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Menisco : Ginocchio e sovraccarico articolare in esiti di meniscectomia

Il menisco riveste un ruolo importante nella biomeccanica del ginocchio !

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

Il menisco del ginocchio è una struttura fibrocartilaginea di forma semilunare: si distingue il menisco interno e quello esterno che trovano collocazione tra il femore e la tibia.Menisco-ginocchio-propriocezione-riatletizzazione-recupero funzionale-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

I menischi rivestono un ruolo di primaria importanza nella bio-meccanica articolare del ginocchio poiché trasmettono almeno il 50% del carico articolare.

Nel cammino, i carichi meccanici si incrementano fino a 5-6 volte rispetto al peso corporeo e la conformità tra tibia e femore aumenta in modo sostanziale; diminuendo il carico per unità di superficie si può proteggere la cartilagine da eccessive sollecitazioni.

Quindi, i menischi contribuiscono a migliorare la distribuzione del peso corporeo e a ridurre lo stress sullo strato di cartilagine ricoprente le superfici articolari.

Ciò significa che i sovraccarichi ponderali, i micro-traumi ripetuti e le sollecitazioni abnormi, producono effetti lesivi sui menischi.

Inoltre, i menischi provvedono a ottimizzare la distribuzione del liquido sinoviale sulle superfici sottoposte al carico meccanico per effetto della relazione dei propri margini periferici con la sinovia; in particolare, il menisco mediale svolge funzione stabilizzatrice sulla traslazione anteriore della tibia che è di importanza primaria in presenza di lesione del legamento crociato anteriore, sebbene diventa piuttosto trascurabile nel ginocchio integro.

 

Asportazione del menisco = aumento delle forze meccaniche

 

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La meniscectomia (asportazione del menisco) produce una diminuzione delle aree di contatto femoro-tibiali e un aumento delle forze meccaniche di carico per unità di superficie con la variabile topografica delle regioni di massima sollecitazione.

Nell’osservazione radiologica a carico del ginocchio meniscectomizzato si evidenzia, nel corso del tempo, una riduzione della rima articolare, alterazioni degenerative di tipo artrosico a cui si associa una caratteristica formazione di cresta osteofitica a carico del margine del condilo femorale che si estende verso il sito meniscale originario e l’appiattimento della metà marginale della superficie articolare femorale.

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Nella fase post-meniscectomia, le alterazioni della distribuzione dei carichi bio-meccanici e la trasmissione meccanica influenzano la modificazione della densità dell’osso sub-condrale per effetto delle variazioni delle sollecitazione meccaniche che vi si esercitano. Le aree isodense mostrano un pattern ripetitivo caratterizzante l’estensione e la sede dei ginocchi meniscectomizzati:  l’area di densità ossea diventa più larga con una localizzazione posteriore: si può rilevare una corrispondente diminuzione dell’estensione delle aree sottoposte al carico.

Nel ginocchio normo-funzionale, medialmente, si rileva un’area di massima densità localizzata al centro del condilo mentre le altre zone isodense sono disposte concentricamente per diminuire, fino a sparire, procedendo distalmente.

 

Una disfunzione altera i gesti motori abituali !

 

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Una disfunzione, anche non organica, di muscoli o di articolazioni produce uno squilibrio globale delle afferenze coscienti e non coscienti che alterano i provvedimenti gestuali indispensabili alla vita di relazione.

Quando ciò interessa l’arto inferiore, che svolge un ruolo di primaria importanza nella gestione della statica eretta e nella traslocazione deambulatoria, si amplificano le necessità di recupero funzionale.Menisco-ginocchio-propriocezione-riatletizzazione-recupero funzionale-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Il sistema recettoriale del ginocchio rientra in una serie di strutture dalla cui organizzazione e connessione derivano gli elaborati meccanismi di natura neuro-motoria che consentono la normale attività motoria. Quando un evento traumatico altera l’equilibrio dei recettori articolari si assiste alla perdita dei riflessi artrostatici e artrocinetici per cui, al danno anatomico e funzionale a livello dei complessi, corrisponde un coinvolgimento dei recettori che generano un’alterazione afferenziale dei propriocettori.

 

Nel menisco non ci sono recettori !Menisco-ginocchio-propriocezione-riatletizzazione-recupero funzionale-rieducazione-riabilitazione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

 

Il trattamento di rieducazione propriocettiva e la riatletizzazione non può essere uguale per tutti i soggetti; deve essere programmato e pianificato in base alla tipologia di struttura traumatizzata: è inutile dopo una lesione meniscale mentre è utilissimo, dopo il trattamento fisioterapico, a seguito di una meniscectomia chirurgica per effetto dell’alterazione iatrogena che si produce a carico delle strutture capsulari.

Il ricondizionamento funzionale propriocettivo risulta opportuno nelle lesioni legamentose per stimolare il recupero a elevate velocità di spostamento articolare nei movimenti passivi e medie velocità angolari negli spostamenti attivi.

La rieducazione a sfondo propriocettivo deve essere proposta a seguito di tutte le lesioni capsulari, traumatiche o iatrogene, poiché questa struttura articolare è la più ricca di meccanocettori.

 

Asportazione del menisco : Indispensabile programmare la riatletizzazione dopo la fisioterapia

 

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Programmazione e pianificazione del periodo di riatletizzazione post-fisioterapico vanno compilati con rispetto della gradualità dei tempi e, soprattutto, dei modi differenziati per ogni individuo fornendo una progressione adeguata alla evoluzione del processo ri-educativo, evitando che l’impegno delle attività proposte possano danneggiare le strutture in fase di riparazione.

 

Menisco e Lesioni del ginocchio : riatletizzazione !

 

L’obiettivo dell’Attività Fisica Adattata – A.F.A., deve essere quello di fare riacquistare i gesti motori perduti affinché si possa ottenere una stimolazione che risvegli l’intero sistema propriocettivo.

La moderna Scienza dell’Esercizio Fisico applicata alla traumatologia non può ignorare, al termine della fase riabilitativa da un infortunio e del periodo di fisioterapia, prima del ritorno incondizionato all’attività quotidiana e sportiva, la programmazione di un periodo di rieducazione funzionale e/o di riatletizzazione per  riportare il soggetto o l’atleta, professionista o amatoriale, alle capacità fisiche che aveva acquisito prima dell’evento sinistroso consentendogli di avvalersi delle medesime modalità pre-infortunio e riducendo al massimo il rischio di recidive o di sovraccarico funzionale e strutturale.

 

Menisco : Rielaborazione degli schemi motori

 

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La tecnica della rieducazione funzionale e dell’atletizzazione deve prevedere la ri-elaborazione degli schemi motori che portano l’articolazione traumatizzata attraverso la volèe afferente alla riacquisizione della corretta configurazione spaziale e al riequilibrio della formazione primaria del tono mio-fasciale: esercizi di facilitazione neuro-muscolare per ristabilire la coscienza del movimento vengono seguiti da stimolazioni vibratorie peri-articolari dei recettori muscolari e tendinei.

Al miglioramento del trofismo muscolare e della motilità articolare seguiranno impegnativi lavori per gambe e piede utilizzando, con fantasia e creatività, una innumerevole quantità di piccoli attrezzi, percorsi, …

 


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