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Intervista di RAI NEWS: Gli effetti del nuoto in presenza di scoliosi

Intervista di Rai News-Gerardo D'Amico-Scoliosi-Nuoto-Basta la Salute-Dott. Rodolfo Lisi-Dott. Carmelo Giuffrida-Ginnastica Correttiva-Catania-1RAI NEWS 24 (canale 48 del digitale terrestre o canale 508 di sky), Mercoledì 1 maggio alle 13.30, e poi in replica alle 21.30, ha trasmesso l’intervista, da parte del conduttore Gerardo D’Amico di “Basta la salute” al Dott. Rodolfo Lisi sul libro dello stesso Lisi e del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida dal titolo:

“Il nuoto non fa bene – L’attività natatoria nelle scoliosi: miti e tabù da sfatare”.Intervista di Rai News-Gerardo D'Amico-Scoliosi-Nuoto-Basta la Salute-Dott. Rodolfo Lisi-Dott. Carmelo Giuffrida-Ginnastica Correttiva-Catania-2

L’intervista di RAI NEWS su un libro tecnico che non dovrebbe mancare nella libreria personale dello studioso dei paramorfismi e delle patologie vertebrali, dello Studente di Medicina Fisica e Riabilitazione, del FisioKinesiTerapista, del Dottore in Scienze Motorie e dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate!

Per chi se la fosse persa, ecco l'intervista che ho rilasciato a Gerardo D'Amico per RAI NEWS 24 riguardante mio libro "Il nuoto non fa bene".Ricordo le repliche (canale 48 del digitale terrestre): stasera alle 21.30; giovedì alle 14.30; domenica alle 15.30

Geplaatst door Rodolfo Lisi op Woensdag 1 mei 2019

Alcune domande trovano risposta in questo Volume!

 

Quali sono i pregi e i difetti di una prescrizione del nuoto in presenza di paramorfismi?

Il nuoto può essere considerato una vera e propria Panacea in presenza di Atteggiamento scoliotico, Scoliosi, iperlordosi lombare, ipercifosi dorsale, mal di schiena, lombalgia, lombosciatalgia, … ?

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica sono stati ricavati da prove, esperienza e buon senso?

Con quale coscienza l’Attività Fisica Adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità per assicurare una migliore qualità della vita, facendo bella mostra di se nei ricettari del Medico e tra le prescrizioni più gettonate?

Dal dominio del peso al dominio della forma, l’analisi chinesiologica e della fluidodinamica applicata conferisce gli elementi utili per affermare i comportamenti lesivi a carico del metacentro, dell’inerzia, l’influenza della turbolenza e dei vortici marginali, l’uso di vincoli e di controspinte idrostatiche.

Il “Principio di Archimede” in relazione all’ambiente micro-gravitario: come la prevenzione dei vizi posturali impone ragionamenti di tutela e protezione.

I circuiti neuronali e il costo metabolico, la stabilità nella dinamica, l’allenamento neuromotorio propriocettivo, la dinamica respiratoria e l’adozione del corsetto, la fisio-climatologia, il micro-clima e le ipotesi neurogeniche, le azioni delle neuro-tossine prodotte in vasca, … e tanto altro!

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CONTATTI

Se desidera avere più informazioni sui contenuti del libro, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico o con l’autore semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

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Giornata mondiale attività fisica

giornata mondiale attività fisica-Equipe-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

6 Aprile 2019: Giornata mondiale dell’attività fisica

 

Svolgere attività fisica regolarmente e promuovere più efficacemente uno stile di vita attivo sono le mission che condividiamo in seno alla Carta di Toronto e alla Dichiarazione di Bangkok in occasione di questa Giornata mondiale dell’attività fisica!

 

Cosa significa “Guadagnare Salute” per il Team dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida!?

 

Promuovere la salute e l’attività fisica richiede un lavoro di squadra, di integrazione di servizi, di presenza nel sociale, nella cultura e nella ricreazione.

