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Sport o Attività Fisica? Ad ogni persona bisogna prospettare il proprio piano di lavoro!

Lo Sport …è cosa diversa dall’Attività Fisica!

 

L’organismo umano necessita del movimento e non della sedentarietà: il gesto motorio è connaturato con la sua natura e una regolare attività fisica, anche di moderata intensità, è in grado di contribuire abbondantemente a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita.

Una carente e scarsa attività fisica è coinvolta nell’insorgenza di parecchie malattie non trasmissibili e disturbi frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatorie (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca), dismetabolismi, tumori.

 

Se si decide di fare Attività Motoria bisogna avere le idee chiare e scegliere bene.

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Fare esercizio fisico con i suoi obiettivi, finalità e potenzialità, è cosa ben diversa dal praticare un’attività sportiva ed esercitarsi in uno sport.

Lo sport è caratterizzato da aspetti importanti e fondamentali che, essenzialmente in età evolutiva, persegue aspetti psico-fisici ed educativi.

Lo Sport non nasce per servire l’essere umano e la sua salute bensì per fornire divertimento e incremento della performance fisica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Attività Fisica un qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico.

Questa definizione include, quindi, le attività sportive, l’attività lavorativa manuale e i normali movimenti della vita quotidiana come il camminare, l’andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio, … compresi i lavori domestici.

Lo svolgimento di attività fisica non implica un dispendio di tempo espressamente dedicato poiché ogni momento della giornata è una buona occasione per fare movimento rendendo le normali attività quotidiane in un pretesto per fare esercizio fisico. Ancora meglio e di più per ottenere il benessere è la costante pratica finalizzata presso un ambiente che ne finalizza l’attività.

Pertanto, l’Attività Fisica va ben oltre il concetto di sport e rappresenta il più potente antidoto da usare contro il veleno della sedentarietà, per migliorare la qualità della vita ed incrementare il proprio stato di salute.

Quali sono i benefici dell’attività fisica?

 

Muoversi ogni giorno produce effetti positivi sullo stato di salute fisico e psichico dell’individuo.

Gli studi e le evidenze scientifiche che ne confermano i grandi effetti benefici sono ormai innumerevoli e, quotidianamente, emerge che l’attività fisica:

  • migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2;
  • previene l’ipercolesterolemia e l’ipertensione;
  • riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo;
  • diminuisce il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori, come quelli del colon e del seno;
  • riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e da altre malattie cardiache
  • previene e riduce l’osteoporosi e il rischio di fratture, oltre ai disturbi muscolo-scheletrici (come il mal di schiena);
  • riduce i sintomi di ansia, stress e depressione;
  • previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti;
  • favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell’autostima, dell’autonomia;
  • facilita la gestione dell’ansia e delle situazioni stressanti;
  • produce dispendio energetico diminuendo il rischio dell’obesità.

 

E’ difficile scegliere lo Sport o l’Attività Fisica?

Ad ogni persona bisogna prospettare il proprio piano di lavoro!

 

lo sport-attività fisica-esercizio fisico-sport-allenamento-seduta singola-gruppo-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-salute-benessere-1Per essere più reattivi e ottenere una buona performance nel proprio sport, per ritornare a praticarlo dopo un infortunio e dopo la riabilitazione fisioterapica, per evitare rischi di malesseri, di infortuni e di recidive, diventa indispensabile la pratica di attività motoria in ambiente protetto e sicuro.

Occorre riatletizzare, tornare all’efficienza perduta o, forse, acquisire la performance mai avuta e sempre desiderato, …

Educare o rieducare un movimento impone la presenza di persone altamente specializzate a farlo, capaci di attivare le giuste metodiche, dosi, posologia, strumenti, … esattamente come se si trattasse di somministrare un importante farmaco!

