Negli ultimi venti anni, sulla scorta di evidenze scientifiche sempre più numerose, una grande quantità di utenza affetta da fibromialgia si rivolge a strutture in cui si somministra Attività Fisica Adattata (A.F.A.) con l’intenzione di intraprendere un programma di esercizio in grado di ridurre la sintomatologia specifica determinata dalla patologia, migliorare la qualità della vita e l’efficienza fisica.

È ormai comunemente accettato che, l’esercizio fisico condotto in regime aerobico a intensità moderata pari al 70-80% della FCmax, ha effetto positivo sulla sintomatologia del fibromialgico.

Una corretta programmazione, la gestione e la somministrazione di protocolli di A.F.A. – Attività Fisica Adattata – condotta in ambiente altamente specializzato e sotto la guida di un Direttore Tecnico Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate – Specialista A.M.P.A. con LS 76S o LM 67 ai sensi del D.M. 16 marzo 2007 del MIUR, garantisce i soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate come la fibromialgia.

FIBROMIALGIA : Carta di identità!

La sindrome fibromialgica è accompagnata da una serie di sintomatologie coesistenti quali dolore cronico descritto in vari modi che vanno dalla sensazione di bruciore alla rigidità, dalle contratture alle tensioni mio-fasciali. Si associa la cattiva qualità del sonno, alterazioni del tono dell’umore, stanchezza e altri possibili disturbi associabili che incidono pesantemente con forti ripercussioni negative sulla qualità della vita delle persone che ne manifestano la sintomatologia, costrette a sottoporsi a frequenti visite specialistiche, a numerosi accertamenti clinici e strumentali, ad assenze dal posto di lavoro, al deterioramento dei rapporti sociali.

La fibromialgia interessa soprattutto il sesso femminile (rapporto F/M: 9/1), spesso in età fertile e lavorativa, coinvolgendo il 2-4% della popolazione di tutte le età, con picco di insorgenza tra 20 e 50 anni. In Italia si stimano 1,5-2 milioni di casi. Può interessare anche soggetti che si allenano in modo eccessivo o atleti agonisti che producono un over-training.

Cause e patogenesi sembrano connettibili ad una “alterazione” della regolazione del sistema nocicettivo (modello Bio-Psico-Sociale).

A seguito della “Dichiarazione di Copenhagen”, la Sindrome Fibromialgica è stata riconosciuta “malattia” nel 1992 e codificata (ICD 10) con il codice “M79.7”: lo specialista di riferimento è il Reumatologo in quanto “Reumatismo non specifico” per la sintomatologia dolorosa poli-distrettuale.

Il soggetto giunge spesso all’osservazione del Medico di Medicina Generale (il Medico di base) e avviato a vari specialisti della terapia del dolore, all’Ortopedico, al Neurologo, allo Psichiatra, al Ginecologo, al Gastroenterologo, all’Urologo, …

La diagnosi della fibromialgia è clinica, dopo aver escluso altre patologie con sintomatologia simile attraverso una batteria di esami ematochimici e strumentali. Spetta allo specialista Reumatologo, dopo approfondita anamnesi ed un accurato esame clinico applicando i Criteri diagnostici dall’American College of Rheumatology (ACR) del 2010 e aver individuato i punti trigger e i punti tender secondo le indicazioni dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990, dare le giuste indicazioni.

Il PACC (Percorso Ambulatoriale Complesso e Coordinato) prevede esami ematici di base e relativi all’assetto immunitario o esami strumentali quali Rx, TAC, RMN, Ecografia, se sono presenti sintomi e segni riconducibili ad una patologia specifica.

L’indagine può essere completata con una valutazione algologica e psicologica con successiva valutazione psichiatrica.

Nei casi più complessi si indirizza verso una consulenza specialistica poli-distrettuale per individuare eventuali comorbilità e, su indicazione dello Specialista di branca, si effettuano esami strumentali invasivi come l’Elettromiografia, la Gastroscopia, la Colonscopia, la Cistoscopia, la Colposcopia.

Su indicazione dello Specialista Reumatologo, generalmente, l’utente viene indirizzato in un percorso multimodale, attuando la strategia più idonea dal punto di vista farmacologico, invasivo, riabilitativo, psicoterapeutico, complementare, … sfruttando le evidenze di efficacia scientificamente comprovate.

Spesso la terapia farmacologica trova difficoltà di applicazione poiché non risulta soddisfacente ed essendo gravata da innumerevoli effetti collaterali non viene protratta nel tempo.

