Articoli

Disturbi perineali e Attività Fisica Adattata

Disturbi perineali – Quale Attività Fisica Adattata ?

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

DISTURBI PERINEALI : L’incontinenza urinaria e fecale, la stipsi, il prolasso uro-genitale, il dolore perineale cronico, i disturbi sessuali, riassumibili nel termine di “ disturbi perineali ”, presentano una pesante ripercussione sulla sfera personale, emotiva e comportamentale e costituiscono un importante motivo di disabilità e di handicap coinvolgente circa il 30% della popolazione femminile nazionale.Disturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

 

Già negli anni ’50, il ginecologo americano, Arnold Kegel, dimostrò l’utilità di una stimolazione mio-fasciale corretta sfruttando l’allenamento in feedback dei muscoli del perineo nelle donne con disfunzionalità urinaria da sforzo e che andavano incontro a incontinenza.

Disturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Negli ultimi decenni la prevenzione nel settore è stata assai carente mentre, contestualmente, le aziende produttrici di pannolini hanno foraggiato, per ovvi motivi commerciali, le spinte all’acquisto di assorbenti stimolando i sistemi che ammortizzano l’effetto che deriva dall’incontinenza (odori e assorbimento di urine).

Pochi hanno offerto l’opportunità di un recupero funzionale dei muscoli pelvici attraverso l’allenamento funzionale dei distretti perineali e la società ha acquisito una mentalità di passiva accettazione di tale fenomeno.

“Ma tanto non c’è niente da fare!” oppure “vista l’età…”, sono espressioni che oggi non si accettano più!

Ultimamente viene sempre più richiesto dall’utenza femminile un recupero delle disfunzioni perineali con modalità non invasive soprattutto nel recupero dell’incontinenza urinaria.

Ginnastica pelvica per il recupero del perineo

Disturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Un trattamento intensivo di ginnastica perineale studiato appositamente per il soggetto che necessita di una specifica Attività Fisica Adattata guidata sotto controllo specialistico e condotta in ambiente altamente specializzato, associata ad un auto-training domiciliare può apportare ottimi risultati e benefici che possono essere mantenuti con sufficiente garanzia consentendo di eliminare ed allontanare condizioni patologiche particolari.

 

L’obiettivo educativo finalizzato del protocollo produce, in donne a rischio di disfunzione, come atlete, oppure in stato gravidico o post-gravidico che presentano sintomi di disfunzione perineale, non obbligatoriamente in peri-menopausa, attraverso corrette stimolazioni di A.F.A. – Attività Fisica Adattata – e la modificazione delle abitudini minzionali scorrette, esperienze positive che ne convalidano i contenuti tecnico-scientifici che, ormai, godono di ottima evidenza statistica accettata da tutte le comunità scientifiche internazionali.

Come ottenere una buona funzione del perineo!?

Disturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Per ottenere una buona funzione perineale è indispensabile migliorare l’attività del sistema fascio-legamentoso pelvico e dei muscoli perineali (muscolo pubo-coccigeo ed elevatore dell’ano).

Particolare attenzione va rivolta alle risposte delle innervazioni, dei visceri pelvici (vescica, utero, ano) preservandone la localizzazione e il mantenimento in sede anatomica. Deve essere stabilizzata la statica pelvica e si rende necessario potenziare la struttura di sostegno costituita da tutti i muscoli perineali per non compromettere la struttura di sospensione, costituita dalle strutture mio-fasciali e legamentose.

Il beneficio che ne deriva riguarda anche la continenza uro-fecale, la percezione sessuale e le contratture loco-regionali tipiche (mialgia tensiva del pavimento pelvico) che sfociano nel dolore cronico perineale.

Protocollo di ginnastica perineale per i disturbi pelvici : Gli obiettivi

Disturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Il piano di trattamento con attività motoria finalizzata, individualizzata e adattata alle esigenze del singolo soggetto per intensità, frequenza, durata viene incrementata gradualmente nel tempo commisurandone i parametri alle capacità funzionali soggettive.

