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Ipertensione arteriosa: a Catania l’Attività Fisica Adattata può combattere la pressione alta!

Ipertensione sanguigna: l’attività fisica adattata può abbassare la pressione alta!

Prof. Carmelo Giuffrida

 

Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’attività fisica moderata e costante mantiene attivo l’organismo e favorisce il controllo del peso corporeo. Inoltre, contribuisce notevolmente a ridurre i valori pressori e a potenziare le performance fisiche, poiché si incrementano progressivamente le capacità di tollerare gli sforzi.

La presenza di una pressione arteriosa sistolica >140 mmHg e/o una pressione arteriosa diastolica >90 mmHg, in soggetti adulti che non assumono farmaci antipertensivi,  definisce  un importante fattore di rischio cardio-vascolare: l’ipertensione arteriosa (1 -2 – 3).

Il rischio cardiovascolare globale definisce la presenza di più fattori di rischio e/o di patologie d’organo associate. Queste, infatti, sono capaci di interagire con il rischio derivante dagli elevati valori di pressione arteriosa. Si configura un rischio assoluto di eventi cardio-vascolari primari (infarto miocardico, ictus cerebri, ecc.) superiore rispetto a quello che si avrebbe dalla somma matematica dei singoli fattori di rischio (2 – 3).

L’idoneità ad attività sportive di tipo agonistico, quindi, non può essere concessa a un soggetto iperteso con rischio cardiovascolare globale alto o molto alto (1).

L’attività fisica regolare e continuata nel trattamento del soggetto iperteso offre, però, la possibilità e/o la necessità di utilizzare questo particolare “farmaco” con ottimi effetti positivi.  

 

Ipertensione sanguigna: Benefici indotti dall’esercizio fisico contro la pressione alta!

Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sono di indubbio beneficio sia nel soggetto con ipertensione arteriosa giovane quanto e, soprattutto, nel soggetto anziano.

In sintesi, l’attività fisica adattata di intensità moderata è in grado di ridurre di 5-7 mmHg i valori di pressione arteriosa sistolica e di 3-5 mmHg la pressione diastolica. Per inciso, presenta un’efficacia prossima a quella di un trattamento farmacologico monoterapico (4 – 5).

Per precisione, oltre a migliorare la qualità di vita, l’allenamento determina un aumento della funzionalità cardio-polmonare e della forza muscolare. Ovviamente, si acquisisce una maggior capacità di svolgere le attività quotidiane.

Una corretta programmazione dell’attività motoria somministrata al soggetto iperteso, infatti, produce effetti benefici capaci di ridurre il profilo di rischio cardio-vascolare globale:

  • riduzione della massa ventricolare sinistra;
  • decremento della rigidità arteriosa;
  • miglioramento della funzione endoteliale;
  • miglioramento dell’assetto metabolico e coagulativo;
  • riduzione del peso corporeo (6 – 7 – 8).

 

Ipertensione sanguigna: Rischi dell’esercizio in presenza di pressione alta!

 

Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

Nella pianificazione di un allenamento ben condotto occorre una adeguata valutazione funzionale iniziale. In una parola, questa dev’essere basata sull’esecuzione di un test ergometrico e di un eco-cardiogramma.

Se il soggetto viene studiato bene e la pianificazione dell’Attività Fisica Adattata è adeguata, gli eventi cardiovascolari primari sono estremamente rari.

In ogni caso, devono essere tenuti presenti dal Medico prescrittore tutte le possibili variabili.

In particolare, questo Specialista deve considerare i rischi di un’attività fisica troppo intensa e priva di progressività. Ciò, in funzione del fatto che, gli ipertesi praticanti esercizio fisico strenuo, statisticamente presentano un aumento di eventi coronarici rispetto ai normotesi (9).

Di conseguenza, i soggetti non possono essere affidati a improvvisati “professionisti del fai da te” o avviati a occasionali inviti del tipo: “Vada in palestra”!

 

Ipertensione sanguigna: Attività fisica e terapia antipertensiva contro la pressione alta

Il farmaco antipertensivo ideale nel soggetto iperteso che pratica attività motoria dovrebbe soddisfare 3 essenziali requisiti:

  • essere efficace anche durante lo sforzo, oltre che a riposo;
  • non compromettere la performance;
  • non indurre rischi aggiuntivi.

