Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione

Nutrizione e Attività Fisica Adattata: binomio di strategie vincenti!

 

Analizzando il quarto fattore protettivo per le principali patologie nel mondo (Global Burden Diseas), lo STUDIO DEL PROF. DOTT. CARMELO GIUFFRIDA ha posto, tra le sue strategie per l’anno 2017, alcuni contenuti del Progetto MONICA (MONItoring of trend and determinants in CArdiovascular disease study) analizzando la “Malattia del terzo millennio”: l’OBESITA’ !

Lo Studio si prefigge il compito di sviluppare progetti di ricerca scientifica, programmi per la formazione e l’educazione del soggetto e l’aggiornamento dei Membri della propria Equipe. Il network professionale raccomanda l’adozione di uno stile di vita mediterraneo e la pratica costante di attività fisica.

 

Di conseguenza, il Team tecnico ha attivato in convenzione UN SERVIZIO DI SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE SIA PER IL SOGGETTO NORMALE QUANTO PER LO SPORTIVO CHE VUOLE OTTIMIZZARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA, AVVALENDOSI DI BIOLOGI NUTRIZIONISTI SPECIALIZZATI QUALI CONSULENTI CONVENZIONATI PER LE ESIGENZE NASCENTI NEL PROPRIO STUDIO!

L'”ATTIVITA’ FISICA ADATTATA NEI DISMETABOLISMI” chiarisce come “L‘ESERCIZIO FISICO E’ UN FARMACO: EXERCISE IS MEDICINE”!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che, negli ultimi due decenni, il tasso di obesità in Europa si è triplicato: ogni anno un milione di decessi e dodici milioni di anni di vita vengono trascorsi in cattive condizioni di salute per effdetto di patologie associate ad obesità e sovrappeso.

Cardiopatie ischemiche, ipertensione, ictus, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e carcinoma del colon sono tra le patologie in cui sono implicati il sovrappeso e l’obesità.

Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, recependo le direttive europee della “Global Health Iniziative”ha attivato un Servizio di “Nutrizionismo” affidandolo all’esperienza specialistica in convenzione di un Biologo specializzato in Scienze dell’Alimentazione ed ha abbinato l’educazione alimentare all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.) che svolge con Tecnici Specializzati A.M.P.A in grado di assolvere i seguenti compiti e di offrire alla propria utenza i seguenti servizi:

  • servizio di nutrizione per il soggetto normale e per l’atleta (valutazione della composizione corporea e consulenza nutrizionale);
  • studio di un piano di trattamento integrato con individuazione di attività fat-burning (esercizio aerobico) in rapporto alle calorie ingerite (Optimal Fat-Burning);
  • integrazione specifica per i tre macro-cicli di allenamento e per lo stato rilevato al momento del test;
  • dieta mensile (formulata dal Biologo-Nutrizionista Specializzato in Scienze dell’Alimentazione) finalizzata alla tabella di allenamento e alle esigenze di calo ponderale;
  • integrazione personalizzata con marca e prodotti, anche su specifiche esigenze e richieste dell’atleta;
  • servizio di consulenza quotidiano o settimanale con revisione del programma alimentare (servizi in sede e a distanza).

La campagna pone grande attenzione sull’importanza della pratica di attività motorie con regolarità. È fondamentale scegliere attività fattibili in qualsiasi momento della giornata come camminare a passo spedito per almeno 45 minuti 3 volte alla settimana.

Lo stile di vita salutare e attivo è in grado di modificare positivamente sia la qualità che la durata della vita. L’attività motoria è il principale fattore in grado di influenzare positivamente la salute semplicemente attraverso un buon uso dei proprio muscoli durante l’attività fisica che deve essere guidata da professionisti appositamente formati (in Italia gli Specialisti dell’Esercizio Fisico sono i Dottori in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate).


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

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Cancro e Dieta

Dott.ssa Daniela Catia Cantarella

Catania 08/02/2017

Nell’ambito dello sviluppo del Progetto “Attività fisica e nutrizione per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili” la Dott.ssa Catia Daniela Cantarella ha presentato all’Equipe dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida e al Gruppo di Studio “Exercise is Medicine” un suo elaborato estratto dalla personale “Tesi di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione” discussa presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo.

