Alzheimer o Diabete tipo 3 e Attività Fisica Adattata

 

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

La malattia di Alzheimer presenta un quadro complesso di alterazioni:

  • anomalie istopatologiche, molecolari e biochimiche, inclusa la perdita cellulare;
  • abbondanti grovigli neurofibrillari;
  • neuriti distrofiche;
  • una proteina precursore dell’amiloide con depositi di amiloide-β (APP-Aβ);
  • un aumento dell’attivazione dei geni prodeath e delle vie di segnalazione;
  • un metabolismo energetico alterato;
  • una disfunzione mitocondriale;
  • uno stress ossidativo cronico;
  • importanti danni al DNA.

Per ottenere una migliore comprensione della patogenesi dell’Alzheimer occorre avere un quadro meccanico in grado di interconnettere tutti questi fenomeni.

Una rapida crescita nella letteratura internazionale attribuisce al deficit di insulina e alla resistenza all’insulina un’azione mediatrice della neuro-degenerazione della malattia di Alzheimer.

A tutt’oggi, queste innovative informazioni risultano piene di concetti conflittuali e problematiche non risolte in merito ai potenziali contributi apportati dal diabete mellito di tipo 2 (T2DM), dalle sindromi metaboliche e dall’obesità nella patogenesi della malattia di Alzheimer (1).

Risulta evidente che il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) causa resistenza all’insulina cerebrale, stress ossidativo e deterioramento cognitivo, ma i suoi effetti aggregati sono molto lontani dall’imitare l’Alzheimer;

Disturbi nell’insulina cerebrale e nei meccanismi di segnalazione del fattore di crescita insulino-simile (IGF) sono le anomalie precoci e progressive che potrebbero rappresentare la maggior parte delle lesioni molecolari, biochimiche e istopatologiche dell’Alzheimer (2).

Il diabete cerebrale sperimentale prodotto dalla somministrazione intracerebrale di streptozotocina ha condiviso molte caratteristiche con l’Alzheimer (3), fornendo anche risposte di deterioramento cognitivo e disturbi nell’omeostasi dell’acetilcolina. Ne deriva che il diabete cerebrale sperimentale è trattabile con agenti sensibilizzanti dell’insulina, cioè farmaci attualmente usati per trattare il diabete mellito di tipo 2 (4).

La malattia di Alzheimer può essere diagnosticata con certezza solo mediante la dimostrazione postmortem di abbondanti grovigli neurofibrillari e placche neuritiche con accumulo di precursore della proteina amiloide, depositi di amiloide-β (APP-Aβ) in placche e pareti dei vasi in regioni selezionate del cervello.

Le lesioni strutturali associate alla demenza sono causate dal collasso del citoscheletro neuronale e dall’accumulo di proteine ​​associate ai microtubuli iperfosforilati e poliubiquitinati, come il tau, con conseguente formazione di grovigli neurofibrillari, neurite distrofica e fili di neuropile (1-3).

La rivalutazione della letteratura riguardante quasi trent’anni di ricerche ha rivelato che le menomazioni nell’utilizzo del glucosio cerebrale e nel metabolismo energetico rappresentano anomalie molto precoci che precedono o accompagnano le fasi iniziali del deterioramento cognitivo (5-6) avviando il concetto che la segnalazione di insulina compromessa ha un ruolo importante nella patogenesi dell’Alzheimer e, di conseguenza, la proposta della denominazione di “diabete di tipo 3”.

Le caratteristiche delle sindromi mellitiche del diabete includono menomazioni nelle azioni insuliniche e segnalazione che si traducono in iperglicemia cronica, indipendentemente dal sottotipo, dall’eziologia, dalla patogenesi o dalla disponibilità di insulina.

Il diabete mellito di tipo 1 è provocato dalla distruzione (solitamente autoimmune) delle cellule beta dell’isolato pancreatico e dalla presenza di insulino-carenza di insulina.

