Il libro del Prof. Carmelo Giuffrida Il nuoto non fa bene alla scoliosi è il più venduto best seller della settimana su Amazon .it prime

Il libro più venduto su Amazon: perché il nuoto non fa bene alla scoliosi!

Il libro più venduto su “Amazon.it prime” spiega perché il nuoto non va bene per la scoliosi!

 

Il libro “Il nuoto non fa bene. L’attività natatoria nelle scoliosi: miti e tabù da sfatare” è il libro più venduto su “Amazon.it prime” e si continua a confermare al primo posto nelle classifiche dei migliori bestseller nelle categorie della “Medicina muscolo-scheletrica” e “Nuoto e subacquea”.

Consensi a 5 stelle al volume scritto a 4 mani dal Prof. Carmelo Giuffrida e dal Prof. Rodolfo Lisi

 

Anche questa settimana sono stati attribuiti consensi a 5 stelle al volume scritto a 4 mani dal Prof. Carmelo Giuffrida e dal Prof. Rodolfo Lisi. La presentazione del libro porta la firma del Prof. Paolo Raimondi, uno dei più grandi Studiosi della Chinesiologia italiana e, nello specifico della ginnastica correttiva.

Il libro del Prof. Carmelo Giuffrida Il nuoto non fa bene alla scoliosi è il più venduto best seller della settimana su Amazon .it prime

 

 

Il libro chiarisce il ruolo delle attività acquatiche e natatorie: queste ricoprono un ruolo di dubbia validità; purtroppo si continua a prescrivere il nuoto che è oggetto di attenzioni ingiustificate e controproducenti nel processo di normalizzazione delle alterazioni morfologico-posturali e nella rieducazione della scoliosi.

Stereotipi culturali privi di fondamento scientifico e che non giustificano il beneficio del nuoto sopravvivono ancora oggi. Invece, sono di grande interesse gli aspetti concernenti la valutazione e l’esercizio fisico.

L’effetto miorilassante e decontratturante dell’esercizio in acqua viene parecchio utilizzato nel management del dolore soprattutto in presenza di algia vertebrale (back pain) e nella traumatologia sportiva quale momento di riatletizzazione. In ambito neurologico viene prescritto come ultima risorsa nell’intento di sfruttare il mezzo acquatico come “facilitazione” motoria rispetto al movimento svolto sulla terraferma.

Il libro più venduto su Amazon è un best seller che parla di scoliosi e spiega con la fluidodinamica perché il nuoto è controindicato per il trattamento della scoliosi

 

Perché il nuoto non fa bene alla scoliosi - lezione del Prof. Carmelo GiuffridaLa SCOLIOSI è una deformazione complessa nella quale, la risultante delle deviazioni, dal piano sagittale a quello laterale, è una rotazione assiale.

Studiare la scoliosi significa, innanzitutto, osservare un fenomeno che si manifesta su 3 piani dello spazio!

Un corpo si muove sotto l’azione di una forza meccanica. Se questa forza non è bilanciata, si innesca un movimento rotazionale (coppia di forze).

Il nuoto non può essere prescritto in presenza di scoliosi. Non si può creare l’illusione di una sua miracolistica efficacia poiché, al pari di qualsiasi altra attività sportiva, è priva di qualsiasi effetto rieducativo-compensativo.

Negli ultimi anni si è indirizzato troppo spesso e senza motivare scientificamente verso l’attività in piscina indicando il nuoto come “toccasana” della scoliosi.

Le premesse epistemiologiche di un qualsiasi “somministratore” di esercizi devono, innanzitutto, fare sorgere il concetto di “cosa si può apprendere” in acqua e “come si apprende un gesto motorio” in acqua declinando le convinzioni, le esperienze e i metodi che non trovano fondamento scientifico a favore dello specifico compito di seguire le regole che governano l’ambiente acquatico.

Qualsiasi stile di nuoto venga adot­tato per la propulsione in acqua il risultato non varia. L’unica costante a cui si assiste è l’accentuazione delle curve fisiologiche vertebrali a fronte di un modesto rendimento propulsivo del corpo umano.

Tra gli stereotipi culturali che derivano dalla tradizione dell’idrologia e della fisio-climatologia sorge immediata la problematica legata alla temperatura e alla resistenza dell’acqua.

 

Il libro più venduto su Amazon motiva: Moda o luogo comune?

 

Presentazione del libro il nuoto non fa bene alla scoliosi nello Studio del Prof. Carmelo Giuffrida durante la lezione sulla fluidodinamica sul nuoto e scoliosiDa non trascurare, poi, ci sono gli effetti “contesto-dipendenti” dell’acqua, come l’effetto anti-spastico, che assumono un ruolo di inutile magia sospingendo il lavoro in acqua come disciplina irregolare, i cui risultati portano all’impossibilità di corrette opinioni se non quelle di aver seguito una moda o un luogo comune.