I betabloccanti, pur essendo efficaci, determinano una riduzione della performance variabile a seconda della cardio-selettività e dell’attività simpatico-mimetica intrinseca (10). Ciò, soprattutto per una riduzione della frequenza cardiaca durante lo sforzo.Ipertensione arteriosa-Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Il carvedilolo, betabloccante che possiede anche un’azione alfa1-bloccante, presenta caratteristiche intermedie tra la doxazosina e i betabloccanti anche se, durante lo sforzo, sembra prevalere l’effetto betabloccante (10).

In sintesi, i diuretici sono farmaci efficaci. Per riassumere, soprattutto nelle attività fisiche di resistenza, possono comportare il rischio di ipo-potassiemia, riduzione della perfusione muscolare, rabdo-mio-lisi e aritmie cardiache (10).

I farmaci antiadrenergici centrali (clonidina, alfa-metildopa), invece, non hanno dimostrato di possedere una chiara azione antipertensiva durante lo sforzo e, in ogni caso, la loro scarsa tollerabilità ne limita l’impiego, soprattutto nei giovani (10).

 

ACE-inibitori, inibitori dell’angiotensina II, calcio-antagonisti e doxazosina associati All’attività Fisica Adattata restituiscono soddisfacente efficacia anti-ipertensiva senza ridurre la performance soggettiva!

 

Qual’è il farmaco ideale nel soggetto che pratica esercizio fisico, con ipertensione arteriosa senza altre co-morbilità (quali malattia coronarica e/o scompenso cardiaco)? Sicuramente, è rappresentato dagli ACE-inibitori, gli inibitori dell’angiotensina II, i calcio-antagonisti e la doxazosina. In conclusione, essendo dotati di una soddisfacente efficacia anti-ipertensiva anche durante l’esercizio, i farmaci di queste classi, non riducono la performance soggettiva.

Gli inibitori dell’angiotensina II, sembra che siano, anche, in grado di migliorare la funzione diastolica durante sforzo. Pertanto, a questo particolare meccanismo, sarebbe attribuibile il miglioramento della performance fisica osservabile negli ipertesi che utilizzano questa classe di farmaci (11 – 12).

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Ipertensione sanguigna e Attività Fisica Adattata: Raccomandazioni quando c’è la pressione alta!

 

Per essere precisi, un allenamento di tipo aerobico restituisce concreti benefici sull’abbattimento dei valori pressori (13). Nel contesto di un’attività fisica adattata, dopo un periodo di riabilitazione cardiaca, deve essere svolta per non meno di 3 volte/settimana.

Nella periodizzazione dell’allenamento è possibile prevedere anche esercizi basati sulla potenza muscolare per 2-3 volte/settimana (14). Al fine di risultare efficaci, i micro-cicli debbono svolgersi ad un’intensità lieve-moderata, valutati sulla base della frequenza cardiaca massimale ottenuta ad un test ergometrico preliminare di tipo valutativo-funzionale, eseguito con l’abituale terapia farmacologica assunta dal soggetto.

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Precisazione: la terapia farmacologica dell’ipertensione arteriosa deve essere modificata in presenza di attività fisica adattata

 

Durante il test ergometrico, valori tensivi >240/115 mmHg sono ritenuti a rischio. Pertanto, nei soggetti con tale risposta pressoria patologica, si dovrà modificare opportunamente la terapia farmacologica. Di conseguenza, va prescritta un’attività fisica di lieve intensità.

Per i soggetti con cardiopatia ipertensiva significativa, (per i sedentari, obesi ed anziani), si stabilisce un allenamento programmato con esercizi di tipo aerobico. In particolare, la frequenza cardiaca di allenamento utilizzata oscillerà tra il 40% e il 60% di quella massimale. Pertanto, si insiste maggiormente, nelle prime fasi di allenamento, su esercizi a bassa intensità finalizzati al recupero della mobilità articolare.

Per tutti gli altri soggetti che si approcciano all’Attività Fisica Adattata, tutto sommato, le frequenze cardiache di allenamento verranno mantenute tra il 70-85% di quella massimale.