Il 4 Febbraio 2017 anche l’Equipe dello Studio del Prof. Carmelo Giuffrida si è integrata nella Giornata Mondiale del Cancro sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed ha contribuito con un proprio lavoro e una “Conference Day” all’evento.

Dott.ssa Catia Daniela Cantarella

Biologo Nutrizionista

Il ruolo della dieta nel mantenimento di un buono stato di salute e nella prevenzione delle malattie è noto dall’inizio della storia dell’uomo e nell’era moderna si è compresa anche l’importanza che la dieta riveste nello sviluppo dei tumori. Gli alimenti, infatti, sono considerati fra i principali fattori ambientali in grado di influenzare l’insorgenza di malattie croniche non trasmissibili, quali il cancro e le malattie cardiovascolari.wcd_logo_4c

La nutrizione e lo stile di vita rappresentano cause determinanti per oltre l’80% dei casi di tumore al grosso intestino, al seno e alla prostata e per un terzo di tutti i casi di cancro (WCRF-AIRC, 1997; U.S. Dep of Health and Human Services, 2000).I fattori di rischio come dieta, fumo, obesità e alcool sono determinanti per il 75% dei casi di cancro (Anand et al., 2008).

Uno studio ha investigato l’impatto di una dieta intensiva e uno stile  di vita appropriato nella progressione del cancro alla prostata in fase precoce. Il gruppo sperimentale seguiva una dieta con integratori, praticava attività fisica e teneva sotto controllo lo stress avendo un supporto settimanale. Il gruppo di controllo invece non riceveva nessuna consulenza o supporto. Nel corso di un anno, il gruppo di controllo ha subito un graduale peggioramento della malattia con aumento dei livelli di PSA (antigene prostatico-specifico), mentre nel gruppo sperimentale si è registrato una riduzione dei livelli di PSA. Il gruppo sperimentale ha mostrato un’importante inibizione della attività delle cellule tumorali, otto volte superiore a quella del gruppo di controllo (Ornish et al., 2005).

Lo studio della relazione tra dieta e cancro è stata da sempre oggetto di numerose studi. Il risultato scientificamente più credibile finora ottenuto è che una dieta ricca di frutta e verdura è associata ad un più basso rischio di cancro.

Support Throug Sport 6La dieta mediterranea, la dieta “paleo o dell’uomo delle caverne” e la dieta vegetariana/vegana possono essere tutte associate con una più bassa incidenza di cancro. Al contrario la dieta occidentale intesa come abuso nel consumo di zuccheri, sale, grassi saturi e glutine (componenti prevalenti nei cibi trattati) ha un effetto negativo sul sistema immunitario andando ad incrementare le infiammazioni e le malattie croniche incluso il cancro (Myles, 2014).

La prevenzione rappresenta la via più auspicabile per eliminare l’impatto dei tumori nell’uomo; infatti, un intervento capace di ridurre il rischio di cancro rappresenta la strategia più logica al fine di limitarne la gravosità. La chemio-prevenzione quale strategia nella prevenzione del cancro nacque a metà degli anni settanta grazie a M.B. Sporn e A.B. Roberts. Consiste nell’utilizzo di farmaci, sostanze biologiche o elementi nutritivi per inibire, ritardare o invertire il processo di cancerogenesi in qualunque momento. Tra gli agenti chemio-preventivi sono stati identificati vitamine, minerali, agenti fitochimici e composti sintetici; in generale sostanze chimiche molte delle quali presenti nel cibo.

Tra gli agenti chemio-preventivi ritroviamo i fitochimici definiti come composti vegetali, non nutrienti, bioattivi in grado di ridurre il rischio delle principali malattie croniche. Nei cibi di origine vegetale ne sono stati identificati oltre 5000.

Tra questi ricordiamo i carotenoidi come il licopene che si ritrova nei pomodori, nel cocomero, nel pompelmo rosa, nella papaia. Esso è in grado di esercitare effetti modulatori sul sistema ormonale e immunitario, di indurre gli enzimi detossificanti e i geni per la difesa ossidativa, di modulare la comunicazione intercellulare (Obermuller et al., 2003).