Nonostante sia opinione comune che l’attività fisica fa bene alla salute e produce benessere a qualsiasi età, purtroppo, la sedentarietà è un comportamento presente nella quotidianità e nei comportamenti dei bambini, degli adolescenti e degli adulti italiani:giornata mondiale attività fisica-Equipe-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La Carta di Toronto
  • La Carta di Toronto indica un modello intersettoriale e di messa a sistema di azioni affinché possano essere sviluppati concretamente programmi e progetti per la promozione dell’attività fisica e della salute. La Carta di Toronto per l’attività fisica nacque il 20 maggio del 2010 per effetto di un Meeting della Society for Physical Activity and Health (ISPAH). Indica a diversi settori della società – Istruzione, Pianificazione urbanistica, Ambiente, Istruzione, Lavoro e Sanità – i rispettivi ruoli e azioni da intraprendere, in sinergia, per sostenere l’attività fisica.
La Dichiarazione di Bangkok
  • La Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica, la salute globale e lo sviluppo sostenibile, illustra le potenzialità dell’attività fisica per almeno otto obiettivi di sviluppo sostenibile.
La Carta di Ottawa
  • Con la Carta di Ottawa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – fornisce una prospettiva intersettoriale alla promozione della salute, affermando che questa non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario ma va oltre l’adozione di stili di vita pro-salute e punta al benessere: l’advocacy diventa una delle tre principali strategie per promuovere la salute e mette tutte le persone nelle condizioni di raggiungere appieno il loro potenziale di salute (enabling) coordinandone le azioni al fine di raggiungere questo obiettivo (mediating).
La 9° Conferenza Mondiale sulla Promozione della Salute di Shangai
  • La 9° Conferenza Mondiale sulla Promozione della Salute, svoltosi a Shangai dal 21 al 24 novembre 2016, ha riaffermato l’importanza di migliorare e rendere più equilibrata la salute integrando gli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Le Nazioni Unite hanno assegnato a tutti i Paesi Membri le raccomandazioni operative corredate da buone pratiche – azioni, vantaggi, strategie, … per orientare i piani, i programmi e gli interventi utili alla promozione della salute e dell’attività fisica.

giornata mondiale attività fisica-Equipe-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2I professionisti che operano all’interno dell’Equipe dello Studio del Prof. Carmelo Giuffrida, per aumentare i livelli di attività fisica in tutte le fasce di età e gruppi di popolazione, condividono le “evidence based” individualizzando i piani di lavoro secondo le regole di Fisiologia dell’esercizio fisico ed i contenuti della Carta di Toronto.

Inoltre, lo Staff tecnico di professionisti dello Studio, applica adeguatamente i programmi e i progetti della Dichiarazione di Bangkok avvalorando le potenzialità della promozione dell’attività fisica così come sostenuto dalle comunità scientifiche più accreditate.giornata mondiale-esercizio fisico-Equipe-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Lo Studio del Prof. Carmelo Giuffrida, attraverso il proprio operato nell’ambito dell’Attività Fisica Adattata, intende contribuire alla riduzione delle malattie non trasmissibili e alla promozione della salute della popolazione, con effetti positivi sulla qualità della vita e sugli ambienti di vita.

 

Be Health: mente e corpo in salute

 

Esattamente così come si sta operando in Austria, in Slovenia, in Spagna e in Svezia, anche in Italia sosteniamo azioni di promozione della salute e offriamo strumenti per la formazione in merito al benessere psico-fisico.

“Essere attivi ogni giorno” – “BE ACTIVE EVERY DAY”!


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nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania

Nuoto e scoliosi – pregi e difetti!

Il concetto di benessere fisico è stato sempre affiancato all’elemento “Acqua”. L’uso dell’acqua con scopo rieducativo e per la ricerca del benessere costituisce uno dei procedimenti più antichi di cui ha disposto l’essere umano sin da epoche remote: dalla civiltà egizia a quella ellenica e romana.

