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Ictus cerebrale o Stroke: l’Attività Fisica Adattata migliora le capacità funzionali

Ictus cerebrale o Stroke: l’Attività Fisica Adattata all’interno di un Percorso Speciale migliora le capacità funzionali

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

 

Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’ictus cerebrale, apoplessiacolpo apopletticoaccidente o insulto cerebrovascolare, o attacco cerebrale, è causato dellimprovvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale e dal conseguente danno alle cellule cerebrali per cui viene a ridursi l’apporto di ossigeno e dei nutrimenti trasportati dal sangue (ischemia) o derivanti dalla compressione dovuta allo stravaso ematico (emorragia cerebrale).

I sintomi tipici restituiscono la comparsa improvvisa di mancanza di forza, o formicolio e mancanza di sensibilità ad un braccio o ad una gamba, o ad entrambi. Può associarsi la difficoltà al linguaggio articolato e/o la difficoltà a guardare da un lato. Questi sintomi possono essere presenti solo per alcuni minuti per poi sparire completamente: in questi casi ci si riferisce ad attacchi ischemici transitori (TIA), che possono essere un preludio a un ICTUS vero e proprio.

 

Ictus cerebrale: I programmi di Attività Fisica Adattata sono finalizzati alla prevenzione secondaria e terziaria della disabilità causata principalmente dalla immobilità.

 

L’Attività Fisica Adattata è la tappa successiva alla riabilitazione intensiva nelle sindromi croniche stabilizzate.Ictus cerebrale-stroke-apoplessia-apoplettico-TIA-Attività Fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-funzionale-esercizio

Negli esiti di Ictus cerebrale o Stroke, le menomazioni dovute alla patologia principale sono causa di sedentarietà che, nel lungo termine, producono disabilità e perdita di funzione.

Prendere coscienza della necessità di prolungare nel tempo l’attività fisica e modificare lo stile di vita e delle abitudini scorrette assume ruolo fondamentale.

L’Ictus cerebrale o Stroke è una delle principali cause di disabilità riscontrabile nell’adulto per gli effetti che derivano dal decondizionamento cardiovascolare, dall’indebolimento muscolare, dall’alterata deambulazione, dal declino delle funzioni fisiche e sociali.

I soggetti dismessi dalle strutture sanitarie che tornano al proprio domicilio tendono a sviluppare comportamenti ipocinetici a cui si associa una conseguente, inevitabile, perdita di massa ossea e un aumento di rischio cardio-metabolico: pur conservando un certo grado di capacità gestionale e di autonomia presentano limitazioni della funzione locomotoria e deficit dell’uso dell’arto superiore.

 

Ictus cerebrale: Criteri di inclusione

 

  1. Emiparesi di media gravità;
  2. Capacità di camminare autonomamente (anche con l’ausilio di un bastone) per almeno 6 minuti.
  3. Esiti cronici stabilizzati della malattia;
  4. Aver già ultimato il programma riabilitativo individuale della fase acuta e subacuta;
  5. Avere condizioni fisiche e capacità fisiche per sostenere attività a medio impegno cardiovascolare per circa 60 minuti.
  6. Il soggetto riporta dati positivi nei seguenti test:
  • La Scala di Borg per valutare l’equilibrio
  • l’Indice di Barthel per l’autonomia personale
  • il Mini Mental State Evalutation per il livello cognitivo
  • il Motricity Index per la valutazione motoria
  • la Short Physical Performance Battery (SPPB), per valutare la funzionalità degli arti inferiori
  • il Six Minute Walking Test (6WMT) per il cammino
  • la scala di Hamilton per la depressione
  • la Stroke Impact Scale per la qualità di vita.
  1. Avere capacità reattive nelle sette aree cognitive restituendo:
  • orientamento nel tempo
  • orientamento nello spazio
  • registrazione di parole
  • attenzione e calcolo
  • rievocazione
  • linguaggio
  • prassia costruttiva

 

Ictus cerebrale: Criteri di esclusione

 