Prevede un primo periodo di ambientamento e di adattamento con rapporto 1:1 con una seduta settimanale; una volta che si ottiene un minimo di capacità fisiche si può optare di operare in seno a mini-gruppi di lavoro (max 3-4 persone) con cadenza bi-tri-settimanale, per mantenere e/o ottimizzare le acquisizioni finalizzate alla prevenzione ed al potenziamento perineale: con questo sistema si abbattono i costi e si incrementa l’esercizio fisico specifico; la singola seduta ha un tempo variabile che oscilla dai 50 ai 60 minuti di attività. L’intero piano di trattamento viene integrato dal piano di lavoro domiciliare con esercizi appositamente studiati e insegnati da ripetere autonomamente anche più volte al giorno e secondo le istruzioni impartite.

 Disturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

In fase iniziale, un momento di informazione fondamentale riguarda l’ambito della prevenzione: l’indispensabile ambito del programma educativo prevede la fornitura di informazioni di base riguardanti l’anatomo-fisiologia dell’apparato vescico-sfinterico;

 

Gli interventi di prevenzione dei disturbi perineali non si limitano solo a potenziare i muscoli del pavimento pelvico ma tendono a facilitare l’apprendimento o il ri-apprendimento di gesti motori specifici per ottenere il controllo disfunzionale degli automatismi sfintero-perineali.

Il piano di lavoro nei disturbi perinealiDisturbi perineali-prolasso-incontinenza-disturbi sessuali-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7

Il piano di lavoro prevede un percorso di mantenimento nel tempo, successivo per chi ha raggiunto gli obiettivi minimi durante il trattamento individuale; grazie a un percorso speciale integrato condotto in seno a un mini-gruppo, è possibile proseguire il trattamento per ottimizzare una adeguata coordinazione e automatismo delle funzioni perineali attraverso:

– percezione del proprio corpo;

– recupero delle limitazioni funzionali con esercizi di mobilizzazione e di stretching miofasciale;

– potenziamento funzionale dei muscoli e capacità di rilassamento;

– coordinazione neuro-muscolare e integrazione dei muscoli perineali nelle attività quotidiane che comportano aumento della pressione addominale per effetto di sforzi fisici

– coordinazione dell’attività pelvica con il diaframma durante il tetra-ritmo respiratorio.

I criteri di esclusione a effettuare un piano di trattamento indirizzato ai disturbi perineali per mezzo di Attività Fisica Adattata riguardano:

  1. decadimento cognitivo grave;
  2. condizioni cliniche acute e/o riacutizzate;
  3. incapacità di deambulazione autonoma;
  4. impossibilità di raggiungere autonomamente o con l’aiuto di un caregiver il luogo in cui si deve espletare la sessione di attività fisica;
  5. incapacità di collaborazione individuale nel rapporto 1:1 o nella interazione con il mini-gruppo;
  6. incapacità di contrarre il muscolo pubo-coccigeo e/o presenza di inversione del comando perineale nei soggetti incapaci di “contrarre” e che “spingono” attraverso l’uso involontario dei muscoli addominali.

CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Bibliografia

  1. Smith J.H. et al. Adult conservative management. In: Abrams P., Cardozo L., Khoury S., Wein A. Incontinence Health Publications, Paris. 4th International Continence Consultation, Paris 2008, 4th Edition, 2009
  2. Kegel A.H. Progressive resistance exercise in the functional restoration of the perineal muscles. Am. J. Obst. Gynecol. 1948; 56:238-49
  3. Bourcier A., Juras J. Urodynamique er réadaptation en urigynécologie. Paris, Vigot Ed., 1986
  4. Benvenuti F., Caputo G.M., Sandinelli S. et al. Reeducative treatment of female genuine stress incontinence. Am. J. Phys. Med. 1987; 66:155-68
  5. Di Benedetto P., Di Silvestre A., Zampa A. Il trattamento fisioriabilitativo dell’incontinenza urinaria femminile. Eur. Med. Phys. 1987; 23:193-200
  6. Bø K. Pelvic floor muscle training for stress urinary incontinence. In: Bø K. et al. Physical therapy for the pelvic floor. Churchill Livingstone Elsevier 1997; Chap 9:171-86
  7. Dolfo E, Di Benedetto P. Chinesiterapia pelvi-perineale. Trieste, ART ed, 1993
  8. Di Benedetto P. Riabilitazione uro-ginecologica. Minerva Medica Ed, I ed 1995; II ed 2004
  9. Lagro-JanssenT., van Weel C. Long-term effect of treatment of female incontinence in general practice. British Journal of General Practice 1998; 48:1735-8
  10. Bø K., Kwarstein B., Nygaard I. Lower urinary tract symptoms and pelvic floor muscle exercise adherence after 15 years. Obstetrics and Gynecology 2005; 105:999-1005
  11. Bø K. Pelvic floor muscle training for stress urinary incontinence. In: Bø K., Berghmans B., Mørkved S., Van Kampen M. Evidence-based physical therapy for the pelvic floor. Churchill Livingstone Elsevier 2007; 171.87
  12. Di Benedetto P., Delneri C., Giorgini T., Coidessa A., Cattarossi L. Pelvic floor rehabilitation in female urinary incontinence: 10 years later. Abstract, 38th Annual Meeting of International Continence Society, Cairo, October 20-24, 2008
  13. Macchi C, Benvenuti F, Nucida V et al. Attività Fisica Adattata
  14. Stuart M., Benvenuti F., MacKo R., et al. Community-based adaptive physical activity program for chronic stroke: feasibility, safety, and efficacy of the Empoli model. Neurorehabil. Neural Repair, 2009;23 (7): 726-34
  15. Di Benedetto P., Floris S., Coidessa A. Rationale of pelvic floor muscle training in women with urinary incontinence. Minerva Ginecol. 2008; 60:529-41
  16. Di Benedetto P. Adapted Physical Activity and Urinary Incontinence. AAPMR, Abstract, Orlando 17-20 Novembre 2011