 

Valori pressori elevati:
sessioni di attività fisica adattata appositamente calibrate per contrastare l’ipertensione sanguigna

 

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In conclusione, il micro-ciclo sarà periodizzato con almeno 10-12 minuti di condizionamento organico (warm up). Di seguito, verrà somministrata una parte centrale con un plateau di lavoro aerobico fissato in almeno 30 minuti effettivi per gli esercizi di resistenza. Infine, seguiranno almeno 10-12 minuti di defaticamento (warm out – cool down).

Gli esercizi saranno organizzati con 10-12 ripetizioni sia per gli arti superiori che per gli arti inferiori. Le ripetizioni, perciò, si estendono fino a un max di 20 successioni in fase più avanzata.

Inoltre, si deve lasciare ampio spazio al recupero funzionale che deve essere completo, separando ogni serie con almeno 1 minuto di riposo.

Quindi, il micro-ciclo deve essere compreso in una logica macro-ciclica che preveda un training in ambiente adeguatamente specializzato per 2-3 volte/settimana.

Pertanto, al fine di incrementare le resistenze periferiche nell’allenamento di potenza, si utilizza la riduzione del carico a fronte di un contestuale aumento del numero di ripetizioni.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Bibliografia di riferimento

 

1 – Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005; 6:661-702.

2 – Guidelines Subcommittee. 1999 World Health Organization- International Society of Hypertension guidelines for the management of hypertension. J Hypertens 1999; 17: 151-183.

dopodichè,

3 – Mancia G, De Backer G, Dominiczak A, et al. 2007 Guidelines for the management of arterial hypertension. The Task Force for the Management of Arterial Hypertension of the European Society of Hypertension (ESH) and of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J 2007; 28: 1462-1536.

ancora di più,

4 – Kokkinos PF, Narayan P, Papademetriou V. Exercise as hypertension therapy. Cardiol Clin 2001; 19: 507-516.

5 – Dickinson HO, Mason JM, Nicolson DJ, et al. Lifestyle interventions to reduce raised blood pressure: a systematic review of randomized controlled trials. J Hypertens 2006; 24:215-233.

6 – Kokkinos PF, Narayan P, Colleran JA, et al. Effects of regular exercise on blood pressure and left ventricular hypertrophy in African-American men with severe hypertension. N Engl J Med 1995; 333: 1462-1467.

in sintesi,

7 – Niebauer J, Cooke JP. Cardiovascular effects of exercise: role of endothelial shear stress. J Am Coll Cardiol 1996; 28:1652-1660.

8 – Leon AS, Connett J, Jacobs DR Jr, Rauramaa R. Leisure-time physical activity levels and risk of coronary heart disease and death. The Multiple Risk Factor Intervention Trial. JAMA 1987; 258: 2388-2395.

 

Per riassumere, ulteriore Bibliografia di riferimento:

9 – Shaper AG, Wannamethee G, Walker M. Physical activity, hypertension and risk of heart attack in men without evidence of ischaemic heart disease. J Hum Hypertens 1994; 8:3-10.

10 – D’Este D. Effetti sulla capacità fisica e sulla performance cardiaca dei farmaci cardiovascolari nell’iperteso. Sports Cardiology 2001; 2: 23-27.

11 – Cuocolo A, Storto G, Izzo R, et al. Effects of valsartan on left ventricular diastolic function in patients with mild or moderate essential hypertension: comparison with enalapril. J Hypertens 1999; 17 (Pt 2): 1759-1766.

12 – Warner JG Jr, Metzger DC, Kitzman DW, Wesley DJ, Little WC. Losartan improves exercise tolerance in patients with diastolic dysfunction and a hypertensive response to exercise. J Am Coll Cardiol 1999; 33: 1567-1572.

Inoltre,

13 – American College of Sports Medicine Position Stand. The recommended quantity and quality of exercise for developing and maintaining cardiorespiratory and muscular fitness, and flexibility in healthy adults. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 975-991.

come punto finale,

14 – Pollock ML, Franklin BA, Balady GJ, et al. AHA Science Advisory. Resistance exercise in individuals with and without cardiovascular disease: benefits, rationale, safety, and prescription. An advisory from the Committee on Exercise, Rehabilitation, and Prevention, Council on Clinical Cardiology, American Heart Association. Circulation 2000; 101:828-833.

nel complesso,

15 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) – Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC): 14. L’esercizio fisico nel paziente iperteso – ANTONINO DE FRANCESCO, RICCARDO GUGLIELMI, FRANCESCO PERTICONE, DANIELE D’ESTE – G Ital Cardiol 2007; 8 (11): 681-731

 

 

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Ipertensione arteriosa: a Catania l’Attività Fisica Adattata può combattere la pressione alta!