  1. Grave demenza [Mini-Mental State Examination, o MMSE (Folstein et al., 1975)[1], è un test neuropsicologico per la valutazione dei disturbi dell’efficienza intellettiva e della presenza di deterioramento cognitivo] <20/30), afasia, cecità o sordità che impediscano la comprensione e l’esecuzione delle istruzioni.
  2. Altre malattie neurologiche associate.
  3. Scompenso cardiaco sintomatico (II-V NYHA), angina instabile, malattie valvolari cardiache, arteriopatia periferica sintomatica, malattia polmonare che richiede ossigeno terapia, recente (><3mesi) infarto miocardico o ospedalizzazione.
  4. Dolore cronico che interferisca con l’esercizio.
  5. Ipertensione in precario controllo farmacologico (pressione arteriosa diastolica >con punteggio inferiore a 18 del MMSE;
  6. Pressione arteriosa diastolica >95 mmHg, pressione arteriosa sistolica >160 mmHg);
  7. Soggetto che già svolge attività fisica regolare (>30 min per almeno 3 volte la settimana) poiché verrebbe incluso in un mini-gruppo di lavoro;
  8. Controindicazioni allo svolgimento di un programma di esercizio fisico di bassa intensità secondo le indicazioni del Medico di Base;
  9. Incapacità di raggiungere la Palestra o lo Studio in modo autonomo o con l’aiuto di un caregiver.

 

L’Attività Fisica Adattata conferisce parecchi esiti positivi negli esiti da ictus o danno cerebrale.

 

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Molti soggetti presentano un decondizionamento organico con carenza di consumo di ossigeno e una ridotta capacità ossidativa rispetto a soggetti della medesima età che non hanno subito accidenti cerebrovascolari: l’esercizio fisico adattato può recuperare di un buon 60% il recupero del picco del consumo di ossigeno.

I programmi di training tendenti a proporre sessioni di allenamento per incrementare la capacità aerobica e la resistenza protratta nel tempo, si propongono anche l’obiettivo di:

Aumentare la velocità spontanea del cammino;

  • Diminuire la dipendenza da sistemi di ausilio della deambulazione come bastoni, tripodi, carrelli, …);

Migliorare la mobilità articolare, la forza muscolare e la capacità funzionale.

Ne deriva una migliore indipendenza nelle attività quotidiane, maggiore efficienza nella locomozione e un possibile ritorno all’attività produttiva e lavorativa allontanando i pericoli della depressione e dei deficit cognitivi.

Il programma di Attività Fisica Adattata prevede che il soggetto venga trattato inizialmente in stazione seduta o in decubito con attività mirate alla percezione corporea, con esercizi respiratori, con la mobilizzazione degli arti superiori e inferiori, con attività finalizzate alla diminuzione del tono dell’arto superiore plegico.

Le fasi successive prevedono una azione diretta sul controllo del carico e dell’equilibrio, sull’aumento della motricità del tronco, sulla facilitazione dei passaggi posturali dal decubito alla postura seduta ed eretta, sulla corretta percezione del carico in stazione eretta, sulla qualità del passo, sul controllo dei movimenti e sulla loro coordinazione, sulla ottimizzazione dei gesti motori.

 

Ictus cerebrale: Attività Fisica Adattata in un Percorso Speciale

 

L’Attività Fisica Adattata per lo stroke si integra all’interno di un Percorso Speciale con un programma personalizzato e non sostituisce la normale attività riabilitativa.

L’utilità di effettuare un Programma di Attività Fisica Speciale consente di ottenere:

– un miglioramento della sfera funzionale, emozionale e della qualità della vita;

– permette di fornire una risposta centrata e tempestiva ai problemi di salute;

– offre una continuità all’intervento riabilitativo;

– crea una rete di collaborazione tra professionisti a supporto e sostegno del soggetto;

– permette di fornire una risposta di salute efficiente e mirata.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 


Bibliografia

 

