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Prolasso uro-genitale – recupero funzionale con Attività Fisica Adattata

Prolasso uro-genitale 

Le disfunzioni del basso apparato urinario come messaggio analogico del corpo

 

Il sintomo, o la patologia, è l’apice di un processo molto complesso che produce il “punto d’arrivo” che coinvolge i piani più profondi della persona.

 

Le disfuprolasso-uro genitale-incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catanianzioni del basso apparato urinario si inseriscono in un contesto che coinvolge più aspetti della persona, della sua storia personale e della sua specificità.

 

La traduzione somatica del “linguaggio” del corpo fatto di sintomi, dolori, disfunzioni, conferisce significato Chinesiologico al sintomo come:

 

  • manifestazione somatica di uno squilibrio che si realizza su un piano emotivo, affettivo, relazionale, in seguito a input conflittuali, a un vuoto, a un eccesso di stress, a un’emozione trattenuta (rabbia, paura, etc…);
  • risultato di una ripetizione motoria che si automatizza e provoca una reazione conseguenziale a fronte di situazioni che si presentano nella vita della persona;
  • risultato di un trauma fisico o emotivo.

Prolasso uro-genitale: obiettivi e strategie dell’Attività Fisica Adattata

 

L’interpretazione di questo linguaggio ha due obiettivi fondamentali:

  • stabilire una strategia educativa;
  • tradurre il linguaggio del corpo affinché la persona diventi consapevole e parte attiva del processo di recupero funzionale.

 

L’origine di alcune sintomatologie come urgenza minzionale, pollachiuria, dispareunia, ipertono, è complessa e legata al vissuto soggettivo della persona.

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Chi somministra Attività Fisica Adattata ha gli strumenti di conoscenza per sviluppare un percorso di recupero funzionale tenendo in debita considerazione questi aspetti senza invadere le pertinenze psicologiche di altra competenza professionale.

L’approccio motorio agisce sul piano fisico e cambia la lettura delle risposte somatiche e il conseguente percorso di recupero.

Per ricreare uno stato di equilibrio omeostatico occorre operare con dovizia tecnica sugli organi, sui visceri, sui vari tessuti (fasce, muscoli, metameri, dermatomeri, miomeri, zone riflesse plantari, etc…).

 

Prolasso uro-genitale: A.F.A. al di là delle funzioni essenziali!

 

Oltre alla funzione essenziale, gli organi espletano un ruolo di “deposito” in cui si riversano conflitti, ferite e cicatrici dell’esistenza umana.

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L’azione psico-fisica essenziale dell’Attività Fisica Adattata – A.F.A. – rivolge la sua attenzione a un riequilibrio della disfunzione in eccesso o in carenza; l’approccio mira a rendere attenta la persona a reazioni fisiche automatiche che rafforzano la sintomatologia e offre strumenti per modificare atteggiamenti radicati nel corpo fornendo una chiave di lettura nuova attraverso la consapevolezza del meccanismo automatico che causa la sintomatologia.

La sintomatologia vescicale può essere la risultante di un antico percorso che la persona attualizza per trattenere paura, rabbia e impotenza nei confronti di situazioni di spavento, di pressione psicologica, di autoritarismo, di abusi e di violenza veri e propri.prolasso-uro genitale-incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

Per parecchi soggetti è difficile o impossibile imparare ad utilizzare emozioni come qualità naturali per difendersi e progredire nella vita, soprattutto se manipolate o minacciate in una età in cui è fortemente labile l’innesco di capacità difensive (infanzia e parte dell’adolescenza).

 

Prolasso uro-genitale: AttivitàFisica Adattata – A.F.A. per migliorare l’efficienza pelvica

 

Per forza di cose, questo meccanismo restituisce delle ripercussioni sul piano fisico con un meccanismo collegato direttamente agli sfinteri basato sul trattenere/cedere, condizione che innesca degli automatismi che, nel lungo termine, possono produrre sintomi, dolori e patologie.prolasso-uro genitale-incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Attività Fisica Adattata-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Insegnare come utilizzare queste forze naturali e trasformarle in risorse del corpo (qualità) diventa l’anello risolutivo per ottenere esiti positivi nelle sintomatologie che non rispondono all’approccio classico della riabilitazione.