Ipertensione: l’attività fisica adattata può combattere la pressione alta e aiutare l’iperteso!

Prof. Carmelo Giuffrida

 

L’attività fisica moderata e costante (mantenendo attivo l’organismo e favorendo il controllo del peso corporeo) contribuisce notevolmente a ridurre i valori pressori e a potenziare le performance fisiche poiché si incrementa progressivamente la capacità di tollerare gli sforzi.

 

Chi è l’iperteso che necessita di Attività Fisica Adattata?

 

La presenza di una pressione arteriosa sistolica >140 mmHg e/o una pressione arteriosa diastolica >90 mmHg in soggetti adulti che non assumono farmaci antipertensivi definisce, per inciso, un importante fattore di rischio cardio-vascolare: l’ ipertensione arteriosa (1 -2 – 3).

 

Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaIn accordo con le linee guida della WHO-ISH, nel soggetto adulto viene considerato valore ideale  <120/80 mmHg; nei soggetti in età evolutiva, il limite tra normotensione e ipertensione deve mostrare valori inferiori a quelli segnalati per l’adulto, considerando un progressivo avvicinamento al valore ideale con l’aumentare dell’età (2).

L’idoneità ad attività sportive di tipo agonistico, quindi, non può essere concessa a un soggetto iperteso con rischio cardiovascolare globale alto o molto alto (1).

L’attività fisica regolare e continuata nel trattamento del soggetto iperteso offre, però, la possibilità e/o la necessità di utilizzare questo particolare “farmaco” con ottimi effetti positivi.  

 

Ipertensione: Benefici indotti dall’esercizio fisico all’iperteso

 

Gli effetti dell’esercizio fisico sono di indubbio beneficio sia nel soggetto con ipertensione arteriosa giovane quanto e, soprattutto, nel soggetto anziano.Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

L’attività fisica di intensità moderata è in grado di ridurre di 5-7 mmHg i valori di pressione arteriosa sistolica e di 3-5 mmHg la pressione diastolica. Perciò, presenta un’efficacia prossima a quella di un trattamento farmacologico monoterapico (4 – 5).

Oltre a migliorare la qualità di vita, l’allenamento determina un aumento della funzionalità cardio-polmonare e della forza muscolare (con una maggior capacità di svolgere le attività quotidiane).

Ad ogni modo, una corretta programmazione dell’attività motoria somministrata al soggetto iperteso produce effetti benefici capaci di ridurre il profilo di rischio cardio-vascolare globale:

  • riduzione della massa ventricolare sinistra;
  • decremento della rigidità arteriosa;
  • miglioramento della funzione endoteliale;
  • miglioramento dell’assetto metabolico e coagulativo;
  • riduzione del peso corporeo (6 – 7 – 8).

 

Ipertensione: Rischi dell’esercizio fisico

 

In una pianificazione di allenamento ben condotto e con una adeguata valutazione funzionale iniziale basata sull’esecuzione di un test ergometrico e di un eco-cardiogramma, gli eventi cardiovascolari primari sono estremamente rari. Comunque, devono essere tenuti presenti dal Medico prescrittore che deve considerare i possibili rischi di un’attività fisica troppo intensa e priva di progressività.  In ogni caso, vanno considerati in funzione del fatto che, gli ipertesi praticanti esercizio fisico strenuo, statisticamente presentano un aumento di eventi coronarici rispetto ai normotesi (9).

 

Ipertensione: Attività fisica se c’è una elevata pressione arteriosa  associata a terapia antipertensiva

Il farmaco antipertensivo ideale nel soggetto iperteso che pratica attività motoria dovrebbe, come tale, soddisfare 3 essenziali requisiti:

  • essere efficace anche durante lo sforzo, oltre che a riposo,
  • non compromettere la performance,
  • non indurre rischi aggiuntivi.