 

 

 

 

Attività fisica per la salute globale

Attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile: la Dichiarazione di Bangkok

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018

 

Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1È già trascorso parecchio tempo da quando è stata pubblicata la traduzione ufficiale in italiano autorizzata, a cura della Università degli Studi di Cagliari e Dors, della “Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile” sottoscritta, a novembre 2016, da 72 Paesi durante la sesta conferenza della Società Internazionale per l’Attività fisica e la Salute (International Society for Physical activity and Health – ISPAH).

La Dichiarazione di Bangkok rappresenta una vera e propria dichiarazione di consenso sull’importanza della promozione dell’attività fisica per la prevenzione delle malattie croniche e la promozione della salute globale; individua 6 aree prioritarie in cui i Governi dovrebbero investire per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di aumentare del 10% i livelli di attività fisica e ridurre i comportamenti sedentari entro il 2025, al fine di guadagnare salute e migliorare la qualità della vita:

  1. Rinnovare l’impegno a investire e attuare azioni politiche tempestive e su larga scala, per ridurre l’inattività fisica lungo l’intero arco della vita, come contributo alla riduzione del carico globale di malattie non trasmissibili e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030;
  2. Prevedere un coinvolgimento dei diversi settori a livello nazionale e istituire piattaforme di coordinamento;
  3. Sviluppare le competenze dei professionisti e dei decisori;
  4. Migliorare le competenze tecniche e condividere le esperienze;
  5. Rafforzare il monitoraggio e i sistemi di sorveglianza;
  6. Sostenere e promuovere la collaborazione, la ricerca e la valutazione delle politiche.

La Dichiarazione di Bangkok completa i principi e le azioni della “Carta di Toronto per l’attività fisica“:Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

  1. Adottare strategie basate sulle evidenze, rivolte sia alla popolazione generale che a sottogruppi specifici, in particolare a coloro che devono affrontare maggiori ostacoli;
  2. Adottare un approccio più equo, finalizzato a ridurre le disuguaglianze sociali e di salute e le disparità di accesso all’attività fisica;
  3. Affrontare i determinanti ambientali, sociali ed individuali dell’inattività fisica;
  4. Implementare azioni sostenibili attraverso una collaborazione tra più settori a livello nazionale, regionale e locale, per ottenere un impatto maggiore;
  5. Sviluppare le competenze e sostenere la formazione nell’ambito della ricerca, della pratica, delle politiche, della valutazione e della sorveglianza;
  6. Utilizzare un approccio mirato all’intero ciclo di vita, considerando i bisogni dei bambini, delle famiglie, degli adulti e degli anziani;
  7. Chiedere ai decisori e alla comunità in generale un maggior impegno politico e le risorse per l’attività fisica;
  8. Garantire la presenza di sensibilità culturale e adattare le strategie alle differenti “realtà locali”, ai diversi contesti e alle diverse risorse;
  9. Facilitare le scelte di salute personali, facendo in modo che l’attività fisica sia la scelta più facile.

