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Vulvodinia e Attività Fisica Adattata a Catania

Vulvodinia e Attività Fisica Adattata a Catania

 

dispareunia - vulvodinia - Prof. Carmelo Giuffrida - CataniaLa vulvodinia (Vulvar pain syndrome) è una condizione di dolore vulvare cronico che, in modo urente senza una condizione infettiva, infiammatoria o neoplastica, coinvolge una infinità di donne. Tra le cause di dispareunia più frequente, interessa prevalentemente il 12% tra le donne in età riproduttiva e il 16% tra le donne nella popolazione generale.

La sua classificazione distingue due sottoinsiemi clinicamente distintivi: vulvodinia disestetica e vestibolite. In pratica, varia in rapporto alla localizzazione; può essere di tipo generalizzato, se il dolore è esteso a tutta la vulva, o localizzata se l’algia è circoscritta ad una porzione precisa.

La vulvodinia può essere provocata, se il dolore viene evocato a seguito di uno stimolo (rapporto sessuale e/o inserimento di un tampone vaginale), non provocata (algia spontanea), o mista.

Sensazioni di bruciore, fastidio vulvare e algia urogenitale producono un intenso impatto sulla qualità di vita, interessando la sessualità e il benessere psicologico.

L’impatto devastante della vulvodinia include disfunzioni sessuali, infertilità, depressione e, persino, suicidio.

Tra le ipotesi eziopatogenetiche più accreditate emerge quella funzionale della sensibilizzazione del sistema nervoso periferico e centrale, secondario a un evento scatenante di natura fisica o psicologica.

 

Vulvodinia: dal dolore all’eziopatogenesi per la scelta degli innumerevoli trattamenti!

 

dispareunia-vulvodinia-dolore vaginale-algia vulvare-Prof. Carmelo Giuffrida-CataniaL’ipertonicità dei muscoli del pavimento pelvico è stata implicata a metà degli anni ’90 come causa scatenante del dolore vulvare cronico maggiore. La sindrome della vescica dolorosa, la sindrome dell’intestino irritabile, la fibromialgia e il disturbo della mandibola temporo-mandibolare sono co-morbilità comuni note che possono causare una serie di disfunzioni muscolari, viscerali, ossee e fasciali associate. Sembra che la normalizzazione di tutti questi disturbi svolga un ruolo fondamentale nel ridurre i disturbi del dolore vulvare cronico e delle disfunzioni sessuali.

Non essendo specifica la diagnosi di vulvodinia, l’eziopatogenesi incerta produce scarsa efficienza dei trattamenti che non sono basati su forti evidenze scientifiche restando un disturbo difficile da trattare per il clinico.

Nel corso del tempo, i trattamenti proposti variano dall’adozione di misure eutrofiche vulvari, ai farmaci anti-nocicettivi (lidocaina, capsaicina), agli agenti antinfiammatori (corticosteroidi, interferone), ai farmaci neuromodulatori (anticonvulsivanti e antidepressivi), agli agenti ormonali e miorilassanti (p. es., tossina botulinica), al biofeedback, alle terapie fisiche riabilitative, all’elettrostimolazione, alla psicoterapia e, non ultimo, all’intervento chirurgico con la rimozione chirurgica del vestibolo doloroso, che è l’ultima risorsa.

L’ottimale sarebbe un approccio longitudinale individualizzato di tipo pluridisciplinare, interdisciplinare e multidisciplinare per considerare tutti gli aspetti emergenti da questa multimodale sindrome dolorosa vulvare.

 

Vulvodinia: Il nostro punto di vista sfrutta l’Attività Fisica Adattata

 

dispareunia-vulvodinia-dolore vaginale-algia vulvare-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania-2Le Scienze e le Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate oggi sono molto attente ad attivare momenti preventivi, di recupero funzionale e di miglioramento della qualità della vita. Quando la sfera intaccata riguarda il recupero uro-ginecologico si ricercano i migliori risultati per la funzione. Pertanto, se ne ricava un maggior benessere e un miglior stato di salute.

