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Iperlordosi lombare paramorfica e Lordosi lombare fisiologica

Iperlordosi lombare: la lordosi è una curva essenziale utile per garantire la statica eretta ma non deve superare i valori fisiologici.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

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Lordosi lombare: quando è normale!

 

I valori fisiologici scaturiscono da una serie di osservazioni che trovano risposta:

  • nell’osservazione dell’assetto del bacino (anteroversione),
  • nell’incremento della freccia lombare,
  • nella lastra radiografica effettuata in ortostatimo,
  • con la misurazione in gradi Lippman-Cobb che attestano l’entità della curva.

I valori normali oscillano intorno ai 34 gradi di media con un range compreso dai 21 ai 49 gradi per soggetti venticinquenni.

Non essendoci concordanza tra gli autori rispetto ai gradi Lippmann-Cobb assume interesse il dato relativo piuttosto che quello assoluto.

L’angolo di basculamentoIperlordosi-lordosi-lombare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2 nel decubito di Schulthess assume grande importanza nella somministrazione della ginnastica addominale e nella creazione di un valido power house con una buona core stability. Quest’angolo formato tra la Spina Iliaca Antero Superiore e la Spina Iliaca Postero Superiore con l’asse sagittale o antero-posteriore del bacino (non deve superare i 12°) costituisce un dato importante così come nella stazione eretta, ma la misurazione è più esatta in decubito poiché si evitano, in questa postura, i compensi lombari che, sotto carico, amplificano leggermente il valore stimato.

La regola del Piollet per la determinazione dell’assetto del bacino, infine, riporta lo Studioso a stimare la tesi schematizzata già nel 1945 dal De Sambucy: i quattro quadranti muscolari devono porre in equilibrio il bacino e il rachide lombare.

 

Iperlordosi lombare e Ginnastica Correttiva: cosa fare per contrastare questo paramorfismo?!

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Gli esercizi compensativi hanno lo scopo di prevenire la progressione della curva lordotica garantendo un approccio scientifico per mezzo di un gesto motorio ben definito.

Pertanto, la funzione dell’esercizio compensativo (la famosa “Ginnastica Correttiva”!) è quello di contenere il danno funzionale e modificare l’aspetto estetico.

 

Esiste un “metodo” per correggere l’iperlordosi lombare?

 

Mézières, Sohier, Klapp, Niederhoffer, Souchard, Dobosiewicz, Schroth, sono sistemi metodologici che vantano grandi intuizioni tecniche ma il principio di base resta vincolato a una sola cosa: serve l’esercizio razionale, ben organizzato, somministrato con criterio e saggezza professionale secondo schemi precisi di biomeccanica applicata senza lasciare nulla al caso!


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Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

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Intervista di Rai News-Gerardo D'Amico-Scoliosi-Nuoto-Basta la Salute-Dott. Rodolfo Lisi-Dott. Carmelo Giuffrida-Ginnastica Correttiva-Catania-4

Intervista di RAI NEWS: Gli effetti del nuoto in presenza di scoliosi

RAI NEWS 24 (canale 48 del digitale terrestre o canale 508 di sky), Mercoledì 1 maggio alle 13.30, e poi in replica alle 21.30, ha trasmesso l’intervista, da parte del conduttore Gerardo D’Amico di “Basta la salute” al Dott. Rodolfo Lisi sul libro dello stesso Lisi e del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida dal titolo:Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

“Il nuoto non fa bene – L’attività natatoria nelle scoliosi: miti e tabù da sfatare”.

 

L’intervista di RAI NEWS su un libro tecnico che non dovrebbe mancare nella libreria personale dello studioso dei paramorfismi e delle patologie vertebrali, dello Studente di Medicina Fisica e Riabilitazione, del FisioKinesiTerapista, del Dottore in Scienze Motorie e dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate!