Il diabete mellito di tipo 2, la forma più comune, è causato dalla resistenza all’insulina nei tessuti periferici ed è più frequentemente associato all’invecchiamento, a una storia familiare di diabete, all’obesità e alla insufficienza pratica di esercizio fisico. Gli individui con diabete mellito di tipo 2 presentano iperglicemia e iperinsulinemia. L’insulino-resistenza nel diabete mellito di tipo 2 è parzialmente mediata dalla ridotta espressione del recettore insulinico, dall’attività del recettore insulinico della tirosin-chinasi, dall’espressione del tipo 1 del substrato del recettore dell’insulina (IRS) – (7). 

Il diabete gestazionale è associato alla gravidanza ed è provocato da carenza di insulina e iperglicemia.

La steato-epatite non alcolica (NASH), o sindrome metabolica, è associata a insulino-resistenza epatica ma si sovrappone al diabete mellito di tipo 2 – (8 – 9).

Il diabete mellito di tipo 3 corrisponde a una insulino-resistenza cronica che si somma a uno stato di insufficienza di insulina, in gran parte limitato al cervello, ma come la NASH, può sovrapporsi a diabete mellito di tipo 2, rappresentando uno dei principali meccanismi patogenetici della neuro-degenerazione dell’Alzheimer – (10 – 11).

 

Inattività motoria

Con l’invecchiamento si assiste a:

  • riduzione delle capacità funzionali,
  • aumento del deterioramento fisico con conseguente diminuzione delle capacità fisiche e relativo aumento della morbilità.

Una diminuzione delle motivazioni induce ad uno stile di vita sedentario.

 

Il professionista del movimento deve fornire motivazioni proponendo diverse attività per mantenere un buon potenziale motorio negli anziani.

Attraverso una serie di esercizi fisici specifici si preserva, si mantiene e si migliora la salute e la qualità di vita dell’anziano.

 

Attività fisica improntata sulla “gero-motricità”

 

Gli effetti dell’attività motoria producono una serie di modificazioni anatomo-funzionali.

L’esercizio fisico tende a combattere il decadimento fisico ma deve prevedere un training in ambiente protetto, sicuro e dotato di defibrillatore.

Occorre tenere conto dei bisogni, delle esigenze, delle aspettative conseguenti alla situazione dell’Anziano istituzionalizzato.

L’intervento deve essere finalizzato a prevenire o a ritardare i danni invalidanti dell’invecchiamento nella 4° / 5° età.

L’intervento psico-motorio deve essere finalizzato al miglioramento, al mantenimento, al recupero globale delle potenzialità motorie e cognitive residue del Grande Anziano.

 

Nello specifico è utile proporre una Attività Fisica Adattata con:

  • Esecuzione lenta, dolce e facilitata dei movimenti attraverso uso di grandi e piccoli attrezzi ma usando anche attrezzi non codificati o di fortuna e a corpo libero somministrati con creatività e fantasia;
  • Poche ripetizioni tendenti al miglioramento di resistenza aerobica, forza, mobilità articolare e coordinazione neuro-muscolare;
  • Consapevolezza dell’esecuzione motoria e dei limiti funzionali;
  • Abolizione di movimenti grossolani e violenti;
  • Corretti esercizi di respirazione;
  • Apprendimento di Posture corrette e conoscenze su come fugare dal dolore e dalle tensioni muscolari;
  • Riattivazione delle grandi funzioni organiche: capacità cardio-circolatorie, respiratorie e uro-intestinali);
  • Recupero o mantenimento dell’autonomia essenziale degli arti (superiori e inferiori) e dell’equilibrio;
  • Prevenzione primaria e secondaria con risveglio-mantenimento della presenza psichica, stimolando e favorendo:
  • – Attenzione/Memoria (stabilire relazioni di reciproca accettazione);
  • – Padronanza di movimento con educazione a un uso consapevole del gesto motorio che favorisce le funzioni e migliora le prospettive della salute e del benessere;
  • – Socializzazione e relazioni;
  • – Prontezza di riflessi (Consapevolezza del proprio bagaglio ideo-motorio).

 

Esercizi domiciliari

 

Il caregiver verrà istruito dal Team tecnico per seguire il soggetto al suo domicilio per effettuare almeno 30-35 minuti al giorno di esercizio fisico secondo le indicazioni del protocollo dello Studio diretto a migliorare la qualità del sonno, il dolore percepito e le capacità prestative, la memoria attentiva, la socializzazione e la padronanza psico-motoria.

