Studio Prof. Carmelo Giuffrida Repertorio 1 CardiologiaAttività Fisica Adattata: quale Training fisico in specifiche categorie di soggetti con aritmie?

Bradicardia sinusale

Anche nelle forme marcate, in presenza di normale incremento della frequenza cardiaca durante sforzo e in assenza di sintomi non vi sono limitazioni.

In presenza di malattia del nodo del seno e/o di sintomi le prescrizioni sono individuali e va valutata l’opportunità dell’impianto di un pacemaker.

 

Blocco atrio-ventricolare (BAV) di primo e secondo grado con QRS stretto

Il BAV di primo grado, il BAV di secondo grado tipo Luciani-Wenckeback e il BAV 2:1 con QRS stretto, si osservano in soggetti allenati praticanti sport aerobici e hanno un significato benigno.

In assenza di sintomi e di cardiopatia, se durante sforzo la conduzione atrio-ventricolare si normalizza e non si osservano pause molto prolungate all’Holter, non vi sono limitazioni.

In caso contrario, vanno sconsigliate le attività a rischio intrinseco e quelle aerobiche ad elevata intensità.

 

Blocco atrio-ventricolare (BAV) avanzato e totale

Le forme parossistiche e correlate a ipertono vagale possono essere compatibili con qualsiasi attività, con le limitazioni elencate per il BAV di secondo grado. Le forme persistenti, invece, sono incompatibili con qualsiasi attività fisica e richiedono in genere una correzione con pacemaker.

 

Blocco di branca destra

Nelle forme minori (QRS <0.12 s) non vi sono limitazioni.

Nelle forme avanzate (QRS >0.12 s) le raccomandazioni dipendono dall’eventuale presenza di cardiopatia.

 

Blocchi bi-fascicolari:

  • blocco di branca destra + emiblocco anteriore sinistro
  • emiblocco posteriore sinistro
  • blocco di branca sinistra

Sono rari nel soggetto sano.

I rischi sono correlati a una cardiopatia sottostante e alla possibilità di sviluppo di un BAV avanzato o totale durante sforzo.

In assenza di cardiopatia, di sintomi e di BAV avanzato durante sforzo, non vi sono limitazioni, eccetto per le attività a rischio intrinseco.

 

Blocco atrioventricolare di primo grado associato a blocco bifascicolare

Il BAV di primo grado associato a blocchi bi-fascicolari ha generalmente sede nodale. Valgono pertanto anche in questo caso le raccomandazioni fatte per i blocchi bi-fascicolari.

 

Battiti prematuri sopra-ventricolari

Non determinano limitazioni.

 

Fibrillazione e flutter atriale parossistici e persistenti

Si osservano anche in assenza di cardiopatia significativa e prediligono soggetti di età adulta-avanzata. Compaiono in genere a riposo, raramente durante sforzo. La fibrillazione atriale abitualmente è ben tollerata.

Il flutter atriale, invece, se si realizza una conduzione atrioventricolare 1:1 (favorita dallo sforzo), può comportare frequenze ventricolari mal tollerate.

In assenza di cardiopatia, di sintomi maggiori, di frequenze ventricolari elevate e di un rapporto causa-effetto con l’attività fisica non esistono particolari limitazioni.

In caso contrario, a seconda dei casi, sono sconsigliate le attività fisiche ad intensità elevata o moderata.

Devono essere sconsigliate le attività a rischio intrinseco in caso di sincopi o pre-sincopi e quelle a rischio traumatico nei soggetti in terapia anti-coagulante orale.

 

Fibrillazione e flutter atriale permanenti

In entrambe le aritmie la frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo è molto variabile.

In assenza di cardiopatia, di sintomi maggiori e di frequenze ventricolari elevate durante sforzo, non vi sono particolari limitazioni.

Nei soggetti con frequenze elevate durante sforzo, anche dopo l’impiego di farmaci, va sconsigliata l’attività fisica ad intensità elevata o moderata.

Nei cardiopatici la prescrizione dell’esercizio fisico è condizionata dal tipo di cardiopatia sottostante.

In tutti i soggetto in terapia anticoagulante vanno sconsigliate le attività a rischio traumatico.

