Lipodistrofia e Attività Fisica Adattata

 

Con il termine lipodistrofia si definisce un’ampia varietà di malattie rare che, pur essendo contraddistinte da diverse cause e manifestazioni, sono accomunate da una perdita di tessuto adiposo sottocutaneo. La mancanza di questo particolare tipo di tessuto comporta un dannoso accumulo di grassi presso altri organi, principalmente nel fegato (steatosi epatica). Il risultato è lo sviluppo di disfunzioni epatiche, disturbi del metabolismo (diabete e dislipidemie, in particolare ipertrigliceridemia) e problemi cardiaci (cardiomiopatia ipertrofica). Le lipodistrofie possono essere ereditarie (familiari o genetiche) dove la malattia è secondaria a dei difetti genetici ormai noti, compare nell’infanzia o nell’adolescenza. Le lipodistrofie acquisite, ossia secondarie ad altre patologie o all’impiego di farmaci sono di tipo autoimmune e possono manifestarsi anche in età più avanzata. Inoltre, le lipodistrofie si suddividono in generalizzate o parziali, a seconda dell’entità della perdita di tessuto adiposo sottocutaneo che, nei casi più gravi, scompare del tutto.

 

La lipodistrofia comporta notevoli conseguenze sul vissuto dell’immagine corporea

 

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La lipodistrofia, quindi, è una patologia cronica, rara ed eterogenea, sensibile all’Attività Fisica Adattata. L’esercizio fisico si rende “farmaco” eccezionale, in grado di diventare uno dei fattori determinanti e integranti alla terapia farmacologica. Il movimento razionale e finalizzato interviene efficacemente sull’anomala distribuzione del tessuto adiposo nel corpo.

La lipodistrofia comporta notevoli conseguenze sul vissuto dell’immagine corporea. Il trattamento delle alterazioni morfologiche della lipodistrofia non è legato ad un capriccio narcisistico che ricerca un risultato estetico. Rientra, piuttosto, in un percorso finalizzato a un tentativo di ricostruire un’armonia con il proprio corpo che, in qualche modo, è stato “violato”.
In una tale prospettiva, il risultato estetico, anche se minimo, può essere percepito con notevole soddisfazione dei soggetti. E ciò, soprattutto, se si sentono coinvolti attivamente nel piano di trattamento.

Lipodistrofia e Attività Fisica Adattata: quando è presente la co-morbidità!

 

La lipodistrofia si complica frequentemente con la presenza di ipertrigliceridemia, insulino-resistenza, intolleranza glucidica e steatosi epatica. A tutto ciò, consegue un incremento del rischio cardiovascolare e diabetico. Questi aggiuntivi segni caratteristici la rendono simile alla sindrome metabolica e, spesso, confusa con essa.

L’attività motoria sistematica rappresenta una parte importante dell’intervento sul soggetto che deve partecipare attivamente e con volontà motivazionale al trattamento. L’attività fisica deve essere praticata con costanza e regolarità. Ciò, al fine di poter contribuire al miglioramento del metabolismo basale e godere dei numerosi apporti benefici a livello cardiovascolare. L’esercizio fisico incide sensibilmente su diversi parametri ematici e consente di ottenere una diminuzione dell’insulino-resistenza.

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Lipodistrofia e Attività Fisica Adattata:

l’associazione dell’esercizio fisico a un idoneo programma nutrizionale ben equilibrato consente di contenere i livelli glucidici e lipidici nel sangue controllando l’ipertrigliceridemia e l’iperglicemia

 

Un soggetto con quadro clinico lipodistrofico si dovrebbe sottoporre ad almeno 2-3 sessioni di allenamento specifico in regime strettamente aerobico ad alta intensità; il microciclo dovrebbe contenere un buon numero di esercizi finalizzati al recupero della resistenza generale e della forza resistente.

Il presupposto di un buon esito del trattamento è che il soggetto sia il vero attore del cambiamento attraverso la propria costanza. Il proprio impegno nella gestione alimentare e nell’esercizio fisico quotidiano diventa essenziale.

Lipodistrofia e Attività Fisica Adattata: struttura di una sessione di lavoro!

 

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L’intera sessione di lavoro, di almeno 45-60 minuti, deve essere monitorata con specifici cardiofrequenzimetri per il rilevamento costante della Frequenza Cardiaca. E’ rilevante il mantenimento della fascia di sforzo in un range oscillante tra il 60 e l’80% della Frequenza Cardiaca di Riserva.

L’attività svolta nella parte centrale del microciclo, avente come obiettivo essenziale il miglioramento della forza resistente, deve considerare la somministrazione di esercizi tra il 60 e l’80% di 1RM. Interessa, inizialmente, i grandi gruppi mio-fasciali con 10-12 ripetizioni in un ciclo di 2-3 serie per ciascun esercizio.

L’allenamento del soggetto con lipodistrofia osserverà una graduale progressione, soprattutto se il soggetto è un neofita. Nella fase successiva, può essere proposto sotto forma di Circuit Training. Ciò, al fine di ottimizzare il raggiungimento degli obiettivi preposti nella pianificazione individuale, favorendo la programmazione a lungo termine.

 

Programmi differenziati di Attività fisica sono sempre auspicabili:

 

  • se il piano di lavoro si rivolge a coloro che non hanno mai praticato attività fisica o l’hanno svolta in forma discontinua ed irregolare: occorre abituare, con gradualità, la muscolatura dell’organismo all’esercizio attraverso i sovraccarichi, ponendo le basi per lo sviluppo delle abilità di base per accedere successivamente ai protocolli più complessi e articolati.
    L’obiettivo è di allenare in modo uniforme ed armonico tutta la muscolatura del corpo. Il metodo adottato è quel-
    lo delle serie a ripetizioni costanti, ovvero, mantenere il carico della stessa entità per tutta la durata delle serie.
    Con questo tipo di allenamento si inducono miglioramenti sia delle masse muscolari che della tonicità del muscolo.

 

  • il piano di lavoro si rivolge a coloro che hanno svolto attività fisica con forma continua e regolare: la struttura, la successione e la metodologia degli esercizi comporta un differente effetto finale e un diverso adattamento dell’organismo all’esercizio fisico.

    L’obiettivo prioritario è l’incremento delle misure muscolari (ipertrofia) grazie all’allenamento secondo una logica del “sistema piramidale”.

    Questo sistema, previsto in alcuni esercizi denominati “fondamentali”, consiste nell’incrementare il carico sull’attrezzo ad ogni serie successiva (carico incrementale). Mentre, in altri (esercizi “complementari”), il carico rimane invariato (carico costante).

Intorno alle 14-16 settimane, al precedente protocollo si affianca con regolarità il lavoro di “cardiofitness”, finalizzato a produrre miglioramenti a livello del sistema cardiorespiratorio e metabolico. Questo protocollo definitivo, serve a garantire il mantenimento e la stabilizzazione dei benefici precedentemente conseguiti.


Webgrafia di riferimento alla lipodistrofia e attività fisica

https://www.gymhub.it/gym-lab/clinics/un-farmaco-buono-per-una-patologia-cronica-rara pubblicato in Gymhub.it il 13 marzo 2017


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Lipodistrofia e Attività Fisica Adattata

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