I betabloccanti, pur essendo efficaci, determinano una riduzione della performance variabile a seconda della cardio-selettività e dell’attività simpatico-mimetica intrinseca (10). E ciò, soprattutto, per una riduzione della frequenza cardiaca durante lo sforzo.Ipertensione-Iperteso-pressione alta-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Il carvedilolo, betabloccante che possiede anche un’azione alfa1-bloccante, presenta caratteristiche intermedie tra la doxazosina e i betabloccanti, anche se durante lo sforzo sembra prevalere l’effetto betabloccante (10).

I diuretici sono farmaci efficaci ma, soprattutto nelle attività fisiche di resistenza, possono comportare il rischio di ipo-potassiemia, riduzione della perfusione muscolare, rabdo-mio-lisi e aritmie cardiache (10).

I farmaci antiadrenergici centrali (clonidina, alfa-metildopa) non hanno dimostrato di possedere una chiara azione antipertensiva durante lo sforzo. In ogni caso, la loro scarsa tollerabilità ne limita l’impiego, soprattutto nei giovani (10).

Il farmaco ideale nel soggetto con ipertensione arteriosa senza altre co-morbilità (quali malattia coronarica e/o scompenso cardiaco) che pratica esercizio fisico, è rappresentato dagli ACE-inibitori, gli inibitori dell’angiotensina II, i calcio-antagonisti e la doxazosina. Essendo dotati di una soddisfacente efficacia anti-ipertensiva anche durante l’esercizio, i farmaci di queste classi, non riducono la performance soggettiva.

Gli inibitori dell’angiotensina II, sembra che siano anche in grado di migliorare la funzione diastolica durante sforzo per cui, a questo particolare meccanismo, sarebbe attribuibile il miglioramento della performance fisica osservabile negli ipertesi che utilizzano questa classe di farmaci (11 – 12).

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Ipertensione: Raccomandazioni in presenza di elevata pressione arteriosa

 

In altre parole, l’allenamento di tipo aerobico per non meno di 3 volte/settimana restituisce concreti benefici sull’abbattimento dei valori pressori (13).

Nella periodizzazione dell’allenamento è possibile prevedere anche esercizi basati sulla potenza muscolare per 2-3 volte/settimana (14). Al fine di risultare efficaci, i micro-cicli debbono svolgersi ad un’intensità lieve-moderata. Inoltre, debbono essere valutati sulla base della frequenza cardiaca massimale ottenuta ad un test ergometrico preliminare di tipo valutativo-funzionale. Per precisione, il test deve essere eseguito con l’abituale terapia farmacologica assunta dal soggetto.

Ipertensione-Iperteso-cardiologia-Attività fisica-adattata-esercizio fisico-adattato-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4Durante il test ergometrico, valori tensivi >240/115 mmHg sono ritenuti a rischio e, pertanto, nei soggetti con tale risposta pressoria patologica, si dovrà modificare opportunamente la terapia farmacologica e prescritta un’attività fisica di lieve intensità.

Per i soggetti con cardiopatia ipertensiva significativa, per i sedentari e gli obesi, per gli anziani, in realtà, si stabilisce un allenamento programmato con esercizi di tipo aerobico. In particolare, la frequenza cardiaca di allenamento è compresa tra il 40% e il 60% di quella massimale. Nelle prime fasi di allenamento, in ogni caso, è utile insistere maggiormente su esercizi a bassa intensità finalizzati al recupero della mobilità articolare. Mentre, per tutti gli altri soggetti, le frequenze cardiache di allenamento verranno mantenute tra il 70-85% di quella massimale.

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Ipertensione: quando in realtà, sessioni di attività fisica appositamente calibrate in presenza di elevata pressione arteriosa, possono fornire migliore efficienza!

 

Per la precisione, il micro-ciclo sarà periodizzato con almeno 10-12 minuti di condizionamento organico (warm up). Viene seguito da una parte centrale, con un plateau di lavoro aerobico fissato in almeno 30 minuti effettivi per gli esercizi di resistenza, seguiti da almeno 10-12 minuti di defaticamento (warm out – cool down).

Gli esercizi di potenza saranno organizzati con 10-12 ripetizioni (fino a un max di 20 ripetizioni in fase più avanzata). Ciò, sia per gli arti superiori che per gli arti inferiori. Pertanto, questa impostazione lascia ampio spazio al recupero funzionale che deve essere completo, separando ogni serie da almeno 1 minuto di riposo.