Il protocollo dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida viene personalizzato a seconda delle esigenze individuali per garantire un grado ottimale di autonomia come fattore qualitativo di vita ma, le linee generali restano comuni per:

  • Anziani e grandi anziani sani
  • Anziani con Malattia di Alzheimer
  • Anziani con Morbo di Parkinson
  • Anziani con Demenza Vascolare Ischemica
  • Anziani osteoporotici
  • Malattie metaboliche ereditarie
  • Co-morbilità con miscellanea (traumi cranici, recupero traumi osteo-muscolari, sindromi para-neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie)

 


CONTATTI

 

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


Web-grafia di riferimento

 J Diabete Sci Technol. 2008 nov; 2 (6): 1101-1113. Pubblicato online 2008 Nov. doi:  10.1177 / 193229680800200619 PMCID: PMC2769828 PMID: 19885299 La malattia di Alzheimer è la prova del diabete di tipo 3 analizzata Suzanne M. de la Monte , MD, MPH 1, 2, 3 e Jack R. Wands , MD 3

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2769828/

Bibliografia

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  1. Jellinger KA. Aspetti neuropatologici della malattia di Alzheimer, del morbo di Parkinson e della demenza frontotemporale. Neurodegener Dis. 2008; 5 (3-4): 118-121. [PubMed]

 

  1. Wang XP, Ding HL. La malattia di Alzheimer: epidemiologia, genetica e oltre. Neurosc. Bull. 2008; 24(2): 105-109. [Articolo gratuito di PMC] [PubMed]

 

  1. De la Monte SM, bacchette JR. Rassegna di insulina, espressione del fattore di crescita simile all’insulina, segnalazione e malfunzionamento nel sistema nervoso centrale: rilevanza per il morbo di Alzheimer. J Alzheimer Dis. 2005; 7 (1): 45-61. [PubMed]

 

  1. Iwangoff P, Armbruster R, Enz A, Meier-Ruge W. Enzimi glicolitici da corteccia cerebrale autoptica umana: casi normali invecchiati e dementi. Mech Aging Dev. 1980; 14(1-2): 203-209. [PubMed]

 

  1. Hoyer S. Cause e conseguenze dei disturbi del metabolismo del glucosio cerebrale nella malattia di Alzheimer sporadica: implicazioni terapeutiche. Adv Exp Med Biol. 2004; 541: 135-152. [PubMed]

 

  1. Virkamäki A, Ueki K, Kahn CR. Interazione proteina-proteina nella segnalazione dell’insulina e meccanismi molecolari dell’insulino-resistenza. J Clin Invest. 1999; 103(7): 931-943. [Articolo gratuito di PMC] [PubMed]

 

  1. Alvarez-Martínez H, Pérez-Campos E. [Steatoepatite non alcolica] Rev Gastroenterol Mex. 2002; 67(2): 118-125. [PubMed]

 

  1. Saito T, Misawa K, Kawata S. 1 Fegato grasso e steatoepatite non alcolica. Stagista Med. 2007; 46(2): 101-103. [PubMed]

 

  1. 10. Steen E, Terry BM, Rivera EJ, Cannon JL, Neely TR, Tavares R, Xu XJ, Bacchette JR, de la Monte SM. L’insulina alterata e l’espressione del fattore di crescita insulino-simile e i meccanismi di segnalazione nella malattia di Alzheimer – è questo il diabete di tipo 3? J Alzheimer Dis. 2005; 7(1): 63-80. [PubMed]

 

  1. Rivera EJ, Goldin A, Fulmer N, Tavares R, Bacchette JR, de la Monte SM. L’insulina e l’espressione del fattore di crescita insulino-simile e la funzione si deteriorano con la progressione della malattia di Alzheimer: collegamento alla riduzione del cervello nell’acetilcolina. J Alzheimer Dis. 2005; 8(3): 247-268. [PubMed]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornata Mondiale del Cancro 2018

 World Cancer Day – Giornata mondiale del Cancro

 

Catania 04 Aprile 2018

è arrivato il rapporto sull’impatto del 2018

Con grande entusiasmo lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida ha ricevuto oggi l’e-mail del Report mondiale che riassume i dati di tutte le attività espletate.

