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Ernia del disco o protrusione: Carichi sui dischi intervertebrali del rachide lombare

Ernia del disco o protrusione

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

La lordosi lombare è la curva naturale della parte inferiore della colonna vertebrale. Normalmente, la lordosi lombare è convessa anteriormente, contribuendo alla formazione di una curva naturale nella parte bassa della schiena.

La regione lombare è coinvolta in vari movimenti, tra cui la flessione (piegamento in avanti), l’estensione (inarcamento all’indietro), l’inclinazione laterale e la rotazione. La gamma di movimento in ciascuna direzione è un parametro chiave nell’analisi del funzionamento del rachide lombare.

 

La resistenza ai carichi sui dischi intervertebrali del rachide lombare

 

Il rachide lombare svolge un ruolo cruciale nella postura e nella resistenza ai carichi biomeccanici dell’essere umano. La sua anatomia è caratterizzata da curve sagittali e le variazioni in queste curve possono influire significativamente sulla distribuzione dei carichi meccanici.

Ernia-protrusione-disco vertebrale-mal di schiena-lombalgia-lombo sciatalgia-cervicalgia-lombare-cervicale-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa resistenza ai carichi è proporzionale al numero delle curve rachidee sul piano sagittale.

I valori medi per queste curve sono:

  • 36 gradi circa per la lordosi cervicale;
  • 35 gradi circa per la cifosi dorsale;
  • 50 gradi per la lordosi lombare.

L’incremento o la riduzione di questi valori nella gestione motoria quotidiana può comportare notevoli variazioni dei carichi meccanici.

La distribuzione del carico sulla colonna lombare varia in base alle attività quotidiane e agli schemi di movimento. Ad esempio, durante la flessione anteriore del tronco, i carichi sulla colonna lombare possono aumentare significativamente.

In condizioni di statica eretta, la pressione sul disco pre-sacrale è di circa 10-15 Kg/cm2, ma durante la flessione anteriore del tronco questa pressione può aumentare drasticamente a 80-100 Kg/cm2. Questa variazione evidenzia l’importanza della corretta gestione motoria per preservare la salute della colonna vertebrale.

 

Ernia del disco o protrusione: Il disco intervertebrale e i carichi meccanici

 

Il nucleo polposo, componente fortemente idratato del disco intervertebrale, comportandosi come un ammortizzatore idraulico, se sottoposto a carico bio-meccanico, distribuisce in tutte le direzioni le forze meccaniche che lo sollecitano. Flettendo il busto in avanti si sposta indietro, nella flessione dorsale in avanti, nella flessione laterale si sposta dal lato apposto alla flessione.

Il disco è dotato di vascolarizzazione solo nella porzione periferica. La vascolarizzazione limitata del disco, implica che la nutrizione avviene principalmente per diffusione. La compromissione della struttura discale può ridurre questo processo, mentre la riduzione o l’annullamento del carico meccanico può facilitarlo.

I processi di invecchiamento e di progressiva disidratazione riducono la capacità di recupero e aumenta la rigidità delle fibre collagene. Quindi, ne consegue un cedimento dell’anulus fibroso, uno spostamento del nucleo polposo e inizia la protrusione in sede postero-laterale che può determinare l’ernia discale.

Il gioco bio-meccanico e chinesiologico dei carichi aggiuntivi come uno zainetto o una confezione di acqua minerale, un pacco o un neonato, … , costringono a sopportare carichi elevatissimi che si distribuiranno per il 75% sul nucleo polposo e un 25% sull’anulus fibroso.

Sollevando un peso di 10 Kg. a ginocchia piegate e tronco verticale si sottopongono  i muscoli spinali a una forza meccanica di 141 Kg. mentre a ginocchia tese e tronco inclinato in avanti si arriva a 256 Kg. Per la precisione, semplicemente protendendo le braccia in avanti, la forza richiesta arriva a 363 Kgm. La medesima si può estendere fino a 726 Kg., sovraccaricando considerevolmente il nucleo polposo.


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Ernia del disco o protrusione:

una parete addominale forte assicura stabilità!

 

La natura umana si difende attraverso un meccanismo di attivazione dei muscoli addominali attraverso la manovra di Valsalva. Questa riduce sensibilmente la compressione assiale dei dischi intervertebrali e limita il rischio (ma senza eliminarlo completamente!).

Il carico di rottura in un giovane si aggira intorno agli  800-1000 Kg che, intorno ai 45 anni, tende a dimezzarsi.

La prevenzione diventa il momento più importante. Inoltre, assume tono principale insieme all’adozione di utili accorgimenti per ridurre il fattore di rischio e mantenerlo sempre dentro accettabili limiti di carico.

Core Stability e Power house forti garantiscono maggior contenimento dell’ernia del disco o della protrusione oltre a restituire una migliore efficienza posturale!

 

La “core stability” si riferisce alla capacità dei muscoli del tronco (core) di sostenere la colonna vertebrale e mantenere un’adeguata postura durante l’attività fisica e le attività quotidiane. Il termine “core” si riferisce ai muscoli che compongono il centro del corpo, inclusi gli addominali (+++ retto dell’addome), il diaframma, i muscoli della parte bassa della schiena, i muscoli pelvici e i muscoli del bacino.

Un Core Stability forte è costituito da un corsetto addominale naturale. Pertanto, i muscoli della parete addominale, i muscoli para-vertebrali lombo-sacrali, il diaframma e i muscoli intercostali, i muscoli pelvici e peri-anali garantiranno, una buona efficienza fisica. In seno a un programmato piano di trattamento con Attività Fisica Adattata condotto in ambiente altamente specializzato, il corretto dosaggio dei carichi negli esercizi antalgici conferisce il giusto potenziamento mio-fasciale. Inoltre, si riducono i fattori di rischio al minimo dei sinistri e la sicurezza nel procedere sulla via della stabilizzazione.

Ernia o protrusione: una giusta attività fisica condotta in ambiente altamente specializzato garantisce capacità di sopportazione dei carichi meccanici e prevenzione di algia vertebrale.

In conclusione, sviluppare e mantenere una core stability adeguata è essenziale per promuovere la salute della colonna vertebrale, prevenire lesioni e migliorare le prestazioni fisiche. Un’ernia del disco o una protrusione discale richiedono una gestione consapevole dei carichi meccanici, un’attenzione particolare all’età e una prevenzione attiva attraverso l’esercizio fisico mirato e condotto in modo specializzato.


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