Ad ogni persona, con la sua storia personale ed esigenze individuali, bisogna prospettare il proprio piano di lavoro fissando gli obiettivi risolutivi per il raggiungimento del benessere tramite l’esercizio fisico più idoneo.


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La scoliosi è una deformazione complessa caratterizzata da una rotazione assiale!

Scoliosi in 3D: a Catania una riflessione sull’argomento !

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

La Scoliosi viene spesso definita come una deviazione laterale del rachide sul piano sagittale!

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Altrettanto spesso, però, ci si scorda che ad essa si associano, sul piano laterale, le curve delle cifosi (dorsale e sacro-coccigea) e delle lordosi (lombare e cervicale) con le loro entità.

La Scoliosi, a Catania come a New York o a Dubai, ovunque nel Pianeta Terra, è una deformazione complessa nella quale la risultante delle deviazioni, dal piano sagittale a quello laterale, è una rotazione assiale.

L’osservazione su indagini radiologiche tradizionali, basate su proiezioni ortogonali, non configurano adeguatamente nello spazio la colonna vertebrale.

La tridimensionalità è la pertinenza di un oggetto o di un’immagine nel campo delle tre dimensioni spaziali indicate genericamente con le coordinate cartesiane X, Y e Z. Essa viene indicata anche con l’acronimo 3D 3-D, che letteralmente sta per “3 dimensioni” (3).

La Scoliosi in 3D : osservare un fenomeno che si manifesta su 3 piani dello spazio!

 

Le origini delle deformità scoliotiche si possono attribuire a precise alterazioni anatomo-patologiche che si possono elencare facilmente in:

  • rotazione vertebrale (deviazione della singola vertebra sul piano trasverso);
  • torsione metamerica (spostamento relativo del singolo corpo vertebrale rispetto alle altre vertebre);
  • deformazione  strutturale (conseguenziale) dei singoli corpi vertebrali.Scoliosi in 3D-scoliosi-rotazione delle vertebre-torsione delle vertebre-deformazione delle vertebre-Cifosi-Lordosi-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

La radiografia tradizionale offre la possibilità di misurare oggettivamente le alterazioni vertebrali. La misurazione è approssimativa poiché ricompone sul piano frontale le modificazioni che, invece, si sviluppano tridimensionalmente nello spazio.

La complessità operativa si traduce in errori interpretativi in quanto ciò che ha 3 dimensioni nello spazio viene, soventemente, guardato in maniera sterile e mono-dimensionale o, nel migliore dei casi, in modo bi-dimensionale (quando si studiano le lastre in ortostatismo sia in proiezione antero-posteriore che laterale mettendone insieme le osservazioni scientifiche).

 

Scoliosi in 3D: anche gli esercizi di ginnastica correttiva o di ginnastica compensativa devono essere svolti con una logica tridimensionale!

 

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Spesso anche la somministrazione di esercizi di ginnastica correttiva o compensativa e l’educazione preventiva dei vizi posturali subiscono la stessa sorte dimenticando che il corpo umano è tridimensionale.

L’esercizio di Ginnastica Correttiva dovrebbe assumere un logica proiettata nel controllo dei muscoli su tutte e tre le dimensioni dello spazio.

C’è chi pretende di riuscire a farlo, addirittura in acqua, dentro la vasca della piscina! … anzi, consiglia stili che assumono toni fantascientifici.

Ma nasce spontanea la domanda: “Come fa un animale di terra (essere umano) a controllare tutta una serie di componenti mio-fasciali e propriocettivi sui tre piani dello spazio, in un ambiente acquatico (che non è il suo ambiente naturale!) e bilanciare i conti anche con le spinte fluido-dinamiche e con i filetti fluidi del liquido acqua che viaggiano in senso contrario al proprio corpo durante la spinta propulsiva?

 

Scoliosi in 3D : la TAC fornisce informazioni utili per la torsione, per la deformazione, per la rotazione!

