Questa immagine mostra la scoliosi di un soggetto con pace-maker

Scoliosi e Pacemaker: quale ginnastica correttiva?!

Scoliosi e pacemaker: ginnastica correttiva in soggetti con comorbidità cardiaca

Prof. Carmelo Giuffrida

 

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Scoliosi e pacemaker: quale esercizi di ginnastica correttiva?!

 

La pratica di Attività Fisica Adattata in soggetti con la scoliosi è cosa comune. Ma, se coesiste una comorbidità cardiaca (aritmia) e il soggetto ha presenza di pacemaker, occorrono delle attenzioni specialistiche maggiori.

Il soggetto scoliotico e cardiopatico si può trattare bene e adeguatamente se si osservano idonei comportamenti etici e professionali.

 

Scoliosi e pacemaker:  cos’è il pacemaker?

 

Un pacemaker è un dispositivo elettronico, composto da un generatore di impulsi e da uno o più elettrocateteri, che aiuta il cuore a regolare il ritmo troppo lento, troppo veloce o irregolare, normalizzandone le contrazioni attraverso adeguati impulsi elettrici.

In base al numero e localizzazione di elettrocateteri, si distinguono pacemaker monocamerali, bicamerali o biventricolari:

I pacemaker monocamerali sono muniti di un solo elettrocatetere, collegato o all’atrio destro o al ventricolo destro.

Invece, i pacemaker bicamerali sono dotati di un elettrocatetere connesso all’atrio destro e di uno connesso al ventricolo destro.

I pacemaker biventricolari sono forniti di tre elettrocateteri: uno legato all’atrio destro, uno al ventricolo destro e uno al ventricolo sinistro.

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Condizionamento organico prima dell’esecuzione di esercizi per scoliosi – Repertorio Laboratorio di Chinesiologia Rieducativa – Prof. Carmelo Giuffrida – Catania

Gli attuali pacemaker possiedono un sistema sensoriale che rileva i movimenti e li trasmette al generatore di impulsi affinché provveda a modificare il ritmo cardiaco.

Ciò consente di eseguire liberamente l’attività fisica e la ginnastica posturale e di regolarizzare le variazioni in rapporto al numero delle contrazioni cardiache e della frequenza respiratoria.

 

Scoliosi e pacemaker: La prima domanda: “posso fare attività fisica?! Quanta attività e di che tipo?”

 

Si può fare Attività Fisica Adattata alle proprie condizioni che dovrà essere appositamente studiata e programmata. La scoliosi può essere tranquillamente gestita con gli esercizi di compensazione. Ma bisogna prendere degli accorgimenti per evitare l’insorgenza di aritmia durante l’esecuzione di esercizio fisico. Sebbene è rara, potrebbe essere legata a una anomalia della funzionalità cardiaca o, anche, a una alterazione del funzionamento del pacemaker.

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Esecuzione della retroversione di bacino prima dell’esecuzione di esercizi per scoliosi – Repertorio Laboratorio di Chinesiologia Rieducativa – Prof. Carmelo Giuffrida – Catania

 

Scoliosi e pacemaker: Quale Ginnastica correttiva!?

 

La manifestazione di una aritmia non aumenta durante la somministrazione di esercizi in regime aerobico, a bassa o a moderata intensità, rispetto a momenti di riposo!

Ma se non si rispettano le fasi fisiologiche dell’esercizio fisico con un adeguato adattamento del corpo si può incorrere facilmente in aritmie. Pertanto, occorre un buon condizionamento organico, bisogna evitare l’uso di regimi elevati e i carichi sostenuti che sforano in regimi anaerobici. E’ indispensabile rispettare i periodi di recupero attivo e, alla fine della sessione, provvedere a un adeguato defaticamento.

Il primo problema viene dall’uso di un cardiofrequenzimetro e dalla presenza di campi elettromagnetici in palestra in grado di influenzare il sensing dell’attività cardiaca!

 

Scoliosi e pacemaker: Cosa facciamo prima di somministrare esercizi di ginnastica correttiva?

 

Invece di usare un normale cardiofrequenzimetro a fascia toracica, al fine di evitare segnalazioni di interferenze, prediligiamo l’uso periferico di quello da polso ricercando tecnologie ampiamente schermate per contrastare tali condizionamenti. È da puntualizzare che, in genere, i braccialetti da fitness, cardiofrequenzimetri e smartwatch non provocano nessun disturbo al funzionamento del dispositivo.

Scoliosi e pacemaker con Ginnastica correttiva:

Quali provvedimenti adottiamo prima di lavorare in palestra?

 

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Attivazione simmetrica dei muscoli fissatori delle scapole in isometria associata ad esercizi per scoliosi – Repertorio Laboratorio di Chinesiologia Rieducativa – Prof. Carmelo Giuffrida – Catania

Vengono escluse nell’ambiente tutte le apparecchiature elettriche che, con il loro campo elettromagnetico, possano arrecare un disturbo temporaneo del dispositivo.

Pertanto, vengono spenti gli impianti che trasmettono segnali wireless, generatori portatili, cellulari, … tutto ciò che crea flussi di campi elettromagnetici o che potrebbe influenzare il corretto cablagio dell’impianto cardiaco.

Il pace-maker potrebbe erogare un impulso di stimolazione o accelerare inutilmente il ritmo cardiaco. Addirittura, i defibrillatori impiantabili (ICD) potrebbero rilasciare shock di defibrillazione indesiderati. Quindi, semplicemente rispettando l’adeguata distanza o allontanando i dispositivi elettrici, si può normalizzare il corretto funzionamento del pacemaker. Meglio ancora, se la sorgente di disturbo viene spenta.

Il motore del tapis roulant elettrico e il freno magnetico del cicloergometro influiscono fino a una distanza di 60 cm. e, di conseguenza, possono essere utilizzati senza problemi anche dallo stesso soggetto.

 

Procedura di valutazione del soggetto scoliotico

 

Conoscere la scoliosi, saperla valutare e saperla trattare con la consapevolezza dei limiti oltre i quali l’opera del Professionista risulterebbe perfettamente inutile, è doveroso!

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Defaticamento dopo esecuzione di esercizi per scoliosi – Repertorio Laboratorio di Chinesiologia Rieducativa – Prof. Carmelo Giuffrida – Catania

È sotto questo profilo che vanno considerati i procedimenti di una valutazione obiettiva per comprendere tutti gli aspetti che permettono di rilevare un quadro completo delle informazioni utili a impostare i percorsi successivi. Proporre una sistematizzazione della procedura di valutazione rilevando i dati nel modo più certo e più corretto rispetto agli obiettivi clinici ed organizzativi diventa un obbligo etico e morale.

Molti Operatori hanno una loro personale “filosofia valutativa” che, a volte, produce imprecisioni derivanti dalla diversa estrazione culturale.

La “personalizzazione valutativa” non permette un approccio metodologico “standard” ma definisce razionalmente alcune modalità metodologiche per un corretto approccio del problema paramorfico da affrontare.

È utile poiché permette di definire con esattezza la persona, la curva scoliotica e i principi per l’impostazione rieducativa.

La compilazione di una scheda dei dati raccolti, infine, offre l’opportunità di collaborare con altre figure professionali.


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