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Attività Fisica Adattata a domicilio

Nuove frontiere del corpo con Attività Fisica Adattata a domicilio per la promozione e il mantenimento della salute

 

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,3L’esercizio fisico è un intervento efficace nel trattamento di numerose patologie croniche. Ma, a dispetto di robuste evidenze scientifiche, rimane ampiamente sotto-utilizzato rispetto a interventi farmacologici o chirurgici.

Il movimento incide sullo stile di vita di ciascuno e, in particolare, rappresenta il futuro dell’invecchiamento positivo della popolazione.

Il Team dello Studio può portare il benessere a casa di chi ne richiede un intervento, offrendo professionalità tecnica ed etica esemplare.

 

Attività fisica al proprio domicilio: Utilità al di là di ogni ragionevole dubbio!

… ma, attenzione non è “FISIOTERAPIA”.

 

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,2È possibile richiedere un servizio con espletamento del piano di lavoro o consulenze tecniche al proprio domicilio. Ciò consente di effettuare con comodità la sessione di Attività Fisica Adattata evitando i disagi di spostarsi.

Recarsi presso un ambiente tecnico distante, per richiedere una consulenza o effettuare una sessione di attività fisica, comporta spesso gravi disagi per se e per l’eventuale accompagnatore (caregiver)!

 

Chi sono le persone che vanno orientate verso il movimento continuativo e costante a domicilio?

 

In alternativa al Fisioterapista si occupa di trattare soggetti che hanno patologie in fase acuta, in soggetti con patologie stabilizzate o croniche ci si può rivolgere allo Specialista del Movimento.

Il compito dello Specialista dell’Esercizio Fisico inizia quando termina quello del Fisioterapista una volta stabilizzata la patologia o quando la patologia è ormai in stato di cronicizzazione.

L’Attività Fisica Adattata comporta un insieme di specifici esercizi “adattati” alle diminuite capacità funzionali conseguenti a condizioni croniche. Pertanto, anche l’artrosi della colonna vertebrale, delle articolazioni coxo-femorali e delle ginocchia, gli esiti stabilizzati dell’ictus cerebrale e della malattia di Parkinson possono riceverne beneficio.

A dire la verità, le persone che conducono vita sedentaria vanno incontro a depressione, perdita di motivazione, perdita di relazioni sociali o familiari, ecc.

Sarcopenia, alterata flessibilità articolare, decondizionamento cardiovascolare, osteoporosi, sono menomazioni affrontabili con l’esercizio fisico.

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,1Per precisione, cammino ed equilibrio difficoltosi, ridotta resistenza allo sforzo, alterata destrezza manuale, ecc. sono limitazioni funzionali che è possibile combattere attraverso l’adozione dell’Attività Fisica Adattata.

Incapacità o difficoltà a compiere le attività della vita quotidiana necessarie per l’autonomia in casa o fuori casa rappresentano l’insieme delle disabilità che possono trarre beneficio dall’intervento di uno #Specialista dell’Esercizio Fisico.

Infatti, un migliore trofismo muscolare, escursione articolare, funzione cardiovascolare, migliore densità minerale ossea, possono contrastare l’effetto devastante delle menomazioni involutive. Insieme a un migliore cammino ed equilibrio, resistenza allo sforzo, destrezza manuale, ecc. genera un forte contrasto alle limitazioni funzionali. Inoltre, determina una minore difficoltà a compiere le attività della vita quotidiana necessarie per l’autonomia in casa o fuori casa, azzerando le disabilità.

Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania

 

Migliore tono dell’umore, conservazione di motivazione, relazioni sociali e familiari, ecc… garantiscono, poi, uno stile di vita attivo.

L’esercizio finalizzato è il futuro per stare bene!

 

A chi serve la ginnastica a domicilio?