Con frequenza, il soggetto effettua presso gli Specialisti di branca:

– terapia del Dolore complementare con almeno 1 ciclo annuale di Agopuntura somatica e Auricoloterapia;

– terapia farmacologica con oppiacei maggiori;

– terapia mininvasiva infiltrativa sui punti trigger muscoloscheletrici quando la terapia farmacologia non è sufficiente, se presenta effetti collaterali o in fase di riacutizzazione (con cortisonico, anestetico locale e antinfiammatorio);

– Terapia con cannabinoidi off-Label;

– Psichiatra: per la gestione dei farmaci antipsicotici ed antidepressivi maggiori se presentano disturbi associati a disturbi alimentari, ad ansia, a depressione maggiore e di abuso di sostanze;

– Psicologia per le terapie cognitivo-comportamentali di gruppo in soggetti già valutati nella fase diagnostica:

  • per renderli consapevoli del modo in cui pensieri, convinzioni, aspettative ed attribuzioni possono influenzare le emozioni, la percezione del dolore e le condizioni fisiche;
  • per renderli consapevoli su come gli aspetti ambientali possono generare o mantenere il dolore;
  • per meccanismi di rinforzo (come evitare di essere vittima del dolore, come evitare l’inattività).

 

– Rieducazione della fragilità attraverso una programmazione di A.F.A. – Attività Fisica Adattata condotta in ambiente altamente specializzato e sotto la guida di un Direttore Tecnico Specialista A.M.P.A. (Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate): è ormai comunemente accettato che l’esercizio fisico condotto in regime aerobico a intensità moderata pari al 70-80% della FCmax, ha effetto positivo sulla sintomatologia del fibromialgico.

– Attività fisica programmata e controllata a distanza dallo Specialista A.M.P.A. da eseguire a domicilio.

–   Nei casi di sovraccarico ponderale o di obesità, in cui è indicata una riduzione del peso corporeo (con Body Mass Index – BMI > 30), i soggetti vengono indirizzati per competenza allo Specialista Endocrinologo o al Biologo Nutrizionista.

 

AFA (Attività Fisica Adattata) per utenti con FIBROMIALGIA

Tra gli interventi non farmacologici, l’attività motoria opportunamente guidata con specifici protocolli si è rivelata di grande efficacia per contrastare il de-condizionamento fisico, i sintomi ansia-correlati e migliorare la qualità della vita in presenza di fibromialgia.

 

L’esercizio fisico consente di ridurre il peso corporeo, di sopprimere il lavoro antigravitazionale dei muscoli e di combinare l’effetto miorilassante e analgesico. L’effetto ansiolitico derivante dall’esercizio fisico riduce sensibilmente il senso del dolore e lo stato di percezione si modifica positivamente in modo logaritmico al progredire dell’intensità dell’esercizio, in rapporto al numero di sedute e, soprattutto, della durata.

 

La prescrizione dell’Esercizio Fisico strutturato secondo l’American College of Sports Medicine (ACSM) è orientata alla somministrazione di un’ora di attività tendente ad interrompere il circuito vizioso che si innesca con l’inattività conseguenziale alla presenza di dolore; una seduta di lavoro basata sulla corretta gestione dell’attività motoria (micro-ciclo) è modulata e suddivisa in 3 fasi fondamentali:

  1. FASE PREPARATORIA o di Warm up (dura circa 15 minuti): vengono somministrati esercizi con carico di ambientamento graduale crescente condotto a regime aerobico monitorato non superiore al 70-80% della FCmax, i cui contenuti interessano il sistema vascolare e linfatico, la mobilizzazione delle articolazioni del complesso piede-caviglia, del ginocchio, del complesso pelvico, del tronco con interessamento della colonna vertebrale, dei muscoli lombari, dorsali e addominali, e degli arti superiori. L’allungamento dei muscoli della catena cinetica posteriore ed esercizi di respirazione guidata insieme a prese di coscienza e percezione corporea concludono la fase offrendo un buon condizionamento organico.
  2. FASE CENTRALE (dura circa 30 minuti): continuous training a bassa intensità o interval training – circuit training a intensità più elevata (HIIT, TABATA, …) somministrata comunque nel range della target zone (target HR – Hearth Rate). È costituita da esercizi di irrobustimento e di potenziamento di tutti i distretti, integrati con esercizi propriocettivi per indurre un miglioramento delle capacità di equilibrio e di coordinazione neuro-muscolare eseguiti su piani instabili e su pedane elastiche.
  3. FASE DI DEFATICAMENTO o di RITORNO ALLA CALMA/RILASSAMENTO (15 minuti): ha lo scopo di riportare la frequenza cardiaca al ritmo fisiologico basale in maniera graduale, evitando brusche interruzioni traumatiche. È costituita da esercizi di allungamento mio-fasciale di tutti i distretti, di estensione del rachide, di respirazione, di presa di coscienza delle sensazioni corporee e di rilassamento psicofisico che concludono il micro-ciclo.

CRITERI DI APPLICAZIONE DEGLI ESERCIZI

  • Il lavoro proposto non deve richiedere un dispendio energetico superiore a quanto previsto in sede di programmazione dal Direttore Tecnico responsabile e occorre adattare il ritmo proposto alle capacità evidenziate dal soggetto.
  • Gli esercizi devono sempre assicurare la massima “garanzia di sicurezza”:

– tramite l’assistenza preventiva per evitare incidenti o disagi durante la lezione,

– secondaria, incoraggiando la corretta esecuzione dell’esercizio e gratificandone l’attività per evitare abbandoni e conseguenze di ordine psicologico emergenti in seguito allo svolgimento microciclico del piano di trattamento.

