatorie.

La valutazione multi-disciplinare e multi-professionale, perciò, è l’elemento fondamentale per progettare il Piano di lavoro. Infatti, questo deve contenere un preciso Progetto Rieducativo Individualizzato – PRI, secondo i dettami compresi nell’International Classification of Functioning – ICF.

Una valutazione dell’autonomia funzionale, dell’equilibrio e delle performance del cammino, tuttavia, sono indici imprescindibili per evitare il rischio di ri-caduta. E’ utile, quindi, per fornire al soggetto e ai caregivers tutte le informazioni necessarie alla valutazione dell’idoneità dell’ambiente di vita. Tra l’altro è necessaria per disporre l’adozione di misure e comportamenti per prevenire le cadute.

 

Fratture del Femore, Osteoporosi e Attività Fisica Adattata: il Progetto Rieducativo Individualizzato!

 

Per la precisione, al fine di definire meglio il Progetto Rieducativo Individualizzato ed il relativo percorso speciale, è necessario disporre di strumenti per:

– la definizione della tipologia di patologia che ha determinato il danno menomante e la classificazione secondo le categorie dell’International Classification of Functioning – ICF;

– il grado di complessità del soggetto preso in carico;

– il numero e la tipologia di programmi appropriati per tipologia di disabilità presenti;

– gli strumenti valutativi e tecnici appropriati per ogni programma in rapporto al recupero della disabilità;

– lo strumento di misura/valutazione finale degli obiettivi previsti dal programma del Progetto Rieducativo Individualizzato.


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Bibliografia di riferimento

[1] Piscitelli P, Iolascon G, Gimigliano F et al. Incidence and costs of hip fractures compared to acute myocardial infarction in the Italian population: a 4-year survey. Osteoporos Int 2007; 18:211-219.

[2] Johnell O, Kanis JA. An estimate of the worldwide prevalence and disability associated with osteoporotic fractures. Osteoporos Int 2006; 17:1726-1733.

[3] Delibera di Giunta Regionale n. 1133 del 2/08/2013 “Organizzazione dell’assistenza integrata al paziente anziano con fratture di femore – Approvazione linee guida per le aziende sanitarie della regione Emilia – Romagna”.

[4] Heruti RJ, Lusky A, Barell V, Ohry A, Adunsky A. Cognitive status at admission: does it affect the rehabilitation outcome of elderly patients with hip fracture? Arch Phys Med Rehabil 1999;80: 432-6.

[5] Sund R, Liski A. Quality effects of operative delay on mortality in hip fracture treatment. Qual Saf Health Care 2005; 14:371-377.

inoltre,

[6] Goldstein F, Strasser D, Woodard J, Roberts VJ. Functional outcome of cognitively impaired hip fracture patients on a geriatric rehabilitation unit. J Am Geriatr Soc 1997; 45:35-42.

[7] The National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE). Clinical Guideline. The Management of Hip Fracture in Adults. NICE 2011; NICE clinical guideline n°124.

[8] Morri M, Natalia F, Gerini G, Morabito R, Natali E, Marchese O, Bastia C, Tosarelli D, Zanotti E. La misurazione delle performance funzionali alla dimissione dopo intervento di protesi articolare come pre-requisito per l’organizzazione del percorso riabilitativo precoce. Uno studio prognostico. Evidenze in Assistenza (Centro Studi EBN) 2013; 1:3-6.

 

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attività fisica adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

CANCRO E ATTIVITA’ FISICA: Uno studio condotto a Catania

CANCRO E ATTIVITA’ FISICA ADATTATA: uno studio sui tumori condotto a Catania da Ricercatori delle Scienze dell’Esercizio Fisico presentato dal Prof. Carmelo Giuffrida

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Dott. Giuliano Giuffrida-Studio-Catania-1

 

All’8° Edizione  di PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience

nella sessione di CARDIONCOLOGIA

 

Nell’Auditorium della Tecnica del Centro Congressi di Confindustria si è svolto il summit che riunisce tantissimi illustri professionisti di fama mondiale: l’8° edizione del PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience!

Il Prof. Carmelo Giuffrida, “Ricercatore” catanese, ha considerato un grande privilegio l’invito ricevuto dagli organizzatori.

Da tempo è un forte sostenitore dei benefici indotti dall’Attività Fisica.

Ha approfittato dell’occasione per spiegare come l’Esercizio Fisico può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche.

L’Azione della Fisiologia dell’esercizio sulle patologie oncogene deve essere avviata preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità.

In particolare, l’attività motoria svolta con frequenza regolare, praticata complessivamente con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità fisiche, contribuisce a ritrovare la gioia di vivere.