 

Lo studio radiografico clinico potrebbe essere ovviato da una Tomografia Assiale Computerizzata – TAC – misurando sulla regione anatomica di interesse tanto la torsione quanto la deformazione strutturale somatica arcale, che la rotazione delle vertebre, attraverso la ricostruzione bidimensionale di un segmento del rachide prescelto.

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Rispetto alle RX si avrebbe il vantaggio di studiare measure mode e identify mode, cioè :

  • attraverso i livelli di densità elevati, le strutture ossee,
  • con i livelli minori di densità, i tessuti molli.

Certamente le scout view, cioè le radiografie digitali, consentirebbero il risultato di misurare gli angoli Cobb, mentre le rotazioni vertebrali e le rotazioni somato-arcali potrebbero misurare le immagini assiali.

Il vantaggio di usare una TAC in 3D, come una computed axial tomography o CAT, sarebbe quello di avere una visione di insieme dell’andamento della curva di scoliosi a fronte di visioni non acquisibili con le tecniche radiologiche convenzionali.

In particolare diventa utile la visione dall’alto o dal basso, ottenibile nelle ricostruzioni in rotazione sull’asse X, le visioni laterali, oblique e posteriori, rilevabili  nelle immagini ricostruite in rotazione sull’asse Z.

 

Scoliosi in 3D : la prevenzione dei vizi posturali impone ragionamenti di tutela e protezione!

 

Non ultimo diventa importante l’attività di protezione ai mrad di esposizione: in questo caso l’esposizione si limiterebbe esclusivamente alla superficie corporea che corrisponde allo spessore del singolo strato di scansione e diventerebbe trascurabile quella erogata alle superfici somatiche limitrofe.

L’esposizione sarebbe mirata e limitata alle strutture scheletriche esaminate col vantaggio che il soggetto, spesso in età evolutiva, viene tutelato e può essere sottoposto a un più costante controllo dell’evoluzione delle curve scoliotiche rispetto all’indagine radiologica tradizionale, senza subire significative esposizioni a dosi di mrad. I rischi espositivi diventano maggiori per i soggetti in età evolutiva poiché nei giovani le cellule si moltiplicano più velocemente e sono più sensibili a sviluppare mutazioni genetiche, secondo la legge di Jean Bergonie e Louis Tribondeau.[2]

Infatti, la radiosensibilità di una cellula risulta maggiore se si trova in uno stato di proliferazione o in fase di crescita ed è correlata positivamente con la sua attività metabolica.

 

Questo è il motivo per cui si raccomanda di esporre al minimo indispensabile a dosi di mrad i bambini o gli adolescenti. [1]

 

Scoliosi in 3D : con l’imaging tridimensionale si può apprezzare la struttura del contenuto osseo

 

Per finire, altri grandi vantaggi dell’imaging deriverebbero dal possibile apprezzamento quantitativo strutturale del contenuto osseo di ogni vertebra che, nel caso di scoliosi secondarie a patologie metaboliche o ad endocrinopatie, svolgerebbe un ruolo determinante.

In più, si otterrebbe, rispetto alla radiografia tradizionale, una valutazione non invasiva dei rapporti rachidei con il midollo spinale e le radici nervose (utilissime informazioni nelle scoliosi derivanti da sindromi neurologiche) sebbene, in questi casi specifici, andrebbe modificata sensibilmente la dose espositiva.


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Bibliografia e webgrafia di riferimento

 

  1. ^ a b c d e Food and Drug Administration, Dental Cone-beam Computed Tomography, fda.gov. URL consultato il settembre 2013.
  2. ^ (EN) Walt Bogdanich, Jo Craven McGinty, Radiation Worries for Children in Dentists’ ChairsURL consultato il 16 giugno 2016.
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Tridimensionalit%C3%A0

 

 

Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Attività fisica per la salute globale

Attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile: la Dichiarazione di Bangkok

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1È già trascorso parecchio tempo da quando è stata pubblicata la traduzione ufficiale in italiano autorizzata, a cura della Università degli Studi di Cagliari e Dors, della “Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile” sottoscritta, a novembre 2016, da 72 Paesi durante la sesta conferenza della Società Internazionale per l’Attività fisica e la Salute (International Society for Physical activity and Health – ISPAH).

