Articoli

SINDROME DELL’ OVAIO POLICISTICO-PCOS-ESERCIZIO FISICO ADATTATO-Dott. Simone Meli-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Incontinenza urinaria da sforzo : prevenzione e rieducazione

L’incontinenza urinaria può essere causata da una disfunzione vescicale o sfinterica ed è definita come la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra.incontinenza-prolasso-vescica-utero-ano-ginnastica pelvica-disfunzione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

È vista come una grave problematica largamente trascurata, al punto da comportare considerevoli conseguenze psico-sociali ed igieniche suscitando imbarazzo, isolamento e depressione. Pertanto, solo una minoranza sparuta di donne incontinenti chiedono una consulenza specialistica o un intervento rieducativo.

Un aiuto per le donne, attraverso la ginnastica preventiva e adattata, è mirato alla rieducazione del piano perineale.

Cause dell’incontinenza urinaria

 

L’incontinenza dipendente dalla vescica (urgenza), può essere dovuta a:

– instabilità;

– ridotta distensibilità;

– capacità inferiore alla norma;

– svuotamento incompleto (iscuria paradossa).

L’incontinenza dipendente dallo sfintere (da sforzo) può essere causata da un’alterata posizione anatomica di un’unità sfinterica intatta, oppure, da una disfunzione intrinseca dello sfintere associata, o meno, ad un’anomalia anatomica. Questo tipo di incontinenza urinaria è conseguente ad un improvviso aumento della pressione intra-addominale.

La bibliografia scientifica presenta diverse classificazioni basate principalmente su aspetti anatomici, urodinamici e radiologici.

Nella donna è determinata da una delicata sinergia di forze bio-meccaniche che pongono in equilibrio la pressione di chiusura dell’uretra, la sua lunghezza funzionale ed anatomica, l’abilità del pavimento della pelvi ad aumentare la pressione uretrale al momento dello sforzo e l’adeguata localizzazione anatomica dell’unità sfinterica.

Il sostegno anatomico del collo vescicale e dell’uretra prossimale, normalmente, permettono un’adeguata trasmissione dell’aumento della pressione intra-addominale verso la zona di continenza. In presenza di un’uretra intrinsecamente intatta, con un’adeguata superficie di mucosa e con un’efficace meccanismo di contrazione riflessa, in caso di tosse o di uno sforzo, si instaura un meccanismo di perfetta continenza.

L’uso di esercizi coinvolgenti il pavimento pelvico fu descritto inizialmente da Arnold Kegel negli Stati Uniti d’America del 1947; si basano sulla contrazione volontaria ripetuta dei muscoli pelvici (essenzialmente vaginali e perineali) che, così, migliorano il loro tono/trofismo a riposo e indicono un controllo globale sulla loro contrazione riflessa durante gli aumenti della pressione intra-addominale determinata in caso di tosse, sternuti o sotto sforzo.

La semplice ginnastica del pavimento pelvico, condotta in seno ad un programma rieducativo sia in regime isotonico che isometrico, (assistita o assistita-guidata) progressivamente, migliora il sostegno uretrale ed il meccanismo di chiusura sfinterico durante le manovre da sforzo e, di conseguenza, riduce la perdita di urina, rivestendo un ruolo di importanza primario nella gestione della disfunzione di incontinenza urinaria da sforzo di tipo pura.

Rieducazione funzionale e Attività Fisica Adattata

La bibliografia riferisce che il trattamento combinato con tecniche di normalizzazioni del bacino e manipolazioni viscerali, l’uso del bio-feedback vaginale (con o senza stimolazione elettrica – o – biofeedback electrical stimulation – BES), l’utilizzo di coni vaginali a pesi crescenti, forniscono la combinazione che dà migliori risultati, con tassi di miglioramento che, nelle statistiche scientifiche, si attestano dal 73% al 97%.