I composti allil-sulfuro, risultano efficaci nel bloccare l’induzione di tumore da parte di un ampio numero di fattori chimici. L’aglio o altri vegetali del genere Allium favoriscono la riduzione delle nitrosammine ma hanno dimostrato effetti inibitori anche su un ampio numero di cancerogeni diversi dalle questi.

I polifenoli svolgono numerose attività come quelle antiinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali e protettive nei confronti delle malattie cardiovascolari. Essi giocano un ruolo significativo nella funzione immunitaria.

I polifenoli del tè, in particolare le catechine sono importanti scavanger nei confronti del perossido d’idrogeno, dei radicali idrossilici, dello ione superossido e degli ossidi d’azoto. Gli studi condotti su numerosi modelli animali hanno dimostrato che le catechine prevengono l’induzione del cancro del polmone, del colon, dell’esofago, del pancreas, del fegato e della ghiandola mammaria.

Nel tè verde, in particolare, è contenuta la epigallocatechina 3-gallato che ha mostrato, in uno studio in vitro su cancro al seno, una capacità di diminuire l’espressione dei geni che promuovono la proliferazione, la migrazione, l’invasione e la sopravvivenza del cancro. Prove cliniche hanno anche dimostrato l’efficacia dei polifenoli estratti da tè verde nel trattamento del cancro alla prostata e nella leucemia (Mineva et al., 2013).

Support Throug Sport 3La curcumina, polifenolo naturale derivato dal rizoma di Curcuma longa, è stata studiata per le sue proprietà antiinfiammatorie e antitumorali; essa è usata principalmente come colorante vegetale per il suo colore giallo simile a quello dello zafferano.

Appartengono ai polifenoli i flavonoidi che si ritrovano in lattughe, cipolle, mele, fragole, vino rosso, tè. Esempi sono la quercetina nel tè, il kaempferolo nei broccoli e nei cavoli, la mericitina nell’uva e nel mirtillo. Questi composti possono proteggere il DNA grazie alla loro capacità di assorbire luce ultravioletta o interagendo direttamente con gli agenti cancerogeni. Grande importanza hanno i flavonoidi contenuti negli agrumi come ad esempio la tangeretina che, si è visto, ha la capacità di bloccare l’inizio delle metastasi tumorali e quindi il passaggio da tumore primario alle fasi successive. Sono state testate anche l’esperidina, la naringina e la nobiletina.

Altri polifenoli importanti sono i composti fenolici contenuti nell’olio d’oliva (idrossitirosolo, tirosolo, secoiridoidi, acido gallico, acido cumarico, lignani) che riescono ad esercitare un’azione antiossidante poiché contribuiscono alla rigenerazione della vitamina E ed inoltre sono in grado di chelare gli ioni ferro. L’attività antiossidante di questi composti si concretizza anche in attività anticancerogena.

I glucosinolati e gli isotiocianati sono altri composti le cui proprietà anticancerogene. Tra gli isotiocianati, importante antitumorale è il sulforafano che, concentrato soprattutto nei germogli di broccoli, si è dimostrato attivo contro il neuroblastoma e il carcinoma della mammella, del colon e della prostata. Ha un’attività anche chemiopreventiva perchè è in grado di modulare il metabolismo dei cancerogeni (Zhang 2001), di inibire la proliferazione di cellule tumorali in coltura mediante meccanismi di apoptosi e/o arresto del ciclo cellulare.

Support Throug SportTra le vitamine, la più conosciuta come agente chemio-preventivo, è sicuramente la vitamina C. Potente antiossidante, protegge le cellule dallo stress ossidativo ed è essenziale per lo sviluppo del tessuto connettivo, ma svolge altre funzioni metaboliche come attivazione dell’acido folico, conversione del colesterolo ad acidi biliari e produzione della serotonina. Inoltre, protegge il sistema immunitario e combatte le infezioni .La vitamina C è una delle sostanze di origine vegetale ritenute responsabili dell’effetto protettivo che il consumo abituale di ortaggi e frutta fresca ha nei confronti dei tumori.

