valutazione della stabilità del ginocchio presso lo Studio del Prof. Carmelo Giuffrida a Catania Immagine di repertorio

Stabilità del ginocchio

Stabilità del Ginocchio: motivazioni derivate dalla Chinesiologia!

 

stabilità del ginocchio-ginocchio-Studio-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1-immagine gratuita di proprietà della Royal Collection

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Leonardo da Vinci, intuendo l’importanza di una articolazione come quella del ginocchio, ne studiò, insieme alla caviglia, il sistema articolare e bio-meccanico. Infatti, Leonardo, arrivò alle determinazioni chinesiologiche facendo un sistematico ricorso all’analogia con la leva.

In una delle sue note, riferendosi alla funzione di sollevamento del calcagno svolta dal tendine di Achille che fa fulcro sull’avampiede, ne misurava esattamente la forza usando le leggi della leva.

Inoltre, Leonardo, disegnava con estrema precisione l’arto inferiore rivestito dei muscoli responsabili delle azioni meccaniche che ne consentono i diversi moti.

 

L’anatomia del ginocchio

 

Osservando l’anatomia del ginocchio si evidenzia la scarsa congruenza tra le superfici articolari. Ciò condiziona la mobilità generale e la stabilità dell’articolazione che viene garantita in modo passivo dalle strutture legamentose:

 

  • strutture centrali: legamenti crociati anteriori e posteriori, legamento soprarotuleo;
  • strutture periferiche: legamenti collaterale esterno e mediale.

Attivamente, il ginocchio è avvolto da strutture muscolari che appartengono al sistema di stabilizzazione dell’articolazione:

  • il grande gluteo;
  • il quadricipite femorale;
  • il tensore della fascia lata;
  • i vasti mediali;
  • gli ischiocrurali;
  • il popliteo.

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Il ginocchio doloroso: valutazione

 

Gli strumenti più efficaci e validi per valutare le condizioni del ginocchio sono costituiti da una seria anamnesi e da un attento esame obiettivo.

L’anamnesi e l’analisi clinica non debbono trascurare nessun aspetto. La valutazione deve seguire un procedimento logico e sistematico.

Parecchie cause di dolore al ginocchio possono essere definite grazie a una buona analisi anamnestica. Pertanto, diventa importante la valutazione di una storia relativa al dolore graduale e fastidioso nella parte anteriore del ginocchio, rispetto a un cedimento a a una instabilità per escludere la possibilità di una lesione al legamento crociato anteriore.

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Anamnesi ed esame obiettivo dettagliati ed approfonditi assumono valore simile a quello di una ecografia o di una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

L’inizio di un dolore subdolo e non traumatico del dolore al ginocchio è indice di una lesione da sovraccarico, oppure, di una sindrome infiammatoria, o di una eziologia artrosica piuttosto che di una lesione meniscale acuta o di una problematica lesiva delle strutture legamentose. Conoscere l’evento storico della manifestazione che porta ad osservare un ginocchio dolente aiuta a discriminare fra differenti eziologie.

 

Esame chinesiologico strutturale del ginocchio

 

Tra i fattori da valutare occorre attenzionare il sintomo principale, la bilateralità, la durata e la comparsa dei sintomi, il meccanismo della sintomatologia, l’età, il sesso, e i livelli di attività. L’analisi dettagliata dei sintomi deve includere la valutazione di rumori, cedimenti, blocchi articolari a lungo -medio termine che necessitano di mobilizzazioni, blocchi transitori (catching) e i fattori che scatenano e alleviano il dolore al ginocchio. L’articolazione, infine, va analizzata in termini di definizione di dolore, tumefazione, instabilità, rigidità.

Il Chinesiologo clinico, nel suo esame obiettivo di valutazione, deve osservare simultaneamente entrambe le due ginocchia per verificare le eventuali asimmetrie. Occorre dividere il ginocchio in 4 parti da osservare:

  • area anteriore: quadricipite, rotula, retinacolo rotuleo e tendine rotuleo;
  • regione laterale: rima articolare laterale, condilo femorale laterale piatto tibiale laterale;
  • area mediale: rima articolare mediale, condilo femorale mediale, piatto tibiale mediale;
  • regione posteriore: fossa poplitea, rima articolare postero-mediale e postero-laterale.

Stabilità del ginocchio: Sinergia della catena cinetica

L’azione sinergica dell’intera catena cinetica assume un ruolo di protezione per l’articolazione. E ciò, non solo sul piano sagittale, ma su tutti e tre i piani dello spazio.

Nella stazione eretta, a livello del piatto tibiale, la flessione del ginocchio crea un piano inclinato che produce lo scivolamento anteriore dei condili femorali. Pertanto, ne consegue tensione dei legamenti crociati, posteriore e laterale (LCP e LCL).

Alcune componenti dell’azione muscolare del quadricipite femorale entrano in sinergia con i muscoli ischio-crurali opponendosi efficacemente allo slittamento sfavorevole in avanti. Per inciso, questo consente di preservare dal traumatismo e dall’usura le strutture legamentose che subiscono esagerate sollecitazioni a seguito dei movimenti sovraccaricanti.

 

Le forze articolari e muscolari si trovano in equilibrio reciproco; se opportunamente guidate e propriocettivamente stimolate possono garantire una migliore stabilità dell’articolazione ed evitare che esse risultino traumatizzanti.

Sul piano frontale, il ginocchio può subire un insieme di forze varizzanti conseguenti al decentramento dell’anca e, solitamente, annullate dal fisiologico valgismo delle gambe.

In realtà, la capacità dei muscoli laterali è l’azione abduttrice utile a mantenere e stabilizzare la gamba e l’articolazione del ginocchio. Ciò avviene attraverso il tensore della fascia lata, il grande gluteo, il bicipite femorale, il popliteo e, parzialmente, anche il quadricipite.

Medialmente, invece, intervengono il semimembranoso, il semitendinoso, il gracile e il sartorio. Questi, infatti, hanno un’azione anti-valgizzante quando il ginocchio si presenta leggermente flesso o esteso rispetto alla stazione eretta.

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Stabilità del ginocchio: garantita dall’equilibrio mio-fasciale

 

In conclusione, l’equilibrio muscolare della gamba viene modulato da un buon equilibrio generale. In una parola, è prezioso il contributo dei muscoli ischiocrurali e del bicipite femorale. Brevemente, questi fasci muscolari, coadiuvati dal popliteo e dal tensore della fascia lata (extrarotatore per eccellenza), difatti, evitano l’eccessiva intra-rotazione del ginocchio.

Da ultimo, fondamentale è il ruolo del quadricipite femorale. La sua azione coadiuva il tendine rotuleo ad assolvere il controllo di una parziale intra-rotazione del ginocchio.


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Rieducazione motoria del ginocchio e la sua riatletizzazione

 

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