Per chi se la fosse persa, ecco l'intervista che ho rilasciato a Gerardo D'Amico per RAI NEWS 24 riguardante mio libro "Il nuoto non fa bene".Ricordo le repliche (canale 48 del digitale terrestre): stasera alle 21.30; giovedì alle 14.30; domenica alle 15.30

Geplaatst door Rodolfo Lisi op Woensdag 1 mei 2019

Alcune domande trovano risposta in questo Volume!

 

Quali sono i pregi e i difetti di una prescrizione del nuoto in presenza di paramorfismi?

Il nuoto può essere considerato una vera e propria Panacea in presenza di Atteggiamento scoliotico, Scoliosi, iperlordosi lombare, ipercifosi dorsale, mal di schiena, lombalgia, lombosciatalgia, … ?

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica sono stati ricavati da prove, esperienza e buon senso?

Con quale coscienza l’Attività Fisica Adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità?

E’ giusto affermare che possano assicurare una migliore qualità della vita, facendo bella mostra di se nei ricettari del Medico e tra le prescrizioni più gettonate?

Dal dominio del peso al dominio della forma, l’analisi chinesiologica e della fluidodinamica applicata conferisce gli elementi utili per affermare i comportamenti lesivi a carico del metacentro, dell’inerzia, l’influenza della turbolenza e dei vortici marginali, l’uso di vincoli e di contro-spinte idrostatiche.

Il “Principio di Archimede” pone in discussione l’ambiente micro-gravitario mentre la prevenzione dei vizi posturali impone ragionamenti di tutela e di protezione.

I circuiti neuronali e il costo metabolico, la stabilità nella dinamica, l’allenamento neuromotorio propriocettivo, la dinamica respiratoria e l’adozione del corsetto, sono argomenti principi.

Non di meno lo sono argomenti come la fisio-climatologia, il micro-clima e le ipotesi neurogeniche, le azioni delle neuro-tossine prodotte in vasca, … e tanto altro!

 


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nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania

Nuoto e scoliosi – pregi e difetti!

Il concetto di benessere fisico è stato sempre affiancato all’elemento “Acqua”. L’uso dell’acqua con scopo rieducativo e per la ricerca del benessere costituisce uno dei procedimenti più antichi di cui ha disposto l’essere umano sin da epoche remote: dalla civiltà egizia a quella ellenica e romana.

Nell’ambito della rieducazione posturale è uso comune, purtroppo ancora spesso, attribuire doti rieducative alle attività sportive e, in particolar modo, al nuoto. Il più delle volte tali qualità risultano assolutamente improprie e prive di evidenze giustificazioni scientifiche.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

 

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania

Non si può creare l’illusione di una miracolistica efficacia del nuoto poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

 

È utile chiarire il ruolo delle attività acquatiche e natatorie: queste ricoprono un ruolo di dubbia validità; purtroppo si continua a prescrivere il nuoto. L’attività in vasca è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Ancora oggi sopravvivono stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto. Al contrario, sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico. L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione. In ambito neurologico è prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

 

Il binomio Nuoto e Scoliosi è improprio e ingiustificato!

 

nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania-1Tanti “si dice” inducono vecchi Medici non più aggiornati e la profanità dell’utenza che è costretta a un vissuto di educazione posturale, ad attribuire doti rieducative funzionali alle attività motorie in acqua; spesso, lo sport viene scelto come momento compensativo di alterazioni morfologico-posturali o di gravi curve scoliotiche paramorfiche.

In particolare, in modo assolutamente improprio e ingiustificato, la scelta viene indirizzata verso il nuoto come fosse una panacea.

Quindi, si precisa che, come qualsiasi altro sport, anche gli sport acquatici e natatori (di qualsiasi tipo o tecnica e comunque denominate) non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale: sono un valido supporto poiché offrono esercizi di grande variabilità e dinamicità che aiutano gli schemi motori e corporei a compiere azioni compensative; servono di ausilio e da rinforzo agli esercizi che devono essere somministrati in ambiente altamente specializzato nella ginnastica correttiva e compensativa.

