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Esercizio fisico e rischio cardiovascolare

Rischio cardiovascolare e Attività Fisica Adattata

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Rischio cardiovascolare-Infarto-cardiopatie-cardiologia-attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaIl ricorso alla terapia farmacologica in prima battuta appare ingiustificato quando i livelli dei singoli fattori di rischio non sono particolarmente elevati, diventa estremamente costoso e concettualmente sbagliato poiché costituisce un intervento sintomatico e non causale.

Inizialmente, in questi casi risulta preferibile adottare misure comportamentali basate sulla modificazione dello stile di vita: praticare attività fisica, adottare un’alimentazione corretta, cessazione del fumo, astensione dall’alcool, ecc…

 

Rischio cardiovascolare: si riduce con il movimento!

 

Tra gli interventi non farmacologici, l’esercizio fisico risulta la scelta più efficace per controllare i vari fattori di rischio cardiovascolare e, nel contempo, per garantire un significativo miglioramento della qualità di vita.

La sedentarietà è responsabile di un aumento significativo di morbilità e di mortalità totale e cardiovascolare: le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riportano che l’inattività fisica causa  nel mondo, annualmente, 1.9 milioni di morti 1. Inoltre, si stima che, globalmente, essa sia causa del 10-16% dei casi di cancro della mammella, di cancro del colon e di diabete mellito e del 22% dei casi di cardiopatia ischemica.

 

Rischio cardiovascolare ed esercizio fisico adattato

 

Rischio cardiovascolare-Infarto-cardiopatie-cardiologia-attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1L’eliminazione di un fattore di rischio come la sedentarietà può portare ad una riduzione della malattia cardiovascolare del 15-39%, del 33% di ictus, del 22-33% del cancro del colon e del 18% di fratture ossee secondarie ad osteoporosi.

La sedentarietà si sta imponendo, non solo nei paesi occidentali, ma anche in quelli in via di sviluppo 2, come il fattore di rischio principale del terzo millennio.

La ridotta performance fisica conseguente alla sedentarietà rappresenta uno dei più importanti fattori predittivi di mortalità nella popolazione generale apparentemente sana 3-7.

La ridotta tolleranza allo sforzo si associa, sia nella popolazione maschile sia in quella femminile, ad una riduzione della sopravvivenza per un aumento significativo della mortalità cardiovascolare.

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Rischio cardiovascolare nei soggetti fragili e di età geriatrica

 

I soggetti anziani, in base a questi dati, sembrerebbero quindi destinati inevitabilmente ad essere colpiti in modo pesante dalle malattie cardiovascolari.

La performance fisica, espressa come massimo consumo di ossigeno, si riduce del 7-10% per ogni decade di età.

Recenti evidenze scientifiche dimostrano che alcune settimane di allettamento hanno lo stesso effetto di 30 anni di età sulla tolleranza allo sforzo e che solo 6 mesi di training sono in grado di far recuperare la riduzione della performance fisica legata all’invecchiamento.

 

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Rischio cardiovascolare e i benefici dell’Attività Fisica Adattata in Cardiologia

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Bibliografia sul rischio cardiovascolare

 

  1. World Health Organization. The world health report 2002 – reducing risks, promoting healthy life. Geneva: WHO, 2002.
  2. Booth FW, Gordon SE, Carlson CJ, Hamilton MT. Waging war on modern chronic diseases: primary prevention through exercise biology. J Appl Physiol 2000; 88: 774-87.
  3. Blair SN, Kohl HW, Barlow CE, Paffenbarger RS, Gibbons LW, Macera CA. Changes in physical fitness and all-cause mortality. A prospective study of healthy and unhealthy men. JAMA 1995; 273: 1093-8.
  4. Paffenbarger RS, Kampert JB, Lee IM, Hyde RT, Leung RW, Wing AL. Changes in physical activity and other lifeway patterns influencing longevity. Med Sci Sports Exerc 1994; 26: 857-65.
  5. Erikssen G, Liestol K, Bjornholt J, Thaulow E, Sandvik L, Erikssen J. Changes in physical fitness and changes in mortality. Lancet 1998; 352: 759-62.
  6. Myers J, Prakash M, Froelicher V, Do D, Partington S, Atwood JE. Exercise capacity and mortality among men referred for exercise testing. N Engl J Med 2002; 346: 793-801.
  7. Manson JE, Greenland P, LaCroix AZ, et al. Walking compared with vigorous exercise for the prevention of cardiovascular events in women. N Engl J Med 2002; 347: 716-25.
  8. http://giornaledicardiologia.it/r.php?v=688&a=7960&l=10956&f=allegati/00688_2007_11/fulltext/11-07_681-731.pdf

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