Vertigini Parossistiche Posturali: rieducazione funzionale

Vertigini Parossistiche Posturali e Attività Fisica Adattata

Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

 

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Vertigini Parossistiche Posturali – La conferma del sospetto diagnostico può essere ottenuta tramite specifiche manovre: la manovra di Dix-Hallpike, la manovra di Pagnini-McClure o, con una semplice orto-supinazione rapida; queste manovre scatenano specifiche reazioni utili per l’analisi dei vari canali. Grazie alle vertigini provocate si osserva la comparsa di un tipico nistagmo (movimento involontario degli occhi) documentabile in maniera ottimale con la video-nistagmo-scopia.

Le manovre eseguite in modo corretto per evitare falsi negativi obbligano a mantenere la posizione per almeno 30” per evitare le afferenze visive in grado di attenuare il nistagmo.

Le principali caratteristiche della vertigine e del conseguente tipico nistagmo osservabile in presenza di cupololitiasi, fornisce, ad ogni ripetizione della manovre, una possibile progressiva riduzione di vertigine e del nistagmo con la latenza di comparsa, la estinguibilità fenomenica (nistagmo parossistico di breve durata) e la affaticabilità, fino alla totale scomparsa.Vertigini-Postura-Attività Fisica-Esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-1

La prova calorica rivela una simmetria tra i due labirinti esaminati quando c’è l’assenza di danni labirintici; una lieve ipo-reflessia del lato colpito è compatibile con la diagnosi.

In realtà, il tradizionale test calorico (eseguito introducendo acqua calda o fredda nel condotto uditivo) stimola quasi esclusivamente il solo canale semicircolare laterale; per tale motivo è più facile riscontrare un deficit di risposta del labirinto nelle cupolo-litiasi interessanti questo canale mentre è più difficile riscontrare i più frequenti deficit funzionali del canale semicircolare posteriore.

In qualche caso è possibile riscontrare una lieve ipoacusia neurosensoriale monolaterale all’esame audiometrico. E’ possibile che, almeno nelle forme su base vascolare, tale reperto debba essere considerato derivante dalla stessa causa che ha determinato la cupolo-litiasi e non è espressione del distacco otolitico.

 

Vertigini: allo Specialista ORL il compito di escludere un neurinoma del nervo acustico!

 

E’ prudente, in tali casi, proseguire le indagini mediante una analisi dei potenziali evocati uditivi, per escludere la presenza di un possibile neurinoma del nervo acustico.

Generalmente non si evidenzia una vera e propria instabilità ma, con la stabilometria computerizzata, è possibile riscontrare lievi alterazioni della postura che vengono aggravate dalla prolungata contrazione muscolare mantenuta dal paziente. Nelle forme di lunga durata, in attesa di una diagnosi corretta, il soggetto “impara” a compensarsi assumendo atteggiamenti in tensione del collo o del tronco per evitare la comparsa della vertigine.Vertigini-Postura-Attività Fisica-Esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-2

Le Vertigini Parossistiche Posturali o vertigine posizionale parossistica benigna è la più frequente forma di sindrome vertiginosa “posizionale”; occorre, però, escludere altre forme neurologiche che mimano lo stesso quadro clinico.

Qualunque anomalia riscontrata rispetto al quadro tipico deve sempre considerare la possibilità di una lesione del nervo o del tronco dell’encefalo; pertanto, vanno suggeriti ulteriori accertamenti (potenziali evocati uditivi, risonanza magnetica).

 

La rieducazione vestibolare assistita: usare l’esercizio fisico per insegnare al sistema vestibolare come ricalibrarsi e difendersi dalle vertigini!

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La rieducazione delle vertigini, soprattutto della vertigine posizionale benigna (e di molte altre sindromi vertiginose e disturbi dell’equilibrio), consiste prevalentemente nella rieducazione vestibolare. Una serie di esercizi fisici condotti in ambiente specializzato sono in grado di insegnare al sistema vestibolare come abituarsi agli stimoli e a “ricalibrare” l’intero sistema, sfruttandone la plasticità intrinseca.