Anche questo Studio ha dato il suo modesto contributo alla ricerca scientifica affiancando l”Attività Fisica Adattata al Cancro!

 

Quest’anno più che mai, il World Cancer Day ha catturato l’attenzione del mondo.

 

 

Nell’ultimo anno della campagna We can. Io posso” , il mondo si è riunito per informare, educare, sensibilizzare e ispirare le azioni utili intraprese nei confronti di una delle malattie più mortali del mondo.

Questo rapporto fornisce una stima su alcune di queste azioni definendo in che modo gli sforzi collettivi del 4 febbraio scorso hanno avuto un impatto clamoroso in tutto il mondo. Il rapporto fornisce una sintesi dell’impatto della Giornata mondiale contro il cancro 2018 a grandi linee, dal momento che non è stato possibile dettagliare le migliaia di sforzi generosi individuali e collettivi che si sono svolti lo scorso 4 febbraio. Tuttavia, ogni azione intrapresa e ogni messaggio condiviso da tutti i sostenitori del World Cancer Day non solo ha aiutato a raggiungere i numeri impressionanti, ma ha anche dato alla campagna una vita, energia e un proprio slancio.

 

Riceviamo il ringraziamento dei partner ufficiali della Giornata mondiale contro il cancro, il cui generoso contributo finanziario sostiene il miglior lavoro che, anche noi, nel nostro piccolo Studio e nella nostra piccola realtà siciliana, facciamo tramite l’Attività Fisica Adattata in Oncologia.

Prepararsi per una nuova campagna

Gli ultimi tre anni hanno dimostrato l’impatto che possiamo ottenere se tutti insieme operiamo sotto la stessa bandiera. La Giornata mondiale contro il cancro è una campagna costruita per risuonare, ispirare il cambiamento e mobilitare l’azione intrapresa anche molto tempo dopo il giorno dedicato.

Da oggi fino alla nuova campagna del 2019, continuiamo a stimolare la riduzione dell’impatto che il cancro ha su noi stessi, le nostre comunità e il mondo.


La Giornata mondiale contro il cancro è un’iniziativa dell’Unione per il controllo internazionale del cancro

(UICC) 31-33 Avenue Giuseppe Motta 1202 Ginevra – Svizzera

Tel +41 (0) 22 809 1811 Fax +41 (0) 22 809 1810 © 2018 UICC | Giornata mondiale contro il cancro

 

 


CONTATTI

Se si desidera collaborare alle nostre ricerche scientifiche su “Attività Fisica Adattata & Cancro” e integrarsi nel Team tecnico;

Se desidera contattare lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida ed avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria: Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cancro e Attività Fisica Adattata al World Cancer Day 2018

Ringraziamenti ufficiali ricevuti dall’UICC Community –  Unione Internazionale Contro il Cancro – Organizzazione Non Governativa, creata per il controllo internazionale 

 

Al Prof. Dott. Carmelo Giuffrida una e-mail del Team info@worldcancerday.org per aver partecipato al WORLD CANCER DAY 2018 dello scorso 04 Febbraio con un elaborato dal tema ” Cancro e Attività Fisica Adattata “.

Un milione di grazie per il vostro sostegno nella lotta contro il cancro

E’ stato un privilegio essere parte integrante di un contesto mondiale che sostiene la Campagna contro il Cancro : il nostro Studio la sostiene con l’Attività Fisica Adattata!

Già nel 2017 lo Staff tecnico dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida aveva aderito alla Giornata Mondiale (World Cancer Day) e quest’anno abbiamo contribuito con un elaborato sul tema ” Cancro e Attività Fisica Adattata ” rivedendo ciò che la bibliografia internazionale e le evidenze scientifiche possono offrire sullo scottante argomento che accomuna l’Oncologia alle Scienze del Movimento.


Together, we made the biggest impact:

842 activities in 123 countries

461,616 tweets with the official hashtags

47 landmarks illuminated in orange and blue

1,472 Thunderclap supporters with a reach of 7.5 million

And that’s just the beginning: the World Cancer Day 2018 Impact Report is coming soon.

 

 

Il lancio della Campagna del 2018 fu avviato il 05 Settembre 2018.