Nell’ambito della rieducazione posturale è uso comune, purtroppo ancora spesso, attribuire doti rieducative alle attività sportive e, in particolar modo, al nuoto. Il più delle volte tali qualità risultano assolutamente improprie e prive di evidenze giustificazioni scientifiche.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

 

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania

Non si può creare l’illusione di una miracolistica efficacia del nuoto poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

 

È utile chiarire il ruolo delle attività acquatiche e natatorie: queste ricoprono un ruolo di dubbia validità; purtroppo si continua a prescrivere il nuoto che è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Ancora oggi sopravvivono stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto, mentre sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico. L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione. In ambito neurologico è prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

 

Il binomio Nuoto e Scoliosi è improprio e ingiustificato!

 

nuoto e scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Prof. Rodolfo Lisi-Catania-1Tanti “si dice” inducono vecchi Medici non più aggiornati e la profanità dell’utenza che è costretta a un vissuto di educazione posturale, ad attribuire doti rieducative funzionali alle attività motorie in acqua; spesso, lo sport viene scelto come momento compensativo di alterazioni morfologico-posturali o di gravi curve scoliotiche paramorfiche.

In particolare, in modo assolutamente improprio e ingiustificato, la scelta viene indirizzata verso il nuoto come fosse una panacea.

Quindi, si precisa che, come qualsiasi altro sport, anche gli sport acquatici e natatori (di qualsiasi tipo o tecnica e comunque denominate) non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale: sono un valido supporto poiché offrono esercizi di grande variabilità e dinamicità che aiutano gli schemi motori e corporei a compiere azioni compensative; servono di ausilio e da rinforzo agli esercizi che devono essere somministrati in ambiente altamente specializzato nella ginnastica correttiva e compensativa.

Le tecniche di espletamento di esercizio fisico clinico in acqua sono fortemente connesse alle conoscenze delle proprietà fisiche del mezzo (acqua) e del corpo immerso in questo fluido, indipendentemente dalle sue proprietà organolettiche e, in particolare, in relazione al concetto di materia.

 

Il mezzo acquatico non può contenere obiettivi e strategie per la rieducazione della scoliosi!

 

trattamento chinesiologico della scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’acqua, o meglio il mezzo acquatico, non deve essere inteso come uno strumento terapeutico o un metodo di trattamento rieducativo ma, semplicemente, come un mezzo dotato di specifiche caratteristiche all’interno del quale possono essere allestite metodiche allenanti e come un “attrezzo” per la somministrazione di esercizi rieducativi. Quello che conta è la tipologia di esercizio somministrato e non le conoscenze dell’idrologia che non possono produrre un “metodo acquatico” contenente obiettivi e strategie rieducative e funzionali.

Le premesse epistemiologiche di un qualsiasi “somministratore” di esercizi devono, innanzitutto, fare sorgere il concetto di “cosa si può apprendere” in acqua e “come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico.

Tra gli stereotipi culturali che derivano dalla tradizione dell’idrologia e della fisio-climatologia sorge immediata la problematica legata alla temperatura e alla resistenza dell’acqua.

 

Nuoto e Scoliosi: migliorano le grandi funzioni organiche ma non può migliorare le condizioni meccaniche della curva scoliotica!

 

trattamento chinesiologico della scoliosi- Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Da non trascurare, poi, ci sono gli effetti “contesto-dipendenti” dell’acqua, come l’effetto anti-spastico, che assumono un ruolo di inutile magia sospingendo il lavoro in acqua come disciplina irregolare, i cui risultati portano all’impossibilità di corrette opinioni se non quelle di aver seguito una moda o un luogo comune.

Spasticità, stiffness non-neurale, co-contrazione fisiologica degli antagonisti, reclutamento muscolare e alterazione delle sequenze di attivazione muscolare rispetto alle condizioni del movimento sulla terraferma, … sono tutti elementi utili e non trascurabili per definire i termini di un esercizio da proporre che vanno molto al di là della semplice sterile diagnostica che descrive la patologia.