Attraverso l’Attività Fisica Adattata – A.F.A., l’Operatore assume una visione più ampia della persona trattata e il movimento guidato diventa strumento utile per migliorare o ristabilire la funzione perduta e migliorare la qualità della vita secondo le linee guida della Life Style Interventions.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

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Incontinenza urinaria – opzione Attività Fisica Adattata

Incontinenza urinaria – la migliore scelta non invasiva va rivolta all’esercizio fisico finalizzato da effettuare in ambiente altamente specializzato !

 

L’Attività Fisica Adattata rivolta a soggetti con disfunzioni pelvi-perineali ha consolidato, nel corso del tempo, un ruolo di opzione tra le scelte indicate nel trattamento dell’incontinenza.

Nel corso della propria vita, circa il 24% delle donne manifesta una disfunzione pelvica sintomatica come l’incontinenza urinaria (16% dei casi), l’incontinenza fecale (9%) ed il prolasso sintomatico degli organi pelvici (3%) con una co-morbilita spesso coesistente.

 

Incontinenza urinaria: uso della Chinesiologia Rieducativa

 

In condizioni di stress o di urgenza, la ricorrenza del disturbo motiva i presupposti teorici di un intervento Chinesiologico rieducativo rappresentato dai seguenti aspetti:incontinenza urinaria-urologia-ginecologia-chinesiologia-rieducazione motoria-pavimento pelvico-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

  1. a) – l’acquisizione di elementari conoscenze fisiopatologiche che agiscono sul pavimento pelvico e sulle strutture somato-viscerali;
  2. b) – l’apprendimento di specifiche tecniche di controllo della propriocezione con l’acquisizione della capacità di controllo motorio della muscolatura sottesa ai visceri pelvici, accanto a tecniche e metodologie finalizzate per il rinforzo del power house e del core stability;
  3. c) – l’identificazione di specifiche norme educativo/comportamentali indirizzate a prevenire e contenere le fughe urinarie.

 

La patogenesi delle disfunzioni perineali femminili non sempre è riconducibile ad un unico meccanismo o alla prevalente compromissione di uno dei “sistemi di controllo” coinvolti: neurologico, viscerale, muscolo-scheletrico, mio-fasciale).

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È possibile ipotizzare che il sistema di sostegno fasciale e muscolare in particolare siano o prioritariamente o secondariamente compromessi tanto nei disturbi della continenza quanto nelle problematiche della statica pelvica giustificando l’ampio ricorso alle tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate in entrambi i casi.

 

Incontinenza urinaria e fecale combattute con il potenziamento dei muscoli del pavimento pelvico

 

 

Il conforto derivante dalle evidenze scientifiche, l’accettazione delle comunità scientifiche del settore, le diverse metodologie proposte non sembrano, ancora oggi, essere basate sulla incontrovertibile certezza dei meccanismi di azione della continenza urinaria e fecale e della funzionalità meccanica del pavimento pelvico che è ancora oggetto di controversie tecniche e di studi scientifici.

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L’A.F.A., basata su un processo di apprendimento mirato ad ottenere il recupero funzionale, necessita di alcuni specifici requisiti collaborativi da parte dei soggetti interessati rappresentati da:

  1. a) adeguata capacità di apprendimento,
  2. b) necessità di costante ripetizione dell’esercizio,
  3. c) buona compliance al trattamento, soprattutto a domicilio.

 

 


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I livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti over 65 anni

I livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti over 65 anni

Parametri:

 

i livelli di attività fisica raccomandati-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaTutti i livelli di Attività Fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono formulati sulla base dei seguenti parametri:

– Tipo (quale attività fisica). E’ la modalità di partecipazione all’attività fisica. Il tipo di attività fisica può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo.

– Durata (per quanto tempo). Il periodo di tempo in cui l’attività o l’esercizio viene eseguito. La durata è generalmente espressa in minuti.

– Frequenza (quante volte). Il numero di volte che l’esercizio o l’attività è svolto. La frequenza è generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana.

– Intensità (quanta fatica). L’intensità si riferisce alla velocità con cui l’attività è eseguita o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere l’attività o l’esercizio.

