L’ Attività Fisica Adattata nella lipodistrofia, una patologia cronica rara ed eterogenea, è un “farmaco” eccezionale in grado di diventare uno dei fattori determinanti e integranti alla terapia farmacologica.

La lipodistrofia è caratterizzata da un’anomalia di distribuzione del tessuto adiposo nel corpo che mostra un eccesso di accumulo di grassi in alcune zone a dispetto di altre che ne sono prive.

La lipodistrofia si complica frequentemente con la presenza di ipertrigliceridemia, insulino-resistenza, intolleranza glucidica e steatosi epatica, a cui consegue un incremento del rischio cardiovascolare e diabetico: questi aggiuntivi segni caratteristici la rendono simile alla sindrome metabolica e, spesso, confusa con essa.

L’attività motoria sistematica rappresenta una parte importante dell’intervento sul soggetto che deve partecipare attivamente e con volontà motivazionale al trattamento praticandola con costanza e regolarità, al fine di poter contribuire al miglioramento del metabolismo basale e godere dei numerosi apporti benefici a livello cardiovascolare, per incidere sensibilmente su diversi parametri ematici e ottenere una diminuzione dell’insulino-resistenza.

L’associazione dell’esercizio fisico a un idoneo programma nutrizionale ben equilibrato consente di contenere i livelli glucidici e lipidici nel sangue controllando l’ipertrigliceridemia e l’iperglicemia.

Un soggetto con quadro clinico lipodistrofico si dovrebbe sottoporre ad almeno 2-3 sessioni di allenamento specifico in regime fat burning; il microciclo in regime aerobico dovrebbe contenere un buon numero di esercizi finalizzati al recupero della resistenza generale e della forza resistente. L’intera seduta di lavoro di almeno 45-60 minuti deve essere monitorata con specifici cardiofrequenzimetri per il rilevamento costante della Frequenza Cardiaca e il mantenimento della fascia di sforzo in un range oscillante tra il 60 e l’80% della Frequenza Cardiaca di Riserva.

L’attività svolta nella parte centrale del microciclo, avente come obiettivo essenziale il miglioramento della forza resistente, deve considerare la somministrazione di esercizi tra il 60 e l’80% di 1RM, interessando inizialmente i grandi gruppi mio-fasciali con 10-12 ripetizioni in un ciclo di 2-3 serie per ciascun esercizio.

L’allenamento osserverà una graduale progressione, soprattutto se il soggetto è un neofita; nella fase successiva, può essere proposto sotto forma di Circuit Training al fine di ottimizzare il raggiungimento degli obiettivi preposti nella pianificazione individuale favorendo la programmazione a lungo termine.

 

 

 

Webgrafia di riferimento

https://www.gymhub.it/gym-lab/clinics/un-farmaco-buono-per-una-patologia-cronica-rara pubblicato in Gymhub.it il 13 marzo 2017