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INFORTUNI NELLO SPORT: importanza della riatletizzazione

La moderna Scienza dell’Esercizio Fisico applicata alla traumatologia sportiva non può ignorare, al termine della fase riabilitativa da un infortunio e del periodo di fisioterapia, prima del ritorno incondizionato all'attività sportiva, la programmazione di un periodo di riatletizzazione per  riportare l'atleta, professionista o amatoriale, alle capacità fisiche che aveva acquisito prima dell’evento sinistroso consentendogli di allenarsi con le medesime modalità pre-infortunio e riducendo al massimo il rischio di recidive o di sovraccarico funzionale e strutturale.L’infortunio è un danno funzionale che si verifica in allenamento o durante la competizione che impedisce all’atleta di prendere parte alle attività motorie successive per un tempo limitato più o meno lungo o definitivamente.L’infortunio è un evento lesivo associato a una specifica attività motoria; si determina in un lasso di tempo ridotto associandosi ad una causa di natura più o meno violenta.
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Quando lo sport fa male: La frattura da stress

Le lesioni da sovraccarico del sistema osteo-muscolo-tendineo per effetto di fenomeni micro-traumatici ripetuti nel corso del tempo si riscontrano frequentemente negli atleti. Quando ad essere interessata è la struttura ossea si può verificare la frattura da fatica o da stress. Per effetto del training l’apparato locomotore subisce degli adattamenti che, per quanto riguarda l’osso, struttura relativamente più inerte rispetto al muscolo, se fortemente sollecitato può cedere alle forze meccaniche producendo la micro-frattura.
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Spalla – Riatletizzazione del complesso scapolo omerale

La spalla serve a posizionare la mano nello spazio per svolgere le attività vitali della quotidianità. Nelle attività sportive che utilizzano lanci da sopra il capo come il baseball, il tennis, il giavellotto, … il complesso scapolo-omerale agisce come un convogliatore di forze meccaniche create dai muscoli più voluminosi e forti verso l’avambraccio e la mano che vengono coinvolti in schemi motori sempre più fini in direzione centrifuga verso le dita. L’abilità esecutiva e l’efficacia degli schemi motori deriva in modo direttamente proporzionale dalla mobilità e dalla stabilità dell’articolazione Gleno-Omerale la cui configurazione ossea consente movimenti senza restrizioni.