Attività Fisica-prevenzione-cardiopatia ischemica-ipertensione-diabete-obesità-osteoporosi-depressione-cancro-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3Inoltre, integra il documento “Investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica” e fa appello a decisori, finanziatori e portatori di interesse affinché creino partnership tra più settori per implementare piani nazionali e regionali di promozione di stili di vita attivi e salutari.
I professionisti, le reti e i gruppi di lavoro impegnati nella promozione dell’attività fisica dovrebbero sostenere e diffondere la nuova Dichiarazione di Bangkok (Advocacy per l’attività fisica) creando progetti e interventi di promozione dell’attività fisica agendo su uno o più degli 8 obiettivi di sviluppo sostenibile, assegnati dalle Nazioni Unite a tutti i Paesi per il 2030, e richiamati dalla Dichiarazione di Bangkok.

La promozione dell’attività fisica fu già pubblicizzata nell’ambito del programma “Guadagnare Salute”.


Materiali utili:

– Traduzione in italiano del documento completo “La Dichiarazione di Bangkok sull’attività fisica per la salute globale e lo sviluppo sostenibile (novembre 2016, traduzione italiana autorizzata, a cura di Università di Cagliari e Dors)” (PDF: 524 kb);
presentazione nella pagina dedicata del sito Dors;
– Documento originale sul sito dell’Ispah “The Bangkok Declaration on Physical Activity for Global Health and Sustainable development” – http://www.ispah.org/resources
– La “Carta di Toronto per l’attività fisica
– Documento “Investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica”


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

Alzheimer o Diabete tipo 3 e Attività Fisica Adattata

Alzheimer : un quadro complesso di alterazioni controllabile con una specifica Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida – 2018 –

 

Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1La malattia di Alzheimer presenta un quadro complesso di alterazioni:

  • anomalie istopatologiche, molecolari e biochimiche, inclusa la perdita cellulare;
  • abbondanti grovigli neurofibrillari;
  • neuriti distrofiche;
  • una proteina precursore dell’amiloide con depositi di amiloide-β (APP-Aβ);
  • un aumento dell’attivazione dei geni prodeath e delle vie di segnalazione;
  • un metabolismo energetico alterato;
  • una disfunzione mitocondriale;
  • uno stress ossidativo cronico;
  • importanti danni al DNA.

Per ottenere una migliore comprensione della patogenesi dell’Alzheimer occorre avere un quadro meccanico in grado di interconnettere tutti questi fenomeni.Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2

Una rapida crescita nella letteratura internazionale attribuisce al deficit di insulina e alla resistenza all’insulina un’azione mediatrice della neuro-degenerazione della malattia di Alzheimer.

A tutt’oggi, queste innovative informazioni risultano piene di concetti conflittuali e problematiche non risolte in merito ai potenziali contributi apportati dal diabete mellito di tipo 2 (T2DM), dalle sindromi metaboliche e dall’obesità nella patogenesi della malattia di Alzheimer (1).

Risulta evidente che il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) causa resistenza all’insulina cerebrale, stress ossidativo e deterioramento cognitivo, ma i suoi effetti aggregati sono molto lontani dall’imitare l’Alzheimer;Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Disturbi nell’insulina cerebrale e nei meccanismi di segnalazione del fattore di crescita insulino-simile (IGF) sono le anomalie precoci e progressive che potrebbero rappresentare la maggior parte delle lesioni molecolari, biochimiche e istopatologiche dell’Alzheimer (2).

Il diabete cerebrale sperimentale prodotto dalla somministrazione intracerebrale di streptozotocina ha condiviso molte caratteristiche con l’Alzheimer (3), fornendo anche risposte di deterioramento cognitivo e disturbi nell’omeostasi dell’acetilcolina. Ne deriva che il diabete cerebrale sperimentale è trattabile con agenti sensibilizzanti dell’insulina, cioè farmaci attualmente usati per trattare il diabete mellito di tipo 2 (4).

La malattia di Alzheimer può essere diagnosticata con certezza solo mediante la dimostrazione postmortem di abbondanti grovigli neurofibrillari e placche neuritiche con accumulo di precursore della proteina amiloide, depositi di amiloide-β (APP-Aβ) in placche e pareti dei vasi in regioni selezionate del cervello.

