Sedentarietà e malattie cardiovascolari

Malattie cardiovascolari e sedentarietà:

 

L’esercizio fisico è un ottimo mezzo preventivo e “farmaco” ideale.

Ciò, in quanto fisiologico, efficace, sicuro e a basso costo; si presta a contrastare l’impatto epidemiologico e socio-economico delle malattie cardiovascolari. Inoltre, rende sostenibili le relative spese per la comunità.

 

Prof. Carmelo Giuffrida

 

La sedentarietà si sta imponendo come fattore di rischio principale del terzo millennio sia nei paesi Occidentali che in quelli in via di sviluppo (Booth FW, Gordon SE, Carlson CJ, Hamilton MT. Waging war on modern chronic diseases: primary prevention through exercise biology. J Appl Physiol 2000; 88: 774-87).

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Immagine su concessione di RGBStock.com

La sedentarietà è responsabile di un aumento significativo di morbilità e mortalità totale e cardiovascolare. Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riportano che l’inattività fisica causa nel mondo, annualmente, 1.9 milioni di morti (World Health Organization. The world health report 2002 – reducing risks, promoting healthy life. Geneva: WHO, 2002). Globalmente, l’inattività fisica provoca un 10-16% dei casi di cancro della mammella, del colon e di diabete mellito e, inoltre, un 22% dei casi di cardiopatia ischemica.

 

 

Attività fisica e malattie cardiovascolari: aspetti epidemiologici e clinici

 

L’eliminazione di un fattore di rischio come la sedentarietà può comportare a una stimata riduzione delle malattie cardiovascolari del 15-39%, del 33% di ictus, del 22-33% del cancro del colon e del 18% di fratture ossee secondarie ad osteoporosi.

 

La ridotta performance fisica conseguente alla sedentarietà rappresenta uno dei più importanti fattori predittivi di mortalità nella popolazione generale apparentemente sana.

(Blair SN, Kohl HW, Barlow CE, Paffenbarger RS, Gibbons LW, Macera CA. Changes in physical fitness and all-cause mortality. A prospective study of healthy and unhealthy men. JAMA 1995; 273: 1093-8) – (Manson JE, Greenland P, LaCroix AZ, et al. Walking compared with vigorous exercise for the prevention of cardiovascular events in women. N Engl J Med 2002; 347: 716-25).

Tanto nella popolazione maschile che in quella femminile, la ridotta tolleranza allo sforzo si associa ad una riduzione della sopravvivenza per gli effetti di un significativo aumento della mortalità cardiovascolare.

I soggetti anziani sono inevitabilmente destinati ad essere colpiti in modo pesante dalle malattie cardio-vascolari.

La performance fisica, espressa come massimo consumo di ossigeno, si riduce del 7-10% in rapporto a ogni decade di età; ciò, probabilmente, a seguito di modificazioni sfavorevoli esercitate direttamente sull’apparato cardio-vascolare e dell’influenza negativa sui principali fattori di rischio.

Non è noto attraverso quali meccanismi biologici la sedentarietà eserciti i suoi effetti deleteri sull’intero corpo umano. Recenti evidenze scientifiche sulla tolleranza allo sforzo dimostrano che 24 settimane (6 mesi) di A.F.A. – attività fisica adattata – permettono di far recuperare la riduzione della performance fisica legata all’invecchiamento.

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La sedentarietà espone a:

– maggiori rischi di sviluppare ipertensione arteriosa,

– assetto lipidico aterogeno,

– aumento dell’indice di massa corporea

– diabete di tipo 2

(Kokkinos PF, Narayan P, Colleran JA, et al. Effects of regular exercise on blood pressure and left ventricular hypertrophy in African-American men with severe hypertension. N Engl J Med 1995; 333: 1462-7) – (Wagner A, Simon C, Ducimetiere P, et al. Leisure-time physical activity and regular walking or cycling to work are associated with adiposity and 5 y weight gain in middleaged men: the PRIME Study. Int J Obes Relat Metab Disord 2001; 25: 940-8).

–  peggioramento del tono neurovegetativo

(Lee CD, Blair SN, Jackson AS. Cardiorespiratory fitness, body composition, and all-cause and cardiovascular disease mortality in men. Am J Clin Nutr 1999; 69: 373-80).

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Malattie cardiovascolari e aterosclerosi si combattono con Attività Fisica Adattata

 

Alcune settimane di inattività fisica sono sufficienti ad alterare in maniera significativa l’attività degli enzimi responsabili dello stress ossidativo e la funzione endoteliale. E’ una indispensabile condizione che genera la patogenesi dell’aterosclerosi.

(Laufs U, Wassmann S, Czech T, et al. Physical inactivity increases oxidative stress, endothelial dysfunction, and atherosclerosis. Arterioscler Thromb Vasc Biol 2005; 25: 809-14) – (Wannamethee GS, Lowe GD, Whincup PH, Rumley A, Walker M, Lennon L. Physical activity and hemostatic and inflammatory variables in elderly men. Circulation 2002; 105: 1785-90).

È risaputo che i sedentari vanno incontro con facilità a stati ansioso-depressivi divenendo fattori fortemente implicati nella patogenesi e nella prognosi delle malattie cardiovascolari

(Strawbridge WJ, Deleger S, Roberts RE, Kaplan GA. Physical activity reduces the risk of subsequent depression for older adults. Am J Epidemiol 2002; 156: 328-34).

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