La vitamina D è meglio conosciuta per il suo contributo alla salute delle ossa e al metabolismo del calcio. Comunque il suo ruolo non si limita solo a questo; infatti molte cellule del sistema immunitario presentano recettori per questa vitamina che regolano l’espressione di più di 200 geni responsabili della differenziazione cellulare, della proliferazione e dell’apoptosi, e queste sono la tipologia di cellule che ci proteggono dal cancro.

Infine, studi condotti negli ultimi decenni suggeriscono che anche i folati possano giocare un ruolo significativo nello sviluppo e nella prevenzione di molte neoplasie maligne.

 

L’importanza della dieta è appunto nota da secoli a livello empirico. L’ipotesi che possa esservi relazione tra l’alimentazione quotidiana e l’insorgenza o, al contrario, la prevenzione dei tumori ha attirato l’attenzione dei ricercatori già a partire dagli anni ‘40 del secolo scorso. Oggi i numerosi studi scientifici pubblicati sull’argomento hanno confermato l’esistenza di una precisa relazione tra dieta e cancro. Studi a livello genetico molecolare hanno evidenziato l’importanza di determinate sostanze nella biologia cellulare e nella salute dell’intero organismo: un regime dietetico equilibrato ed adeguato all’individuo fornisce l’apporto ottimale di nutrienti ed è, insieme, strumento efficace per la prevenzione ed il trattamento di molte malattie, poiché garantisce disponibilità di sostanze con un ruolo protettivo e/o preventivo nei confronti di determinate condizioni patologiche.


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Arance rosse e Attività Fisica

Dott.ssa Daniela Catia Cantarella (Biologo-Nutrizionista)

 

Dott.ssa Daniela Catia CantarellaPROPRIETA’ SALUTARI DEL SUCCO DI ARANCE ROSSE

 

Rispettare la stagionalità degli alimenti assicura una dieta varia e ben bilanciata per il nostro organismo. La natura ci offre prodotti adatti alla stagione: d’estate frutti come anguria e melone ricchi d’acqua e rinfrescanti; d’inverno frutti ricchi di vitamina C come le arance, i pompelmi e i mandarini che ci aiutano prevenire influenze e raffreddori. Dovremmo sempre seguire un’alimentazione stagionale per garantirci tutti i benefici offerti dagli alimenti di origine vegetale.

Gennaio, come dicembre, è soprattutto periodo di agrumi. In questo articolo voglio parlare delle arance rosse e delle proprietà di questi meravigliosi frutti.

 

L’Arancio amaro è stato introdotto in Sicilia dagli Arabi nel corso del VII secolo e probabilmente fino al XVI secolo furono coltivate soltanto arance bionde e per scopo ornamentale: per questo motivo ancora oggi le coltivazioni di arance sono chiamate dai siciliani “giardini”. Le arance rosse sono descritte per la prima volta nel XVII secolo dal gesuita Ferrari nell’opera “Hesperides” (1646): frutto di una varietà particolare di arance, dalla polpa pigmentata, portato in Sicilia da un missionario genovese di ritorno dalle isole Filippine. Comunque è solo nel XIDott Catia Daniela CantarellaX secolo che la produzione di arance rosse in Sicilia assume rilevanza primaria per l’agricoltura.

La produzione di arance a polpa rossa è tipica della parte della Sicilia orientale circostante l’Etna. In questa zona alcune varietà pigmentate del Citrus sinensis (var. Moro, Sanguinello, Tarocco) hanno trovato le condizioni ambientali idonee per esprimere al meglio le loro caratteristiche genotipiche, quali il colore rosso intenso e un perfetto equilibrio tra zuccheri e acidità (Rapisarda et al., 1998).