Le lesioni strutturali associate alla demenza sono causate dal collasso del citoscheletro neuronale e dall’accumulo di proteine ​​associate ai microtubuli iperfosforilati e poliubiquitinati, come il tau, con conseguente formazione di grovigli neurofibrillari, neurite distrofica e fili di neuropile (1-3).

La malattia di Alzheimer o diabete di tipo 3 : rivalutazione della letteratura

La rivalutazione della letteratura riguardante quasi trent’anni di ricerche ha rivelato che le menomazioni nell’utilizzo del glucosio cerebrale e nel metabolismo energetico rappresentano anomalie molto precoci che precedono o accompagnano le fasi iniziali del deterioramento cognitivo (5-6) avviando il concetto che la segnalazione di insulina compromessa ha un ruolo importante nella patogenesi dell’Alzheimer e, di conseguenza, la proposta della denominazione di “diabete di tipo 3”.Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Le caratteristiche delle sindromi mellitiche del diabete includono menomazioni nelle azioni insuliniche e segnalazione che si traducono in iperglicemia cronica, indipendentemente dal sottotipo, dall’eziologia, dalla patogenesi o dalla disponibilità di insulina.

Il diabete mellito di tipo 1 è provocato dalla distruzione (solitamente autoimmune) delle cellule beta dell’isolato pancreatico e dalla presenza di insulino-carenza di insulina.

Il diabete mellito di tipo 2, la forma più comune, è causato dalla resistenza all’insulina nei tessuti periferici ed è più frequentemente associato all’invecchiamento, a una storia familiare di diabete, all’obesità e alla insufficienza pratica di esercizio fisico. Gli individui con diabete mellito di tipo 2 presentano iperglicemia e iperinsulinemia. L’insulino-resistenza nel diabete mellito di tipo 2 è parzialmente mediata dalla ridotta espressione del recettore insulinico, dall’attività del recettore insulinico della tirosin-chinasi, dall’espressione del tipo 1 del substrato del recettore dell’insulina (IRS) – (7). Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-5

Il diabete gestazionale è associato alla gravidanza ed è provocato da carenza di insulina e iperglicemia.

La steato-epatite non alcolica (NASH), o sindrome metabolica, è associata a insulino-resistenza epatica ma si sovrappone al diabete mellito di tipo 2 – (8 – 9).

Il diabete mellito di tipo 3 corrisponde a una insulino-resistenza cronica che si somma a uno stato di insufficienza di insulina, in gran parte limitato al cervello, ma come la NASH, può sovrapporsi a diabete mellito di tipo 2, rappresentando uno dei principali meccanismi patogenetici della neuro-degenerazione dell’Alzheimer – (10 – 11).

Alzheimer : evitare l’ inattività motoriaAlzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-6

Con l’invecchiamento si assiste a:

  • riduzione delle capacità funzionali,
  • aumento del deterioramento fisico con conseguente diminuzione delle capacità fisiche e relativo aumento della morbilità.

Una diminuzione delle motivazioni induce ad uno stile di vita sedentario.

 

Il professionista del movimento deve fornire motivazioni proponendo diverse attività per mantenere un buon potenziale motorio negli anziani.

Attraverso una serie di esercizi fisici specifici si preserva, si mantiene e si migliora la salute e la qualità di vita dell’anziano.

 

Alzheimer : Attività fisica improntata sulla “gero-motricità”

 

Gli effetti dell’attività motoria producono una serie di modificazioni anatomo-funzionali.

L’esercizio fisico tende a combattere il decadimento fisico ma deve prevedere un training in ambiente protetto, sicuro e dotato di defibrillatore.

Occorre tenere conto dei bisogni, delle esigenze, delle aspettative conseguenti alla situazione dell’Anziano istituzionalizzato.

L’intervento deve essere finalizzato a prevenire o a ritardare i danni invalidanti dell’invecchiamento nella 4° / 5° età.

L’intervento psico-motorio deve essere finalizzato al miglioramento, al mantenimento, al recupero globale delle potenzialità motorie e cognitive residue del Grande Anziano.