Sensibili all’argomentazione sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, abbiamo accolto l’invito e ci siamo dichiarati pronti a sostenere l’iniziativa che ormai ci coinvolge globalmente come milioni di persone del Mondo, nella Giornata Mondiale del Cancro, con un pensiero essenziale che ci ha già interessato: “Combattere il cancro con la Prevenzione”!

Il nostro contributo, seppur piccolo e molto modesto, sommato a quello che tutti insieme abbiamo fornito, è diventato molto grande!

Ogni persona ha il pieno diritto di informare ed informarsi, di lottare, di prendere una specifica posizione per affrontare una delle patologie più devastanti che abbia mai interessato l’umanità. E anche questo Studio sostiene il tema “We can. I can” (“Noi possiamo. Io posso”) affiancando coloro che, bisognosi, hanno l’opportunità di lottare contro il cancro .

La Giornata mondiale contro il cancro è una iniziativa dell’U.I.C.C. –  Unione Internazionale Contro il Cancro – Organizzazione Non Governativa, creata per il controllo internazionale del Cancro. L’UICC lavora per unire la “comunità” al fine di ridimesionare il carico globale sul tema del cancro, per promuovere una maggiore equità e integrare il controllo del cancro nell’agenda della salute nello sviluppo mondiale. È la più grande organizzazione di lotta contro il cancro poiché conta oltre 1000 organizzazioni in 162 paesi.

Ad oltre 12 milioni di persone viene annualmente diagnosticato un tumore; 7,6 milioni di persone muoiono per effetto di questa patologie che miete vittime senza riguardo per nessuno. Senza iniziative concrete questo numero è destinato ad incrementarsi con una stima pari a 26 milioni di nuovi casi (valori stimati dall’UICC). Ciò significa che si avranno 17 milioni di morti entro il 2030, e i Paesi in via di sviluppo saranno quelli maggiormente interessati da questi numeri.

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel controllo di questa patologia e rimane lo strumento più efficace per combattere i tumori, per vivere più a lungo, meglio e garantire una buona qualità di vita.

Un insieme di semplici regole quotidiane sono sufficienti ad allontanare molti pericoli: basta non consumare sigarette e combattere il fumo passivo, limitare o, meglio, evitare il consumo di alcool, seguire una corretta ed equilibrata nutrizione, fare una giusta attività motoria di tipo aerobico ed evitare prolungate esposizioni ai raggi solari.

 

Cancro e Attività Fisica Adattata

Catania 4 Febbraio 2018.

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida conclude la prima fase di un’importante ricerca scientifica basata sulle evidenze pubblicate nel web dei più importanti siti del settore accreditati dal mondo scientifico.

La giornata mondiale del 4 Febbraio è dedicata al Cancro e questo Studio, nel suo piccolo, ha contribuito ad aggiungere una voce alla chiamata collettiva lanciata dall’UICC per il ” WORLD CANCER DAY 2018 “ insieme agli altri 1472 supporters disseminati nel mondo contribuendo a totalizzare 7.591.984 visitatori sui social network e nelle reti del web!

I benefici dell’esercizio fisico sono già noti da parecchi anni: il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata e il motto ” We Can – I Can “ dell’U.I.C.C. aiuta a prevenire e a combattere questo acerrimo nemico che affligge l’essere umano.

L’European Breast Cancer Conference ha fornito una conferma importante: fare attività fisica con costanza riduce del 12% il rischio di ammalarsi di tumore al seno per le donne di qualunque età e peso corporeo.

Le linee guida internazionali indicano che l’esercizio in regime aerobico è in grado di indurre una riduzione di mortalità per tutte le malattie, tumori compresi, se prescritta come un farmaco indicando il tipo di tecnica, la dose e la durata, l’intensità e la frequenza degli esercizi, misurando e monitorando l’intero piano di lavoro adattato alla persona che richiede la prestazione di Attività Fisica Adattata.

L’attività fisica aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della patologia oncologica.

 

L’esercizio fisico somministrato in ambiente altamente specializzato aiuta a controllare il peso corporeo (ha una relazione strettissima con il rischio tumorale), influenza gli aspetti del metabolismo legati ai meccanismi di insulino-resistenza, induce benefici sulla modulazione del sistema nervoso autonomo e si correla con le malattie cardiovascolari e con il controllo immunologico.

