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La performance esecutiva del musicista

Musicista (pianista, chitarrista o violinista…): La performance esecutiva

Considerazioni chinesiologiche!

 

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

Musicista-sovraccarico-disfunzioni-sindrome-pianoforte-chitarra-arpa-violino-violoncello-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaI “musicisti” o, meglio, i Professionisti degli strumenti ad arco o i pianisti, sono i soggetti maggiormente esposti a patologie della mano. I movimenti rapidi e ripetitivi delle dita, per effetto delle innumerevoli ore passate a provare e a tenere concerti, frequentemente, costringono ad adattamenti posturali che sfociano in errori tecnici o in impotenza funzionale.

Le regioni anatomiche che vengono maggiormente interessate sono quelle della mano e del polso, l’avambraccio e il gomito, la spalla e il rachide cervicale.

Tra le patologie ricorrenti si evidenziano le tenosinoviti, le neuropatie compressive (soprattutto a carico del nervo ulnare nel caso di violinisti e violencellisti), l’instabilità cronica!

Numerosi processi di ordine propriocettivo, emozionale e cognitivo producono il risultato finale della performance esecutiva del musicista.

 

Il musicista è un “ATLETA” della musica che utilizza un attrezzo tecnico in modo sublime!

 

Pianista, chitarrista, violinista o violoncellista, … eseguono sequenze di gesti motori che, comunque, sono atti motori super specializzati. Per effetto e a conseguenza di un lavoro quotidiano continuamente intenso e gravoso sono in grado di sottoporre le strutture effettrici finali ad un ragguardevole stress psico-fisico. Vengono interessate placche neuro-motrici e fusi neuro-motori, …dell’arto superiore e, specificatamente, della mano.

Inoltre, e non ultimo, occorrono molte attenzioni nei confronti dell’arto non dominante che, apparentemente sembra che non lavori ma che, in realtà, opera una compartecipazione rilevante. Esempi eclatanti vengono dal violinista e dal violoncellista che, mantenendo il gomito in flessione per lungo tempo, incorrono nella neuropatia compressiva del nervo ulnare.

Si assiste, da una parte, a un incremento notevole delle capacità prestative, esattamente come avviene a seguito di allenamento somministrato allo sportivo. Da un’altra parte, si possono riscontrare alterazioni del normale stato fisiologico.Musicista-sovraccarico-disfunzioni-sindrome-pianoforte-chitarra-arpa-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

All’eccessivo carico di lavoro si possono aggiungere predisposizioni somatiche di base, impostazioni scorrette, alterazioni posturali pre-esistenti o acquisite. Queste limitano o impediscono la capacità di progressione della carriera professionale del musicista. Anzi, spesso, molte cause predisponenti restano misconosciute nella maggioranza dei casi. Questo, poiché, al contrario dell’ambito sportivo, il mondo della musica resta molto chiuso e diffidente nei confronti di un intervento assistenziale di natura chinesiologica o, comunque, di tipo allenante.

Tanto quanto l’ambiente sportivo, l’ambiente musicale mostra parecchi aspetti comuni e prospetta diverse e varie possibilità di applicazione sia di tecniche di valutazione che di specifici trattamenti.

 

Musicista (pianista, chitarrista o violinista…):

Valutazione funzionale e allenamento per la giusta performance!

 

Alle limitazioni delle attività concertistiche occorre opporre la prevenzione derivante da una assunzione di una corretta postura. Anche l’acquisizione della tecnica esecutiva corretta gioca un ruolo ponderato per gestire bene le manifestazioni indesiderate di patologie. Infine, anche la tempistica di esercizio deve essere gestita secondo schemi precisi che rispettano le fasi dell’allenamento. Di conseguenza, occorre predisporre di una fase specifica di condizionamento organico prima di giungere alla performance esecutiva che impegna il musicista nella sua “Opera” per eseguire un opportuno defaticamento dopo le prove tecniche e i concerti.

Il primo approccio alla valutazione funzionale del pianista, chitarrista, o violinista… è rappresentato dall’ergometria della mano. Insieme alle valutazioni neuro-fisiologiche (come la latenza distale e la velocità di conduzione motoria e sensitiva dei nervi mediano e ulnare) è utile la T.A.C. – tomodensitometria. Ciò serve per determinare le aree di scansione della densità corrispondente alla sezione del tessuto muscolare e adiposo dell’avambraccio.

 

Il Musicista deve rispettare le fasi dell’allenamento!

 

L’allenamento, esattamente come nello sportivo, richiede un body way assistance che, continuamente, provvede a pianificare i contenuti del piano di lavoro sottoponendo il musicista a condizionamento mio-fasciale sia con lavoro in isometria che in isotonia concentrica ed eccentrica.Musicista-sovraccarico-disfunzioni-sindrome-pianoforte-chitarra-arpa-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Non ultimo, vanno intrapresi nell’allenamento del musicista idonei accorgimenti per lo sviluppo delle qualità fisiche di base dell’arto superiore e, specificatamente, della mano; è necessario non solo incrementare la forza muscolare, ma anche la resistenza localizzata e la coordinazione neuro-muscolare con specificità oculo-manuale.

E’ indispensabile migliorare e sensibilizzare gli engrammi sensoriali e gli schemi motori per corticalizzare e telencefalizzare eccellentemente il gesto motorio fino ad ottenere l’automatizzazione. Inoltre, si rende altrettanto indispensabile la produzione di significativo incremento della forza e della massa muscolare dell’avambraccio per supplire ai ritardi di conduzione del canale del carpo. Infine, è indispensabile garantire l’integrità delle funzioni nervose motorie periferiche.

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Musicista (pianista, chitarrista, violinista o violoncellista, …):

senza sovraccarichi si evitano le sindromi

 

Un sovraccarico a livello dei tendini flessori delle dita gioca un ruolo importante nella genesi della sindrome del tunnel carpale o, peggio, della distonia focale della mano. Quindi, diventa indispensabile correggere gli errori posturali e tecnici. Vanno corrette le posizioni esageratamente flesse del polso, le compressioni esagerate e protratte oltre il tempo necessario delle dita sulle corde, …

Chiaramente, esistono grosse differenze inter e intra-individuali nei confronti dei valori assoluti di forza delle dita e nei rapporti di forza fra le singole dita. Ciò, al punto che si rende necessaria una appropriata preparazione atletica-musicale differenziata e adattata alle esigenze individuali. Ovviamente e obbligatoriamente, il trattamento deve essere supportato da corrette e opportune indagini valutative!

Il consiglio più gettonato è quello di farsi seguire sempre e costantemente da un “Professionista” Specializzato in Scienze dell’Esercizio Fisico. Solo uno Specialista dotato di esperienza e buon senso, riesce a calibrare il piano di trattamento. Bisogna che vengano forniti i giusti esercizi per aggredire le patologie manifestate. E, soprattutto, questo è la persona a cui affidarsi per evitare i sovraccarichi lesivi!

 


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