– Volume (quanta attività fisica in totale). La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un’interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume.

 

Parametri di intensità:

 

– Attività fisica di moderata intensità. Su una scala assoluta, l’intensità moderata si riferisce all’attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l’intensità di uno stato di riposo. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di moderata intensità è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10.

 

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– Attività fisica di vigorosa intensità. Su una scala assoluta, l’intensità vigorosa si riferisce all’attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l’intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di vigorosa intensità è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10.

 

– Attività fisica aerobica. L’attività aerobica, chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardio-respiratorie. Esempi di attività fisica aerobica sono: camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti over 65 anni

 

1. Gli adulti over 65 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità o fare almeno 75 minuti di attività fisica aerobica con intensità vigorosa ogni settimana o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa.

2. L’attività aerobica dovrebbe essere pratica in sessioni della durata di almeno 10 minuti.

3. Per avere ulteriori benefici per la salute gli over 65 anni dovrebbero aumentare la loro attività fisica aerobica di intensità moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti di attività fisica aerobica di intensità vigorosa ogni settimana, o una combinazione equivalente di attività fisica di intensità moderata e vigorosa.

4. Gli adulti di questa fascia di età, con una mobilità scarsa, dovrebbero svolgere attività fisica per tre o più giorni alla settimana al fine di migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute.

5. Le attività di rafforzamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di gruppi di muscoli.

6. Quando gli adulti di questa fascia di età non possono seguire totalmente il livello previsto raccomandato di attività fisica, a causa delle loro condizioni di salute, essi dovrebbero adottare uno stile di vita attivo adeguato alle loro capacità e condizioni.


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I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni

I livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni

Parametri:

 

i livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaTutti i livelli di Attività Fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono formulati sulla base dei seguenti parametri:

– Tipo (quale attività fisica). E’ la modalità di partecipazione all’attività fisica. Il tipo di attività fisica può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo.

– Durata (per quanto tempo). Il periodo di tempo in cui l’attività o l’esercizio viene eseguito. La durata è generalmente espressa in minuti.

– Frequenza (quante volte). Il numero di volte che l’esercizio o l’attività è svolto. La frequenza è generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana.

– Intensità (quanta fatica). L’intensità si riferisce alla velocità con cui l’attività è eseguita o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere l’attività o l’esercizio.

– Volume (quanta attività fisica in totale). La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un’interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume.

 

Parametri di intensità:

 

– Attività fisica di moderata intensità. Su una scala assoluta, l’intensità moderata si riferisce all’attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l’intensità di uno stato di riposo. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di moderata intensità è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10.

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– Attività fisica di vigorosa intensità. Su una scala assoluta, l’intensità vigorosa si riferisce all’attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l’intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di vigorosa intensità è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10.

 

– Attività fisica aerobica. L’attività aerobica, chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardio-respiratorie. Esempi di attività fisica aerobica sono: camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni

 

1. Gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità attraverso o fare almeno 75 minuti a settimana di attività fisica aerobica vigorosa o una combinazione equivalente di attività fisica moderata e vigorosa.

2. L’attività aerobica dovrebbe essere eseguita in sessioni della durata di almeno 10 minuti.

3. Per avere ulteriori benefici per la salute gli adulti dovrebbero aumentare la loro attività fisica aerobica di intensità moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti per settimana di attività fisica aerobica di intensità vigorosa.

4.Le attività di potenziamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di gruppi di muscoli.


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I livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni

Livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni

Parametri:

 

livelli di attività fisica-attività fisica-esercizio fisico-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaTutti i livelli di Attività Fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono formulati sulla base dei seguenti parametri:

– Tipo (quale attività fisica). E’ la modalità di partecipazione all’attività fisica. Il tipo di attività fisica può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo.

– Durata (per quanto tempo). Il periodo di tempo in cui l’attività o l’esercizio viene eseguito. La durata è generalmente espressa in minuti.

– Frequenza (quante volte). Il numero di volte che l’esercizio o l’attività è svolto. La frequenza è generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana.

– Intensità (quanta fatica). L’intensità si riferisce alla velocità con cui l’attività è eseguita o all’entità dello sforzo richiesto per svolgere l’attività o l’esercizio.

