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10.000 passi Studio Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

10.000 passi per restare in forma

Cammino 10.000 passi al giorno: un mito per restare in forma!

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019 –

Olimpiadi di Tokyo – 1964 – Yoshiro Hatano, ne osserva i contenuti tecnici.

L’anno successivo, 1965, inventa un dispositivo portatile elettronico o elettromeccanico, il manpo-Kei, divenuto, in occidente, pedometro o contapassi!

 

Il manpo-Kei: pedometro o contapassi e la cultura dei 10.000 passi!

 

La cultura popolare detiene la convinzione che per restare in forma sia necessario percorrere almeno 10.000 passi al giorno. La Scienza dell’Esercizio Fisico ritiene che è meglio percorrerne 7.500.

Tutto nasce da una necessità di vendita dei contapassi e delle smartband. I numeri sono privi di fondamento scientifico poiché scaturirono da una scelta arbitraria scaturita da una campagna pubblicitaria proposta dal 1965 in poi che forniva una indicazione sullo stile di vita teoricamente sano e corretto.

 

Il target dei 10.000 passi

 

Una moda poneva il target dei 10.000 passi a capo della progressiva diffusione dei trackers (i dispositivi che tracciano il movimento umano capaci di fornire anche una dettagliata serie di parametri vitali).

Un uomo comune immerso nella società moderna industrializzata produce una deambulazione di 3000-4000 passi al giorno corrispondente a circa 3 Km.

Praticare il fitwalking, applicando la corretta meccanica della locomozione consente di ottenere il miglior beneficio dalla passeggiata, dal trekking o dal tour culturale.

Il cammino contribuisce a stare bene e a migliorare le grandi funzioni organiche (cardio-circolatorie e respiratorie), è un ottimo esercizio preventivo della diabesità e buon coadiuvante della terapia diabetica. Funge anche da ottima strategia per combattere i carcinomi mammari, del colon-retto, dei polmoni. È efficace per contrastare gli stati depressivi, l’osteopenia e l’osteoporosi.

Le comunità scientifiche concordano tutte sul fatto che, compiere 10.000 passi giornalieri, è una ottima raccomandazione; ma è bene fare i conti in ambiente specializzato affidando i calcoli della giusta quantità al Tecnico preposto a ricavare la dose, l’intensità, il carico e i volumi adeguati alla persona che adotta il cammino come farmaco per stare bene e aumentare l’aspettativa di vita!

 

Teoria dei 10.000 passi e walk fit per stare bene!

 

Rigorose ricerche scientifiche hanno evidenziato gli effetti benefici legati all’Attività Fisica.

La prescrizione dell’attività motoria, deve essere considerata una necessità allo stesso modo di un importante farmaco. Infatti, per alcune malattie cardiache come l’infarto, o nella prevenzione del diabete, gli effetti dell’esercizio funzionano al pari di alcune medicine.

Le malattie non trasmissibili, croniche o stabilizzate, risentono favorevolmente di una buone dose di passi giornalieri.

L’ottimale sarebbe quello di effettuare attività per 30 a 60 minuti con moderata intensità, possibilmente in pianura, mantenendo un regime aerobico intorno ai 100-120 battiti al minuto.

Logicamente, i valori cardiaci cambiano in rapporto all’età e allo stato di salute del soggetto. Ed è per questo motivo che occorre rivolgersi allo Specialista dell’Esercizio Fisico (in Italia la figura professionale è quella del Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate o, semplicemente Specialista A.M.P.A.).

 

E’ importante affidarsi a veri Professionisti dell’Esercizio Fisico evitando il “fai da te”

 

L’ambiente altamente specializzato in cui si effettua A.F.A. (Attività Fisica Adattata) prevede un’assistenza costante dell’utente tramite un piano di lavoro personalizzato (Body Way Assistance) e integra l’attività dello Walk fit con una specifica sequenza di Esercizi personalizzati in un piano di lavoro con rapporto 1:1 o con frequenza bi-settimanale in mini gruppi di lavoro costituito da un MAX DI 3-4 persone, condotto sotto costante controllo di un Direttore Tecnico e di un Operatore specializzato in tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate.