  1. Macko R. F., G. V. Smith, et al. (2001). “Treadmill training improves fitness reserve in chronic stroke patients.” Arch Phys Med Rehabil 82(7): 879-84.
  2. Jang SH, Kim YH et al. (2003). “Cortical reorganization associated with motor recovery in hemiparetic stroke patients.” Neuroreport 14(10): 1305 -10.
  3. Saunders DH, Greig CA, Young A, Mead GE (2004). ” Physical Fitness Training for Stroke Patients.” Stroke 35;2235
  4. Bean JF, Vora A, Frontera WR. ”Benefits of exercise for community-dwelling older adults.” Arch Phys Med Rehabil 85: S31-42; quiz S43-34, 2004
  5. King RB, Semik PE (2006). “Stroke caregiving: difficult times, resource use, and needs during the first 2 years.” J Gerontol Nurs 32(4): 37-44.
  6. Wing K, Lynskey JV, et al. (2008). “Whole-body intensive rehabi litation is feasible and effective in chronic stroke survivors: a retrospective data analysis.” Top Stroke Rehabil 15(3):247-55.
  7. Aprile I, Di Stasio E et al. (2008). “Effects of rehabilitation on quality of life in patients with chronic stroke.” Brain Inj 22(6): 451- 6.
  8. Macko RF, Benvenuti F, Stanhope S, Macellari V, Taviani A, Weinrich M, Stuart M. Adaptive physical activity improves mobility function and quality of life in chronic hemiparesis. J Rehabil Res Dev 2008;45(2):323-8.
  9. Stuart M, Chard S, Benvenuti F, Steinwachs S. Community exercise: a vital component to healthy aging. Health Pap. 2009;10(1):23-8; discussion 79-83
  10. Stuart M, Benvenuti F, Macko R, Taviani A, Segenni L, Mayer F, Sorkin JD, Stanhope SJ, Macellari V, Weinrich M. Community-based adaptive physical activity program for chronic stroke: feasibility, safety and efficacy of the Empoli model. Neurorehabil Neural Repair. 2009 Sep; 23(7):726- 34.

Blsd : Formazione e retraining per il Team dello Studio del Prof. C. Giuffrida a Catania

BLSD è l’acronimo di Basic Life Support and Defibrillation.

BLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

È il primo soccorso con manovre da attuare tempestivamente in caso di arresto cardiaco utilizzando il defibrillatore semiautomatico.

 

 

Acicatena – Catania li 10 Giugno 2018

 

Formazione e retraining per il BLSD : Il Team dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida effettua il corso di formazione base e un review di re-training presso la Croce Rossa Italiana – sede di Acicatena – Catania

 

L’Equipe dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida, ai fini dell’assolvimento degli obblighi imposti dalla vigente legislazione, per tutelare l’utenza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro, ha acquisito l’idonea formazione mediante un corso di formazione certificato e riconosciuto come previsto dalle normatiBLSD-Cardiologia-ECG-Attività Fisica-rischio cardiovascolare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1ve vigenti in materia.

Periodicamente,  l’intero Team si sottopone a un re-training delle manovre che devono essere ben acquisite.

Il corso di formazione base è durato oltre 8 ore.

Nel pomeriggio lezioni ed esame fino a tarda serata anche per i Membri che dovevano effettuare solo il retraining, poiché avevano già acquisito il brevetto BLSD + FULL 2 anni addietro.

Quindi, sono stati impegnati, sia i Membri dello Studio che non avevano ancora acquisito i contenuti delle Linee Guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare ILCOR ERC 2015, quanto coloro che già conoscevano la sequenza di rianimazione di base in arresto respiratorio e/o cardiaco e le manovre da eseguirsi in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

La giornata è stata molto impegnativa.

Dal Direttore Tecnico, ai Collaboratori e ai Tirocinanti dell’Università degli Studi di Catania che operano nello Studio per la loro formazione tecnica, è stato somministrato un continuo susseguirsi di lezioni frontali ed esercitazioni pratiche volte a far apprendere le specifiche skills in materia di rianimazione cardiopolmonare e utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno applicate sull’adulto e sul bambino; sull’infante sono state studiate ed effettuate le manovre di disostruzione delle vie aeree e la rianimazione d’urgenza.

La Metodologia Didattica teorica e pratica ha previsto:

– Lezioni frontali teoriche;

– Stazioni di addestramento pratico sulle tecniche semplici a piccoli gruppi su manichini;

– Isole di simulazione (bassa fedeltà) di scenari completi;

Al termine, quindi, sia i partecipanti al Corso base che di retraining (effettuati con cadenza biennale) hanno superato l’esame finale composto sia da un test scritto che da una simulazione con manichino effettuata sia sull’adulto, sia sul bambino che sull’infante.

L’Istruttore certificato della Croce Rossa Italiana, il Dott. Giorgio Tringali e i Membri della Commissione – formatori della sede di Acicatena (Catania) – con esperienza in area critica previsto dal provider, hanno erogato il certificato di abilitazione alla rianimazione cardiopolmonare sia su adulto, sia sul bambino con l’utilizzo del defibrillatore – BLSD + Full.

