Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Diastasi addominale e Attività Fisica Adattata a Catania

Diastasi addominale: Quando l’esercizio finalizzato e razionale può fornire un valido ausilio!

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Il muscolo retto addominale (musculus rectus abdominis) è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore che, diviso in due metà pari (destra e sinistra) dalla linea alba o mediana (costituita da tessuto connettivale aponeurotico che percorre il muscolo lungo la sua lunghezza) si inserisce prossimalmente dal processo xifoideo dello sterno e si sviluppa nella cartilagine costale della V, VI e VII costa della gabbia toracica per raggiungere distalmente il margine superiore del pube compreso tra il tubercolo e la sinfisi pubica inserendosi con un grosso tendine. È un muscolo poligastrico espiratorio che abbassa le coste e flette il torace sulla pelvi; svolge un ruolo minore nella torsione e nella inclinazione laterale del tronco. La sua contrazione amplifica la pressione endo-addominale. È innervato dagli ultimi tre nervi intercostali e dal nervo ileoipogastrico.

 

Diastasi del muscolo retto addominale

 

Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2È caratterizzata dalla eccessiva separazione dei due lati del muscolo retto addominale che, mettendo in tensione l’addome, si allargano e permettono la fuoriuscita di una protuberanza attraverso la linea alba (tessuto connettivo resistente ma poco elastico).

Interessa circa il 30% delle donne che, per effetto dello stiramento del muscolo retto addominale conseguenziale all’utero in costante accrescimento durante il periodo della gestazione, alle pressioni esercitate dal feto nel grembo materno, alle alterazioni ormonali e all’assottigliamento del tessuto connettivale, dopo la gravidanza, si rendono conto di tale alterazione anatomica.

 

I fattori di rischio per le donne in gravidanza sono rappresentati da:

  • età della gestante superiore ai 35 anni;
  • feto con un peso elevato;
  • gestazione gemellare;
  • altre gravidanze precedenti.

Diastasi-retto addominale-addome-ernia-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Anche gli uomini possono incorrere a diastasi del retto addominale per effetto di cause predisponenti (generalmente presentano un addome rilassato associato ad obesità) e scatenanti come uno sforzo importante derivante da intensa attività motoria o lavorativa. Talvolta ne contraggono gli esiti a seguito di predisposizione congenita.

Le cause dell’insorgenza della diastasi addominale possono essere riassunte e attribuite a:

  • indebolimento muscolare;
  • obesità;
  • senescenza;ginnastica ipopressiva-ginnastica addominale-ginnastica-potenziamento-addominali-addome-dopo gravidanza-post gravidanza-disfunzioni-pavimento pelvico-pelvi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-8
  • intensa ed eccessiva attività fisica mal condotta;
  • altre patologie che provocano intensi conati di vomito;
  • tosse cronica intensa.

 

Dolori lombari, instabilità del bacino, incontinenza urinaria, ernia, nausea associata a difficoltà digestive, difficoltà respiratorie, peristalsi intestinale evidente, pesantezza del pavimento pelvico, atteggiamento iperlordotico, sono segni che accompagnano l’addome diastasato.

 

Diastasi addominale: La prevenzione con Attività Fisica Adattata

Disturbi del perineo-disturbi perineali-pavimento pelvico-minzione-ginnastica intima-ginnastica pelvica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

  • correzione delle posture errate;
  • adozione di posture sedute corrette attenzionando il controllo della colonna vertebrale e del poligono di appoggio;
  • sotto controllo dello Specialista dell’Esercizio Fisico (Specialista A.M.P.A.) sottoporsi a una idonea attività fisica che tenga conto dei volumi, dei carichi e dell’intensità adeguata alle proprie capacità fisiche personalizzando il piano di trattamento con esercizi per attivare e potenziare la parete addominale e i muscoli del pavimento pelvico.

 

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida (Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) – Via Corvello 37 CATANIA – tel. 095 387810 – cell. 338 9134141 ha stretto una collaborazione con l’Associazione Diastasi Italia ODV (associazione di volontariato).

 https://www.diastasiaddominale.com/collaborazioni-con-professionisti/

 Informazioni e maggiori dettagli possono essere assunte nei gruppi Facebook Diastasi Italia Official Group e Diastasi Italia Fit and Food (dedicato esclusivamente ad attività fisica e alimentazione).


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Attività Motoria Adattata: strategie calibrate migliorano funzioni organiche

Attività Motoria Adattata:

strategie calibrate per il trattamento delle patologie a carattere involutivo e invalidante

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa comunità scientifica internazionale concorda che l’attività fisica è il super-farmaco del millennio e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne raccomanda la pratica costante. Anche il Ministero della Salute italiano – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ufficio 8 – detta le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”.