 

L’Attività Fisica Adattata a #domicilio è indirizzata a persone a rischio che vogliono riscoprire il piacere del movimento e stare bene:

… domiciliarità leggera: persone non dipendenti totalmente dai servizi, ma che necessitano di un sostegno legato a servizi alla persona;

… con evidente perdita di riserva funzionale;Domicilio,Domiciliare,Attività Fisica Adattata,deambulazione,Prof. Carmelo Giuffrida,Catania,4

depresse;

che denunciano una perdita di fiducia legata a incidenti o cadute con strascichi psicologici o insicurezze psicofisiche;

… sole;

in età avanzata;

… che usufruiscono di assistenza domiciliare (spesa, pagamento bollette, accompagnamento ecc);

… e che devono essere “riaccompagnate nel mondo” per raggiungere una meta territoriale!

 

#Personal Trainer e #Personal Health: garanzie solo da Professionisti formati all’Università !!!

 

Se si ricerca un “Personal Trainer” particolare è possibile richiedere l’intervento del “Personal Health”. Questa è la figura professionale preposta a gestire in maniera individualizzata l’esercizio fisico di coloro che si avvicinano o praticano attività fisica per migliorare il proprio stato di salute o di forma fisica. In materia di efficienza fisica rappresenta un’altra importante area di intervento relativa all’educazione di stili di vita salutari e al ruolo di motivatore nell’ambito della pratica dell’attività fisica.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza o intraprendere un trattamento domiciliare, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

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stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida

Stabilità del ginocchio

Stabilità del Ginocchio

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

Leonardo da Vinci, intuendo l’importanza di una articolazione come quella del ginocchio ne studiò, insieme alla caviglia, il sistema articolare e bio-meccanico chinesiologico facendo un sistematico ricorso all’analogia con la leva.

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

In una delle sue note, riferendosi alla funzione di sollevamento del calcagno svolta dal tendine di Achille che fa fulcro sull’avampiede, ne misurava esattamente la forza usando le leggi della leva.

Inoltre, disegnava con estrema precisione l’arto inferiore rivestito dei muscoli responsabili delle azioni meccaniche che ne consentono i diversi moti.

 

Osservando l’anatomia del ginocchio si evidenzia la scarsa congruenza tra le superfici articolari. Ciò condiziona la mobilità generale e la stabilità dell’articolazione che viene garantita in modo passivo dalle strutture legamentose:

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

 

  • strutture centrali: legamenti crociati anteriori e posteriori, legamento soprarotuleo;
  • strutture periferiche: legamenti collaterale esterno e mediale.

Attivamente, il ginocchio è avvolto da strutture muscolari che appartengono al sistema di stabilizzazione dell’articolazione:

  • il grande gluteo;
  • il quadricipite femorale;
  • il tensore della fascia lata;
  • i vasti mediali;
  • gli ischiocrurali;
  • il popliteo.

 

Stabilità del ginocchio: Sinergia della catena cinetica

 

L’azione sinergica dell’intera catena cinetica assume un ruolo di protezione per l’articolazione non solo sul piano sagittale ma su tutti e tre i piani dello spazio.stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

Nella stazione eretta, a livello del piatto tibiale, la flessione del ginocchio crea un piano inclinato che produce lo scivolamento anteriore dei condili femorali a cui consegue tensione dei legamenti crociati posteriore e laterale (LCP e LCL).

Alcune componenti dell’azione muscolare del quadricipite femorale entrano in sinergia con i muscoli ischio-crurali opponendosi efficacemente allo slittamento sfavorevole in avanti, consentendo di preservare dal traumatismo e dall’usura le strutture legamentose che subiscono esagerate sollecitazioni a seguito dei movimenti sovraccaricanti.

 

Le forze articolari e muscolari si trovano in equilibrio reciproco; se opportunamente guidate e propriocettivamente stimolate possono garantire una migliore stabilità dell’articolazione ed evitare che esse risultino traumatizzanti.stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-Repertorio Studio Prof. Carmelo Giuffrida

Sul piano frontale, il ginocchio può subire un insieme di forze varizzanti conseguenti al decentramento dell’anca e, solitamente, annullate dal fisiologico valgismo delle gambe.