 

 

 

 

Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Attività fisica per la salute globale

Attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile: la Dichiarazione di Bangkok

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1È già trascorso parecchio tempo da quando è stata pubblicata la traduzione ufficiale in italiano autorizzata, a cura della Università degli Studi di Cagliari e Dors, della “Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile” sottoscritta, a novembre 2016, da 72 Paesi durante la sesta conferenza della Società Internazionale per l’Attività fisica e la Salute (International Society for Physical activity and Health – ISPAH).

La Dichiarazione di Bangkok rappresenta una vera e propria dichiarazione di consenso sull’importanza della promozione dell’attività fisica per la prevenzione delle malattie croniche e la promozione della salute globale; individua 6 aree prioritarie in cui i Governi dovrebbero investire per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di aumentare del 10% i livelli di attività fisica e ridurre i comportamenti sedentari entro il 2025, al fine di guadagnare salute e migliorare la qualità della vita:

  1. Rinnovare l’impegno a investire e attuare azioni politiche tempestive e su larga scala, per ridurre l’inattività fisica lungo l’intero arco della vita, come contributo alla riduzione del carico globale di malattie non trasmissibili e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030;
  2. Prevedere un coinvolgimento dei diversi settori a livello nazionale e istituire piattaforme di coordinamento;
  3. Sviluppare le competenze dei professionisti e dei decisori;
  4. Migliorare le competenze tecniche e condividere le esperienze;
  5. Rafforzare il monitoraggio e i sistemi di sorveglianza;
  6. Sostenere e promuovere la collaborazione, la ricerca e la valutazione delle politiche.

 

Attività fisica per la salute globale :

La Dichiarazione di Bangkok completa i principi e le azioni della “Carta di Toronto per l’attività fisica“:

  1. Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Adottare strategie basate sulle evidenze, rivolte sia alla popolazione generale che a sottogruppi specifici, in particolare a coloro che devono affrontare maggiori ostacoli;
  2. Adottare un approccio più equo, finalizzato a ridurre le disuguaglianze sociali e di salute e le disparità di accesso all’attività fisica;
  3. Affrontare i determinanti ambientali, sociali ed individuali dell’inattività fisica;
  4. Implementare azioni sostenibili attraverso una collaborazione tra più settori a livello nazionale, regionale e locale, per ottenere un impatto maggiore;
  5. Sviluppare le competenze e sostenere la formazione nell’ambito della ricerca, della pratica, delle politiche, della valutazione e della sorveglianza;
  6. Utilizzare un approccio mirato all’intero ciclo di vita, considerando i bisogni dei bambini, delle famiglie, degli adulti e degli anziani;
  7. Chiedere ai decisori e alla comunità in generale un maggior impegno politico e le risorse per l’attività fisica;
  8. Garantire la presenza di sensibilità culturale e adattare le strategie alle differenti “realtà locali”, ai diversi contesti e alle diverse risorse;
  9. Facilitare le scelte di salute personali, facendo in modo che l’attività fisica sia la scelta più facile.

Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Inoltre, integra il documento “Investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica” e fa appello a decisori, finanziatori e portatori di interesse affinché creino partnership tra più settori per implementare piani nazionali e regionali di promozione di stili di vita attivi e salutari.
I professionisti, le reti e i gruppi di lavoro impegnati nella promozione dell’attività fisica dovrebbero sostenere e diffondere la nuova Dichiarazione di Bangkok (Advocacy per l’attività fisica) creando progetti e interventi di promozione dell’attività fisica agendo su uno o più degli 8 obiettivi di sviluppo sostenibile, assegnati dalle Nazioni Unite a tutti i Paesi per il 2030, e richiamati dalla Dichiarazione di Bangkok.

La promozione dell’attività fisica fu già pubblicizzata nell’ambito del programma “Guadagnare Salute”.