CONTATTI

Se desidera avere più informazioni, avere chiarimenti su problematiche personali, se ha un problema particolare ed urgente, o se desidera avere un breve primo colloquio informativo tecnico prima di richiedere l’appuntamento per una Consulenza, avrà la possibilità di parlare con uno dei nostri specialisti dell’Esercizio Fisico semplicemente richiedendolo all’Operatore di Segreteria:

Tel.: 095/387810 – Cell.: 338/9134141

e-mail: drcarmelogiuffrida@yahoo.it oppure : info@drcarmelogiuffrida.com

 

 

 

 

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-4

Ipermobilità articolare e Attività Fisica Adattata

Ipermobilità articolare o sindrome di Ehlers Danlos: una malattia rara la cui entità invalidante, clinica e genetica, può usufruire dei benefici dell’Attività Fisica Adattata e dell’Esercizio Fisico guidato.

 

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaQuesta malattia rara, espressione clinica di alterazioni genetiche del tessuto connettivo,  coinvolge più organi e conferisce un variabile polimorfismo da un soggetto ad un altro, o nel medesimo soggetto, nel corso del tempo.

Le manifestazioni cliniche (dolore, affaticamento, stipsi, disturbi di percezione del corpo, dell’equilibrio e del controllo dei movimenti) inducono errori diagnostici e terapeutici attribuendo all’immaginazione dei soggetti, spesso esaminati in fretta, la stigmatizzazione di ipocondriaci simulatori, “psicosomatici” o/e, in generale, “psichici”, senza alcun supporto psichiatrico.

Alla Sindrome si riconducono anche sintomatologie vascolari e neuro-vegetative, gastrointestinali, ostetriche, urinarie, odonto-stomatologiche, otorinolaringoiatriche (uditivi, controllo dell’equilibrio, olfattivi), visive e respiratorie.

Emicranie, insonnia, vertigini, deficit cognitivi di attenzione, di concentrazione e di memoria, sono oggetto di attuali studi.

Lussazioni ricorrenti, noduli cutanei, pelle ipermobile e fragile dotata di un’insolita sottigliezza e di una straordinaria elasticità, cicatrici multiple derivanti da traumi di minima entità derivanti da un’anomalia del tessuto connettivo, caratterizzano lo stato morboso di questa patologia rara.

 

Approccio alla propriocezione ed alla rieducazione o riequilibrio:

Orientamento Chinesiologico

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-1Se somministrate con dovizia di particolari e con equilibrata esperienza, la rieducazione propriocettiva e la ginnastica respiratoria, possono aiutare il soggetto che è vittima di questa particolarissima patologia evitando di svolgere attività motorie particolarmente aggressive oppure a sottoporsi a inutile chirurgia ortopedica o dell’apparato digerente.

La scarsa efficienza meccanica del sistema muscolo-tendineo contribuisce a disturbare la motricità che è già difficile in soggetti perennemente affaticati.

L’errata percezione della posizione del corpo non permette di posizionare esattamente lo spazio circostante rispetto a se stessi per cui ne deriva una “dissociazione sensitivo-motoria” che può interessare una parte più o meno importante del corpo (uno o due arti) responsabile di cadute da cedimento, di sindromi pseudo-paralitiche, da “goffaggine”, con caduta di oggetti e difficoltà di eseguire compiti per quanto semplici (l’urto contro ostacoli ne è un esempio: “segno della porta ” derivante dall’urtare lo stipite attraversando una porta).

Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’ipermobilità articolare è la componente fenotipica più caratteristica, sebbene non specifica.

Un piano di trattamento individuale, condotto con Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate nell’ambito di un approccio multidisciplinare della sindrome di Ehlers Danlos, deve tenere conto dello specifico patologico e valutare globalmente le autonomie e la funzione del soggetto. E’ fondamentale individuare un programma di Esercizio Fisico Clinico idoneo, mirato soprattutto al mantenimento e al miglioramento dell’autonomia e della funzione articolare.