Le evidenze ne dimostrano l’influenza positiva sullo stato di salute e gli effetti favorevoli sul benessere psicofisico nell’essere umano: è considerata la migliore prevenzione per le malattie cronico degenerative. “Esercizio-Terapia” è il sinonimo vincente di un piano di lavoro a lungo termine studiato, organizzato e finalizzato per combattere le malattie non trasmissibili e adattato alle caratteristiche fisiche e alle capacità residue del soggetto che presenta condizioni fisiche limitate (menomazioni, disabilità, handicap e patologie varie – ADAPT, 2004), di carattere non sanitario.

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’Attività Motoria Adattata o Attività Fisica Adattata (A.F.A.) è una tipologia di “allenamento” indispensabile per Guadagnare Salute da intendersi come parte integrante dei “trattamenti” di patologie a carattere degenerativo e invalidante affidata al controllo di professionisti specializzati nelle Scienze dell’Esercizio Fisico che considerano la complessità delle interazioni tra Fisiopatologia e Comorbidità e sono in grado di interagire attraverso un sapiente uso dell’esercizio sui farmaci, sulle alterazioni metaboliche, ecc…, per ottenere, con una programmazione seria e idonea, una risposta organica di benessere del soggetto sfruttando l’esercizio fisico.

 

Prevenire o ritardare il deterioramento fisico e psicologico:

si può con l’Attività Motoria Adattata!

 

Attività Motoria Adattata-Attività Fisica-Adattata-Esercizio-Fisico-AFA-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Il programma di allenamento ricerca il miglioramento del danno funzionale, ha lo scopo di prevenire o di ritardare il deterioramento fisico e psicologico e il fine di ricavare una benefica autonomia personale influenzando sensibilmente i livelli della qualità di vita personali.

L’attività fisica aumenta le capacità fisiche di base quale la resistenza, la forza, la mobilità articolare, la coordinazione neuro-muscolare, e migliora le grandi funzioni organiche sia cardiocircolatoria che respiratoria; inoltre, cambia sensibilmente in modo efficiente la composizione corporea, le funzioni cognitive, ecc…

La risposta all’esercizio fisico varia in rapporto alle diverse condizioni di salute.

Pertanto, è estremamente importante operare una corretta valutazione clinica e motoria all’esercizio attraverso il Problem-Oriented Exercise Management (POEM).

 

Un momento valutativo composto da cinque step:

 

Dati Soggettivi – Collection of subjective data – (sintomi, capacità funzionali residue ai farmaci assunti),

Dati Oggettivi – Obtaining objective data (test clinici e motori: test aerobici – VO2max vs. VO2 peak, test anaerobici, test per la resistenza, test per la forza muscolare, test per la mobilità articolare, test neuromuscolari, test per la performance funzionale, …),

Valutazione del problema in rapporto ai dati raccolti – Assessment,

Formulazione di un Piano di lavoro – Formulate a plan,

Follow-Up – Period reassessment (controllo periodico per verificare il lavoro svolto ed evidenziarne i progressi conseguenziali, e/o per modificarne i contenuti tecnici).

Esercizio-Fisico-AFA-Scoliosi a Catania-Riprogrammazione Globale-Ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

La prescrizione dell’esercizio fisico include gli obiettivi e le strategie individualizzate, tanto a breve che a lungo termine, basati sulla constatazione soggettiva e oggettiva della valutazione che devono essere:

  • specifici,
  • misurabili,
  • perseguibili,
  • realistici.

Ciò permette la pianificazione di una programmazione individuale che consente di calibrare modalità e adeguata intensità, durata e frequenza dell’esercizio dosandone esattamente i contenuti rapportati alle malattie croniche o alla disabilità così come si fa con i farmaci stabilendone le azioni specifiche.

L’attività fisica così condotta diventa un modo salutare per affrontare i bisogni speciali di persone di tutte le età e generi.

Quali problemi sono affrontabili con l’Attività Motoria Adattata?

 

“L’Attività Fisica regolare e di adeguata intensità è un fattore di rilevante importanza per il mantenimento di un buon stato di salute e per la prevenzione di numerose malattie croniche non trasmissibili con particolare riguardo alle patologie cardio-vascolari tra cui la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, ma anche il diabete, l’obesità e i sovraccarichi ponderali, l’osteoporosi, la depressione e gli stati di ansia, alcune forme tumorali, … poiché riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale e sanitaria: l’assenza di attività motoria risulta essere una delle cause maggiori di morte, di patologie e di disabilità.