Spasticità, stiffness non-neurale, co-contrazione fisiologica degli antagonisti, reclutamento muscolare e alterazione delle sequenze di attivazione muscolare rispetto alle condizioni del movimento sulla terraferma, … sono tutti elementi utili e non trascurabili per definire i termini di un esercizio da proporre che vanno molto al di là della semplice sterile diagnostica che descrive la patologia.

Indispensabile momento di valutazione davanti a un soggetto con paramorfismi diventa la consapevolezza di termini come l’impairment, la patologia, l’handicap, la disability, lo stato di cronicità, lo stato di stabilità e lo stato di acuzia patologica.

Quando il corpo umano è immerso in un fluido non è possibile ottenere una modificazione degli schemi posturali. Ciò in quanto, data la postura orizzontale rispetto al mezzo (attrezzo acqua), mancano i punti di vincolo. Inoltre, il corpo subisce una ridotta forza gravitazionale e, quindi, scarse stimolazioni propriocettive.

 

Quindi, dal dominio del peso si passa al dominio della forma!

 

L’analisi chinesiologica e della fluidodinamica applicata, in particolare, conferisce gli elementi utili per affermare i comportamenti lesivi a carico del metacentro, dell’inerzia. Inoltre, spiega l’influenza della turbolenza e dei vortici marginali, l’uso di vincoli e di contro-spinte idrostatiche.

Il “Principio di Archimede”, infine, pone in discussione l’ambiente micro-gravitario, mentre, la prevenzione dei vizi posturali, impone ragionamenti di tutela e di protezione.

I circuiti neuronali e il costo metabolico, la stabilità nella dinamica, l’allenamento neuromotorio propriocettivo, la dinamica respiratoria e l’adozione del corsetto, sono argomenti principi.

Non di meno lo sono argomenti come la fisio-climatologia, il micro-clima e le ipotesi neurogeniche, le azioni delle neuro-tossine prodotte in vasca, … e tanto altro!

Logicamente, se il nuoto è inteso quale attività motoria ricreativa con impegno minimo e per un massimo di 2-3 volte alla settimana, senza forzare eccessivamente i quadricipiti femorali con movimenti violenti e/o veloci, così come la danza o la ginnastica artistica, non comporta elementi tali da scatenare danni.

 

Il libro più venduto su Amazon: … E, poi, occorre la consapevolezza della misurazione scientifica!

Lezione del Prof. Carmelo Giuffrida sulla fluidodinamica delle attività natatorie nei paramorfismi del rachide

E’ giusto affermare che possano assicurare una migliore qualità della vita, facendo bella mostra di se nei ricettari del Medico e tra le prescrizioni più gettonate?

Di norma, vengono esaminati i riferimenti bibliografici più credibili in seno alle comunità scientifiche. Gli articoli originali, le recensioni, le prove tecniche scientifiche forniscono una maggiore priorità agli studi randomizzati e controllati.

Negli ultimi 30 anni, sia l’evidenza scientifica che le conoscenze acquisite, hanno conferito un considerevole significato all’esercizio fisico. Infatti, questo viene usato come trattamento di prima linea di parecchie malattie croniche oltre alle patologie dell’apparato locomotore.

Si evidenzia che, sempre più spesso, l’attività fisica adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità. Ciò, al fine di assicurare una migliore qualità della vita.

L’elenco delle patologie sensibili all’attività motoria si è esteso a dismisura. Rivedendo la letteratura internazionale presente sul web, oltre alle esperienze personali, si può ipotizzare che la lista si allungherà ulteriormente nel corso del tempo.

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica si ricavano da prove, esperienza e buon senso.

Il libro più venduto su Amazon non ha avuto successo per caso: è ciò che dovrebbe leggere lo Studente di Medicina Fisica e Riabilitazione o il Fisiatra. Un riferimento bibliografico per il FisioChinesiTerapista, per l’Ortopedico e il Dottore in Scienze Motorie e per lo Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate!

Quali sono i pregi e i difetti di una prescrizione del nuoto in presenza di paramorfismi?

 

Il nuoto può essere considerato una vera e propria Panacea in presenza di Atteggiamento scoliotico, Scoliosi, iperlordosi lombare, ipercifosi dorsale, mal di schiena, lombalgia, lombosciatalgia, … ?

Gli effetti dell’esercizio fisico sulla patogenesi della malattia e sulla sintomatologia specifica sono stati ricavati da prove, esperienza e buon senso?

Con quale coscienza l’Attività Fisica Adattata, l’esercizio fisico e le attività motorie finalizzate, la pratica di sport, vengono prescritte come momento di indispensabile necessità?

Alla base di ogni piano di trattamento si impone sempre una seria valutazione funzionale delle condizioni di efficienza fisica del soggetto esaminato. Si valutano le sue reali capacità motorie e le sue qualità fisiche residue. Prima di stabilire i possibili meccanismi di azione da intraprendere si soppesano i principi, i metodi e le tecniche utili. Poi, si agisce idoneamente al fine di raggiungere gli obiettivi programmati.


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