 

Ipermobilità articolare: propriocezione e isometria per stabilizzare tronco e cingoli

 

L’A.F.A. (Attività Fisica Adattata) è principalmente propriocettiva, concentrata su esercizi rigorosamente isometrici per stabilizzare i muscoli del tronco e dei cingoli.Ipermobilità articolare-sindrome di Ehlers Danlos-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-3

La mobilizzazione attiva ha un impatto molto positivo e duraturo: deve essere utilizzata e ripetuta con parecchie ripetizioni associando esercizi di potenziamento muscolare e miglioramento della stabilità articolare.

Gli schemi facilitativi neuro-muscolari risultano utili per correggere gli schemi propriocettivi. Vi si associa la stimolazione cutanea e dei tessuti molli.

Dopo adeguata preparazione, la rieducazione allo sforzo diventa una prospettiva interessante per l’ottima tolleranza sviluppabile ma occorre dissociare tra la relativa facilità di produrre un grande sforzo (come il cammino) e la difficoltà a reggersi in piedi.

Esercizi specifici per il pavimento pelvico e la regione perianale risultano efficaci ed indispensabili.

Va consigliato di evitare generosi e lunghi periodi di inattività e di astensione dalla regolare attività motoria (aumento del rischio di decondizionamento muscolare).

 


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cancro e attività fisica-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

CANCRO E ATTIVITA’ FISICA AL PLACE: Il Prof. Carmelo Giuffrida relatore all’8° edizione

Il Prof. Carmelo Giuffrida è stato invitato a relazionarein qualità di FACULTY, all’8° Edizione  di PLACE  – Platform of Laboratories For Advances in Cardiac Experience –nella sessione di CARDIONCOLOGIA , su “CANCRO E ATTIVITA’ FISICA”.

 

 

Il Congresso si svolgerà a Roma, presso l’Auditorium della Tecnica del Centro Congressi di Confindustria,

nei giorni 22 e 23 Novembre 2019

 

Lo “Studioso” catanese sostiene da tempo che l’Attività Fisica, avviata preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità, svolta con frequenza regolare, praticata con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità motorie, può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche contribuendo a ritrovare la gioia di vivere.

A Catania, da 3 anni, Uomini di Scienza e Studiosi del Movimento Umano, coordinati dal Prof. Carmelo Giuffrida, partner ufficiale della Giornata Mondiale del Cancro – World Cancer Day – indetta dalla Union for International Cancer Control (UICC), danno seguito agli studi iniziati alcuni anni fa sull’esercizio fisico gettando importanti basi sulla ricerca del settore con una Review delle Evidenze scientifiche internazionali finalizzati all’Attività Fisica Adattata (A.F.A.).

Negli ultimi venti anni una grande quantità di dati scientifici affermano e provano che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata alle capacità individuali è un fattore di primaria importanza per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative definite Malattie Non Trasmissibili – Non Communicable Diseases.

Convocazione PLACE Relatore Prof. Carmelo Giuffrida su Cancro e Attività Fisica

 

 

 

Contro il Cancro bisogna promuovere costantemente la pratica dell’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.)

 

Tumore-Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-1Lo Studio del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida e i Membri della sua Equipe tecnica, per ottenere il miglioramento del continuum salute-malattia, promuovono costantemente la pratica dell’Esercizio Fisico Adattato (E.F.A.) e indirizzano l’utenza a riacquisire fiducia nel proprio corpo: significa far vivere una soddisfacente qualità della vita nonostante sia pressoché impossibile evitare alcuni effetti collaterali connessi alla malattia e alla terapia oncologica. È possibile alleviare parzialmente le risposte riducendone progressivamente gli effetti o, perlomeno, rendendo più sopportabile l’esito.