Lo svolgimento di un’attività fisica con regolarità e di correlata intensità rapportata alle possibilità e condizioni di salute individuali diventa consigliabile per tutte le persone ed assume tono di indispensabilità nelle persone sedentarie (la sedentarietà tende a manifestarsi sin dall’adolescenza per raggiungere il suo picco massimo nella terza età) ed è estensibile non solo al beneficio del singolo individuo ma, indirettamente, a quello dell’intera collettività.

L’attività motoria adattata produce effetti positivi sostanziali e duraturi che riguardano le grandi funzioni organiche con netto miglioramento della funzione cardiaca, della pressione arteriosa, del metabolismo lipidico e glucidico, dei rapporti tra massa muscolare e adiposa, del tono mio-fasciale, delle capacità motorie di base e specifiche, dell’equilibrio, psicologici con netti miglioramenti dell’auto-stima e dell’umore, contribuisce in maniera rilevante all’integrazione sociale, alla creazione di nuovi legami di amicizia e di solidarietà”

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

Iperlordosi-lordosi-lombare-Prof.-Carmelo-Giuffrida-Catania-1.jpg

Iperlordosi lombare paramorfica e Lordosi lombare fisiologica

Iperlordosi lombare: la lordosi è una curva essenziale utile per garantire la statica eretta ma non deve superare i valori fisiologici.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

Iperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

Lordosi lombare: quando è normale!

 

I valori fisiologici scaturiscono da una serie di osservazioni che trovano risposta:

  • nell’osservazione dell’assetto del bacino (anteroversione),
  • nell’incremento della freccia lombare,
  • nella lastra radiografica effettuata in ortostatimo,
  • con la misurazione in gradi Lippman-Cobb che attestano l’entità della curva.

I valori normali oscillano intorno ai 34 gradi di media con un range compreso dai 21 ai 49 gradi per soggetti venticinquenni.

Non essendoci concordanza tra gli autori rispetto ai gradi Lippmann-Cobb assume interesse il dato relativo piuttosto che quello assoluto.

L’angolo di basculamentoIperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2 nel decubito di Schulthess assume grande importanza nella somministrazione della ginnastica addominale e nella creazione di un valido power house con una buona core stability. Quest’angolo formato tra la Spina Iliaca Antero Superiore e la Spina Iliaca Postero Superiore con l’asse sagittale o antero-posteriore del bacino (non deve superare i 12°) costituisce un dato importante così come nella stazione eretta, ma la misurazione è più esatta in decubito poiché si evitano, in questa postura, i compensi lombari che, sotto carico, amplificano leggermente il valore stimato.

La regola del Piollet per la determinazione dell’assetto del bacino, infine, riporta lo Studioso a stimare la tesi schematizzata già nel 1945 dal De Sambucy: i quattro quadranti muscolari devono porre in equilibrio il bacino e il rachide lombare.

 

Iperlordosi lombare e Ginnastica Correttiva: cosa fare per contrastare questo paramorfismo?!

Iperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Gli esercizi compensativi hanno lo scopo di prevenire la progressione della curva lordotica garantendo un approccio scientifico per mezzo di un gesto motorio ben definito.

La funzione dell’esercizio compensativo (la famosa “Ginnastica Correttiva”!) è quello di modificare l’aspetto estetico contenendo il danno funzionale.

 

Esiste un “metodo” per correggere l’iperlordosi lombare?

 

Mézières, Sohier, Klapp, Niederhoffer, Souchard, Dobosiewicz, Schroth, sono sistemi metodologici che vantano grandi intuizioni tecniche ma il principio di base resta vincolato a una sola cosa: serve l’esercizio razionale, ben organizzato, somministrato con criterio e saggezza professionale secondo schemi precisi di biomeccanica applicata senza lasciare nulla al caso!


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

 

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Ipermobilità articolare e Attività Fisica Adattata

Ipermobilità articolare o sindrome di Ehlers Danlos: una malattia rara la cui entità invalidante, clinica e genetica, può usufruire dei benefici dell’Attività Fisica Adattata e dell’Esercizio Fisico guidato.

 

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaQuesta malattia rara, espressione clinica di alterazioni genetiche del tessuto connettivo,  coinvolge più organi e conferisce un variabile polimorfismo da un soggetto ad un altro, o nel medesimo soggetto, nel corso del tempo.

Le manifestazioni cliniche (dolore, affaticamento, stipsi, disturbi di percezione del corpo, dell’equilibrio e del controllo dei movimenti) inducono errori diagnostici e terapeutici attribuendo all’immaginazione dei soggetti, spesso esaminati in fretta, la stigmatizzazione di ipocondriaci simulatori, “psicosomatici” o/e, in generale, “psichici”, senza alcun supporto psichiatrico.