– Volume (quanta attività fisica in totale). La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un’interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume.

 

Parametri di intensità:

 

– Attività fisica di moderata intensità. Su una scala assoluta, l’intensità moderata si riferisce all’attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l’intensità di uno stato di riposo. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di moderata intensità è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10.

 

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– Attività fisica di vigorosa intensità. Su una scala assoluta, l’intensità vigorosa si riferisce all’attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l’intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani. Su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, l’attività fisica di vigorosa intensità è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10.

 

– Attività fisica aerobica. L’attività aerobica, chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardio-respiratorie. Esempi di attività fisica aerobica sono: camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare.

 

I livelli di attività fisica raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni

 

Bambini e ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni dovrebbero compiere giornalmente almeno 60 minuti di attività fisica di intensità variabile fra moderata e vigorosa.

Lo svolgimento di attività fisica superiore ai 60 minuti fornisce ulteriori benefici per la salute.

La maggior parte dell’attività fisica quotidiana dovrebbe essere aerobica. Attività di intensità vigorosa, che comprendano quelle che rafforzano muscoli e ossa, dovrebbero essere previste, almeno tre volte la settimana.

Le attività da proporre a bambini e ragazzi dovrebbero supportare il naturale sviluppo fisico, essere divertenti e svolte in condizioni di sicurezza.


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3 Squadre – il Metodo e principio della globalità di Mezieres a Catania: Riflessioni di uno Studioso su Les Trois Equerrese ! Un taglio innovativo …

3 Squadre e principio della globalità del “Metodo Mezieres”, Les Trois Equerres: un taglio innovativo, non aggressivo, armonico che, ancora oggi, affianca le Scienze del Movimento e le tecniche per la prevenzione dei vizi posturali.3 Squadre-Mezieres-Metodo Mézierés-Ginnastica-Esercizi-Palestra-Tre Squadre-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1

E’ un valido metodo che educa a comportamenti somatici corretti dal punto di vista ergonomico e biomeccanico sfruttando contrazioni eccentriche controllate e il corretto atto respiratorio.

Si intuiva il concetto di “Catena Muscolare”per cui i muscoli poli-articolari posteriori, sovrapposti tra loro, agiscono come gli anelli di una unica “catena” che si mette in tensione ai suoi capi!

Françoise Mézières evidenziò 4 catene mio-fasciali descritte come costantemente ipertoniche e retratte:

  • posteriore;
  • antero-interiore;
  • brachiale anteriore;
  • anteriore nucale.

Françoise Mézières, così come fa ogni studioso dell’argomento, mise in relazione le sue osservazioni con la Filosofia dell’argomento e si rese conto che un corpo di forma normale non sfugge alle leggi dell’armonia dell’universo e corrisponde alle proporzioni della SEZIONE AUREA.

Intuì che la forma delle articolazioni dell’apparato locomotore condiziona il movimento e la funzione: ne deriva che, più la forma anatomica delle strutture mio-fasciali si avvicina alla normalità per effetto dell’allungamento mio-tensivo (normalizzazione delle catene cinetiche: globale, progressiva e nei tre piani dello spazio) maggiore è il recupero funzionale delle articolazioni co-interessate.

 

Le 3 Squadre nacquero dopo moltissime riflessioni ed esperienze sul campo.

 

Françoise Mézières, inizialmente, propose esercizi per “raddrizzare” e rinforzare i muscoli del dorso in postura seduta: l’osservazione però le fece prendere coscienza che la rigidità posteriore dei soggetti che seguiva rendevano impossibilità a raggiungere o a mantenere una postura corretta in quella posizione.

3 Squadre-Mezieres-Metodo Mézierés-Ginnastica-Esercizi-Palestra-Tre Squadre-Sezione Aurea-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Un nuovo tentativo la indusse a somministrare la correzione partendo da una posizione immergente in decubito supino: proponeva una spinta assiale sulle spalle nel tentativo di correggere l’anteposizione ma verificò l’immediata compensazione con un incremento della lordosi lombare.