Questi tipi di arance crescono esclusivamente in Sicilia e differiscono dal comune gruppo delle arance dolci (Valencia, Navel, Washington) sia per la presenza di pigmenti rossi appartenenti alle antocianine sia per una maggiore concentrazione di sostanze antiossidanti (acidi idrossicinnamici, flavanoni e acido ascorbico). Queste sostanze difendono il frutto dalle condizioni ambientali estreme (elevate escursioni termiche) che si verificano nelle zone circostanti l’Etna. La produzione di antocianine è strettamente dipendente da fattori genetici (Honda et al., 2002) e nutritivi della pianta (Lancaster, 1992; Sparvoli et al., 1994). Uno dei fattori di maggiore influenza per la formazione di tale pigmento è la luce. Inoltre, la pigmentazione variabile del frutto è dovuta anche alla posizione dello stesso nella pianta: solitamente una maggiore concentrazione di antocianine è riscontrata nei frutti esposti a nord (Rapisarda et al., 2001). Anche le basse temperature generate dall’escursione termica tra il giorno e la notte influenza positivamente la biosintesi delle antocianine.

Le antocianine svolgono un ruolo biologico nei mammiferi: agiscono direttamente come antiossidanti fornendo protezione contro i danni al DNA, ai lipidi e alle proteine (Acquaviva R. et al.2003); inibiscono la tumorigenesi (Hou DX. et al., 2004), riducono l’attività estrogenica, inducono la produzione di citochine, diminuiscono la permeabilità capillare (Xia M., et al 2009), esercitano un ruolo protettivo contro H2O2 e un fattore alfa che induce insulino resistenza (Guo H. et al., 2008). I due processi, stress ossidativo e regolazione dei segnali insulinici, sono entrambi coinvolti nell’adipogenesi. Infatti lo stress ossidativo indotto dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS) stimola la formazione di tessuto adiposo sia in colture di adipociti che in sistemi in vivo (Berniakovich I et al., 2008).

La cianidina-3-glucoside rappresenta circa il 90% delle antocianine presenti nelle arance rosse; nelle altre fonti di antociani (mirtillo, sambuco, ecc) la composizione antocianosidica è molto più variegata (presenza di differenti antocianine). La cianidina-3-glucoside è molto più attiva della vitamina C nel disattivare le specie radicaliche ossigenate ed è, tra le antocianine più diffuse nei frutti, quella dotata di maggior attività antiossidante. Questa elevata attività della cianidina-3-glucoside si traduce in una maggiore inibizione del processo ossidativo delle LDL, processo che rappresenta passaggio chiave nella genesi di alcuni processi degenerativi (aterosclerosi, disturbi cardiocircolatori).

Diversi studi in vivo nei roditori hanno mostrato che la cianidina-3-glucoside riduce il peso corporeo e l’accumulo di grasso (Tsuda T et al., 2003; Jayaprakasam B et al., 2006; Tsuda T et al 2006; Tsuda T. 2008). In un altro studio è stato analizzato l’effetto del succo ottenuto da due varietà di arance dolci Moro (un’ arancia rossa) e Navelina (un’arancia gialla), sull’accumulo di grasso nei topi sottoposti ad una dieta standard e ad una priva di grassi. La supplementazione nella dieta (per 12 settimane) con succo di Moro, ma non di Navelina ha ridotto significaticamente il peso e l’accumulo di grassi nonostante l’aumento di zuccheri introdotti con il succo. Successivamente, somministrando ai topi anzichè un estratto di antociani provenienti dal succo di arance rosse una soluzione di cianidina purificata, si osservava una riduzione di peso, ma non altrettanto incisiva e quindi gli studiosi hanno concluso che tutti i componenti dell’arancia Moro agiscono sinergicamente per inibire l’accumulo di grasso (Titta et al., 2010).

Sulla base dell’attività biologica dei singoli componenti presenti nelle arance rosse, l’estratto R.O.C. (Red Orange Concentrated) è stato sottoposto ad una serie di sperimentazioni per valutarne il profilo antiossidante e antiradicalico (Bonina et al.,1998). (R.O.C. è un estratto  standardizzato ottenuto dal succo e dalle bucce di tre varietà di Citrus sinensis – Moro, Sanguinello, Tarocco- attraverso un particolare estrattivo). I risultati ottenuti in tre diversi modelli sperimentali dimostrano una evidente azione inibitrice del R.O.C nei confronti dei processi ossidativi e un effetto protettivo nei confronti della rottura del DNA indotto dai radicali liberi (Russo et al., 2002).