Al contrario di ciò che spesso viene “consigliato” da conoscenti, parenti e amici, di non affaticarsi, di riposarsi, di non fare sforzi fisici, un’attività fisica regolare è in grado di migliorare quello stato di efficienza fisica alterato dalla malattia e dalle terapie fornendo nuove energie, fiducia in se stessi, attenuando o superando in parte la sensazione generale di insicurezza.

 

Cancro e attività fisica al PLACE: come l’A.F.A. influenza il benessere e riduce i rischi tumorali

 

Soppesando attentamente vantaggi e rischi, l’esercizio fisico regolare permette di constatare rapidamente i progressi fisici e i miglioramenti prestativi malgrado i limiti dettati dalle precarie condizioni di salute; l’attività motoria influenza il benessere psicologico e sociale riducendo il rischio tumorale.Cancro e attività fisica adattata-Cancro-tumore-oncologia-Attività Fisica-Adattata-Esercizio Fisico-Adattato-Prevenzione-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Ovviamente, i benefici dipendono molto dalla singola persona, dalla sua volontà di volersi aiutare, dalle condizioni di salute e dalla tipologia di tumore.

Certamente, lo Specialista dell’Attività Fisica Adattata deve stabilire la giusta dose di movimento e sport, tenere conto della sintomatologia presente e pregressa, le eventuali co-morbidità e redigere una idonea pianificazione programmatica.

 

Il Team tecnico è cosciente che l’attività fisica riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali.

Tanto la bibliografia internazionale, quanto le evidenze scientifiche, consentono di affermare che il Cancro può essere controllato anche con l’Attività Fisica Adattata!

I benefici dell’esercizio fisico sono già noti da parecchi anni!

Ricominciare dopo il dramma di un tumore vuol dire passare anche attraverso il recupero funzionale del proprio corpo e della propria efficienza fisica!

È l’ennesima prova di coraggio, di sfida, di volontà, di voglia di vivere bene.

 

 

 

 

Tumore-Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-1

Tumore: Muoversi fa bene!

Tumore: Muoversi fa bene … ma affidando il proprio corpo ai professionisti giusti!

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019 –

 

Tumore-Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-1Un’attività fisica regolare e ben studiata è in grado di migliorare la prestazione fisica che è stata alterata dallo stato patologico del tumore e dall’insieme di terapie oncologiche.

Nuove energie e la riacquisizione della fiducia in se stessi consente di attenuare e superare in parte la sensazione generale di insicurezza.

 

Tumore battuto con adeguata attività fisica

 

Non appena ultimata la fase acuta dell’evento, la soluzione ottimale sarebbe quella di cominciare una adeguata attività fisica osservando un piano di lavoro specificatamente redatto in forma individualizzata. Questo segue il primo periodo di recupero fisioterapico operato dal personale sanitario nel reparto oncologico.

Una tempistica superiore ai 35 minuti al giorno di esercizi finalizzati, associati all’attività fisica programmata sotto la guida di uno Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (Specialista A.M.P.A.), consente di constatare, in tempi brevi, i rapidi progressi fisici ed osservare i netti miglioramenti delle proprie prestazioni, malgrado i limiti disfunzionali conseguenti alle carenti condizioni di salute, con grande influenza positiva sul proprio benessere psicologico e sulla sfera sociale.

L’avventura di una nuova vita pone alla base di una migliore qualità vitale il piacere di muoversi. Occorre scoprire il benessere derivante da una attività motoria ben condotta e ben seguita affidandone allo Specialista A.M.P.A. il raggiungimento degli obiettivi primari.

 

Attività Fisica Adattata: Un potentissimo “farmaco” contro il tumore 

 

Tumore-Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-2L’Attività Fisica Adattata è un potentissimo “FARMACO” e offre molto più di una semplice opportunità.

Le evidenze scientifiche e gli studi approvati dalle Comunità Scientifiche internazionali concordano tutti nell’affermare con forza che è possibile ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore praticando regolarmente l’esercizio fisico condotto in regime aerobico ed osservando parametri ben precisi.