Il piano di trattamento deve essere strettamente seguito dal Dottore in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate! Questo deve essere possibilmente specializzato in Posturologia o in Chinesiologia Rieducativa. Gli esercizi somministrati devono essere eseguiti secondo uno specifico protocollo strettamente personalizzato.

Paradossalmente, il soggetto deve provocare le crisi vertiginose ripetendo volontariamente i movimenti scatenanti.

Vanno evitate le somministrazioni dei tradizionali farmaci anti-vertigine (ad esempio Microser) e le limitazioni volontarie del movimento poiché creano adattamenti posturali secondari da difesa.

Test di Dix-Hallpike positivo: Il trattamento può essere effettuato immediatamente al momento della diagnosi.

Con questa manovra, il soggetto si sposta dalla posizione seduta a quella sdraiata e, ruotando la testa e il corpo in una sequenza specifica di movimenti, favorisce la fuoriuscita degli otoliti dai canali semicircolari consentendone il loro rientro nell’utricolo.

Dopo l’esecuzione della manovra il soggetto viene invitato a non assumere la posizione completamente distesa per 48 ore al fine di evitare che gli otoliti liberi si depositino nei canali semicircolari.Vertigini-Postura-Attività Fisica-Esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-4

 

Manovra liberatoria di Semont per contrastare il manifestarsi delle vertigini

 

Questa manovra (nella sua variante classica o in quella semplificata) è efficace “solo” nella forme di cupololitiasi del canale semicircolare posteriore; consiste in una particolare sequela di movimenti bruschi del capo e del corpo effettuate in una singola seduta (eventualmente ripetuta), con l’obiettivo di riportare gli otoliti nel vestibolo (manovra di riposizionamento).

Il soggetto è posto sul fianco, dal lato affetto, con la testa appoggiata sulla spalla; dopo 30 sec. si ruota la testa in alto di 45° prima e 90° successivamente; quindi si ritorna a 45° ed a 0°, ruotando la testa basso. Dopo aver riportato il soggetto in posizione seduta, si ripete la manovra sul lato opposto. Infine, si riposiziona il soggetto seduto, con la testa reclinata sulla spalla.

L’indubbia efficacia (non garantita in tutti i casi) di questa manovra per la risoluzione delle cupolo-litiasi del canale semicircolare posteriore, comporta il rischio (piuttosto frequente!) di disseminare il materiale otolitico in altri canali semicircolari; ciò comporta la comparsa di quadri legati all’interessamento pluri-canalare.Vertigini-Postura-Attività Fisica-Esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-5

 

La posizione “coatta” per combattere le vertigini !!!

 

Quando il canale interessato è quello laterale si procede a una rieducazione vestibolare tramite l’uso della posizione “coatta”. Il soggetto resta coricato di fianco per 12 ore consecutive sul lato affetto, con l’obbiettivo di “liberare” il canale ottenendo la progressiva discesa del materiale otolitico verso l’utricolo.

Sebbene tale procedura abbia delle validissime basi razionali, la sua praticità è senz’altro scarsa a favore di altre manovre più pratiche proponibili in alternativa.

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Vertigini:

Manovra di riposizionamento delle particole (canaliti) di Epley modificata

 

Il soggetto è seduto sul lettino in modo tale da assumere, con la posizione supina, la possibilità di porre la testa al di fuori del bordo del lettino; il rieducatore si pone lateralmente al soggetto dal lato affetto; il soggetto ruota la testa verso il rieducatore stesso passando dalla posizione seduta a quella supina. con l’orecchio del lato affetto rivolto verso il basso.

Il rieducatore si sposta sul lato opposto del lettino, ruota la testa del soggetto mantenendo per 30 secondi la nuova posizione, in modo tale che l’orecchio del lato affetto sia rivolto verso l’alto.