Indispensabile momento di valutazione davanti a un soggetto con paramorfismi diventa la consapevolezza di termini come l’impairment, la patologia, l’handicap, la disability, lo stato di cronicità, lo stato di stabilità e lo stato di acuzia patologica.

 

E, poi, occorre la consapevolezza della misurazione scientifica!

 


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Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi: analisi dei pro e dei contro per sfatare i miti e i tabù!

E’ appena stato pubblicato un singolare volume dal titolo “Il Nuoto non fa bene – l’attività natatoria nelle scoliosi: miti e tabù da sfatare” scritto dal Prof. Rodolfo Lisi e Dal Prof. Carmelo Giuffrida, Casa Editrice il Trifoglio Bianco.Nuoto-nuoto scoliosi a Catania-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

 

Quali sono i pregi e i difetti di una prescrizione del nuoto in presenza di paramorfismi?

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica sono stati ricavati da prove, esperienza e buon senso?

 

Con quale coscienza l’attività fisica adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità per assicurare una migliore qualità della vita, facendo bella mostra di sé nei ricettari del Medico e tra le prescrizioni più gettonate?

 

scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Sono stati esaminati i riferimenti bibliografici più credibili in seno alle comunità scientifiche, gli articoli originali, le recensioni, le prove tecniche scientifiche fornite di studi randomizzati e controllati.

Ne scaturisce la considerazione che, alla base di ogni piano di trattamento, si impone sempre una seria valutazione funzionale delle condizioni di efficienza fisica del soggetto esaminato, delle sue reali capacità motorie e delle sue qualità fisiche residue, prima di stabilire i possibili meccanismi di azione da intraprendere, i principi, i metodi e le tecniche utili per agire idoneamente al fine di raggiungere gli obiettivi programmati.

Ogni sessione di lavoro deve tenere in debita considerazione e preventivamente deve ben stabilire il tipo di esercizio, la quantità, l’intensità e la frequenza di attività fisica, la relativa necessità di quella specifica attività motoria e movimento, senza trascurare le possibili controindicazioni.

 

Il Nuoto è veramente indicato per risolvere la scoliosi!?

 

Nell’ambito della rieducazione posturale è usProf. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2o comune, purtroppo ancora spesso, attribuire doti rieducative alle attività sportive e, in particolar modo, al nuoto. Il più delle volte tali qualità risultano assolutamente improprie e prive di evidenze giustificazioni scientifiche.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi. Non si può creare l’illusione di una sua miracolistica efficacia poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

 

Il Nuoto non fa bene alle scoliosi: analisi dei pro e dei contro per sfatare i miti e i tabù!

 

Questo libro chiarisce il ruolo di dubbia validità delle attività acquatiche e natatorie. Purtroppo si continua a prescrivere il nuoto, che è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti, nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Nuoto-scoliosi-nuoto correttivo-ginnastica correttiva-paramorfismi-Prof. Rodolfo Lisi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Ancora oggi sopravvivono stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto, mentre sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico.

L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione.

In ambito neurologico, il nuoto viene prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

 

Tanti “si dice” inducono vecchi Medici non più aggiornati e la profanità dell’utenza che è costretta a un vissuto di educazione posturale, ad attribuire doti rieducative funzionali alle attività motorie in acqua.

Spesso lo sport viene scelto come momento compensativo di alterazioni morfologico-posturali o di gravi curve scoliotiche paramorfiche.

In particolare, in modo assolutamente improprio e ingiustificato, la scelta è indirizzata verso il nuoto come fosse una panacea.

 

Gli sport acquatici e natatori sono un valido supporto come qualsiasi altro sport!

Non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale

 

Il libro precisa che, come qualsiasi altro sport, anche gli sport acquatici e natatori (di qualsiasi tipo o tecnica e comunque denominate) non sono “TERAPIA” utilizzabile per “curare” la scoliosi o qualsiasi altro paramorfismo della colonna vertebrale.