Le tecniche di espletamento di esercizio fisico clinico in acqua sono fortemente connesse alle conoscenze delle proprietà fisiche del mezzo (acqua) e del corpo immerso in questo fluido, indipendentemente dalle sue proprietà organolettiche e, in particolare, in relazione al concetto di materia.

 

Il mezzo acquatico non può contenere obiettivi e strategie per la rieducazione della scoliosi!

 

trattamento chinesiologico della scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’acqua, o meglio il mezzo acquatico, non deve essere inteso come uno strumento terapeutico o un metodo di trattamento rieducativo ma, semplicemente, come un mezzo dotato di specifiche caratteristiche all’interno del quale possono essere allestite metodiche allenanti e come un “attrezzo” per la somministrazione di esercizi rieducativi. Quello che conta è la tipologia di esercizio somministrato. Le conoscenze dell’idrologia non possono produrre un “metodo acquatico” contenente obiettivi e strategie rieducative e funzionali.

Le premesse epistemiologiche di un qualsiasi “somministratore” di esercizi devono, innanzitutto, fare sorgere il concetto di “cosa si può apprendere” in acqua. Poi, viene il “come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico.

Tra gli stereotipi culturali che derivano dalla tradizione dell’idrologia e della fisio-climatologia sorge immediata la problematica legata alla temperatura e alla resistenza dell’acqua.

 

Nuoto e Scoliosi: migliorano le grandi funzioni organiche ma non può migliorare le condizioni meccaniche della curva scoliotica!

 

trattamento chinesiologico della scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Da non trascurare, poi, ci sono gli effetti “contesto-dipendenti” dell’acqua, come l’effetto anti-spastico, che assumono un ruolo di inutile magia sospingendo il lavoro in acqua come disciplina irregolare, i cui risultati portano all’impossibilità di corrette opinioni se non quelle di aver seguito una moda o un luogo comune.

Spasticità, stiffness non-neurale, co-contrazione fisiologica degli antagonisti, reclutamento muscolare e alterazione delle sequenze di attivazione muscolare rispetto alle condizioni del movimento sulla terraferma, …

Questi sono tutti elementi utili e non trascurabili per definire i termini di un esercizio da proporre. Vanno molto al di là della semplice sterile diagnostica che descrive la patologia.

Indispensabile momento di valutazione dei soggetti paramorfici diventa la consapevolezza di termini come impairment, patologia, handicap, disability, stato di cronicità, stabilità e di acuzia patologica.

 

E, poi, occorre la consapevolezza della misurazione scientifica!

 


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Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi: analisi dei pro e dei contro per sfatare i miti e i tabù!

E’ appena stato pubblicato un singolare volume dal titolo “Il Nuoto non fa bene – l’attività natatoria nelle scoliosi: miti e tabù da sfatare” scritto dal Prof. Rodolfo Lisi e Dal Prof. Carmelo Giuffrida, Casa Editrice il Trifoglio Bianco.Nuoto-nuoto scoliosi a Catania-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

 

Quali sono i pregi e i difetti di una prescrizione del nuoto in presenza di paramorfismi?

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica sono stati ricavati da prove, esperienza e buon senso?

 

Con quale coscienza l’attività fisica adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità per assicurare una migliore qualità della vita, facendo bella mostra di sé nei ricettari del Medico e tra le prescrizioni più gettonate?

 

scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Sono stati esaminati i riferimenti bibliografici più credibili in seno alle comunità scientifiche, gli articoli originali, le recensioni, le prove tecniche scientifiche fornite di studi randomizzati e controllati.

Ne scaturisce la considerazione che, alla base di ogni piano di trattamento, si impone sempre una seria valutazione funzionale delle condizioni di efficienza fisica del soggetto esaminato, delle sue reali capacità motorie e delle sue qualità fisiche residue, prima di stabilire i possibili meccanismi di azione da intraprendere, i principi, i metodi e le tecniche utili per agire idoneamente al fine di raggiungere gli obiettivi programmati.