 

Nello specifico è utile proporre una Attività Fisica Adattata con:

  • Esecuzione lenta, dolce e facilitata dei movimenti attraverso uso di grandi e piccoli attrezzi ma usando anche attrezzi non codificati o di fortuna e a corpo libero somministrati con creatività e fantasia;
  • Poche ripetizioni tendenti al miglioramento di resistenza aerobica, forza, mobilità articolare e coordinazione neuro-muscolare;
  • Consapevolezza dell’esecuzione motoria e dei limiti funzionali;
  • Abolizione di movimenti grossolani e violenti;
  • Corretti esercizi di respirazione;
  • Apprendimento di Posture corrette e conoscenze su come fugare dal dolore e dalle tensioni muscolari;
  • Riattivazione delle grandi funzioni organiche: capacità cardio-circolatorie, respiratorie e uro-intestinali);
  • Recupero o mantenimento dell’autonomia essenziale degli arti (superiori e inferiori) e dell’equilibrio;
  • Prevenzione primaria e secondaria con risveglio-mantenimento della presenza psichica, stimolando e favorendo:
  • – Attenzione/Memoria (stabilire relazioni di reciproca accettazione);
  • – Padronanza di movimento con educazione a un uso consapevole del gesto motorio che favorisce le funzioni e migliora le prospettive della salute e del benessere;
  • – Socializzazione e relazioni;
  • – Prontezza di riflessi (Consapevolezza del proprio bagaglio ideo-motorio).

 

Alzheimer : quali esercizi domiciliari ?!

Alzheimer-diabete tipo 3-attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-7Il caregiver verrà istruito dal Team tecnico per seguire il soggetto al suo domicilio per effettuare almeno 30-35 minuti al giorno di esercizio fisico secondo le indicazioni del protocollo dello Studio diretto a migliorare la qualità del sonno, il dolore percepito e le capacità prestative, la memoria attentiva, la socializzazione e la padronanza psico-motoria.

Il protocollo dello Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida viene personalizzato a seconda delle esigenze individuali per garantire un grado ottimale di autonomia come fattore qualitativo di vita ma, le linee generali restano comuni per:

  • Anziani e grandi anziani sani
  • Anziani con Malattia di Alzheimer
  • Anziani con Morbo di Parkinson
  • Anziani con Demenza Vascolare Ischemica
  • Anziani osteoporotici
  • Malattie metaboliche ereditarie
  • Co-morbilità con miscellanea (traumi cranici, recupero traumi osteo-muscolari, sindromi para-neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie).

CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com


Web-grafia di riferimento

 J Diabete Sci Technol. 2008 nov; 2 (6): 1101-1113. Pubblicato online 2008 Nov. doi:  10.1177 / 193229680800200619 PMCID: PMC2769828 PMID: 19885299 La malattia di Alzheimer è la prova del diabete di tipo 3 analizzata Suzanne M. de la Monte , MD, MPH 1, 2, 3 e Jack R. Wands , MD 3

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2769828/

Bibliografia

  1. Jalbert JJ, Daiello LA, Lapane KL. Demenza del tipo Alzheimer. Epidemiol Rev. 2008 [Epub ahead of print.] [PubMed]

 

  1. Jellinger KA. Aspetti neuropatologici della malattia di Alzheimer, del morbo di Parkinson e della demenza frontotemporale. Neurodegener Dis. 2008; 5 (3-4): 118-121. [PubMed]

 

  1. Wang XP, Ding HL. La malattia di Alzheimer: epidemiologia, genetica e oltre. Neurosc. Bull. 2008; 24(2): 105-109. [Articolo gratuito di PMC] [PubMed]

 

  1. De la Monte SM, bacchette JR. Rassegna di insulina, espressione del fattore di crescita simile all’insulina, segnalazione e malfunzionamento nel sistema nervoso centrale: rilevanza per il morbo di Alzheimer. J Alzheimer Dis. 2005; 7 (1): 45-61. [PubMed]

 

  1. Iwangoff P, Armbruster R, Enz A, Meier-Ruge W. Enzimi glicolitici da corteccia cerebrale autoptica umana: casi normali invecchiati e dementi. Mech Aging Dev. 1980; 14(1-2): 203-209. [PubMed]

 

  1. Hoyer S. Cause e conseguenze dei disturbi del metabolismo del glucosio cerebrale nella malattia di Alzheimer sporadica: implicazioni terapeutiche. Adv Exp Med Biol. 2004; 541: 135-152. [PubMed]

 