La Dichiarazione di Bangkok rappresenta una vera e propria dichiarazione di consenso sull’importanza della promozione dell’attività fisica per la prevenzione delle malattie croniche e la promozione della salute globale; individua 6 aree prioritarie in cui i Governi dovrebbero investire per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di aumentare del 10% i livelli di attività fisica e ridurre i comportamenti sedentari entro il 2025, al fine di guadagnare salute e migliorare la qualità della vita:

  1. Rinnovare l’impegno a investire e attuare azioni politiche tempestive e su larga scala, per ridurre l’inattività fisica lungo l’intero arco della vita, come contributo alla riduzione del carico globale di malattie non trasmissibili e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030;
  2. Prevedere un coinvolgimento dei diversi settori a livello nazionale e istituire piattaforme di coordinamento;
  3. Sviluppare le competenze dei professionisti e dei decisori;
  4. Migliorare le competenze tecniche e condividere le esperienze;
  5. Rafforzare il monitoraggio e i sistemi di sorveglianza;
  6. Sostenere e promuovere la collaborazione, la ricerca e la valutazione delle politiche.

 

Attività fisica per la salute globale :

La Dichiarazione di Bangkok completa i principi e le azioni della “Carta di Toronto per l’attività fisica“:

  1. Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Adottare strategie basate sulle evidenze, rivolte sia alla popolazione generale che a sottogruppi specifici, in particolare a coloro che devono affrontare maggiori ostacoli;
  2. Adottare un approccio più equo, finalizzato a ridurre le disuguaglianze sociali e di salute e le disparità di accesso all’attività fisica;
  3. Affrontare i determinanti ambientali, sociali ed individuali dell’inattività fisica;
  4. Implementare azioni sostenibili attraverso una collaborazione tra più settori a livello nazionale, regionale e locale, per ottenere un impatto maggiore;
  5. Sviluppare le competenze e sostenere la formazione nell’ambito della ricerca, della pratica, delle politiche, della valutazione e della sorveglianza;
  6. Utilizzare un approccio mirato all’intero ciclo di vita, considerando i bisogni dei bambini, delle famiglie, degli adulti e degli anziani;
  7. Chiedere ai decisori e alla comunità in generale un maggior impegno politico e le risorse per l’attività fisica;
  8. Garantire la presenza di sensibilità culturale e adattare le strategie alle differenti “realtà locali”, ai diversi contesti e alle diverse risorse;
  9. Facilitare le scelte di salute personali, facendo in modo che l’attività fisica sia la scelta più facile.

Attività fisica per la salute globale-Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Inoltre, integra il documento “Investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica” e fa appello a decisori, finanziatori e portatori di interesse affinché creino partnership tra più settori per implementare piani nazionali e regionali di promozione di stili di vita attivi e salutari.
I professionisti, le reti e i gruppi di lavoro impegnati nella promozione dell’attività fisica dovrebbero sostenere e diffondere la nuova Dichiarazione di Bangkok (Advocacy per l’attività fisica) creando progetti e interventi di promozione dell’attività fisica agendo su uno o più degli 8 obiettivi di sviluppo sostenibile, assegnati dalle Nazioni Unite a tutti i Paesi per il 2030, e richiamati dalla Dichiarazione di Bangkok.

La promozione dell’attività fisica fu già pubblicizzata nell’ambito del programma “Guadagnare Salute”.