La capacità dei muscoli laterali è l’azione abduttrice utile a mantenere e stabilizzare la gamba e l’articolazione del ginocchio. Ciò avviene attraverso il tensore della fascia lata, il grande gluteo, il bicipite femorale, il popliteo e, parzialmente, anche il quadricipite.

Medialmente, intervengono con un’azione antivalgizzante quando il ginocchio si presenta leggermente flesso o esteso rispetto alla stazione eretta il semimembranoso, il semitendinoso, il gracile e il sartorio.

Stabilità del ginocchio: garantita dall’equilibrio mio-fasciale

 

L’equilibrio muscolare della gamba viene modulato da un buon equilibrio generale. E’ prezioso il contributo dei muscoli ischiocrurali e del bicipite femorale che, coadiuvato dal popliteo e dal tensore della fascia lata (extrarotatore per eccellenza), evitano l’eccessiva intra-rotazione del ginocchio.

Fondamentale è il ruolo del quadricipite femorale. La sua azione coadiuva il tendine rotuleo ad assolvere il controllo di una parziale intra-rotazione del ginocchio.


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Sport o Attività Fisica? Ad ogni persona bisogna prospettare il proprio piano di lavoro!

Lo Sport …è cosa diversa dall’Attività Fisica!

 

L’organismo umano necessita del movimento e non della sedentarietà: il gesto motorio è connaturato con la sua natura e una regolare attività fisica, anche di moderata intensità, è in grado di contribuire abbondantemente a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita.

Una carente e scarsa attività fisica è coinvolta nell’insorgenza di parecchie malattie non trasmissibili e disturbi frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatorie (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca), dismetabolismi, tumori.

 

Se si decide di fare Attività Motoria bisogna avere le idee chiare e scegliere bene.

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Fare esercizio fisico con i suoi obiettivi, finalità e potenzialità, è cosa ben diversa dal praticare un’attività sportiva ed esercitarsi in uno sport.

Lo sport è caratterizzato da aspetti importanti e fondamentali che, essenzialmente in età evolutiva, persegue aspetti psico-fisici ed educativi.

Lo Sport non nasce per servire l’essere umano e la sua salute bensì per fornire divertimento e incremento della performance fisica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Attività Fisica un qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico.

Questa definizione include, quindi, le attività sportive, l’attività lavorativa manuale e i normali movimenti della vita quotidiana come il camminare, l’andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio, … compresi i lavori domestici.

 

 Ogni momento della giornata è una buona occasione per fare movimento

 

Lo svolgimento di attività fisica non implica un dispendio di tempo espressamente dedicato poiché ogni momento della giornata è una buona occasione per fare movimento rendendo le normali attività quotidiane in un pretesto per fare esercizio fisico. Ancora meglio e di più per ottenere il benessere è la costante pratica finalizzata presso un ambiente che ne finalizza l’attività.

Pertanto, l’Attività Fisica va ben oltre il concetto di sport e rappresenta il più potente antidoto da usare contro il veleno della sedentarietà, per migliorare la qualità della vita ed incrementare il proprio stato di salute.

Quali sono i benefici dell’attività fisica?

 

Muoversi ogni giorno produce effetti positivi sullo stato di salute fisico e psichico dell’individuo.

Gli studi e le evidenze scientifiche che ne confermano i grandi effetti benefici sono ormai innumerevoli e, quotidianamente, emerge che l’attività fisica:

  • migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2;
  • previene l’ipercolesterolemia e l’ipertensione;
  • riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo;
  • diminuisce il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori, come quelli del colon e del seno;
  • riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e da altre malattie cardiache
  • previene e riduce l’osteoporosi e il rischio di fratture, oltre ai disturbi muscolo-scheletrici (come il mal di schiena);
  • riduce i sintomi di ansia, stress e depressione;
  • previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti;
  • favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell’autostima, dell’autonomia;
  • facilita la gestione dell’ansia e delle situazioni stressanti;
  • produce dispendio energetico diminuendo il rischio dell’obesità.

 

E’ difficile scegliere lo Sport o l’Attività Fisica?

Ad ogni persona bisogna prospettare il proprio piano di lavoro!