La nostra esperienza con l’Attività Fisica Adattata

Il trattamento con A.F.A. – Attività Fisica Adattata – richiede tempi di almeno 3 mesi; i successi maggiori si ottengono maggiormente nelle donne giovani e si evidenziano miglioramenti nella media età con una progressiva deficienza che aumenta con il progredire della senescenza. La percentuale di successo di questi esercizi dipende dalla gravità dell’incontinenza e dalle condizioni psico-fisiche. I soggetti con sintomi lievi migliorano di più e meglio rispetto a quelle con sintomatologia più grave e che sono anche obese o in sovrappeso ponderale.

incontinenza-prolasso-vescica-utero-ano-ginnastica pelvica-disfunzione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Obiettivi del trattamento

 

Gli obiettivi da raggiungere in un piano di trattamento del pavimento pelvico disfunzionale ed incontinente sono:

1 – correggere le cattive abitudini acquisite per prevenire la perdita di urina;

2 – stabilire una adeguata consapevolezza della funzione dei muscoli pubo-coccigei e della parete addominale;

3 – aumentare la contrattilità tonica e fasica dei muscoli pelvici e peri-anali conferendo un controllo globale dei muscoli psoas iliaci e della nutazione del bacino.

4 – potenziare le capacità sensitivo-afferenti dei propriocettori mio-fasciali del piano perineale e dei tenso-recettori vescicali.

Semplici regole, spiegate al soggetto in trattamento che viene posto in posizione ginecologica, conferiscono una coscienza dell’attività del piano perineale e consentono di monitorare la tonicità perineale (generalmente, ciò avviene tramite la palpazione dei muscoli).

Semplici esercizi per il rinforzo analitico del pavimento pelvico, quali la contrazione dello sfintere anale, l’elevazione dell’ano da seduti e l’utilizzo della sinergia adduttoria con il pavimento pelvico, esercizi di rilassamento con respirazione diaframmatica, consentono di definire un miglioramento della capacità di contenzione delle urine.

Semplicità, facilità di apprendimento e potenziamento del pavimento pelvico, consentono l’utilizzo delle tecniche su tutte le donne collaboranti e motivate, affette da incontinenza urinaria da sforzo.

Inoltre, esercizi ripetuti con cadenza quotidiana, eseguiti con regolarità e costanza durante l’arco della giornata, aiutano la donna con problematiche minzionali a risolvere meglio e in breve tempo questi disagi funzionali consentendo una migliore qualità di vita ed una buona integrazione sociale.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810

Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Bibliografia

 1. Kegel A.H.: Stress incontinence and genital relaxation. CIBA Clinic Symposia 4: 35-51, 1952.
2. Mugelli C., Fulgini P., Mayer F., Mencarelli M. A., Dardi O., Galli T., Benvenuti F.: Rehabilitation in genuine stress incontinence: a comparison between techniques to improve awareness of function of pelvic floor muscles. Urodinamica 2: 285-286, 1992;
3. Burgio K.L., RobinsonJ.C., Engel B.T.: The role of biofeedback in Kegel exercise training for stress urinary incontinece. Am. J. obstet. Gynecol. 154: 58-64, 1986;
4. Benvenuti, F., caputo G.M., Bandinelli S., Mayer F., Biagini C., Sommavilla A.: Re-education treatment of female genuine stress incontinence. Am. J. Physiol. Med. 66: 155-168, 1987;
5. Di Benedetto P. : Il trattamento fisio-riabilitativo dell’incontinenza urinaria femminile. Eur. Med. Phys. 23:193; 1987;
6. Herzog a:R., Wem N.H., Normolle D.P., et al.: methods used to manage urinary incontinence by older adults in the comunity. j. am. Geriatt. Soc. 17(4), 339-347, 1989;
7. Mitteness L.: Knowledge and beliefs about urinary incontinence in adulthood and old age. J. Am. Geriatr. Soc., 38: 374-378, 1990;
8. Ouslander j. G., Kane R. L. and Brass I.B.: urinary incontinence in elderly nursing home patients. JAMA, 248: 1194-1198, 1982,
9. Herzog A.R., Diokno A.C., and Bulz N.H.: Urinary Incontinence. Medical and psychosocial aspects. Ann. rev. Gerontol. Geriatt. 9:74, 119, 1989;
10. Wyman J.F., Harkins S.W., Fantl J.A.. Psychosocial impact of urinary incontinence in the community-dwelling population. J. Am. Geriatr. soc., 38: 282-288, 1990.