Allo scopo di verificare la potenzialità dell’uso dell’estratto R.O.C. come ingrediente da usare in prodotti salutistici (integratori alimentari) sono stati condotti studi in vivo su soggetti con diminuite capacità antiossidanti (fumatori, diabetici, sportivi).

E’ ampiamente riportato in letteratura che determinati soggetti presentano un forte stato di stress ossidativo dovuto a particolari patologie (dializzati, diabetici), stili di vita non salutari (eccessivo consumo di alcool e fumo, eccessiva o saltuaria attività fisica.

Attività Fisica prolungata 

Attività Fisica Adattata Prof. Carmelo GiuffridaÈ noto che, l’attività fisica prolungata ed intensa porta ad una iper-produzione di radicali liberi che, se non è bilanciata da un adeguato aumento delle difese antiossidanti, può determinare uno stress ossidativo. In termini sportivi, ciò può anche essere associato ad una riduzione delle performance fisica dell’atleta, ad un aumento dell’affaticamento e a danni muscolari che, se protratti a lungo termine, possono avere effetti negativi sulla salute.

Bonina P. et al. (2005) hanno valutato in un gruppo di atleti professionisti di pallamano gli effetti a breve termine di una supplementazione con estratto di arance rosse di Sicilia. Lo studio ha selezionato 18 giocatori di età compresa tra 18 e 26 anni, che seguivano il loro regolare allenamento, e 17 soggetti sedentari di 19-30 anni come gruppo di controllo.

Gli atleti assumevano due capsule al giorno di ROC (100 mg), mentre il gruppo di controllo era trattato con placebo. A tutti i soggetti è stato prelevato un campione di sangue all’inizio dello studio, dopo 1 mese ed alla fine del trattamento (2 mesi). L’ integrazione con ROC ha determinato, già dopo il primo mese, una riduzione significativa degli indici sierici di stress e dopo 2 mesi i risultati sono apparsi ancor più pronunciati. Infatti i giocatori professionisti, che ad inizio trattamento presentavano indici di stress ossidativo significativamente più alti rispetto al gruppo di controllo, al termine della integrazione mostravano valori significativamente più bassi, paragonabili ai controllo.

Questi dati indicano chiaramente che la supplementazione con ROC può essere efficace nel diminuire lo Stress ossidativo e proteggere, a breve e a lungo termine, lo stato di salute di atleti impegnati giornalmente in intensi allenamenti.

Sulla base dei risultati ottenuti in questi studi si può concludere sostenendo che l’estratto R.O.C. può essere usato come ingrediente di prodotti dietetico-nutrizionali e functional foods destinati a migliorare le difese di soggetti con compromesse capacità antiossidanti e con stress ossidativo.

Oltre all’attività antiossidante e anti-adipogenica discusse fin ora, il succo di arance rosse sembra poter modulare differenti attività cellulari. In uno studio recente (Giordano et al., 2011) si è verificato, in soggetti umani, se il consumo di succo di arance rosse fosse in grado di modulare marcatori cellulari legati al rischio cardiovascolare. Alcuni studi hanno riportato un ridotto rischio delle malattie coronariche, cardiovascolari e morte legato ad un’incrementata assunzione di antocianine (Mink et al., 2007).

Grazie dunque alle antocianine, le arance rosse di Sicilia si pongono ai vertici della classifica dei frutti salutari e della sana alimentazione.

Ma cosa rende le arance rosse di Sicilia così caratteristiche?

È un gene. Si chiama “Ruby”, ed è stato identificato dai ricercatori del Progetto europeo Athena.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Plant Cell (2012), è stato condotto dal John Innes Centre di Norwich (Uk) e dal Centro di Ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture Mediterranee di Acireale.

Lo studio ha anche messo in luce come le antocianine siano presenti sia nelle arance rosse che bionde, tuttavia mostrano con evidenza la loro presenza e influenza soltanto nella varietà rossa.

Ma perché accade ciò?

Oltre alla già citata influenza del clima i ricercatori hanno scoperto che questo fattore è determinato da una caratteristica del gene Ruby presente nelle arance rosse, capace di influenzarne l’attività. Accanto al gene Ruby è presente una sequenza di DNA (retrotrasposone) responsabile della cascata che porta alla produzione di antocianine.