L’attività motoria compensativa, già conosciuta come “ginnastica correttiva”, è una branca dell’Esercizio Fisico preventivo delle deviazioni della struttura corporea (para-dismorfismi), delle disarmonie morfologiche e delle alterazioni degli schemi motori finalizzata all’educazione e alla rieducazione dei paramorfismi e al trattamento dei dismorfismi (di natura irreversibile).

Ginnastica correttiva e compensativa nei paramorfismi della colonna vertebrale in età giovanile:

scoliosi – ipercifosi (Scheurmann giovanile) – iperlordosi

La rieducazione di tutte le scoliosi e paramorfismi deve tener conto che questi sorgono spesso da errate posture, frutto di un errato utilizzo della motricità volontaria.

Nell’applicazione dello strutturalismo psicomotorio, una corrente di pensiero che nasce in Germania ad opera di Wundt, si utilizzano le sue regole fondamentali sul rigore logico-matematico e sul self-made della struttura, per cui il soggetto che esegue l’azione motoria compensativa è l’autore delle proprie modificazioni strutturali.

Secondo Piaget, la struttura è un insieme di sottosistemi uniti fra loro con carattere di totalità per cui le relazioni devono essere individuate e riunite dal soggetto per correggere e prevenire eventuali errori, essendo la struttura autosufficiente e capace di migliorare i propri engrammi senso-motori.

piede piatto repertorio Prof. Carmelo GiuffridaIl soggetto prende coscienza del processo di auto-correzione piuttosto che apprendere un semplice esercizio finito.

L’attività motoria preventiva, ginnastica correttiva e compensativa, attraverso lo strutturalismo psicomotorio consiste in un percorso di apprendimento che fraziona i vari elementi che compongono il movimento errato per ricostruirlo ottimalizzandolo nel suo insieme corretto sfruttando la scomposizione dell’esercizio proposto ed esaminandone le relazioni che intercorrono fra le diverse frazioni di un insieme armonico.

L’educazione psicomotoria consente di raccogliere le reazioni sensitive.

Lo strutturalismo psicomotorio si basa sul dialogo cosciente col proprio corpo, su una concezione attiva dei processi mentali all’interno della dinamica motorio per cui il soggetto opera mentalmente effettuando delle trasformazioni da uno stato ad un altro, ricavate per autoregolazione e astrazione riflettente.

L’auto-correzione del soggetto paramorfico dev’essere sempre attiva attraverso un esame individuale dei movimenti.

Prof Giuffrida Scoliosi 3° Raduno Chinesiologi SiciliaLa metodologia strutturalista pone particolare attenzione alla tematica dei contatti propriocettivi per fare ripercorrere le tappe naturali dello sviluppo ontogenetico; il soggetto passa dalla posizione supina (esercizi dello strisciare) alla quadrupedia e giunge alla stazione eretta (ripercorrendo tutti i passaggi intermedi) per ascoltare tutti gli stimoli del corpo pre-correggendo i movimenti errati per mezzo di un’elaborazione degli stimoli e una adeguata risposta reattiva agli stimoli stessi.

Il soggetto non apprendere la corretta posizione in maniera automatica, ma apprende attraverso un elaborato sistema di comprensione e pre-correzione (telencefalizzazione retro-attiva del gesto motorio corretto).

Pur essendo largamente utilizzati dal corpo umano, gli automatismi devono essere isolati se esistono delle destrutturazioni in atto.

Lo strutturalismo psicomotorio impone lo scopo di consentire al soggetto una presa di coscienza del proprio corpo e dei rapporti spazio-temporali che gli consente di poter modificare coscientemente atteggiamenti e posture errate facilitando l’utilizzo dei vari canali sensitivi: tattile, visivo e propriocettivo, motivandone il recupero funzionale e assicurando una stabilità permanente di lunga durata.


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