Materiali utili:

– Traduzione in italiano del documento completo “La Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile (novembre 2016, traduzione italiana autorizzata, a cura di Università di Cagliari e Dors)” (PDF: 524 kb);
presentazione nella pagina dedicata del sito Dors;
– Documento originale sul sito dell’Ispah “The Bangkok Declaration on Physical Activity for Global Health and Sustainable development” – http://www.ispah.org/resources
– La “Carta di Toronto per l’attività fisica
– Documento “Investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica”


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Alzheimer o Diabete di tipo 3 e Attività Fisica Adattata a Catania!

Alzheimer o diabete di tipo 3 :

un quadro complesso di alterazioni controllabile con una specifica Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1La malattia di Alzheimer presenta un quadro complesso di alterazioni:

  • anomalie istopatologiche, molecolari e biochimiche, inclusa la perdita cellulare;
  • abbondanti grovigli neurofibrillari;
  • neuriti distrofiche;
  • una proteina precursore dell’amiloide con depositi di amiloide-β (APP-Aβ);
  • un aumento dell’attivazione dei geni prodeath e delle vie di segnalazione;
  • un metabolismo energetico alterato;
  • una disfunzione mitocondriale;
  • uno stress ossidativo cronico;
  • importanti danni al DNA.

Per ottenere una migliore comprensione della patogenesi dell’Alzheimer occorre avere un quadro meccanico in grado di interconnettere tutti questi fenomeni.Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Una rapida crescita nella letteratura internazionale attribuisce al deficit di insulina e alla resistenza all’insulina un’azione mediatrice della neuro-degenerazione della malattia di Alzheimer.

A tutt’oggi, queste innovative informazioni risultano piene di concetti conflittuali e problematiche non risolte in merito ai potenziali contributi apportati dal diabete mellito di tipo 2 (T2DM), dalle sindromi metaboliche e dall’obesità nella patogenesi della malattia di Alzheimer (1).

Risulta evidente che il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) causa resistenza all’insulina cerebrale, stress ossidativo e deterioramento cognitivo, ma i suoi effetti aggregati sono molto lontani dall’imitare l’Alzheimer;Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Disturbi nell’insulina cerebrale e nei meccanismi di segnalazione del fattore di crescita insulino-simile (IGF) sono le anomalie precoci e progressive che potrebbero rappresentare la maggior parte delle lesioni molecolari, biochimiche e istopatologiche dell’Alzheimer (2).

Il diabete cerebrale sperimentale prodotto dalla somministrazione intracerebrale di streptozotocina ha condiviso molte caratteristiche con l’Alzheimer (3), fornendo anche risposte di deterioramento cognitivo e disturbi nell’omeostasi dell’acetilcolina. Ne deriva che il diabete cerebrale sperimentale è trattabile con agenti sensibilizzanti dell’insulina, cioè farmaci attualmente usati per trattare il diabete mellito di tipo 2 (4).

La malattia di Alzheimer può essere diagnosticata con certezza solo mediante la dimostrazione postmortem di abbondanti grovigli neurofibrillari e placche neuritiche con accumulo di precursore della proteina amiloide, depositi di amiloide-β (APP-Aβ) in placche e pareti dei vasi in regioni selezionate del cervello.

Le lesioni strutturali associate alla demenza sono causate dal collasso del citoscheletro neuronale e dall’accumulo di proteine ​​associate ai microtubuli iperfosforilati e poliubiquitinati, come il tau, con conseguente formazione di grovigli neurofibrillari, neurite distrofica e fili di neuropile (1-3).

 

La malattia di Alzheimer o diabete di tipo 3 : rivalutazione della letteratura

 

La rivalutazione della letteratura riguardante quasi trent’anni di ricerche ha rivelato che le menomazioni nell’utilizzo del glucosio cerebrale e nel metabolismo energetico rappresentano anomalie molto precoci che precedono o accompagnano le fasi iniziali del deterioramento cognitivo (5-6) avviando il concetto che la segnalazione di insulina compromessa ha un ruolo importante nella patogenesi dell’Alzheimer e, di conseguenza, la proposta della denominazione di “diabete di tipo 3”.Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Le caratteristiche delle sindromi mellitiche del diabete includono menomazioni nelle azioni insuliniche e segnalazione che si traducono in iperglicemia cronica, indipendentemente dal sottotipo, dall’eziologia, dalla patogenesi o dalla disponibilità di insulina.

Il diabete mellito di tipo 1 è provocato dalla distruzione (solitamente autoimmune) delle cellule beta dell’isolato pancreatico e dalla presenza di insulino-carenza di insulina.

