Tensegrità-Tensintegrità-Sinergetica-Riflessioni-struttura tensegrale-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

Dalla Floating compression alla Tensegrità e alla Sinergetica

Il termine tensegrità o “tensintegrità” è la traduzione italiana della parola tensegrity in seguito alla contrazione dei due vocaboli inglesi tensional e integrity equivalente al concetti di “integrità tensionale”.

 

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

Lo studio del principio della tensegrità (tensegrity) o tensintegrità

“… il comportamento di un sistema nella sua interezza, integrato, aggregato, non è prescindibile dal comportamento delle sue componenti, o da quello dei costituenti delle sue componenti, prese separatamente dall’intero”.

Richard Buckminster Fuller

 

La prima definizione di struttura tensegrale è stata data da Richard Buckminster Fuller:

“Assemblaggio di elementi tesi e compressi in cui gli elementi tesi sono continui e quelli compressi discontinui”!

Le applicazioni della tensintegrità nel campo biologico/biomedico induce a una definizione molto suggestiva!

 

Il corpo umano, così come il corpo degli animali o anche della più semplice cellula, è caratterizzato dalle architetture tensegrali. Queste strutture, che ne costituiscono l’elemento portante, garantiscono la minima massa strutturale per una varietà di condizioni di carico. Includono gli elementi soggetti a carichi eccentrici, di compressione, di trazione (sotto un dato vincolo di rigidezza), di torsione. Comprendono, anche, le strutture semplicemente appoggiate (ad esempio, il bacino sulle teste femorali), senza collasso per compressione o per instabilità.

Una speciale capacità delle architetture tensegrali consiste nell’integrazione delle funzioni di controllo nel progetto delle strutture.

Nei sistemi tensegrali controllati, la meccanica del controllo e la struttura possono cooperare naturalmente attraverso il cambiamento della configurazione di equilibrio della struttura. Cioè, in modo opposto a quanto avviene nel controllo tradizionale.

Spesso, la meccanica e la logica del controllo, non interagiscono facilmente con l’equilibrio della struttura. O, addirittura, il sistema può andare in conflitto con sè stesso.

 

La tensintegrità: attuatori e sensori  in un unico sistema di controllo!

 

Le strutture biologiche umane sono in grado di soddisfare passivamente i criteri riguardanti la sicurezza nello spazio circostante, la stabilità e la facilità di funzionalità garantendo la resistenza necessaria per evitare il collasso e per assorbire le forze meccaniche a cui vengono sottoposte.

Le strutture attive somatiche sono integrate con “attuatori” e “sensori” coesistenti in un unico sistema di controllo. Quando i sensori rilevano un eventuale disturbo, il sistema di controllo utilizza attuatori per cambiare il comportamento delle proprietà strutturali come la forma o la tensione mio-fasciale, per ottenere il cinematismo più utile o ricercato.

La struttura può, quindi, continuare a rimanere, in tal modo, operativa.

Tensegrità-Tensintegrità-Sinergetica-Riflessioni-struttura tensegrale-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaLa struttura tensegrale è un insieme di “isole di compressione in un oceano di tensione”.

Questa definizione fa rientrare al proprio interno diverse tipologie di sistemi. Fra questi, per esempio, anche i sistemi pneumatici, in cui l’aria compressa è contenuta all’interno di una membrana continua in tensione. Ciò, sottolinea una caratteristica comune a tutti i sistemi tensegrali riguardante la disposizione degli elementi compressi all’interno della maglia tensionale.

Ingegneristicamente, è appropriato definire le strutture tensegrali come “sistemi in uno stato di auto-equilibrio stabile, comprendenti una serie discontinua di componenti compressi all’interno di un continuum di componenti in tensione”.

 

La tensintegrità: un concetto dell’architettura scolpisce l’apparato locomotore umano

 

L’architetto Richard Buckminster Fuller e un suo studente di arte presso il Black Mountain College (North Carolina, USA), Kenneth Snelson, che si ispirò alle sue lezioni sui sistemi geometrici, realizzarono, nel 1948, una struttura tensegrale tridimensionale. Introdussero il concetto della “tensegrità” in opere innovative nel campo dell’architettura/scultura. Le loro creazioni sfidarono i principi cardinali dell’architettura classica. Alla gravità veniva opposta l’esaltazione di leggerezza e l’eleganza delle strutture costruite, minimizzando i materiali impiegati e mantenendo un’elevata stabilità intrinseca.

Si parlò di floating compression, cioè di compressione fluttuante, e non era ancora stato utilizzato il termine “tensegrity”.

La tensegrità descrive un principio di relazione strutturale, nel quale, la forma delle strutture è garantita dai comportamenti tensionali del sistema. Questi sono limitatamente chiusi e comprensivamente continui. Non possono essere garantiti dai comportamenti dei membri di compressione che sono discontinui ed, esclusivamente, locali.

Le strutture tensegrali hanno l’abilità di cedere sempre di più senza rompersi o separarsi.

 

Il corpo umano è costituito da strutture reticolari spaziali che conservano la loro forma e sostengono i carichi, in virtù di uno stato di autosollecitazione (pre-sollecitazione o self-stress).

Realmente, la tensegrità si riferisce all’integrità delle strutture basate su una particolare sinergia tra componenti di tensione e di compressione, capaci di bilanciarsi a vicenda.

La sinergia che ne scaturisce è uno dei principi di base della tensegrità, definita da R. Buckminster Fuller nell’opera Synergetics (Sinergetica), in cui spiega che “il comportamento di un sistema intero, integrato, aggregato, non è predicibile dal comportamento delle sue componenti, o da quello dei costituenti delle sue componenti, prese separatamente dall’intero”.

 

Pertanto, è su questo principio che si regola l’apparato locomotore!

 

La forma della struttura corporea è garantita dai comportamenti tensionali del sistema, che sono limitatamente chiusi e comprensivamente continui, e non dai comportamenti dei membri di compressione, che sono discontinui ed esclusivamente locali.

E su questo principio opera il protocollo di Attività Fisica Adattata del Prof. Carmelo Giuffrida quando si vuole rimettere in equilibrio un corpo umano che presenta gravi dis-funzionalità motorie e posturali.

Le strutture tensegrali hanno l’abilità di “cedere sempre di più, senza però rompersi o separarsi”. Perciò, in poche parole, il termine tensegrale, si riferisce all’integrità delle strutture. Queste, basate su una particolare sinergia tra componenti di tensione e di compressione, si bilanciano vicendevolmente.

La sinergia è uno dei principi base delle strutture tensegrali,

Quindi, il riequilibrio delle catene cinetiche posturali attraverso l’Esercizio fisico non può ignorare l’elementarietà della strutturazione scheletrica e mio-fasciale del corpo umano.

Per essere precisi, allo stato di auto-equilibrio stabile corrisponde una struttura che, prima ancora di essere soggetta a qualsiasi carico esterno, compreso il  proprio peso, deve trovarsi in uno stato di presollecitazione in grado di garantire la stabilità, ovvero, la capacità da parte del sistema di ripristinare la posizione
iniziale dopo una qualsiasi perturbazione esterna.

In realtà, tantissimi “mal di schiena”, lombalgie, lombosciatalgie, dolore al rachide cervicale, … sono connessi alla mancanza di sinergie strutturali e a cattiva tensintegrità!


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