Sono un valido supporto poiché offrono esercizi di grande variabilità e dinamicità che aiutano gli schemi motori e corporei a compiere azioni compensative

Servono da ausilio e da rinforzo agli esercizi che devono essere somministrati in ambiente altamente specializzato nella ginnastica correttiva e compensativa.

 

“Cosa si può apprendere” in acqua?

 

“Come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico?

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L’analisi di aspetti positivi e negativi del nuoto nel trattamento correttivo-compensativo è stata completata da argomenti interessantissimi come l’analisi dell’ambiente micro-gravitario e in assenza di gravità, la prevenzione dei vizi posturali, i possibili effetti tossici causati sull’organismo che utilizza i corsetti, la fluidodinamica acquatica, gli stili di nuoto.

Inoltre, sono state trattate le caratteristiche dell’ambiente acquatico che influenzano la postura, gli effetti della dinamica respiratoria in presenza di corsetto, gli esercizi e le strategie, e tanto altro!

Il volume è stato arricchito con argomenti che riguardano l’influenza della temperatura dell’acqua e i richiami di fisio-climatologia, il micro-clima ambientale e la patogenesi neurogenica, l’effetto delle neuro-tossine prodotte in vasca, le contro-indicazioni assolute, gli adattamenti scheletrici all’esercizio fisico non gravoso acquatico.

Un libro che non può mancare nella libreria di un Tecnico, Medico, Terapista o Fisiologo dell’esercizio fisico, Chinesiologo.

E’ un testo pieno di punti di stimolo argomentativi da prendere in seria considerazione prima di elargire consigli.

Pre-ordini: contatti@iltrifogliobianco.it    – Ordini a prezzo scontato: il trifoglio bianco

  • ISBN-13: 9788885693234  –  ISBN-10: 8885693237 – EAN: 9788885693234

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INVECCHIAMENTO: il benessere degli anziani si acquisisce con l’Attività Fisica Adattata

INVECCHIAMENTO : “Le modificazioni a cui è sottoposto l’essere umano per effetto del deterioramento e dell’usura”.

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019 –

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’invecchiamento, fenomeno multifattoriale e culturale, non è solo l’esaurimento progressivo della funzionalità ma comprende tutte le modificazioni a cui è sottoposto l’organismo a seguito di ben precisi processi morbosi che influiscono in modo lesivo sulle condizioni di deterioramento.

L’uomo, come tutte le specie viventi, nasce, cresce, si sviluppa e matura, si riproduce e diventa produttivo nelle sue capacità durante la maturità per poi affrontare la senescenza in cui raccoglie i frutti della sua intera esistenza e, …acquisire ciò che non si ha mai desiderato prima (rughe, corpo flaccido, perdita dei sensi, paura di soffrire, terrore di restare soli e, infine, la morte)!

È una legge della Biologia che si sussegue con un processo ciclico affidato a tempistiche biologiche differenti per ogni sistema e tessuto organico. L’ansia di restare giovani non permette di affrontare con facilità l’ultima tappa dell’esistenza umana: la vecchiaia.

La Somatometria – dal greco σώμα (sóma → corpo)μέτρον (métron → misura) – (la scienza che nelle discipline biologiche, antropologiche, paleontologiche, si occupa delle misurazioni e della comparazione delle forme anatomiche attraverso l’utilizzo di indici, di misure assolute e della forma delle regioni anatomiche) insegna che, durante la senescenza, si riscontra una evidente riduzione della statura.

 

L’invecchiamento nei processi di sviluppo: Secular trend o secular changes?!

 

Il termine di incremento secolare (secular trend) generalmente indica un’accelerazione nei processi dello sviluppo ed il raggiungimento delle dimensioni corporee da adulto ad un’età più precoce. (Olivier et al.,1977; Facchini e Gualdi Russo, 1982; Floris e Sanna, 1997, 1998).

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il secular trend è la risultante di una serie complessa di fenomeni che agiscono sull’adattabilità umana sia in termini fenotipici sia micro-evolutivi (Wolanski, 1985; Susanne e Bodzsar, 1998).