Le metodologie tecniche rappresentano un valido ausilio in quanto consentono di mettere in stretta relazione funzionale la patologia, ormai cronicizzata, con il tono mio-fasciale dei muscoli del pavimento pelvico e peri-anale. Inevitabile, inoltre, è l’azione di intervento dei grandi muscoli anti-gravitari che regolano la statica posturale.

È risaputo che l’attività fisica aumenta la produzione di endorfine (questi ormoni naturali si comportano come una specie di anestetico, mimando l’attività della morfina e di altre sostanze oppiacee). In pratica, questi ormoni regalano benessere e piacere allontanando il dolore poiché sostengono l’attivazione di sistemi d’inibizione periferica degli stimoli nocicettivi. Infatti, dallo stimolo si ottiene la produzione e la liberazione degli oppioidi endogeni, dei neuropeptidi e dei neuromediatori ad azione analgesica.

 

Vulvodinia: attività sportive controindicate e indicazioni favorevoli dell’Attività Fisica Adattata in ambiente specializzato!

 

 

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Nella stragrande maggioranza dei casi, chi è affetto da vulvodinia presenta anche un ipertono della muscolatura pelvica che provoca una “chiusura” localizzata delle fibre muscolari conferendo la sensazione di una “morsa” vaginale e/o anale. Numerose donne, durante le attività motorie non controllate ed espletate in ambiente non specializzato, riferiscono un peggioramento della sintomatologia vulvare, associata al percepire “spilli” ai genitali. Queste percezioni producono un affaticamento psicofisico che induce, in genere, alla sospensione dell’attività praticata.

 

Vulvodinia: controindicazioni

 

Sono controindicate le pratiche di equitazione, l’uso della bicicletta e delle cyclette, la pratica dello spinning poiché determinano la compressione delle terminazioni nervose dei genitali fino ad infiammarne e ad irritare i tessuti anatomici.

Anche la corsa, soprattutto se si pratica frequentemente, deve essere bandita in quanto incrementa il tono dei muscoli pelvici.

Infine, il nuoto deve essere evitato poiché il cloro contenuto nell’acqua della piscina può essere causa di irritazione delle mucose vaginali e potrebbe alterarne il ph.

Trova invece grande indicazione con ottimi esiti favorevoli il walking-fit e il nordic walking condotti con camminata sostenuta secondo parametri aerobici ben definiti eseguiti 2÷3 volte alla settimana per un periodo variabile da 30 a 60 minuti.

Il nuoto eseguito in acqua calda termale priva di disinfettanti diventa un naturale miorilassante adottabile quando esistono condizioni di pratica costante con moderazione.

 

Vulvodinia: Attività Fisica Adattata fortemente valida secondo le evidenze scientifiche ma ampiamente sottostimata!

 

Attività Fisica Adattata-disfunzioni del Pavimento Pelvico e perineale-vulvodinia-vaginismo-Prof. Carmelo Giuffrida-Catania

 

L’esercizio fisico migliora la circolazione sanguigna e l’apporto di ossigeno ai tessuti e alla pelvi favorendo la vasodilatazione che riduce gli spasmi dolorosi.

Durante l’attività in regime aerobico si producono alcune sostanze come le IGF-1 e l’ANANDAMIDE che proteggono il tessuto nervoso.

L’Attività Fisica Adattata, invece, svolge un ruolo di essenzialità nel recupero educativo dell’intero complesso pelvico e perineale sebbene, ancora oggi, viene ampiamente sottostimata: IL NOSTRO METODO!

La metodologia di somministrazione delle tecniche più adeguate prevede l’esecuzione di esercizi specifici associati a un recupero della respirazione. Gli esercizi idonei, attivati in un contesto specifico di pianificazione, consentono di recuperare la corretta gestione della regione pelvica e dell’apparato locomotore. Contestualmente, infatti, permettono di tonificare, oltre al pavimento pelvico, anche la parete addominale e gestire la statica della colonna vertebrale. Tutto ciò, infatti, coinvolge una serie di attività muscolari che interessano la catena cinetica posturale. Inoltre, assicura un corretto equilibrio mio-fasciale e conferisce una buona mobilità del rachide assicurando la stabilità del bacino. In pratica, si associa l’intervento delle grandi funzioni organiche che compartecipano alla qualità funzionale dell’esercizio. Infatti, nell’espletamento pratico dell’esercizio, viene coinvolto anche il tetra-ritmo respiratorio con una corretta dinamica. Conseguentemente, compartecipa pure l’apparato cardio-circolatorio con i corretti volumi, intensità e carichi di esercizio.

