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3 Squadre – il Metodo e principio della globalità di Mezieres a Catania: Riflessioni di uno Studioso su Les Trois Equerrese ! Un taglio innovativo …

3 Squadre e principio della globalità del “Metodo Mezieres”, Les Trois Equerres: un taglio innovativo, non aggressivo, armonico che, ancora oggi, affianca le Scienze del Movimento e le tecniche per la prevenzione dei vizi posturali.3 Squadre-Mezieres-Metodo Mézierés-Ginnastica-Esercizi-Palestra-Tre Squadre-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

E’ un valido metodo che educa a comportamenti somatici corretti dal punto di vista ergonomico e biomeccanico sfruttando contrazioni eccentriche controllate e il corretto atto respiratorio.

Si intuiva il concetto di “Catena Muscolare”per cui i muscoli poli-articolari posteriori, sovrapposti tra loro, agiscono come gli anelli di una unica “catena” che si mette in tensione ai suoi capi!

Françoise Mézières evidenziò 4 catene mio-fasciali descritte come costantemente ipertoniche e retratte:

  • posteriore;
  • antero-interiore;
  • brachiale anteriore;
  • anteriore nucale.

Françoise Mézières, così come fa ogni studioso dell’argomento, mise in relazione le sue osservazioni con la Filosofia dell’argomento e si rese conto che un corpo di forma normale non sfugge alle leggi dell’armonia dell’universo e corrisponde alle proporzioni della SEZIONE AUREA.

Intuì che la forma delle articolazioni dell’apparato locomotore condiziona il movimento e la funzione: ne deriva che, più la forma anatomica delle strutture mio-fasciali si avvicina alla normalità per effetto dell’allungamento mio-tensivo (normalizzazione delle catene cinetiche: globale, progressiva e nei tre piani dello spazio) maggiore è il recupero funzionale delle articolazioni co-interessate.

 

Le 3 Squadre nacquero dopo moltissime riflessioni ed esperienze sul campo.

 

Françoise Mézières, inizialmente, propose esercizi per “raddrizzare” e rinforzare i muscoli del dorso in postura seduta: l’osservazione però le fece prendere coscienza che la rigidità posteriore dei soggetti che seguiva rendevano impossibilità a raggiungere o a mantenere una postura corretta in quella posizione.

3 Squadre-Mezieres-Metodo Mézierés-Ginnastica-Esercizi-Palestra-Tre Squadre-Sezione Aurea-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Un nuovo tentativo la indusse a somministrare la correzione partendo da una posizione immergente in decubito supino: proponeva una spinta assiale sulle spalle nel tentativo di correggere l’anteposizione ma verificò l’immediata compensazione con un incremento della lordosi lombare.

Intuitivamente cercò di contrastare il compenso lordotico con la retroversione del bacino ottenuta dalla flessione degli arti inferiori sul petto: notava che, alla correzione lombare corrispondeva una iperlordosi del rachide cervicale fino ad ottenere una testa incapace di contrastare tale accomodamento con una retroversione del mento.

Ai principi ortodossi che fino a quel momento venivano seguiti dagli addetti ai lavori si opponeva il principio delle catene cinetiche: tutti i muscoli dorsali si comportavano come se fossero un solo muscolo che in allungamento restituiva un istantaneo accorciamento dell’insieme muscolare.

E … dalla Catena Muscolare alle tensioni miofasciali il passo fu reso breve con le 3 Squadre!


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Alzheimer o Diabete di tipo 3 e Attività Fisica Adattata a Catania!

Alzheimer o diabete di tipo 3 :

un quadro complesso di alterazioni controllabile con una specifica Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1La malattia di Alzheimer presenta un quadro complesso di alterazioni:

  • anomalie istopatologiche, molecolari e biochimiche, inclusa la perdita cellulare;
  • abbondanti grovigli neurofibrillari;
  • neuriti distrofiche;
  • una proteina precursore dell’amiloide con depositi di amiloide-β (APP-Aβ);
  • un aumento dell’attivazione dei geni prodeath e delle vie di segnalazione;
  • un metabolismo energetico alterato;
  • una disfunzione mitocondriale;
  • uno stress ossidativo cronico;
  • importanti danni al DNA.

Per ottenere una migliore comprensione della patogenesi dell’Alzheimer occorre avere un quadro meccanico in grado di interconnettere tutti questi fenomeni.Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Una rapida crescita nella letteratura internazionale attribuisce al deficit di insulina e alla resistenza all’insulina un’azione mediatrice della neuro-degenerazione della malattia di Alzheimer.