Sarebbe più appropriata la definizione di secular changes poiché suggerisce un andamento unidirezionale in cui è implicitamente contenuto sia il senso positivo sia quello negativo delle variazioni che si possono verificare tra le generazioni, nel tempo e tra le popolazioni, con differente retroterra geografico e socio-economico.

Sono riconducibili al secular trend anche le variazioni delle dimensioni corporee nell’accrescimento, l’accelerazione nei processi di maturazione, il ritardo dell’età alla menopausa (van Wieringen, 1979; Wolanski, 1980; Malina, 1990) e le modificazioni nella forma del cranio (Billy, 1966; Facchini e Gualdi Russo, 1982; Vercauteren et al., 1983; Vercauteren, 1990) e, ultimamente incluse, anche quelle variazioni, rilevate in Paesi cosiddetti in via di sviluppo o sottosviluppati, che riguardano le dimensioni corporee e/o il grado di maturità, nei confronti all’interno di una generazione o addirittura nell’ambito di una sola decade, che sono alle volte minime o addirittura negative in certe classi d’età (Zhang e Huang, 1988; Low et al., 1989).

Le variazioni del secular trend risultano differenti a seconda dell’età: si incrementano passando dalla fanciullezza all’adolescenza, e subiscono un decremento passando dall’adolescenza all’acquisizione delle dimensioni adulte.

 

Cambiamenti nell’invecchiamento

 

Nella senescenza si osservano variazioni morfologiche e somatometriche importanti. Le modificazioni fisiche e nello stile di vita cambiano sensibilmente in rapporto alla persona, ai suoi bisogni, ai suoi problemi e alla sua storia personale.invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

I principali cambiamenti riguardano:

  • i cambiamenti biologici e fisiologici,
  • i cambiamenti cognitivi (mentali): La mente è la parte del corpo meno soggetta all’invecchiamento, soprattutto se viene mantenuta in allenamento. L’esercizio mantiene e migliora le abilità mentali. Nella persona anziana sana le perdite riguardano solo alcune funzioni (memoria, velocità di risposta, …) e non impediscono il normale svolgimento delle attività quotidiane.
  • il pensionamento: lasciare il lavoro significa “perdere la propria professione”, la posizione professionale con cui ci si definiva. Si assiste ad un cambio di identità che produce la perdita dei rapporti legati al lavoro, comporta la riorganizzazione della vita di coppia e dell’occupazione del tempo vuoto sebbene consente di terminare progetti non compiuti prima.
  • la separazione dai figli,
  • diventare nonni dopo essere stati padri stimola la sensazione di sentirsi utili: la coppia si ritrova sola e deve scoprire un nuovo equilibrio coniugale, senza i figli. Il cambiamento può avvicinare i coniugi rafforzando il legame o provocare e aggravare conflitti già esistenti.
  • assistere alla morte dei parenti e degli amici: le relazioni si assottigliano lasciando spazio alla solitudine e alla paura di affrontare il momento della morte;
  • dover cambiare alloggio e affrontare un possibile ingresso in casa di riposo per anziani!

Invecchiamento: Modificazioni strutturali

 

Si assiste a:

aumento del diametro delle creste iliache in quanto aumenta la grandezza del bacino per effetto del peso viscerale, massa che ha gravato verso il basso per l’intero corso della vita);

aumento del diametro antero-posteriore del torace con incremento della cifosi dorsale; consegue una diminuzione dell’escursione di movimento del torace e delle strutture che partecipano alla respirazione e l’assunzione di atteggiamento inspiratorio;

– affaticamento del sistema respiratorio: i muscoli inspiratori vanno incontro a fenomeni fibrotici e di calcificazione; perdono la capacità elastica e contrattile a dispetto del tono che resta inalterato o aumenta.

decremento del diametro bi-acromiale per effetto delle retrazioni muscolari che interessano la scapola;

diminuzione del diametro trasverso del torace per effetto della riduzione della componente muscolare;

variazione dei carichi ponderali con modificazioni della distribuzione adiposa.