Gli elementi tecnici e scientifici sapientemente applicati possono apportare significativi benefici all’Utenza finale con enorme vantaggio psico-fisico e benessere.

In primo luogo, le importanti basi della ricerca confluiscono in una Review delle Evidenze scientifiche internazionali. Gli studi sono finalizzati alla pratica applicativa dell’Attività Fisica Adattata (A.F.A.).

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-2Una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

L’esercizio fisico, quindi, riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

 

Cancro e Attività Fisica Adattata al PLACE 2019: Prevenzione e Protezione

 

Il rischio oncologico in Italia è elevato. I numeri peggiori sono detenuti dal Bel Paese che è il fanalino di coda in Europa per l’attività fisica.

L’attività fisica esercitata costantemente nel tempo influisce positivamente su una vastissima gamma di parametri fisiologici costituendo una forma di prevenzione nei confronti di numerose patologie derivanti dalla sedentarietà. Quindi, l’allenamento ben definito da volumi, carico e intensità, proporzionalmente alla sua intensità e durata, può determinare un aumento dei radicali liberi per effetto di vari fattori:

– l’incremento del consumo di ossigeno,

– l’aumento dei fenomeni di ischemia-riperfusione nei tessuti muscolari,

– l’autossidazione delle catecolamine (gli enzimi antiossidanti endogeni ed esogeni che sfruttano i complessi ed efficienti sistemi di auto-protezione rispetto ai radicali liberi),

– il rilascio di metalli,

– l’attivazione dei leucociti neutrofili.

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Dott.Giuliano Giuffrida-Dott. Emanuele Giuffrida-Studio-CataniaRiflettendo sul tema del cancro e sulle possibili relazioni con l’Attività Fisica Adattata in termini di prevenzione si possono evidenziare alcune variabili metaboliche. Queste sono legate agli ormoni sessuali e all’insulina plasmatica, elementi determinanti nel legame tra tumore e stile di vita!

La letteratura mondiale si è arricchita di una enorme bibliografia che dimostra ampiamente come l’attività motoria razionale incrementa i livelli di proteine seriche, il numero dei leucociti, dei monociti, dei granulociti, dei linfociti (ed essenzialmente dei natural-killers e dei rapporti helper/suppressor).

Al contrario, un’attività fisica di grande intensità, in modo contro-produttivo e fortemente lesivo, induce una immuno-soppressione del sistema immunitario con gravi deficienze sulla resistenza alle infezioni, alle patologie e al cancro.

 

Uso un “FARMACO” potentissimo: l’Esercizio Fisico Adattato al PLACE 2019 !

 

Le linee guida internazionali indicano che l’esercizio in regime aerobico è in grado di indurre una riduzione di mortalità per tutte le malattie, tumori compresi, se prescritta come un farmaco indicando il tipo di tecnica, la dose e la durata, l’intensità e la frequenza degli esercizi, misurando e monitorando l’intero piano di lavoro adattato alla persona che richiede la prestazione di Attività Fisica Adattata.

Gli studi tecnici sin qui condotti partono dalla necessità di comprendere i meccanismi cellulari e molecolari legati ai benefici per la salute indotti dai fattori fisici dipendenti da attività motoria e su come l’esercizio fisico può influire sulla regolazione del micro-ambiente tumorale.

L’analisi dell’integrità e la composizione del micro-ambiente tumorale è altamente plastico, sottoposto a un costante rimodellamento in risposta a segnali istruttivi derivanti da alterazioni della disponibilità e della natura dei fattori ospitanti sistemici: risente in modo direttamente proporzionale dell’esposizione tipologica dello stile di vita e di fattori modificabili come l’esercizio fisico.

 

Tumore e Attività Fisica Adattata al Place 2019: il movimento è la soluzione vincente!

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L’Attività Fisica Adattata è un potentissimo “FARMACO” e offre molto più di una semplice opportunità.

A dire la verità, le evidenze scientifiche e gli studi approvati dalle Comunità Scientifiche internazionali concordano tutti nell’affermare con forza che è possibile ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore. Ma per farlo, occorre praticare regolarmente l’esercizio fisico condotto in regime aerobico ed osservare parametri ben precisi.

Esattamente come si fa con l’uso di un farmaco, l’esercizio deve essere dosato e somministrato in quantità corretta, con qualità superiore a ciò che abitualmente si può reperire in un mercato di avventati occasionali “professionisti” del fai da te: bisogna affidarsi alle attenzioni di Specialisti del settore che sono stati opportunamente formati presso gli Atenei Universitari.

In realtà, gli Studi scientifici confermano l’utilità dell’attività fisica (… e non dello sport, che è ben altra cosa!) moltiplicando le conferme dei benefici derivabili da un buon piano di lavoro mirato sulle esigenze del singolo soggetto oncologico.