 

lo sport-attività fisica-esercizio fisico-sport-allenamento-seduta singola-gruppo-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-salute-benessere-1Per essere più reattivi e ottenere una buona performance nel proprio sport, per ritornare a praticarlo dopo un infortunio e dopo la riabilitazione fisioterapica, per evitare rischi di malesseri, di infortuni e di recidive, diventa indispensabile la pratica di attività motoria in ambiente protetto e sicuro.

Occorre riatletizzare, tornare all’efficienza perduta o, forse, acquisire la performance mai avuta e sempre desiderato, …

Educare o rieducare un movimento impone la presenza di persone altamente specializzate a farlo, capaci di attivare le giuste metodiche, dosi, posologia, strumenti, … esattamente come se si trattasse di somministrare un importante farmaco!

Ad ogni persona, con la sua storia personale ed esigenze individuali, bisogna prospettare il proprio piano di lavoro fissando gli obiettivi risolutivi per il raggiungimento del benessere tramite l’esercizio fisico più idoneo.

 

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Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

L’esercizio fisico adattato nei cardio-trapiantati migliora la qualità della vita!

 

 

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Scarse esperienze inerenti all’esercizio fisico nei cardio-trapiantati inducono ad affermare che il training fisico studiato nel corso del tempo non è stato uniforme nella tipologia, nell’intensità, nella frequenza e nella durata.

Anche la limitata letteratura scientifica associata a un altrettanto limitato numero di soggetti, appare molto riduttiva nei confronti di evidenze scientifiche.

I risultati positivi ottenuti non si possono utilizzare come guida per un impiego esatto e sicuro in un piano di trattamento con Attività Fisica Adattata.

 

Caratteristiche dei cardio-trapiantati

 

In bibliografia, le caratteristiche comuni dei soggetti cardio-trapiantati sono così riassumibili:

1) tutti i soggetti con insufficienza cardiaca cronica sono rimasti a lungo inattivi prima di ricevere il cuore di un donatore determinando un circolo vizioso di decondizionamento/aggravamento del deficit funzionale;

2) il cuore trapiantato è denervato e la risposta all’esercizio fisico è influenzata fortemente dall’incompetenza cronotropa che riduce l’aumento della gettata cardiaca e, quindi, il VO2 di picco;

3) il miglioramento della capacità funzionale è lento, dipende dall’età e dalle complicazioni post-operatorie.

4) tutti i soggetti trapiantati hanno una ridotta tolleranza allo sforzo in relazione a vari fattori (1).

In questo contesto, la funzione polmonare non sembra avere un ruolo importante come il sistema cardiocircolatorio e la muscolatura scheletrica.

L’aumento dello spazio morto fisiologico e la riduzione della diffusione alveolo-capillare, generalmente, regrediscono a distanza dal trapianto cardiaco. La funzione cardiaca e quella muscolare restano più limitate nel tempo (2).

La funzione cardiaca è limitata dall’incompetenza cronotropa e dalla disfunzione diastolica (3 – 4).

La mancanza di una innervazione diretta del nodo senoatriale sembra costituire la causa più probabile di tale incompetenza. L’aumento delle catecolamine circolanti e la risposta del nodo seno-atriale alla stimolazione beta-adrenergica sono normali o addirittura aumentate.

 

Osservazioni sui cardio-trapiantati

 

La connessione elettrica tra il seno atriale del cuore nativo e quello del cuore trapiantato produce un aumento di circa il 20% della risposta della frequenza cardiaca al picco di esercizio, a cui corrisponde un aumento di circa il 10% del VO2 di picco (5).

Il deficit muscolare dipende da alterazioni strutturali e funzionali (atrofia miocellulare, aumento delle fibre glicolitiche rispetto a quelle ossidative, riduzione del rapporto capillari/fibra, riduzione del volume di densità mitocondriale, riduzione del contenuto di enzimi ossidativi) che non sempre regrediscono completamente dopo il trapianto (6 -7).

Il VO2 di picco tende ad aumentare con il passare dei mesi dopo il trapianto, in particolar modo nei soggetti più giovani di sesso maschile.