Successivamente, il soggetto si gira sul fianco opposto al lato affetto, mentre il rieducatore ruota la testa del soggetto nella stessa direzione in modo tale che il naso sia rivolto verso il basso; questa posizione viene mantenuta per 30 secondi. Infine, si riposiziona il soggetto seduto con la testa rivolta verso il lato sano.

 

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Vertigini: Rieducazione posturale e motoria-vestibolare

 

Tutte le manovre che mirano alla risoluzione immediata della sintomatologia sono inefficaci sugli atteggiamenti posturali viziati assunti dal soggetto per prevenire nuove crisi.

Con il trascorrere del tempo le posture assunte possono determinare una sindrome vertiginosa soggettiva continua da conseguente alterazione degli stimoli propriocettivi (muscoli ed articolazioni toraciche).

Questi esiti sono correggibili esclusivamente con una idonea attività fisica adattata e indirizzata verso il recupero motorio-vestibolare.

 

Attività Fisica Adattata:

il piano di trattamento per combattere le vertigini posturali secondo la metodica del Prof. Carmelo Giuffrida

Vertigini-Postura-Attività Fisica-Esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida-Studio-Catania-8Per quanto riguarda l’Attività Fisica Adattata, occorre precisare che questa mira a “rieducare” il movimento spontaneo limitato in modo eccessivo, eliminando la “dinamofobia”, cioè la paura del movimento.

La filosofia adottata differisce significativamente da quella di molti Specialisti che, al contrario, si limitano ad illustrare al soggetto una serie di esercizi preimpostati da eseguire a domicilio.

L’attuale protocollo si basa sulla considerazione che, raramente, il soggetto eseguirà con regolarità ed in modo corretto gli esercizi proposti.

Senza un idoneo addestramento e senza la necessaria dimostrazione della perfetta controllabilità della crisi stessa, si rischia di procurarsi volontariamente una vertigine.  Ciò sebbene questa tenda ad autolimitarsi in pochi secondi ed a scomparire progressivamente con la ripetizione dell’esercizio stesso.

Per inciso, questa considerazione è particolarmente vera per i soggetti più ansiosi (spesso indipendentemente dalla patologia).

Dopo una completa valutazione, solo nei casi più semplici, quindi, viene fornito al soggetto uno schema domiciliare personalizzato per il controllo del suo specifico disturbo.

Nella maggior parte dei casi, il soggetto deve essere sottoposto ad una serie di sedute ravvicinate in ambiente altamente specializzato per la rieducazione Chinesiologica-Posturale.

Equilibrio-Postura-Attività Fisica-Esercizio-Prof. Carmelo Giuffrida-Studio-9Gli vengono somministrati esercizi mirati alla sua specifica situazione, ed in tal modo, generalmente già dalle prime sedute, si riesce ad eseguire tutti i movimenti senza alcun fastidio.

E’ importante, contemporaneamente, correggere gli squilibri posturali che, nelle forme più importanti, necessiteranno di un vero e proprio protocollo motorio protratto.

Ormai convinto della reale efficacia del movimento quale “farmaco per curare” le “sue” vertigini il soggetto verrà istruito idoneamente. Successivamente, dovrà proseguire con regolarità gli esercizi a domicilio per il tempo necessario.

Le manovre liberatorie sono potenzialmente in grado di “curare” il labirinto. L’Attività Fisica Adattata stimola globalmente le funzioni posturali, motorie, sensoriali-percettive, propriocettive, … e riesce a “curare” il soggetto sotto i vari aspetti, labirintico, motorio, psicologico.


BIBLIOGRAFIA

Baloh R.W. – Vertigine episodica – Conn’s Current Therapy; 1999. Elaborazione sito www.okrieducatore.it.
Ferlinz R. – Diagnostica differenziale in medicina interna. – Masson; 497-504; 1987.
Maurizi M,, Galli A. – Vertigine parossistica posizionale benigna. – Enciclopedia Medica Italiana, Aggiornamento II° USES; p.6187-6191; 2000.


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