Alla Sindrome si riconducono anche sintomatologie vascolari e neuro-vegetative, gastrointestinali, ostetriche, urinarie, odonto-stomatologiche, otorinolaringoiatriche (uditivi, controllo dell’equilibrio, olfattivi), visive e respiratorie.

Emicranie, insonnia, vertigini, deficit cognitivi di attenzione, di concentrazione e di memoria, sono oggetto di attuali studi.

Lussazioni ricorrenti, noduli cutanei, pelle ipermobile e fragile dotata di un’insolita sottigliezza e di una straordinaria elasticità, cicatrici multiple derivanti da traumi di minima entità derivanti da un’anomalia del tessuto connettivo, caratterizzano lo stato morboso di questa patologia rara.

 

Approccio alla propriocezione ed alla rieducazione o riequilibrio:

Orientamento Chinesiologico

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Se somministrate con dovizia di particolari e con equilibrata esperienza, la rieducazione propriocettiva e la ginnastica respiratoria, possono aiutare il soggetto che è vittima di questa particolarissima patologia evitando di svolgere attività motorie particolarmente aggressive oppure a sottoporsi a inutile chirurgia ortopedica o dell’apparato digerente.

La scarsa efficienza meccanica del sistema muscolo-tendineo contribuisce a disturbare la motricità che è già difficile in soggetti perennemente affaticati.

L’errata percezione della posizione del corpo non permette di posizionare esattamente lo spazio circostante rispetto a se stessi per cui ne deriva una “dissociazione sensitivo-motoria” che può interessare una parte più o meno importante del corpo (uno o due arti) responsabile di cadute da cedimento, di sindromi pseudo-paralitiche, da “goffaggine”, con caduta di oggetti e difficoltà di eseguire compiti per quanto semplici (l’urto contro ostacoli ne è un esempio: “segno della porta ” derivante dall’urtare lo stipite attraversando una porta).

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’ipermobilità articolare è la componente fenotipica più caratteristica, sebbene non specifica.

Un piano di trattamento individuale, condotto con Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nell’ambito di un approccio multidisciplinare della sindrome di Ehlers Danlos, deve tenere conto dello specifico patologico e valutare globalmente le autonomie e la funzione del soggetto. E’ fondamentale individuare un programma di Esercizio Fisico Clinico idoneo, mirato soprattutto al mantenimento e al miglioramento dell’autonomia e della funzione articolare.

 

Ipermobilità articolare: propriocezione e isometria per stabilizzare tronco e cingoli

 

L’A.F.A. (Attività Fisica Adattata) è principalmente propriocettiva, concentrata su esercizi rigorosamente isometrici per stabilizzare i muscoli del tronco e dei cingoli.Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

La mobilizzazione attiva ha un impatto molto positivo e duraturo: deve essere utilizzata e ripetuta con parecchie ripetizioni associando esercizi di potenziamento muscolare e miglioramento della stabilità articolare.

Gli schemi facilitativi neuro-muscolari risultano utili per correggere gli schemi propriocettivi. Vi si associa la stimolazione cutanea e dei tessuti molli.

Dopo adeguata preparazione, la rieducazione allo sforzo diventa una prospettiva interessante per l’ottima tolleranza sviluppabile ma occorre dissociare tra la relativa facilità di produrre un grande sforzo (come il cammino) e la difficoltà a reggersi in piedi.

Esercizi specifici per il pavimento pelvico e la regione perianale risultano efficaci ed indispensabili.

Va consigliato di evitare generosi e lunghi periodi di inattività e di astensione dalla regolare attività motoria (aumento del rischio di decondizionamento muscolare).

 


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Combattere le infiammazioni

ALLENAMENTO DELLA FORZA PER COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI DELL’APPARATO LOCOMOTORE

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

Un corretto allenamento della forza condotto con sapiente qualità tecnica rappresenta un momento di forte recupero funzionale per tutti i soggetti e i generi che presentano condizioni infiammatorie dell’apparato locomotore.Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Ciò è supportato da prove aneddotiche e da un corpus crescente di ricerche.