Intuitivamente cercò di contrastare il compenso lordotico con la retroversione del bacino ottenuta dalla flessione degli arti inferiori sul petto: notava che, alla correzione lombare corrispondeva una iperlordosi del rachide cervicale fino ad ottenere una testa incapace di contrastare tale accomodamento con una retroversione del mento.

Ai principi ortodossi che fino a quel momento venivano seguiti dagli addetti ai lavori si opponeva il principio delle catene cinetiche: tutti i muscoli dorsali si comportavano come se fossero un solo muscolo che in allungamento restituiva un istantaneo accorciamento dell’insieme muscolare.

E … dalla Catena Muscolare alle tensioni miofasciali il passo fu reso breve con le 3 Squadre!


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Acido lattico o DOMS: Tutta colpa dell’allenamento intenso?

Acido lattico o DOMS ? Tutta colpa dell’allenamento intenso !

Prof. Carmelo Giuffrida – 2018

 

I fastidiosi dolori conseguenti all’allenamento intenso vengono spesso attribuiti erroneamente a un eccessivo accumulo di acido lattico (acido 2-idrossipropanoico).

Il vero responsabile è il DOMS ossia la rottura di fibre muscolari!

 

Ma … Se iniettassimo Acido lattico puro in un muscolo avverrebbe la stessa cosa?

 

Un soggetto che opera in condizioni di lavoro strenuo produce una massiccia quantità di acido lattico soprattutto nelle fibre bianche (veloci o fast) che hanno un potere glicolitico anaerobico superiore a quelle rosse (resistenti o slow).Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania

Atleti di elevate capacità motorie e che effettuano sport anaerobici lattacidi come i 400, gli 800, o i 1500 metri di atletica leggera arrivano a produrre oltre il 20% di acido lattico in più rispetto ad una persona normale.
La Biochimica funzionale, e in particolare il ciclo di Cori e il tamponamento ematico mediato dal bicarbonato, spiegano il meccanismo responsabile della conversione dell’acido lattico in glucosio nel fegato e ne forniscono le tappe reattive.

Durante l’attività fisica intensa, il metabolismo aerobico non è più in grado di soddisfare l’incremento di richiesta energetica e viene attivata una via accessoria per la produzione di ATP (Adenosin-Tri-Fosfato) detto meccanismo anaerobico lattacido.

Questo fenomeno sopperisce in parte la carenza di ossigeno che si viene a determinare e aumenta la quota di acido lattico prodotta eccedendo le capacità di neutralizzazione da parte del corpo umano.

Ne consegue che, il risultato di questo processo, provoca un brusco incremento della quota di lattato ematico che, normalmente è di 1-2 mmoli/L a riposo ma durante uno sforzo fisico intenso può raggiungere e superare i 20mmol/L, e che, nel sangue, corrisponde alla frequenza di Soglia anaerobica del soggetto.

La Soglia anaerobica, misurata tramite la concentrazione ematica di acido lattico, viene fatta coincidere con il valore della frequenza cardiaca.

 

Acido lattico : massimo in 3 ore non c’è più!

 

Nel corso di un esercizio incrementale si raggiunge la concentrazione di 4 mmoli/L.Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-1

L’acido lattico si accumula nei muscoli e nel sangue quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento: questa condizione si verifica quando la frequenza cardiaca massima – Fcmax – supera l’80% (per i soggetti non allenati) ed il 90% (per i soggetti maggiormente allenati).

Circa il 65% dell’acido lattico prodotto viene convertito in anidride carbonica e acqua, il 20% viene convertito in glicogeno, il 10% in proteine e il 5% in glucosio.

L’acido lattico viene smaltito nel giro di 2 o 3 ore, e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda del metodo di allenamento utilizzato, della durata e dell’intensità di esercizio effettuato e in rapporto direttamente proporzionale alla quantità prodotta e accumulata.

 

DOMS: i leggendari dolori del giorno dopo vengono sfatati. Crolla un mito che non dipende dall’acido lattico!

Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-2Il dolore ai muscoli accusato il giorno dopo l’attività fisica, invece, è causato da micro-lacerazioni di muscoli e fasce che, per reazione fisiologica, danno luogo a processi flogistico-infiammatori, incrementano le attività ematiche e linfatiche e, di conseguenza, aumentano la sensibilità localizzata alle zone muscolari maggiormente sollecitate che, viene tradotta come “dolore muscolare”.

