Diabete + Obesità = Diabesità

 

Per descrivere il forte legame esistente tra diabete di tipo 2 e obesità, nel 1970 Sims coniò il neologismo “Diabesità”.

Questo termine viene usato oggi in modo diffuso per descrivere in maniera semplice ed efficace la diffusione della convivenza di obesità col diabete e che interessa una grossa fetta di popolazione nazionale.

Secondo la WHO – World Health Organization, obesità e diabete stanno co-interessando con una pandemia globale, tutto il mondo con un numero in continua ed allarmante ascesa di soggetti coinvolti, sia bambini, quanto adolescenti e adulti, tanto nei paesi industrializzati che in via di sviluppo.

Il processo di urbanizzazione e le modifiche dello stile di vita che ne derivano, il progressivo invecchiamento della popolazione, sono le radici di questo allarmante fenomeno.

1,6 milioni di soggetti in sovrappeso e circa 400 milioni obesi; si stima che 2,3 miliardi di persone sono in sovrappeso e più di 700 milioni di persone sono obese.

Se si considera che il rischio di sviluppare diabete è legato in maniera esponenziale al grado di obesità – in condizioni di sovrappeso è pari a tre volte, mentre in presenza di obesità sale a 20 volte – dobbiamo prevedere una diffusione altrettanto rapida e allarmante della malattia diabetica.

L’irrefrenabile corsa della diabesità avrà ripercussioni devastanti non solo a livello individuale ma anche, e sopratutto, a livello sociale, sul prodotto nazionale e sulla situazione economica di ogni Paese. I diabesi di oggi e del futuro andranno incontro ad un elevato tasso di morbilità e mortalità con conseguente alterazione della qualità della vita: la diabesità è, tragicamente, un’epidemia globale con devastanti conseguenze umanitarie, sociali ed economiche!

 

Our Action – Il nostro intervento!

 

  • “La prevenzione” è senz’altro lo strumento più efficace per fermare l’epidemia della diabesità: rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dell’importanza di stili di vita scorretti nel definire lo stato di salute di un soggetto è alla base di ciò che vogliamo combattere e rappresenta la radice della nostra sfida e lo scudo della nostra missione.

 

  • Un approccio multidisciplinare integrato, associato ad un’adeguata campagna di informazione, può ridurre in maniera efficace la diffusione morbosa di questo fenomeno: ecco perché lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida opera con un team di professionisti affiatati che agiscono esclusivamente in funzione delle loro competenze specialistiche.

 

  • Una strategia globale definita a livello olistico, individualizzando i piani di intervento e adattandoli alle singole esigenze dell’utente tengono conto di vari aspetti che si traducono in efficienti azioni attuabili.

 

  • Promuovere programmi di educazione ad uno stile di vita attivo con lo scopo di stimolare l’apprendimento di comportamenti salutari che contrastino la diffusione dei comportamenti a rischio oggi più diffusi (sedentarietà, consumo di alcool e sigarette, cibi ipercalorici, uso di ingiustificati integratori o di sostanze dopanti, …)

 

Attività Fisica Adattata nel Diabete e nella Obesità

 

La pratica dell’attività motoria sta diventando un argomento di estremo interesse per una schiera sempre più ampia di professionisti e sta assumendo sempre più un livello adeguato all’importanza sociale e culturale di questo fenomeno e al suo peso economico nella società italiana.

Negli ultimi anni si è iniziato a studiare il “sistema” che gira attorno alle attività motorie e sportive d’Italia sia nei suoi aspetti quantitativi che qualitativi (le modalità della pratica, le prestazioni tecnico-agonistiche sportive individuali e di squadra, gli Operatori, le società sportive, le federazioni e gli enti di promozione, le normative e i regolamenti, l’impiantistica, le risorse, i mezzi di comunicazione, i percorsi speciali, …), per mettere insieme tutti i tasselli fondamentali del sistema e verificarne la bontà poiché, ciò, può essere considerato lo specchio dello sviluppo stesso della Nazione.

Da indagini statistiche condotte sulle abitudini della popolazione italiana, emerge un aumento dell’inattività fisica che, negli ultimi anni, ha interessato tutte le fasce di età. La maggioranza della popolazione combina insieme stili di vita salutari e non salutari con modalità diverse.

Tuttavia esiste un segmento di popolazione che pratica comportamenti non salutari su tutti i piani: è inattiva e obesa, fuma, fa uso eccessivo di alcolici, ha un’alimentazione scorretta e abitudini alimentari poco sane, conduce un ritmo di vita disordinato e stressante, dorme poco e male.

Le politiche socio-sanitarie dovrebbero contrastare la diffusione dei comportamenti a rischio, soprattutto nei confronti dei giovani, poiché questi sono quelli più visibilmente interessati alle condotte con stili di vita non salutari.

 

Bibliografia

 

La vita quotidiana nel 2009 – Indagine multiscopo annuale sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana” – Anno 2009.

 

“I cittadini e il tempo libero” – Indagine multiscopo ISTAT 2006.

 

“Lo sport che cambia” – I comportamenti emergenti e le nuove tendenze della pratica sportiva in Italia – Argomenti n. 29 – 2005.


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