I benefici dell’allenamento nei confronti delle qualità fisiche di base e in particolare della forza nei confronti delle condizioni artritiche meccaniche (come l’artrosi) sono ormai noti al mondo scientifico ma, purtroppo, non si può affermare la stessa cosa per ciò che attiene ai benefici riscontrabili dall’attività fisica adattata in presenza di condizioni infiammatorie, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, la gotta, la celiachia, la spondilite anchilosante, …

L’incremento della forza svolge un ruolo di primaria importanza quando il sistema immunitario (il sistema che è in grado di contrastare le azioni patologiche conseguenti a presenza di virus, di batteri o di focolai infettivi-reattivi) viene coinvolto in una sindrome di adattamento in risposta a uno stress per cui le cellule immunitarie conferiscono una risposta eccessiva rispetto allo stimolo o reagiscono con eccessi agli stress stimolativi forniti restituendo dolore e rigidità localizzata, gravi stati di affaticamento, difficoltà a effettuare il proprio lavoro, tendenza all’isolamento sociale, stati ansiogeni e depressivi.

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il corpo umano innesca risposte infiammatorie a fronte di attacchi alle cellule o ai tessuti somatici e, anche se non ci sono agenti patogeni particolari presenti, grazie al sistema immunitario, per effetto di eccessi stimolatori si possono avere risposte con disturbi infiammatori conseguenziali a squilibri delle citochine (molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule in risposta a uno stimolo e secrete nel mezzo circostante, in grado di fare comunicare le cellule tra loro nella risposta immunitaria, solitamente localmente e, qualche volta anche su l’intero corpo umano) che inducono movimenti cellulari in direzione dei siti in flogosi, dove esiste l’infiammazione o si è subito un evento traumatico.

Questi mediatori polipeptidici, non antigene-specifici, che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti, possono avere un effetto autocrino (modificando il comportamento della stessa cellula che l’ha secreta), o paracrino (modificano il comportamento di cellule adiacenti). Alcune citochine possono invece agire in modo endocrino, modificando cioè il comportamento di cellule molto distanti da loro. Hanno una vita media di pochi minuti.

Fermo restando che l’intervento auspicabile sia quello di una Equipe multidisciplinare e che il Medico Specialista capo-fila ne gestisca la farmaco-cinetica e le strategie ad essa connessa, il ruolo dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate diventa essenziale nella gestione delle condizioni patologiche conseguenziali a uno stato infiammatorio che presenta importanti crossover della sintomatologia.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI

L’incremento della forza può assumere un ruolo chiave nella gestione dell’esito infiammatorio

 

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’allenamento della forza produce un contestuale beneficio: migliora la capacità prestativa dell’individuo e migliora l’equilibrio del profilo anti-infiammatorio poiché si aumenta la produzione delle citochine IL-10 (interleuchina 10).

Tra i farmaci più utilizzati prescritti come antidolorifici generici, come anti flogistici, per diminuire l’infiammazione in patologie muscolo-scheletriche, reumatologiche, articolari e similari, un ruolo commerciale importante viene assolto dagli “analgesici periferici”: i FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei) che agiscono sul metabolismo dell’acido arachidonico e dell’acido eicosapentenoico, precursori di molecole coinvolte nel processo infiammatorio quali prostaglandine (PG), prostacicline (PC), trombossani (TX) e leucotrieni (LT). Questi possono produrre parecchi effetti collaterali che dipendono dal farmaco specifico, e restituire un impatto fortemente negativo sul rimodellamento tissutale riducendo sensibilmente la resistenza alle forze di trazione esercitata sui tendini (aumenta il rischio di lesioni). Dalla clinica emerge che i trattamenti farmacologici con FANS possono compromettere il recupero articolare o la guarigione delle fratture ossee.

Il training della forza muscolare permette di incrementare la capacità dei tendini nell’assorbire i carichi meccanici e, contestualmente, di utilizzare le forze di trazione riducendo sensibilmente il rischio di lesioni. Aumenta la capacità di risposta mio-fasciale e conferisce una migliore prestazione dell’uso del corpo non solo su attività sportive (nel caso della riatletizzazione di un agonista) ma anche nella gestione della vita quotidiana.

Bisogna stimolare il cosiddetto work hardening: un programma sistematico di attività progressive composto da movimenti corporei precisi in grado di ricondizionare il sistema mio-fasciale, scheletrico, cardio-circolatorio e respiratorio per assicurare al meglio le grandi funzioni organiche, e psicomotorio dell’individuo per pianificare il suo ritorno al lavoro).

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI CON L’ADATTAMENTO AGLI STRESS

 

Forza-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

La degenerazione articolare conseguenziale alle condizioni infiammatorie viene frenata dall’allenamento della forza per adattamento agli stress del sistema scheletrico che, stimolato opportunamente, è costretto ad aumentare la densità ossea (per effetto dell’attività degli osteoblasti) e a rallentare significativamente il declino della buona salute di osso e articolazione (per effetto dell’attività degli osteoclasti) che vanno incontro a osteopenia o, peggio ancora, a osteoporosi per effetto della cronicità infiammatoria e dei naturali processi degenerativo-involutivi dell’invecchiamento.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI, SARCOPENIA, OSTEOPENIA E OSTEOPOROSI:

evitare la sedentarietà!