L’American Cancer Society, l’American College of Sport Medicine, il National Comprehensive Cancer Network Guidelines for Survivorship forniscono valide indicazioni sugli esercizi da introdurre nei piani terapeutici, suggerendo di restare attivi, raccomandando la prescrizione dell’attività motoria allo stesso modo di un farmaco: l’attività fisica dovrebbe essere prescritta dagli oncologi, insieme a radio, chemio ed altre terapie.

Un uso eccessivo di estrogeni (gli ormoni femminili per eccellenza) facilitano la comparsa del cancro al seno; i fattori che ne aumentano la presenza hanno un effetto negativo e viceversa (le gravidanze, ad esempio, riducono la produzione di estrogeni e assumono un effetto protettivo).

Gli inibitori dell’aromatasi, farmaci utilizzati per ridurre il rischio di recidive del tumore in donne in post-menopausa con un carcinoma della mammella sensibile agli estrogeni (HR positivo), potenzialmente sopprimono la conversione di androgeni in estrogeni e bloccano la produzione di estrogeni sia nei tessuti normali che nelle cellule neoplastiche: agiscono inibendo la sintesi degli estrogeni.

I dati quantitativi consentono di stimare che il dolore alle articolazioni riguardi quasi la metà delle donne in trattamento con inibitori dell’aromatasi (anastozolo, letrozolo, exemestane).

I sintomi derivanti e conseguenziali più comuni sono riscontrabili in algie simmetriche a mani e polsi, alle ginocchia, alle articolazioni coxo-femorali, al rachide lombo-sacrale, al cingolo scapolo-omerale).

Soggette a maggiore esposizione sono le donne al di sotto dei 60 anni che hanno utilizzato chemioterapia: uno studio randomizzato condotto dalla Yale School of Public Health conferma l’utilità dell’attività fisica per contenere i sintomi.

La maggior parte dei tumori nelle fasi precoci sono caratterizzati dalla elevata presenza di macrofagi detti TAMs (Tumor-Associated Macrophages). (Huget et al., 1978) e l’esercizio fisico è in grado di influenzare favorevolmente il micro-ambiente tumorale la cui composizione è altamente plastica, sottoposta a un costante rimodellamento in risposta a segnali istruttivi derivanti dalle alterazioni della disponibilità e della natura dei fattori ospitanti sistemici al punto di reagire in maniera direttamente proporzionale all’esposizione tipologica relativamente all’attività fisica e alla qualità dello stile di vita condotto.

Certamente l’attività fisica non può in alcun modo sostituire le terapie sebbene il prescriverne l’uso costante sotto controllo di Specialisti del Movimento Adattato gioca un importante ruolo favorevole.

Bibliografia

http://www.airc.it/tumori/tumore-al-seno.asp

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/seno-perche-lattivita-fisica-riduce-il-rischio-di-tumore

http://www.repubblica.it/oncologia/qualita-di-vita/2017/02/10/news/cura_dei_tumori_attivita_fisica_come_terapia-157999087/

 


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Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

Scarse esperienze inerenti all’esercizio fisico nei cardio-trapiantati e limitata letteratura scientifica associata a un altrettanto limitato numero di soggetti, inducono ad affermare che il training fisico studiato nel corso del tempo non è stato uniforme nella tipologia, nell’intensità, nella frequenza e nella durata: i risultati ottenuti non si possono utilizzare come guida per un impiego esatto e sicuro in un piano di trattamento con Attività Fisica Adattata.

In bibliografia, le caratteristiche comuni dei soggetti cardio-trapiantati sono così riassumibili:

1) tutti i soggetti con insufficienza cardiaca cronica sono rimasti a lungo inattivi prima di ricevere il cuore di un donatore determinando un circolo vizioso di decondizionamento/aggravamento del deficit funzionale;

2) il cuore trapiantato è denervato e la risposta all’esercizio fisico è influenzata fortemente dall’incompetenza cronotropa che riduce l’aumento della gettata cardiaca e, quindi, il VO2 di picco;

3) il miglioramento della capacità funzionale è lento, dipende dall’età e dalle complicazioni post-operatorie.

