Diabete e Attività Fisica Adattata (A.F.A.)

Diabete e Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2016

 

Il Ministero della Sanità statunitense pubblicò nel 1996 un documento omnicomprensivo sull’attività fisica con l’obiettivo di promuoverne la pratica nella popolazione (reperibile su http://www.cdc.gov/nccdphp/sgr/sgr.htm).

Diabete e Attività Fisica Adattata-Diabete tipo 1-Diabete di tipo 2-Diabete Mellito-Diabete-Diabetologia-Diabetologo-Attività Fisica Adattata-Esercizio-Fisico-Adattato-Glicemia-Iperglicemia-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’American Diabetes Association (ADA) in collaborazione con L’American College of Sport Medicine (ACSM) già da tempo dettarono le linee guida dell’attività fisica in relazione al diabete tipo 1 suggerendo gli aspetti pratici applicativi sugli atleti diabetici. La Diabetes Exercise Sport Association  (D.E.S.A.) corrispondente all’ex International Diabetes Atlethes Association (I.D.A.A.) pubblicò le linee guida che furono adottate dall’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (A.N.I.A.D.) in cui vengono date le informazioni utili per l’adattamento delle dosi insuliniche e dell’apporto dei carboidrati (CHO).

La capacità di adeguare il regime terapeutico (insulina e terapia nutrizionale) per ottenere sicurezza e alta performance atletica è una importante strategia del management nei diabetici tipo 1 se questi svolgono l’importante ruolo della raccolta dei dati di autocontrollo glicemico in seguito a somministrazione di esercizio fisico per migliorarsi.

La supplementazione dell’apporto dei carboidrati calcolate in base a intensità e durata dell’esercizio senza tenere conto dei livelli glicemici esistenti in quel momento specifico, delle precedenti risposte metaboliche all’esercizio e dello schema terapeutico individuale non possono essere considerate appropriate e vanificano gli effetti benefici. La supplementazione di CHO può essere di 15-30 grammi per ogni 30 min. di esercizio intenso; la riduzione della dose di insulina lenta può essere del 30-35% nella giornata in cui si effettua la seduta di attività fisica ma con le più ampie variazioni individuali.

Diabete di tipo 1

Nei diabetici di tipo 1, tra le attività motorie da sconsigliare vanno bandite tutte le attività in cui l’ipoglicemia mette a rischio la propria vita e quella degli altri.

Le attività motorie da effettuare devono avere una durata da 30 a 60 minuti per almeno 3-4 volte a settimana imponendo il monitoraggio glicemico prima, durante e dopo l’esercizio fisico evitando l’esercizio intenso nel periodo post-prandiale (o di massima insulinizzazione). La raccomandazione è quella di associare sempre Diabete e Attività Fisica Adattata alle proprie esigenze personali.

Bisogna associare una dieta ricca di fibre, normo-calorica (composta per il 55-60% di carboidrati, 10-15% di proteine, 25-30% di grassi), che offra adeguata integrazione idrico-salina;

Diabete di tipo 2

Nei diabetici di tipo 2, tra le attività motorie da sconsigliare vanno bandite tutte le attività in cui l’ipoglicemia mette a rischio la propria vita e quella degli altri.

Diabete e Attività Fisica Adattata

Le attività motorie devono avere una durata da 30 a 60 minuti per almeno 3-4 volte a settimana e, meglio, se effettuate tutti i giorni. L’intensità oscilla intorno al 40-60% basandosi sulla formula che stabilisce la frequenza cardiaca da mantenere: [(FC max – FC basale) x 40-60%]+ FC basale.

exercise medicine 25Il soggetto va monitorato con Elettrocardiogramma a riposo ed eventualmente anche sotto sforzo.

Bisogna associare una dieta ricca di fibre, che offra adeguata integrazione idrico-salina, con calorie derivanti per un 55-60% di carboidrati, 10-15% di proteine, 25-30% di grassi. Va osservato un deficit calorico quotidiano di circa 300kcal/die.