 

L’attività muscolare (meglio se ad alta intensità) combatte anche gli effetti derivanti dalla sedentarietà che segue il dolore e, quindi, consente la difesa dai tassi di sarcopenia che produce la perdita di massa muscolare.

Anche lo stato di affaticamento che caratterizza con sintomatologia invalidante le patologie infiammatorie risente, in modo sensibile e fortemente positivo, delle sessioni di allenamento di forza in termini di tolleranza ai carichi meccanici e di capacità di contrasto della forza di gravità rendendo più produttiva l’ergonomia di vita quotidiana, i compiti giornalieri, e garantendo una migliore gestione delle riserve energetiche somatiche.

Il riacutizzarsi di uno stato infiammatorio non deve fare desistere dall’effettuare il training  quotidiano sebbene si renda utile chiedere una consulenza al Fisiologo dell’esercizio fisico (in Italia è lo Specialista AMPA – Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) che può assumere il ruolo del Personal Health, in quanto capace di comprendere i sintomi descritti e adattare il programma di allenamento alle proprie esigenze personali!

 


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810  – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

cancro e attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

CANCRO E ATTIVITA’ FISICA AL PLACE: Il Prof. Carmelo Giuffrida relatore all’8° edizione

Il Prof. Carmelo Giuffrida è stato invitato a relazionarein qualità di FACULTY, all’8° Edizione  di PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience –nella sessione di CARDIONCOLOGIA , su “CANCRO E ATTIVITA’ FISICA”.

 

 

Il Congresso si svolgerà a Roma, presso l’Auditorium della Tecnica del Centro Congressi di Confindustria,

nei giorni 22 e 23 Novembre 2019

 

Lo “Studioso” catanese sostiene da tempo che l’Attività Fisica, avviata preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità, svolta con frequenza regolare, praticata con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità motorie, può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche contribuendo a ritrovare la gioia di vivere.

A Catania, da 3 anni, Uomini di Scienza e Studiosi del Movimento Umano, coordinati dal Prof. Carmelo Giuffrida, partner ufficiale della Giornata Mondiale del Cancro – World Cancer Day – indetta dalla Union for International Cancer Control (UICC), danno seguito agli studi iniziati alcuni anni fa sull’esercizio fisico gettando importanti basi sulla ricerca del settore con una Review delle Evidenze scientifiche internazionali finalizzati all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.).

Negli ultimi venti anni una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

Convocazione PLACE Relatore Prof. Carmelo Giuffrida su Cancro e Attività Fisica

 

 

 

Contro il Cancro bisogna promuovere costantemente la pratica dell’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.)

 

Tumore-Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-1Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida e i Membri della sua Equipe tecnica, per ottenere il miglioramento del continuum salute-malattia, promuovono costantemente la pratica dell’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.) e indirizzano l’utenza a riacquisire fiducia nel proprio corpo: significa far vivere una soddisfacente qualità della vita nonostante sia pressoché impossibile evitare alcuni effetti collaterali connessi alla malattia e alla terapia oncologica. È possibile alleviare parzialmente le risposte riducendone progressivamente gli effetti o, perlomeno, rendendo più sopportabile l’esito.

Al contrario di ciò che spesso viene “consigliato” da conoscenti, parenti e amici, di non affaticarsi, di riposarsi, di non fare sforzi fisici, un’attività fisica regolare è in grado di migliorare quello stato di efficienza fisica alterato dalla malattia e dalle terapie fornendo nuove energie, fiducia in se stessi, attenuando o superando in parte la sensazione generale di insicurezza.

 

Cancro e attività fisica al PLACE: come l’A.F.A. influenza il benessere e riduce i rischi tumorali

 

Soppesando attentamente vantaggi e rischi, l’esercizio fisico regolare permette di constatare rapidamente i progressi fisici e i miglioramenti prestativi malgrado i limiti dettati dalle precarie condizioni di salute; l’attività motoria influenza il benessere psicologico e sociale riducendo il rischio tumorale.Cancro e attività fisica adattata-Cancro-tumore-oncologia-Attività Fisica-Adattata-Esercizio Fisico-Adattato-Prevenzione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Ovviamente, i benefici dipendono molto dalla singola persona, dalla sua volontà di volersi aiutare, dalle condizioni di salute e dalla tipologia di tumore.