4) tutti i soggetti trapiantati hanno una ridotta tolleranza allo sforzo in relazione a vari fattori (1).

In questo contesto, la funzione polmonare non sembra avere un ruolo importante come il sistema cardiocircolatorio e la muscolatura scheletrica.

L’aumento dello spazio morto fisiologico e la riduzione della diffusione alveolo-capillare, generalmente regrediscono a distanza dal trapianto cardiaco, mentre la funzione cardiaca e quella muscolare restano più limitate nel tempo (2).

La funzione cardiaca è limitata dall’incompetenza cronotropa e dalla disfunzione diastolica (3 – 4).

La mancanza di una innervazione diretta del nodo senoatriale sembra costituire la causa più probabile di tale incompetenza: l’aumento delle catecolamine circolanti e la risposta del nodo seno-atriale alla stimolazione beta-adrenergica sono normali o addirittura aumentate. La connessione elettrica tra il seno atriale del cuore nativo e quello del cuore trapiantato produce un aumento di circa il 20% della risposta della frequenza cardiaca al picco di esercizio, a cui corrisponde un aumento di circa il 10% del VO2 di picco (5).

Il deficit muscolare dipende da alterazioni strutturali e funzionali (atrofia miocellulare, aumento delle fibre glicolitiche rispetto a quelle ossidative, riduzione del rapporto capillari/fibra, riduzione del volume di densità mitocondriale, riduzione del contenuto di enzimi ossidativi) che non sempre regrediscono completamente dopo il trapianto (6 -7).

Il VO2 di picco tende ad aumentare con il passare dei mesi dopo il trapianto, in particolar modo nei soggetti più giovani di sesso maschile.

Studio Prof. Carmelo Giuffrida Repertorio 1 Cardiologia

Effetti dell’Attività Fisica Adattata nei cardio-trapiantati

  • Molte alterazioni muscolo-scheletriche e cardiovascolari regrediscono dopo un adeguato programma di allenamento aerobico a cui corrisponde un aumento della capacità funzionale e della qualità di vita (8 – 9);
  • la massa magra tende ad aumentare del 10-15%;
  • la risposta cronotropa è ridotta con miglioramento del rapporto frequenza cardiaca/VO2;
  • la pressione arteriosa sistemica tende a ridursi a riposo e a carico sotto-massimale;
  • il VO2 di picco aumenta del 10-20%, associato ad aumento della soglia anaerobica.

Sembra che l’esercizio fisico:

  • prevenga gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva;
  • migliora il profilo di rischio cardiovascolare;
  • migliora la sensibilità all’insulina;
  • migliora la riduzione dell’indice di massa corporea;
  • riduce il colesterolo LDL e i trigliceridi mentre aumenta il colesterolo HDL.

Questi effetti sono responsabili del miglioramento della funzione endoteliale delle grandi arterie di conduttanza e delle piccole arterie.

Oltre al training aerobico, ai cardio-trapiantati si raccomanda di effettuare esercizi contro resistenza poiché è stato dimostrato un aumento della calcificazione ossea e una riduzione dell’osteoporosi indotta dalla terapia cortisonica (10).

 

Bibliografia

1 – Marconi C, Marzorati M. Exercise after heart transplantation. Eur J Appl Physiol 2003; 90: 250-259.

2 – Wright RS, Levine MS, Bellamy PE, et al. Ventilatory and diffusion abnormalities in potential heart transplantation recipients. Chest 1990; 98: 816-820.

3 – Kao AC, Van Trigt P 3rd, Shaeffer-McCall GS, et al. Allograft diastolic dysfunction and chronotropic incompetence limit cardiac output response to exercise two to six years after heart transplantation. J Heart Lung Transplant 1995; 14 (Pt 1): 11-22.

4 – Quigg RJ, Rocco MB, Gauthier DF, Creager MA, Hartley LH, Colucci WS. Mechanism of the attenuated peak heart rate response to exercise after orthotopic cardiac transplantation. J Am Coll Cardiol 1989; 14: 338-344.

5 – Beniaminovitz A, Coromilas J, Oz M, Galantowicz M, Donchez L, Mancini D. Electrical connection of native and transplanted sinus nodes via atrial pacing improves exercise performance after cardiac transplantation. Am J Cardiol 1998; 81: 1373-1377.