– la pelle si segna e si secca;

– rarefazione di peli e di capelli che diventano bianchi e grigi;

– diminuzione di vista e udito;

 

Invecchiamento: modificazioni che portano a patologie non tramissibili!

 

decremento della forza muscolare: la riduzione della massa e della forza muscolare è il risultato della sarcopenia per effetto dell’associazione di atrofia muscolare e della riduzione dell’attività fisica giornaliera; invecchiando, il sistema nervoso restituisce una riduzione del 37% del numero di fibre nervose spinali e una riduzione del 10% della velocità di conduzione dell’eccitamento lungo le fibre; la progressiva atrofia dei muscoli è caratterizzata dalla loro degenerazione fibrosa e dalla sostituzione delle fibrocellule muscolari con cellule adipose. Si riduce la componente contrattile e aumenta quella fibrotica poiché il connettivo continua a depositarsi ricoprendo il muscolo.invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

– rarefazione della massa ossea e incremento dei fenomeni degenerativi dell’apparato locomotore: l’avanzare della senescenza produce una scarsa attività degli osteoblasti che, in contrapposizione, vede un incremento dell’attività osteoclastica con gravi ripercussioni sulla densità ossea e compromettente le trabecole con la comparsa di cavità geodiche capaci di modificare il corpo vertebrale che mostra la modificazione del piatto fino a diventare cavo. Anche il disco intervertebrale si riduce nel suo spessore e consistenza a causa della incapacità di reidratarsi e di inefficacia ad assorbire gli urti e le pressioni meccaniche annullando il principio di Pascal per cui, se fossero efficienti, le forze si propagherebbero sulla superficie somatica salvaguardando il rachide.

La riduzione dell’altezza è compromessa per effetto delle protrusioni discali e, in casi gravi, anche per effetti di “crolli” (fratture) vertebrali.

I fenomeni artrosici a carico della colonna vertebrale che si osservano con più frequenza riguardano le degenerazioni discali, le faccette articolari e l’osteoporosi per cui, le modificazioni che riguardano le unità funzionali producono alterazioni delle curve rachidee.

 

 

Invecchiamento: si assiste anche ad altri cambiamenti!

 

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diminuzione della performance neuromuscolare;

– trasformazione del sistema immunitario;

lentezza dei movimenti;

tendenza a svalutarsi, a non piacersi più;

tendenza a non sedurre (pensare che le persone diventino asessuate);

incremento del bisogno di contare per qualcuno;

necessità di provare emozioni e sentimenti;

bisogno di avere un contatto fisico costante.

 

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5Invecchiamento: Quale Esercizio Fisico per l’anziano? A.F.A.!

 

L’attività consigliata all’anziano deve tenere presente una intensità moderata e avere impegno con carichi sub-massimali, una FCmax non superiore al 70-80% che, solo nei soggetti ben adattati può raggiungere picchi dell’85-90%; bisogna mantenere un regime prettamente aerobico evitando sforzi esagerati, esercizi di potenza, picchi anaerobici alternati come nell’HIIT e tenere conto dell’incapacità del sistema locomotore, cardio-circolatorio e respiratorio di conservare l’omeostasi. Il numero e la durata delle sessioni settimanali varia in rapporto all’individualizzazione, all’organizzazione del piano di lavoro e alla progressione dei microcicli di training.

 

invecchiamento-vecchiaia-terza età-vecchio-attività fisica-esercizio fisico-ginnastica-anziano-osteoporosi-artrosi-cadute-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6Attività Fisica e scelta degli esercizi: quali traguardi?

 

Il target degli obiettivi riguarda:

  • miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardio-circolatorie e respiratorie);
  • recupero delle qualità fisiche di base, ed essenzialmente:
  • forza muscolare,
  • mobilità articolare,

– equilibrio.

– aumentare lo stato di salute, il benessere generale e la qualità della vita;

– aiutare a controllare specifiche situazioni di vita: ansia, stress, …;

– ridurre o controllare l’insorgenza delle patologie croniche non trasmissibili: diabete, ipertensione, …;

– modificare l’immagine stereotipata della “vecchiaia”.