Quindi, il micro-ciclo deve essere compreso in una logica macro-ciclica che preveda un training in ambiente adeguatamente specializzato per 2-3 volte/settimana.

Al fine di incrementare le resistenze periferiche nell’allenamento di potenza si utilizza la riduzione del carico a fronte di un contestuale aumento del numero di ripetizioni.


CONTATTI

In particolare, se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Bibliografia di riferimento

 

1 – Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005; 6:661-702.

2 – Guidelines Subcommittee. 1999 World Health Organization- International Society of Hypertension guidelines for the management of hypertension. J Hypertens 1999; 17: 151-183.

3 – Mancia G, De Backer G, Dominiczak A, et al. 2007 Guidelines for the management of arterial hypertension. The Task Force for the Management of Arterial Hypertension of the European Society of Hypertension (ESH) and of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J 2007; 28: 1462-1536.

4 – Kokkinos PF, Narayan P, Papademetriou V. Exercise as hypertension therapy. Cardiol Clin 2001; 19: 507-516.

5 – Dickinson HO, Mason JM, Nicolson DJ, et al. Lifestyle interventions to reduce raised blood pressure: a systematic review of randomized controlled trials. J Hypertens 2006; 24:215-233.

inoltre, in alternativa:

6 – Kokkinos PF, Narayan P, Colleran JA, et al. Effects of regular exercise on blood pressure and left ventricular hypertrophy in African-American men with severe hypertension. N Engl J Med 1995; 333: 1462-1467.

7 – Niebauer J, Cooke JP. Cardiovascular effects of exercise: role of endothelial shear stress. J Am Coll Cardiol 1996; 28:1652-1660.

8 – Leon AS, Connett J, Jacobs DR Jr, Rauramaa R. Leisuretime physical activity levels and risk of coronary heart disease and death. The Multiple Risk Factor Intervention Trial. JAMA 1987; 258: 2388-2395.

 

Ulteriore Bibliografia di riferimento, relativa all’ipertensione arteriosa:

 

9 – Shaper AG, Wannamethee G, Walker M. Physical activity, hypertension and risk of heart attack in men without evidence of ischaemic heart disease. J Hum Hypertens 1994; 8:3-10.

10 – D’Este D. Effetti sulla capacità fisica e sulla performance cardiaca dei farmaci cardiovascolari nell’iperteso. Sports Cardiology 2001; 2: 23-27.

11 – Cuocolo A, Storto G, Izzo R, et al. Effects of valsartan on left ventricular diastolic function in patients with mild or moderate essential hypertension: comparison with enalapril. J Hypertens 1999; 17 (Pt 2): 1759-1766.

12 – Warner JG Jr, Metzger DC, Kitzman DW, Wesley DJ, Little WC. Losartan improves exercise tolerance in patients with diastolic dysfunction and a hypertensive response to exercise. J Am Coll Cardiol 1999; 33: 1567-1572.

13 – American College of Sports Medicine Position Stand. The recommended quantity and quality of exercise for developing and maintaining cardiorespiratory and muscular fitness, and flexibility in healthy adults. Med Sci Sports Exerc 1998; 30: 975-991.

in particolare, altra Bibliografia di riferimento all’ipertensione arteriosa:

14 – Pollock ML, Franklin BA, Balady GJ, et al. AHA Science Advisory. Resistance exercise in individuals with and without cardiovascular disease: benefits, rationale, safety, and prescription. An advisory from the Committee on Exercise, Rehabilitation, and Prevention, Council on Clinical Cardiology, American Heart Association. Circulation 2000; 101:828-833.

Per quanto riguarda le linee guide, inoltre:

15 – Linee guida – La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico – Documento di Consenso della Task Force Multisocietaria Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) – Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC Sport) – Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri (ANCE) – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR) – Società Italiana di Cardiologia (SIC):

14.L’esercizio fisico nel paziente iperteso – ANTONINO DE FRANCESCO, RICCARDO GUGLIELMI, FRANCESCO PERTICONE, DANIELE D’ESTE – G Ital Cardiol 2007; 8 (11): 681-731

 

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