  1. Virkamäki A, Ueki K, Kahn CR. Interazione proteina-proteina nella segnalazione dell’insulina e meccanismi molecolari dell’insulino-resistenza. J Clin Invest. 1999; 103(7): 931-943. [Articolo gratuito di PMC] [PubMed]

 

  1. Alvarez-Martínez H, Pérez-Campos E. [Steatoepatite non alcolica] Rev Gastroenterol Mex. 2002; 67(2): 118-125. [PubMed]

 

  1. Saito T, Misawa K, Kawata S. 1 Fegato grasso e steatoepatite non alcolica. Stagista Med. 2007; 46(2): 101-103. [PubMed]

 

  1. 10. Steen E, Terry BM, Rivera EJ, Cannon JL, Neely TR, Tavares R, Xu XJ, Bacchette JR, de la Monte SM. L’insulina alterata e l’espressione del fattore di crescita insulino-simile e i meccanismi di segnalazione nella malattia di Alzheimer – è questo il diabete di tipo 3? J Alzheimer Dis. 2005; 7(1): 63-80. [PubMed]

 

  1. Rivera EJ, Goldin A, Fulmer N, Tavares R, Bacchette JR, de la Monte SM. L’insulina e l’espressione del fattore di crescita insulino-simile e la funzione si deteriorano con la progressione della malattia di Alzheimer: collegamento alla riduzione del cervello nell’acetilcolina. J Alzheimer Dis. 2005; 8(3): 247-268. [PubMed]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornata Mondiale del Cancro 2018

 World Cancer Day – Giornata mondiale del Cancro

 

Catania 04 Aprile 2018

è arrivato il rapporto sull’impatto del 2018

Con grande entusiasmo, lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida ha ricevuto oggi l’e-mail del Report mondiale che riassume i dati di tutte le attività espletate.

Anche questo Studio ha dato il suo modesto contributo alla ricerca scientifica affiancando l”Attività Fisica Adattata al Cancro!

 

Quest’anno più che mai, il World Cancer Day ha catturato l’attenzione del mondo.

 

 

Nell’ultimo anno della campagna We can. Io posso” , il mondo si è riunito per informare, educare, sensibilizzare e ispirare le azioni utili intraprese nei confronti di una delle malattie più mortali del mondo.

Questo rapporto fornisce una stima su alcune di queste azioni definendo in che modo gli sforzi collettivi del 4 febbraio scorso hanno avuto un impatto clamoroso in tutto il mondo. Il rapporto fornisce una sintesi dell’impatto della Giornata mondiale contro il cancro 2018 a grandi linee, dal momento che non è stato possibile dettagliare le migliaia di sforzi generosi individuali e collettivi che si sono svolti lo scorso 4 febbraio. Tuttavia, ogni azione intrapresa e ogni messaggio condiviso da tutti i sostenitori del World Cancer Day non solo ha aiutato a raggiungere i numeri impressionanti, ma ha anche dato alla campagna una vita, energia e un proprio slancio.

 

Riceviamo il ringraziamento dei partner ufficiali della Giornata mondiale contro il cancro, il cui generoso contributo finanziario sostiene il miglior lavoro che, anche noi, nel nostro piccolo Studio e nella nostra piccola realtà siciliana, facciamo tramite l’Attività Fisica Adattata in Oncologia.

Prepararsi per una nuova campagna

Gli ultimi tre anni hanno dimostrato l’impatto che possiamo ottenere se tutti insieme operiamo sotto la stessa bandiera. La Giornata mondiale contro il cancro è una campagna costruita per risuonare, ispirare il cambiamento e mobilitare l’azione intrapresa anche molto tempo dopo il giorno dedicato.

Da oggi fino alla nuova campagna del 2019, continuiamo a stimolare la riduzione dell’impatto che il cancro ha su noi stessi, le nostre comunità e il mondo.


La Giornata mondiale contro il cancro è un’iniziativa dell’Unione per il controllo internazionale del cancro

(UICC) 31-33 Avenue Giuseppe Motta 1202 Ginevra – Svizzera

Tel +41 (0) 22 809 1811 Fax +41 (0) 22 809 1810 © 2018 UICC | Giornata mondiale contro il cancro

 


CONTATTI

Se si desidera collaborare alle nostre ricerche scientifiche su “Attività Fisica Adattata & Cancro” e integrarsi nel Team tecnico;

Se desidera contattare lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida ed avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria: Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141  –  e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com