Il diabete mellito di tipo 2, la forma più comune, è causato dalla resistenza all’insulina nei tessuti periferici ed è più frequentemente associato all’invecchiamento, a una storia familiare di diabete, all’obesità e alla insufficienza pratica di esercizio fisico. Gli individui con diabete mellito di tipo 2 presentano iperglicemia e iperinsulinemia. L’insulino-resistenza nel diabete mellito di tipo 2 è parzialmente mediata dalla ridotta espressione del recettore insulinico, dall’attività del recettore insulinico della tirosin-chinasi, dall’espressione del tipo 1 del substrato del recettore dell’insulina (IRS) – (7). Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Il diabete gestazionale è associato alla gravidanza ed è provocato da carenza di insulina e iperglicemia.

La steato-epatite non alcolica (NASH), o sindrome metabolica, è associata a insulino-resistenza epatica ma si sovrappone al diabete mellito di tipo 2 – (8 – 9).

Il diabete mellito di tipo 3 corrisponde a una insulino-resistenza cronica che si somma a uno stato di insufficienza di insulina, in gran parte limitato al cervello, ma come la NASH, può sovrapporsi a diabete mellito di tipo 2, rappresentando uno dei principali meccanismi patogenetici della neuro-degenerazione dell’Alzheimer – (10 – 11).

 

Alzheimer : evitare l’ inattività motoria

 

Con l’invecchiamento si assiste a:Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

  • riduzione delle capacità funzionali,
  • aumento del deterioramento fisico con conseguente diminuzione delle capacità fisiche e relativo aumento della morbilità.

Una diminuzione delle motivazioni induce ad uno stile di vita sedentario.

 

Il professionista del movimento deve fornire motivazioni proponendo diverse attività per mantenere un buon potenziale motorio negli anziani.

Attraverso una serie di esercizi fisici specifici si preserva, si mantiene e si migliora la salute e la qualità di vita dell’anziano.

 

Alzheimer : Attività fisica improntata sulla “gero-motricità”

 

Gli effetti dell’attività motoria producono una serie di modificazioni anatomo-funzionali.

L’esercizio fisico tende a combattere il decadimento fisico ma deve prevedere un training in ambiente protetto, sicuro e dotato di defibrillatore.

Occorre tenere conto dei bisogni, delle esigenze, delle aspettative conseguenti alla situazione dell’Anziano istituzionalizzato.

L’intervento deve essere finalizzato a prevenire o a ritardare i danni invalidanti dell’invecchiamento nella 4° / 5° età.

L’intervento psico-motorio deve essere finalizzato al miglioramento, al mantenimento, al recupero globale delle potenzialità motorie e cognitive residue del Grande Anziano.

 

Nello specifico è utile proporre una Attività Fisica Adattata con:

 

  • Esecuzione lenta, dolce e facilitata dei movimenti attraverso uso di grandi e piccoli attrezzi ma usando anche attrezzi non codificati o di fortuna e a corpo libero somministrati con creatività e fantasia;
  • Poche ripetizioni tendenti al miglioramento di resistenza aerobica, forza, mobilità articolare e coordinazione neuro-muscolare;
  • Consapevolezza dell’esecuzione motoria e dei limiti funzionali;
  • Abolizione di movimenti grossolani e violenti;
  • Corretti esercizi di respirazione;
  • Apprendimento di Posture corrette e conoscenze su come fugare dal dolore e dalle tensioni muscolari;
  • Riattivazione delle grandi funzioni organiche: capacità cardio-circolatorie, respiratorie e uro-intestinali);
  • Recupero o mantenimento dell’autonomia essenziale degli arti (superiori e inferiori) e dell’equilibrio;
  • Prevenzione primaria e secondaria con risveglio-mantenimento della presenza psichica, stimolando e favorendo:
  • – Attenzione/Memoria (stabilire relazioni di reciproca accettazione);
  • – Padronanza di movimento con educazione a un uso consapevole del gesto motorio che favorisce le funzioni e migliora le prospettive della salute e del benessere;
  • – Socializzazione e relazioni;
  • – Prontezza di riflessi (Consapevolezza del proprio bagaglio ideo-motorio).

 

Alzheimer : quali esercizi domiciliari ?!