 

Tachicardia parossistica sopraventricolare in assenza di Wolff-Parkinson-White

Nella maggioranza dei casi, si verificano in assenza di cardiopatia.

In assenza di cardiopatia, di un rapporto causa-effetto con lo sforzo, di sintomi maggiori e di frequenti recidive non vi sono limitazioni particolari, fatta eccezione per le attività fisiche a rischio intrinseco.

Nel caso di cardiopatia si osservano le relative raccomandazioni.

 

Wolff-Parkinson-White

Il Wolff-Parkinson-White può complicarsi con vari tipi di aritmia, in particolare con la tachicardia da rientro atrio-ventricolare ortodromica e la fibrillazione atriale che, quest’ultima, condiziona in modo determinante la prognosi, dato il pericolo di degenerazione in fibrillazione ventricolare. Lo sforzo fisico può facilitare queste aritmie e, nel caso della fibrillazione atriale, può favorire frequenze ventricolari pericolose.

I sintomi, anche i più gravi, possono iniziare a qualunque età.

Un soggetto asintomatico, specie se giovane, non ha alcuna garanzia di rimanere tale né di essere esente da rischi.

Nel Wolff-Parkinson-White il rischio aritmico può essere valutato con lo studio elettro-fisiologico trans-esofageo o endo-cavitario (1 – 2) poiché questi esami consentono di considerare i criteri di rischio relativi all’induzione di fibrillazione atriale pre-eccitata con R-R minimo <250 ms di base e <210 ms durante sforzo e l’inducibilità a riposo di tachicardia da rientro.

Nei soggetti asintomatici, le attività fisiche ad intensità elevata o moderata vanno consigliate solo dopo uno studio elettrofisiologico che dimostri un basso rischio aritmico.

Nei soggetti asintomatici con parametri elettrofisiologici a rischio e nei soggetti sintomatici vanno sconsigliate le attività ad intensità elevata/moderata o a rischio intrinseco.

Nei cardiopatici è consigliata particolare prudenza.

 

Pre-eccitazione ventricolare da fibre tipo Mahaim

È una forma rara (legata a una via anomala decrementale) e si osserva in cuore sano.

Nei soggetti asintomatici non vi sono limitazioni.

Nei sintomatici valgono le raccomandazioni fatte per le tachicardie parossistiche sopra-ventricolari in assenza di Wolff-Parkinson-White.

 

Battiti prematuri ventricolari

Se sono frequenti, si raccomanda un approfondito inquadramento clinico.

In assenza di cardiopatia e di sintomi maggiori non vi sono motivi per porre limitazioni (3 – 4).

Nel caso di forme ripetitive (coppie), in particolare se indotte o favorite dallo sforzo, si raccomanda prudenza sconsigliando le attività fisiche a rischio intrinseco.

In presenza di cardiopatia si rimanda ai capitoli specifici.

 

Bibliografia

1 – Biffi A, Pelliccia A, Verdile L, et al. Long-term clinical significance of frequent and complex ventricular tachyarrhythmias in trained athletes. J Am Coll Cardiol 2002; 40: 446-52.

2 – Biffi A, Maron BJ, Verdile L, et al. Impact of physical deconditioning on ventricular tachyarrhythmias in trained athletes. J Am Coll Cardiol 2004; 44: 1053-8.

3 – Delise P, D’Este D, Bonso A, et al. Utilità dello studio elettrofisiologico transesofageo durante test ergometrico nella valutazione delle tachicardie parossistiche sopraventricolari insorgenti sotto sforzo. G Ital Cardiol 1989; 19: 1094-104.

4 – Vergara G, Furlanello F, Disertori M, et al. La valutazione elettrofisiologica degli atleti con Wolff-Parkinson-White di base e sotto sforzo con elettrostimolazione atriale transesofagea. G Ital Cardiol 1986; 16: 625-30.

5 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) – Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC): 9. L’esercizio fisico nel paziente con aritmie – PIETRO DELISE, FRANCO GIADA, ALESSANDRO BIFFI, SILVIA G. PRIORI, ANTONIO RAVIELE, MASSIMO SANTINI – G Ital Cardiol 2007; 8 (11): 681-731