Importantissimo: rivolgersi a professionisti qualificati e capaci, dotati di grande esperienza e che siano in grado di offrire ambienti altamenti specialistici, protetti e sicuri!


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida

Stabilità del ginocchio

Stabilità del Ginocchio

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

Leonardo da Vinci, intuendo l’importanza di una articolazione come quella del ginocchio ne studiò, insieme alla caviglia, il sistema articolare e bio-meccanico chinesiologico facendo un sistematico ricorso all’analogia con la leva.

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

In una delle sue note, riferendosi alla funzione di sollevamento del calcagno svolta dal tendine di Achille che fa fulcro sull’avampiede, ne misurava esattamente la forza usando le leggi della leva.

Inoltre, disegnava con estrema precisione l’arto inferiore rivestito dei muscoli responsabili delle azioni meccaniche che ne consentono i diversi moti.

 

Osservando l’anatomia del ginocchio si evidenzia la scarsa congruenza tra le superfici articolari. Ciò condiziona la mobilità generale e la stabilità dell’articolazione che viene garantita in modo passivo dalle strutture legamentose:

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

 

  • strutture centrali: legamenti crociati anteriori e posteriori, legamento soprarotuleo;
  • strutture periferiche: legamenti collaterale esterno e mediale.

Attivamente, il ginocchio è avvolto da strutture muscolari che appartengono al sistema di stabilizzazione dell’articolazione:

  • il grande gluteo;
  • il quadricipite femorale;
  • il tensore della fascia lata;
  • i vasti mediali;
  • gli ischiocrurali;
  • il popliteo.

 

Stabilità del ginocchio: Sinergia della catena cinetica

 

L’azione sinergica dell’intera catena cinetica assume un ruolo di protezione per l’articolazione non solo sul piano sagittale ma su tutti e tre i piani dello spazio.stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

Nella stazione eretta, a livello del piatto tibiale, la flessione del ginocchio crea un piano inclinato che produce lo scivolamento anteriore dei condili femorali a cui consegue tensione dei legamenti crociati posteriore e laterale (LCP e LCL).

Alcune componenti dell’azione muscolare del quadricipite femorale entrano in sinergia con i muscoli ischio-crurali opponendosi efficacemente allo slittamento sfavorevole in avanti, consentendo di preservare dal traumatismo e dall’usura le strutture legamentose che subiscono esagerate sollecitazioni a seguito dei movimenti sovraccaricanti.

 

Le forze articolari e muscolari si trovano in equilibrio reciproco; se opportunamente guidate e propriocettivamente stimolate possono garantire una migliore stabilità dell’articolazione ed evitare che esse risultino traumatizzanti.stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida

Sul piano frontale, il ginocchio può subire un insieme di forze varizzanti conseguenti al decentramento dell’anca e, solitamente, annullate dal fisiologico valgismo delle gambe.

La capacità dei muscoli laterali è l’azione abduttrice utile a mantenere e stabilizzare la gamba e l’articolazione del ginocchio attraverso il tensore della fascia lata, il grande gluteo, il bicipite femorale, il popliteo e, parzialmente, anche il quadricipite.

Medialmente, intervengono con un’azione antivalgizzante quando il ginocchio si presenta leggermente flesso o esteso rispetto alla stazione eretta il semimembranoso, il semitendinoso, il gracile e il sartorio.

Stabilità del ginocchio: garantita dall’equilibrio mio-fasciale

 

L’equilibrio muscolare della gamba viene modulato da un buon equilibrio generale con un prezioso contributo dei muscoli ischiocrurali e del bicipite femorale che, coadiuvato dal popliteo e dal tensore della fascia lata (extrarotatore per eccellenza), evitano l’eccessiva intra-rotazione del ginocchio.

Fondamentale è il ruolo del quadricipite femorale che, con la sua azione coadiuva il tendine rotuleo ad assolvere il controllo di una parziale intra-rotazione del ginocchio.


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