Certamente, lo Specialista dell’Attività Fisica Adattata deve stabilire la giusta dose di movimento e sport, tenere conto della sintomatologia presente e pregressa, le eventuali co-morbidità e redigere una idonea pianificazione programmatica.

 

Il Team tecnico è cosciente che l’attività fisica riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

Tanto la bibliografia internazionale, quanto le evidenze scientifiche, consentono di affermare che il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata!

I benefici dell’esercizio fisico sono già noti da parecchi anni!

Ricominciare dopo il dramma di un tumore vuol dire passare anche attraverso il recupero funzionale del proprio corpo e della propria efficienza fisica!

È l’ennesima prova di coraggio, di sfida, di volontà, di voglia di vivere bene.

 

 

 

 

Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,3

Sclerosi Multipla a Catania: quale Attività Fisica Adattata?!

Sclerosi Multipla a Catania: quale Attività Fisica Adattata?!

 

La Sclerosi Multipla è una patologia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale (SNC) interessante la
prima età adulta. Si manifesta tra i 29 e i 33 anni, con maggiore incidenza nel sesso femminile.

sclerosi multipla a Catania,Attività Fisica Adattata,Prof. Carmelo Giuffrida,CataniaE’ diffusa a livello mondiale e mostra maggiore incidenza in modo direttamente proporzionale allontanandosi dalla fascia equatoriale.

 

Sclerosi Multipla a Catania: l’Attività Fisica Adattata può essere di aiuto?

 

La Sclerosi Multipla è una delle più severe cause di disabilità nella popolazione giovane adulta caratterizzata per aree di demielinizzazione a cui può fare seguito una re-mielinizzazione o una cicatrice per opera degli astrociti (placca), con disseminazione spazio-temporale delle localizzazioni.

Spesso si riscontrano presenze di vecchi focolai sovrapposti a nuovi, segno di remissioni con successive esacerbazioni.

La patogenesi della Sclerosi Multipla è piuttosto controversa lasciando ipotizzare una reazione crociata a seguito di
esposizione virale o sub-virale in soggetti con difetto genetico del sistema immunitario: il processo di demielinizzazione da parte di cellule macrofagiche e microgliali potrebbe essere il culmine di una azione dell’antigene a seguito di una risposta infiammatoria intra-parenchimale a livello mielinico [Smania N. et al., Approccio clinico e riabilitativo alla sclerosi multipla, Nuovo trattato di Medicina Fisica e Riabilitazione, 2009].

A seguito di questi processi si osservano variabili quadri clinici che comprendono deficit cognitivi e funzionali associati a disturbi visivi, disturbi della deambulazione, disturbi sensitivi e urinari, fatica, spasticità e difficoltà di coordinazione, tremore e atassia.

 

La valutazione del grado di disabilità della sclerosi multipla

 

isclerosi multipla a Catania,Attività Fisica Adattata,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,1Viene utilizzata la Kurtzke Expanded Disability Status Scale (EDSS) per quantificare con un punteggio numerico di crescente gravità (da 1 a 5) lo stato di disabilità in 8 sistemi funzionali.

I sistemi funzionali sono: piramidale, cerebellare, tronco encefalico, sensitivo, sfinterico, visivo, cerebrale e altri (che non riceve un punteggio numerico ma fornisce indicazioni su problemi specifici come la perdita della capacità di camminare.  [Kurtzke J.F., Rating neurologic impairment in multiple sclerosis: an expanded disability status scale (EDSS), Neurology, 1983 Nov;33(11):1444-52.6-7]  e [http://www.scleroimultipla-e.it/capire/scala-edss.shtml].

Il soggetto con sclerosi multipla necessita un approccio multidisciplinare e multiprofessionale, con trattamenti personalizzati e individualizzati, adattati alle esigenze specifiche della persona e mirati alla risoluzione o al miglioramento delle disabilità.

Sclerosi Multipla a Catania: Trattare con Attività Fisica Adattata tremore e atassia

 

sclerosi multipla a Catania,Attività Fisica Adattata,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,2Atassia e tremore sono sintomi comuni nella sclerosi multipla.

L’Attività Fisica Adattata prevede l’utilizzo di movimenti a “catena cinetica chiusa” soprattutto in presenza di riduzione dei gradi di libertà e scarso Range Of Motion di specifiche articolazioni, (talvolta applicando ghiaccio agli arti inferiori per ridurre temporaneamente lo stato di tremore) insieme all’attività monopodalica e su piani instabili per la stimolazione propriocettiva al fine del recupero dei disturbi dell’equilibrio che possono derivare da problemi cerebellari, di perdita visiva o di alterazione sensitiva.