Materiali utili:

– Traduzione in italiano del documento completo “La Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile (novembre 2016, traduzione italiana autorizzata, a cura di Università di Cagliari e Dors)” (PDF: 524 kb);
presentazione nella pagina dedicata del sito Dors;
– Documento originale sul sito dell’Ispah “The Bangkok Declaration on Physical Activity for Global Health and Sustainable development” – http://www.ispah.org/resources
– La “Carta di Toronto per l’attività fisica
– Documento “Investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica”


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De Motu Animalium

De Motu Animalium : onore a Giovanni Borelli per il suo contributo alle Scienze Motorie!

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

Correva l’Anno Accademico 1978/1979: venivo accettato a frequentare l’I.S.E.F. di Palermo – Istituto Superiore di Educazione Fisica di grado Universitario. Era considerato un grande privilegio, considerato il numero chiuso di studenti ammessi e la peculiarità esclusiva del corso.

De Motu Animalium-Giovanni Borelli-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaIl mio curriculum da atleta di interesse nazionale e il superamento delle prove di selezione a pieno titolo mi portarono a intraprendere il mio percorso professionale che, con grande soddisfazione, oggi costituisce la base del mio lavoro quotidiano.

Il primo grande ostacolo da superare nello studio di ogni giorno era l’Anatomia Umana e la Fisiologia, accompagnate da Antropologia e Antropometria, … e dalla Chinesiologia.

Il mio “Docente” di “Ginnastica Correttiva”, considerato una sorta di Santone perché aveva scritto diversi libri sull’argomento e per la sua rigidità professionale, era molto esigente e, dopo avermi spiegato una innumerevole serie di dettagli tecnici che pochi miei Colleghi di corso seppero raccogliere, mi indicò alcuni volumi da studiare.

Avevo Sete di Sapere, volevo Conoscere, … mi procurai con non pochi sacrifici economici tutti i libri indicatomi.

Un libro mi colpì in particolare poiché, in copertina, riproduceva delle stupende immagini del tardo 1600 che attrassero la mia attenzione.

Non esisteva internet ed erano pochi i mezzi per recepire documenti ma, con caparbietà e volontà, scoprii a chi apparteneva la mente che aveva elaborato quei disegni, pregiandomi di apprendere, da quei pochi tratti, informazioni professionali utilissime che ancora oggi uso nella pratica della mia attività professionale.

Da lì a poco avrei scoperto la rarità del volume originale, il suo costo esorbitante e le inconfutabili qualità del suo Autore!

 

De Motu Animalium : Avevo fatto la conoscenza dell’esimio Prof. Giovanni Alfonso Borelli!De Motu Animalium-Giovanni Alfonso Borelli-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

Era l’uomo, il genio del XVII secolo, che cercò di spiegare il movimento del corpo animale basandosi su principi meccanici, tentando di estendere all’ambito biologico il metodo di analisi geometrico-matematico elaborato da Galileo in ambito meccanico e per il quale si guadagnò il titolo di “Padre della iatromeccanica”.

 

Il Matematico che “inventò” la Biomeccanica dettando le basi della Chinesiologia

 

Borelli, considerato il fondatore della Fisiologia muscolare su basi meccanicistiche, parallelamente alle esperienze di Matematica e Fisica, si occupò di Anatomia e soprattutto di Fisiologia, esperienze che gli saranno di estremo aiuto per l’elaborazione del De Motu Animalium, sopratutto grazie all’applicazione del metodo sperimentale.

Il suo intento principale era quello di abbandonare l’empirismo cieco al fine di porre le basi della Medicina moderna e del nuovo movimento che diede vita alla Scuola Iatromatematica[15] divenuta poi iatromeccanica che postulava l’applicazione delle leggi fisiche per l’interpretazione di particolari fenomeni.

 

Il De Motu Animalium

 

De Motu Animalium-Giovanni Borelli-Chinesiologia-iatromeccanica-biomeccanica-ginnastica correttiva-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Il De Motu Animalium è l’ultimo grande contributo fornito da Borelli per la conoscenza scientifica poiché, mentre lavorava su quest’opera, fu colpito da una probabile polmonite che lo portò alla morte il 31 dicembre 1679.[20]
Poco prima di morire, Borelli raccomandò a B. Carlo Giovanni di Gesù la pubblicazione postuma del De Motu Animalium.