Esattamente come si fa con l’uso di un farmaco, l’esercizio deve essere dosato e somministrato in quantità corretta, con qualità superiore a ciò che abitualmente si può reperire in un mercato di avventati occasionali “professionisti” del fai da te: bisogna affidarsi alle attenzioni di Specialisti del settore che sono stati opportunamente formati presso gli Atenei Universitari.

Gli Studi scientifici confermano l’utilità dell’attività fisica (…e non dello sport, che è ben altra cosa!) moltiplicando le conferme dei benefici derivabili da un buon piano di lavoro mirato sulle esigenze del singolo soggetto oncologico.

Minore stanchezza fisica, abbattimento del senso di spossatezza, miglioramento degli effetti psicologici, incremento della tollerabilità terapeutica oncologica, qualità della vita … sono tutte risposte positive che influiscono sul decorso della malattia.

 

L’Attività Fisica Adattata contro il tumore va “somministrata” con le dovute cautele!

 

Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-3Una malattia tumorale comporta fasi che richiedono particolari riguardi del corpo: bisogna valutare sempre rischi e vantaggi soppesando l’utilità delle scelte operate.

Infatti, alcuni obiettivi possono andare bene per combattere una tipologia di tumore e non andare assolutamente bene per altri.

E, questo è il motivo per cui i parametri di lavoro devono essere sapientemente decisi dallo Specialista A.M.P.A. senza improvvisare nulla o facendo da soli scelte incaute (spesso capita di osservare soggetti che ritengono di essere capaci di auto-somministrarsi esercizi fisici ritenendo di essere all’altezza della situazione!).

Gli Specialisti A.M.P.A sono i professionisti giusti per prevenire errori valutativi, dosare tempistiche, intensità, volumi e carichi dell’esercizio, pianificare il programma di attività più indicata.

 

Tumore: verso nuove esperienze con l’A.F.A.

 

Tumore-Cancro-Oncologia-Attività Fisica-Attività Fisica Adattata-prevenzione-Studio-Prof.-Dott.-Carmelo Giuffrida-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-AFA-4Chi, prima di ammalarsi di cancro, proviene dal mondo dello sport, facilmente si adegua ed accetta un programma di attività fisica adatto.

Chi, al contrario, invece conduceva una vita sedentaria e priva di attività fisica costante ha difficoltà ad iniziare una condotta motoria differente, più dinamica.

Avviare un buon piano di lavoro significa cogliere l’occasione per fare una cosa nuova e vedere con occhi diversi il mondo circostante; usare il movimento è come utilizzare un “Farmaco” miracoloso per raggiungere obiettivi precisi.

Bisogna riflettere e, con una guida, avviare quanto necessario per cominciare a fare qualcosa di costruttivo per aiutare se stessi.

 


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Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1

Cancro ed Esercizio Fisico: Un percorso personalizzato contro il tumore

Cancro ed Esercizio Fisico

Prof. Carmelo Giuffrida – 2019 –

 

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-CataniaUn evento oncologico incide profondamente sulla persona interessata e cambia la vita anche a tutta la famiglia che ne condivide le profonde “ferite” psicologiche e somatiche.

È con estrema fatica che la perturbazione dell’equilibrio rotto dal cancro possa tornare ad offrire certezze e serene aspettative.

La vita dei malati oncologici si è notevolmente allungata e, con essa, sono migliorate le aspettative: ciò grazie a diagnosi precoci, miglioramenti terapeutici, approcci.

 

WHY?

 

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1E’ possibile affrontare un nuovo cammino, prendersi cura di sé, amarsi e ricominciare dopo aver incontrato la malattia, combattere gli effetti collaterali del tumore e le conseguenze delle terapie oncologiche: si può fare ripristinando le proprie capacità fisiche, riacquisendo fiducia in se stessi, riscoprendo la gioia di vivere la vita.

Studi recenti condotti su soggetti oncologici hanno dimostrato come l’attività fisica (e non lo sport!) può essere capace di prevenire l’evento, ridurre le probabilità di recidive e abbassare sensibilmente il tasso di mortalità.