A tutt’oggi, queste innovative informazioni risultano piene di concetti conflittuali e problematiche non risolte in merito ai potenziali contributi apportati dal diabete mellito di tipo 2 (T2DM), dalle sindromi metaboliche e dall’obesità nella patogenesi della malattia di Alzheimer (1).

Risulta evidente che il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) causa resistenza all’insulina cerebrale, stress ossidativo e deterioramento cognitivo, ma i suoi effetti aggregati sono molto lontani dall’imitare l’Alzheimer;Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Disturbi nell’insulina cerebrale e nei meccanismi di segnalazione del fattore di crescita insulino-simile (IGF) sono le anomalie precoci e progressive che potrebbero rappresentare la maggior parte delle lesioni molecolari, biochimiche e istopatologiche dell’Alzheimer (2).

Il diabete cerebrale sperimentale prodotto dalla somministrazione intracerebrale di streptozotocina ha condiviso molte caratteristiche con l’Alzheimer (3), fornendo anche risposte di deterioramento cognitivo e disturbi nell’omeostasi dell’acetilcolina. Ne deriva che il diabete cerebrale sperimentale è trattabile con agenti sensibilizzanti dell’insulina, cioè farmaci attualmente usati per trattare il diabete mellito di tipo 2 (4).

La malattia di Alzheimer può essere diagnosticata con certezza solo mediante la dimostrazione postmortem di abbondanti grovigli neurofibrillari e placche neuritiche con accumulo di precursore della proteina amiloide, depositi di amiloide-β (APP-Aβ) in placche e pareti dei vasi in regioni selezionate del cervello.

Le lesioni strutturali associate alla demenza sono causate dal collasso del citoscheletro neuronale e dall’accumulo di proteine ​​associate ai microtubuli iperfosforilati e poliubiquitinati, come il tau, con conseguente formazione di grovigli neurofibrillari, neurite distrofica e fili di neuropile (1-3).

 

La malattia di Alzheimer o diabete di tipo 3 : rivalutazione della letteratura

 

La rivalutazione della letteratura riguardante quasi trent’anni di ricerche ha rivelato che le menomazioni nell’utilizzo del glucosio cerebrale e nel metabolismo energetico rappresentano anomalie molto precoci che precedono o accompagnano le fasi iniziali del deterioramento cognitivo (5-6) avviando il concetto che la segnalazione di insulina compromessa ha un ruolo importante nella patogenesi dell’Alzheimer e, di conseguenza, la proposta della denominazione di “diabete di tipo 3”.Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Le caratteristiche delle sindromi mellitiche del diabete includono menomazioni nelle azioni insuliniche e segnalazione che si traducono in iperglicemia cronica, indipendentemente dal sottotipo, dall’eziologia, dalla patogenesi o dalla disponibilità di insulina.

Il diabete mellito di tipo 1 è provocato dalla distruzione (solitamente autoimmune) delle cellule beta dell’isolato pancreatico e dalla presenza di insulino-carenza di insulina.

Il diabete mellito di tipo 2, la forma più comune, è causato dalla resistenza all’insulina nei tessuti periferici ed è più frequentemente associato all’invecchiamento, a una storia familiare di diabete, all’obesità e alla insufficienza pratica di esercizio fisico. Gli individui con diabete mellito di tipo 2 presentano iperglicemia e iperinsulinemia. L’insulino-resistenza nel diabete mellito di tipo 2 è parzialmente mediata dalla ridotta espressione del recettore insulinico, dall’attività del recettore insulinico della tirosin-chinasi, dall’espressione del tipo 1 del substrato del recettore dell’insulina (IRS) – (7). Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Il diabete gestazionale è associato alla gravidanza ed è provocato da carenza di insulina e iperglicemia.

La steato-epatite non alcolica (NASH), o sindrome metabolica, è associata a insulino-resistenza epatica ma si sovrappone al diabete mellito di tipo 2 – (8 – 9).

Il diabete mellito di tipo 3 corrisponde a una insulino-resistenza cronica che si somma a uno stato di insufficienza di insulina, in gran parte limitato al cervello, ma come la NASH, può sovrapporsi a diabete mellito di tipo 2, rappresentando uno dei principali meccanismi patogenetici della neuro-degenerazione dell’Alzheimer – (10 – 11).