L’edizione completa del De Motu Animalium porta la data: Romae idibus Augusti 1680.

Ritengo che, a parte il manoscritto redatto in latino, l’impostazione della Fisiologia mio-fasciale è attuale e fornisce la Luce a chi si occupa di studiare la Chinesiologia e la vita.

La meccanica e la neurofisiologia muscolare descritta da Borelli è compatibile, per validità di impostazione e rigore metodologico sperimentale, con le teorie di William Harvey.

Borelli aveva esaminato attentamente con un serio ragionamento e con dimostrazione matematica il fenomeno del movimento, aveva concepito il pensiero che i fenomeni della vita si sintetizzano nel movimento e definì che i movimenti non possono sottrarsi alle leggi della meccanica: interpreta il corpo umano come una macchina che agisce ed opera in forza di leggi ben definite.

 

De Motu Animalium : I muscoli

 

Il De Motu Animalium si divide in due parti.

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Nella prima parte Borelli si sofferma sulla macroscopia dei muscoli e sullo studio meccanico del loro funzionamento, il motus externis.

Nella seconda parte dell’opera afferma che è l’anima la causa effettiva dei movimenti animali.

I muscoli sono gli organi del movimento, cioè i sistemi per mezzo delle quali la facoltà motrice dell’anima mette in movimento le articolazioni e le varie parti dell’animale.

Borelli afferma che i muscoli sono formati da tendini, carne, vene, arterie e nervi.

Dentro una membrana sono contenuti più fasci dalla forma di prismi triangolari, quadrangolari, esagonali.

Ogni fascio è costituito da fibrille tenute insieme da una sostanza gelatinosa.

Borelli studia, sulla base di concetti meccanici, i movimenti delle articolazioni quantificandone la forza e la resistenza dei muscoli.

Considera l’importanza del punto di inserzione del muscolo e calcola la potenza motrice che può esercitare.

Occupandosi della posizione statica, Borelli ebbe il merito di aver individuato, in corrispondenza dell’Osso iliaco, il centro di massa dell’uomo.

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Studiando la postura statica, Borelli asserì che le ossa dell’uomo funzionano come leve, le quali, per il fatto di essere collegate le une alle altre, formano delle colonne in grado di mantenere in equilibrio il peso del corpo, senza l’intervento dei muscoli, fino a quando però il centro di massa cade dentro la base d’appoggio.

Borelli dimostrò che la contrazione muscolare è sotto l’influenza del sistema nervoso prospettando le modalità della trasmissione dell’eccitamento nervoso.

Conclude la prima parte occupandosi della deambulazione dell’uomo, dell’andatura del quadrupede, della tecnica del salto e particolarmente del volo degli uccelli e del nuoto dei pesci.

Nella seconda parte dell’opera il Borelli prende in considerazione:

  • La causa effettiva del movimento muscolare;
  • La circolazione del sangue;
  • La meccanica cardiaca.

 

De Motu Animalium : Il movimento muscolare

 

Secondo Borelli la causa primitiva del movimento degli animali è l’anima.

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Con la morte dell’animale, l’anima non è più operante e l’organismo resta inerte e immobile.

Le sue idee erano incentrate nel pensare la vita relazionale come subordinata a quella psichica. Indicava un processo specifico che trasforma l’atto mentale in volontà e, successivamente, in movimento [28].

Per chiarire questo processo meccanico specifico richiama Aristotele: mette in evidenza l’anima in similitudine con lo spirito.

I muscoli, secondo la sua visione filosofica, sono macchine che, per assolvere la loro funzione, hanno bisogno di un mezzo originante dalla facoltà locomotrice dell’anima, raggiunge il muscolo attraverso i nervi, comanda la capacità di contrazione e di rilassamento.