Vulvodinia: Attività Fisica Adattata e “presa di coscienza” dello schema corporeo e motorio!

 

Localmente, invece, i muscoli disfunzionali e ipertonici della regione vaginale vengono “coscientizzati”. A tale proposito, si fa apprendere come utilizzare le fibre toniche e le fibre fasiche con le contrazioni muscolari e gli esercizi di reverse. Contestualmente, inoltre, vengono spiegate le relazioni esistenti tra i sintomi e la componente muscolare del pavimento pelvico. Utilizzando immagini e modelli anatomici, si favorisce il processo di percezione e di consapevolezza del distretto interessato. Nella pratica quotidiana vengono apprese le diverse azioni del pavimento pelvico. Il fine è quello di favorire il ripristino dei parametri muscolari relativi al rilassamento e alla coordinazione muscolare. Perciò, si usano esercizi guidati e controllati di release e stretching mio-fasciale. Inoltre, si utilizzano esercizi intervallati di rilassamento post-isometrico e di de-tensione del pavimento pelvico. L’intento è quello di agire sulle strutture anatomiche con sinergia e gradualità, conferendo una forma di “reset” del sistema nocicettivo.

L’assuefazione e il sovraccarico vengono controllati limitando l’attività ad un massimo di 1÷2 sessioni alla settimana per una tempistica limitata a 45-60 minuti.

Ginnastica pelvica per la vulvodinia: La raccomandazione finale interessa il lavoro domiciliare!

Attività Fisica Adattata-disfunzioni del Pavimento Pelvico e perineale-vaginismo-Prof. Carmelo Giuffrida

Occorre sempre dedicarsi costantemente ad attività motorie moderate e regolari.

Non bisogna mai abbandonare i regimi e i carichi di lavoro in regime aerobico già appresi nell’ambiente specializzato.

L’uso del buon senso e il seguire i consigli dettati dal proprio Specialista consentiranno certamente di sollecitare positivamente i muscoli disfunzionali della pelvi. Bisogna, perciò, evitare il sopraggiungere dei livelli di soglia che suscitano il dolore e lo stato di eccessivo affaticamento.

L’attività fisica dev’essere calibrata con precisione in presenza di vulvodinia: deve stimolare idoneamente, senza diventare motivo di danneggiamento funzionale.

 


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Vulvodinia e pavimento pelvico con l’aiuto dell’Attività Fisica Adattata

 

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Bibliografia e letture consigliate:

 

Tuma R, Bornstein J. – Vulvar pain syndrome (vulvodynia)-dilemmas in terminology. Harefuah. 2006 Mar;145(3):215-8, 244. PMID: 16599320 Review. Hebrew. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15870521/

Hope K Haefner 1Michael E CollinsGordon D DavisLibby EdwardsDavid C FosterElizabeth Dee Heaton HartmannRaymond H KaufmanPeter J LynchLynette J MargessonMicheline Moyal-BarraccoClaudia K PiperBarbara D ReedElizabeth G StewartEdward J WilkinsonThe vulvodynia guideline – J Low Genit Tract Dis. 2005 Jan;9(1):40-51. doi: 10.1097/00128360-200501000-00009. – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15870521/

Harlow BL, Stewart EG, A population based assessment of chronic unexplained vulvar pain: Have we under estimated the prevalence of vulvodynia? J Am Med Womens Assoc 2003; 58: 82-8 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12744420/

Dee Hartmann 1Julie Sarton 2 Chronic pelvic floor dysfunctionBest Pract Res Clin Obstet Gynaecol. 2014 Oct;28(7):977-90.  doi: 10.1016/j.bpobgyn.2014.07.008. Epub 2014 Jul 17.

Affiliations expand PMID: 25108498 – DOI: 10.1016/j.bpobgyn.2014.07.008 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25108498/

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