 

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Effetti dell’Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

 

  • Molte alterazioni muscolo-scheletriche e cardiovascolari regrediscono dopo un adeguato programma di allenamento aerobico. Vi corrisponde un aumento della capacità funzionale e della qualità di vita (8 – 9);
  • la massa magra tende ad aumentare del 10-15%;
  • la risposta cronotropa è ridotta con miglioramento del rapporto frequenza cardiaca/VO2;
  • la pressione arteriosa sistemica tende a ridursi a riposo e a carico sotto-massimale;
  • il VO2 di picco aumenta del 10-20%, associato ad aumento della soglia anaerobica.

Sembra che l’esercizio fisico adattato nei cardio-trapiantati:

  • prevenga gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva;
  • migliora il profilo di rischio cardiovascolare;
  • incrementa la sensibilità all’insulina;
  • produce la riduzione dell’indice di massa corporea;
  • riduce il colesterolo LDL e i trigliceridi mentre aumenta il colesterolo HDL.

Questi effetti sono responsabili del miglioramento della funzione endoteliale delle grandi arterie di conduttanza e delle piccole arterie.

Oltre al training aerobico, ai cardio-trapiantati si raccomanda di effettuare esercizi contro resistenza. Ciò in quanto è stato dimostrato un aumento della calcificazione ossea e una riduzione dell’osteoporosi indotta dalla terapia cortisonica (10).


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Bibliografia

1 – Marconi C, Marzorati M. Exercise after heart transplantation. Eur J Appl Physiol 2003; 90: 250-259.

2 – Wright RS, Levine MS, Bellamy PE, et al. Ventilatory and diffusion abnormalities in potential heart transplantation recipients. Chest 1990; 98: 816-820.

3 – Kao AC, Van Trigt P 3rd, Shaeffer-McCall GS, et al. Allograft diastolic dysfunction and chronotropic incompetence limit cardiac output response to exercise two to six years after heart transplantation. J Heart Lung Transplant 1995; 14 (Pt 1): 11-22.

4 – Quigg RJ, Rocco MB, Gauthier DF, Creager MA, Hartley LH, Colucci WS. Mechanism of the attenuated peak heart rate response to exercise after orthotopic cardiac transplantation. J Am Coll Cardiol 1989; 14: 338-344.

5 – Beniaminovitz A, Coromilas J, Oz M, Galantowicz M, Donchez L, Mancini D. Electrical connection of native and transplanted sinus nodes via atrial pacing improves exercise performance after cardiac transplantation. Am J Cardiol 1998; 81: 1373-1377.

6 – Massie BM, Conway M, Rajagopalan B, et al. Skeletal muscle metabolism during exercise under ischemic conditions in congestive heart failure. Evidence for abnormalities unrelated to blood flow. Circulation 1988; 78: 320-326.

Ulteriore bibliografia di riferimento

7 – Mancini DM, Walter G, Reichek N, et al. Contribution of skeletal muscle atrophy to exercise intolerance and altered muscle metabolism in heart failure. Circulation 1992; 85:1364-1373.

8 – Kobashigawa JA, Leaf DA, Lee N, et al. A controlled trial of exercise rehabilitation after heart transplantation. N Engl J Med 1999; 340: 272-277.

9 – Kavanagh T, Yacoub MH, Mertens DJ, Kennedy J, Campbell RB, Sawyer P. Cardiorespiratory responses to exercise training after orthotopic cardiac transplantation. Circulation 1988; 77: 162-171.

10 – Braith RW, Welsch MA, Mills RM Jr, Keller JW, Pollock ML. Resistance exercise prevents glucocorticoid-induced myopathy in heart transplant recipients. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 483-9.

11 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico. Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC).

12. ROMUALDO BELARDINELLI, PIERGIUSEPPE AGOSTONI – L’esercizio fisico nel paziente con insufficienza cardiaca cronica e nel paziente sottoposto a trapianto cardiaco – G. Ital. Cardiol. 2007; 8 (11): 681-731

 

 

 

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