 

Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7Il caregiver verrà istruito dal Team tecnico per seguire il soggetto al suo domicilio per effettuare almeno 30-35 minuti al giorno di esercizio fisico secondo le indicazioni del protocollo dello Studio diretto a migliorare la qualità del sonno, il dolore percepito e le capacità prestative, la memoria attentiva, la socializzazione e la padronanza psico-motoria.

Il protocollo dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida viene personalizzato a seconda delle esigenze individuali per garantire un grado ottimale di autonomia come fattore qualitativo di vita ma, le linee generali restano comuni per:

  • Grandi anziani sani
  • Malattia di Alzheimer
  • Morbo di Parkinson
  • Demenza Vascolare Ischemica
  • Anziani osteoporotici
  • Malattie metaboliche ereditarie
  • Co-morbilità con miscellanea (traumi cranici, recupero traumi osteo-muscolari, sindromi para-neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie).

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Web-grafia di riferimento

 

 J Diabete Sci Technol. 2008 nov; 2 (6): 1101-1113. Pubblicato online 2008 Nov. doi:  10.1177 / 193229680800200619 PMCID: PMC2769828 PMID: 19885299 La malattia di Alzheimer è la prova del diabete di tipo 3 analizzata Suzanne M. de la Monte , MD, MPH 1, 2, 3 e Jack R. Wands , MD 3

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2769828/

Bibliografia

 

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Ulteriore bibliografia

 

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Giornata Mondiale del Cancro 2018

Giornata mondiale del Cancro – World Cancer Day – 2018

World Cancer Day-Giornata Mondiale del Cancro-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-9Catania 04 Aprile 2018

è arrivato il rapporto sull’impatto del 2018!

 

Con grande entusiasmo, lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida ha ricevuto oggi l’e-mail del Report mondiale che riassume i dati di tutte le attività espletate.

 

World Cancer Day-Giornata Mondiale del Cancro-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7Anche questo Studio ha dato il suo modesto contributo alla ricerca scientifica affiancando l’Attività Fisica Adattata al Cancro!

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Quest’anno più che mai, la Giornata Mondiale del Cancro, il World Cancer Day 2018, ha catturato l’attenzione del mondo.World Cancer Day-Giornata Mondiale del Cancro-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

 

 

 

Nell’ultimo anno della campagna We can. Io posso” , il mondo si è riunito per informare, educare, sensibilizzare e ispirare le azioni utili intraprese nei confronti di una delle malattie più mortali del mondo.

World Cancer Day-Giornata Mondiale del Cancro-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Questo rapporto fornisce una stima su alcune di queste azioni definendo in che modo gli sforzi collettivi del 4 febbraio scorso hanno avuto un impatto clamoroso in tutto il mondo.

Il rapporto fornisce una sintesi dell’impatto della Giornata mondiale contro il cancro 2018 a grandi linee, dal momento che non è stato possibile dettagliare le migliaia di sforzi generosi individuali e collettivi che si sono svolti lo scorso 4 febbraio.

Tuttavia, ogni azione intrapresa e ogni messaggio condiviso da tutti i sostenitori del World Cancer Day non solo ha aiutato a raggiungere i numeri impressionanti, ma ha anche dato alla campagna una vita, energia e un proprio slancio.

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Anche a noi il ringraziamento dei partner ufficiali della Giornata mondiale contro il cancro

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Riceviamo il ringraziamento dei partner ufficiali della Giornata mondiale contro il cancro, il cui generoso contributo finanziario sostiene il miglior lavoro che, anche noi, nel nostro piccolo Studio e nella nostra piccola realtà siciliana, facciamo tramite l’Attività Fisica Adattata in Oncologia.

Prepararsi per una nuova campagna

 

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Gli ultimi tre anni hanno dimostrato l’impatto che possiamo ottenere se, tutti insieme, operiamo sotto la stessa bandiera.

La Giornata mondiale del cancro è una campagna costruita per risuonare, ispirare il cambiamento e mobilitare l’azione intrapresa anche molto tempo dopo il giorno dedicato.

Da oggi fino alla nuova campagna del 2019, continuiamo a stimolare la riduzione dell’impatto che il cancro ha su noi stessi, le nostre comunità e il mondo.


La Giornata mondiale del cancro è un’iniziativa dell’Unione per il controllo internazionale del cancro

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