Questa sensazione di “rottura muscolare” si chiama DOMS: è l’acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness, o indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata.

Questo fenomeno, associato a un aumento dello sforzo fisico, è riscontrabile in tutti gli individui a prescindere dalle proprie capacità fisiche e dallo stato di forma raggiunto per mezzo dell’allenamento.

È una risposta fisiologica che raggiunge il picco tra le 24 e le 48 ore a seguito dell’esercizio fisico per estinguersi entro 96 ore.

E’ caratterizzato da:

  • Forte rigidità muscolare;
  • Considerevole riduzione della velocità di contrazione mio-fasciale;
  • Insorgenza del senso di affaticamento;
  • Riduzione della Mobilità Articolare.

 

Il danneggiamento delle miofibrille e del tessuto connettivo peri-muscolare si può imputare ai seguenti motivi:

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  1. alterazioni della permeabilità del sarcolemma, con deficit della pompa Sodio/Potassio e ai conseguenti squilibri elettrolitici;
  2. il Ph si abbassa creando un ambiente acido che attiva enzimi lisosomiali ad azione proteolitica;
  3. lisi delle miofibrille;
  4. innesco di uno stato flogistico reattivo.

Distinguiamo:

  • Indolenzimento muscolare a insorgenza acuta (acute-onset muscle soreness):

 

Percepito durante e/o appena ultimata la sessione di attività fisica in regime anaerobico attraverso un senso di bruciore conseguente al lavoro anaerobico glicolitico (meccanismo anaerobico-lattacido).Acido lattico-DOMS-dolore-muscolare-dolori-muscolari-allenamento-sforzo-attività fisica-esercizio fisico-palestra-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida- Catania-4

Questo evento anaerobico lattacido è il sistema energetico utilizzato nelle attività che richiedono forza e resistenza per un tempo attorno al minuto (il culmine è raggiunto mediamente tra i 40-45 s).

Il suo nome è dovuto alla mancata richiesta di ossigeno (O2) per ossidare un substrato energetico (anaerobico) e alla produzione di acido lattico (lattacido).

I substrati utilizzati in questo sistema sono i depositi di carboidrati endogeni rappresentati dal glicogeno accatastato nel muscolo scheletrico e nel fegato che viene idrolizzato in glucosio.

L’indolenzimento è transitorio poiché l’acido lattico viene smaltito dal corpo nel corso di circa 1 ora dal termine dell’attività fisica [Szymanski – Recommendations for the Avoidance of Delayed-Onset Muscle Soreness. J. Strength Cond. Res. 23(4): 7-13. 2001].

 

  • Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (delayed-onset muscle soreness):

 

È percepito generalmente in un periodo di tempo successivo all’attività fisica anaerobica, manifestando il picco tra le 24 e le 48 ore in seguito al termine dell’attività, e non è collegato alla produzione di acido lattico.

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La formazione del DOMS viene collegata spesso all’esercizio di tipo eccentrico [McArdle W D, Katch FI, Katch VL. Exercise physiology: energy, nutrition, and human performance, edn 3. The United States of America, Lea and Febiger, 1991;698-739], come la corsa in discesa, gli esercizi pliometrici (il termine venne introdotto da Fred Wilt, atleta e allenatore statunitense, per definire degli esercizi che prima d’allora erano genericamente definiti “jump training”), e il tradizionale allenamento con sovraccarichi.

La lesione alla membrana delle miofibrille è il risultato dell’esercizio eccentrico e, scatenando una risposta infiammatoria [Connolly et al. Treatment and prevention of delayed onset muscle soreness. J. Strength Cond. Res. 17(1): 197-298. 2003], produce cataboliti (prodotti di scarto del metabolismo) che funge da stimolatore chimico delle terminazioni nervose: produce direttamente, così, la sgradevole sensazione di dolore, aumenta la permeabilità vascolare e attirano i neutrofili (un tipo di globuli bianchi) verso la zona di lesione. I neutrofili presenti nell’area di lesione generano radicali liberi che possono ulteriormente danneggiare la membrana cellulare. A ciò si aggiunge il naturale gonfiore del sito della lesione che amplifica la sensazione di algia.


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