Ginocchio : Riatletizzazione propriocettiva

Ginocchio : Riatletizzazione propriocettiva – considerazioni chinesiologiche sui recettori !

 

ginocchio-propriocezione-3La riatletizzazione propriocettiva del ginocchio possiede un grande interesse per assolvere il ritorno all’attività quotidiana e a quella atletica.

Una disfunzione, anche non organica, di muscoli o di articolazioni produce uno squilibrio globale delle afferenze coscienti e non coscienti che alterano i provvedimenti gestuali indispensabili alla vita di relazione.

Quando ciò interessa l’arto inferiore, che svolge un ruolo di primaria importanza nella gestione della statica eretta e nella traslocazione deambulatoria, si amplificano le necessità di recupero funzionale.

La funzione dei propriocettori è fondamentale per controllare e regolare il tono muscolare, la postura, la corretta soluzione esecutiva dei gesti motori volontari e la gestione dell’equilibrio.

Pertanto, i recettori sono localizzati nei tendini, nei muscoli e nelle capsule articolari.

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Il sistema funzionale propriocettivo si integra, sia direttamente che indirettamente, con i centri funzionali visivo, uditivo, labirintico, nocicettivo e tattile, con cui forma un pool afferenziale che giunge alle diverse aree della corteccia cerebrale tramite i sistemi sotto-corticali.

Il sistema recettoriale del ginocchio rientra in una serie di strutture dalla cui organizzazione e connessione derivano gli elaborati meccanismi di natura neuro-motoria che consentono la normale attività motoria.

Quando un evento traumatico altera l’equilibrio dei recettori articolari si assiste alla perdita dei riflessi artrostatici e artrocinetici per cui, al danno anatomico e funzionale a livello dei complessi, corrisponde un coinvolgimento dei recettori che generano un’alterazione afferenziale dei propriocettori.

Come quasi tutte le articolazioni, il ginocchio è dotato da una componente di innervazione afferenziale costituita da vari tipi di recettori articolari che si differenziano nella morfo-funzionalità.

 

Ginocchio : Secondo la classificazione di Freeman e Wyke, i meccanocettori possono essere distinti in 4 tipi:

1 – recettori di I° tipo o “tonici”: con bassa soglia di stimolazione e lento adattamento, segnalano direzione e velocità del movimento articolare;ginocchio-propriocezione-4

2 – recettori di II° tipo o “fasici”: con bassa soglia di stimolazione e rapido adattamento, segnalano i movimenti rapidi; dato che la loro frequenza di scarica aumenta con l’incremento della velocità esecutiva del movimento articolare, sono recettori dell’accelerazione;

3 – recettori di III° tipo: sono recettori ad alta soglia di stimolazione e lento adattamento, segnalano posizione e direzione con compito funzionale di protezione dell’articolazione; dal punto di vista morfo-funzionale sono identici agli organi tendinei del Golgi e, pertanto, presentano una differente soglia di stimolazione in rapporto al fatto che il muscolo venga stirato passivamente (soglia di stimolazione alta) o se si contrae attivamente (soglia di stimolazione bassa); questi recettori si attivano solo in presenza di potenti forze di trazione;

4 – recettori di IV° tipo: sono recettori a elevata soglia di stimolazione e non hanno adattamento. Rappresentano il sistema di controllo recettoriale estesiologico del ginocchio con funzione di allarme prettamente algogena. Definite quali terminazioni libere, sono suddivisi in 2 sotto-classi: IVa e IVb.

 

Nella capsula sono presenti recettori del I°, II°, e IV° tipo.

 

Nel legamento collaterale mediale e laterale i recettori sono del III° e IV° tipo (in alcuni soggetti anche del I° tipo).

 

Nei legamenti crociati si riscontra la presenza di recettori del IV° tipo e un numero limitato di recettori del III° tipo.

 

Nel legamento sopra-rotuleo si trovano recettori di III° e IV° tipo;

 

Nei menischi non ci sono recettori.

 

Il trattamento di rieducazione propriocettiva e la riatletizzazione del ginocchio !

 

Il trattamento di rieducazione propriocettiva e la riatletizzazione non può essere uguale per tutti i soggetti; deve essere programmato e pianificato in base alla tipologia di struttura traumatizzata. Infatti, è inutile dopo una lesione meniscale mentre è utilissimo, dopo il trattamento fisioterapico, a seguito di una meniscectomia chirurgica per effetto dell’alterazione iatrogena che si produce a carico delle strutture capsulari.

ginocchio-propriocezione-2Il ricondizionamento funzionale propriocettivo risulta opportuno nelle lesioni legamentose per stimolare il recupero a elevate velocità di spostamento articolare nei movimenti passivi e medie velocità angolari negli spostamenti attivi.

La riatletizzazione a sfondo propriocettivo deve essere proposta a seguito di tutte le lesioni capsulari, traumatiche o iatrogene, poiché questa struttura articolare è la più ricca di meccanocettori.

Programmazione e pianificazione del periodo di riatletizzazione post-fisioterapico vanno compilati con rispetto della gradualità dei tempi e, soprattutto, dei modi differenziati per ogni individuo fornendo una progressione adeguata alla evoluzione del processo ri-educativo, evitando che l’impegno delle attività proposte possano danneggiare le strutture in fase di riparazione.

 

OBIETTIVO DELL’ATTIVITA’ FISICA ADATTATA

 

L’obiettivo dell’Attività Fisica Adattata – A.F.A., deve essere quello di fare riacquistare, con un procedimento corticale e volontario, i gesti motori perduti affinché si possa ottenere, da un procedimento abituale, l’apertura per una stimolazione che risvegli l’intero sistema propriocettivo.

La tecnica della riatletizzazione deve prevedere la ri-elaborazione degli schemi motori che portano l’articolazione traumatizzata attraverso la volèe afferente alla riacquisizione della corretta configurazione spaziale e al riequilibrio della formazione primaria del tono mio-fasciale: esercizi di facilitazione neuro-muscolare per ristabilire la coscienza del movimento vengono seguiti da stimolazioni vibratorie peri-articolari dei recettori muscolari e tendinei; al miglioramento del trofismo muscolare e della motilità articolare seguiranno impegnativi lavori per gambe e piede utilizzando, con fantasia e creatività, biglie, fazzoletti, tavolette oscillanti, tavolette surf, pedane elastiche, percorsi, …

propriocezione-5In condizioni normali le sensazioni di equilibrio e le risposte alle tensioni della struttura muscolo-tendinea o legamentosa si esplica con un meccanismo che non richiede la presenza di particolari stimoli della corteccia: essendo un meccanismo abituale il tutto si verifica sotto il perfetto controllo dei nuclei della base. Ma quando un complesso muscolare o articolare subisce un trauma perde le sue capacità di automatismo e richiede l’intervento corticale per cui, dai nuclei della base, tramite relaix, si attivano le sinapsi che ristabiliscono l’arco riflesso per la risposta muscolare.


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