  • Gli esercizi devono essere sempre motivati anche dal punto di vista funzionale, fornendo idonee spiegazioni comprensibili dall’utente, allo scopo di far capire con estrema esattezza il significato di semplici movimenti che, spesso, possono sembrare troppo semplici o estremamente banali.
  • Le proposte di attività motoria devono essere trainanti e coinvolgenti per stimolare una risposta attiva e partecipe.
  • È importante sottolineare l’importanza di dedicare alcuni momenti al rilassamento globale sfruttando nel corso della giornata un ambiente adeguato con penombra, musica d’ambiente, temperatura tra i 18-20°, uso di abbigliamento comodo.

 

La conduzione di tutta l’attività motoria e lo svolgimento di ogni micro-ciclo dipende dal professionista che, con il suo complesso ruolo di “tecnico”, deve offrire conoscenze, competenze e capacità professionali, animando il lavoro da espletare e somministrare con carica vitale ed entusiasmo, coinvolgendo il soggetto che si affida alle sue attenzioni in tutte le strategie motorie proposte.

Tanto nel lavoro con il singolo, condotto individualmente, quanto con il mini-gruppo – mai superiore alle 3-4 persone, il provider deve offrire un rapporto empatico e attenzionare la ricezione di feed-back precisi utilizzando voce alta, ben scandita, e una terminologia di facile comprensione per l’utenza ma corretta, spiegando sempre le finalità degli esercizi e stimolandone la correzione esecutiva fino all’autocorrezione.

Quali Esercizi in Palestra?

INDICAZIONI

L’esercizio da somministrare interessa il regime aerobico a intensità moderata (70-80% della FCmax); deve essere severamente adattato alla situazione di partenza dell’utente, incrementandolo progressivamente. Il possibile incremento del dolore e della stanchezza, diminuisce con l’adattamento derivante dalla continuità dell’esercizio fisico.

Il talk test (capacità di parlare durante l’esercizio) e il costante monitoraggio della frequenza cardiaca offrono un metodo utile e sicuro per controllare la giusta intensità dell’attività motoria che, alla fine del microciclo deve dare all’utente la sensazione di sentirsi piacevolmente affaticato.

L’uso della musica e del ritmo agevola e rende più piacevole e vario il training.

L’esecuzione di alcuni esercizi associati ad una respirazione ritmata garantisce una migliore accettazione dell’insorgere della fatica.

 

MATERIALI E METODI

Frequenza sedute: da 1 a 2-3 volte la settimana in ambiente altamente specializzato. Quotidianamente si svolgeranno gli esercizi domiciliari indicati dal Direttore Tecnico, rispettando il regime di aerobico assegnato e controllando la frequenza cardiaca, la sensazione di fatica e di dolore (seguendo le medesime indicazioni osservate durante il lavoro eseguito in ambiente specializzato nella Training Room).

Intensità del programma: attività continua con intensità compresa tra il 65-85% della FCmax.

Durata della seduta: 45-60 minuti.

Attrezzatura raccomandata: Non sono necessarie attrezzature particolari, ad eccezione di un buon paio di scarpe da ginnastica, un abbigliamento comodo, … tanta buona volontà!

 

Bibliografia

  • Friederick Wolfe, Daniel J Clauw et al. The American College of Rheumatology Preliminary Diagnostic Criteria for FM and Measurement of Symptoms severity. Arthritis Care and Research 2010;62 (5):600 DOI: 10.1002/acr. 20140
  • Wolfe F et al.: “The American College of Rheumatology 1990 criteria for the classification of fibromyalgia”. Arthritis Rheum, 1990; 2: 160-172.
  • Wessely S, Hotopf M. Is fibromyalgia a distinct clinical entity? Historical and epidemiological evidence. Baillieres Best Pract Res Clin Rheumatol 1999
  • Arnold LM, et al. J Clin Psychiatry 2006;67:1219–25
  • Berger A, et al. Int J Clin Pract 2007;61:1498‒508
  • Brandenburg N, et al. J Pain 2007;8 (Suppl 1):S85
  • European Network Fibromyalgia Associations enfa-europe.eu
  • Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica sindromefibromialgica.it
  • Bidonde J. et al. (2014) Exercise for adults with Fibromyalgia: an umbrella systematic review with synthesis of best evidence. Curr Rheumatol Rev.
  • Bidonde J, Busch AJ, Webber SC, Schachter CL, Danyliw A, Overend TJ, Richards RS, Rader T. “Aquatic exercise training for fibromyalgia”. Cochrane Database of Systematic Reviews 2014, Issue 10. Art.No.: CD011336. DOI: 10.1002/14651858.CD011336.
  • McDowell CP et al. (2017) The Effects of Exercise Training on Anxiety in Fibromyalgia Patients: A Meta-AnalysisMed Sci Sports Exerc.
  • Angela J. Busch et al. “Exercise Therapy for Fibromyalgia” Curr Pain Headache Rep (2011) 15:358–367

CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com