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Prevenzione del Cancro e Attività Fisica Adattata

Prevenzione del Cancro e Attività Fisica Adattata

Riflettendo sul tema del cancro e sulle possibili relazioni con l’Attività Fisica Adattata in termini di prevenzione si possono evidenziare alcune variabili metaboliche legate agli ormoni sessuali e all’insulina plasmatica, elementi determinanti nel legame tra tumore e stile di vita!

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Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2016 (review del 2019)

 

Nel 1922 Sivertsen e Dahlstrom relazionavano la bassa incidenza di comparsa tumorale (carcinoma) in popolazione che svolge attività fisica (Silvertsen I. – Dahlstrom A.W. “The relation of muscolar activity to carcinoma. A preliminary report” Cancer Res 6: 365-378, 1922).

 

Nel corso degli ultimi 25 anni la letteratura mondiale si è arricchita di una enorme bibliografia che dimostra ampiamente come l’attività motoria razionale incrementa i livelli di proteine seriche, il numero dei leucociti, dei monociti, dei granulociti, dei linfociti (ed essenzialmente dei natural-killers e dei rapporti helper/suppressor).

Al contrario, un’attività fisica di grande intensità, in modo contro-produttivo e fortemente lesivo, induce una immuno-soppressione del sistema immunitario con gravi deficienze sulla resistenza alle infezioni, alle patologie e al cancro.

 

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Prevenzione del Cancro : La carenza di attività motoria favorisce un abnorme aumento dei livelli di insulina

 

La carenza di attività motoria favorisce un abnorme aumento dei livelli di insulina che determina una stimolazione tramite questo ormone nello sviluppo delle cellule tumorali del colon e, quindi, del cancro.

E’ stata dimostrata una relazione tra sovrappeso e incidenza tumorale evidenziando i rischi di insorgenza di tumori colon-rettali nei soggetti affetti da obesità addominale che non svolgono Attività Fisica.

Prevenzione del Cancro al seno

 

Le donne che in età giovanile hanno praticato attività sportiva ed essenzialmente sports di lunga durata, come la corsa di tipo aerobica, hanno una minore tendenza ad acquisire tumori al seno in quanto, all’inizio del periodo mestruale, accumulano meno cancerogeni ed evitano tendenze sovraccaricanti derivanti dal peso corporeo durante la pubertà.

Indagini condotte sul cancro al seno e al corpo dell’utero dimostrano una elevata incidenza fino al 50% nelle donne obese o in sovrappeso.

Il Chirurgo tedesco Erwin Liek, già nel 1934, nel testo “La lotta contro il cancro” ne classificava il legame con la società moderna e la civiltà dei giorni nostri; proponeva una efficace protezione tramite uno stile di vita semplice e vicino alla natura attribuendo importanza primaria alla prevenzione.

 

Prevenzione del Cancro con Attività Fisica Adattata !

 

Ancora oggi, nel 2016, dopo oltre 70 anni, la prevenzione è l’arma più efficace nella lotta contro il cancro:

– stile di vita più aderente alla natura,

  • rispetto dei cicli circadiani e dei ritmi vitali,
  • riduzione delle condizioni di di-stress,
  • dieta alimentare adeguata evitando agenti chimici e industriali.

Su serie basi epidemiologiche, modificando lo stile di vita, si può ridurre l’incidenza dei tumori grazie a una regolare attività motoria: questa riduce sensibilmente l’incidenza sul tumore del seno e del colon con diminuzione di rischio oscillante tra il 20 e il 40% nei soggetti più attivi.

Le capacità inibitorie dell’Attività Fisica Adattata sul cancro più accreditate sono:

  • Capacità riduttiva-resistente all’insulina per cui i picchi di iper-insulinemia sembrano costituire un fattore elevato di rischio a causa della presenza di recettori insulinici in molti tumori.
  • Aumento dei linfociti di tipo T – responsabili della distruzione delle cellule cancerose contribuiscono alla regolazione di altri sistemi immunitari (con l’A.F.A. si previene la diminuzione dei linfociti tipo T che con la senescenza tendono a diminuire).
  • Aumento degli interferoni Alfa, Beta e Gamma, che, grazie agli effetti dell’A.F.A., potenziano l’attività anti-virale e potenziano la risposta immunitaria dell’organismo.
  • Aumento delle capacità fagocitarie dei monociti e dei macrofagi che, tra le funzioni a cui sono demandate, c’è anche quella della distruzione delle cellule cancerogene.
  • Miglioramento dell’utilizzazione della vitamina C quale anti-cancerogeno.

Inoltre,

  • l’incremento dei livelli ormonali dei cortico-steroidi prodotti con l’A.F.A. produce ipoglicemia e, di conseguenza, una riduzione della secrezione di insulina;
  • la produzione di citochine determinata dall’A.F.A. produce una compartecipazione difensiva per ottenere una buona funzionalità organica;
  • una riduzione dell’età biologica;
  • maggiore capacità reattiva ed energetica;
  • maggiore capacità di concentrazione intellettiva;
  • miglioramento delle capacità mnemoniche;
  • riduzione dei disturbi caratterizzanti la senescenza.

L’A.F.A. svolge un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo del cancro al seno, al colon, ai polmoni e alla prostata.

 

Il rischio patologico diminuisce in maniera proporzionale alla frequenza dell’esercizio fisico adattato.

La ricerca “Mediterranean diet, lifestyle factors, and 10 years mortality in elderly european men and women” coordinata da T. B. Knoops e Coll. Pubblicata sul JAMA (2004) in THE HALE PROJECT, dimostra come le modifiche alimentari e l’attività fisica costituiscono l’arma più efficace nella prevenzione tumorale.

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Al fine di migliorare la qualità della vita, le linee guida della prevenzione primaria consigliata dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevedono:

  • Un basso consumo di grassi – max il 20% dell’ingestione calorica totale con la dieta;
  • Un congruo consumo di fibre vegetali (almeno 25 grammi di fibra al dì);
  • Evitare il sovrappeso somatico;
  • Evitare il fumo;
  • Svolgere una costante adeguata Attività Fisica quotidiana;
  • Condurre una vita in ambiente con scarso inquinamento ambientale e atmosferico;
  • Effettuare indagini di Medicina Preventiva per ottenere diagnosi precoci delle patologie.

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