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Combattere le infiammazioni

ALLENAMENTO DELLA FORZA PER COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI DELL’APPARATO LOCOMOTORE

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019

 

Un corretto allenamento della forza condotto con sapiente qualità tecnica rappresenta un momento di forte recupero funzionale per tutti i soggetti e i generi che presentano condizioni infiammatorie dell’apparato locomotore.Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Ciò è supportato da prove aneddotiche e da un corpus crescente di ricerche.

I benefici dell’allenamento nei confronti delle qualità fisiche di base e in particolare della forza nei confronti delle condizioni artritiche meccaniche (come l’artrosi) sono ormai noti al mondo scientifico ma, purtroppo, non si può affermare la stessa cosa per ciò che attiene ai benefici riscontrabili dall’attività fisica adattata in presenza di condizioni infiammatorie, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, la gotta, la celiachia, la spondilite anchilosante, …

L’incremento della forza svolge un ruolo di primaria importanza quando il sistema immunitario (il sistema che è in grado di contrastare le azioni patologiche conseguenti a presenza di virus, di batteri o di focolai infettivi-reattivi) viene coinvolto in una sindrome di adattamento in risposta a uno stress per cui le cellule immunitarie conferiscono una risposta eccessiva rispetto allo stimolo o reagiscono con eccessi agli stress stimolativi forniti restituendo dolore e rigidità localizzata, gravi stati di affaticamento, difficoltà a effettuare il proprio lavoro, tendenza all’isolamento sociale, stati ansiogeni e depressivi.

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il corpo umano innesca risposte infiammatorie a fronte di attacchi alle cellule o ai tessuti somatici e, anche se non ci sono agenti patogeni particolari presenti, grazie al sistema immunitario, per effetto di eccessi stimolatori si possono avere risposte con disturbi infiammatori conseguenziali a squilibri delle citochine (molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule in risposta a uno stimolo e secrete nel mezzo circostante, in grado di fare comunicare le cellule tra loro nella risposta immunitaria, solitamente localmente e, qualche volta anche su l’intero corpo umano) che inducono movimenti cellulari in direzione dei siti in flogosi, dove esiste l’infiammazione o si è subito un evento traumatico.

Questi mediatori polipeptidici, non antigene-specifici, che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti, possono avere un effetto autocrino (modificando il comportamento della stessa cellula che l’ha secreta), o paracrino (modificano il comportamento di cellule adiacenti). Alcune citochine possono invece agire in modo endocrino, modificando cioè il comportamento di cellule molto distanti da loro. Hanno una vita media di pochi minuti.

Fermo restando che l’intervento auspicabile sia quello di una Equipe multidisciplinare e che il Medico Specialista capo-fila ne gestisca la farmaco-cinetica e le strategie ad essa connessa, il ruolo dello Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate diventa essenziale nella gestione delle condizioni patologiche conseguenziali a uno stato infiammatorio che presenta importanti crossover della sintomatologia.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI

L’incremento della forza può assumere un ruolo chiave nella gestione dell’esito infiammatorio

 

Combattere le infiammazioni-INFIAMMAZIONE-Artrosi-Artrite-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’allenamento della forza produce un contestuale beneficio: migliora la capacità prestativa dell’individuo e migliora l’equilibrio del profilo anti-infiammatorio poiché si aumenta la produzione delle citochine IL-10 (interleuchina 10).

Tra i farmaci più utilizzati prescritti come antidolorifici generici, come anti flogistici, per diminuire l’infiammazione in patologie muscolo-scheletriche, reumatologiche, articolari e similari, un ruolo commerciale importante viene assolto dagli “analgesici periferici”: i FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei) che agiscono sul metabolismo dell’acido arachidonico e dell’acido eicosapentenoico, precursori di molecole coinvolte nel processo infiammatorio quali prostaglandine (PG), prostacicline (PC), trombossani (TX) e leucotrieni (LT). Questi possono produrre parecchi effetti collaterali che dipendono dal farmaco specifico, e restituire un impatto fortemente negativo sul rimodellamento tissutale riducendo sensibilmente la resistenza alle forze di trazione esercitata sui tendini (aumenta il rischio di lesioni). Dalla clinica emerge che i trattamenti farmacologici con FANS possono compromettere il recupero articolare o la guarigione delle fratture ossee.

Il training della forza muscolare permette di incrementare la capacità dei tendini nell’assorbire i carichi meccanici e, contestualmente, di utilizzare le forze di trazione riducendo sensibilmente il rischio di lesioni. Aumenta la capacità di risposta mio-fasciale e conferisce una migliore prestazione dell’uso del corpo non solo su attività sportive (nel caso della riatletizzazione di un agonista) ma anche nella gestione della vita quotidiana.

Bisogna stimolare il cosiddetto work hardening: un programma sistematico di attività progressive composto da movimenti corporei precisi in grado di ricondizionare il sistema mio-fasciale, scheletrico, cardio-circolatorio e respiratorio per assicurare al meglio le grandi funzioni organiche, e psicomotorio dell’individuo per pianificare il suo ritorno al lavoro).

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI CON L’ADATTAMENTO AGLI STRESS

 

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La degenerazione articolare conseguenziale alle condizioni infiammatorie viene frenata dall’allenamento della forza per adattamento agli stress del sistema scheletrico che, stimolato opportunamente, è costretto ad aumentare la densità ossea (per effetto dell’attività degli osteoblasti) e a rallentare significativamente il declino della buona salute di osso e articolazione (per effetto dell’attività degli osteoclasti) che vanno incontro a osteopenia o, peggio ancora, a osteoporosi per effetto della cronicità infiammatoria e dei naturali processi degenerativo-involutivi dell’invecchiamento.

 

COMBATTERE LE INFIAMMAZIONI, SARCOPENIA, OSTEOPENIA E OSTEOPOROSI:

evitare la sedentarietà!

 

L’attività muscolare (meglio se ad alta intensità) combatte anche gli effetti derivanti dalla sedentarietà che segue il dolore e, quindi, consente la difesa dai tassi di sarcopenia che produce la perdita di massa muscolare.

Anche lo stato di affaticamento che caratterizza con sintomatologia invalidante le patologie infiammatorie risente, in modo sensibile e fortemente positivo, delle sessioni di allenamento di forza in termini di tolleranza ai carichi meccanici e di capacità di contrasto della forza di gravità rendendo più produttiva l’ergonomia di vita quotidiana, i compiti giornalieri, e garantendo una migliore gestione delle riserve energetiche somatiche.

Il riacutizzarsi di uno stato infiammatorio non deve fare desistere dall’effettuare il training  quotidiano sebbene si renda utile chiedere una consulenza al Fisiologo dell’esercizio fisico (in Italia è lo Specialista AMPA – Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) che può assumere il ruolo del Personal Health, in quanto capace di comprendere i sintomi descritti e adattare il programma di allenamento alle proprie esigenze personali!

 


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