Il movimento, da soli, in coppia, outdoor o in ambiente artificiale protetto, purché seguito ed assistito da Tecnici specializzati, è una soluzione positiva che consente di operare una esperienza utile per ritrovare se stessi.

Un programma di Attività Fisica Adattata individuale consente di essere seguiti passo passo, momento per momento, fino a trovare la soddisfazione del proprio bisogno.

Una pianificazione in seno ad un mini-gruppo (max 4 persone) consente di fare nuove conoscenze, parlare, fare amicizie, trovare persone con cui confrontarsi, … tornare a sorridere e a vivere!

 

Cancro con esercizio fisico: Migliorare la qualità della vita con un percorso di Attività Fisica Adattata personalizzato consente di rendere più positivo ogni giorno!

 

Cancro-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-2L’Attività Fisica avviata preventivamente o dopo la fase acuta, una volta ottenuta la stabilità, svolta con frequenza regolare, praticata con giudizio e in forma adeguata alle proprie specifiche capacità motorie, può ridurre alcuni effetti collaterali della patologia tumorale e delle terapie oncologiche contribuendo a ritrovare la gioia di vivere.

I vantaggi di cui si ottengono potenziali utili sul decorso della patologia sono:

 

  • miglioramento della mobilità articolare;
  • incremento della forza muscolare e della resistenza;
  • ampliamento delle capacità respiratorie e cardio-circolatorie;
  • ritardo dell’insorgenza della fatica contrastando la «fatica cronica» caratteristica del soggetto oncologico;
  • influsso positivo sul sistema immunitario;
  • nuove amicizie (se si partecipa all’attività di mini-gruppo);
  • nuove esperienze sensoriali, percettive, tattili e motorie;
  • svago e divertimento finalizzato.

 

WHO?

 

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Il Team del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida indirizza l’utenza a riacquisire fiducia nel proprio corpo.

Ciò significa far vivere una soddisfacente qualità della vita nonostante sia pressoché impossibile evitare alcuni effetti collaterali connessi alla malattia e alla terapia oncologica.

È possibile alleviare parzialmente le risposte riducendone progressivamente gli effetti o, perlomeno, rendendo più sopportabile l’esito.

 

 

Muoversi sulla strada giusta fa bene per migliorare il benessere e la qualità della vita

 

Cancro ed esercizio fisico-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-1Al contrario di ciò che spesso viene “consigliato” da conoscenti, parenti e amici, di non affaticarsi, di riposarsi, di non fare sforzi fisici, un’attività fisica regolare è in grado di migliorare quello stato di efficienza fisica alterato dalla malattia e dalle terapie fornendo nuove energie, fiducia in se stessi, attenuando o superando in parte la sensazione generale di insicurezza.

 

How?

 

Affrontare una “nuova avventura”.

Il piacere dell’esercizio fisico prima, durante e dopo il trattamento oncologico per ridurre i sintomi della malattia, gli effetti collaterali delle terapie anti-cancro e migliorarne l’efficacia !!!

 

Cancro ed esercizio fisico-attività fisica-adattata-tumore-oncologia-Prof. Dott. Carmelo Giuffrida-Catania-2Soppesando attentamente vantaggi e rischi, l’esercizio fisico regolare permette di constatare rapidamente i progressi fisici e i miglioramenti prestativi malgrado i limiti dettati dalle precarie condizioni di salute; l’attività motoria influenza il benessere psicologico e sociale riducendo il rischio tumorale.

 

Ovviamente, i benefici dipendono molto dalla singola persona, dalla sua volontà di volersi aiutare, dalle condizioni di salute e dalla tipologia di tumore.

Lo Specialista dell’Attività Fisica Adattata deve stabilire la giusta dose di movimento e sport, tenere conto della sintomatologia presente e pregressa, le eventuali co-morbidità, e redigere una idonea pianificazione programmatica.

 


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