Ogni sessione di lavoro deve tenere in debita considerazione e preventivamente deve ben stabilire il tipo di esercizio, la quantità, l’intensità e la frequenza di attività fisica, la relativa necessità di quella specifica attività motoria e movimento, senza trascurare le possibili controindicazioni.

 

Il Nuoto è veramente indicato per risolvere la scoliosi!?

 

Nell’ambito della rieducazione posturale è usProf. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2o comune, purtroppo ancora spesso, attribuire doti rieducative alle attività sportive e, in particolar modo, al nuoto. Il più delle volte tali qualità risultano assolutamente improprie e prive di evidenze giustificazioni scientifiche.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi. Non si può creare l’illusione di una sua miracolistica efficacia poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

 

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi: analisi dei pro e dei contro per sfatare i miti e i tabù!

 

Questo libro chiarisce il ruolo di dubbia validità delle attività acquatiche e natatorie. Purtroppo si continua a prescrivere il nuoto. Questo è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti, nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Ancora oggi sopravvivono stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto, mentre sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico.

L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione.

In ambito neurologico, il nuoto viene prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

 

Tanti “si dice” inducono vecchi Medici non più aggiornati e la profanità dell’utenza che è costretta a un vissuto di educazione posturale, ad attribuire doti rieducative funzionali alle attività motorie in acqua.

Spesso lo sport viene scelto come momento compensativo di alterazioni morfologico-posturali o di gravi curve scoliotiche paramorfiche.

In particolare, in modo assolutamente improprio e ingiustificato, la scelta è indirizzata verso il nuoto come fosse una panacea.

 

Gli sport acquatici e natatori sono un valido supporto come qualsiasi altro sport!

Non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale

 

Il libro precisa che, come qualsiasi altro sport, anche gli sport acquatici e natatori (di qualsiasi tipo o tecnica e comunque denominate) non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale.

Sono un valido supporto poiché offrono esercizi di grande variabilità e dinamicità che aiutano gli schemi motori e corporei a compiere azioni compensative

Servono da ausilio e da rinforzo agli esercizi che devono essere somministrati in ambiente altamente specializzato nella ginnastica correttiva e compensativa.

 

“Cosa si può apprendere” in acqua?

 

“Come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico?

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L’analisi di aspetti positivi e negativi del nuoto nel trattamento correttivo-compensativo è stata completata da argomenti interessantissimi. Tra questi spicca l’analisi dell’ambiente micro-gravitario e in assenza di gravità, la prevenzione dei vizi posturali, i possibili effetti tossici causati sull’organismo che utilizza i corsetti, la fluidodinamica acquatica, gli stili di nuoto.

Inoltre, sono state trattate le caratteristiche dell’ambiente acquatico che influenzano la postura, gli effetti della dinamica respiratoria in presenza di corsetto, gli esercizi e le strategie, e tanto altro!

Ancor di più, il volume è stato arricchito con argomenti che riguardano l’influenza della temperatura dell’acqua e i richiami di fisio-climatologia. L’argomento si completa con il micro-clima ambientale e la patogenesi neurogenica, l’effetto delle neuro-tossine prodotte in vasca, le contro-indicazioni assolute, gli adattamenti scheletrici all’esercizio fisico non gravoso acquatico.

Un libro che non può mancare nella libreria di un Tecnico, Medico, Terapista o Fisiologo dell’esercizio fisico, Chinesiologo.

E’ un testo pieno di punti di stimolo argomentativi da prendere in seria considerazione prima di elargire consigli.

Pre-ordini: contatti@iltrifogliobianco.it    – Ordini a prezzo scontato: il trifoglio bianco

  • ISBN-13: 9788885693234  –  ISBN-10: 8885693237 – EAN: 9788885693234

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