6 – Massie BM, Conway M, Rajagopalan B, et al. Skeletal muscle metabolism during exercise under ischemic conditions in congestive heart failure. Evidence for abnormalities unrelated to blood flow. Circulation 1988; 78: 320-326.

7 – Mancini DM, Walter G, Reichek N, et al. Contribution of skeletal muscle atrophy to exercise intolerance and altered muscle metabolism in heart failure. Circulation 1992; 85:1364-1373.

8 – Kobashigawa JA, Leaf DA, Lee N, et al. A controlled trial of exercise rehabilitation after heart transplantation. N Engl J Med 1999; 340: 272-277.

9 – Kavanagh T, Yacoub MH, Mertens DJ, Kennedy J, Campbell RB, Sawyer P. Cardiorespiratory responses to exercise training after orthotopic cardiac transplantation. Circulation 1988; 77: 162-171.

10 – Braith RW, Welsch MA, Mills RM Jr, Keller JW, Pollock ML. Resistance exercise prevents glucocorticoid-induced myopathy in heart transplant recipients. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 483-9.

11 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC):

12. ROMUALDO BELARDINELLI, PIERGIUSEPPE AGOSTONI – L’esercizio fisico nel paziente con insufficienza cardiaca cronica e nel paziente sottoposto a trapianto cardiaco – G. Ital. Cardiol. 2007; 8 (11): 681-731

Scoliosi: Open day

Scoliosi: un “Open day” dai grandi contenuti tecnici e scientifici

 Un team di studiosi della scoliosi al servizio gratuito della popolazione ha collaborato con lo Studio del Prof. Carmelo Giuffrida e, con l’ausilio del Dott. Francesco Mac Donald (Medico Chirurgo specialista in Ortopedia e studioso della Scoliosi), hanno aderito al programma della Campagna della Scoliosis Research Society definito “SCOLIOSIS AWARENESS MONTH” conferendo sul territorio catanese una forma di “Prevenzione per una maggiore consapevolezza dei vizi posturali”. 

Nel corso della giornata sono state effettuate parecchie visite specialistiche ortopediche (effettuate dal Dott. Francesco Mac Donald – Medico Chirurgo specializzato in Ortopedia) e Consulenze gratuite, è stato raccolto importante materiale tecnico in seno allo screening ed è stata data parecchia informazione sul tema della scoliosi …

L’intero Team del Prof. C. Giuffrida si è messa a disposizione dell’utenza fornendo Scienza del Movimento, Competenze tecniche, Conoscenze professionali, Capacità operative, collaborazione!

I professionisti che hanno aderito all’iniziativa hanno integrato conoscenze avanzate nelle Scienze Motorie, con quelle Biomediche, Psico-pedagogiche e Sociologiche ad esse correlate. In particolare sulla base delle evidenze scientifiche hanno studiato come applicare l’attività fisica nella prevenzione primaria, secondaria, terziaria, adattando ed individualizzando l’intervento in un contesto multidisciplinare.

La Scoliosi è un argomento scottante ed è stato affrontato con chi ha grande esperienza in merito. Due figure cardine come quella del Dott. F. Mac Donald e quella del Prof. C. Giuffrida hanno incontrato soggetti portatori di scoliosi e soprattutto hanno creato un ponte tra i ragazzi scoliotici e gli adulti che hanno avuto una scoliosi grave trattata chirurgicamente in giovane età: formidabile confronto con dialogo di esperienze e di soluzioni psicologiche meritevoli di grande costruttività!

Le famiglie, aiutate dai professionisti del settore, si sono coordinate con azioni intelligenti in un contesto attrezzato e altamente specializzato.

Anche i tecnici del settore, intervenuti per ascoltare le lezioni magistrali dirette a Medici, Pediatri, Operatori del Settore (Specialisti A.M.P.A., Fisioterapisti, Psico-motricisti, …) previste nel corso della giornata sul tema: “Il  trattamento incruento della scoliosi in un’ottica etica di moderna scientificità”  e “Scoliosi e Attività Fisica Adattata”, ne hanno apprezzato i contenuti di elevatissimo livello.

 


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Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve colloquio informativo avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

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