Trovano indicazione gli esercizi di stretching e per il recupero del ROM attivi e passivi, tenendo i muscoli in allungamento (+++ flessori e adduttori delle anche, hamstring, flessori plantari del piede, cingolo scapolare, estensori del rachide cervicale) da 30 a 60 secondi con una tensione lieve-moderata, 1-2 volte al giorno per 1-2 ripetizioni per esercizio. Il piano di lavoro prevede una sessione per almeno 2 giorni a settimana. L’Attività deve essere svolta per un minimo di 10 minuti per sessione.

Nei soggetti che presentano nistagmo, più o meno sintomatico, e che riferiscono oscillopsia (movimento degli oggetti nel proprio campo visivo), l’Attività Fisica Adattata per i disturbi della visione prevede esercizi di compensazione visiva o allenamento per la coordinazione oculo-manuale e per la precisione dei movimenti oculari.

Raccomandati sono gli esercizi di stimolazione vestibolare supervisionati e svolti anche presso il proprio domicilio dopo averne appreso l’esatta dinamica esecutiva.

Sclerosi Multipla e Attività Fisica Adattata: Trattamento della fatica

 

sclerosi multipla, deambulazione,Attività Fisica Adattata,Prof. Carmelo Giuffrida,CataniaLa fatica interessa la stragrande maggioranza dei soggetti con Sclerosi multipla per effetto diretto del processo patologico sul SNC o essere secondario a stiffness, disturbi del sonno o depressione, tremore, debolezza.
E’ utile individuare le eventuali cause che contribuiscono alla sua manifestazione: ansia, depressione e disturbi del sonno, anemia, patologie tiroidee, …

Incoraggiare il costante esercizio fisico sin dalle fasi iniziali della manifestazione patologica sarebbe ottimale soluzione. Purtroppo l’adozione di un corretto piano di trattamento con l’attività fisica viene recepito solo quando si ottiene la stabilità clinica e si conclama la cronicità patologica.

Lo Specialista delle Attività Motorie Preventive e Adattate viene scarsamente contattato con progressiva conseguenza della perdita di importanti parametri di efficienza fisica.

 

Attività Fisica Adattata in presenza di Sclerosi Multipla: quale esercizio fisico?

 

L’esercizio fisico deve prevedere un idoneo piano di trattamento con programmazione di attività motoria finalizzata al mantenimento e al recupero della endurance e resistenza aerobica con intensità moderatamente intensa, ad impatto basso o addirittura molto basso.

Esercizi per la forza muscolare con sollevamento di pesi leggeri, se il loro utilizzo non è limitato dalla spasticità o disturbi dell’equilibrio, devono essere condotti al 60-80% di 1 ripetizione massima per almeno 10-15 ripetizioni per ogni serie prevedendo un recupero di 1-2 minuti tra ogni serie ed esercizio. Bisognerà interessare  il cingolo scapolare, il rachide, le articolazioni coxo-femorali, gli estensori di ginocchio, i muscoli dorsi-flessori del piede,…

Esercizi di ipo-stretching mirati e associati a esercizi di respirazione tetraritmica, esercizi di mobilità articolare, di equilibrio statico e dinamico, esercizi cognitivo-comportamentali, esercizi di consapevolezza, di gestione della fatica e di conservazione energetica, sull’uso del raffreddamento somatico e del defaticamento, sulla esercitazione di uso degli ausili per la cinematica della corretta deambulazione (è importante che il soggetto sappia utilizzare la Scala di Borg per la percezione dello sforzo), … devono completare il piano di lavoro che deve essere rigidamente svolto sotto stretta sorveglianza e supervisione specialistica!

 

Sclerosi Multipla a Catania: Trattamento dei disturbi della mobilità con Attività Fisica Adattata

 

Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,2La riduzione della mobilità è una manifestazione comune della progressione della sclerosi multipla per effetto delle molteplici cause disfunzionali che compromettono forza, sensibilità, equilibrio, coordinazione o spasticità.

L’allenamento progressivo della endurance e della resistenza con esercizi aerobici e specifici esercizi per la mobilità articolare devono essere eseguiti al 40-70% del picco di VO2 o 40-60% della riserva cardiaca per una tempistica che va dai 30 ai 60 minuti a sessione per 2 – 3 volte a settimana fino a 5 giorni a settimana con esercizi sub-massimali e con protocolli non continuativi ad intensità moderata e, progressivamente, sempre più impegnativi fino a raggiungere una elevata intensità, effettuati rigidamente con supervisione e in ambiente altamente specializzato per le combinazioni più varie e combinate al fine di ottenere proficui esiti.

 


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810  – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com