 

Tumore e Attività Fisica Adattata: la Prevenzione è l’arma vincente!

 

La prevenzione è l’arma più efficace nella lotta contro il cancro, soprattutto se si usa uno stile di vita più aderente alla natura:

  • rispetto dei cicli circadiani e dei ritmi vitali,
  • riduzione delle condizioni di di-stress,
  • dieta alimentare adeguata evitando agenti chimici e industriali.

Modificando lo stile di vita, si può ridurre l’incidenza dei tumori grazie a una regolare attività motoria.

 

Le capacità inibitorie più accreditate a favore dell’Attività Fisica Adattata contro il cancro

I contenuti degli studi catanesi al PLACE 2019

 

Le capacità inibitorie indotte dall’esercizio fisico ritenute più evidenti sono :

  • Capacità riduttiva-resistente all’insulina per cui i picchi di iper-insulinemia sembrano costituire un fattore elevato di rischio a causa della presenza di recettori insulinici in molti tumori.
  • Aumento dei linfociti di tipo T – responsabili della distruzione delle cellule cancerose contribuiscono alla regolazione di altri sistemi immunitari (con l’A.F.A. si previene la diminuzione dei linfociti tipo T che con la senescenza tendono a diminuire).
  • Incremento degli interferoni Alfa, Beta e Gamma che, grazie agli effetti dell’A.F.A., potenziano l’attività anti-virale e potenziano la risposta immunitaria dell’organismo.
  • Aumento delle capacità fagocitarie dei monociti e dei macrofagi che, tra le funzioni a cui sono demandate, c’è anche quella della distruzione delle cellule cancerogene.
  • Miglioramento dell’utilizzazione della vitamina C quale anti-cancerogeno.

Inoltre,

 

  • l’incremento dei livelli ormonali dei cortico-steroidi prodotti con l’A.F.A. produce ipoglicemia e, di conseguenza, una riduzione della secrezione di insulina;
  • la produzione di citochine determinata dall’A.F.A. produce una compartecipazione difensiva per ottenere una buona funzionalità organica;
  • una riduzione dell’età biologica;
  • maggiore capacità reattiva ed energetica;
  • incremento della capacità di concentrazione intellettiva;
  • miglioramento delle capacità mnemoniche;
  • riduzione dei disturbi caratterizzanti la senescenza.

 

Gli studi condotti a Catania che mettono in relazione Cancro e Attività Fisica Adattata, dimostrano come l’esercizio fisico (e non lo sport!) può essere capace di prevenire l’evento oncologico. L’attività motoria aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica. In particolare, riduce le probabilità di recidive e abbassa sensibilmente il tasso di mortalità.

 

Cancro e Attività Fisica Adattata al Place 2019: ruolo protettivo determinato dall’esercizio aerobico

 

cancro e attività fisica adattata-PLACE-2019-Roma-Prof.Carmelo Giuffrida-Studio-CataniaL’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) svolge un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo del cancro al seno, al colon, ai polmoni e alla prostata.

Il rischio patologico diminuisce in maniera proporzionale alla frequenza dell’esercizio fisico adattato.

Pertanto, le modifiche alimentari e l’attività fisica costituiscono l’arma più efficace nella prevenzione tumorale.

 

La prevenzione primaria consigliata dal Prof. Carmelo Giuffrida si allinea con quella delle linee guida dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità):

  • Un basso consumo di grassi – max il 20% dell’ingestione calorica totale con la dieta;
  • Congruo consumo di fibre vegetali (almeno 25 grammi di fibra al dì);
  • Evitare il sovrappeso somatico;
  • Evitare il fumo;
  • Svolgere una costante adeguata Attività Fisica quotidiana;
  • Condurre una vita in ambiente con scarso inquinamento ambientale e atmosferico;
  • Effettuare indagini di Medicina Preventiva per ottenere diagnosi precoci delle patologie.

Tumore e Attività Fisica Adattata al PLACE 2019:

utile l’ambiente specializzato e Professionisti ben formati

 

Nel complesso, l’esercizio fisico somministrato in ambiente altamente specializzato aiuta a controllare il peso corporeo (ha una relazione strettissima con il rischio tumorale). Inoltre, influenza gli aspetti del metabolismo legati ai meccanismi di insulino-resistenza. Infine, induce benefici sulla modulazione del sistema nervoso autonomo e si correla con le malattie cardiovascolari e con il controllo immunologico.

 

Il movimento, da soli, in coppia, outdoor o in ambiente artificiale protetto, purché seguito ed assistito da Tecnici specializzati, è una soluzione positiva! E’ la soluzione che consente di operare una esperienza utile per ritrovare se stessi.


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