Dimostra con semplici esperimenti che tagliando trasversalmente un muscolo, questo perde la facoltà di contrarsi, mentre l’articolazione rimane mobile: il muscolo agisce come un braccio di leva applicato sull’articolazione e il movimento non è legato all’articolazione stessa.[29]

Successivamente confuta ogni ipotesi sul movimento muscolare, dimostrando con argomentazioni sperimentali la loro insostenibilità:

Il movimento muscolare è dato da una naturale facoltà incorporea;

Il movimento dipende da umori (teoria umorale di Ippocrate di Coo) o del sangue che penetra nelle porosità dei muscoli;

La contrazione avviene per la violenza del sangue spinto nel cuore.

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De Motu Animalium : La circolazione del sangue

 

Occupandosi del movimento del sangue, Borelli osserva che il cuore non agisce con continuità sebbene il sangue circoli continuamente nel corpo dell’animale senza pause tra una pulsazione e l’altra.

Borelli osserva che il sangue non può passare direttamente dalle arterie nelle venule perché non ci sono anastomosi e anche perché l’impulso cardiaco a quel livello è molto debole.

Escogita un spiegazione meccanica: il sangue passa dalle arterie nelle vene allo stesso modo con cui le spugne, i filtri e le corde si imbevono quando sono immersi in acqua.

Il ritorno venoso al cuore è possibile grazie all’azione delle fibre circolari delle vene, all’azione di compressione dei muscoli e alla presenza di valvole venose che impediscono il reflusso.[30]

De Motu Animalium : La meccanica del cuore

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Borelli afferma che il cuore può espellere il sangue durante la sistole, poiché le fibre cardiache esplicano la loro azione, non accorciandosi ma resistendo alla dilatazione ed esattamente come già aveva fatto con altri muscoli, calcola la forza che il muscolo cardiaco esercita durante la contrazione: ricorrendo a degli artifici, considera nell’impostazione del lavoro sia la velocità che la massa di sangue in movimento e conclude che questa forza è equivalente a 3000 libbre, meritando ( a prescindere dall’esattezza dei risultati) di essere considerato il “Padre della moderna Fisiologia Umana”.

Borelli affermava che, la causa della contrazione cardiaca, anche se non è soggetta all’azione della volontà, avviene come tutti gli altri muscoli per la fermentatio e la ebullitio che si determina al momento del contatto tra il succo nervoso e il sangue.[31]
Non avendo conoscenza del funzionamento del sistema nervoso all’interno del cuore, Borelli fornisce una spiegazione dell’automatismo cardiaco e afferma che, all’inizio, gli stimoli vengono promossi dalla volontà, successivamente, diventano automatici, così come accade per altri movimenti (per esempio quello delle palpebre).[32]


Immagini usate nell’articolo:

 

Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=110780
https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium-par.asp
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
https://www.gonnelli.it/it/asta-0011-1/borelli-giovanni-alfonso-de-motu-animalium—.asp
https://www.nlm.nih.gov/exhibition/horse/hor_borelli_mechanics2.html
https://www.milestone-books.de/pages/books/1738/giovanni-alfonso-borelli/de-motu-animalium-opus-posthumum
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Bibliografia e note di riferimento

 

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  48. Pazzini A. – La medicina nella storia, nell’arte, nel costume. (1970).
  49. Questo testo proviene in parte dalla relativa vocedel progetto Mille anni di scienza in Italia, opera del Museo Galileo. Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
  50. https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Alfonso_Borelli
  51. Wikisource contiene una pagina dedicata a Giovanni Alfonso Borelli
  52. Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giovanni Alfonso Borelli
  53. (EN) John J. O’Connor e Edmund F. Robertson, Giovanni Alfonso Borelli, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
  54. Borèlli, Giovanni Alfonso, in it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 4 agosto 2014