 

Alzheimer : evitare l’ inattività motoria

 

Con l’invecchiamento si assiste a:Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

  • riduzione delle capacità funzionali,
  • aumento del deterioramento fisico con conseguente diminuzione delle capacità fisiche e relativo aumento della morbilità.

Una diminuzione delle motivazioni induce ad uno stile di vita sedentario.

 

Il professionista del movimento deve fornire motivazioni proponendo diverse attività per mantenere un buon potenziale motorio negli anziani.

Attraverso una serie di esercizi fisici specifici si preserva, si mantiene e si migliora la salute e la qualità di vita dell’anziano.

 

Alzheimer : Attività fisica improntata sulla “gero-motricità”

 

Gli effetti dell’attività motoria producono una serie di modificazioni anatomo-funzionali.

L’esercizio fisico tende a combattere il decadimento fisico ma deve prevedere un training in ambiente protetto, sicuro e dotato di defibrillatore.

Occorre tenere conto dei bisogni, delle esigenze, delle aspettative conseguenti alla situazione dell’Anziano istituzionalizzato.

L’intervento deve essere finalizzato a prevenire o a ritardare i danni invalidanti dell’invecchiamento nella 4° / 5° età.

L’intervento psico-motorio deve essere finalizzato al miglioramento, al mantenimento, al recupero globale delle potenzialità motorie e cognitive residue del Grande Anziano.

 

Nello specifico è utile proporre una Attività Fisica Adattata con:

 

  • Esecuzione lenta, dolce e facilitata dei movimenti attraverso uso di grandi e piccoli attrezzi ma usando anche attrezzi non codificati o di fortuna e a corpo libero somministrati con creatività e fantasia;
  • Poche ripetizioni tendenti al miglioramento di resistenza aerobica, forza, mobilità articolare e coordinazione neuro-muscolare;
  • Consapevolezza dell’esecuzione motoria e dei limiti funzionali;
  • Abolizione di movimenti grossolani e violenti;
  • Corretti esercizi di respirazione;
  • Apprendimento di Posture corrette e conoscenze su come fugare dal dolore e dalle tensioni muscolari;
  • Riattivazione delle grandi funzioni organiche: capacità cardio-circolatorie, respiratorie e uro-intestinali);
  • Recupero o mantenimento dell’autonomia essenziale degli arti (superiori e inferiori) e dell’equilibrio;
  • Prevenzione primaria e secondaria con risveglio-mantenimento della presenza psichica, stimolando e favorendo:
  • – Attenzione/Memoria (stabilire relazioni di reciproca accettazione);
  • – Padronanza di movimento con educazione a un uso consapevole del gesto motorio che favorisce le funzioni e migliora le prospettive della salute e del benessere;
  • – Socializzazione e relazioni;
  • – Prontezza di riflessi (Consapevolezza del proprio bagaglio ideo-motorio).

 

Alzheimer : quali esercizi domiciliari ?!

 

Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7Il caregiver verrà istruito dal Team tecnico per seguire il soggetto al suo domicilio per effettuare almeno 30-35 minuti al giorno di esercizio fisico secondo le indicazioni del protocollo dello Studio diretto a migliorare la qualità del sonno, il dolore percepito e le capacità prestative, la memoria attentiva, la socializzazione e la padronanza psico-motoria.

Il protocollo dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida viene personalizzato a seconda delle esigenze individuali per garantire un grado ottimale di autonomia come fattore qualitativo di vita ma, le linee generali restano comuni per:

  • Grandi anziani sani
  • Malattia di Alzheimer
  • Morbo di Parkinson
  • Demenza Vascolare Ischemica
  • Anziani osteoporotici
  • Malattie metaboliche ereditarie
  • Co-morbilità con miscellanea (traumi cranici, recupero traumi osteo-muscolari, sindromi para-neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie).

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Web-grafia di riferimento

 

 J Diabete Sci Technol. 2008 nov; 2 (6): 1101-1113. Pubblicato online 2008 Nov. doi:  10.1177 / 193229680800200619 PMCID: PMC2769828 PMID: 19885299 La malattia di Alzheimer è la prova del diabete di tipo 3 analizzata Suzanne M. de la Monte , MD, MPH 1, 2, 3 e Jack R. Wands , MD 3

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2769828/

Bibliografia

 

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  1. Jellinger KA. Aspetti neuropatologici della malattia di Alzheimer, del morbo di Parkinson e della demenza frontotemporale. Neurodegener Dis. 2008; 5 (3-4): 118-121. [PubMed]
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Ulteriore bibliografia

 

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